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Pio XII la "leggenda nera"

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Ipotesi demonologiche sull'ideologia marxista

 

 

 

i miracoli


 

 

 

<<Il miracolo è qualcosa alla cui spiegazione l'uomo non arriverà mai usando ragionamenti logici. Se infatti fosse possibile comprendere il miracolo usando la logica, dovrebbe essere altrettanto facile arrivare alla comprensione del teorema di Dio. E visto che una verità scientifica si può sempre riprodurre, si dovrebbe riuscire anche a riprodurre un miracolo. Ma il miracolo è opera divina, una manifestazione diretta di una entità che è troppo grande per essere riproducibile dalle due più straordinarie conquiste dell'intelletto umano, la Logica e la Scienza...>>

<< Chi osasse dire che la scienza nega l'esistenza dei miracoli è in malafede e non conosce la scienza>>

Prof. Antonino Zichichi

 

A cura di frà Tommaso Maria di Gesù dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 - 90100 Palermo - Tel. 0916730658

Non cattolico. Per la Chiesa romana, i miracoli sono segni distintivi e costituiscono il fondamento per riconoscere la vera religione.
I miracoli più famosi della Chiesa romana sono:

1. Il sangue di S. Gennaro a Napoli.
Sembra che questo santo non sia mai esistito. Da tener presente che a Napoli è conservato il sangue di altri sette santi, il cui sangue si liquefa, come quello di San Gennaro e cioè: Giovanni Battista, Stefano Protomartire, Lorenza Pantaleone, Patrizia, Luigi Gonzaga e Alfonso dei Liguori. Napoli è privilegiata in tutto il cattolicesimo, perchè fuori di questa città, l'unico sangue che si liquefaccia è quello di S. Chiara di Montefalco, in provincia di Perugia.

2. La casa di Loreto.
Questa casa sarebbe stata trasportata nel 1291 dagli Angeli dalla Palestina, prima a Tersato (Jugoslavia), poi a Recanati e infine a Loreto.
La casa sarebbe quella della Madonna. Ora è rinchiusa in una grande basilica.

3. Lourdes.
Nel 1858 una ragazza francese, Bernardetta Soubirous, avrebbe visto la Madonna, la quale, col Rosario in mano, recitava l'Ave Maria a se stessa...
Bernardetta era una ragazza povera e ignorante al punto che a 14 anni non sapeva né leggere né scrivere. Era anche ammalata. Il dott. Delmas, dopo accurato esame medico emise il seguente verdetto: "Si era innanzitutto colpiti dalla costituzione fisica della fanciulla, gracile e rachitica, e dalla sua fisionomia idiota; non ampia la fronte, con forte inclinazione all'indietro... vi erano i sintomi di costituzione apoplettica con indebolimento delle facoltà intellettuali; si lamentava di doloroso mal di capo". In seguito alle visioni di Bernardetta, si è trovata una sorgente miracolosa, nella cui acqua gli ammalati vanno ancor oggi a bagnarsi nella speranza di trovare la guarigione.
E' notevole che il parroco del luogo, Peyramale, rifiutò a lungo di credere alle apparizioni. Fondato su queste basi, il nuovo culto ha potuto far guadagnare molto denaro, ma è stato, ed è tuttora, una causa di debolezza per la Chiesa romana, corre tutto ciò che è fondato sulla superstizione e sull'errore.

4. Fatima.
"Nel 1917 - così insegnano al popolo - la Vergine Santissima apparve a Fatima a tre fanciulli; aprendo la mano, ne sgorgò un fascio di luce che sembrava penetrasse la terra. I fanciulli videro allora ai piedi della Madonna come un grande mare di fuoco ed in esso immersi, neri a abbronzati, demoni ed anime informa umana, somiglianti a brace trasparente che trascinati in alto dalle fiamme, ricadevano poi come faville nei grandi incendi, tra grida di disperazione, che facevano inorridire ......

5. Immagini e statue di Madonne, che aprono e chiudono gli occhi, piangono, ecc.
In conclusione:
a) Molti "miracoli" hanno avuto origine in quella "fucina di pie frodi" che fu il Medio Evo. Accettati e accreditati dalla Chiesa romana per mancanza di spirito critico, per convenienza spirituale e materiale, aggi continuano a essere uno degli strumenti più efficaci per il dominio delle anime.
b) Altri "miracoli" rientrano nel campo dei fenomeni ben determinati di suggestione collettiva e individuale.
c) Vi sono poi dei "miracoli" da sottoporsi allo studio dei competenti, come tanti fenomeni misteriosi nel campo dello spiritismo, del magnetismo, della telepatia, delle premonizioni, ecc. Sono fenomeni psichici dei quali la scienza, pur non avendo ancora trovato la spiegazione, ammette la realtà. A Stoccolma il quattordicenne Lars Lindberg ha ricevuto accidentalmente una scarica di 16 mila volts, tre volte il voltaggio usato in America per la sedia elettrica. E' sopravvissuto e i medici non esitano a parlare di miracolo.

Cattolico. Hai ancora da dire molto sui miracoli?

Non cattolico. Si, ho ancora da dire e da trarre le conseguenze di quanto ho detto finora, perciò ti prego di farmi concludere, altrimenti le tue risposte saranno incomplete e mi costringerebbero ad un continuo dibattito.

Cattolico. Se è cosi completa pure, con la speranza che chi ci legge non si annoi per mancanza appunto di dibattito.

Non cattolico. Io vedo i miracoli della Chiesa romana esattamente come nel paganesimo, antico e moderno. Come spiegare i miracoli dei moderni guaritori?
Da tenere presente che Gesù ha predetto che negli ultimi tempi “sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti (Mt 24,24).
- L'anima umana, fondamentalmente incredula, cerca di arrivare alla fede per mezzo di questi segni esterni.
- Noi evangelici crediamo nel miracolo perenne dell'intervento di Dio nella vita degli uomini, ma respingiamo tutta quella serie di prodigi dovuta, per lo più, ad esaltazione mistica.

Cattolico. Hai finito? Spero di si.

Non cattolico. Si, ho finito, ma è molto probabile che le tue risposte provocheranno in me delle reazioni per cui dovrò forse chiarire qualche altro punto. Per ora a te la parola.

Cattolico. Ti prego, anzitutto, di lasciarmi parlare liberamente, senza interrompermi.
Le cose che tu hai dette sono tante ma sono anche molto gravi. Sembra che tu abbia dimenticato, o ignori addirittura, molti passi evangelici che riguardano la possibilità dei miracoli anche per mezzo di semplici creature; non ricordi o ignori tutte le parole di Cristo che riguardano l'autorità di Pietro e dei suoi successori; hai dimenticato o non conosci l'autorità conferita da Cristo alla "Sua" unica Chiesa e tante altre cose che riguardano l’istituzione del Cristianesimo.
Quando una persona, che pure si dice cristiana, ignora tutto ciò, io non so fin dove e come si potrà dire cristiana. Ma "cristiano" significa essere seguace di Cristo; è vero cristiano chi crede a tutte le parole di Cristo. Chi crede soltanto a certe frasi di Cristo per giustificare le "proprie" idee ed ignora la parte essenziale della volontà di Cristo, non saprei proprio come qualificarlo cristiano. Capisco che queste mie parole sono forti, ma non ti nascondo che sentendoti parlare ho dovuto fare degli sforzi enormi per tacere e per non reagire in maniera forte e adeguata a quelle che mi sono sembrate vere bestemmie.
Non credo che un buddista, un indù o un maomettano siano capaci - di fronte all'evidenza dei fatti, di fronte alla storia e alle realtà scientifiche - di proferire le stesse tue parole: “superstizione, il Medio Evo "fucina di pie frodi", suggestioni, spiritismo, magnetismo, telepatia... esattamente come nel paganesimo antico e moderno..” .
Incomincio a dirti qual'è il pensiero della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana circa il miracolo. La Chiesa romana segue fedelmente la Parola di Dio, specialmente quella del N.T. e perciò può farti sapere molte belle e sante cose circa i miracoli.

1. Il motivo di credere non consiste nel fatto che le verità rivelate appaiano come vere o intellegibili alla luce della nostra ragione naturale. Noi crediamo "per l'autorità di Dio stesso che le rivela, il Quale non può né ingannarsi né ingannare". Nondimeno, perchè l'ossequio della nostra fede fosse conforme alla ragione, Dio ha voluto che agli interiori aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero anche prove esteriori della Sua Rivelazione.
Così i miracoli di Cristo e dei santi, le profezie, la diffusione e la santità della Chiesa, la sua fecondità e la sua stabilità, sono segni certissimi della divina Rivelazione, adatti ad ogni intelligenza, sono motivi di credibilità i quali mostrano che l'assenso della fede non è affatto un cieco moto dello spirito.

2. La Risurrezione di Gesù glorifica il nome di Dio Salvatore perchè ormai è il nome di Gesù che manifesta in pienezza la suprema potenza del "Nome che è al di sopra di ogni altro none" (Fil 2,9- 10).
Gli spiriti malvagi temono il Suo nome (cf At 16,16-18; 19,13-16) ed è nel Suo nome che i discepoli di Gesù compiono miracoli (cf Mc 16,17); infatti tutto ciò che essi chiedono al Padre, nel Suo nome, il Padre lo concede (cf Gv 15,16).

3. Tutto quello che hai detto contro i miracoli e la Chiesa cattolica trova quasi un perfetto riscontro nella vita di Gesù. Infatti, Gesù accompagna le Sue parole con numerosi miracoli, prodigi e segni (cf At 2,22), i quali manifestano che in Lui il Regno è presente. Attestano che Gesù è il Messia annunciato (cf Lc 7,18-23), e sollecitano a credere in Lui (cf Gv 10,38).
I miracoli rendono più salda la fede in Colui che compie le opere del Padre suo: testimoniano che Egli è il Figlio di Dio (cf Gv 10,31- 38). Ma possono essere anche motivo di scandalo... (cf Mt 11,6). Non mirano a soddisfare la curiosità e i desideri di qualcosa di magico. Nonostante i suoi miracoli tanto evidenti, Gesù è rifiutato da alcuni (cf Gv 11,47-48), e lo si accusa perfino di agire per mezzo dei demoni (cf Mc 3,22) ...
Come vedi, c'è un perfetto parallelismo tra quello che dicevano i farisei di Gesù e quello che tu dici della Sua Chiesa!...

4. Con la parola "miracolo" la Bibbia intende tradurre ciò che nel linguaggio semitico veniva connotato con diverse espressioni: azione grande, cosa grande, tremenda, meravigliosa, segno; tutte espressioni che stanno ad indicare una azione diretta di Dio, un Suo intervento straordinario, la manifestazione della Sua potenza e della Sua gloria, sia attraverso eventi comuni, sia in eventi assolutamente straordinari, come la risurrezione dei morti. Il carattere proprio dei miracolo consiste nel suo significato teologico, che rivela l'intervento di Dio nella storia del Suo popolo (antico e nuovo Israele) per condurre a compimento il Suo disegno di salvezza.
S. Giovanni afferma che coloro che hanno visto i miracoli del Cristo (Gv 6,36; 15,24) e rifiutano di credere (Gv 7,5; 12,37) sono inescusabili (Gv 9,41; 15,24). Questo è quello che crede e insegna la Chiesa di Cristo.

5. Voglio ancora dirti altro sui "miracoli", perchè tu e chi ci ascolta abbia idee sempre più chiare in merito. I profeti antichi avevano rivelato la parola di Dio solo al popolo eletto; il messaggio di Cristo è invece destinato a tutto il mondo.
Rifiutato dalla massa degli Ebrei, Gesù gettava le fondamenta della Sua Chiesa, raccogliendo una eletta schiera di discepoli che sarebbero stati testimoni del Suo Vangelo, non solo in Palestina, ma in tutto il mondo. La Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, avrebbe perpetuato la Sua opera, avrebbe reso testimonianza alla verità sino alla consumazione del mondo... Come Cristo diede “le prove della sua missione divina", così la Chiesa presenta, agli occhi di tutti gli uomini, i segni manifesti della sua origine divina.
Ora, che un miracolo - ammessa l'esistenza di Dio - sia possibile è cosa ovvia per tutti. Se un vero miracolo, che è opera di Dio solo, viene compiuto da un uomo come prova che il suo insegnamento è divino, esso costituisce uno straordinario intervento della potenza divina in suo favore e, poichè il vero Dio non può confermare il falso, la prova è perentoria. Quanto quest'uomo afferma diventa credibile per testimonianza dell'autorità divina.

6. C’è chi osa affermare che il miracolo va contro il fondamentale principio scientifico dell'uniformità della natura. Rispondiamo con molta semplicità a questa obiezione che vorrebbe limitare l'onnipotenza divina: l'intervento divino non muta la natura, di alcun agente terreno, benchè possa sospendere, crescere o alterare il suo normale effetto esterno. La Causa Suprema opera in sostituzione della causa subordinata.

7. I miracoli nell'Antico e nel Nuovo Testamento sono tanti e tali che non possono lasciare indifferenti.
Ebbene, nella Chiesa di Cristo i miracoli sono così numerosi da destare meraviglia e fede nelle persone di buona volontà, mentre nelle persone di cattiva volontà destano scandalo, come già ho detto precedentemente. E allora la Chiesa, per annunciare e assicurare la verità, spesso ricorre al metodo di Gesù, e dice a tutti, "Andate e riferite... ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella. E beato è chiunque non sarà scandalizzato di me" (cf Lc 7,22-23).
Praticamente, possiamo dire con S. Agostino che i miracoli sono parole di Dio. Quindi, la nozione del vero miracolo cristiano è tutta religiosa ed esclude assolutamente l'idea pagana del prodigio sensibile senza uno scopo spirituale.

8. Da quanto hai detto, bisogna pensare che c'è ancora chi immagina che la credenza del miracolo sia un resto della mentalità primitiva e che scomparirà sotto l'influsso del progresso scientifico moderno. Recentemente Lévy Bruhl (La mitologia primitiva, Parigi, Alcan, 1935) ha dimostrato che i racconti mitici sono mezzi per mantenersi in rapporto con gli antenati che un tempo facevano tutto ciò che volevano. Altri, senza ricorrere alla mitologia, credono che tutta la natura sia compenetrata di una forza impersonale, il “mana” e che l'uomo con certi mezzi possa agire su di essa.
Tra i popoli evoluti e progrediti, alcune civiltà hanno conservato gran parte della mentalità primitiva, come la speculazione hindù sui Veda, che considera il sacrificio non come un omaggio agli dei; ma come un sistema di pratiche infallibili per agire sul fondo divino delle cose e sottometterle al volere dell'uomo, per cui il sacrificio finisce con l'essere superiore agli stessi dei.
Intanto le osservazioni astronomiche rivelarono ad altri popoli che il mondo è governato da un ordine indipendente dalla volontà umana. Più tardi le scoperte scientifiche estesero fino agli ultimi limiti della natura l'idea dell'ordine necessario, ma i credenti non hanno rinunciato alla persuasione che Dio intervenga nell'universo con azioni libere.
Certi teologi "cristiani" razionalizzarono e affinarono la vecchia idea dell'influsso dell'uomo sul "mana" (= primitivo), dell'operazione magica con cui il sacrificatore hindù domina la potenza suprema: ma anche questa idea, non meno delle altre, viene dal fondo della mentalità primitiva.
Questa l'idea che certuni si fanno del miracolo cristiano...
In conclusione: per il primitivo tutto è possibile, e i prodigi che crede reali sono grossolani eventi corporei, privi di rapporti con la vita dello spirito o tutt'al più sono diretti ai suoi interessi egoistici. Invece nella concezione cristiana il miracolo è una manifestazione di Dio, è Parola di Dio, che illumina, ammonisce, soccorre e di cui Dio si serve per elevarci e unirci a Lui.
9. C'è, o per lo meno c'è stata, una teoria scientista che è portata a respingere tutto ciò che l'uomo non comprende completamente e, quindi, ogni intervento soprannaturale, anche se accertato da quanti testimoni si voglia.
Ci sono altri che comprendono male la esigenza della coscienza religiosa e pretendono di rigettare il miracolo in nome della religione stessa. Ci sono molti protestanti che oggi non credono alla realtà dei miracoli fisici e ammettono soltanto quelli spirituali. Altri tirano le estreme conseguenze e pretendono che il vero miracolo, l'unico degno di Dio, sia la fede che giustifica il cristiano.
Studiando la storia dei miracoli ci sarebbero da dire ancora molte cose, ma non lo credo opportuno data l'indole di queste mie risposte e chiarificazioni. Mi limiterò, quindi, soltanto a ciò che mi sembra indispensabile per rimanere nell'ambito di una risposta globale semplice e intellegibile.
Nell'accettazione del miracolo cristiano, meglio nel suo rifiuto, sono sempre presenti la solita avversione al cattolicesimo da parte dei protestanti e i loro pregiudizi deterministici.
Nessuna persona ragionevole attribuisce le evidenti guarigioni di Lourdes a proprietà radioattive dell'acqua della grotta, o alla suggestione, che non ha mai consolidato ossa o riparato tessuti.
E' vero che il contesto dell'evento miracoloso non è sempre chiaro; Dio può fare miracoli reali, ma non dotati di tutto ciò che occorre perchè uno storico li ritenga come tali, pur essendo minutamente circostanziati dalle testimonianze. Possono essere reali e non essere tali da dover venir tenuti in conto in un processo di canonizzazione.

10. Da ciò che ho detto è facile trarre le conclusioni: a) La nozione di miracolo, legata all'esistenza di Dio personale, deve essere accettata da ogni spiritualismo cosciente della sua vera natura. b) L’opposizione che si fa al miracolo in nome del determinismo o di altre speciose ragioni, è fondata unicamente su pregiudizi. c) Se il miracolo non è sempre constatabile, lo è assai spesso scientificamente e, ancora più spesso, filosoficamente e teologicamente, perchè l'insieme del fenomeno e il suo contenuto possono manifestare chiaramente un intervento di Dio, comprensibile come tutti i fatti del linguaggio e in genere fatti significativi. d) Il miracolo, anche per l'analfabeta medioevale, che tuttavia credeva a tante leggende, è nettamente separato dall'ordine della natura e non ha nulla a che fare con le forze fisiche, essendo l'opera e il segno di Dio. e) Infine, si potrebbe dire, come fanno spesso i protestanti, che quello della fede è in generale il vero miracolo cristiano, poichè tutti gli altri si riducono a questo: “L'incredibile grandezza della potenza di Dio" che è lo stesso del Suo amore infinito. Chi sa che Gesù si è offerto alla morte di croce per ciascuno di noi, chi ricorda le parabole del buon pastore, della pecorella smarrita, del figliuol prodigo, deve avere la certezza che Dio è sempre pronto a intervenire in modo meraviglioso nella nostra esistenza. Il Salvatore che ha lasciato le novantanove pecore nei pascoli per andare a cercare quella perduta, esiterà a servirsi dei mezzi non abituali ed estranei alla nostra scienza, per richiamarci a Lui?
Il filosofo, o lo scientista, che pretende di pensare il Cristianesimo senza miracoli non ha capito nulla della Buona Novella.
Il Conc. Vat. I (Sess. III, c. 3, cap. De fide) proclamò la Chiesa “grande e perpetuo motivo di credibilità e testimonianza irrefragabile della missione divina di Cristo" proprio per tutti quei meravigliosi segni che Dio compie in essa, spesso confondendo anche la più ostinata incredulità.

Non cattolico. Permettimi ora di farti notare che i miracoli hanno accompagnato si, il ministero di Gesù come un segno della Sua potenza divina, però Gesù non voleva che la fede fosse fondata su delle prove puramente esteriori, ma sopra un'intima persuasione dello spirito. Infatti: 1. Una volta rimproverò i discepoli: "Se non vedete segni e prodigi, non credete!" (Gv 4,48). 2. I Giudei gli domandarono: “Maestro, noi vorremmo.vederti operare un segno. Ma Egli rispose loro: “Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona" (Mt 12,38-39). 3. Gesù disse ancora: "Beati quelli che non hanno veduto (il gran miracolo della risurrezione) ed hanno creduto" (Gv 20,29). 4. S. Paolo aggiunge: “I Giudei chiedono dei miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso" (1 Cor 1,22-23).

Cattolico. Su queste ultime quattro obiezioni da te fatte, credo di poter rispondere con proprietà e semplicità. Perciò ti dirò che i vari passi evangelici da te ricordati sono ovvii e comprensibili per tutti.
- E' giusto il rimprovero di Gesù ai discepoli che vogliono vedere continui prodigi. Praticamente Gesù fa capire loro che soprattutto vale la fede e la convinzione interiore.
- Ciò valga anche per il secondo rimprovero.
- Potremmo dire la stessa cosa per il terzo caso, quando Gesù rimprovera l'incredulo Tommaso.
- A tutti S. Paolo risponde giustamente: ..”ma noi predichiamo Cristo crocifisso".
Queste tue ultime obiezioni, quindi, possono dirsi giuste constatazioni evangeliche che servono a tutti i cristiani: più che cercare segni esterni, essi debbono credere fermamente all'Inviato dal Padre. Tuttavia, come già ho detto altrove, Gesù non ha ricusato di operare molti segni e miracoli per rafforzare la nostra fede o sollevare la nostra incredulità.
La Sua Chiesa - da Lui guidata - prosegue lungo il corso dei secoli con gli stessi Suoi metodi. Essa raccomanda soprattutto le convinzioni profonde ed una fede a tutta prova, ma sa pure che Gesù, per le nostre debolezze umane, ha promesso che "chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi..." (cf Gv 14,12-14).
Le parole e i rimproveri di Gesù intendono richiamare la nostra attenzione sulla necessità di credere e di approfondire la Rivelazione, ma non vogliono escludere la possibilità da parte dell'uomo di riferirsi a questi segni straordinari per meglio provare la solidità e la certezza soprannaturale della propria fede. Infatti, il miracolo è un fatto sensibile operato da Dio, al di fuori di tutte le forze e le leggi della natura. I miracoli dimostrano la Potenza di Dio sulla natura, sopra o anche oltre di essa.
Dio, autore della natura e delle sue leggi, può sempre, con un Suo atto volitivo, portare un'eccezione a quanto ha stabilito ab aeterno. Il miracolo non è una correzione che Dio apporta all'opera Sua, la quale è perfetta nel suo ordine. Il miracolo, per dirla in breve, non è uno squarcio nella trama dei fenomeni, ma un ricamo, un ornamento, che fa risaltare meglio la bontà e la saggezza del divino Ordinatore.
Senza dubbio, la scienza suppone la stabilità delle leggi naturali, ma una stabilità fisica, non metafisica: le leggi, lasciate a se stesse, agiscono sempre allo stesso modo. Esse non sono tali però da escludere ogni eccezione da parte del Creatore. Lo scienziato che si muove nel campo dell'esperienza sensibile, non può come tale entrare nel campo metafisico per negare il Trascendente o il suo intervento nel mondo; in nessun modo può dimostrare il determinismo assoluto o metafisico, in modo da escludere ogni modificazione apportata dall'Ente Supremo.
Il miracolo è un fatto raro, ma ciò accresce l'attenzione e spinge ad un'indagine più accurata.
Se la legge scientifica attesta una regola, il miracolo e la testimonianza di esso un'eccezione. Ora, il Cristianesimo è pieno di fenomeni miracolosi, che d'altra parte, sono criterio certissimo della Rivelazione. Il miracolo infatti è opera divina. Lo stesso Redentore, ai Giudei che gli avevano chiesto se fosse veramente il Cristo, aveva risposto: "Le opere che io compio in nome del Padre mio sono quelle che mi rendono testimonianza" (Gv 10,23 e ss. e 5,36).
I miracoli compiuti talvolta in vita dai Servi di Dio di per sé non costituiscono prova di santità; perciò, solo quelli operati per loro intercessione dopo la morte confermano definitivamente tale santità con autorità divina. Per questo la Chiesa ha sempre tenuto in grande considerazione questo elemento soprannaturale nelle cause di beatificazione e canonizzazione, ed ancora oggi, sia pure con diverso criterio, ne fa un coefficiente indispensabile, almeno nei casi ordinari.
Credo inutile dire o ripetere - perchè nota a tutti - è la serietà e la severità cori cui la Chiesa cattolica procede in tali cause.
E' noto che, per lo stesso Gesù, uno degli argomenti più decisivi a favore della Sua divinità e perciò dell'origine soprannaturale della Sua dottrina, è costituito dai Suoi miracoli. Più ancora che i Sinottici, S. Giovanni fa risaltare la stretta relazione esistente tra i miracoli e la missione di Gesù.
Dio non ha parlato soltanto per mezzo dei profeti, ma ha voluto confermare la Sua parola per mezzo dei miracoli che ci si presentano come argomento irrefragabile del Suo intervento. Perciò i miracoli non ci si presentano come fatti isolati, bensì in intima connessione con la storia biblica. Negare la loro realtà equivale a distruggere la base su cui questa storia si regge.
Per il cattolico la possibilità del miracolo, come segno sensibile, straordinario, soprannaturale e divino, è conseguenza logica di due verità chiaramente affermate nella Sacra Scrittura: Dio è il Creatore Onnipotente e il Signore assoluto della natura; le cose che ha create dipendono completamente da Lui e qualunque siano le leggi stabilite per reggere l'ordine della natura, Dio può sempre compiere atti che sorpassano, sospendono o contrastano quelle leggi.
Perciò l'atteggiamento della pseudocritica nella sua aspra lotta contro la conoscibilità del miracolo, obbedisce, innanzitutto, alla paura della sua forza dimostrativa. Possiamo ancora dire che il miracolo è, spesso, il mezzo più idoneo perchè Dio giunga all'intelligenza e al cuore dell'uomo per realizzare i suoi disegni. Più che lo studio imparziale dei fatti, che portano la maggioranza dei critici non cattolici a negare la possibilità dei miracoli, sono i pregiudizi che ne infestano il cuore e la mente.

Non cattolico. Hai detto tante cose, anche interessanti, ma non mi sento ancora soddisfatto per quello che ti ho domandato riguardo a S. Gennaro, la Casa di Loreto, Lourdes, Fatima, ecc.

Cattolico. Spero che tu non abbia la pretesa che io ti parli in lungo e in largo di tutti questi argomenti. Ci sono molti libri che ne parlano e chi vuole può comodamente consultarli.
Io potrò rispondere con molta brevità dicendo soltanto l'essenziale, tanto più che di diversi di questi argomenti ho già parlato altrove.

1 - Il Sangue di San Gennaro a Napoli
Ho già parlato del miracolo di S. Gennaro. Dirò ancora altre notizie e invito te e i lettori a ricorrere a qualche enciclopedia (per es. a quella Cattolica, all'U.T.E.T.) per attingervi notizie più precise e più esaurienti.
E' vero che non tutte le notizie riguardanti S. Gennaro sono strettamente controllabili storicamente, ma è anche vero che molte di quelle che abbiamo sono difficilmente oppugnabili.
S. Gennaro risulta vescovo di Benevento, santo e compagni martiri, i quali sono: i diaconi Sosso, Festo e il lettore Desiderio, tutti condannati “ad ursos" nell'anfiteatro di Pozzuoli; essi però, per il ritardo del giudice Draconzio, vennero decapitati, insieme con Proculo, diacono di Pozzuoli, e i due laici Eutiche e Acuzio.
A questo primo racconto se ne affiancarono diversi.
Le spoglie del martire vennero trasportate a Napoli nel 432.
Gli "Atti" attribuiscono il martirio del santo all'anno 305.
In Roma una chiesa dedicata a S. Gennaro, vescovo e martire, è segnalata nel sec. VII, sulla via Tiburtina.
Un'altra testimonianza è offerta dalla sottoscrizione del codice degli Excerpta di Eugippio, scritto per ordine di Reduce, vescovo di Napoli nel 581. Una epigrafe mutila con il nome di S. Gennaro: Ianuario martyr(i)... aeterno fiore... è datata circa il sec. VI.
S. Gennaro è ricordato due volte nell'Evangeliario di Lindsfarne del sec. VII circa e di quello di Buccardo, vescovo di Wurzburg (741-53). I suoi compagni di martirio, Sosso Eutiche, Festo e Desiderio furono rappresentati nel sec. V nel mosaico della chiesa di San Prisco a Capua, distrutto nel 1766.
Intorno al prodigio si sollevarono, naturalmente, molte discussioni e polemiche e molte ipotesi si affacciarono a spiegare come il sangue diventerebbe liquido per semplici cause naturali o artificiali o a provare che la sostanza delle fiale non è puro sangue, ma un qualche miscuglio proveniente da frode conscia o inconscia. Ma ogni tentativo non è riuscito finora a dare una spiegazione sufficiente delle caratteristiche della liquefazione così come avviene; e a nulla approdarono i vari tentativi fatti per ripetere e riprodurre il fenomeno.
A completamento della questione occorre accennare come, più di recente, anche da studiosi cattolici si è voluto ricorrere ad ipotesi più ricercate: ad eventuali effetti fototropici, igroscopici e psichici, dovuti al passaggio della reliquia dall'oscurità alla piena luce del tempo; al vapore acqueo per la presenza di tanta folla; al calore che da questo deriva; ad un residuo di fluido vitale della persona, a cui il sangue apparteneva; alla intensa concentrazione della concorde volontà dei presenti; e persino al fatto della esistenza, nel medesimo antico Regno di Napoli, di altre reliquie, di sangue, che riproducono quasi lo stesso prodigio che il sangue di S. Gennaro. Ma anche di tali ipotesi, che non sono del tutto nuove, si deve ripetere che non riescono a dare una spiegazione naturale sufficiente; che anzi urtano contro le più diverse circostanze attestate e documentate.
Rimane la questione se il sangue contenuto nelle fiale sia veramente di S. Gennaro.
Non è una cosa di facile e sicuro accertamento, né di grande interesse: il prodigio resta li a sbalordirci tutti!...
Le notizie storiche sicure del prodigio risalgono oltre il sec. XIII. Per i secoli anteriori, la tradizione ci porta fino alla seconda metà del sec. IV, quando ebbe luogo il trasporto delle reliquie del Santo dall'agro marciano alle attuali catacombe.
E fatto, finalmente, che del prodigio non si posseggono notizie anteriori al secolo XIV, non intacca né infirma l'autenticità del prodigio della liquefazione.
Che poi a Napoli ci siano o meno altre reliquie di sangue di altri Santi, è un fatto che qui non interessa. E' il sangue di S. Gennaro che è divenuto spettacolo grande e particolare per tutto il mondo cattolico e non cattolico e di fronte al quale la scienza vera o fasulla ha appuntato tutte le sue lance inutilmente.

II - La Casa di Loreto.
Sulla Santa Casa di Loreto molto c'è da dire perchè si tratta del Santuario più importante della Chiesa cattolica.
Si tratta, come è noto da tutta la storia che la riguarda, della Casa di Maria di Nazareth, ove la Madonna nacque, visse e concepì l'Emmanuele.
In questa Casa di Nazareth Maria ricevette l'annuncio dell'Angelo Gabriele.
Io sono stato nella Santa Casa oltre tre anni (1949-53) per completarvi gli studi filosofici e teologici. Il 13 luglio 1952, al 3° anno di teologia, fui ordinato sacerdote. Ricordo che tra i Frati Minori Cappuccini, giovani ed anziani, non tutti erano perfettamente convinti dell'autenticità della S. Casa. lo ascoltavo gli uni e gli altri.
In questi ultimi tempi ho avuto occasione di leggere qualcosa sulla Santa Casa ed ho capito che i ricordi che ne avevo erano incompleti. Nel "Nuovo Dizionario di Mariologia" (Ed. Paoline, 1988) e nel “La Santa Casa di Loreto" di P. Giuseppe Santarelli ho letto molte cose importanti, tra le quali:
1. Nel 1955-60 furono fatti scavi a Nazareth e fu accertato che il luogo dell'Incarnazione - costituito da una Grotta tuttora esistente e da una Casa in muratura antistante - fu conservato con molta cura fin dai primi tempi. Infatti è stato accertato che la casa di Maria fu adibita a culto e protetta da una chiesa tipo sinagoga, molto probabilmente costruita dagli stessi parenti di Gesù.
Nel sec. V una solida basilica bizantina prende il posto della sinagoga, e nel sec. XII la basilica bizantina è sostituita da una maestosa basilica fatta dai crociati.
Nel 1263 i musulmani abbatterono anche la basilica crociata. La Divina Provvidenza volle risparmiate e la Grotta e la Casa. La data della traslazione, della Casa di Maria di Nazareth a Loreto risale al 1291-1294. I devoti che andavano a Nazareth dal 1291 non indicano più come luogo dell'Incarnazione la Casa, ma solo la Grotta.
2. Gli scavi archeologici condotti nel sottosuolo della S. Casa di Loreto nel 1962-65 hanno confermato alcuni importanti dati storici della traslazione, come la mancanza di fondamenta proprie, il muro "bono grosso" fatto da recanatesi e la collocazione della S. Cappella su una pubblica strada. In più hanno individuato interventi edilizi precedenti al suddetto muro, detti pre-recanatesi, i quali attestano una chiara volontà di conservazione dell'umile manufatto, con un'attenzione archeologica inspiegabile a quei tempi se si nega la tradizione della sua origine.
Studi specifici sulla struttura edilizia della S. Casa hanno dimostrato: a) essa non ha riscontro nella edilizia marchigiana; b) appare come una vera e propria casa e non come una chiesa; c) la sua costruzione è tale da giustificare pienamente la Grotta che è a Nazareth e la Casa che vi era annessa e che non c'è più; d) il materiale di cui è composta non ha alcun riscontro nella zona marchigiana. Inoltre gli scavi hanno portato alla luce interessanti indizi e reperti archeologici, come: 1. Sulle pietre vi sono vari graffiti simili a quelli di Nazareth; 2. I resti di un uovo di struzzo. Dai crociati sappiamo che le uova di struzzo venivano collocate nelle Chiese di Terra Santa, quale ornamento e simbolo del Verbo di Dio fecondato nel seno di Maria dal sole dello Spirito Santo, nello stesso modo che l'uovo deposto dalla femmina sulla sabbia veniva fecondato direttamente dal sole; 3. Cinque croci di stoffa di crociati o di cavalieri; 4. Un'antica immagine dell'Immacolata, rinvenuta in una cavità del muro, che indica l'antichità dei culto tributato a Maria, concepita e nata immacolata nella casa di Nazareth; 5. Monete di zecca tedesca del sec. XIII che conferma la presenza di pellegrini germanici che si recavano a Loreto per devozione; 6. Due tornesi di Guido duca d'Atene che offrono una precisa indicazione cronologica: 1287-1308, gli anni del ducato di Guido, i quali coincidono con l'epoca della traslazione della S. Casa fissata dalla tradizione al 1291-1294 (1291 in, Illiria, 1294 a Loreto, ove è attualmente).
Leggendo il libro di P. Giuseppe Santarelli si trovano molte altre prove che confermano l'autenticità della S. Casa.

Il Santuario di Loreto - dopo molti studi, ricerche archeologiche e critiche - ha un legame tutto speciale con il luogo santo di Nazareth in virtù dell'insigne reliquia che è la S. Casa della Vergine, commemora anzitutto il mistero dell'Incarnazione e l'opera dello Spirito Santo, la nascita immacolata di Maria, e la santità della S. Famiglia di Nazareth.
Fra tutti i santuari consacrati alla Madonna al primo posto sta quello di Loreto che brilla d'incomparabile fulgore, appunto perchè è l'augustissima Casa consacrata dai divini misteri.
I fondamenti storici, teologici e spirituali sono tali che il Santuario di Loreto può resistere all'erosione della critica più sottile e anche più agguerrita d'ogni tempo.
Tra i critici ci sono quelli che propendono per una traslazione della Santa Casa meno miracolistica e più naturale: cioè essa sarebbe stata trasportata per opera di alcuni personaggi o dagli stessi crociati per via mare, logicamente dopo averla ricuperata pietra per pietra e poi ricostruita. Ma ci sono altri fatti storici, come la provenienza dall'Illiria e poi da Tersatto (Dalmazia) ove la S. Casa sostò per alcun tempo. Ora, volendo ammettere il trasporto delle pietre e poi la ricostruzione di esse più volte per la ricomposizione della S. Casa, a me, personalmente, sembra più inverosimile che il trasporto miracoloso di essa. A Dio tutto è possibile e non c'è da meravigliarsi se, per una Casa così preziosa, Egli abbia compiuto un grande miracolo. D'altra parte tale trasporto prodigioso meglio giustifica il grande sviluppo e la grande ammirazione e devozione, non solo di tutti i fedeli del mondo, ma anche dei papi, di tanti santi e di grandi personalità della scienza e del sapere.
P. Giuseppe Santarelli, che è il responsabile della Congregazione Universale della S. Casa di Loreto, così conclude: “Comunque, qualunque sia la verità storica sul trasporto della S. Casa, o per “ministero angelico” o per iniziativa di uomini, anch'essa provvidenziale, è importante è che a Loreto si venera un'insigne reliquia, ricca di alto significato spirituale. Infatti non è importante il modo del trasporto della S. Casa, ma il suo messaggio".

III - Lourdes.

Le visioni sono come un solo blocco nell'esistenza di Bernardetta, che non ne ebbe altre, né prima né dopo e, tra le suore della Carità di Nevers essa fu, come diceva spesso la superiora generale, "una buona e comunissima religiosa".
Le visioni furono strettamente localizzate nel tempo e nello spazio; erano ad un tempo visive e uditive. Invece l'allucinazione è visuale oppure uditiva.
Nessun fenomeno psichico anormale precedette o accompagnò i fatti: la fanciulla, per quanto ignorante, ha un giudizio sano e non devierà mai dalla strada ove crede che sia la verità. Questa sua semplicità e fermezza scosse immense folle. Dopo alcuni giorni di gloria, anzi di prova e di martirio, Bernardetta si consacrò a Dio, senza godere del suo trionfo; anzi senza nemmeno conoscerlo.
L’incredulo dirà che la conclusione è troppo affrettata poiché occorrono dimostrazioni più o meno estese e ramificate, secondo le osservazioni da provare.
Certo Renato Poicier scriveva che se la Sindone di Torino fosse quella d'un faraone, non avremmo nessuna difficoltà a riconoscerla autentica; se invece si pretende che sia il lenzuolo che avvolse Cristo, le conseguenze sono talmente gravi che noi vogliamo un supplemento d'informazioni, di prove assolutamente imbattibili. E noi ammettiamo che queste esigenze siano giuste, anche se eccessive.
Le visioni di Bernardetta contengono un programma preciso: erezione di una cappella, processioni e pellegrinaggi; inoltre la Vergine domandò atti d'umiltà e di penitenza. Bernardetta fu invitata a bere l'acqua di una fonte inesistente. Ma la Madonna la invitò più volte a scavare, finchè scaturì l'acqua di una fonte che è ancora e sempre attiva. La fanciulla ebbe l'assicurazione della Vergine che sarebbe stata felice non in questo mondo ma nell'altro.
Con tutta semplicità e umiltà la fanciulla trasmise al clero tutte le richieste di Maria. La sua ignoranza, l'umile condizione della famiglia, fecero si che i sacerdoti la trattassero da stupida e menzognera; il Vescovo, il prefetto, tutte le persone istruite, e perfino il governo considerarono lo strano affare di Bernardetta una follia o una macchinazione e incaricano e pregano il clero di farla finita.
E' notevole, come tu stesso hai detto, che il parroco del luogo, Peyromale, rifiutò a lungo di credere alle apparizioni. Ma la cosa più notevole è che anch'egli fu costretto a credere... Quindi tutto era contro Bernardetta. Finanche la Chiesa per mezzo dei suoi rappresentanti.
Il padre Petitot (Storia delle apparizioni di Lourdes, Parigi, Desclée de Br, 1935), in due volumi rimette le cose a posto: leggendo le risposte di Bernardetta al procuratore imperiale e al commissario, vi sembrerà di sentire Giovanna d'Arco. E' sintomatico e molto istruttivo costatare come la lunga e tenace opposizione abbia dovuto cedere, come il programma delle visioni sia stato del tutto attuato, come la grotta di Massabielle sia diventata la meta più celebre di pellegrinaggi da tutto il mondo.

Dimenticavo un particolare: la Madonna aveva la corona del Rosario tra le mani, e anche Bernardetta era munita di corona e recitava il rosario con l'intento di fugare la visione caso mai si fosse trattata di una cosa diabolica. Quando Bernardetta diceva l'Ave Maria, la Madonna taceva, ma quando recitava il Pater e il Gloria, la Madonna li recitava anche Lei, perciò non diceva l'Ave Maria a se stessa, come tu hai affermato erroneamente...

IV - Fatima.

Nella diocesi di Leira, nella catena della Serra d'Aire, su un altipiano carsico, in terreno di epoca terziaria, sorge il villaggio di Fatima, sconosciuto in tutto il mondo fino al 1917. Il nome è di evidente origine araba, dovuto all'invasione musulmana che devastò soprattutto il sud del Portogallo fino al 1140. Nella Conca de Iria, il 13 maggio 1917 Lucia dos Santos (10 anni), Francesco Marto (9 anni) e Giacinta Marto (7 anni) pascolavano il gregge come altri giorni in una proprietà del babbo di Lucia. A mezzogiorno un forte lampo: una Signora bellissima comparve sopra un cerro. Raccomandò il segreto, ed ingiunse preghiere per affrettare il termine della guerra. Il 13 successivo, e cosi fino all'ottobre, tornarono i pastorelli per rivedere e parlare con l'apparizione. In agosto i pastorelli furono posti in prigione e l'apparizione si verificò nella località dei Volinhos, vicino a casa. In ottobre la visione si manifestò per quello che era: la Madonna del Rosario, che raccomandava nuovamente preghiera e penitenza per la cessazione della guerra profetizzando pure un altro flagello se il mondo non si fosse convertito. Con la Madonna comparvero pure il Bambino Gesù e S. Giuseppe. Tali apparizioni furono confermate da fenomeni metereologici, attestati da gran parte dei circa 70.000 pellegrini presenti. In seguito le folle dei pellegrini aumentarono ogni anno provenienti da tutte le parti del mondo. La statua della Madonna di Fatima fu incoronata solennemente il 13 maggio 1946. E' sorto un grandioso santuario che dà alla Conca de Iria l'aspetto di città santa come a Lourdes.
Anche qui infatti si moltiplicano i miracoli di ordine fisico e di ordine soprannaturale. La statuetta della Madonna cominciò a pellegrinare per il mondo intero "Missionaria di Dio", e tutti i popoli di Oriente e di Occidente (compresi i musulmani) si fanno onore di riceverla e di averla protettrice.
I tre pastorelli ebbero anche una visione dell'inferno e delle anime che vi erano e vi cadevano dentro. A Giacinta e a Francesco la Madonna predisse che presto sarebbero andati in Paradiso, mentre a Lucia disse che sarebbe dovuta rimanere ancora molto sulla terra per la diffusione alla devozione del Rosario. Tutto si è avverato secondo le predizioni della Madonna.
La Chiesa come ha concesso il culto alla Madonna di Lourdes altrettanto ha stabilito per il culto della Madonna di Fatima. Tutti conoscono la proverbiale prudenza e saggezza della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana. Soltanto di fronte alle certezza naturale e scientifica dei fatti e a quella non meno sicura del soprannaturale procedere dei fenomeni, la Chiesa consente ai fedeli determinati culti e devozioni.
V – Immagini e statue di Madonne che aprono e chiudono gli occhi, piangono, ecc.
Nel rispondere alla V° delle obiezioni, sarà bene ripeterti che io credo soltanto a ciò che la Chiesa Romana approva su tali manifestazioni. E so che i casi di statue della Madonna, di Gesù o di altri Santi, che hanno dato dei segni miracolosi sono diversi, io mi limiterò ad un solo caso perchè è uno dei più recenti e più clamorosi: la Madonna delle Lacrime di Siracusa.
I coniugi Angelo Iannuso ed Antonia Giusto avevano posto, come capezzale nella loro camera matrimoniale, un quadro di gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria.
In via degli Orti n., 11, abitazione dei due coniugi, il giorno 29 agosto 1953, di mattina verso le 8.30, Antonia rimasta sola, si senti molto male. Era sofferente per l'attesa di un bimbo, da avere la vista annebbiata e prostrata da una profonda crisi. La giovane donna trovava molto conforto nell'invocare la Madonna. Quella mattina le si rivolse con una invocazione più accorata e fissando gli occhi sul quadretto sovrastante il suo letto. Quale non fu la sua grande e comprensibile sorpresa nell'accorgersi che gli occhi soavi e dolci della Madonna versavano lacrime. Chiamò la suocera e la cognata (il marito era al lavoro) che erano in casa e, con voce rotta dalla commozione, gridò: "La Madonna piange, la Madonna piange!", le donne non volevano credere, uscirono fuori casa e chiamarono i vicini. Numerose persone accorsero e presto la notizia si propagò per tutta la città. Una moltitudine di gente si recò all'umile casetta della Giusto, tutti volevano assistere al fenomeno della lacrimazione.
Lascio immaginare l'andare e venire della folla. Il fenomeno, a riprese più o meno lunghe, si protrasse nei giorni 30-31 agosto e 1 settembre, sia all'interno che all'esterno della casa, dove era stato esposto il quadro. Siracusa divenne meta di numerosi pellegrinaggi. I mass-media e la stampa commossero il mondo intero. Il tribunale ecclesiastico, di fronte ai numerosi miracoli e alle numerosissime testimonianze (furono tante da riempire diversi volumi), iniziò il processo storico-canonico.
La scienza medica e la tecnica specializzata confermarono i fatti in maniera irrefutabile.
Una commissione di medici e di analisti, per incarico della Curia arcivescovile, il 1° settembre alle ore 11, si recò in casa della signora Giusto e riuscì a prelevare più di un centimetro cubico di quel liquido sgorgato dagli occhi della Madonna. I medici analisti all'unanimità affermarono: "Il liquido emesso dagli occhi della Madonna ha analoga composizione delle lacrime umane".
La macchina fotografica e la cinepresa riproducono quello che esiste nella realtà, senza alterazione, senza possibilità di suggestione. Da questi mezzi, usati durante la lacrimazione, risultò visibile la traccia delle lacrime nel lento percorso dalla cavità orbitale fino alla concavità della mano, posta a sorreggere il cuore della santa effigie. Inoltre si conservano trecento fotogrammi scattati da una cinepresa dai quali si vede il formarsi, il fluire e lo sciogliersi delle lacrime, prima dall'occhio sinistro poi da quello destro.
Di fronte a tali fatti la Chiesa, tramite l'Episcopato Siculo, si è così espressa: “Vagliate attentamente le relative testimonianze dei documenti originali, i Vescovi di Sicilia, in data Palermo 12 dicembre 1953, hanno concluso unanimemente col giudizio che non si può mettere in dubbio la realtà della lacrimazione". Gli stessi Vescovi però esortavano: “Fanno voti che tale manifestazione della Madre Celeste ecciti tutti a salutare penitenza ed a più viva devozione verso il Cuore Immacolato di Maria. Auspicando inoltre la sollecita costruzione di un Santuario che perpetui la memoria del prodigio".

Non cattolico. Ma tu sei proprio sicuro di tutto quello che dici? Sapessi quanti non ci
credono! ...

Cattolico. Io sono sicuro di quello che dico perchè prima di me se ne è resa sicura la scienza, moltissimi che hanno assistito ai fatti e, principalmente, perchè se ne sono convinte anche le autorità ecclesiastiche.
Ma oltre a questo miracolo della lacrimazione della Madonna di Siracusa, io credo a tanti altri grandi miracoli che sono avvenuti e avvengono spesso nella Chiesa di Dio. Di diversi di essi ho già dato notizie, qui mi limiterò solo a dirti che sono nel capitolo dedicato a “L’EUCARISTIA E LA S. MESSA”.

Essi sono:
1. Il più grande miracolo eucaristico della storia;
2. Il Corporale di Bolsena religiosamente custodito nel Duomo di Orvieto;
3. Sprizza sangue da un'ostia serrata in breviario;
4. Il miracolo eucaristico di Siena;
5. Il miracolo del Sangue di S. Gennaro;
6. Cieca che vede;
7. A Padova si conserva la lingua incorrotta di S. Antonio;
8. Ad Assisi si conserva, incorrotto, il Corpo di S. Chiara.
9. L'immagine miracolosa della Madonna di Guadalupe (Messico). Si tratta di uno dei più grandi portenti del mondo.
10. Quanto avviene a Camposampiero (Padova), in ricordo della vita di S. Antonio di Padova.
11. Il Faggio di S. Francesco.
12. La Sacra Sindone.