<<Il miracolo è qualcosa alla cui spiegazione l'uomo non arriverà mai usando ragionamenti logici. Se infatti fosse possibile comprendere il miracolo usando la logica, dovrebbe essere altrettanto facile arrivare alla comprensione del teorema di Dio. E visto che una verità scientifica si può sempre riprodurre, si dovrebbe riuscire anche a riprodurre un miracolo. Ma il miracolo è opera divina, una manifestazione diretta di una entità che è troppo grande per essere riproducibile dalle due più straordinarie conquiste dell'intelletto umano, la Logica e la Scienza...>>
<< Chi osasse dire che la scienza nega l'esistenza dei miracoli è in malafede e non conosce la scienza>>
Prof. Antonino Zichichi
A
cura di frà Tommaso Maria di
Gesù dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 - 90100 Palermo
- Tel. 0916730658
Non
cattolico.Per la Chiesa romana,
i miracoli sono segni distintivi e costituiscono
il fondamento per riconoscere la vera religione.
I miracoli più famosi della Chiesa
romana sono:
1.
Il sangue di S. Gennaro a Napoli.
Sembra che questo santo non sia mai esistito.
Da tener presente che a Napoli è conservato
il sangue di altri sette santi, il cui sangue
si liquefa, come quello di San Gennaro e cioè:
Giovanni Battista, Stefano Protomartire, Lorenza
Pantaleone, Patrizia, Luigi Gonzaga e Alfonso
dei Liguori. Napoli è privilegiata
in tutto il cattolicesimo, perchè fuori
di questa città, l'unico sangue che
si liquefaccia è quello di S. Chiara
di Montefalco, in provincia di Perugia.
2.
La casa di Loreto.
Questa casa sarebbe stata trasportata nel
1291 dagli Angeli dalla Palestina, prima a
Tersato (Jugoslavia), poi a Recanati e infine
a Loreto.
La casa sarebbe quella della Madonna. Ora
è rinchiusa in una grande basilica.
3.
Lourdes.
Nel 1858 una ragazza francese, Bernardetta
Soubirous, avrebbe visto la Madonna, la quale,
col Rosario in mano, recitava l'Ave Maria
a se stessa...
Bernardetta era una ragazza povera e ignorante
al punto che a 14 anni non sapeva né
leggere né scrivere. Era anche ammalata.
Il dott. Delmas, dopo accurato esame medico
emise il seguente verdetto: "Si era innanzitutto
colpiti dalla costituzione fisica della fanciulla,
gracile e rachitica, e dalla sua fisionomia
idiota; non ampia la fronte, con forte inclinazione
all'indietro... vi erano i sintomi di costituzione
apoplettica con indebolimento delle facoltà
intellettuali; si lamentava di doloroso mal
di capo". In seguito alle visioni di
Bernardetta, si è trovata una sorgente
miracolosa, nella cui acqua gli ammalati vanno
ancor oggi a bagnarsi nella speranza di trovare
la guarigione.
E' notevole che il parroco del luogo, Peyramale,
rifiutò a lungo di credere alle apparizioni.
Fondato su queste basi, il nuovo culto ha
potuto far guadagnare molto denaro, ma è
stato, ed è tuttora, una causa di debolezza
per la Chiesa romana, corre tutto ciò
che è fondato sulla superstizione e
sull'errore.
4.
Fatima.
"Nel 1917 - così insegnano al
popolo - la Vergine Santissima apparve a Fatima
a tre fanciulli; aprendo la mano, ne sgorgò
un fascio di luce che sembrava penetrasse
la terra. I fanciulli videro allora ai piedi
della Madonna come un grande mare di fuoco
ed in esso immersi, neri a abbronzati, demoni
ed anime informa umana, somiglianti a brace
trasparente che trascinati in alto dalle fiamme,
ricadevano poi come faville nei grandi incendi,
tra grida di disperazione, che facevano inorridire
......
5.
Immagini e statue di Madonne, che aprono e
chiudono gli occhi, piangono, ecc.
In conclusione:
a) Molti "miracoli" hanno avuto
origine in quella "fucina di pie frodi"
che fu il Medio Evo. Accettati e accreditati
dalla Chiesa romana per mancanza di spirito
critico, per convenienza spirituale e materiale,
aggi continuano a essere uno degli strumenti
più efficaci per il dominio delle anime.
b) Altri "miracoli" rientrano nel
campo dei fenomeni ben determinati di suggestione
collettiva e individuale.
c) Vi sono poi dei "miracoli" da
sottoporsi allo studio dei competenti, come
tanti fenomeni misteriosi nel campo dello
spiritismo, del magnetismo, della telepatia,
delle premonizioni, ecc. Sono fenomeni psichici
dei quali la scienza, pur non avendo ancora
trovato la spiegazione, ammette la realtà.
A Stoccolma il quattordicenne Lars Lindberg
ha ricevuto accidentalmente una scarica di
16 mila volts, tre volte il voltaggio usato
in America per la sedia elettrica. E' sopravvissuto
e i medici non esitano a parlare di miracolo.
Cattolico.
Hai ancora da dire molto sui miracoli?
Non
cattolico.Si, ho ancora da dire
e da trarre le conseguenze di quanto ho detto
finora, perciò ti prego di farmi concludere,
altrimenti le tue risposte saranno incomplete
e mi costringerebbero ad un continuo dibattito.
Cattolico.
Se è cosi completa pure, con la speranza
che chi ci legge non si annoi per mancanza
appunto di dibattito.
Non
cattolico. Io vedo i miracoli
della Chiesa romana esattamente come nel paganesimo,
antico e moderno. Come spiegare i miracoli
dei moderni guaritori?
Da tenere presente che Gesù ha predetto
che negli ultimi tempi “sorgeranno falsi cristi
e falsi profeti, e faranno grandi segni e
prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche
gli eletti (Mt 24,24).
- L'anima umana, fondamentalmente incredula,
cerca di arrivare alla fede per mezzo di questi
segni esterni.
- Noi evangelici crediamo nel miracolo perenne
dell'intervento di Dio nella vita degli uomini,
ma respingiamo tutta quella serie di prodigi
dovuta, per lo più, ad esaltazione
mistica.
Cattolico.
Hai finito? Spero di si.
Non
cattolico. Si, ho finito, ma
è molto probabile che le tue risposte
provocheranno in me delle reazioni per cui
dovrò forse chiarire qualche altro
punto. Per ora a te la parola.
Cattolico.
Ti prego, anzitutto, di lasciarmi parlare
liberamente, senza interrompermi.
Le cose che tu hai dette sono tante ma sono
anche molto gravi. Sembra che tu abbia dimenticato,
o ignori addirittura, molti passi evangelici
che riguardano la possibilità dei miracoli
anche per mezzo di semplici creature; non
ricordi o ignori tutte le parole di Cristo
che riguardano l'autorità di Pietro
e dei suoi successori; hai dimenticato o non
conosci l'autorità conferita da Cristo
alla "Sua" unica Chiesa e tante
altre cose che riguardano l’istituzione del
Cristianesimo.
Quando una persona, che pure si dice cristiana,
ignora tutto ciò, io non so fin dove
e come si potrà dire cristiana. Ma
"cristiano" significa essere seguace
di Cristo; è vero cristiano chi crede
a tutte le parole di Cristo. Chi crede soltanto
a certe frasi di Cristo per giustificare le
"proprie" idee ed ignora la parte
essenziale della volontà di Cristo,
non saprei proprio come qualificarlo cristiano.
Capisco che queste mie parole sono forti,
ma non ti nascondo che sentendoti parlare
ho dovuto fare degli sforzi enormi per tacere
e per non reagire in maniera forte e adeguata
a quelle che mi sono sembrate vere bestemmie.
Non credo che un buddista, un indù
o un maomettano siano capaci - di fronte all'evidenza
dei fatti, di fronte alla storia e alle realtà
scientifiche - di proferire le stesse tue
parole: “superstizione, il Medio Evo "fucina
di pie frodi", suggestioni, spiritismo,
magnetismo, telepatia... esattamente come
nel paganesimo antico e moderno..” .
Incomincio a dirti qual'è il pensiero
della Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana
circa il miracolo. La Chiesa romana segue
fedelmente la Parola di Dio, specialmente
quella del N.T. e perciò può
farti sapere molte belle e sante cose circa
i miracoli.
1.
Il motivo di credere non consiste nel fatto
che le verità rivelate appaiano come
vere o intellegibili alla luce della nostra
ragione naturale. Noi crediamo "per l'autorità
di Dio stesso che le rivela, il Quale non
può né ingannarsi né
ingannare". Nondimeno, perchè
l'ossequio della nostra fede fosse conforme
alla ragione, Dio ha voluto che agli interiori
aiuti dello Spirito Santo si accompagnassero
anche prove esteriori della Sua Rivelazione.
Così i miracoli di Cristo e dei santi,
le profezie, la diffusione e la santità
della Chiesa, la sua fecondità e la
sua stabilità, sono segni certissimi
della divina Rivelazione, adatti ad ogni intelligenza,
sono motivi di credibilità i quali
mostrano che l'assenso della fede non è
affatto un cieco moto dello spirito.
2.
La Risurrezione di Gesù glorifica
il nome di Dio Salvatore perchè ormai
è il nome di Gesù che manifesta
in pienezza la suprema potenza del "Nome
che è al di sopra di ogni altro none"
(Fil 2,9- 10).
Gli spiriti malvagi temono il Suo nome (cf
At 16,16-18; 19,13-16) ed è nel Suo
nome che i discepoli di Gesù compiono
miracoli (cf Mc 16,17); infatti tutto ciò
che essi chiedono al Padre, nel Suo nome,
il Padre lo concede (cf Gv 15,16).
3.
Tutto quello che hai detto contro i miracoli
e la Chiesa cattolica trova quasi un perfetto
riscontro nella vita di Gesù. Infatti,
Gesù accompagna le Sue parole con numerosi
miracoli, prodigi e segni (cf At 2,22), i
quali manifestano che in Lui il Regno è
presente. Attestano che Gesù è
il Messia annunciato (cf Lc 7,18-23), e sollecitano
a credere in Lui (cf Gv 10,38).
I miracoli rendono più salda la fede
in Colui che compie le opere del Padre suo:
testimoniano che Egli è il Figlio di
Dio (cf Gv 10,31- 38). Ma possono essere anche
motivo di scandalo... (cf Mt 11,6). Non mirano
a soddisfare la curiosità e i desideri
di qualcosa di magico. Nonostante i suoi miracoli
tanto evidenti, Gesù è rifiutato
da alcuni (cf Gv 11,47-48), e lo si accusa
perfino di agire per mezzo dei demoni (cf
Mc 3,22) ...
Come vedi, c'è un perfetto parallelismo
tra quello che dicevano i farisei di Gesù
e quello che tu dici della Sua Chiesa!...
4.
Con la parola "miracolo" la Bibbia
intende tradurre ciò che nel linguaggio
semitico veniva connotato con diverse espressioni:
azione grande, cosa grande, tremenda, meravigliosa,
segno; tutte espressioni che stanno ad indicare
una azione diretta di Dio, un Suo intervento
straordinario, la manifestazione della Sua
potenza e della Sua gloria, sia attraverso
eventi comuni, sia in eventi assolutamente
straordinari, come la risurrezione dei morti.
Il carattere proprio dei miracolo consiste
nel suo significato teologico, che rivela
l'intervento di Dio nella storia del Suo popolo
(antico e nuovo Israele) per condurre a compimento
il Suo disegno di salvezza.
S. Giovanni afferma che coloro che hanno visto
i miracoli del Cristo (Gv 6,36; 15,24) e rifiutano
di credere (Gv 7,5; 12,37) sono inescusabili
(Gv 9,41; 15,24). Questo è quello che
crede e insegna la Chiesa di Cristo.
5.
Voglio ancora dirti altro sui "miracoli",
perchè tu e chi ci ascolta abbia idee
sempre più chiare in merito. I profeti
antichi avevano rivelato la parola di Dio
solo al popolo eletto; il messaggio di Cristo
è invece destinato a tutto il mondo.
Rifiutato dalla massa degli Ebrei, Gesù
gettava le fondamenta della Sua Chiesa, raccogliendo
una eletta schiera di discepoli che sarebbero
stati testimoni del Suo Vangelo, non solo
in Palestina, ma in tutto il mondo. La Chiesa,
Corpo Mistico di Cristo, avrebbe perpetuato
la Sua opera, avrebbe reso testimonianza alla
verità sino alla consumazione del mondo...
Come Cristo diede “le prove della sua missione
divina", così la Chiesa presenta,
agli occhi di tutti gli uomini, i segni manifesti
della sua origine divina.
Ora, che un miracolo - ammessa l'esistenza
di Dio - sia possibile è cosa ovvia
per tutti. Se un vero miracolo, che è
opera di Dio solo, viene compiuto da un uomo
come prova che il suo insegnamento è
divino, esso costituisce uno straordinario
intervento della potenza divina in suo favore
e, poichè il vero Dio non può
confermare il falso, la prova è perentoria.
Quanto quest'uomo afferma diventa credibile
per testimonianza dell'autorità divina.
6.
C’è chi osa affermare che il miracolo
va contro il fondamentale principio scientifico
dell'uniformità della natura. Rispondiamo
con molta semplicità a questa obiezione
che vorrebbe limitare l'onnipotenza divina:
l'intervento divino non muta la natura, di
alcun agente terreno, benchè possa
sospendere, crescere o alterare il suo normale
effetto esterno. La Causa Suprema opera in
sostituzione della causa subordinata.
7.
I miracoli nell'Antico e nel Nuovo Testamento
sono tanti e tali che non possono lasciare
indifferenti.
Ebbene, nella Chiesa di Cristo i miracoli
sono così numerosi da destare meraviglia
e fede nelle persone di buona volontà,
mentre nelle persone di cattiva volontà
destano scandalo, come già ho detto
precedentemente. E allora la Chiesa, per annunciare
e assicurare la verità, spesso ricorre
al metodo di Gesù, e dice a tutti,
"Andate e riferite... ciò che
avete visto e udito: i ciechi riacquistano
la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi
vengono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano,
ai poveri è annunziata la buona novella.
E beato è chiunque non sarà
scandalizzato di me" (cf Lc 7,22-23).
Praticamente, possiamo dire con S. Agostino
che i miracoli sono parole di Dio. Quindi,
la nozione del vero miracolo cristiano è
tutta religiosa ed esclude assolutamente l'idea
pagana del prodigio sensibile senza uno scopo
spirituale.
8.
Da quanto hai detto, bisogna pensare che c'è
ancora chi immagina che la credenza del miracolo
sia un resto della mentalità primitiva
e che scomparirà sotto l'influsso del
progresso scientifico moderno. Recentemente
Lévy Bruhl (La mitologia primitiva,
Parigi, Alcan, 1935) ha dimostrato che i racconti
mitici sono mezzi per mantenersi in rapporto
con gli antenati che un tempo facevano tutto
ciò che volevano. Altri, senza ricorrere
alla mitologia, credono che tutta la natura
sia compenetrata di una forza impersonale,
il “mana” e che l'uomo con certi mezzi possa
agire su di essa.
Tra i popoli evoluti e progrediti, alcune
civiltà hanno conservato gran parte
della mentalità primitiva, come la
speculazione hindù sui Veda, che considera
il sacrificio non come un omaggio agli dei;
ma come un sistema di pratiche infallibili
per agire sul fondo divino delle cose e sottometterle
al volere dell'uomo, per cui il sacrificio
finisce con l'essere superiore agli stessi
dei.
Intanto le osservazioni astronomiche rivelarono
ad altri popoli che il mondo è governato
da un ordine indipendente dalla volontà
umana. Più tardi le scoperte scientifiche
estesero fino agli ultimi limiti della natura
l'idea dell'ordine necessario, ma i credenti
non hanno rinunciato alla persuasione che
Dio intervenga nell'universo con azioni libere.
Certi teologi "cristiani" razionalizzarono
e affinarono la vecchia idea dell'influsso
dell'uomo sul "mana" (= primitivo),
dell'operazione magica con cui il sacrificatore
hindù domina la potenza suprema: ma
anche questa idea, non meno delle altre, viene
dal fondo della mentalità primitiva.
Questa l'idea che certuni si fanno del miracolo
cristiano...
In conclusione: per il primitivo tutto è
possibile, e i prodigi che crede reali sono
grossolani eventi corporei, privi di rapporti
con la vita dello spirito o tutt'al più
sono diretti ai suoi interessi egoistici.
Invece nella concezione cristiana il miracolo
è una manifestazione di Dio, è
Parola di Dio, che illumina, ammonisce, soccorre
e di cui Dio si serve per elevarci e unirci
a Lui.
9. C'è, o per lo meno c'è stata,
una teoria scientista che è portata
a respingere tutto ciò che l'uomo non
comprende completamente e, quindi, ogni intervento
soprannaturale, anche se accertato da quanti
testimoni si voglia.
Ci sono altri che comprendono male la esigenza
della coscienza religiosa e pretendono di
rigettare il miracolo in nome della religione
stessa. Ci sono molti protestanti che oggi
non credono alla realtà dei miracoli
fisici e ammettono soltanto quelli spirituali.
Altri tirano le estreme conseguenze e pretendono
che il vero miracolo, l'unico degno di Dio,
sia la fede che giustifica il cristiano.
Studiando la storia dei miracoli ci sarebbero
da dire ancora molte cose, ma non lo credo
opportuno data l'indole di queste mie risposte
e chiarificazioni. Mi limiterò, quindi,
soltanto a ciò che mi sembra indispensabile
per rimanere nell'ambito di una risposta globale
semplice e intellegibile.
Nell'accettazione del miracolo cristiano,
meglio nel suo rifiuto, sono sempre presenti
la solita avversione al cattolicesimo da parte
dei protestanti e i loro pregiudizi deterministici.
Nessuna persona ragionevole attribuisce le
evidenti guarigioni di Lourdes a proprietà
radioattive dell'acqua della grotta, o alla
suggestione, che non ha mai consolidato ossa
o riparato tessuti.
E' vero che il contesto dell'evento miracoloso
non è sempre chiaro; Dio può
fare miracoli reali, ma non dotati di tutto
ciò che occorre perchè uno storico
li ritenga come tali, pur essendo minutamente
circostanziati dalle testimonianze. Possono
essere reali e non essere tali da dover venir
tenuti in conto in un processo di canonizzazione.
10.
Da ciò che ho detto è facile
trarre le conclusioni: a)
La nozione di miracolo, legata all'esistenza
di Dio personale, deve essere accettata da
ogni spiritualismo cosciente della sua vera
natura. b) L’opposizione
che si fa al miracolo in nome del determinismo
o di altre speciose ragioni, è fondata
unicamente su pregiudizi. c)
Se il miracolo non è sempre constatabile,
lo è assai spesso scientificamente
e, ancora più spesso, filosoficamente
e teologicamente, perchè l'insieme
del fenomeno e il suo contenuto possono manifestare
chiaramente un intervento di Dio, comprensibile
come tutti i fatti del linguaggio e in genere
fatti significativi. d) Il
miracolo, anche per l'analfabeta medioevale,
che tuttavia credeva a tante leggende, è
nettamente separato dall'ordine della natura
e non ha nulla a che fare con le forze fisiche,
essendo l'opera e il segno di Dio.
e) Infine, si potrebbe dire, come
fanno spesso i protestanti, che quello della
fede è in generale il vero miracolo
cristiano, poichè tutti gli altri si
riducono a questo: “L'incredibile grandezza
della potenza di Dio" che è lo
stesso del Suo amore infinito. Chi sa che
Gesù si è offerto alla morte
di croce per ciascuno di noi, chi ricorda
le parabole del buon pastore, della pecorella
smarrita, del figliuol prodigo, deve avere
la certezza che Dio è sempre pronto
a intervenire in modo meraviglioso nella nostra
esistenza. Il Salvatore che ha lasciato le
novantanove pecore nei pascoli per andare
a cercare quella perduta, esiterà a
servirsi dei mezzi non abituali ed estranei
alla nostra scienza, per richiamarci a Lui?
Il filosofo, o lo scientista, che pretende
di pensare il Cristianesimo senza miracoli
non ha capito nulla della Buona Novella.
Il Conc. Vat. I (Sess. III, c. 3, cap. De
fide) proclamò la Chiesa “grande e
perpetuo motivo di credibilità e testimonianza
irrefragabile della missione divina di Cristo"
proprio per tutti quei meravigliosi segni
che Dio compie in essa, spesso confondendo
anche la più ostinata incredulità.
Non
cattolico. Permettimi ora di farti
notare che i miracoli hanno accompagnato si,
il ministero di Gesù come un segno
della Sua potenza divina, però Gesù
non voleva che la fede fosse fondata su delle
prove puramente esteriori, ma sopra un'intima
persuasione dello spirito. Infatti: 1. Una
volta rimproverò i discepoli: "Se
non vedete segni e prodigi, non credete!"
(Gv 4,48). 2. I Giudei gli domandarono: “Maestro,
noi vorremmo.vederti operare un segno. Ma
Egli rispose loro: “Questa generazione malvagia
e adultera chiede un segno; e segno non le
sarà dato, tranne il segno del profeta
Giona" (Mt 12,38-39). 3. Gesù
disse ancora: "Beati quelli che non hanno
veduto (il gran miracolo della risurrezione)
ed hanno creduto" (Gv 20,29). 4. S. Paolo
aggiunge: “I Giudei chiedono dei miracoli
e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo
Cristo crocifisso" (1 Cor 1,22-23).
Cattolico.
Su queste ultime quattro obiezioni da te fatte,
credo di poter rispondere con proprietà
e semplicità. Perciò ti dirò
che i vari passi evangelici da te ricordati
sono ovvii e comprensibili per tutti.
- E' giusto il rimprovero di Gesù ai
discepoli che vogliono vedere continui prodigi.
Praticamente Gesù fa capire loro che
soprattutto vale la fede e la convinzione
interiore.
- Ciò valga anche per il secondo rimprovero.
- Potremmo dire la stessa cosa per il terzo
caso, quando Gesù rimprovera l'incredulo
Tommaso.
- A tutti S. Paolo risponde giustamente: ..”ma
noi predichiamo Cristo crocifisso".
Queste tue ultime obiezioni, quindi, possono
dirsi giuste constatazioni evangeliche che
servono a tutti i cristiani: più che
cercare segni esterni, essi debbono credere
fermamente all'Inviato dal Padre. Tuttavia,
come già ho detto altrove, Gesù
non ha ricusato di operare molti segni e miracoli
per rafforzare la nostra fede o sollevare
la nostra incredulità.
La Sua Chiesa - da Lui guidata - prosegue
lungo il corso dei secoli con gli stessi Suoi
metodi. Essa raccomanda soprattutto le convinzioni
profonde ed una fede a tutta prova, ma sa
pure che Gesù, per le nostre debolezze
umane, ha promesso che "chi crede in
me, compirà le opere che io compio
e ne farà di più grandi..."
(cf Gv 14,12-14).
Le parole e i rimproveri di Gesù intendono
richiamare la nostra attenzione sulla necessità
di credere e di approfondire la Rivelazione,
ma non vogliono escludere la possibilità
da parte dell'uomo di riferirsi a questi segni
straordinari per meglio provare la solidità
e la certezza soprannaturale della propria
fede. Infatti, il miracolo è un fatto
sensibile operato da Dio, al di fuori di tutte
le forze e le leggi della natura. I miracoli
dimostrano la Potenza di Dio sulla natura,
sopra o anche oltre di essa.
Dio, autore della natura e delle sue leggi,
può sempre, con un Suo atto volitivo,
portare un'eccezione a quanto ha stabilito
ab aeterno. Il miracolo non è una correzione
che Dio apporta all'opera Sua, la quale è
perfetta nel suo ordine. Il miracolo, per
dirla in breve, non è uno squarcio
nella trama dei fenomeni, ma un ricamo, un
ornamento, che fa risaltare meglio la bontà
e la saggezza del divino Ordinatore.
Senza dubbio, la scienza suppone la stabilità
delle leggi naturali, ma una stabilità
fisica, non metafisica: le leggi, lasciate
a se stesse, agiscono sempre allo stesso modo.
Esse non sono tali però da escludere
ogni eccezione da parte del Creatore. Lo scienziato
che si muove nel campo dell'esperienza sensibile,
non può come tale entrare nel campo
metafisico per negare il Trascendente o il
suo intervento nel mondo; in nessun modo può
dimostrare il determinismo assoluto o metafisico,
in modo da escludere ogni modificazione apportata
dall'Ente Supremo.
Il miracolo è un fatto raro, ma ciò
accresce l'attenzione e spinge ad un'indagine
più accurata.
Se la legge scientifica attesta una regola,
il miracolo e la testimonianza di esso un'eccezione.
Ora, il Cristianesimo è pieno di fenomeni
miracolosi, che d'altra parte, sono criterio
certissimo della Rivelazione. Il miracolo
infatti è opera divina. Lo stesso Redentore,
ai Giudei che gli avevano chiesto se fosse
veramente il Cristo, aveva risposto: "Le
opere che io compio in nome del Padre mio
sono quelle che mi rendono testimonianza"
(Gv 10,23 e ss. e 5,36).
I miracoli compiuti talvolta in vita dai Servi
di Dio di per sé non costituiscono
prova di santità; perciò, solo
quelli operati per loro intercessione dopo
la morte confermano definitivamente tale santità
con autorità divina. Per questo la
Chiesa ha sempre tenuto in grande considerazione
questo elemento soprannaturale nelle cause
di beatificazione e canonizzazione, ed ancora
oggi, sia pure con diverso criterio, ne fa
un coefficiente indispensabile, almeno nei
casi ordinari.
Credo inutile dire o ripetere - perchè
nota a tutti - è la serietà
e la severità cori cui la Chiesa cattolica
procede in tali cause.
E' noto che, per lo stesso Gesù, uno
degli argomenti più decisivi a favore
della Sua divinità e perciò
dell'origine soprannaturale della Sua dottrina,
è costituito dai Suoi miracoli. Più
ancora che i Sinottici, S. Giovanni fa risaltare
la stretta relazione esistente tra i miracoli
e la missione di Gesù.
Dio non ha parlato soltanto per mezzo dei
profeti, ma ha voluto confermare la Sua parola
per mezzo dei miracoli che ci si presentano
come argomento irrefragabile del Suo intervento.
Perciò i miracoli non ci si presentano
come fatti isolati, bensì in intima
connessione con la storia biblica. Negare
la loro realtà equivale a distruggere
la base su cui questa storia si regge.
Per il cattolico la possibilità del
miracolo, come segno sensibile, straordinario,
soprannaturale e divino, è conseguenza
logica di due verità chiaramente affermate
nella Sacra Scrittura: Dio è il Creatore
Onnipotente e il Signore assoluto della natura;
le cose che ha create dipendono completamente
da Lui e qualunque siano le leggi stabilite
per reggere l'ordine della natura, Dio può
sempre compiere atti che sorpassano, sospendono
o contrastano quelle leggi.
Perciò l'atteggiamento della pseudocritica
nella sua aspra lotta contro la conoscibilità
del miracolo, obbedisce, innanzitutto, alla
paura della sua forza dimostrativa. Possiamo
ancora dire che il miracolo è, spesso,
il mezzo più idoneo perchè Dio
giunga all'intelligenza e al cuore dell'uomo
per realizzare i suoi disegni. Più
che lo studio imparziale dei fatti, che portano
la maggioranza dei critici non cattolici a
negare la possibilità dei miracoli,
sono i pregiudizi che ne infestano il cuore
e la mente.
Non
cattolico. Hai detto tante cose,
anche interessanti, ma non mi sento ancora
soddisfatto per quello che ti ho domandato
riguardo a S. Gennaro, la Casa di Loreto,
Lourdes, Fatima, ecc.
Cattolico.
Spero che tu non abbia la pretesa che io ti
parli in lungo e in largo di tutti questi
argomenti. Ci sono molti libri che ne parlano
e chi vuole può comodamente consultarli.
Io potrò rispondere con molta brevità
dicendo soltanto l'essenziale, tanto più
che di diversi di questi argomenti ho già
parlato altrove.
1
- Il Sangue di San Gennaro a Napoli
Ho già parlato del miracolo di S. Gennaro.
Dirò ancora altre notizie e invito
te e i lettori a ricorrere a qualche enciclopedia
(per es. a quella Cattolica, all'U.T.E.T.)
per attingervi notizie più precise
e più esaurienti.
E' vero che non tutte le notizie riguardanti
S. Gennaro sono strettamente controllabili
storicamente, ma è anche vero che molte
di quelle che abbiamo sono difficilmente oppugnabili.
S. Gennaro risulta vescovo di Benevento, santo
e compagni martiri, i quali sono: i diaconi
Sosso, Festo e il lettore Desiderio, tutti
condannati “ad ursos" nell'anfiteatro
di Pozzuoli; essi però, per il ritardo
del giudice Draconzio, vennero decapitati,
insieme con Proculo, diacono di Pozzuoli,
e i due laici Eutiche e Acuzio.
A questo primo racconto se ne affiancarono
diversi.
Le spoglie del martire vennero trasportate
a Napoli nel 432.
Gli "Atti" attribuiscono il martirio
del santo all'anno 305.
In Roma una chiesa dedicata a S. Gennaro,
vescovo e martire, è segnalata nel
sec. VII, sulla via Tiburtina.
Un'altra testimonianza è offerta dalla
sottoscrizione del codice degli Excerpta di
Eugippio, scritto per ordine di Reduce, vescovo
di Napoli nel 581. Una epigrafe mutila con
il nome di S. Gennaro: Ianuario martyr(i)...
aeterno fiore... è datata circa il
sec. VI.
S. Gennaro è ricordato due volte nell'Evangeliario
di Lindsfarne del sec. VII circa e di quello
di Buccardo, vescovo di Wurzburg (741-53).
I suoi compagni di martirio, Sosso Eutiche,
Festo e Desiderio furono rappresentati nel
sec. V nel mosaico della chiesa di San Prisco
a Capua, distrutto nel 1766.
Intorno al prodigio si sollevarono, naturalmente,
molte discussioni e polemiche e molte ipotesi
si affacciarono a spiegare come il sangue
diventerebbe liquido per semplici cause naturali
o artificiali o a provare che la sostanza
delle fiale non è puro sangue, ma un
qualche miscuglio proveniente da frode conscia
o inconscia. Ma ogni tentativo non è
riuscito finora a dare una spiegazione sufficiente
delle caratteristiche della liquefazione così
come avviene; e a nulla approdarono i vari
tentativi fatti per ripetere e riprodurre
il fenomeno.
A completamento della questione occorre accennare
come, più di recente, anche da studiosi
cattolici si è voluto ricorrere ad
ipotesi più ricercate: ad eventuali
effetti fototropici, igroscopici e psichici,
dovuti al passaggio della reliquia dall'oscurità
alla piena luce del tempo; al vapore acqueo
per la presenza di tanta folla; al calore
che da questo deriva; ad un residuo di fluido
vitale della persona, a cui il sangue apparteneva;
alla intensa concentrazione della concorde
volontà dei presenti; e persino al
fatto della esistenza, nel medesimo antico
Regno di Napoli, di altre reliquie, di sangue,
che riproducono quasi lo stesso prodigio che
il sangue di S. Gennaro. Ma anche di tali
ipotesi, che non sono del tutto nuove, si
deve ripetere che non riescono a dare una
spiegazione naturale sufficiente; che anzi
urtano contro le più diverse circostanze
attestate e documentate.
Rimane la questione se il sangue contenuto
nelle fiale sia veramente di S. Gennaro.
Non è una cosa di facile e sicuro accertamento,
né di grande interesse: il prodigio
resta li a sbalordirci tutti!...
Le notizie storiche sicure del prodigio risalgono
oltre il sec. XIII. Per i secoli anteriori,
la tradizione ci porta fino alla seconda metà
del sec. IV, quando ebbe luogo il trasporto
delle reliquie del Santo dall'agro marciano
alle attuali catacombe.
E fatto, finalmente, che del prodigio non
si posseggono notizie anteriori al secolo
XIV, non intacca né infirma l'autenticità
del prodigio della liquefazione.
Che poi a Napoli ci siano o meno altre reliquie
di sangue di altri Santi, è un fatto
che qui non interessa. E' il sangue di S.
Gennaro che è divenuto spettacolo grande
e particolare per tutto il mondo cattolico
e non cattolico e di fronte al quale la scienza
vera o fasulla ha appuntato tutte le sue lance
inutilmente.
II
- La Casa di Loreto.
Sulla Santa Casa di Loreto molto c'è
da dire perchè si tratta del Santuario
più importante della Chiesa cattolica.
Si tratta, come è noto da tutta la
storia che la riguarda, della Casa di Maria
di Nazareth, ove la Madonna nacque, visse
e concepì l'Emmanuele.
In questa Casa di Nazareth Maria ricevette
l'annuncio dell'Angelo Gabriele.
Io sono stato nella Santa Casa oltre tre anni
(1949-53) per completarvi gli studi filosofici
e teologici. Il 13 luglio 1952, al 3°
anno di teologia, fui ordinato sacerdote.
Ricordo che tra i Frati Minori Cappuccini,
giovani ed anziani, non tutti erano perfettamente
convinti dell'autenticità della S.
Casa. lo ascoltavo gli uni e gli altri.
In questi ultimi tempi ho avuto occasione
di leggere qualcosa sulla Santa Casa ed ho
capito che i ricordi che ne avevo erano incompleti.
Nel "Nuovo Dizionario di Mariologia"
(Ed. Paoline, 1988) e nel “La Santa Casa di
Loreto" di P. Giuseppe Santarelli ho
letto molte cose importanti, tra le quali:
1. Nel 1955-60 furono fatti
scavi a Nazareth e fu accertato che il luogo
dell'Incarnazione - costituito da una Grotta
tuttora esistente e da una Casa in muratura
antistante - fu conservato con molta cura
fin dai primi tempi. Infatti è stato
accertato che la casa di Maria fu adibita
a culto e protetta da una chiesa tipo sinagoga,
molto probabilmente costruita dagli stessi
parenti di Gesù.
Nel sec. V una solida basilica bizantina prende
il posto della sinagoga, e nel sec. XII la
basilica bizantina è sostituita da
una maestosa basilica fatta dai crociati.
Nel 1263 i musulmani abbatterono anche la
basilica crociata. La Divina Provvidenza volle
risparmiate e la Grotta e la Casa. La data
della traslazione, della Casa di Maria di
Nazareth a Loreto risale al 1291-1294. I devoti
che andavano a Nazareth dal 1291 non indicano
più come luogo dell'Incarnazione la
Casa, ma solo la Grotta. 2. Gli scavi archeologici
condotti nel sottosuolo della S. Casa di Loreto
nel 1962-65 hanno confermato alcuni importanti
dati storici della traslazione, come la mancanza
di fondamenta proprie, il muro "bono
grosso" fatto da recanatesi e la collocazione
della S. Cappella su una pubblica strada.
In più hanno individuato interventi
edilizi precedenti al suddetto muro, detti
pre-recanatesi, i quali attestano una chiara
volontà di conservazione dell'umile
manufatto, con un'attenzione archeologica
inspiegabile a quei tempi se si nega la tradizione
della sua origine.
Studi specifici sulla struttura edilizia della
S. Casa hanno dimostrato: a)
essa non ha riscontro nella edilizia marchigiana;
b) appare come una vera e
propria casa e non come una chiesa; c)
la sua costruzione è tale da giustificare
pienamente la Grotta che è a Nazareth
e la Casa che vi era annessa e che non c'è
più; d) il materiale
di cui è composta non ha alcun riscontro
nella zona marchigiana. Inoltre gli scavi
hanno portato alla luce interessanti indizi
e reperti archeologici, come: 1. Sulle
pietre vi sono vari graffiti simili a quelli
di Nazareth; 2. I resti di
un uovo di struzzo. Dai crociati sappiamo
che le uova di struzzo venivano collocate
nelle Chiese di Terra Santa, quale ornamento
e simbolo del Verbo di Dio fecondato nel seno
di Maria dal sole dello Spirito Santo, nello
stesso modo che l'uovo deposto dalla femmina
sulla sabbia veniva fecondato direttamente
dal sole; 3. Cinque croci
di stoffa di crociati o di cavalieri;
4. Un'antica immagine dell'Immacolata,
rinvenuta in una cavità del muro, che
indica l'antichità dei culto tributato
a Maria, concepita e nata immacolata nella
casa di Nazareth; 5. Monete
di zecca tedesca del sec. XIII che conferma
la presenza di pellegrini germanici che si
recavano a Loreto per devozione; 6.
Due tornesi di Guido duca d'Atene che offrono
una precisa indicazione cronologica: 1287-1308,
gli anni del ducato di Guido, i quali coincidono
con l'epoca della traslazione della S. Casa
fissata dalla tradizione al 1291-1294 (1291
in, Illiria, 1294 a Loreto, ove è attualmente).
Leggendo il libro di P. Giuseppe Santarelli
si trovano molte altre prove che confermano
l'autenticità della S. Casa.
Il
Santuario di Loreto - dopo molti studi, ricerche
archeologiche e critiche - ha un legame tutto
speciale con il luogo santo di Nazareth in
virtù dell'insigne reliquia che è
la S. Casa della Vergine, commemora anzitutto
il mistero dell'Incarnazione e l'opera dello
Spirito Santo, la nascita immacolata di Maria,
e la santità della S. Famiglia di Nazareth.
Fra tutti i santuari consacrati alla Madonna
al primo posto sta quello di Loreto che brilla
d'incomparabile fulgore, appunto perchè
è l'augustissima Casa consacrata dai
divini misteri.
I fondamenti storici, teologici e spirituali
sono tali che il Santuario di Loreto può
resistere all'erosione della critica più
sottile e anche più agguerrita d'ogni
tempo.
Tra i critici ci sono quelli che propendono
per una traslazione della Santa Casa meno
miracolistica e più naturale: cioè
essa sarebbe stata trasportata per opera di
alcuni personaggi o dagli stessi crociati
per via mare, logicamente dopo averla ricuperata
pietra per pietra e poi ricostruita. Ma ci
sono altri fatti storici, come la provenienza
dall'Illiria e poi da Tersatto (Dalmazia)
ove la S. Casa sostò per alcun tempo.
Ora, volendo ammettere il trasporto delle
pietre e poi la ricostruzione di esse più
volte per la ricomposizione della S. Casa,
a me, personalmente, sembra più inverosimile
che il trasporto miracoloso di essa. A Dio
tutto è possibile e non c'è
da meravigliarsi se, per una Casa così
preziosa, Egli abbia compiuto un grande miracolo.
D'altra parte tale trasporto prodigioso meglio
giustifica il grande sviluppo e la grande
ammirazione e devozione, non solo di tutti
i fedeli del mondo, ma anche dei papi, di
tanti santi e di grandi personalità
della scienza e del sapere.
P. Giuseppe Santarelli, che è il responsabile
della Congregazione Universale della S. Casa
di Loreto, così conclude: “Comunque,
qualunque sia la verità storica sul
trasporto della S. Casa, o per “ministero
angelico” o per iniziativa di uomini, anch'essa
provvidenziale, è importante è
che a Loreto si venera un'insigne reliquia,
ricca di alto significato spirituale. Infatti
non è importante il modo del trasporto
della S. Casa, ma il suo messaggio".
III
- Lourdes.
Le
visioni sono come un solo blocco nell'esistenza
di Bernardetta, che non ne ebbe altre, né
prima né dopo e, tra le suore della
Carità di Nevers essa fu, come diceva
spesso la superiora generale, "una buona
e comunissima religiosa".
Le visioni furono strettamente localizzate
nel tempo e nello spazio; erano ad un tempo
visive e uditive. Invece l'allucinazione è
visuale oppure uditiva.
Nessun fenomeno psichico anormale precedette
o accompagnò i fatti: la fanciulla,
per quanto ignorante, ha un giudizio sano
e non devierà mai dalla strada ove
crede che sia la verità. Questa sua
semplicità e fermezza scosse immense
folle. Dopo alcuni giorni di gloria, anzi
di prova e di martirio, Bernardetta si consacrò
a Dio, senza godere del suo trionfo; anzi
senza nemmeno conoscerlo.
L’incredulo dirà che la conclusione
è troppo affrettata poiché occorrono
dimostrazioni più o meno estese e ramificate,
secondo le osservazioni da provare.
Certo Renato Poicier scriveva che se la Sindone
di Torino fosse quella d'un faraone, non avremmo
nessuna difficoltà a riconoscerla autentica;
se invece si pretende che sia il lenzuolo
che avvolse Cristo, le conseguenze sono talmente
gravi che noi vogliamo un supplemento d'informazioni,
di prove assolutamente imbattibili. E noi
ammettiamo che queste esigenze siano giuste,
anche se eccessive.
Le visioni di Bernardetta contengono un programma
preciso: erezione di una cappella, processioni
e pellegrinaggi; inoltre la Vergine domandò
atti d'umiltà e di penitenza. Bernardetta
fu invitata a bere l'acqua di una fonte inesistente.
Ma la Madonna la invitò più
volte a scavare, finchè scaturì
l'acqua di una fonte che è ancora e
sempre attiva. La fanciulla ebbe l'assicurazione
della Vergine che sarebbe stata felice non
in questo mondo ma nell'altro.
Con tutta semplicità e umiltà
la fanciulla trasmise al clero tutte le richieste
di Maria. La sua ignoranza, l'umile condizione
della famiglia, fecero si che i sacerdoti
la trattassero da stupida e menzognera; il
Vescovo, il prefetto, tutte le persone istruite,
e perfino il governo considerarono lo strano
affare di Bernardetta una follia o una macchinazione
e incaricano e pregano il clero di farla finita.
E' notevole, come tu stesso hai detto, che
il parroco del luogo, Peyromale, rifiutò
a lungo di credere alle apparizioni. Ma la
cosa più notevole è che anch'egli
fu costretto a credere... Quindi tutto era
contro Bernardetta. Finanche la Chiesa per
mezzo dei suoi rappresentanti.
Il padre Petitot (Storia delle apparizioni
di Lourdes, Parigi, Desclée de Br,
1935), in due volumi rimette le cose a posto:
leggendo le risposte di Bernardetta al procuratore
imperiale e al commissario, vi sembrerà
di sentire Giovanna d'Arco. E' sintomatico
e molto istruttivo costatare come la lunga
e tenace opposizione abbia dovuto cedere,
come il programma delle visioni sia stato
del tutto attuato, come la grotta di Massabielle
sia diventata la meta più celebre di
pellegrinaggi da tutto il mondo.
Dimenticavo
un particolare: la Madonna aveva la corona
del Rosario tra le mani, e anche Bernardetta
era munita di corona e recitava il rosario
con l'intento di fugare la visione caso mai
si fosse trattata di una cosa diabolica. Quando
Bernardetta diceva l'Ave Maria, la Madonna
taceva, ma quando recitava il Pater e il Gloria,
la Madonna li recitava anche Lei, perciò
non diceva l'Ave Maria a se stessa, come tu
hai affermato erroneamente...
IV
- Fatima.
Nella
diocesi di Leira, nella catena della Serra
d'Aire, su un altipiano carsico, in terreno
di epoca terziaria, sorge il villaggio di
Fatima, sconosciuto in tutto il mondo fino
al 1917. Il nome è di evidente origine
araba, dovuto all'invasione musulmana che
devastò soprattutto il sud del Portogallo
fino al 1140. Nella Conca de Iria, il 13 maggio
1917 Lucia dos Santos (10 anni), Francesco
Marto (9 anni) e Giacinta Marto (7 anni) pascolavano
il gregge come altri giorni in una proprietà
del babbo di Lucia. A mezzogiorno un forte
lampo: una Signora bellissima comparve sopra
un cerro. Raccomandò il segreto, ed
ingiunse preghiere per affrettare il termine
della guerra. Il 13 successivo, e cosi fino
all'ottobre, tornarono i pastorelli per rivedere
e parlare con l'apparizione. In agosto i pastorelli
furono posti in prigione e l'apparizione si
verificò nella località dei
Volinhos, vicino a casa. In ottobre la visione
si manifestò per quello che era: la
Madonna del Rosario, che raccomandava nuovamente
preghiera e penitenza per la cessazione della
guerra profetizzando pure un altro flagello
se il mondo non si fosse convertito. Con la
Madonna comparvero pure il Bambino Gesù
e S. Giuseppe. Tali apparizioni furono confermate
da fenomeni metereologici, attestati da gran
parte dei circa 70.000 pellegrini presenti.
In seguito le folle dei pellegrini aumentarono
ogni anno provenienti da tutte le parti del
mondo. La statua della Madonna di Fatima fu
incoronata solennemente il 13 maggio 1946.
E' sorto un grandioso santuario che dà
alla Conca de Iria l'aspetto di città
santa come a Lourdes.
Anche qui infatti si moltiplicano i miracoli
di ordine fisico e di ordine soprannaturale.
La statuetta della Madonna cominciò
a pellegrinare per il mondo intero "Missionaria
di Dio", e tutti i popoli di Oriente
e di Occidente (compresi i musulmani) si fanno
onore di riceverla e di averla protettrice.
I tre pastorelli ebbero anche una visione
dell'inferno e delle anime che vi erano e
vi cadevano dentro. A Giacinta e a Francesco
la Madonna predisse che presto sarebbero andati
in Paradiso, mentre a Lucia disse che sarebbe
dovuta rimanere ancora molto sulla terra per
la diffusione alla devozione del Rosario.
Tutto si è avverato secondo le predizioni
della Madonna.
La Chiesa come ha concesso il culto alla Madonna
di Lourdes altrettanto ha stabilito per il
culto della Madonna di Fatima. Tutti conoscono
la proverbiale prudenza e saggezza della Chiesa
Cattolica, Apostolica, Romana. Soltanto di
fronte alle certezza naturale e scientifica
dei fatti e a quella non meno sicura del soprannaturale
procedere dei fenomeni, la Chiesa consente
ai fedeli determinati culti e devozioni.
V – Immagini e statue di Madonne che aprono
e chiudono gli occhi, piangono, ecc.
Nel rispondere alla V° delle obiezioni,
sarà bene ripeterti che io credo soltanto
a ciò che la Chiesa Romana approva
su tali manifestazioni. E so che i casi di
statue della Madonna, di Gesù o di
altri Santi, che hanno dato dei segni miracolosi
sono diversi, io mi limiterò ad un
solo caso perchè è uno dei più
recenti e più clamorosi: la Madonna
delle Lacrime di Siracusa.
I coniugi Angelo Iannuso ed Antonia Giusto
avevano posto, come capezzale nella loro camera
matrimoniale, un quadro di gesso raffigurante
il Cuore Immacolato di Maria.
In via degli Orti n., 11, abitazione dei due
coniugi, il giorno 29 agosto 1953, di mattina
verso le 8.30, Antonia rimasta sola, si senti
molto male. Era sofferente per l'attesa di
un bimbo, da avere la vista annebbiata e prostrata
da una profonda crisi. La giovane donna trovava
molto conforto nell'invocare la Madonna. Quella
mattina le si rivolse con una invocazione
più accorata e fissando gli occhi sul
quadretto sovrastante il suo letto. Quale
non fu la sua grande e comprensibile sorpresa
nell'accorgersi che gli occhi soavi e dolci
della Madonna versavano lacrime. Chiamò
la suocera e la cognata (il marito era al
lavoro) che erano in casa e, con voce rotta
dalla commozione, gridò: "La Madonna
piange, la Madonna piange!", le donne
non volevano credere, uscirono fuori casa
e chiamarono i vicini. Numerose persone accorsero
e presto la notizia si propagò per
tutta la città. Una moltitudine di
gente si recò all'umile casetta della
Giusto, tutti volevano assistere al fenomeno
della lacrimazione.
Lascio immaginare l'andare e venire della
folla. Il fenomeno, a riprese più o
meno lunghe, si protrasse nei giorni 30-31
agosto e 1 settembre, sia all'interno che
all'esterno della casa, dove era stato esposto
il quadro. Siracusa divenne meta di numerosi
pellegrinaggi. I mass-media e la stampa commossero
il mondo intero. Il tribunale ecclesiastico,
di fronte ai numerosi miracoli e alle numerosissime
testimonianze (furono tante da riempire diversi
volumi), iniziò il processo storico-canonico.
La scienza medica e la tecnica specializzata
confermarono i fatti in maniera irrefutabile.
Una commissione di medici e di analisti, per
incarico della Curia arcivescovile, il 1°
settembre alle ore 11, si recò in casa
della signora Giusto e riuscì a prelevare
più di un centimetro cubico di quel
liquido sgorgato dagli occhi della Madonna.
I medici analisti all'unanimità affermarono:
"Il liquido emesso dagli occhi della
Madonna ha analoga composizione delle lacrime
umane".
La macchina fotografica e la cinepresa riproducono
quello che esiste nella realtà, senza
alterazione, senza possibilità di suggestione.
Da questi mezzi, usati durante la lacrimazione,
risultò visibile la traccia delle lacrime
nel lento percorso dalla cavità orbitale
fino alla concavità della mano, posta
a sorreggere il cuore della santa effigie.
Inoltre si conservano trecento fotogrammi
scattati da una cinepresa dai quali si vede
il formarsi, il fluire e lo sciogliersi delle
lacrime, prima dall'occhio sinistro poi da
quello destro.
Di fronte a tali fatti la Chiesa, tramite
l'Episcopato Siculo, si è così
espressa: “Vagliate attentamente le relative
testimonianze dei documenti originali, i Vescovi
di Sicilia, in data Palermo 12 dicembre 1953,
hanno concluso unanimemente col giudizio che
non si può mettere in dubbio la realtà
della lacrimazione". Gli stessi Vescovi
però esortavano: “Fanno voti che tale
manifestazione della Madre Celeste ecciti
tutti a salutare penitenza ed a più
viva devozione verso il Cuore Immacolato di
Maria. Auspicando inoltre la sollecita costruzione
di un Santuario che perpetui la memoria del
prodigio".
Non
cattolico. Ma tu sei proprio sicuro
di tutto quello che dici? Sapessi quanti non
ci
credono! ...
Cattolico.
Io sono sicuro di quello che dico perchè
prima di me se ne è resa sicura la
scienza, moltissimi che hanno assistito ai
fatti e, principalmente, perchè se
ne sono convinte anche le autorità
ecclesiastiche.
Ma oltre a questo miracolo della lacrimazione
della Madonna di Siracusa, io credo a tanti
altri grandi miracoli che sono avvenuti e
avvengono spesso nella Chiesa di Dio. Di diversi
di essi ho già dato notizie, qui mi
limiterò solo a dirti che sono nel
capitolo dedicato a “L’EUCARISTIA
E LA S. MESSA”.
Essi
sono: 1. Il più grande miracolo eucaristico
della storia;
2. Il Corporale di Bolsena religiosamente
custodito nel Duomo di Orvieto;
3. Sprizza sangue da un'ostia serrata in breviario;
4. Il miracolo eucaristico di Siena;
5. Il miracolo del Sangue di S. Gennaro;
6. Cieca che vede;
7. A Padova si conserva la lingua incorrotta
di S. Antonio;
8. Ad Assisi si conserva, incorrotto, il Corpo
di S. Chiara.
9. L'immagine miracolosa della Madonna di
Guadalupe (Messico). Si tratta di uno dei
più grandi portenti del mondo.
10. Quanto avviene a Camposampiero (Padova),
in ricordo della vita di S. Antonio di Padova.
11. Il Faggio di S. Francesco.
12. La Sacra Sindone.