del
Rev. I.B. Pranaitis tratto
da "Il Talmud smascherato"
Molti
passi dei libri talmudici trattano della nascita,
vita e morte di Gesù Cristo e dei suoi
insegnamenti. Non sempre Gesù viene
nominato con il suo nome, ma in diversi modi
come "Quell'Uomo," "Una
Certa Persona," "Il Figlio
del Carpentiere," "Colui
che Fu Appeso", ecc.
Articolo I. - SUI NOMI DI GESU' CRISTO
1. Il vero nome di Gesù
Cristo in ebraico è Jeschua Hanotsri
- Gesù il Nazzareno. Viene chiamato
Nostri dalla città di Nazareth nella
quale egli crebbe. Così, nel Talmud,
anche i cristiani Articolo I. - sono chiamati
Nostrim- Nazzareni.
Siccome la parola Jeschua significa
"Salvatore," il nome Gesù
si trova raramente nei libri ebraici. E' quasi
sempre abbreviato in Jeschu, che
viene maliziosamente inteso come composto
delle iniziali delle tre parole Immach
SCHemo Vezikro - "Possano il suo
nome e la sua memoria essere cancellati."
2. Nel Talmud, Cristo viene
chiamato Otho Isch- "Quell'Uomo,"
cioè colui che tutti conoscono. Nel
Trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo:
"Viene
chiamato cristiano colui che segue i falsi
insegnamenti di quell'uomo, che aveva loro
insegnato a celebrare la festa il primo
giorno del Sabato, cioè, di rendere
il culto a Dio il primo giorno dopo il Sabato."
3. Altrove, egli viene semplicemente
chiamato Peloni - "Una Certa
Persona." Nel Chagigah. 4b, leggiamo:
"Maria
.... la madre di una certa persone, di cui
si parla nello Schabbath ..." (104b).
Che questa Maria non sia altro che la madre
di Gesù, vedremo più avanti.
4. Per spregio, Gesù
viene anche chiamato Naggar bar naggar
- 'il falegname figlio di un falegname'; e
anche Ben charsch etaim - 'il figlio
di uno che lavora il legno.'
5. Viene anche chiamato
Talui - 'quello che fu appeso.' Il rabbino
Samuel, il figlio di Meir, nell' Hilch. Akum
di Maimonide, si riferisce al fatto che
era proibito partecipare alle feste cristiane
di Natale e Pasqua perchè celebrate
a causa di colui che fu appeso. E anche il
rabbino Aben Ezra, in un commentario sul Genes.
(XXVII, 39) lo chiama Talui la cui immagine
l'imperatore Costantino aveva riprodotto sul
suo stendardo. "...nei giorni di Costantino,
che operò un cambiamento nella religione
e mise la figura di colui che fu appeso sul
suo stendardo."
Articolo II. - LA VITA DI CRISTO
IL TALMUD insegna che Gesù Cristo era
illegittimo e che fu concepito durante il
periodo mesturale; che aveva l'anima di Esaù;
che era un pazzo, uno stregone, un seduttore;
che egli fu crocefisso, sepolto all'inferno
e innalzato come un idolo dai suoi seguaci.
1. ILLEGITTIMO E CONCEPITO DURANTE
IL PERIODO MESTRUALE
Quanto
segue viene narrato nel Trattatello Kallah,
1b (18b):
"Una
volta, quando gli Anziani erano seduti alla
Porta, passarono due giovani, uno dei quali
aveva il capo coperto mentre l'altro l'aveva
scoperto. Il rabbino Eliezer disse che quello
con il capo scoperto era illegittimo, un
mamzer. Il rabbino Jehoschua disse che era
stato concepito durante il periodo mestruale,
ben niddah. Il rabbino Akibah, comunque,
disse che che era entrambe le cose. A questo
punto gli altri chiesero al rabbino Akibah
perchè egli osasse contraddire i
suoi colleghi. Egli rispose che poteva fornire
le prove di ciò che affermava. Perciò,
egli andò dalla madre del ragazzo
che vide seduta al mercato a vendere verdure
e le disse: 'Figlia mia, se risponderai
sinceramente a quello che sto per chiederti,
ti prometto che sarai salva nella vita che
verrà' Essa gli chiese di giurare
di mantenere la promessa, e il rabbino Akibah
glielo giurò - ma solo con le sue
labbra, perchè nel suo cuore egli
invalidò il suo giuramento. Poi disse:
'Dimmi, che razza di figlio è questo
tuo ragazzo?' Al che essa rispose: 'Il giorno
che mi sposai avevo le mestruazioni, e a
causa di ciò, mio marito mi lasciò.
Ma uno spirito malvagio venne e giacque
con me e da quel rapporto mi nacque questo
figlio.' Fu così dimostrato che questo
ragazzo non solo era illegittimo ma anche
concepito dalla madre durante il periodo
mestruale. E quando coloro che avevano posto
la domanda ebbero sentito, dichiararono:
'Davvero grande è stato il rabbino
Akibah quando ha corretto i suoi Anziani'!
Ed essi esclamarono: 'Benedetto il Signore
Dio di Israele che ha rivelato il suo segreto
al rabbino Akibah figlio di Giuseppe'"!
Che
per gli ebrei questa storia si riferisca a
Gesù e a sua madre, Maria, è
chiaramente dimostrato dal loro libro Toldath
Jeschu -'Le Generazioni di Gesù' -
dove quasi le stesse parole vengono usate
per narrare la nascita del nostro Salvatore.
Un'altra storia del genere è narrata
in Sanhedrin, 67a:
"Di tutti coloro che sono colpevoli
di morte secondo la Legge, egli solo viene
preso con uno strattagemma. In che modo?
Accendono una candela in una stanza interna
e mettono dei testimoni in una stanza accanto
da dove, senza essere visti, possono vederlo
e udirlo. Poi quello che egli aveva cercato
di sedurre gli dice 'Per favore, ripeti
qui privatamente quello che mi hai detto
prima.' Se il seduttore ripete quello che
aveva detto, l'altro gli chiede 'Ma come
possiamo lasciare il nostro Dio che è
nei cieli e servire degli idoli?' Se il
seduttore si pente, allora tutto è
a posto. Ma se egli dice 'E' nostro dovere
e diritto di farlo,' allora i testimoni
che l'hanno sentito dalla stanza accanto
lo portano davanti al giudice e lo uccidono
con la lapidazione. Questo è ciò
che fecero al figlio di Stada a Lud, ed
essi lo appesero alla viglia della pasqua.
Perchè questo figlio di Stada era
il figlio di Pandira. Infatti il rabbino
Chasda ci dice che Pandira era il marito
di Stada, sua madre, ed egli visse durante
la vita di Paphus, il figlio di Jehuda.
Ma sua madre era stada, Maria di Magdala
(una parrucchiera per signore) che, come
dice il Pumbadita, aveva lasciato il marito."
Il
significato di ciò è che questa
Maria era chiamata Stada, cioè prostituta,
perchè, secondo l'insegnamento del
Pumbadita, avava lasciato il marito e commesso
adulterio. Questo appare anche nel Talmud
di Gerusalemme e in Maimonide.
Che qui si intenda Maria, la madre di Gesù,
si può verificare nel trattatello Chagigah,
4b:
"Quando
il rabbino Bibhai fu visitato dall'Angelo
della Morte (il demonio), quest'ultimo disse
al suo assistente: 'Vai e portami Maria
la parrucchiera' (cioè, uccidila).
Egli andò e portò Maria, la
parrucchiera per bambini - al posto dell'altra
Maria."
Una
nota a margine spiega questo passo come segue:
"Questa
storia di Maria, parrucchiera per signore,
si riferisce al periodo del Secondo Tempio.
Essa era la madre di Peloni, 'quell'uomo,'
come viene chiamato nel trattatello Schabbath,"
(fol.104b).
Nello
Schabbath, il passo indicato dice:
"Il
rabbino Eliezer disse agli Anziani: 'Non
è vero che il figlio di Stada esercitava
la magia egizia incidendosela nella carne?'
Essi risposero: "Era un pazzo, e noi
non prestiamo attenzione a quello che fanno
i pazzi. Il figlio di Stada, il figlio di
Pandira, ecc.'" come sopra nel Sanhendrin,
67a.
Il
libro Beth Jacobh, fol 127, così spiega
la magia del figlio di Stada:
"I
Magi, prima di lasciare l'Egitto, prestarono
particolare attenzione a che la loro magia
non fosse messa per iscritto per evitare
che altri la imparassero. Ma egli haveva
escogitato un nuovo modo di scriverla nella
pelle, o di fare dei tagli nella pelle inserendovela.
Quando le ferite si rimarginavano, non era
possibile vederne il significato."
Buxtorf
dice:
"Non
ci possono essere molti dubbi su chi fosse
tale Ben Stada, o chi gli ebrei intendevano
che fosse. Sebbene i rabbini, nelle loro
aggiunte al Talmud, cerchino di nascondere
la loro malizia e dicano che non è
Gesù Cristo, il loro inganno è
chiaramente evidente, e molte cose dimostrano
che essi scrissero e intesero tutte queste
cose su di lui. In primo luogo, lo chiamano
anche il figlio di Pandira. Gesù
il Nazzareno è in tal modo chiamato
in altri passi del Talmud dove si fa espressa
menzione di Gesù il figlio di Pandira.
Anche San Giovanni Damasceno, nella sua
Genealogia di Cristo, fa cenno di Panthera
e del Figlio di Panthera.
"In secondo luogo, si dice che questa
Stada sia Maria, e questa Maria la madre
di Peloni 'quella tale persona' per cui
si intende indubbiamente Gesù. In
tal modo infatti erano usi celare il suo
nome perchè avevano paura di pronunciarlo.
Se avessimo copie dei manoscritti originali,
questi lo potrebbero certamente dimostrare.
E anche questo era il nome della madre di
Gesù il Nazareno.
"In terzo luogo, egli è chiamato
il Seduttore del Popolo. I Vangeli testimoniano
il fatto che Gesù fosse così
chiamato dagli ebrei, e i loro scritti sono
tuttora prova che ancora lo chiamano con
questo nome.
In quarto luogo, egli è chiamato
'quello che fu appeso,' che si riferisce
chiaramente alla crocefissione di Cristo,
specialmente dato che viene aggiunto un
riferimento al tempo 'alla vigilia della
pasqua (ebraica) che coincide con il giorno
della crocefissione di Gesù. Nel
Sanhedrin (43a) si trova quanto segue:
'Alla vigilia della pasqua (ebraica) appesero
Gesù'
"In quinto luogo, riguardo a quanto
dice il Talmud di Gerusalemme sui due discepoli
degli anziani che furono inviati come testimponi
per spiarlo, e che furono poi chiamati a
testimoniare contro di lui: Ciò si
riferisce ai due 'falsi testimoni' di cui
l'Evangelista Matteo e Luca parlano.
"In sesto luogo, a proposito di quello
che dicono sul figlio di Stada, cioè
che esercitava le arti magiche egizie incidendosele
nella pelle: la stessa accusa è fatta
contro Cristo nell'ostile libro Toldoth
Jeschu.
"Infine, il periodo storico corrisponde.
Infatti si dice che questo figlio di Stada
viveva nei giorni di Paphus, il figlio di
Jehuda, che era contemporaneo del rabbino
Akibah. Akibah, comunque, visse al tempo
dell'Ascensione di Cristo, e per qualche
tempo in seguito. Si dice che anche Maria
sia vissuta nel periodo del Secondo Tempio.
Tutto ciò dimostra chiaramente che
essi segretamente e in modo blasfemo, con
l'indicazione di figlio di Stada, intendevano
Gesù Cristo, il figlio di Maria.
"Altre circostanze possono sembrare
contradditorie a questo proposito. Ma ciò
non è una novità per le scritture
ebraiche e viene fatto di proposito in maniera
che i cristiani non possano facilmente individuare
l'inganno."
2.
Inoltre, "Nei libri segreti, che non
si lasciano facilmente cadere nelle mani dei
cristiani, essi dicono che in Cristo entrò
l'anima di Esau, e che egli fu perciò
perverso e che fu Esaù stesso."
3. Da alcuni viene chiamato
PAZZO e FOLLE.
Nello Schabbath, 104b:
"Essi, (gli anziani) dissero a lui (Eliezer).
'Era un folle, e nessuno presta attenzione
ai folli.'"
4.
STREGONE E MAGO
Nell'infame libro Toldoth Jeschu, si bestemmia
contro il nostro Salvatore come segue:
"E
Gesù disse: Non è vero che
Isaia e Davide, miei antenati, profetarono
su di me? Il Signore mi ha detto, tu sei
mi o figlio, oggi ti ho concepito, ecc.
In maniera simile, in un altro punto: Il
Signore ha detto al mio Signore, siedi alla
mia destra. Ora io ascendo al Padre mio
che è in cielo e siederò alla
sua destra, come potrete vedere con i vostri
occhi. Ma tu, Giuda, non arriverai mai a
quell'altezza. Allora Gesù pronunciò
l'alto nome di Dio (IHVH) e continuò
a farlo fino a che venne un vento che lo
portò in alto fra la terra e il cielo.
Anche Giuda pronunciò il nome di
Dio e in simil modo fu preso dal vento.
In questa maniera entrambi fluttuarono nell'aria
fra lo stupore degli astanti. Poi Giuda,
pronunciando di nuovo il Nome Divino, prese
Gesù e lo spinse in basso verso la
terra. Ma Gesù cercò di fare
lo stesso a Giuda e così lottarono
l'uno contro l'altro. E quando Giuda vide
che non poteva averla vinta sulle arti di
Gesù, gli urinò addosso, ed
entrambi, divenuti immondi caddero a terra;
e nemmeno poterono di nuovo usare il nome
Divino fino a che non si furono lavati."
Non so se coloro che credono a tali diaboliche
bugie meritino più odio o pietà.
In un altro punto dello stesso libro si dice
che nella casa del Santuario c'era una pietra
che il Patriarca Giacobbe unse con olio. Su
questa pietra erano incise le lettere tetragrammatiche
del Nome (IHVH), e se alcuno avesse potuto
impararle avrebbe potuto distruggere il mondo.
Essi perciò decretarono che nessuno
avrebbe dovuto impararle, e misero due cani
su due colonne di ferro di fronte al Santuario
in maniera che, se alcuno avesse imparato
quelle lettere, i cani avrebbero abbaiato
mentre usciva e gliele avrebbero fatto dimenticare
per la paura. Si racconta poi: "Gesù
venne ed entrò, imaparò le lettere
e le scrisse sulla pergamena. Poi fece un
taglio nella carne della coscia e ve le inserì,
e dopo aver pronunciato il nome, la ferita
si rimarginò."
5. IDOLATRO
Nel trattatello Sanhedrin (103a) le parole
del Salmo XCI, 10: 'Nessun flagello verrà
mai vicino alla tua casa,' sono spiegate come
segue:
"Che tu non possa mai avere un figlio
o un discepolo che sali il suo cibo tanto
da distruggersi il gusto in pubblico, come
Gesù il Nazzareno."
Salare troppo il proprio cibo, o distruggere
il proprio gusto, viene detto proverbialmente
di chi corrompe la sua moralità o si
disonora, o che cade in eresia ed idolatria
e le predica apertamente ad altri.
6. SEDUTTORE
Nello stesso libro Sanhedrin (107b) si legge:
"Mar disse: Gesù sedusse, corruppe
e distrusse Israele."
7. CROCEFISSO
Infine, per punizione dei suoi crimini ed
della sua empietà, egli soffrì
una morte ignominiosa appeso ad una croce
alla vigilia della pasqua (ebraica) (come
abbiamo già visto).
8. SEPPELLITO ALL'INFERNO
Il libro Zohar, III, (282), dice che Gesù
morì come un animale e fu seppellito
in quel "mucchio di immondizie ... dove
gettano le carcasse dei cani e degli asini,
e dove i figli di Esaù (i cristiani)
e di Ismaele (i turchi). inclusi Gesù
e Maometto, non-circoncisi e immondi come
carcasse di cani, sono seppelliti."
9. DOPO LA MORTE, ADORATO COME UN DIO DAI
SUOI SEGUACI.
George El. Edzard, Nel suo libro Avoda Sara,
cita le seguenti parole del commentatore dello
Hilkoth Akum (V,3) di Maimonide:
"In
molti passi del Talmud si fa menzione di
Gesù Nazzareno e dei suoi discepoli,
e del fatto che i Gentili credono che non
ci sia altro dio fuori di lui. Nel libro
Chizzuk Emunah, parte I, cap. 36, leggiamo:
'I Cristiani ne fanno una questione (Zachary
XII, 10) e dicono: Ecco come il Profeta
ha testimoniato che nei tempi futuri gli
ebrei avrebbero pianto e mandato lamenti
per aver crocefisso ed ucciso il Messia
che era stato loro inviato; e per dimostrare
che egli intendeva Gesù il Nazzareno,
che possedeva sia la natura divina che quella
umana, essi citano le parole: E guardarono
colui che avevano trafitto e piansero su
di lui come una madre sul suo primogenito.'"
Nel
suo libro Hilkoth Melakhim (IX,4), Maimonide
tenta di dimostrare quanto i cristiani sbaglino
nell'adorare Gesù:
"Se
tutte le cose che egli fece fossero prosperate,
se avesse ricostruito il Santuario al suo
posto, e se avesse raccolto insieme le tribù
disperse di Israele, allora egli sarebbe
certamente il Messia.... Ma se non l'ha
ancora fatto e se fu ucciso, allora è
chiaro che non era il Messia che la Legge
ci dice di attendere. Egli era simile a
tutti i buoni ed onesti legislatori della
Casa di Davide che morirono, e che il Santo
e Benedetto Signore innalzò per nessun
altro motivo che di dimostrare a molti,
come è detto (in Dan. XI,35): Ed
alcuni di coloro che capiscono cadranno,
per provare a purgarli e renderli bianchi,
fino alla fine dei tempi, perchè
il tempo prestabilito non è ancora.
Daniele profetò anche su Gesù
il Nazzareno che credeva fosse il Cristo,
e che fu messo a morte per giudizio del
Senato: (Dan. V.14): .... e i ladri del
tuo popolo si innalzeranno per stabilire
la visione; ma essi non riusciranno. Potrebbe
essere più chiaro? Infatti tutti
i Profeti hanno detto che Cristo avrebbe
liberato Israele, gli avrebbe procurato
la salvezza, avrebbe riunito i suoi popoli
dispersi e confermato la loro legge. Ma
egli fu la causa della distruzione di Israele
e fece disperdere ed umiliare coloro che
restarono, così che la Legge venne
cambiata e la maggior parte del mondo fu
sedotta ed adorò un altro dio. Veramente
nessuno può capire i disegni del
creatore, e nemmeno egli opera come noi
operiamo. Infatti tutto quello che è
stato costruito da Gesù il Nazzareno
e dai Turchi venuti dopo di lui, tende solo
a preparare la strada per la venuta di Cristo
il Re, e a preparare tutto il mondo per
il servizio del Signore, come è detto:
Allora Io darò una bocca pulita a
tutte le genti che tutti possano chiamare
il nome del Signore, ed inchinarsi in unisono
davanti a lui. In che maniera si sta compiendo
ciò? Tutto il mondo è già
pieno delle lodi di Cristo, della Legge
e dei Comandamenti, e le sue lodi si sono
sparse fino a terre lontane e a genti con
il cuore e corpo non circoncisi. Queste
discutono fra di loro la Legge che fu distrutta
- alcuni dicono che i comandamenti erano
veri una volta, ma che sono cessati di esistere;
altri che a proposito c'è un gran
mistero, che il Messia-Re è venuto
e che la loro dottrina l'ha rivelato. Ma
quando il Cristo verrà veramente
e avrà succeso, e sarà elevato
ed esaltato, allora tutto cambierà
e queste cose saranno dimostrate false e
vane."
10.
IDOLO
Nel Trattatello Abhodah Zarah, (21a Toseph)
leggiamo:
"E'
importante indagare sul motivo per cui gli
uomini oggi vendono e affittano le loro
case ai gentili. Alcuni dicono che ciò
è legale perchè è detto
nel Tosephta: Nessuno affitterà la
sua casa ad un gentile nè qui (nella
terra d'Israele) nè in altro luogo
perchè si sa che egli vi introdurrà
un idolo. E' comunque permesso affittare
loro stalle, fienili e alloggi, anche se
si sa che vi introdurranno degli idoli.
Il motivo è che si può fare
una distinzione fra un posto nel quale verrà
portato un idolo per lasciarvelo in maniera
permanene ed un posto dove non sarà
lasciato permanentemente. In quest'ultimo
caso, è permesso. E, dato che i gentili
fra cui noi ora viviamo non portano il loro
idolo nelle loro case per lasciarvelo permanentemente,
ma solo provvisoriamente - quando qualcuno
è morto in casa o quando qualcuno
sta morendo, e non vi celebrano nessun rito
religioso - è permesso di vendere
e affittare loro case."
Il Rabbino Ascher, nel suo Commentario sull'
Abhodah Zarah (83d) si esprime non meno
chiaramente su questo argomento:
"Oggi è permesso affittare case
ai gentili perchè essi vi introducono
il loro idolo solo temporaneamente, quando
qualcuno è ammalato." E nello
stesso punto, egli dice 'Oggi essi seguono
la pratica di incensare il loro idolo.'"
Tutto ciò e molto più dimostra
aldilà di ogni dubbio che, quando i
rabbini parlavano degli idoli dei gentili
fra cui essi vivevano in quel tempo quando
non venivano adorati gli idoli, essi chiaramente
intendevano l'"idolo" cristiano,
cioè l'immagine di Cristo sul crocefisso
e la Santa Comunione.
NOTA SULLA CROCE
Nelle scritture ebraiche, non c'è una
parola esattamente corrispondente alla croce
cristiana. La croce T sulla quale i condannnati
a morte venivano crocefissi, veniva chiamata
Tau dai Fenici e dagli ebrei, e questo nome
e segno furono poi introdotti nell'alfabeto
ebraico, greco e romano. La croce venerata
dai cristiani, comunque, viene chiamata con
i seguenti nomi:
1. Tsurath Haattalui -l'immagine di colui
che fu appeso.
2. Elil - vanità, idolo.
3. Tselem - immagine. Da qui i crociati nei
libri ebraici sono chiamati Tsalmerim (ein
Tselmer)
4. Scheti Veerebh - trama e ordito; preso
dall'arte tessile.
5. Kokhabh - stella; a causa dei quattro raggi
che ne emanano.
6. Pesila - scultura, idolo scolpito.
Ma dovunque sia menzionata è sempre
con il senso di un idolo o qualcosa di spregevole,
come appare dalle seguenti citazioni:
Nell'Orach Chaiim, 113,8:
"Se
un ebreo dovesse, quando prega, incontrare
un cristiano (Akum) che porta una stella
(un crocefisso) in mano, anche se fosse
arrivato ad un punto della preghiera in
cui è necessario inchinarsi per adorare
dio nel suo cuore, egli non dovrà
farlo, affinchè non si debba pensare
che egli si inchina di frone ad un'immagine."
Nello
Iore Dea, 150,2:
"Anche
se un ebreo dovesse infilarsi una scheggia
nel piede davanti ad un idolo, o se gli
dovesse cadere del denaro davanti ad esso,
egli non dovrà abbassarsi per togliersi
la scheggia o raccogliere il denaro affinchè
non sembri che egli adori l'idolo. Ma egli
dovrà o sedersi o voltare la schiena
o il fianco all'idolo e poi togliersi la
scheggia."
Ma
quando non è possibile ad un ebreo
girarsi in questa maniera, egli è tenuto
ad osservare la seguente regola (in Iore Dea,3,
Hagah):
Non è permesso inchinarsi o togliersi
il cappello davanti a principi o preti che
portano un croce sul loro abito come sogliono
fare. Si dovrà fare attenzione, comunque,
a non essere notati. Per esempio, è
permesso gettare delle monete per terra e
chinarsi per prenderle prima che essi passino.
In questa maniera è permesso inchinarsi
o togliersi il cappello di fronte ad essi."
Si fa anche distinzione fra una croce che
è venerata ed una croce che è
portata attorno al collo come ricordo o come
ornamento. La prima deve essere considerata
un idolo, ma non necessariamente la seconda.
Nello Iore dea, 1, Hagah, si legge:
"L'immagine
di una croce, davanti alla quale si inchinano,
deve essere considerata un idolo, e non
deve essere usata fino a che non sia distrutta.
Comunque, una "trama e ordito",
se portato intorno al collo come ricordo,
non deve essere considerato un idolo e può
essere usato."
Il
segno della croce fatto con la mano, con il
quale i cristiani usano benedirsi, si chiama
in ebraico "muovere le dita qui e qui"
(hinc et hinc).
Articolo III - Gli Insegnamenti di
Cristo
Il Seduttore e un Idolatra non possono insegnare
altro che falsità ed eresie il che
era irrazionale e impossibile da osservare.
1. FALSITA'
Si dice nell'Abhodah Zarah (6a):
"Un nazzareno è quella persona
che segue i falsi insegnamenti di quell'uomo
che insegnò loro a rendere culto
nel primo giorno del sabato."
2. ERESIA
Nello stesso libro, Abhodah Zarah (Cap. I,
17a Toseph) si fa menzione dell'eresia di
Giacomo. Un po' più avanti (27b) si
apprende che questo Giacomo non era altro
che il discepolo di Gesù:
"...Giacomo
Sekhanites, uno dei discepoli di Gesù,
di cui abbiamo parlato nel capitolo 1."
Ma Giacomo non ha insegnato la sua dottrina,
ma quella di Gesù.
3.
IMPOSSIBILE DA OSSERVARE
Su questo punto, l'autore di Nizzachon si
esprime come segue:
"Una
legge scritta dei cristiani è: Se
un ebreo ti colpisce ad una guancia, offrigli
anche l'altra e non restituire in nessun
modo il colpo. E il cap. VI, v. 27 dice:
Amate i vostri nemici; fate del bene a coloro
che vi odiano. Benedite coloro che vi maledicono
e pregate per i vostri calunniatori. Se
uno ti percuote su una guancia, e tu porgigli
anche l'altra; e se uno ti toglie il mantello,
e tu non impedirgli di prenterti anche la
tunica, ecc. Lo stesso si trova in Matteo
cap.V. v.39. Ma io non ho mai visto nessun
cristiano obbedire a questa legge, e nemmeno
Gesù stesso si è mai comportato
come ha insegnato agli altri. In Giovanni
cap. XVIII, v. 22, troviamo che quando qualcuno
lo percosse su una guancia, egli non offrì
anhce l'altra guancia, ma si arrabbiò
a causa di questa percossa e chiese: "Perchè
mi percuoti?" Similmente, negli Atti
degli Apostoli, cap XXIII, v.3, leggiamo:
che quando il Sommo Sacerdote ordinò
a coloro che gli stavano intorno di percuoterlo
sulla bocca, Paolo non offrì l'altra
guancia; egli lo maledisse dicendo 'Iddio
percoterà te, muraglia imbiancata!
ecc.' Ciò è contrario al loro
credo e distrugge il fondamento su cui poggia
la loro religione, perchè essi sostengono
che la legge di Gesù è facile
da osservare. Se Paolo stesso, che può
essere chiamato il Dispensiere di Gesù,
poteva non osservare il precetto di Gesù,
chi fra gli altri che credono in lui può
dimostrarmi di poterlo fare?"
L'autore,
che aveva il Vangelo e gli Atti degli Apostoli
sotto mano non poteva comunque non aver capito
in che modo Cristo avesse comandato ai suoi
seguaci di offrire l'altra guancia a coloro
che li avrebbero percossi, dato che, in un
altro punto, egli comanda ai suoi seguaci
di tagliarsi una mano o un braccio, e di strapparsi
un occhio se queste parti del corpo avessero
dato scandalo. Nessuno che abbia la minima
conoscenza delle Sacre Scritture, ha mai pensato
che questi comandi debbano essere presi alla
lettera. Solo la profonda maliza ed ignoranza
dei tempi in cui viveva Gesù può
spiegare perchè gli ebrei, ancora oggi,
usano questi passi per svilire gli insegnamenti
di Gesù Cristo.