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Gesù è stato il Redentore e il glorificatone dell'umanità; noi comprendiamo davvero la grandezza e la dignità dell'uomo quando riflettiamo che il Figlio di Dio si degnò assumere la nostra natura umana, la riscattò dal peccato morendo in Croce, la collocò gloriosa alla destra del Padre.
Pieno di grazie e di verità, l'Uomo-Dio affidò alla sua Chiesa il triplice potere di santificare, di governare e di istruire tutti gli uomini. « La Chiesa è il Cristo continuato per tutti i secoli e diffuso in tutto il mondo ». Fine primario dell'opera dei Papi, dei Vescovi e dei Sacerdoti è procurare la salvezza spirituale delle anime.
La Chiesa si rivolge all'uomo in quanto « persona », anzi è l'unica società fondata esclusivamente sulla « persona umana » come tale; invece le altre società si fondano sulla differenza di razze, di lingua, di professione, cioè su elementi accidentali della personalità umana. Dalla persona all'umanità; questo fu l'itinerario divino; infatti è la persona umana che fu creata a immagine e somiglianza di Dio; è la persona umana he fu redenta da Gesù Cristo; è la persona umana che è destinata alla gloria del Paradiso, dove non ci saranno più le varie società, ma unica resterà sempre la società dei figli di Dio. Oltre a un privilegio della Chiesa, abbiamo quì uno dei suoi massimi titoli di gloria, poiché, insegnando proprio questa realtà essenziale e basilare della « persona umana », la Chiesa si affermò Madre e Maestra di tutti gli uomini.
Quello che la Chiesa operò nel mondo può considerarsi lo sviluppo e l'attuazione di questo fondamentale principio giuridico.
Gesù insegnò il « Padre nostro »; s. Paolo lo commentò: « Non c'è più giudeo e greco; non c'è più libero e schiavo; non c'è più uomo e donna; tutti voi siete pino in Cristo ». Questa dottrina scatenò la reazione violenta del mondo contemporaneo pagano, dove la schiavitù, cioè la più enorme ingiustizia sociale, era sancita (la tutti i codici e giustificata da tutti i filosofi, dove la parità giuridica della donna con l'uomo era negata, e dove i pagani erano considerati dai giudei una massa dannata.
Tra i foschi bagliori delle persecuzioni cruente e incruente, i martiri lottarono trionfalmente per difendere i sacrosanti diritti della persona umana, tuttora conculcati là dove la Chiesa non è né libera, né ascoltata, e dove al Vangelo si nega il diritto di cittadinanza.
Per le classi umili la Chiesa fondò le scuole, avviò l'artigianato, costruì gli ospedali, dei quali nel mondo antico neppure il nome esisteva! E tutto gratuitamente. La Chiesa non domina, ma serve; anela a contribuire al bene reale, positivo, totale dell'umanità.
E nei tempi recenti, contro la guerra, che è la grande nemica di tutti, ma specialmente delle classi umili, con fermezza e coraggio, furono i Papi ad alzare la voce, condannandola perché « inutile strage » (Benedetto XV). « Io benedico la pace, non la guerra » disse S,. Pio X; e Pio XII ripeté: « Guerra alla guerra! Nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra ».
E della complessa questione sociale - la pesante eredità del nostro secolo - la soluzione fu additata dal grande Pontefice Giovanni XXIII nella verità, nella giustizia, nella libertà e nella carità.
La magistrale Enciclica « Pacem in terris » ha avuto il consenso e l'ammirazione del mondo intero.
Tutto questo la Chiesa cattolica l'ha fatto perché essa è la vera Chiesa di Gesù Cristo.
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