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nozione di rivelazione

tratto dall'Enciclopedia di Apologetica - quinta edizione - traduzione del testo APOLOGÉTIQUE Nos raisons de croire - Réponses aux objection

 

§ 1. - Natura della rivelazione.

Carattere storico e progressivo.

- Affrontando il concetto di rivelazione, può essere utile richiamare il metodo pedagogico concreto usato da Dio per manifestare il segreto della sua vita trinitaria. Niente è meno libresco del Vangelo, niente meno artificiale della sua divina pedagogia. Il Maestro divino non propose in forma astratta i dommi che imponeva agli uditori, perché la sua dottrina non rimanesse lettera chiusa e incompresa. Dovendo parlare a folle mal preparate alla speculazione filosofica, a turbe che avevano un'educazione morale e religiosa rudimentale, Egli prese i Giudei del suo tempo al livello intellettuale in cui li trovò, sforzandosi di adattare il suo insegnamento perché fosse la continuazione dell'acquisto anteriore dei suoi uditori.

Il mistero della Santìssima Trinità fu prima vissuto, poi venne formulato.

- Dio, nell'Antico Testamento, si era manifestato come creatore, capo e padre della nazione, innegabilmente e rigorosamente trascendente, e anche desideroso di avere relazioni di amicizia col suo popolo, se gli fosse rimasto fedele. Il Cristo si presentò visibilmente in terra prima di tutto come Messia, prolungando così tutta la secolare speranza d'Israele e compiendola; a poco a poco, insinuò che Egli era il Figlio di Dio e Dio come il Padre suo. Non pare siano stati molti i Giudei che lo compresero, e gli apostoli stessi non lo capivano chiaramente, se si eccettuano alcuni preferiti, e solo in qualche momento privilegiato della vita del Maestro. Nella trasfigurazione, trasparve un raggio della Divinità, ma solo per un istante.

Certamente gli apostoli compresero e vissero le parole di Gesù quando fu loro mandato lo Spirito. È certo che Cristo insinuava che tra Lui e Dio c'era una relazione particolarissima e che i discepoli, intravedendone qualcosa, furono almeno indotti a porsi nuove questioni sulla sua personalità.

Al momento di tornare al Padre per la dolorosa via della passione, il Maestro predisse loro la venuta dello Spirito Santo; e questa predizione riempie tutto il discorso fatto dopo la Cena. Prima di salire al cielo, Gesù comanda soltanto di attendere che venga lo Spirito Santo a illuminare e fortificare le anime. Da questo momento, gli Atti degli Apostoli che, com'è risaputo, possono venir chiamati il Vangelo dello Spirito, da capo a fondo sono pieni dell'azione dello Spirito Santo, sono percorsi dallo stesso influsso e vi si trova un'unica operazione invisibile, tanto che si potrebbe dire che Gesù glorificato continua la sua opera, attuandola per mezzo di colui che procede dal Padre e dal Figlio (1).

In questo modo concreto e attraverso quest'esperienza viva, il cristianesimo ricevette la rivelazione del soprannaturale che, in breve e nella sua essenza, è il mistero trinitario. Prima d'essere formulata come domina, la Trinità fu vissuta e " realizzata n : l'Antico Testamento aveva " mostrato " il Padre, il Vangelo manifesta il Figlio in Gesù, la Chiesa rende manifesta l'azione dello Spirito Santo. Questa la rivelazione concreta che constatiamo nella storia religiosa.

Definizione teologica della rivelazione.

- In seguito, la teologia farà suo questo dato vivente e concreto, ne trarrà delle formule e darà alla dottrina autenticamente presente un'espressione astratta. Infatti, c'è un'esposizione scientifica della nozione di rivelazione e uno studio tecnico dei suoi caratteri essenziali. La rivelazione non è altro che la manifestazione di una verità fatta da Dio nell'uomo illuminandogli soprannaturalmente l'intelligenza. Bisogna certamente che i termini i quali traducono la verità rivelata siano presenti in anticipo allo spirito dell'uomo e da essi compresi, perché diversamente il mistero resterebbe inintelligibile. Ma tra questi termini, Dio fa apparire un nuovo rapporto che la ragione da sola non è in grado né di dimostrare né di capire (2).

L'errore immanentista.

- Perciò, qui non si tratta d'una rivelazione in senso modernista, in quanto la coscienza umana si limita a liberare e a esplicitare un geme divino che porta chiuso in sé stessa. Dobbiamo disfarci di qualsiasi rappresentazione immanentistica e ammettere lealmente il punto di vista della trascendenza, il quale, come d'altronde si può vedere, non si presta alle obiezioni che ordinariamente si crede potergli opporre. Si constaterà che la ragione non viene violentata, ma superata, e questo non è la stessa cosa. Bisogna pure ammettere che l'intelligenza divina è infinitamente superiore alla ragione umana, la quale non può pretendere di dare forme alla verità increata.

(1) Quest'esposizione schematica non ci deve far dimenticare che già il Vangelo fa conoscere lo Spirito Santo.

(2) La nostra esposizione schematizza semplificando un processo .che è complesso poiché i termini stessi acquistano un nuovo valore dal fatto del nuovo rapporto che la rivelazione fa apparire tra essi. Il rilievo si deve quindi intendere nella misura in cui può essere guardato materialmente ciascuno dei termini, come avente un valore assolute: non in ciò che racchiude di relativo e di dinamico.

§ 2. - Due grandi forme di rivelazione.

1. E' possibile la rivelazione del soprannaturale propriamente detto.

Dobbiamo fare qui un'importante distinzione: la definizione che abbiamo dato e la sua spiegazione riguardano solo la rivelazione del soprannaturale propriamente detto, quali il mistero trinitario e tutti gli altri misteri in senso stretto, che derivano più o meno direttamente da questo mistero fondamentale. Ci troviamo di fronte ai termini di natura e di persona, accessibili alla ragione umana. Tra essi, Dio fa apparire una relazione che la ragione umana da sola non era capace di scoprire, die cioè nella stessa e unica natura divina sussistono tre persone, e che nella stessa e unica persona del Verbo ci sono due nature unite.

Poste queste due verità essenziali del cristianesimo, la seconda delle quali servi a manifestare la prima, è facile dedurre tutti gli altri dommi, non con una dimostrazione rigorosa, ma per via di alta convenienza. L'Eucaristia, per esempio, è un prolungamento della presenza sensibile del Cristo e la Chiesa ne è la continuazione mistica (3).

Si noti anche come in metafisica la spinta dell'influsso cristiano permise di svolgere chiaramente tutto il senso delle nozioni di natura e di persona.

Il personalismo cristiano deriva autenticamente dalla nozione cristiana di Dio uno in tre Persone.

2. E' possibile la rivelazione di verità religiose o morali d'ordine naturale.

- Questo rilievo ci conduce a esaminare un altro aspetto della rivelazione, cioè In manifestazione, da parte di Dio, di verità accessibili alla ragione, la quale però, abbandonata a se stessa, avrebbe potuto scoprirle solo a stento e in modo insufficiente.

(3) Vogliamo dire semplicemente che, quando siano rivelati i dommi derivati, è facile percepire l'alta convenienza che li lega al domma generatore. Resta ben inteso che è impossibile trarre quelli da questo per via di semplice analisi.


Nell'Antico Testamento, Dio ci ha rivelato, per esempio, che Egli è il Creatore dell'universo e in particolare dell'uomo. limitandoci a quest'unico esempio, che veramente è il più caratteristico e importante per le sue conseguenze, possiamo osservare quanta luce la rivelazione giudeo-cristiana apportò alla speculazione razionale. L'antichità pagana non era mai giunta alla conoscenza di questa verità essenziale, che in una sintesi superiore e con tanta evidenza manifesta la trascendenza e la personalità in Dio. Dobbiamo anzi constatare che il pensiero antico aveva sempre sacrificato l'una o l'altra di queste due nozioni essenziali, e non era mai riuscito a conciliarle.

Tutto dò che può essere giustamente qualificato come filosofia cristiana, procede da questa rinnovellata dottrina di Dio, né si può negare che sia stata la rivelazione a dare la spinta alla nuova metafisica. Per quanto sia considerevole la somiglianzà materiale tra la filosofia aristotelica e quella tomistica, lo spirito e la forma differiscono profondamente. Tra le due concezioni, c'è la verità cristiana su Dio; e il paragone potrebbe estendersi anche ad altri autori di tendenze molto più laiche di san Tommaso, come Cartesio o Kant. Esiste dunque una rivelazione di verità razionali, ma con intervento soprannaturale di Dio.

§ 3. - Necessità della rivelazione.

Possiamo facilmente intuirne la ragione, essendo naturalmente condotti ad affermarne la necessità, facendo le dovute distinzioni.

1. La necessità è assoluta per le verità di ordine soprannaturale.

Posta la divina volontà di associare l'uomo alla divina intimità, diviene assolutamente necessaria la manifestazione delle verità propriamente soprannaturali, dei misteri in senso stretto. Infatti, affinchè l'uomo possa vivere la vita trinitaria, . occorre che Dio con la sua grazia si chini verso la sua creatura e la sollevi a sé in quest'ordine. Ma la prima grazia divina è che Dio si faccia conoscere tale e quale Egli è, poiché la ragione umana per se stessa non potrà mai riuscire ad acquistare una tale verità, che in fondo sarà sempre incomprensibile. Era quindi necessario che Dio intervenisse. Il Vangelo ci fa vedere proprio questo.

2. La necessità è morale per certe verità d'ordine naturale.

Invece, riguardo alla rivelazione per via soprannaturale di verità accessibili alla ragione, si può parlare solo d'una necessità morale, come per il contenuto essenziale della religione e della morale naturale. A rigor di termini, l'uomo potrebbe arrivare a scoprirne i principi, ma con tale povertà e così difficilmente, almeno nella condizione attuale, che Dio gliene rese facile la conoscenza con una mani festazione gratuita.

Con questi tratti caratteristici essenziali, insomma, si presenta quella rivelazione di cui la Chiesa cattolica ha ricevuto il deposito con la missione d'insegnarlo. Perciò, la rivelazione arricchisce anche la speculazione razionale di verità umane; e per questo, essa soprattutto è in grado di indicare all'uomo il vero senso del suo attuale destino, obbligatoriamente e per volontà di Dio soprannaturale.