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la testimonianza della moderna letteratura
- introduzione
tratto
dall'Enciclopedia di Apologetica
- quinta edizione - traduzione del testo APOLOGÉTIQUE
Nos raisons de croire - Réponses aux
objection INTRODUZIONE
La testimonianza degli scrittori, dei poeti
soprattutto, è di estremo interesse
per un'apologetica che intenda superare l'astrattismo
delle affermazioni e incarnare la verità
nella concretezza della vita. Ogni
vero poeta od artista ci scopre un'anima,
svela in qualche modo il dramma che si svolge
nell'intimo dell'uomo tra la verità
e l'illusione, tra il bene ed il male, tra
l'io e Dio. Un dramma che ha come scena il
mondo in cui l'uomo vive, per attori quanti
gli sono intorno, per coro parlante o muto
la società. Alcuni poeti saranno più
" monodia ", tendenti cioè
alla espressione lirica, individuale; altri
più " corali " portati a
tradurre i sentimenti, i contrasti, le gesta
della collettività, piccola o grande,
nobile o proletaria. Un'epoca si rispecchia
sempre nelle opere dei suoi poeti rappresentativi,
ora in un aspetto ora in un altro, a volte
anche per intero; come nella commedia di Dante
si specchia vivo l'ultimo Medioevo e nel Faust
di Goethe l'età moderna. Ci
furono epoche in cui l'arte era concepita
come imitazione di modelli ritenuti perfetti;
in altre l'arte era intesa piuttosto come
meraviglia e diletto. Non che allora tutti
gli artisti fossero degli imitatori o dei
dilettanti, ma quello era ù concetto
dominante cui s'informava l'orientamento dei
più e il gusto del pubblico. È
chiaro che da tali premesse non può
seguire una letteratura ricca di testimonianze
per l'apologetica, perché difficilmente
si scende nel profondo dell'anima. Nei
tempi nostri invece, attraverso un secolo
di battaglie ingaggiate dal Romanticismo,
è maturata una concezione ben più
seria ed impegnativa dell'arte, specialmente
della poesia. Contro il classicismo accademico
i romantici — a cominciare dalla prima generazione
— affermarono che a la poetica è nell'anima
", non nelle regole della scuola, e che
perciò il fatto artistico è
creazione sempre originale, trae origine dall'intimo
sentire dell'uomo, si esprime nell'immagine,
nel suono e nel ritmo aderente a quel sentimento.
La poesia quindi è confessione sincera,
serio impegno, espressione piena della personalità. Ma
il poeta non è un solitario che parli
solo a se stesso: egli è il genio di
una stirpe, l'interprete di una età.
Nella sua anima passano le aspirazioni profonde,
le inquietudini e i contrasti, le conquiste
e le sconfitte che agitano gli uomini del
suo tempo o che preparano tempi nuovi. Senza
sottoscrivere all'affermazione romantica del
poeta "vate", rivelatore del divino
e dei destini umani, è certo che ogni
autentico poeta (in versi o non in versi)
è un rivelatore di anime, uno che scopre
la realtà nel profondo e ad un certo
momento sente la presenza o il vuoto di Dio. "
Oggi il poeta, scrive Giuseppe Ungaretti,
sa che la poesia è ricerca di Dio,
anche quando suona bestemmia ". "
Una grande opera romanzesca, soggiunge Francesco
Mauriac attraverso gli uomini che ritrae,
attraverso i cuori che apre, riproduce per
noi, se abbiamo la fede, con la stessa evidenza
del lino della Veronica o della Sindone, la
Faccia adorabile del Cristo ". Compito
del lettore e del critico credente sarà
quello di " penetrare nell'intimo di
un'opera e di una vita, non per trovaIVi motivi
dì velarsi la faccia, ma per cercarvi
le tracce di Dio ". Sulla
scorta di queste testimonianze autorevoli,
crediamo poter raggruppare quelle degli scrittori
moderni, tra i più rappresentativi,
in due parti: I.
Il vuoto di Dio; II
La ricerca di Dio.
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