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conclusione
tratto
dall'Enciclopedia di Apologetica
- quinta edizione - traduzione del testo APOLOGÉTIQUE
Nos raisons de croire - Réponses aux
objection Fra
poco, lo studio dell'atto di fede permetterà
di riprendere gli elementi della nostra analisi,
perché la rivelazione soprannaturale
diviene reale e vitale per l'uomo solo nel
momento in cui egli vi aderisce e vi aderisce
con la fede. Occorreva
notare il carattere specifico del soprannaturale
propriamente detto, che è soprarazionale
e diviene accessibile alla ragione umana solo
attraverso una rivelazione divina. Abbiamo
cercato di indicare le linee essenziali per
risolvere quali atteggiamenti metafisici si
constatino di fronte al soprannaturale rivelato,
quale sia il vero atteggiamento che s'impone,
e come nel nostro ordine concreto s'imponga
la questione dell'appello alla fede, preludio
necessario della grazia. Bisognava
quindi esaminare il dovere umano di accogliere
il soprannaturale e giustificarlo razionalmente
e dimostrare che l'anima moderna è
sempre più di fronte al tutto o al
nulla. Di conseguenza, l'atto di fede apparirà
qual'è, con un carattere essenziale,
il più spesso misconosciuto, quello
di essere sommamente ragionevole, giustificato
dall'analisi della struttura umana, ragione
e natura; e quindi, eminentemente latore di
ricchezza. Il
credente che ha maggiormente coscienza dei
fondamenti della sua fede, pensi soltanto
che, in virtù della fede soprannaturale,
la sua ragione entra in una immediata continuità
con la verità divina mediante un'adesione
concettuale, che supera qualsiasi concetto;
pensi che, in virtù della grazia, il
suo essere, con tutta la sua vitalità,
si trova immediatamente a contatto con l'amore
divino che sazia. Allora apprezzerà
giustamente il dono divino e ineffabile che
viene ad attuare tutte le risorse della spiritualità
umana nell'intelligenza e nell'amore. E.
R. BIBLIOGRAFIA -
Si può consultare N. Juno, Révélation
nel D. T. C, t. XIII, coli. 2580-2618, come
pure i noti manuali di Garrigou-Lagrange,
Bartmann, Dieckmann, ecc e l'art. di Carlo
Colombo, Rivelazione, nella E. C. voi. x,
coli. 1018-1025. Utile per conoscere le posizioni
della filosofia italiana nei confronti della
rivelazione: M. Cordovani, Il Rivelatore,
3.a edizione, Studium, Roma 1945, pp. 53-174.
J. Guitton, Renasi et Newman, Aubier, Paris
1938, espone le due tipiche possibili mentalità,
l'una chiusa l'altra aperta, di fronte alla
rivelazione. Per il pensiero di Newman si
vedano le sue significative opere: Grommar
of Assent, trad. in ital. col titolo
Filosofia della religione, Guanda, Modcna,
1943, specie il capo X; Apologià, trad.
it. col titolo: II Cord. Newman sua vita e
sue opinioni religiose, Soc. Ed. Pontrcmolcsc,
Piacenza 1909, specie il capo V. Con
le dovute riserve, segnaliamo alcune opere
di autori protestanti sul concetto di rivelazione:
C. Gore, Beief in God, Londra 1921 (anglicano);
H. Wheeler Robinson, Redemptìm and
Revelation, Londra 1942 (battista); assai
più notevole il contributo di K. Barth
nella sua Dogmatik, della quale è in
corso una trad. francese. Sul concetto Barthiano
di rivelazione: G. Hamer, K. Barili, Desclée,
Paris 1949, pp. 17-68; E. Riverso, Intorno
al pensiero di K. Barth, Cedam, Padova, 1951,
ambedue cattolici. Il volume di G. Miegoe,
Per una fede, Ed. di Comunità, Milano
1952, è di ispirazione barthiana. Circa
la nozione di soprannaturale e i rapporti
tra natura e soprannatura, problema che sta
alla base di questo trattato sulla rivelazione,
si veda, oltre i citati manuali di Garrigou-Laoranoe
e di B. Bartmann : A. Verriele, II soprannaturale
in noi e il peccato originale, Ed. Vita e
Pensiero, Milano, 1936; J. V. Bainvel, Nature
et surnaturel, 5 ed., Beauchesne, Paris 1920;
H. De Lubac, Sumaturel, Aubier, Paris 1946.
Questo libro ha suscitato vivaci discussioni.
Per una messa a punto giovano: Ch. Boyer,
Nature pure et sumaturel dans " Sumaturel
" du P. De Lubac, in Gregorianum, '947j
PP- 379-395 e M. I. Le Guillon, Sumaturel,
in Revue des Sciences philosophiques et théologiques,
1950, pp. 226-343.
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