del
Rev. I.B. Pranaitis tratto
da "Il Talmud smascherato"
Da
quanto è stato dimostrato fin'ora,
appare chiaro che, secondo l'insegmanento
del Talmud, i cristiani sono idolatri e tenuti
in odio agli ebrei. Di conseguenza, ogni ebreo
che deisera piacere a Dio ha il dovere di
osservare i precetti che furono trasmessi
ai Padri della loro razza quando vivevano
in Terra Santa e che riguardano i gentili
idolatri, sia quelli che abitavano fra di
loro che quelli che abitavano in paesi vicini.
L'ebreo perciò deve (1) Evitare i cristiani;
(2) Fare tutto ciò che può per
sterminarli.
CAPITOLO I
I CRISTIANI DEVONO ESSERE EVITATI
Gli ebrei devono evitare tutti i contatti
con i cristiani per quattro motivi: (1) Perchè
non sono degni di partecipare alla vita ebraica;
(2) Perchè sono immondi; (3) Perchè
sono idolatri; (4) Perchè sono assassini.
Articolo I. - I Cristiani Devono Essere
Evitati -
Perchè Sono Indegni di Partecipare
ai Costumi Ebraici
L'ebreo, per il fatto di appartenere alla
razza eletta e di essere circonciso, possiede
una tale dignità che nessuno, nemmeno
un angelo, può essergli uguale. Infatti,
egli viene considerato quasi uguale a Dio.
"Colui che colpisce un israelita"
dice il rabbino Chanina "agisce come
se schaffeggiasse la faccia della Divina Maestà
di Dio."
L'ebreo è sempre considerato buono,
nonostante certi peccati che possa commettere;
nè possono i suoi peccati contaminarlo,
più di quanto la sporcizia possa contaminare
il gheriglio della noce, ma sporca solo il
suo guscio. Solo l'ebreo è considerato
un uomo; l'intero mondo gli appartiene e tutte
le cose lo devono servire, specialmente "gli
animali che hanno forma di uomini."
E' perciò chiaro che essi considerano
contaminanti tutti i contatti con i cristiani,
in quanto detraggono dalla loro dignità.
Perciò essi devono secondo la loro
legge tenersi il più lontano possibile
da tutti coloro che vivono e agiscono come
fanno i cristiani.
1. L'EBREO NON DEVE SALUTARE IL CRISTIANO
Nel Gittin, (62a), si dice:
"L'ebreo non deve mai entrare nella casa
di un Nokhri di giorno di festa per salutarlo.
Comunque, se lo incontra per la strada, potrà
salutarlo, ma brevemente e a testa china."
2. L'EBREO NON DEVE RICAMBIARE IL
SALUTO DEL CRISTIANO
Nello Iore Dea (148,10) si dice:
"L'ebreo non deve ricambiare il saluto
del cristiano inchinandosi davanti a lui.
E' bene perciò salutarlo per primo
evitando così di risponderein caso
che l'Akum lo saluti per primo."
Il rabbino Kohana dice che quando un ebreo
saluta un cristiano egli deve prima dire ""Pace
al mio Signore," intendendo con ciò
il suo rabbino. Infatti il Tosephoth dice:
"Perchè il suo cuore si rivolgeva
al suo rabbino."
3. L'EBREO NON DEVE PRESENTARSI DAVANTI
AD UN GIUDICE
CRISTIANO
Nel Choshen Hammischpat (26,1) si dice:
All'ebreo non è permesso portare il
suo caso davanti ai giudici Akum, anche se
la questione venisse giudicata secondo le
decisioni della legge ebraica, e anche se
entrambe le parti fossero d'accordo di attenersi
a tali decisioni. Colui che lo fa è
empio e simile ad uno che calunnia e bestemmia
e che alza la mano contro la Legge trasmessa
a noi da Mosè, il nostro grande legislatore.
La Hagah dice "Il Bethin ha il potere
di scomunicare questa persona fino a che egli
non liberi il suo fratello ebreo dalle mani
dei gentili.'"
4.
NON E' PERMESSO USARE I CRISTIANI COME TESTIMONI
Nel Choshen Hammischpat (26.1) si dice:
"Il Goi o il suo servo è incapace
ad agire come testimone."
5.
ALL'EBREO NON E' PERMESSO DI CIBARSI DI CIBO
CRISTIANO
Nello Iore Dea (112,1) si dice:
"Gli anziani proibirono di mangiare il
cibo degli Akum, per non sembrare di essere
in rapporti di amicizia con loro."
E nell' Abhodah Zarah (35b) si dice:
"Le cose seguenti che appartengono ai
Goim sono proibite: Latte che un Goi prende
da una mucca, se non è presente un
ebreo; anche il loro pane, ecc."
6.
L'EBREO NON DEVE MAI AGIRE NEL MODO DEI CRISTIANI
Nello Iore Dea (178,1) si dice:
"Non è permesso imitare le usanze
degli Akum e agire come loro. Non è
permesso indossare abiti come gli Akum, e
nemmeno pettinarsi come fanno loro .... nè
devono gli ebrei costruire case che assomiglino
ai templi degli Akum."
Comunque, dato che non è possible osservare
tutte queste regole in tutti i luoghi, la
Hagah dice che, fino ad un certo punto, si
possono fare eccezioni come nel caso in cui
ciò tornasse a vantaggio di un ebreo
- se, per esempio, un ebreo potesse trarre
profitto da un commercio che richiede un certo
tipo di abbigliamento.
*****
Articolo II - I Cristiani Devono Essere Evitati
-
Perchè Sono Immondi
Non si sa quanto spesso l'ebreo debba lavarsi
e purificarsi, e nemmeno quanto debba studiare
per evitare tutto ciò che può
contaminarlo. Il Talmud insegna, comunque,
che i cristiani sono persone il cui semplice
contatto tattile rende le cose immonde. Nell'
Abhodah Zarah (72b) si legge:
"Un certo uomo stava versando del vino
da un contenitore ad un altro per mezzo di
un tubo, quando un Goi venne e toccò
il tubo con la mano. Il risultato fu che tutto
il vino (di entrambi i contenitori) dovette
essere gettato via."
Tutti i recipienti, perciò, devono
essere lavati se l'ebreo l'ha acquisito da
un cristiano, anche se non è mai stato
usato. Nello Iore Dea (120,1) si dice:
"Se un ebreo compra da un Akum un recipiente
per usarlo a tavola, sia che sia fatto di
metallo, di vetro o di piombo, anche se è
nuovo, lo dovrà lavare in un Mikvah
(grande catino), o in una cisterna che tenga
quaranta quarti d'acqua."
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Articolo III. I Cristiani Devono Essere Evitati
-
Perche' Sono Idolatri
1. AFFINCHE' l'ebreo non
diventi occasione di peccato per il cristiano
idolatro, secondo il precetto di Levit. XIX,14:
Non porre una pietra d'inciampo davanti al
cieco- egli dovrà evitare tutti i contatti
con essi nei loro giorni di culto ai loro
dei. Nell' Abhodah Zarah (2a) si dice:
"Non è permesso comperare o vendere
loro alcunchè nei tre giorni che precedono
le loro feste idolatriche. E' anche proibito
concedere o accettare aiuto da loro, scambiare
denaro con loro, rimborsare loro un prestito
o permettere loro di rimborsare i loro prestiti."
Nell' Abhodah Zarah, 78c (il Perusch di Maimonide,
fol.8), si dice:
"Tutte le feste dei seguaci di Gesù
sono proibite, e noi dobbiamo comportarci
nei loro confronti come faremmo con gli idolatri.
Il primo giorno della settimana è la
loro festa principale, ed è perciò
proibito intrattenere, nel loro giorno di
sabato, qualsiasi contatto d'affari con coloro
che credono in Gesù. Riguardo il loro
sabato, noi dobbiamo osservare le stesse regole
che osserviamo per le festività degli
idolatri, come insegna il Talmud."
2.
L'EBREO NON DEVE USARE ALCUNA COSA CHE RIGUARDI
IL
CULTO DEI CRISTIANI.
Nello Iore Dea (139,1) si dice:
"E' proibito avere a che fare con gli
idoli e con qualsiasi cosa venga usata per
il loro tipo di culto, sia che sia fatta dagli
Akum o dagli ebrei."
3.
E' PROIBITO VENDERE AI CRISTIANI QUALSIASI
COSA CHE
SERVA PER IL LORO CULTO IDOLATRICO.
Nell' Abhodah Zarah (14b, Toseph) si dice:
"E' sempre proibito vendere incenso ad
un prete idolatra, infatti è evidente
che quando egli lo chiede, lo vuole per il
solo scopo di offrirlo al suo idolo. Perciò,
chiunque glielo venda, pecca contro il precetto
che ci proibishe di porre una pietra d'inciampo
davanti al cieco. E' anche proibito vendere
candele ai gentili per la loro Festa delle
Candele. Le candele comunque possono essere
loro vendute negli altri giorni. Nè
è permesso vendere un calice ad un
gentile che l'ebreo abbia comprato dopo che
è stato rotto e gettato via da un Goi.
E' permesso rivenderlo ad un gentile dopo
che sia stato completamente rifatto. Infatti,
dopo che è stato rotto una sola volta,
esso può essere ancora usato per contenere
il vino che offrono in onore del loro idolo."
Segue poi la proibizione circa la vendita
di libri ai preti cristiani, come abbiamo
visto sopra. Anche il lavoro di rilegare tali
libri è proibito per gli ebrei. Nello
Iore Dea (139,15) si dice:
"E' proibito rilegare i libri degli Akum,
con l'eccezione dei libri di legge. E' permesso,
comunque, se il rifiuto do farlo dovesse causare
ostilità, ma solo dopo che ogni sforzo
sia stato fatto per rifiutare tale lavoro."
Similmente, nello Iore Dea (151,1, Hagah):
"Non è permesso vendere acqua
ad un Akum se si sa che verrà usata
come acqua battesimale."
Si fa menzione anche di molte altre cose che
è proibito vendere ai cristiani, come:
stoffa che possa essere usata per confezionare
vestimenti sacerdotali e bandiere; carta e
inchiostro che possa essere usata per scrivere
libri riguardanti il loro culto. E' proibito
vendere, o anche dare in affitto, ai cristiani
case che verranno usate come luoghi di culto.
Oggigiorno, comunque, gli ebrei commerciano
con i cristiani specialmente nei giorni delle
feste cristiane e vendono loro delle case
ben sapendo che certi sacramenti verranno
amministrati in esse, come il Battesimo, la
Santa Comunione e l'Estrema Unzione. Il Talmud
non può dare nessuna spiegazione di
ciò, e nell'Abhodah Zarah (2a, Toseph)
si dice:
"E' difficile dire con quale diritto
gli ebrei oggigiorno commercino con i Goim
nei loro giorni (malvagi) di festa. Infatti,
sebbene molti di essi commettano tutti i tipi
di perversione e atti licenziosi nei loro
giorni di festa in onore di santi che non
considerano dei, eppure ogni settimana essi
celebrano il Giorno del Nazzareno ((Domenica))
che ci è sempre stato proibito."
Bartenora, comunque, nel suo commentario sull'
Abhodah Zarah (I,2,fol.7b) dice:
"Dato che, mentre siamo in cattività,
non possiamo vivere senza commerciare con
loro e dipendiamo da loro per il nostro nutrimento,
e dobbiamo temerli, è proibito commerciare
con loro solo nei loro giorni di festa. Inoltre,
è ora permesso commerciare ocn loro
anche nei giorni stessi delle loro feste,
perchè i rabbini sono convinti che
non pratichino il culto dei loro idoli solo
perchè commerciano con noi. E ciò
che è proibito in questo libro deve
essere considerato come riferentesi direttamente
all'idolatria."
Il rabbino Tam comunque, sostiene che la Mischnah
proibisce solamente di vendere agli idolatri
cose che essi useranno per il culto degli
idoli, dato che essi si rallegrano e adorano
i loro idoli in quanto ottengono le cose necessarie
per tale culto. Egli lo spiega così
(nell'Abhodah Zarah, 2a, Toseph):
"Nessuno dovrebbe meravigliarsi di questa
nostra usanza. Infatti, sebbene noi li consideramo
idolatri, essi possono solo offrire quello
che comperano con il denaro. Per cui, il nostro
guadagno e la loro gioia non è il motivo
di questa proibizione, in quanto essi avrebbero
abbastanza denaro per queste cose, anche se
noi non commerciassimo con loro."
4.
QUESTA PROIBIZIONE NON SI APPLICA NEL CASO
DEGLI ATEI
Nello Iore Dea (148,5) si dice:
"E' permesso inviare un regalo ad un
Akum in uno dei loro giorni di festa se si
sa che egli non crede negli idoli e che non
rende loro nessun culto."
Maimonide dice la stessa cosa nello Hilkhoth
Akum (IX,2):
"E' sbagliato anche inviare un regalo
ad un Goi nei loro giorni di festa a meno
che non si sia certi che egli non crede nel
culto degli idoli cristiani, e non li serva."
*****
Articolo IV - I Cristiani Devono Essere evitati
-
Perchè Sono Perversi
NON C'E' nulla di cui gli ebrei siano più
convinti del male che i cristiani possano
fare ai figli di Israele. A causa di ciò,
i capi del popolo eletto hanno sempre insegnato
agli ebrei di non accettare aiuto dai cristiani
in quanto essi faranno sempre ricorso all'omicidio
e ad altri crimini tutte le volte che non
riusciranno a conseguire i loro scopi perversi.
Così, l'ebreo non deve assumere dei
cristiani per prestare opera di balia o insegnante
dei suoi bambini, o di barbiere, medico od
ostetrico.
1. NON COME BALIA
Nello Iore Dea (81,7, Hagah) si dice:
"Se è possibile assumere un israelita,
non bisogna assumere un Nokhri come balia
per i bambini; infatti, il latte di una Nokhrith
indurisce il cuore del bambino e gli infonde
una natura perversa."
2.
NON COME INSEGNANTE
Nello Iore Dea (155,1, Hagah) si dice:
"Il bambino non deve essere affidato
agli Akum per imparare l'educazione, la letteratura
e le arti, infatti essi lo condurranno all'eresia."
3. NON COME MEDICO
Nello Iore Dea (155,1) si dice:
"Quando un ebreo è in qualche
modo ferito, anche così gravemente
da dovere infrangere il sabato facendo chiamare
un medico, egli non deve affidarsi ad un medico
cristiano (Akum ) che non sia conosciuto a
tutti nel vicinato; infatti, noi dobbiamo
premunirci contro il versamento di sangue.
Anche se non si sa se il paziente vivrà
o morrà, non si dovrà permettere
a tale medico di curarlo. Se, comunque, si
è sicuri che morrà, allora tale
medico può curarlo, dato che un'ora
di meno da vivere non è una gran perdita.
Se l' Akum insiste che una certa medicina
è buona, è permesso credergli,
ma non acquistatela da lui. Alcuni dicono
che ciò si applica solo quando l'Akum
offre i suoi servizi gratuitamente e che si
può accettare ogni volta che viene
pagato. Ma si può essere sicuri che
essi non farebbero del male ad un ebreo solo
per amor di denaro."
Nel Pesachim (25a) si dice:
"Il rabbino Jochanan dice: l'assistenza
medica di chiunque può essere accettata
eccetto quella degli idolatri, dai fornicatori,
e dagli assassini.
4.
NON COME BARBIERE
Nello Iore Dea (156,1) si dice:
Non è lecito farsi radere da un Akum
a meno che non si sia accompagnati da amici
ebrei. Alcuni dicono che non è permesso
farsi radere da un Akum anche se altri sono
presenti, a meno che non ci si possa vedere
in uno specchio."
5.
NON COME OSTETRICA
Nell' Abhodah Zarah (26a) si dice:
"I nostri rabbini ci hanno trasmesso
l'insegnamento che non si può permettere
alla donna straniera di agire da ostetrica
alla nascita di un figlio di Israele, perchè
gli stranieri indulgono nello spargimento
di sangue. Gli anziani, comunque, dicono che
una donna straniera può prestare questo
tipo di assistenza purchè siano presenti
altre donne ebree e non sia mai lasciata sola.
Il rabbino Meir, comunque, dice che ciò
non è permesso nemmeno quando altre
donne sono presenti. Infatti, spesso avviene
che schiaccino con la mano la morbida testa
del bambino e lo uccidano; e questo può
essere fatto senza che nessuno delle presenti
lo noti.
CAPITOLO II
I CRISTIANI DEVONO ESSERE STERMINATI
I seguaci di "quell'uomo," il cui
nome per gli ebrei significa "Possano
il suo nome e la sua memoria essere cancellati,"
non devono essere considerati diversi da gente
di cui è bene liberarsi. Coloro che
tengono i figli di Israele in cattività
sono chiamati romani e tiranni, e con la loro
distruzione gli ebrei saranno stati liberati
da questa quarta cattività. Ogni ebreo
è perciò tenuto a fare tutto
quello che può per distruggere l'empio
regno degli edomiti (Roma) che governa il
mondo intero. Siccome, però, non è
sempre e dovunque possibile effettuare questo
sterminio di cristiani, il Talmud ordina che
essi siano attaccati almeno indirettamente,
e cioè: di causare loro del male in
tutti i modi possibili, e di ridurre con questo
mezzo il loro potere al fine di aiutare la
loro distruzione finale. Quando possibile,
l'ebreo deve uccidere i cristiani, e farlo
senza pietà.
Articolo I. - SI DEVE FARE DEL MALE
AI CRISTIANI
L'ebreo ha l'obbligo di fare del male ai cristiani
per quanto egli possa, sia indirettamente
- non aiutandolo in nessuna maniera - che
direttamente - distruggendo i loro piani e
progetti; nè deve salvare il cristiano
in pericolo di morte.
I. NON SI DEVE FARE DEL BENE AI CRISTIANI
Nello Zohar (1,25b) si legge:
"Coloro che fanno del bene all'Akum ...
non sorgeranno dai morti."
A volte è permesso fare del bene ai
cristiani, ma solo per aiutare Israele, cioè,
per amore di pace e per nascondere l'odio
nutrito verso di essi. Maimonide nello Hilkhoth
Akum (X,6) dice:
"E' permesso aiutare i gentili bisognosi
così come gli ebrei bisognosi, per
amore di pace..."
Nello Iore Dea (148,12 Hagah) si legge:
"Perciò, se tu entrerai in una
città e troverai che vi si celebra
una festa, tu potrai fingere di rallegrartene
assieme a loro per nascondere il tuo odio.
Coloro che tengono alla salvezza della loro
anima, comunque, dovranno tenersi lontani
da tali celebrazioni. Si dovrebbe far sapere
che è cosa odiosa rallegrarsi con loro,
se ciò può essere fatto senza
incorrere nella loro inimicizia."
1.
NON E' PERMESSO LODARE UN CRISTIANO
Nell'Abhodah Zarah (20,a, Toseph) si legge:
"Non dite niente a loro lode, affinchè
non si dica:
Com'è buono quel goi."
In questa maniera, essi spiegano le parole
del Deuteronomio (VII,2) ... e tu non mostrerai
loro (goim) nessuna misericordia, come citato
nella Gemarah. Il rabbino S. Iarchi spiega
questo passo della Bibbia come segue:
"Non fate loro nessun complimento; è
infatti proibito dire: com'è buono
quel goi!"
Nello Iore Dea (151,14) si legge:
"A nessuno è permesso lodarli
o dire quanto sia buono un Akum. Tanto meno
lodare quello che fanno o raccontare di loro
cose che tornino a loro gloria. Se, comunque,
lodandoli si intende rendere gloria a Dio,
e cioè, in quanto egli ha creato delle
belle creature, allora è permesso farlo."
2.
ALL'EBREO NON E' PERMESSO MENZIONARE LE COSE
CHE I
CRISTIANI USANO PER IL LORO CULTO IDOLATRICO.
Nello Hilkhoth Akum (V,12) si legge:
"E' inoltre proibito menzionare l'Akum;
è infatti scritto (Exodus XXIII,13):
... non menzionare gli altri dei."
3.
SI DEVE PARLARE DEI LORO IDOLI CON SPREGIO
Nello Iore dea (146,15) si legge:
"I loro idoli devono essere distrutti,
o chiamati con nomi spregevoli."
Ibidem, (147,5):
"E' permesso deridere gli idoli, ed è
proibito dire ad un goi: Dio ti aiuti, oppure
ti auguro di riuscire."
Il rabbino Bechai, spiegando il testo del
Deuteronomio sull'odio verso l'idolatria,
dice:
"Le Scritture insegnano di odiare gli
idoli e di chiamarli con nomi ignominiosi.
Perciò, se il nome di una chiesa è
Bethgalia--"casa di magnificenza,"
essa dovrebbe essere chiamata Bethkaria -
casa insignificante, porcile, latrina. Questa
parola karia infatti, denota un luogo basso,
un tugurio."
In
diversi punti gli ebrei danno nomi ignominiosi
alle cose cristiane. Non è fuori luogo
elencarne qui di seguito alcuni che essi danno
a cose e persone considerate care e sante
dai cristiani: GESU' viene ignominiosamene
chiamato Jeschu- che significa Possano
il suo nome e la sua memeoria essere cancellati.
In ebraico, il suo vero nome è Jeschua
che significa Redenzione (Salvamento). MARIA LA MADRE DI GESU',
viene chiamata Charia - sterco, escrementi
(tedesco Dreck). In ebraico il suo vero nome
è Miriam. I SANTI CRISTIANI, per cui
la parola in ebraico è Kedoshim,
sono chiamati Kededchim, (cinaedos)-
uomini effemminati (Fate). Le sante sono chiamate
Kedeschoth, Puttane. LA DOMENICA viene chiamata
il giorno della calamità. LA FESTA DI NATALE viene
chiamata Nital, che indica sterminio. PASQUA non viene chiamata
con il suo nome corretto Pesach (Pasqua
ebraica), ma Ketsach, che significa
abbattere; oppure Kesach, impiccagione.
UNA CHIESA CRISTIANA non
viene chiamata Beth Hattefillah,
Casa di Preghiera, ma Beth Hattiflah,
Casa di Vanità, Casa del Male. I LIBRI DEL VANGELO sono
chiamati Aavon Gilaion, Libri di
Iniquità. I SACRIFICI CRISTINAI sono
chiamati Offerte di Sterco. Nel Talmud di
Jerusalemme (fol.13b) si trova quanto segue:
"Colui che li vede mezabbelim
(defecare - offrire il sacrificio) di fronte
al loro idolo, deve dire (Esodo XXII, 20):
Colui che sacrifica ad un idolo, sia completamente
distrutto."
Il rabbino Iarchi (riferendosi a Num. XXV,3),
insegna che i gentili onorano il loro Dio
defecando davanti a lui. UNA RAGAZZA CRISTIANA che
lavora per gli ebrei nel loro giorno di Sabato
viene chiamata Schaw-wesschicksel,
Immondizia del Sabato.
4. GLI EBREI NON POSSONO FARE REGALI
AI CRISTIANI
Nello Hilkhoth Akum (X5) si legge:
"E' proibito fare regali ai goim. Ma
è permesso farli ad un convertito che
vive fra gli ebrei; è detto, infatti:
'Datelo da mangiare al viaggiatore che si
ferma nelle vostre città, oppure vendetelo
ad un gentile, cioè, vendetelo, non
datelo'."
Nello Iore Dea (151,11) si legge:
"E' proibito fare dei regali all'Akum
con il quale l'ebreo non deve intrattenersi
amichevolmente."
Il Talmud, comunque, permette agli ebrei di
fare doni a gentili che egli conosce e dai
quali egli spera di avere qualcosa in cambio.
5. E' PROIBITO ALL' EBREO VENDERE
LA PROPRIA FATTORIA AD
UN CRISTIANO
Nello Iore Dea (334,43) si legge:
"L'ebreo dovrà essere ripudiato
in 24 casi, cioè... 8° caso: Chiunque
venda la sua fattoria agli Akum deve essere
mandato in esilio - a meno che egli non si
impegni a risarcire tutto il danno causato
agli ebrei che devono subire un Akum come
vicino."
6.
E' PROIBITO INSEGNARE UN'ATTIVITA' COMMERCIALE
AI
CRISTIANI
Nello Iore Dea (154,2) si legge:
"Non è permesso insegnare alcuna
attività commerciale agli Akum"
II.
SI DEVE DANNEGGIARE IL LAVORO DEI CRISTIANI
Dato che i goim servono gli ebrei come bestie
da soma, essi appartengono agli ebrei con
tutte le loro facoltà e la loro vita:
"La vita di un goi e tutte le sue capacità
fisiche appartengono all'ebreo." (A.
Rohl. Die Polem. p.20)
E' un assioma dei rabbini che l'ebreo possa
prendere qualsiasi cosa appartenga ai cristiani
per qualsiasi motivo, anche con la frode;
e ciò non può essere definito
rubare dato che è semplicemente prendere
ciò che gli appartiene.
Nel Babha Bathra (54b) si legge:
"Tutte le cose che appartengono ai goim
sono come un deserto; il primo che passa e
le prende può rivendicarne la proprietà."
1.
NON SI DEVE FAR SAPERE AI CRISTIANI SE PAGANO
UN PREZZO
TROPPO ALTO AD UN EBREO
Nel Choshen Hammischpat (183,7) si legge:
"Se mandi un messaggero a ritirare del
denaro da un Akum e l' Akum paga più
di quanto deve, il messaggero può tenersi
la differenza. Ma se il messaggero non lo
sa, la puoi tenere tu stesso."
2.
GLI OGGETTI SMARRITI DEI CRISTIANI NON DEVONO
MAI
ESSERE LORO RESTITUITI
Nel Choshen Hammischpat (226,1) si legge:
"L'ebreo potrà tenere tutte le
cose che trova, se sono di proprietà
di un Akum, in quanto sta scritto: Restituisci
a tuo fratello ciò che è stato
perduto (Deuter. XXII,3). Infatti, colui che
restituisce (ai cristiani) un oggetto smarrito
pecca contro la Legge in quanto aumenta il
potere dei trasgressori della Legge. E' lodevole,
comunque, restituire gli oggetti smarriti,
se ciò viene fatto in onore del nome
di Dio, cioè, se a causa di ciò
gli ebrei saranno lodati e considerate dai
cristiani persone d'onore."
3.
E' PERMESSO FRODARE I CRISTIANI
Nel Babha Kama (113b) si legge:
"E' permesso ingannare un goy."
E nel Choshen Hammischpat (156,5. Hagah) si
legge:
"Se un ebreo fa buoni affari con un Akum,
in certi posti non è permesso agli
altri ebrei di venire e fare affari con lo
stesso Akum. In altri luoghi, comunque, è
diverso ed è permesso a un altro ebreo
di andare dallo stesso Akum, circuirlo, fare
affari con lui e prendere il suo denaro. Infatti
la ricchezza dell' Akum deve essere considerata
proprietà comune e appartiene al primo
che può appropriarsene. C'è,
comunque, chi dice che ciò non va fatto."
Nel Choshen Hammischpat (183,7 Hagah) si legge:
"Se un ebreo fa affari con un Akum e
un fratello israelita sopravviene e froda
l' Akum per mezzo di falsi pesi o misure o
numeri, egli deve dividere il suo profitto
con il suo fratello israelita, dato che entrambi
hanno partecipato all'affare, e anche per
aiutarlo."
4.
UN EBREO PU0' FINGERE DI ESSER UN CRISTIANO
PER
INGANNARE I CRISTIANI
Nello Iore Dea (157,2. Hagah) si legge:
"Se un ebreo può ingannarli (gli
idolatri) fingendo di essere un adoratore
di stelle, gli è permesso farlo."
5.
AGLI EBREI E' PERMESSO ESERCITARE L'USURA
NEI
CONFRONTI DEI CRISTIANI
Nell'Abhodah Zarah (54a) si legge:
"E' permesso esercitare l'usura nei confronti
degli apostati caduti in idolatria."
E nello Iore Dea (159,1) si legge:
"E' permesso, secondo la Torah, prestare
denaro ad usura ad un Akum. Alcuni anziani
comunque negano ciò eccetto nel caso
di vita o di morte. Al giorno d'oggi è
permesso per qualsiasi motivo."
***** III. I CRISTIANI DEVONO ESSERE DANNEGGIATI
NELLE QUESTIONI
LEGALI
1. ALL'EBREO E' PERMESSO MENTIRE E GIURARE
IL FALSO PER
FAR CONDANNARE UN CRISTIANO
Nel Babha Kama (113a) si legge:
"Il nostro insegnamento è il seguente:
Quando un ebreo e un goi appaiono in tribunale,
assolvi l'ebreo, se puoi, secondo le leggi
d'Israele. Se il goi vince, digli che ciò
è quanto la nostra legge richiede.
Se, comunque, l'ebreo può essere assolto
secondo la legge dei gentili, assolvilo e
digli che ciò è fatto secondo
le nostre leggi. Se ciò non può
essere fatto, procedi con durezza contro il
goi, come consiglia il rabbino Ischmael. Il
rabbino Akibha, comunque, sostiene che non
si può agire con frode per non profanare
il Nome di Dio, e per non avere un ebreo rinviato
a giudizio per spergiuro."
Una nota a margine, comunque, spiega questa
precisazione del rabbino Akibha come segue:
"Il nome di Dio non viene profanato se
il goi non sa che l'ebreo ha mentito."
E più avanti, il Babha Kama (113b)
dice:
"Il nome di Dio non è profanato
quando, per esempio, un ebreo mente ad un
goi dicendo: 'Io ho dato qualcosa a tuo padre,
ma egli è morto; tu me lo devi restituire,'
purchè il goi non sappia che tu stai
mentendo."
2.
E' PERMESSO AD UN EBREO GIURARE IL FALSO CON
COSCIENZA
PULITA
Nel Kallah (1b, p.18) si legge:
"Essa (la madre del mazmer) gli disse,
'Giura davanti a me.' E il rabbino Akibha
giurò con le labbra, ma nel suo cuore
invalidò il giuramento.'
Un concetto simile si trova nello Schabbuoth
Hagahoth del rabbino Ascher (6d):
"Se il magistrato di una città
costringe gli ebrei a giurare che non fuggiranno
da quella città e che non ne asporteranno
cosa alcuna, essi potranno giurare il falso
dicendo a se stessi che non fuggiranno quel
giorno, e che non asporteranno cosa alcuna
dalla città solo in quel giorno."
***** IV. I CRISTIANI DEVONO ESSERE DANNEGGIATI
NELLE COSE
NECESSARIE ALLA SOPRAVVIVENZA
Gli ebrei non dovranno risparmiare nessun
mezzo per combattere i tiranni che li tengono
in questa Quarta Cattività al fine
di liberarsene. Essi devono combattere i cristiani
con l'astuzia e non fare nulla per evitare
che il male li colga: i loro malati non devono
essere curati, le donne cristiane non devono
essere aiutate durante il parto, e i cristiani
non devono essere salvati se in pericolo di
morte.
1. UN EBREO DEVE SEMPRE CERCARE DI
INGANNARE I CRISTIANI
Nello Zohar (I,160a) si legge:
"Il rabbino Jehuda gli ha detto (al rabbino
Chezkia): 'E' degno di lode colui che è
capace di liberarsi dai nemici di Israele,
e sono molto degni di lode i giusti che si
liberano da essi e li combattono.' Il rabbino
Chezkia chiese, 'Come dobbiamo combatterli?'
Il rabbino Jehuda disse, 'Con saggi consiglifarai
guerra contro di loro. (Proverbi, cap.24,6).
Con che tipo di guerra? Il tipo di guerra
che ogni figlio d'uomo deve combattere contro
i suoi nemici, e che Giacobbe usò contro
Esaù - quando possibile, con l'inganno
e la frode. Essi devono essere combattuti
senza posa, fino a che il giusto ordine non
sia ristabilito. E' perciò con soddisfazione
che dico che noi ci dobbiamo liberare da loro
e regnare su di loro." 2. NON SI DEVE AIUTARE UN CRISTIANO
AMMALATO
Nello Iore Dea (158,1) si legge:
"Gli Akum non devono essere curati, nemmeno
per denaro, a meno che ciò non provochi
la loro inimicizia." 3. NON SI DOVRA' AIUTARE LA DONNA
CRISTIANA DURANTE IL
PARTO
Nell' Orach Chaiim (330,2) si legge:
"Nessun aiuto, benchè minimo,
dovrà essere prestato ad una donna
Akum durante il parto in giorno di sabato,
in quanto il sabato non deve essere violato." 4. NON SI DOVRA' AIUTARE UN CRISTIANO
IN PERICOLO DI MORTE
Nel Choshen Hammischpat (425,5) si legge:
"Se vedete un eretico che non crede nalla
Torah cadere in un pozzo con una scala, affrettatevi
immediatamente e portatela via dicendogli
'Devo andare a prendere mio figlio giù
da un tetto. Ti riporterò la scala
immediatamente' o qualcosa del genere. I Kuthaei,
comunque, che non sono nostri nemici e che
si prendono cura delle pecore degli israeliti,
non devono essere uccisi direttamente, ma
non devono essere salvati dalla morte."
E nello Iore Dea (158,1) si legge:
"Gli Akum che non sono nostri nemici
non devono essere uccisi direttamente, ciò
non ostante essi non dovranno essere salvati
dal pericolo di morte. Per esempio, se vedete
uno di essi cadere in mare, non tiratelo su
a meno che egli non vi prometta del denaro."
Maimonide nello Hilkhoth Akum X,1.
Non licet misereri eorum; quia dicitur: "Ne
misereberis eorum"1). Idcirco, si quis
viderit Adum pereuntem, vel aquis demersum,
ne opem ferat. Si eum morti proximum viderit,
ne eripiat morti. Attamen manu sua eum perdere,
praecipitem in puteum dare, vel siquid huic
simile, nefas est, quia nobiscum bellum non
gerit.
Maimonide, nello Hilkhoth Akum (X,1) dice:
"Non abbiate pietà di loro: infatti,
è detto (Deuter. VII,2): Non mostrate
loro pietà. Perciò, se vedete
un Akum in difficoltà o annegare, non
andate in suo aiuto. E se egli fosse in pericolo
di morte, non salvatelo. Ma non è giusto
ucciderlo con la vostra mano spingendolo nel
pozzo o in altro modo, dato che essi non sono
in guerra contro di noi."
Articolo
II - I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI
INFINE, il Talmud comanda che i cristiani
siano uccisi senza pietà. Nell' Abhodah
Zarah (26b) si legge:
"Eretici, traditori e apostati devono
essere gettati in un pozzo e non devono essere
soccorsi."
E nel Choshen Hammischpat (388,10) si legge:
"Le spia dovrà essere uccisa,
anche ai nostri giorni, dovunque si trovi.
Essa può essere uccisa anche prima
che confessi. E anche se ammette di aver voluto
solo far del male a qualcuno, e se il male
che voleva fare non era molto grande, è
sufficiente per condannarla a morte. Essa
comunque deve essere avvertita di non confessare
in questa maniera. Ma se impudentemente essa
dice "No, lo confesserò!"
allora dovrà essere uccisa, il prima
possibile. Se non c'è tempo per avvertirla,
non è necessario farlo. Alcuni dicono
che un traditore deve essere messo a morte
solo quando è impossibile liberarsene
mutilandolo, cioè, tagliandogli la
lingua o strappandogli gli occhi, ma se ciò
è possibile non dovrà essere
ucciso, dato che egli non è peggiore
di altri che ci perseguitano."
E nello Choshen Hamm.di nuovo (388,15) si
legge:
"Se si può dimostrare che qualcuno
ha tradito Israele tre volte, o che ha dato
il denaro di israeliti agli Akum, si dovrà
trovare il modo, dopo prudente considerazione,
di eliminarlo dalla faccia della terra."
*****
Quinimo, ipsum studium Legis Iudaeorum mortis
poenam meretur.
Sanhedrin 59 a:
R. Iochanan dicit: Goi scrutans legem, reus
est mortis.
Il cristiano che viene scoperto a studiare
la Legge d'Israele merita la morte. Nel Sanhedrin
(59a) si legge:
"Il rabbino Jochanan dice: Un goi che
ficca il naso nella Legge è colpevole
di morte."
II. Occidendi sunt Baptisma suscipientes Iudaei.
Hilkhoth Akum X,2:
Haec dicta sunt 1) de idolatris. Sed Israelitarum
illos, qui a religione desciverint, vel Epikurei
evaserint, trucidare, atque ad inferos usque
persequi iubemur. Quippe affligunt Israelem,
populumque a Deo avertunt.
II. GLI EBREI BATTEZZATI DEVONO ESSERE
MESSI A MORTE
Nello Hilkhoth Akum (X,2) si legge:
"Queste cose (supra) si intendono per
gli idolatri. Ma anche gli israeliti che lasciano
la loro religione e diventano epicurei devono
essere uccisi e noi dobbiamo perseguitarli
fino alla fine. Infatti essi affliggono Israele
e distolgono il popolo da Dio."
*****
E nello Iore Dea (158,2 Hagah) si legge:
"I rinnegati che si rivolgono ai piaceri
degli Akum, e che ne rimangono contaminati
adorando le stelle e i pianeti come essi fanno,
devono essere uccisi."
In modo simile, si dice nello Choshen Hammischpat
(425,5):
"Gli ebrei che diventano epicurei, che
si danno all'adorazione delle stelle e dei
pianeti e peccano maliziosamente; anche coloro
che mangiano la carne di animali feriti, o
che vestono abiti vani, meritano il nome di
epicurei; in simil modo, coloro che negano
la Torah e i Profeti d'Israele - la legge
è che tutti questi debbano essere uccisi;
e coloro che hanno il potere di vita e di
morte devono farli uccidere; e se ciò
non potesse essere fatto, essi dovranno essere
portati alla morte con l'inganno."
Qui sint isti abnegantes Legem, clare demonstrat
R. Maimon in Hilkhoth Teschubhah III, 2).
Tres sunt classes negantium Torah: 1. Qui
dicunt non a Deo datam esse Torah, aut (non
a Deo) saltem unum eius versum, saltem verbum
unum, sed (tenent) Moysen a seipso hoc dixisse,
omnis (qui ita dicit) abnegat Legem. 2. Qui
abiiciunt eius explicationem, quae dicitur
Torah oralis (Mischnah), neque agnoscunt eius
doctores, quemadmodum (fecerunt) Tsadok 3)
et Baithos 4). 3. Qui di-
Il rabbino Maimonide, nello Hilkhoth Teschubhah
(III,8), fornisce l'elenco di coloro che vengono
considerati negatori della Legge:
"Ci sono tre categorie di persone che
negano la Legge della Torah: 1) Coloro che
dicono che la Torah non è stata data
da Dio, almeno un verso o una parola di essa
(sic), e che dicono che è stato tutto
lavoro di Mosè; 2) Coloro che rifiutano
la spiegazione della Torah, cioè, la
Legge Orale della Mischnah, e coloro che non
riconoscono l'autorità dei Dottori
della Legge, come i seguaci di Tsadok (Sadducei)
e di Baithos; 3) Coloro che dicono che Dio
ha cambiato la Legge per un'altra Nuova Legge,
e che la Torah non ha più nessun valore,
anche se essi non negano che fu data da Dio
come credono i cristiani e i turchi. Tutti
costoro negano la Legge dalla Torah."
III. I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI
PERCHE' SONO
TIRANNI
Nello Zohar (I,25a) si legge:
"I Popoli della Terra sono idolatri,
e su di loro è stato scritto: Che siano
spazzati via dalla faccia della terra: Distruggete
la memoria degli Amalechiti. Essi sono ancora
con noi in questa Quarta Cattività,
cioè, i Principi (di Roma) .... che,
in realtà, sono amalechiti."
1. QUESTI PRINCIPI DEVONO ESSERE UCCISI PER
PRIMI
Perchè se viene loro permesso di vivere,
la speranza della liberazione degli ebrei
è vana, e le loro preghiere di libe
razione da questa Quarta Cattività
saranno inefficaci. Nello Zohar (I,219b) si
legge:
"E' certo che la nostra cattività
durerà fino a quando i principi dei
gentili che adorano gli idoli non saranno
distrutti."
E ancora nello Zohar (II,19a) si legge:
"Il rabbino Jehuda ha detto: Venite a
vedere come stanno le cose; come i principi
hanno assunto potere sopra Israele e gli israeliti
non protestano. Ma, quando cade il principe,
la loro contentezza si fa sentire. Sta scritto
che: il Re degli Egiziani morì e subito
i figli d'Israele furono liberati dalla cattività;
essi lanciarono grida e la loro voce salì
a Dio."
2.
IL PRINCIPATO CHE HA PER CAPITALE ROMA E'
QUELLO CHE
GLI EBREI DEVONO ODIARE PIU' DI TUTTI
Lo chiamano il Regno di Esaù e degli
Edomiti, il Regno dell'Orgoglio, il Regno
del Male, Empia Roma. L'impero Turco viene
chiamato il Regno degli Ismaeliti, che essi
non desiderano distruggere. Il Regno di Roma,
comunque, deve essere sterminato, perchè
quando la corrotta Roma sarà distrutta,
la salvezza e la libertà verranno al
Popolo Eletto di Dio."
R. David Kimchi scribit diserte in Obadiam29:
Quidquid dixerunt Prophetae de vastatione
Edom in ultims diebus, id de Roma intellexerunt,
ut explicavi in Iesaia in versu "Accedite
gentes ad audiendum"3). Etenim, quando
vastabitur Roma, erit redemptio Israelitarum.
Il rabbino David Kimchi scrive come segue
nell'Obadiam:
"Ciò che i Profeti predissero
sulla distruzione di Edom negli ultimi giorni
lo riferivano a Roma, come spiega Isaia (ch.34,1):
Avvicinatevi, o nazioni, ed ascoltate... Quando
Roma sarà distrutta, Israele sarà
redenta."
Anche il rabbino Abraham dice la stessa cosa
nel suo libro Tseror Hammor, sezione Schoftim:
"Non appena Roma sarà stata distrutta,
noi saremo redenti."
IV. INFINE, TUTTI I CRISTIANI, INCLUSI
I MIGLIORI FRA DI
LORO, DEVONO ESSERE UCCISI.
-113-
Abhodah Zarah 26b. Tosephoth:
Optimus inter Goim occidi meretur.
Multoties haec phrasis repetita occurrit in
diversis libris Iudaeorum, licet non iisdem
verbis. V.g.: R. Sal. Iarch in Exodi cap.XIV,
v. 7 editionis Amstelodamiensis1) dicit:
Nell' Abhodah Zarah (26b, Tosephoth) si legge:
"Anche il migliore dei Goim dovrebbe
essere ucciso"
Lo Shulchan Arukh, dopo le parole dello Iore
Dea (158,1) che dicono che coloro fra gli
Akum che non fanno del male agli ebrei non
devono esser uccisi, cioè coloro che
non fanno guerra ad Israele, così spiega
la parola Milchamah - guerra:
"Ma in tempo di guerra gli Akum devono
essere uccisi in quanto sta scritto: 'I buoni
fra gli Akum meritano di essere uccisi, ecc."
***** V. L'EBREO CHE UCCIDE UN CRISTIANO
NON COMMETTE PECCATO,
MA OFFRE UN SACRIFICIO ACCETTO A DIO
V. Iudaeus occidens Christianum non peccat,
sed offerre dicitur Deo acceptabile sacrificium.
Sepher Or Israel 177b3):
Dele vitam Kiphoth et occide ea; gratus enim
eris Divinae Maiestati sicut ille, qui offert
oblatum incensi.
Nello Sepher Or Israel (177b) si legge:
"Togli la vita ai Kliphoth e uccidili,
e piacerai a Dio come uno che Gli offre incenso."
E nello Ialkut Simoni (245c. n.772) si legge:
"Colui che sparge il sangue degli empi
è tanto accetto a Dio quanto colui
che offre un sacrificio a Dio."
VI.
DOPO LA DISTRUZIONE DEL TEMPIO A GERUSALEMME,
L'UNICO
SACRIFICIO NECESSARIO E' LO STERMINIO DEI
CRISTIANI
Nello Zohar (III,227b) Il Buon Pastore dice:
"Il solo sacrificio necessario è
che togliamo l'immondo di mezzo a noi."
Lo Zohar (II,43a), spiegando il precetto di
Mosè sulla redenzione del primogenito
di un asino che si ottiene con l'offerta di
un agnello, dice:
"L'asino sta per il non ebreo, che deve
essere redento con l'offerta di un agnello,
che è il gregge disperso di Israele.
Ma se egli rifiuta di essere redento, allora
gli si rompa il cranio... Essi dovrebbero
essere cancellati dal libro dei viventi, in
quanto su di loro è detto: Colui che
pecca contro di me, io lo toglierò
dal libro della vita."
VII.
COLORO CHE UCCIDONO I CRISTIANI AVRANNO UN
POSTO
ELEVATO IN CIELO
Nello Zohar (1,38b, e 39a) si legge:
"Nei palazzi del quarto cielo si trovano
coloro che emisero lamenti su Sion e Gerusalemme,
e tutti coloro che distrussero le nazioni
idolatre... e coloro che uccisero gente che
adorava gli idoli sono vestiti con vesti di
porpora in maniera che possano essere riconosciuti
e onorati."
VIII.
GLI EBREI NON DEVONO MAI CESSARE DI STERMINARE
I
GOIM; NON DEVONO MAI LASCIARLI IN PACE E NON
DEVONO
MAI SOTTOMETTERSI A LORO.
Nello Hilkhoth Akum (X,1) si legge:
"Non mangiate con gli idolatri, non permettete
loro di adorare i loro idoli; è infatti
scritto: Non stabilite contratti con loro,
non mostrate loro misericordia (Deuter. cap.
7, 2). O li distogliete dai loro idoli o li
uccidete."
Ibidem (X,7):
"Non si dovrà permettere a nessun
idolatro di rimanere nei luoghi dove gli ebrei
sono forti..."
IX.
TUTTI GLI EBREI SONO OBBLIGATI AD UNIRSI INSIEME
PER
DISTRUGGERE I TRADITORI CHE SONO IN MEZZO
A LORO
Nel Choshen Hammischpat (338,16) si legge:
"Tutti gli abitanti della città
sono obbligati a contribuire alla spesa dell'uccisione
di un traditore, anche coloro che devono pagare
altre tasse."
X.
NESSUNA FESTA, NON IMPORTA QUANTO SOLENNE,
PUO'
IMPEDIRE LA DECAPITAZIONE DI UN CRISTIANO
Nel Pesachim (49b) si legge:
"Il rabbino Eliezer disse: E' permesso
tagliare la testa di un 'idiota' (uno degli
abitanti della terra) nella festa della Riconciliazione
quando cade in giorno di Sabato. I suoi discepoli
gli dissero: rabbino, dovresti piuttosto dire
sacrificare. Ma egli rispose: Niente affatto,
è infatti necessario pregare mentre
si sacrifica, e non c'è bisogno di
pregare quando si decapita qualcuno."
XI.
IL SOLO SCOPO DI TUTTE LE AZIONI E PREGHIERE
DEGLI
EBREI DEVE ESSERE QUELLO DI DISTRUGGERE LA
RELIGIONE
CRISTIANA
Gli ebrei dipingono il Messia e Liberatore
che aspettano come un persecutore che infliggerà
grandi calamità ai non giudei. Il Talmud
elenca tre grandi mali che colpiranno il mondo
quando il Messia verrà. Nello Schabbath
(118a) si legge:
"Chiunque mangia tre pasti di Sabato
sarà salvato dai tre mali: dalle punizioni
del Messia, dalle pene dell'inferno e dalla
guerra di Magog; infatti sta scritto: Ecco,
Io vi manderò Elia il Profeta prima
che venga il 'Giorno' del Signore, ecc."
XII.
NELLE LORO PREGHIERE GLI EBREI SOSPIRANO LA
VENUTA DEL MESSIA VENDICATORE, SPECIALMENTE
NELLA
VIGILIA DELLA PASQUA (EBRAICA):
"Scarica la tua ira sulle nazioni che
non ti conoscono, e sui regni che non invocano
il tuo nome; Scarica la tua indignazione su
di loro e che la tua ira di vendetta li prenda;
Perseguitali e distruggili con ira da sotto
i cieli del Signore."
Essi pregano anche come segue:
"Per quanto tempo rimarrà la tua
forza prigioniera e per quanto tempo giacerà
la tua bellezza sotto la mano dell'oppressore?
O Dio! Mostra la tua forza e il tuo zelo contro
i nostri nemici; spezza la loro forza e confondili..."
E ancora:
"Recidi la speranza dell'ingiusto; fa
che tutti gli eretici periscano immediatamente;
sradica, spezza, e distruggi il Regno Orgoglioso;
affrettati a rendere tutti i popoli soggetti
nei nostri giorni."
*****
Esattamente allo stesso tempo, il Venerdì
Santo, quel "Prinicipe dell'Impero Orgoglioso"
di Roma, il Papa, prega e ordina a tutti in
tutto il mondo di pregare per tutti gli "eretici"
e coloro che sono "persi" come segue:
"Preghiamo per i perfidi giudei: che
il Signore nostro Dio possa togliere il velo
dai loro cuori, che possano riconoscere Gesù
Cristo nostro Signore.
"Dio Onnipotente ed Eterno, che non escludi
nemmeno gli ebrei dalla tua misericordia:
ascolta le nostre preghiere che offriamo per
la cecità di quel popolo che, riconosciuta
la luce della tua verità, che è
Cristo, possa uscire dalle sue tenebre, Per
Gesù Cristo nostro Signore..."
COME SON BELLI I TUOI PADIGLIONI, O GIACOBBE,
E LE TUE TENDE, O ISRAELE!
(Num.24,5)
EPILOGO
Al gentile lettore:
In questo lavoro, ho citato passi
di pochissimi fra i libri talmudici che fanno
riferimento ai cristiani. Per amore di brevità
e per risparmiare il cuore sensibile del lettore,
ne ho omesso molti altri che avrebbero potuto
essere inclusi. Questi testi che ho citato,
comunque, dovrebbero essere sufficienti per
dimostrare quanto false siano le affermazioni
degli ebrei quando sostengono che non c'è
niente nel Talmud che insegni l'odio e l'inimicizia
verso i cristiani.
Se lo studio delle orribili bestemie di questo
libro dovesse risultare rivoltante per il
lettore, che egli non me ne voglia. Non ho
detto, all'inizio, che avrei narrato qualcosa
di piacevole, ma solamento che avrei dimostrato
ciò che veramente il Talmud insegna
sui cristiani, e non credo che avrei potuto
farlo in maniera più appropriata.
Mi rendo conto, comunque, che, dato che la
verità non piace a tutti, molti mi
diverranno nemici per aver in tal modo testimoniato
la verità. Ciò mi è stato
ricordato sia dalle leggi del Talmud stesso
che minaccia di morte i "traditori",
e ancor più, dagli avvertimenti di
coloro che hanno avuto esperienza delle azioni
che gli ebrei intraprendono contro coloro
che rendono note cose a loro sfavorevoli.
Hanno tutti predetto che perirò per
mano degli ebrei. Cercando di dissuadermi
dal continuare il mio lavoro, alcuni mi hanno
pregato di ricordare la sorte del Professor
Charini, che fu ucciso all'improvviso dopo
aver incominciato a tradurre il Talmud in
lingua vernacolare. Altri mi hanno ricordato
la sorte del monaco Didacus di Vilna, un convertito
dal giudaismo che fu crudelmente assassinato;
altri mi hanno ricordato di coloro che erano
stati perseguitati per aver rivelato segreti
della religione ebraica. Altri ancora, mi
hanno messo in guardia contro i pericoli in
cui sarebbero incorsi i miei cari. "Wszak
ciebie wydzi zabij"* mi si ripeteva centinaia
di volte.
Il libro che tu ora tieni in mano è
la miglior prova che non ho dato retta agli
avvertimenti dei miei amici. Ho considerato
indegno di me stesso rimanere in silenzio
solo per amore della mia sicurezza personale,
mentre il conflitto imperversa fra i due campi
dei "Semiti" e degli "Antisemiti,"
entrambi dei quali sostengono di combattere
per la verità, mentre io so che la
verità completa non si trova in nessuno
dei due campi.
Ma qualsiasi cosa mi succeda a causa di ciò
che ho fatto, sarò lieto di sopportarla.
Sono disposto a offrire la mia vita -
CHE IO POSSA TESTIMONIARE LA VERITA'
(Gio. 18,37)
I.B. Pranaitis
*****
*"Ma gli ebrei ti uccideranno" -
Traduzione polacca -
(Circa il contenuto dell'Epilogo, è
tristemente significativo ricordare che Padre
Pranaitis trovò in effetti la morte
come previsto per mano dei suoi nemici durante
la rivoluzione bolscevica - n.d.r.)
*****
E'
evidente che queste affermazioni che noi abbiamo
potuto leggere giustificano, contro gli autori
di tali blasfemie contro Cristo, dunque contro
questi ebrei che hanno fatto tali affermazioni
anti cristiane , le parole di Cristo: "voi
avete per padre il diavolo".