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Tipologia
religiosa del P. Schmidt
tratto
dall'Enciclopedia di Apologetica
- quinta edizione - traduzione del testo APOLOGÉTIQUE
Nos raisons de croire - Réponses aux
objection
§ 1. -
Le civiltà primitive. Stato
culturale. -
L'uomo si serve direttamente dei prodotti
naturali dedicandosi alla raccolta dei frutti
spontanei, alla caccia e alla pesca; il suo
mobilio è semplicissimo e comprende
archi, frecce, bastoni, accendifuoco, impiantiti
di scorza, vestiti sommari, pelli d'animali,
ceste intrecciate, piccoli utensili di legno,
come tra i Pigmei; i primitivi delle regioni
meridionali e artiche hanno anche qualche
strumento di pietra tagliata e ordinariamente
sostituiscono l'arco e le frecce con mazze
e lance. Nell'organizzazione
sociale dei nostri primitivi, la famiglia
occupa il primo posto; non c'è autorità
sociale, individuale o collettiva forte e
attiva; la vita collettiva 6 molto ridotta,
ma l'individualismo molto accentuato. Quindi,
in queste popolazioni, il sociale non ha il
potere costrittivo supposto dalla scuola sociologica,
nò esiste il clan totemico, che questa
scuola fa tanto grande. Religione.
-
L'abbiamo già descritta nel traiti)to
sulla natura e l'origine della religione.
Vedere pp. 87-91. La sua relativa purezza
fa contrasto con la miseria della civiltà
materiale, il che prova che questa non procede
sempre di pari passo con quella spirituale. §
2. - Le civiltà primarie. Secondo
l'ambiente, dalla civiltà primitiva
sorsero tre diverse civiltà: civiltà
della grande caccia, civiltà della
piccola coltura, civiltà dei pastori
nomadi. Quindi, non abbiamo qui uno sviluppo
lineare, ma a fasci. Identica constatazione
facciamo tracciando l'albero genealogico delle
specie animali. La
grande caccia. a)
Stato culturale. - È questo
il ciclo totemico, ed è innegabile
che il totemismo, pur non essendo primitivo,
fu considerevolmente diffuso e, d'altronde,
rivesti forme assai diverse e spesso venne
modificato dall'influsso dei cicli culturali
diversi da quello proprio. In questo sistema,
ogni clan ha il suo totem che primitivamente
pare fosse proprio una specie animale, poiché
la parentela del clan col suo totem è
la conseguenza d'una relazione primitiva,
che si suppone esistita tra l'antenato umano
del clan e l'animale in questione, rappresentata,
secondo i casi, come filiazione, affinità
naturale, alleanza positiva, una qualsiasi
solidarietà o anche una semplice omonimia.
È interdetto uccidere e soprattutto
mangiare l'animale totemico, perché
si volle certamente riservarlo per scambi
commerciali che al tempo della civiltà
totemica si moltiplicavano. Nell'organizzazione
sodale, il clan prevale sulla famiglia, relegata
in secondo piano. Domina il provveditore del
clan; la vita materiale è meglio assicurata
e più ampia; vi sono progressi tecnici
(armi di stocco, che rappresentano un progresso
in confronto degli sviluppati utensili litici).
In tutto questo, l'azione ha un ardimento
sconosciuto al vero primitivo; c'è
un vivissimo sentimento di solidarietà
vitale con una specie animale divenuta molto
importante nella vita economica e commerciale;
il legame sociale all'interno del clan si
rafforza; i clan si raggruppano in tribù,
facendo sentire profondamente l'unità
sociale. b)
Religione. - I successi ispirano
al cacciatore totemico la fiducia d'impossessarsi
della natura, e lo sviluppo della vita sociale
crea una mentalità gregaria perturbatrice
e paralizzante, e fa nascere la magia, specialmente
quella attiva, che ricorre ai riti di fecondità
per assicurare prima la moltiplicazione dell'animale
totemico, poi la crescita della pianta-totem.
Questi riti, come ì'in-tichiuma degli
Arando, dell'Australia centrale, non hnnno
nulla di specificamente religioso. Non c'è
comunione totemica, checché ne abbia
dello Robot-son Smith, ispiratore di Durkheim;
il totem è distribuito non ai membri
del clan, ma agli uomini degli altri clan
per significarne il valore di scambio commerciale;
gli atti più o meno religiosi che s'infiltrano
nelle cerimonie magiche sono rivolti agli
antenati umani della tribù e non al
totem, che riceve solo attestati di riverenza
sociale. La
religione propriamente detta si materializza,
e l'Essere supremo viene assimilato al sole,
a spese della sua trascendenza, della sua
qualità di creatore e dei suoi attributi
morali. Anche l'antenato maschile della tribù
e gli antenati del clan sono assimilati al
sole, e quindi, avvicinati all'Essere supremo
fino al punto da sembrare confondersi con
esso. Si sviluppa un'abbondante mitologia
solare con i suoi animali solari: aquila,
falco, leone, lupo. Cosi,
il culto s'imbastardisce; il sacrificio pare
scomparso; la preghiera si distingue appena
dalla formula magica, e l'uomo è meno
religioso di prima, sia collettivamente e
sia soprattutto come individuo. Durkheim segnala
giustamente l'assorbimento dell'individuo
nel gruppo, ma il fatto non è completamente
primitivo. Dominano i riti dell'iniziazione
dei giovani alla vita sessuale con reclusione
e astinenze, durante le quali al neofita vengono
insegnati la storia e i costumi della tribù,
attraverso la circoncisione e un periodo di
licenza sessuale. In questi riti, si nota
ben poco di religioso, se si eccettua l'assimilazione
del candidato al sole nascente (donde le pitture
in rosso). L'antenato tribale è onorato
con cerimonie che scompaiono nelle pratiche
magiche. L'Essere supremo resta in secondo
piano, e il suo culto viene soppiantato dal
sole mattutino, prima considerato come suo
figlio. La
piccola coltura. a)
Civiltà generale. - La piccola
coltura orticola è propria della donna
attorno alla quale e sotto il cui predominio
si organizza la famiglia. Siamo di fronte
a una civiltà matriarcale, molto estesa,
che presto si mescola alle altre forme di
cultura primaria. È difficile seguire
la sua evoluzione, che è molto complessa.
b) Religione. II regime economico
porta al culto della Terra-Madre, cui viene
offerto il sacrificio vegetale delle primizie.
Il regime sociale produce il culto della prima
madre della tribù, identificata con
la luna, che con le sue fasi si crede regga
la vita sessuale della donna. Si sviluppa
tutta una mitologia lunare: luna chiara e
luna oscura; figli gemelli della luna opposti
come il bene e il male; animali lunari: serpente,
lepre, riccio. L'Essere supremo non è
scomparso completamente e può essere
intravisto dietro la luna chiara.
Intanto,
si sviluppa la magia passiva dei cattivi presagi
per il carattere timido e passivo della donna
e delle sorti della cultura. L'animismo, anteriore
alla civiltà matriarcale, si sviluppa
grandemente, collegato col culto dei morti
o manismo. Lo sciamanesimo, già sorto
in antecedenza, ora si precisa e si organizza.
Lo sciamano o sacerdote-stregone deve il suo
potere alle presunte relazioni con gli spiriti.
La donna è spesso la sciamana della
tribù. Il
sacrificio si sviluppa sotto due forme: quello
vegetale delle primizie alla Terra-Madre,
e quello alimentare ai morti con l'offerta
di utensili, armi, eco, che influirà
sulla forma dei sacrifici offerti agli dèi. Per
reagire alla preponderanza femminile, sorgono
società segrete di uomini, con culto
degli antenati, danze mascherate davanti a
teschi, magia nera, sacrifici umani e cannibalismo
rituale. Intanto,
la nozione di spirito che si sviluppa nella
civiltà matriarcale doveva condurre
a una più esatta concezione dell'Essere
supremo. L'idea di spirito puro, distinto
dal corpo, a permetteva di risolvere numerose
difficoltà riguardo agli attributi
d'eternità, d'onniscienza, d'onnipresenza
dell'Essere supremo. Finché non fosse
acquisita questa nozione, quella di semplice
personalità formata il più spesso
sul tipo della personalità umana concreta,
non dava sufficienti garanzie contro l'antropomorfismo.
Tuttavia, non si deve dimenticare che, nei
primitivi, si trovano già certe affermazioni
dell'immaterialità dell'Essere supremo
" (1). Civiltà
dei pastori nomadi
a) Caratteri generali. -
L'allevamento non sorse dalla grande caccia
totemica, ma dalla piccola caccia primitiva
e caratterizza una civiltà veramente
primaria, che però è prevalentemente
mascolina, come il totemismo, e che, nella
sua formazione e nella prima evoluzione, si
manifesta molto più fedele allo spirito
della civiltà primitiva che non le
altre due civiltà primarie, ma disgraziatamente
è difficile liberarne la forma originale.
e in molte manifestazioni, non è stata
studiata da vicino. b)
Religione. -
È più facile riconoscere l'Essere
supremo nella religione dei nomadi che in
quella delle civiltà dei cacciatori
e della piccola coltura, come dimostrano l'Allah
degli Arabi prima dell'Isiam, il grande dio
della generalità dei popoli camitici
dell'Africa e i grandi dèi indoeuropei
nella forma più arcaica. I
nomadi, vivendo sub din nella grande steppa
aperta e nuda, erano portati a identificare
praticamente l'Essere supremo col cielo materiale.
Quest'identificazione risale alla loro epoca,
che non è primitiva, contrariamente
a quanto pretende R. Pettazzoni. Di conseguenza,
specialmente nella religione indoeuropea e
babilonese, bisogna notare il sorgere di una
mitologia naturistica e in modo particolarissimo
astrale, dove si fa presto sentire l'influsso
animista. (1)
W. Sohmidt, Origine et évolution
de la religion, pp. 120121. L'Essere
supremo viene sovraccaricato d'attributi mitologici
e si trova in concorrenza con nuove personalità
divine. Ma in quest'evoluzione bisogna tener
conto dei possibili apporti dei sistemi culturali
diversi da quello della civiltà pastorale. La
Terra-Madre, sposa del cielo, viene dall'epoca
della cultura matriarcale, e accanto al Dio
del cielo, appare anche lo spirito del male,
che sembra essere uno spirito della terra
e che talvolta riceve un culto magico, come
antenato della tribù. I
popoli della grande famiglia patriarcale sono
fieri dei loro antenati, intermediari tra
la divinità lontana per la sua grandezza
e gli uomini, e rendono ad essi un culto,
che mette in disparte quello del Gran Dio.
Tra i Mongoli, l'antenato tribale viene più
o meno identificato con l'Essere supremo;
infine, tra i popoli diventati presto guerrieri,
il culto degli antenati mediatori si particolarizzò
nel culto degli eroi. La
prima forma del sacrificio presso i pastori
è quella delle primizie, e offrono
al Gran Dio il primo latte del gregge; segue
poi il sacrificio dei primogeniti degli animali.
Tra di essi, è ancor più tardiva
la circoncisione, che tra i semito-camiti
fu certamente introdotta dai totemisti e assunse
il carattere d'offerta delle primizie della
vita sessuale. La preghiera viene praticata
durante o fuori del sacrificio. I
riti tendono a complicarsi; al principio,
non ci sono né templi né sacerdoti,
eccetto il patriarca, che monopolizza la funzione
cultuale con tutte le altre. Questo monopolio
è ignoto ai primitivi. Il Gran Dio
non viene rappresentato da immagini; la magia
ha poco o punto parte nel suo culto. Ma gli
antenati eroi, venerati nelle cappelle erette
sulle loro tombe, gli fanno concorrenza, come
pure le divinità astrali, il culto
delle quali è ben presto pervaso completamente
dalla magia, a spese dell'idea morale legata
al Gran Dio. Qui però altre civiltà
apportano e impongono il loro influsso. §
3. - Le civiltà secondarie. Specialmente
in materia religiosa, il contatto e la combinazione
in diversi gradi di civiltà primarie
tra loro fanno sorgere mentalità e
forme cultuali così complesse, che,
se non si tengono i diversi fili che s'incrociano
in ciascun caso, spesso è impossibile
sbrogliare la matassa. La
religione nella civiltà secondaria
della piccola coltura combinata con l'allevamento.
- La civiltà religiosa della piccola
coltura fece sentire molto presto il suo influsso
su quei sistemi culturali con i quali venne
in contatto. Abbiamo già segnalato
una certa penetrazione dello sciamanesimo
nella primitiva civiltà settentrionale,
il quale sciamanesimo, con le sue danze e
riti medici, si aperse una via fino ai popoli
mongoli, rappresentanti per eccellenza della
civiltà pastorale. Qui,
però, si tratta d'una combinazione
della civiltà dei pastori nomadi con
quella della piccola coltura matriarcale,
che finisce col creare quella che si chiama
civiltà materna libera, cioè
senza classi esogamiche (al di fuori delle
quali bisogna sposarsi). Il
Gran Dio, spesso un Dio-Cielo, talora un Dio-Luna,
è sempre maschile; donde
viene attestato l'influsso della civiltà
pastorale, cui si deve anche attribuire una
certa restaurazione dei lineamenti elevati
di questo Dio, che caratterizzano l'Essere
supremo della civiltà primitiva. Invece,
l'aggiunta di una sposa, la dea Terra, al
Gran Dio, è d'origine matriarcale,
e in quanto è concepita come Dea-Madre,
manifesta specialmente l'influsso femminile,
che è ancor più sensibile quando,
come in India, giunge a farne la forza intima
e l'essenza segreta del Gran Dio maschile,
dove s'intrav-vede un primo saggio di speculazione
teologica. La
religione della piccola coltura afferma la
sua preponderanza nel campo culturale. Così,
tra i Bambù, che in generale rappresentano
bene questa civiltà composita, Mons.
Le Roy osserva che il Gran Dio non è
oggetto di alcun culto speciale e continuo,
ma resta inaccessibile agli uomini, dei quali
si occupa solo per farli morire (2). L'animismo
naturista diede al culto un'innumerevole moltitudine
di beneficiari con personalità mal
definita, di cui si cerca di sfruttare, per
fini utilitari, la benevolenza o di disarmare
la supposta ostilità. Ma il culto principale
resta quello degli antenati, da cui l'influsso
pastorale contribuisce a far emergere sempre
più gli eroi. Questi spiriti naturisti
e antenati, secondo i casi, sono onorati d'un
culto privato, familiare o tribale. Frequenti
sono i sacrifici, come quello animale o vegetale
delle primizie, sacrifici in occasione di
cerimonie e di feste spesso seguite da un
banchetto. Il culto dei teschi origina la
caccia dei crani. "
II culto si sdoppia in una magia animista
e manista. I riti della fecondità si
servono del sangue umano fresco, del cuore,
del fegato, ecc, strappati ancor vivi. I prigionieri
di guerra vengono torturati con intelligenza
con fini magici, e il sacrificio umano giunge
perfino a invadere Io stesso culto religioso,
il culto dei morti e degli dèi "
(3). La
religione nella civiltà secondaria
della pìccola coltura combinata con
la grande caccia. - È caratterizzata
dall'associazione del Dio-Sole to-temista
e della Dea-Luna del matriarcato, come sposi,
o fratello e sorella o tutti e due insieme.
In Egitto, per esempio, abbiamo Rà,
dio solare; Osiride, la luna chiara; Set,
la luna scura; Iside, la dea luna, loro sorella,
sposa amante che li ricalca, e Oro, dio solare,
figlio di Iside, che segna il risveglio dell'influsso
totemico. Prevale il culto dei morti sorto
dalla civiltà matriarcale; il capo
stregone o il re, figlio del sole, o almeno
suo rappresentante, ha un carattere sacro.
La magia è invadente e segue i riti
totemici di fecondità animale e i riti
matriarcali di fecondità agricola. La
religione nella civiltà secondaria
dell'allevamento combinato con la grande caccia.
- Questo complesso, che nella forma che gli
è propria, si trova soltanto presso
i Dravidi dell'India e alcune popolazioni
orientali e nordorientali dell'Africa, unisce
malamente i culti del dio-cielo e del dio-sole.
Sono venerati animali (vacca, toro, ecc) sotto
l'influsso del nomadismo e del totemismo. (2)
La Pygmées, nuova ed. senza data, Parigi,
p. 176.
(3)Précis
de sociologie, di A. Lemonnyer, o. p., J.
Tonneau, o. p.. e R. Troudp,
Édilions Publiroc, Marsiglia, 1934,
pp. 451-453, di Lemon-nyer.
§
4. - Le civiltà terziarie. Le
civiltà superiori non nacquero dall'insieme
delle civiltà secondarie, ma unicamente
dalla civiltà pastorale. Abbiamo una
nuova prova che l'evoluzione spirituale dell'umanità
non è lineare. Molte cause favorirono
l'influsso preponderante della cultura pastorale:
la forte organizzazione della grande famiglia
patriarcale e il nomadismo le permettono una
vasta estensione, e la sua relativa fedeltà
alla tradizione primitiva le valsero una preponderanza
spirituale. Al principio del neolitico, quando
l'ultimo scioglimento glaciale le permette
di espandersi oltre il centro dell'Asia, essa
invade l'India, la Cina, l'America degli Inkas,
degli Aztechi e dei Mayas, facendo sorgere
le civiltà superiori, caratterizzate
da un intenso sforzo per assimilare e unificare
elementi diversi. Il
politeismo superiore. a)
Credenze. - Prima, vengono creati
panteon di fortuna, presieduti dal Gran Dio
della civiltà pastorale più
o meno evoluta. Questo era facile per i Gran
Dei, più arduo per la turba delle divinità
secondarie sorte dall'animismo naturista e
dal manismo, alle quali però la magia
e la superstizione popolare assicurano un'influsso
considerevole. La centralizzazione politica,
poi la riflessione teologica dei collegi sacerdotali
unificano maggiormente i panteon, senza tuttavia
sfociare in un vero monoteismo. Nemmeno in
Grecia la riflessione filosofica raggiunse
una nozione in tutto precisa, viva e religiosa
di Dio, né riuscì a rigettare
il politeismo puramente e semplicemente. b)
Culto. - Vengono edificati templi
monumentali e pieni d'immagini divine d'ogni
forma, come oggetti naturali, figure teriomorfiche,
antropomorfiche miste, simboli astrali, animali
viventi. Vennero costituiti numerosi collegi
sacerdotali con una saggia gerarchla, e si
svilupparono considerevolmente i rituali e
le cerimonie religiose. Ha
grande importanza il sacrificio cruento, soprattutto
quello per il peccato; il culto dei morti
e la schiavitù, divenuta istituzione
sociale nella civiltà terziaria, conducono
ai sacrifici umani, perché gli schiavi
devono seguire i loro padroni nell'altra vita
e continuare a servirli; si perpetua la magia
in forma ufficiale od occulta e malefica. Intanto,
formalismo e immoralità vuotano i culti
ufficiali d'ogni spirito religioso, a Mentre
si sviluppa la speculazione filosofica, che
ora se ne disinteressa e ora si applica a
rinnovarli interpretandoli, i culti misterici
e le confraternite mistiche, in cui, e specialmente
nei primi, rivive la tradizione religiosa
e magica delle iniziazioni alle società
segrete della piccola cultura e la magia del
totemismo, vanno moltiplicandosi e, più
che far rivivere, pervertono il sentimento
religioso " (4). Le
granai religioni. -
Ecco finalmente comparire le grandi religioni
storiche: taoismo e confucianesimo in Cina,
bramanesimo e buddismo in India, Islam in
Arabia, e, in Palestina, il Cristianesimo
erede della religione israelitica. (4)
Précis de sociologie, pp. 459-460.
" Specialmente in Cina, scrive W. Schmidt,
è evidente che queste religioni non
si scostano affatto dalla linea della loro
evoluzione interna; taoismo e confucianesimo,
ciascuna a. suo modo, non fanno che attuare
e consolidare le tendenze proprie della civiltà
cinese; nell'India, il bramanesimo con le
sue rigide classi non è altro che la
consecrazione religiosa delle caste sociali
sorte dalla conquista degli arii, il buddismo
rappresenta un tentativo d'infrangere questo
sistema, ma è anche una reazione della
civiltà matriarcale respinta, e riesce
a stabilirsi, ad abolire le caste e a sollevare
un po' la condizione della donna solo nelle
regioni dove la civiltà matriarcale
aveva conservato un certo influsso. L'Islam
poi non è altro che la religione del
nomadismo conquistatore e la giustificazione
religiosa delle sue imprese guerresche e della
pretesa al dominio universale. Bisogna inoltre
tener nel giusto conto l'influsso giudeo-cristiano
sulla restaurazione espressamente monoteista
di Allah, il grande Dio dei pastori arabi.
Il caso del cristianesimo, sta a sé
e non è la semplice valorizzazione
delle forze culturali anteriori, comprese
quelle giudaiche, né un ripudio puro
e radicale di esse. Esso pare avere il suo
punto d'appoggio altrove, fuori delle correnti
culturali; esso penetra nel seno dell'evoluzione
culturale con forze nuove, che non sono dell'ordine
materiale, ma consistono in idee ed energie
" (5).
(5)
W. SCOHMIDT-W. KOPPESS, Voelker und Kulturen,
I, p. 530. Citato da LEMONNYER, Précis
de sociologie, cui ci ispiriamo in tutta
quest'esposizione.
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