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pietro e paolo: radici di roma
Pietro
e Paolo, radici di Roma - La presenza dei
due apostoli nell'arte della capitale.
Tra i graffiti le testimonianze della fede.
Corriere di Saluzzo - 27 ottobre 2000
- articolo a cura di Mirella LOVISOLO
Roma-S Pietro-Baldacchino di Bernini sulla
tomba di Pietro
Roma continua ad attirare folle di pellegrini
e turisti. Ma perché Roma?
Perché Roma è il centro della cristianità?
Perché ad essa guardano da 2000 anni uomini
di ogni cultura? Quali sono le radici profonde
di questa realtà?
Sono interrogativi cui rispondevano, con la
semplicità dei fatti, i reperti archeologici
datati tra il II e IV secolo raccolti nella
mostra "PIETRO E PAOLO. LA STORIA, IL
CULTO, LA MEMORIA DEI PRIMI SECOLI" organizzata
nel 2000 dal "Meeting per lamicizia
tra i popoli" a Roma nel Palazzo della
Cancelleria.
Fu la presenza dei due Apostoli, fondatori
della Chiesa di Roma, e qui martirizzati e
sepolti che, fin dallinizio, divenne
motivo di convergenza dei pellegrinaggi verso
la città. Roma, dopo la libertà di culto del
IV secolo, con lerezione delle basiliche
si trasformerà, per diventare quella che oggi
ci appare: una città carica di memorie
nelle piazze, nelle vie, nelle chiese, nei
monumenti.
Il cristianesimo a Roma, portato in città
forse da quegli "stranieri romani"
presenti al discorso di Pietro nel giorno
di Pentecoste (Atti 2,10) si sviluppò ben
presto in seno alla comunità giudaica. Lo
storico Svetonio nella sua "Vita di Claudio",
narra che nel 49 limperatore espulse
da Roma i giudei ivi residenti, per i disordini
nati a causa di "Chrestos" cioè
di Cristo. E la più antica notizia della
presenza cristiana a Roma cui Paolo tra il
56-57 indirizza la sua Epistola.
Tacito, grande storico romano, allinizio
del II secolo descrive negli Annali la prima
persecuzione, scatenata da Nerone nel 64 dopo
lincendio di Roma contro la comunità
cristiana, costituita da una "moltitudine
ingente", tanto da non essere annientata
neppure dalla feroce persecuzione.
I reperti della mostra parlano dellinquietudine
religiosa nella cultura romana di quegli anni,
mentre la sezione storica presenta le testimonianze
della presenza degli apostoli Pietro e Paolo
a Roma.
Pietro giunse nella capitale dellimpero,
in un anno non precisato tra il 42 e il 64.
"Vi saluta la chiesa che è in Babilonia"
scrive nella sua Prima Lettera (5,13). Babilonia,
ormai scomparsa, era allora sinonimo di Roma.
La venuta di Paolo nel 61, è invece precisata
da At 28,15. Paolo che si era appellato a
Cesare, giunge in catene a Roma, dove trova
un gruppo di fratelli cristiani ad attenderlo
al Foro di Appio e alle Tre Taverne.
I Padri parlano unanimemente della presenza
di Pietro a Roma oggi sostenuta dalla maggioranza
degli studiosi, anche tra i fratelli separati.
Nel II secolo, Ireneo vescovo di Lione nellopera
"Contro le eresie" scrive: "Poiché
sarebbe troppo lungo enumerare le successioni
di tutte le chiese, prenderemo la chiesa grandissima
e antichissima a tutti nota, la chiesa fondata
e stabilita a Roma dai due gloriosissimi apostoli
Pietro e Paolo...dopo aver fondato ed edificato
la chiesa i beati Apostoli affidarono a Lino
il servizio dellepiscopato
cui
succede Anacleto. Dopo di lui al terzo posto
Clemente
il quale aveva visto gli Apostoli e aveva
nelle orecchie la loro predicazione
così
è giunta sino a noi la tradizione che è nella
chiesa a partire dagli apostoli
".
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