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la madonna contestata


A cura di frà Tommaso Maria di Gesù dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 - 90100 Palermo - Tel. 0916730658

Cattolico. Mi rivolgo ai lettori per far loro notare che le verità più vive del Cristianesimo vengono regolarmente confutate e negate dai protestanti. Al posto delle dottrine evangeliche e di tutta la vita cristiana vissuta dai tempi apostolici sino ad oggi, il protestantesimo oppone ragioni che crede bibliche o logiche, riuscendo così a rigettare quasi tutte le verità cristiane, senza neppure rendersi conto che, generalmente, è in opposizione con la Parola di Dio, che, d'altra parte, afferma e giura di seguire o di attuare!...
Il contatto che ho spesso con elementi non cattolici e tutta la mia esperienza, mi fanno comprendere chiaramente che se essi ascoltassero e praticassero effettivamente la Parola di Dio, si verrebbero a trovare nelle condizioni di dover credere tutto ciò che ammette il Cattolicesimo, il che per loro sarebbe la fine... Ma tutto l'indottrinamento subito per anni, tutte le convinzioni acquisite tramite la libera e personale interpretazione della divina Parola diventano la loro forza e la loro sicurezza. C'è anche da dire che la stragrande maggioranza di questi nostri fratelli separati - o perchè ex cattolici ignoranti, o perchè nati non cattolici - non hanno mai conosciuto veramente la divina Parola, ossia la Verità, per cui le deformazioni acquisite con uno studio o con una conoscenza pregiudiziali costituiscono la loro verità.
Questi nostri fratelli separati neppure si accorgono che, praticamente, rigettano quasi tutto il Cristianesimo sostituendolo con il “loro cristianesimo". Così per la “Madonna contestata", resta per essi vera una sola cosa: Maria è la madre dell'umanità di Cristo, e basta.
Infatti, ora ascolterete, insieme a me, tutte le obiezioni dei nostri fratelli non cattolici e vi renderete conto che quanto io ho detto è purtroppo, la semplice e triste realtà.

Non cattolico. Voi cattolici troppe cose credete circa la madre di Gesù, di cui la Sacra Scrittura neppure fa cenno. La chiamate: Madonna, Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza, speranza nostra, luce dell'anima, mia avvocata, mia protezione, mio rifugio, mia consolazione e felicità... Vi sembra giusto tutto questo? Questa è idolatria, perchè il culto deve essere rivolto soltanto a Dio. Infatti S. Matteo (4,10) ci dice: "Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto". E' logico, quindi, che il culto della creatura umana è sempre idolatria. La Bibbia dice pure che "se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, Gesù Cristo il giusto" (1 Gv 2,1).
In contrasto con questa inequivocabile dichiarazione, il Cattolicesimo insegna che abbiamo un avvocato principale (Gesù Cristo) e altri secondari (Madonna e Santi). Questo grande peccato di idolatria come viene giustificato dai cattolici? Ecco, essi fanno delle sottili distinzioni. Dicono che si deve adorare (culto di “latria") soltanto Iddio, ma si possono anche venerare, pregare, invocare gli angeli e i santi (culto di "dulia”). Quanto alla Madonna si dice che le è dovuto un culto di "iperdulia", ossia un culto speciale, eccezionale.
E' logico che tutte questo distinzioni di vari gradi di culto sono del tutto arbitrarie, mentre il Vangelo ci parla di "un solo Dio e di un solo mediatore, Gesù Cristo uomo" (cf 1 Tm 2,5). E questo perchè "In nessun altro è la salvezza; poichè non v'è sotto il cielo alcun
altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati" (At 4,12).

Cattolico. E' bene che a questo punto ti fermi, perchè hai già detto molte cose alle quali dovrò rispondere e mi ci vorrà molto per chiarire le tue idee e quelle dei lettori. Rispondo prendendo in considerazione tutte le tue obiezioni.

a) “Troppe cose dicono i cattolici circa la Madre di Gesù di cui la S. Scrittura neppure fa cenno".
Anzitutto, vorrei farti sapere che anche tu molte cose credi di cui non si fa cenno nella S. Scrittura. Qualche esempio: la parola "Bibbia" è stata inventata nel Medioevo e tutti la riteniamo giusta e la adoperiamo; la parola Trinità!, non esiste nella Bibbia, ciononostante vi crediamo; la parola "consustanziale" non esiste nella Bibbia, ma noi crediamo che Gesù è della stessa sostanza del Padre e dello Spirito Santo, ecc...
E' facile comprendere il perchè di queste invenzioni. Nella S. Scrittura ci sono molte cose esplicitamente dette, altre sono soltanto implicitamente dette, altre, invece, sono una conseguenza logica di tutto quello che è detto su di un determinato argomento o verità. Faccio un esempio proprio riferendomi alla Madonna. E' esplicitamente detto più volte che la Madonna è Madre di Dio (cf Is 7,14; Mt: 1,22-23; Is 9,5; Lc 1,43); è implicitamente detto che la Madonna è Immacolata (cf Gen 3,15; Lc 1,28 ...); è conseguenza logica l'Assunzione di Maria SS. in anima e corpo in cielo, data l'armonizzazione mirabile tra la vita e i misteri di Cristo e la vita e i misteri di Maria.

b) “Noi chiamiamo la Madonna Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza, ecc".
Il culto che noi tributiamo alla Madonna, non è nostra invenzione: esso è una conseguenza logica di tutto quello che dice la S. Scrittura di Maria SS.. Se noi sappiamo che Maria è stata predestinata fin dall'eternità ad essere la divina Madre del Redentore, è logico che, come tale, le si deve un culto di eccellenza (iperdulia) su tutti gli altri santi, ossia di venerazione, d'invocazione e di imitazione.
Le parole di Mt 4,10: "Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto", non escludono un culto, una mediazione ed una intercessione subordinate; è la stessa Bibbia che in più luoghi ci tranquillizza. E sembra logico, giacchè come dobbiamo onorare il padre e la madre, così dobbiamo prestare venerazione e onorare tante altre persone.
Difatti nell'A.T. si riscontra qualche cosa di fermamente costante: l'infinita trascendenza di Dio e la sua divina condiscendenza, per cui Egli è sempre vicino all'uomo. I patriarchi si comportano verso Dio senza intermediari; la scala misteriosa di Giacobbe (Gen 28,1 ... ) popolata di angeli che salgono e scendono dal cielo preludono ad un abbozzo del sistema di mediazione che vigerà nella economia della salvezza. Tutti sappiamo della intercessione di Abramo per gli abitanti di Sodoma e per la salute di Abimelek di Gerar (cf Gen 18,22-32; 20,17).
Il primo e più grande mediatore dell'A.T. è Mosé (cf Es 17,11 ... ), poi c'è la mediazione dei profeti, ecc.
Nel N.T. ci imbattiamo varie volte nella intercessione o mediazione secondaria o subordinata alcuni anziani intercedono presso Gesù per il centurione romano (Lc 7,2-10); in Gv 2,3 è la Madre di Gesù che chiede ed ottiene dal Figlio; in At 12,5 la Chiesa pregava per Pietro; in molti passi delle lettere paoline si trova la preghiera di cristiani fatta per gli altri (cf Col 1,9-14; Rm 1,8-10; Mc 1,30); in Mt 14,19 e Mc 6,39 troviamo che i discepoli fanno da intermediari tra Gesù e la folla. E' vero che Gesù è Mediatore unico e perfetto, ma è anche vero che Egli ha lasciato prolungatori della Sua mediazione i discepoli che continuano nel mondo fino alla consumazione dei secoli” la Sua opera di salvezza come responsabili della parola, della Chiesa, del Battesimo, dell'Eucaristia, del perdono dei peccati, ecc...
Il N.T. ci parla spesso che siamo tutti uniti e formiamo un sol corpo in, Cristo, pur essendo molti e con mansioni diverse (cf 1 Cor 12,4-12; 20,20-26; Ef 4,11...).
L’apostolo Paolo chiede ai fedeli preghiere per sè e per gli altri (cf Rm 15,30; Ef 6,18-19; 1 Tm 2,1-6; 2 Tm 1,18; Gc 5,16). I Santi, più dei fedeli ancora viatori, sono in Cielo con Cristo (Gv 17,24) e, quindi, sono quelli che meglio e maggiormente possono chiedere e ottenere per noi. Però, teniamo sempre presente che l'intercessione o mediazione dei santi, come quella dei fedeli ancora viatori NON INTACCA MINIMAMENTE la posizione di Gesù Cristo, unico e indispensabile mediatore fra Dio e gli uomini. Infatti tutte le preghiere sono rivolte al Padre “per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo” il quale essendo l'indispensabile Mediatore e Redentore è anche l'unico nostro Salvatore. In conclusione, come risulta dalla stessa S. Scrittura, non è proibito né ai fedeli né ai santi che già sono con Cristo intercedere, ossia fare da mediatori secondari e subordinati.
Paolo dice di essere “lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo a favore del suo Corpo che è la Chiesa" (cf Col 1,24).
Gesù non è Lui l'unico mediatore? E cosa può apportare di bene Paolo alla Chiesa? E' presuntuoso Paolo?
E' facile comprendere che qualunque intercessione-mediazione è sempre secondaria e subordinata a quella di Cristo.

Non cattolico. Non mi convinci con le tue belle parole. Il culto va dato al solo Dio. Voi cattolici avete fatto della Madre di Gesù una divinità. Non la chiamate Madre di Dio? Madre della Chiesa? L'Immacolata Concezione? Assunta in Cielo in anima e corpo? Corredentrice? Ausiliatrice? Regina? Madre, Figlia e Sposa di Dio?

Cattolico. Alt! Per rispondere a tutti i tuoi interrogativi mi ci vorrà tempo e spazio. Farò uso della ragione e anche, perchè no? del sentimento, appoggiando il tutto alla Parola di Dio.
La Madonna è la Mamma, e cercare la mamma è cercare il fondo di noi stessi, la misteriosa ma reale sorgente della nostra vita. E la Madonna è sempre pronta a colmare questo profondo vuoto del cuore umano...
Alla grotta di Massabielle Bernardette vede, vestita di bianco e d'azzurro, una giovane Signora di una bellezza inimmaginabile. Da quel momento, per tutta la sua esistenza terrena, Bernardette sarà affascinata e dominata da una realtà sola: la bellezza indescrivibile di quella Signora. E quando le chiederanno di quella beltà, sempre risponderà, portando appassionatamente le mani al cuore: - Oh! è più bella di ogni altra creatura al mondo! Senza saperlo, Bernardette affermava una profonda verità di fede. La bellezza dell'Immacolata non è tutta nel volto, che pure ha segnato il tormento di sommi pittori dai bizantini all'Angelico, da Giotto al Tiziano, al Greco, al Murillo. E neppure unicamente nello spirito. La bellezza di Maria è superiore ad ogni bellezza naturale perchè è bellezza soprannaturale. E' più bella di ogni cosa al mondo, perchè la sua bellezza è la più vicina a Dio, perchè essa sola, tra le creature, è tutta di Dio, immersa in Lui, sorgente di ogni bellezza. E' la piena di grazia, perché destinata ad essere la "Madre della divina grazia”, la Madre di Gesù, che ha riportato sulla terra la bellezza del cielo, l'unica che mai impallidisce ma rimane in eterno fragrante e splendente.
Che altro e che attira a Lei gli artisti di tutti i tempi, da Goethe a Franz Werfel a Thomas Merton, se non la luce che piove esclusivamente dalla sua bellezza intatta e intangibile? Da Lei prendiamo coscienza di noi stessi, perchè in Lei ricordiamo la nostra grandezza e miseria: quello che potevano essere e più non siamo, quello che dovremmo essere e possiamo ancora, ma nel candore materno, della Sua luce.
A proposito di Bernardette e di Lourdes, faccio un accenno alla storia, della signora Teresa Rouchel di Metz. Affetta da tempo da una forma di lupus ulceroso, perduta,ogni speranza di guarigione, tentò il suicidio, fortunatamente invano. Una sua amica la indusse ad andare a Lourdes e vi andò senza fede e sfiduciata. Fu immersa nella piscina della Grotta tre volte, ma senza alcun risultato. Delusa, ma insolitamente calma, segue dalla sua barella la S. Messa celebrata per il pellegrinaggio in partenza. Improvvisamente si sciolgono le fitte bende che fasciano il volto, cadono sul messalino che ha tra le mani, macchiandolo di pus sanguigno. Vergognosa per il suo volto distrutto dal male, lo nasconde come può e raccomoda con le sue mani la fasciatura. Passano alcuni minuti. Ma ancora, per la seconda volta, le bende, misteriosamente, si slegano e cadono. Chiede allora ad un barelliere di essere trasportata all'ambulatorio.
- Sorella, per carità, mi accomodi questa fasciatura.
- Che cosa c’è da accomodare? - chiede la suora ignara dell’accaduto.
Colpo di bacchetta magica! Il volto di Teresa Rouchel, in un istante, in quel preciso istante, senza che essa avesse avvertito alcunchè, quando neppure più pensava alla possibilità della guarigione, era tornato come un tempo: roseo, bello, sano. Il naso e la bocca rimodellati dei due grossi buchi, nelle guance appena una leggera orma rosata ai margini, firma discreta di una potenza che in un attimo aveva ricostruito miliardi di cellule viventi. E' un miracolo certo, strepitoso, avvenuto nel 1908 a Lourdes..
La guarigione istantanea di una peritonite tubercolare è stata personalmente controllata da uno scienziato, il premio Nobel Alexis Carrel, americano, convertitosi sul posto.
Suggestione? E' assurdo il parlarne, perchè tra i guariti si contano increduli e bestemmiatori e anche bambini di pochi mesi. Nel 1947, Gerard Baillic, bambino di quattro anni, nato cieco, con i nervi ottici atrofizzati, la retina distrutta, a Lourdes ha ottenuto la vista e ci vede perfettamente, pur rimanendo clinicamente cieco.
Da oltre 130 anni a Lourdes avvengono vere guarigioni miracolose, per le quali - lo hanno riconosciuto decine di migliaia di medici e di scienziati di ogni confessione religiosa - nessuna spiegazione naturale è possibile. Ma il più strabiliante prodigio, che perennemente si ripete in quella cittadella del soprannaturale è che, so la guarigione dei corpi è l'eccezione, quella delle anime è regola quasi costante.
E' un pò difficile essere buoni e fare il bene. C'è una sola eccezione. In Colei che ha dato agli uomini il Bene, fatto Uomo, il Bene senza confini, c'è una inclinazione e una facilità innata a fare il bene. La Madre di Gesù è il capolavoro della potenza, della sapienza, ma soprattutto della bontà di Dio, proprio perchè, fin dal primo istante della sua concezione è stata immune, per privilegio unico, da quel male che pesa su tutta la natura umana. Se Dio sa trarre da una nuvola nera un fiocco bianco di neve, non poteva dalla natura umana trarre l'Immacolata? E' Immacolata per Gesù e quindi anche per noi, per darci il bene, per insegnarci il bene, per renderlo a noi meno difficile, col suo aiuto. E' stata concepita così: nel Bene.
Il cristiano sa chi è Maria, e la sua grandezza è per lui sorgente inesauribile di ammirazione. Dio, che ha creato in Lei il Suo capolavoro, in Lei si compiace: Essa è per Lui oggetto di compiacimento. Maria è là Donna più viva di tutte, perchè è tutta di Dio. Maria è certo un personaggio storico al cento per cento, come S. Chiara, S. Caterina da Siena o S. Elisabetta d'Ungheria. Ma, cosa strana, le fonti che ne parlano autenticamente dicono poche cose.
Sulla vita sua pochi, fugaci, rispettosi, ma occasionali accenni. Che cosa ha fatto? Ha condotto la vita comune di una donna palestinese povera. Che cosa ha detto? Conosciamo di Lei cinque brevi frasi e un cantico. Eppure Maria è la Donna più raffigurata nell'arte, non solo architettonica e pittorica, ma affascina enormemente musicisti e poeti. Ma c'è una sorpresa di altro genere. Quella Donna che è tanto amata è da non pochi anche temuta.
Non pronunciò il dittatore Tito a Spalato un discorso contro la devozione a una certa santa Maria? Nel 1954, il ministro dell'educazione ungherese, Znedek Nejedly, non ordinò che in tutte le scuole e per ogni classe, due lezioni obbligatorie nelle quali si doveva svolgere il tema: “Il pericolo del culto di Maria per il governo della democrazia popolare"? Il governo comunista di Polonia, con decreto ministeriale, proibì di chiamarla "Regina della Polonia” perchè - si sa - il regno della Polonia è distrutto e abolito per sempre. In Russia venne proibita l'Ave Maria di Schubert, con il risultato che nessuna donna è, oggi, venerata ed amata, da milioni di Russi, più di Lei. Continuando possiamo dire che questa Donna è anche desiderata, anche dai non cristiani. I musulmani accolsero trionfalmente in Africa, nel 1947, la statua di Maria portata da Fatima. Nella "peregrinatio Mariae” lo stesso trionfo si ripete in tutta l'Africa, in Inghilterra e negli Stati Uniti da parte di non cattolici, tanto che il grande giornale "Life" di Chicago, dedicò venti pagine per illustrare il "nuovo prodigio di Fatima".
Quella Donna è desiderata da cristiani separati da Roma, sia scismatici che protestanti. Migliaia di testimonianze di protestanti ritornati all'unità della Chiesa confermano la forza fascinosa di Maria così palese, da destare meraviglia che il protestantesimo abbia per tanto tempo potuto rinnegare la devozione a Lei.

Certo la Madonna è la Donna più studiata di tutte ed è difesa dalla più alta autorità della terra: i Papi. Si fa sentire dai corpi e dalle anime attraverso le centinaia di santuari eretti in suo onore.. Quanto e da quanti si fa amare la Madonna? Ella si fa amare da tutti. Migliaia di libri ne parlano, milioni di donne ne portano il nome, ma altari, statue, immagini, medaglie, scapolari, mesi, giorni... di Lei, per Lei... tre volte al giorno suonano le campane per onorarLa, e l'invocazione a Lei sale in tutte le lingue, in tutte le epoche, dalle folle pellegrinanti nel Suo nome nel 2000, alle prime suppliche documentate oggi dai papiri, come quella trovata in un papiro d'Egitto del tempo della persecuzione di Decio e Valeriano (III sec.): "Sotto la protezione della tua benevolenza ci rifugiamo, Madre di Dio...". La preghiera più recitata nel mondo è certamente l'Ave Maria, che, grazie al Rosario, viene ripetuta milioni di volte ogni giorno. Pellegrinaggi, processioni, congressi, suoni, inni, canti: Bella Tu sei qual sole...
E’ sempre bella quella Donna, non è ancora invecchiata da circa 2000 anni,'e la corona dei fiori che i popoli posano sul Suo capo è sempre fresca, come quella corona di rose silvestri che Pauline Byron ha posto sopra l'Immacolata di una piccola chiesa di Stockport nel maggio 1947 e che per anni si conservarono fresche e profumate, senza che ne cadesse un petalo.
Tutte queste constatazioni non possono non destare lo stupore del profano che osservi il “fenomeno" unico di Maria. Quello stupore però non è che il riflesso esteriore di uno splendore più interiore, celeste: lo conosce bene il cristiano che su di esso medita da secoli.
Alle parole dell'Angelo Gabriele (leggere Lc 1,26-37) segue un silenzio breve ma enorme. Poi, alla proposta incomparabile dell'Angelo, Maria rispondo con un "Si" che scaturisce dal profondo del Suo essere verginale e della Sua umiltà, un "SI" di consenso e di desiderio, a nome dell'umanità che Essa rappresenta: “si faccia di me secondo la tua parola" (Lc 1,38). E' un "Si" gigantesco. Che cosa avviene? Cosa mai accaduta e che mai più accadrà a donna: cosa nuova, la novità unica e vera, eterna, per Lei e per il cosmo. Essa diviene Sposa, Madre, Figlia di Dio.

Sposa di Dio perchè Maria offre e unisce non a un uomo, ma a Dio, verginalmente, la Sua anima e il Suo corpo: offre la Sua carne come ostia gradevole, vivente, con un vero culto conforme a ragione.

Madre di Dio. Maria usa del diritto più alto di una creatura, quello di servire a Dio, servizio che per Lei donna, si attua nella forma più alta dei servire: la maternità. Diviene madre, non di un uomo, sia pure grande, grandissimo in cui opereranno energie divine o che a un certo momento comincerà ad essere Dio. Diviene Madre di Colui che è Dio da sempre e comincia ad essere Uomo nel primo istante in cui, per opera dello Spirito Santo, Ella Lo concepisce nelle Sue viscere. Da quel primo istante l'avvolge - dice S. Tommaso - una certa infinita dignità. Madre di Dio che si è fatto Uomo per redimere gli uomini dal peccato: Madre del Redentore, il Quale Le porta, ma anche Le chiede, molto.

Figlia di Dio. Maria è la prima cristiana in ordine di dignità e di tempo, in quanto il Cristianesimo - la cui essenza è il Cristo - nasce nelle Sue viscere materne. "Cristo e la Chiesa, due in una carne, sono nati in grembo a Lei”, che è quindi il primo membro del Corpo mistico di Cristo. E' la prima redenta dal Cristo Redentore, in modo così totale, che in previsione dei meriti di Lui, Ella é totalmente esente dal peccato che grava sulla natura umana. Ella e Inviata, è l'Immacolata. Perchè questa figlia di Dio doveva essere anche Madre di Dio. Essa è piena di grazia: Nessun peccato, neppure lievissimo La sfiorerà mai: il capitale di grazia ricevuto, fruttificando sempre e sempre crescendo, per i meriti di Lei, giungerà ad una pienezza sovrabbondante per Lei e per il genere umano.
Tutto questo Le porta in dono Gesù, da Lei concepito! Ma Gesù da Lei chiede molto. Accogliendo nel Suo seno il Redentore, accoglie la Redenzione, che è possibile in quanto Essa fornisce la "carne umana". Essa non si aggiunge alla Redenzione, ma entra nel costitutivo della Redenzione stessa. Da Lei il Cristo chiede collaborazione e cooperazione: è la Corredentrice del genere umano. Quindi la "Madre dolorosa" di molti fratelli perchè è la Madre del "primogenito" tra i molti fratelli: Gesù.
Per il cristiano Maria è la Mamma: lo è di Gesù e quindi è anche la sua. Di Gesù Madre vera, del cristiano Madre spirituale. Pensando a Lei il cristiano pensa al mistero più alto e più prezioso: la maternità divina da cui viene la sua redenzione.

Non cattolico. Tutte chiacchiere o belle parole, mi sostanzialmente non c'è niente di solido, di vero secondo la divina Parola.

Cattolico. Ancora un pò di pazienza e poi vedrai che tutti questi pensieri scaturiscono proprio dalla divina Parola. Voglio dirti qualche altra cosa ancora.
Due volte nella S. Scrittura si legge che Dio si è compiaciuto di quel che ha fatto.
La prima, quando "Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco era cosa molto buona ... al settimo giorno ebbe per finita l'opera da Lui fatta. Dio vide quanto aveva fatto ed ecco: stava assai bene" (cf Gen 2,2 e 1,31).
La seconda, quando si è compiaciuto del Suo Capolavoro: “Questo è il mio Figlio diletto, nel Quale mi sono compiaciuto..." (Mt 3,17).
Il Cristo è il centro focale dell'universo, attorno a Cui tutto gravita, e da Cui parte ogni onore e gloria al Padre. E Cristo assorbe tutto, anche Maria, anche noi. 'Tutto è vostro, voi siete del Cristo, il Cristo è di Dio" (1 Cor 3,22): è la sinfonia cattolica, cioè universale, che ha il suo motivo fondamentale nel Cristo. In questa sinfonia che differenza c'è tra Maria e gli uomini? Noi siamo "per Cristo" per Lui, cristiani; Maria è cristiana direttamente in Cristo". Noi - anche milioni di cristiani e di santi - possiamo non esistere e pur esiste il Cristo e il Cristianesimo. Maria è totalmente unita al Cristo, tanto che se Lei non esistesse - nell'ordine scelto da Dio - non esisterebbe neppure il Cristo. Senza Maria non c'è il Cristo, come senza il Cristo non c'è Maria. Sono inseparabili. La causa di questa unione unica, è la volontà di Dio. E' Dio che ha preparato col Cristo Maria, - il mondo desolato dal peccato ha atteso e cullato inconsciamente nel suo cuore per secoli l'Uno e l'Altra ... ; ha fatto annunciare dai profeti col Cristo Maria - non sempre i profeti hanno compreso totalmente l'immensità di quanto Dio per loro bocca vaticinava, sia il Protoevangelo (Gen 3,15), sia col "segno grande" di Isaia (Is 7,14), sia con la Donna coronata di dodici stelle dell'Apocalisse (Ap 12,1 ss.) -; ha predestinato col Cristo Maria: “il Signore mi possedette qual principio delle Sue azioni, prima delle Sue opere, fin d'allora. Quando non v’erano abissi Io fui concepita, quando non v'erano sorgenti cariche d'acqua. Prima che i monti prendessero base, prima dei colli, Io nascevo, quando ancora non vi era la terra, né le campagne, né le prime zolle del mondo" (Prov 8,22-26).
Maria è con Cristo “termine fisso d’eterno consiglio": esiste solo per il Cristo, il Quale è la Sua totale ragione di essere: è la “Sua melodia segreta, la Sua solitudine sonora" (San Giovanni della Croce): l'esistenza di Maria è "nascosta col Cristo in Dio".
La compiacenza che Dio ha nel Suo Cristo, Re anche come Uomo, coinvolge Maria che è compartecipe, sia pure in modo subordinato, della stessa Regalità.
Infatti Maria è Regina, non già per plebiscito o decreto umano, ma per titolo legittimo, inalienabile, unico: nessuna Regalità nasce come la Sua, dalla Maternità. Essa è Madre di Cristo Re, che a Lei deve tutta la Sua natura umana, sì che la somiglianza tra Cristo e Maria è perfetta, totale: se Egli è Re, Essa è la Madre del Re, è Regina, per natura e in più per conquista, perchè "ha offerto la sostanza della Sua carne alla Redenzione e ha offerto per noi il Cristo al Padre celeste" (Suarez).
Maria realizza perfettamente il piano creatore di Dio, ed è quindi, perchè la più eccellente, “sovrana di ogni altra creatura" (S. Bonaventura).
Maria è Regina non solo di un popolo e di tutti i popoli, ma è anche Regina degli Angeli (natura più angelica che umana), dei Patriarchi (la creatura più presente nell'Antica Alleanza), dei Profeti (la profetessa di una profezia che si avvera nei secoli “tutte le generazioni mi chiameranno beata"), degli Apostoli (la Chiesa nascente e militante nei secoli ha da Lei luce e forza nelle sue operazioni apostoliche), dei Martiri (ha partecipato più di ogni altra creatura al martirio di Gesù), dei Confessori (modello insuperabile e pur imitabile di vita comune), delle Vergini (è la “porta serrata dalla quale solo passa il Re d'Israele"), di tutti i Santi (perchè esaltata sopra il coro di tutti gli Angeli e Santi).
Maria è, in senso proprio, con Cristo Re, Regina dell'Universo, tanto naturale che soprannaturale. E' stata Assunta in cielo in corpo e anima, e incoronata Regina da quel Cristo, al Quale "ogni potere è dato in terra e in cielo". Gesù pone la corona regale sul capo di Maria seduta alla Sua destra e coperta di ricca veste: "sta la Regina alla Tua destra con oro di Ofir" (Salmo 44,10). Lo stupore del profano, l'ammirazione del cristiano, sono riflessi terreni e testimonianze suggestive di quella regalità, voluta da Dio e in cui Dio pone le sue compiacenze. La regalità di Maria è una potenza a servizio dell'amore, una onnipotenza supplice. E' Lei che intercede continuamente per i lontani dalla fede e per i poveri peccatori: è una Regalità esclusivamente benefica: "è la faccendiera divina del Paradiso" (S. Alfonso Maria dei Liguori).
Così sentono i fedeli, e nel respiro universale dei fedeli "respira lo Spirito Santo" (S. Paolino da Nola). Pio IX disse un giorno: “sulla terrà mancherà qualche cosa alla Regalità di Maria, finchè i suoi sudditi non l'abbiano volontariamente e solennemente proclamata”. S. Caterina Labourè, la santa del silenzio e della medaglia miracolosa, pochi mesi prima di morire ha detto: “Come sarà bello sentir dire: Maria è la Regina dell'Universo! Sarà un'era di pace, di gioia e di felicità che durerà a lungo. Ella sarà portata sugli stendardi e farà il giro del mondo". Il primo novembre dell'anno 1954, Pio XII ha proclamato la Festa liturgica della Regalità di Maria.
Se chiediamo a Maria qual'è il Suo segreto, il segreto della Sua vita, Essa ci risponde umilmente: “servire Dio, perchè servire Dio è regnare".
Come il Cristo "assumendo forma di schiavo... umiliò se stesso ... fino alla morte di Croce, e perciò Dio Lo esaltò e gli diede il nome che è sopra ogni nome..., finchè nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi..." (leggere Filip 2,7-11), così Maria, immergendosi con il Suo 'fiat' quale spugna nell'oceano della Volontà di No, ha un regno senza confini.

Non cattolico. Hai detto tante cose, anche belle, ma non ancora rispondi a quanto ti ho già chiesto, e cioè che mi provi tutto biblicamente.

Cattolico. Stai tranquillo, sarai largamente soddisfatto, ma permettimi ancora di raccontarti alcuni fatti da me letti su "La voce del Buon Pastore", Bollettino mensile della Parrocchia romana di S. Ippolito martire. Il bollettino è del maggio 1957, ed io ricordo d'averlo letto in quell'epoca. Lo conservo ancora per due fatti in esso riferiti.

1. L’AVE MARIA (racconto dal vero).

In un congresso svoltosi a Lilla, un sacerdote inglese narrò questo fatto. "Molto lontano da questa città, viveva una famiglia protestante composta di molti figli, l'ultimo dei quali, di sei anni, sentì un giorno recitare dai cattolici la bellissima preghiera dell'Ave Maria, che risuonò alle sue orecchie come una dolce melodia.
Tornato a casa il fanciullo, con il candore e la semplicità propria della sua età, recitò ad alta voce, perchè la madre lo sentisse, la bellissima preghiera dei cattolici.
La madre lo rimproverò aspramente: “Non ripetere mai più queste parole! Sono parole superstiziose, che fanno di Maria una divinità. Maria è una semplice creatura, una donna come un'altra, e niente più!”.
Il fanciullo tacque. Ma gli restava in cuore il piacere di aver sentito per la prima volta l'Ave Maria.
Un giorno, leggendo il santo Vangelo, fu colpito dal passo di S. Luca: "E l'Angelo disse a Maria. “Ave, piena di grazia, il Signore è con te”. Saltando di gioia il ragazzo corse dalla mamma col Vangelo aperto tra le mani e le disse: “Mamma, leggi quello che dice la Bibbia: Ave, piena di grazia". Perchè tu dici che è superstizione pronunciare queste parole?”.
La madre gli strappò nervosamente il libro dalle mani e gli proibì severamente di tornare a ripetere la frase, che per il ragazzo era tanto dolce ma che per la madre, luterana fanatica, era tanto irritante.
Il ragazzo però non dimenticò più la bella preghiera che estasia i buoni cattolici e la recitò molte volte da solo, con immensa gioia.
E intanto crebbe negli anni e, con gli anni, anche nell'intelligenza. A tredici anni fu in grado di proporsi questo argomento convincente: “O è falso il Vangelo o lo è il protestantesimo. I protestanti tengono il Vangelo come regola di fede; e allora come possono negare che la Vergine è la più eccellente delle creature e qualcosa di più che una semplice donna, quando il Vangelo lo attesta chiaramente?".
Continuando a leggere il sacro testo, fu colpito dalle parole del Magnificat: “Tutte le genti mi chiameranno beata”.
Questo passo fece brillare nella sua anima la luce definitiva. La grazia e la fede lo guidarono, persuadendolo fermamente della dignità di Maria.
Un giorno, in casa, la conversazione ricadde sul tema protestantico che Maria è una donna come le altre: soltanto una buona madre di famiglia. Allora il ragazzo, indignato per simili espressioni, si alzò in piedi e con voce vibrante protestò: “No, non è vero; non può essere così, la santissima Vergine è più che una semplice creatura. L'Angelo mandato da Dio la salutò “piena di grazia". E' la Madre di Gesù, Madre di Dio. Voi protestanti avete un impegno particolare nel coprire di vilipendio la più augusta di tutte le creature. Ma notate la vostra contraddizione. Dite che la Bibbia è il fondamento della vostra fede; se è così, perchè non le date credito quando vi insegna e dice in maniera precisa che tutte le generazioni la chiameranno beata?".
Una bomba scoppiata in mezzo alla casa non avrebbe recato una emozione più forte di quella prodotta da queste parole.
“Che avviene mai!” - gridò inferocita la madre – “che vedo, che sento!... Mio figlio finirà per farsi cattolico!..."
E lo era già in cuor suo, ma dovette lottare strenuamente contro tutti quelli di casa per divenirlo effettivamente. Raggiunta la maggiore età, ricevette il Battesimo. L’ostinazione nell'errore da parte dei suoi genitori e fratelli lo ricolmava di dolore. E tuttavia continuava a sperare che la grazia del Signore avrebbe un giorno o l'altro bussato alla porta del cuore dei suoi cari.
Intanto uno dei fratelli cadde gravemente ammalato. In breve si ridusse all'orlo dei sepolcro. Dio ispirò al giovane una felice idea.
“Mamma, disse, Dio è onnipotente; se vuole, può ridarci il caro malato. Recitate insieme con me l'Ave Maria, e promettetemi, se il fratello guarirà, di studiare attentamente la Religione cattolica e se, dopo un esame imparziale, la troverete l'unica vera, giuratemi di abbracciarla".
La madre fremette alla proposta e ruggì come una belva. In preda alla disperazione, agitava i pugni stretti e urlava come una forsennata. Poi, si calmò. Vinta dall'amore materno, piegò il capo dinanzi alla necessità del momento e, inginocchiatasi, recitò assieme al figlio l'Ave Maria.
Il giorno dopo il malato entrava in convalescenza: l'intercessione di Maria l'aveva salvato! La madre e l'intera famiglia, dopo uno studio serio, abbracciarono la Religione cattolica.
Questo ragazzo - concluse il conferenziere - questo ragazzo devoto di Maria è oggi sacerdote, o signori; è colui che ha l'onore di rivolgervi la parola".
(Da: “Capanaga, Maria nella storia delle conversioni”).


2. LA MADONNA E IL BANDITO

C'è un episodio ancora poco conosciuto nella tragica vita di Salvatore Passatempo, il giustiziere della banda Giuliano che, a colpi di mitra, dipanava le più complicate situazioni. Una notissima famiglia siciliana - quella dei signori Norrito di Trapani - possiede un grosso feudo nella zona di Alcamo. Un giorno il proprietario - un giovane di 33 anni - si vide circondato all'improvviso, davanti alla sua villa, da 14 uomini armati, che lo sbatacchiarono contro un muro e gli chiesero dove fossero i soldi e i gioielli. Il giovane restò lì come pietrificato dal terrore, quando esce dalla villa sua madre, una vecchietta vestita di nero, dall'incedere risoluto, coraggioso.
“Chi è il vostro capo?" - chiede a voce alta.
“Sono io, Turiddu Passatempo".
“Io sono la mamma di questo giovanotto…”
“Lo so, vi conosco".
“Benissimo. E allora venite con me".

Il fuorilegge la segue, sicuro del bottino. E la vecchietta lo fa entrare nella cappella della villa.
“Turiddu, virite la Madonnuzza?... Levatevi il berretto! Dite l'Avemmaria appresso a me, e vediamo se avete il coraggio di fare del male a mio figlio".
Il bandito impallidisce, si toglie il berretto, abbassa lo sguardo e prega la Madonna. Poi esce dalla villa, solo, in silenzio; varca il cancello e ordina ai suoi uomini: "Andiamo via!”.

Magnifico e autentico! E' accaduto la mattina dell'8 settembre 1947, festa della natività della Beata Vergine.
(Aurora - Maggio 1954)


Ai due fatti del Bollettino parrocchiale di S. Ippolito, ne aggiungo un terzo ascoltato direttamente da un predicatore degno di fede, certo P. Serafino da S. Maria a Vico, cappuccino, col quale sono stato diversi anni insieme. Eccolo.

3. Durante la guerra civile spagnola (1936-1939), il generale Queipo de Liano, impadronitosi della città di Siviglia con solo 200 uomini, lanciò messaggi aerei a Malaga, Madrid, Toledo per avere rinforzi e difendere la città dagli assalti di truppe rosse. Nessuna risposta. Intanto una colonna di 20 autocarri nemici carichi di dinamite, avanzava verso Siviglia con ordine di farla saltare. La popolazione costernata, non vedendo alcuna via umana di scampo, si raccomandò alla Madonna tanto venerata nella cattedrale. Il generale intanto mandò incontro agli autocarri un gruppo di volontari votati alla morte. Essi attesero, nascosti nei buchi lungo la strada, pronti a giocare il tutto per tutto. Ben presto gli autocarri giunsero loro vicini. In mezzo al fragore dei motori si sentiva gridare: “Ditele che si ritiri... che se ne vada! ... che fa quella donna in mezzo alla strada? ... con quel bambino in braccio?..." . Altre voci intimavano: “Schiacciatela se non si ritira!... Vada alla malora!...". Tutto questo sentivano gli uomini nascosti lungo la strada, senza veder nulla; quando all'improvviso scorsero la testa della colonna di minatori rossi. Il comandante ordina: "Fuoco!...". Si viene a corpo a corpo. I rossi spaventati, sorpresi dovettero arrendersi e legati, furono condotti a Siviglia. Fu chiesto
loro: “Ma perchè vi siete arrestati?...". Risposero: “Perchè davanti all'autocarro di testa si è messa una donna col bambino in braccio, e non ha voluto cedere il passo". "Ma chi era?.. .". “Non lo sappiamo, ma era terribile in volto. Era come una statua, ci guardava severamente, immobilizzandoci. Ai vostri spari scomparve". “Dov'è andata?". "Chi lo
sa? ......”
Alcuni giorni dopo, nella vigilia dell'Assunta, si procedeva con solennità alla vestizione della statua della Madonna con gli abiti sontuosi, gelosamente conservati negli armadi del Santuario. Con indicibile meraviglia si trovarono i sandali della Madonna consunti come per un lungo cammino, le calze infangate, la veste piena di polvere con l'orlo sfilacciato. Eppure l'anno prima, per la stessa festa gli abiti erano stati riposti perfettamente puliti: la Madonna aveva indossato i regali indumenti per andare incontro e fermare gli invasori e così liberare la città a Lei tanto cara, dalla distruzione e dalla morte. (Io so che la statua fu fatta vedere al prigionieri i quali esclamarono: questa è quella donna che si è posta innanzi alla colonna degli autocarri).
Conclusione. Oggi, tremendi pericoli si profilano all'orizzonte e minacciano di mandare in frantumi tutta l’umana civiltà. Bagliori di guerra si vedono qua e là forieri di una nuova, più vasta, più terribile conflagrazione mondiale. Ma non temiamo: una terza guerra mondiale non è necessaria e non ci sarà se mettiamo la Madonna contro l'atomo (Fulton). Ma dobbiamo far ricorso alla nostra Mamma celeste. Dobbiamo invocare Maria...
Si, o Madre della Libera... libera nos semper... Virgo gloriosa et benedicta.

4. Racconto, come lo ricordo, un altro scioccante episodio da me ascoltato da un missionario (forse dei Servi di Maria) negli anni tra il 1968-70. Lo ricordo bene per la sua particolarità. Nel momento che l'ascoltavo ero in confessionale (ad Albacina, frazione di Fabriano (AN)), per il mio ministero sacerdotale, e non pensai a chiedere notizie specifiche - che avrei potuto facilmente avere - al predicatore missionario.
Diceva il predicatore. “Io sono nel Messico (?), quale missionario. Con me vive, anch'egli missionario, un mio confratello il quale è entrato a far parte della nostra fraternità perchè alcuni anni or sono lasciò il mondo ed entrò decisamente in Religione (tra i Servi di Maria?) per il seguente fatto.
Laureatosi in ingegneria, con altri due compagni, anch'essi neolaureati, andarono su un monte nei pressi di Torino, meta di molte persone che ci vanno per svago. Vi andammo anche noi tre (è egli, che racconta) per bagnare e festeggiare la nostra laurea.
Entrati in un bar, incominciammo a bere del liquore e, poi, a dire anche delle sciocchezze, anzi passammo addirittura - brilli come eravamo - a fare i gradassi e a dire cose contro la religione... arrivando fino alla bestemmia. Ad un certo momento il tempo cambiò e minacciava tempesta. Ci mettemmo in cammino per raggiungere la città. Incominciarono lampi e tuoni e noi affrettammo il passo per evitare l'acquazzone imminente.
Mentre fuggivamo, ecco che una voce, proveniente come da un lampo, disse:
“ammazzalo!". Subito dopo un fulmine uccise uno di noi tre. Io e l'altro, impauriti aumentammo la fuga. Ma ecco che una seconda volta si sentì la stessa voce: "ammazzalo”, e l'altro mio compagno cadde fulminato... Vi lascio immaginare le mie condizioni... Piangendo e scappando pensavo: adesso arriverà il terzo: "ammazzalo” e sarò io il colpito. Infatti, sentii per la terza volta "ammazzalo!". Piangendo e tremando, aspettavo il fulmine, ma questo non venne. Invece ascoltai una voce, come quella di una tenera madre, che disse: "questo no, perchè ogni sera quando va a letto, mi dice ancora un'Ave Maria".
Questi sono i fatti che mi sono capitati.
Sceso in città, raccontai subito ad un sacerdote tutto l'accaduto, mi confessai e promisi alla Madonna che mi sarei consacrato a Lei per attendere all'onore e alla gloria di Dio ed alla salvezza delle anime. E così feci.
Il missionario finito il racconto, ripetè: il confratello ingegnere è ora sacerdote e sta con me in missione".

Non cattolico. Hai finito? Quando risponderai alle mie precise domande?

Cattolico. Ti chiedo scusa. Voglio ancora raccontarti un episodio che appartiene alla storia della Chiesa e che forse tu e molti altri non conoscete.

Non cattolico. Un fatto storico? Allora lo dovremmo conoscere tutti. Se è così lo ascolto.

Cattolico. Si, che è storico: si tratta della battaglia di Lepanto. Vai a vedere in una enciclopedia (UTET, Enc. Catt.) e vi troverai che Lepanto è città e porto della Grecia. Io qui racconto solo l'indispensabile.
Si sa che Selim II, nel 1566 divenne sultano di Costantinopoli, e mostrò subito il proposito di impadronirsi di Cipro, nonostante il Trattato di pace, stretto con Venezia che ne era padrona. Venezia si preparò alla lotta e chiese aiuti al papa Pio V ed ai sovrani cristiani. La flotta cristiana, inferiore a quella musulmana, si andava preparando, mentre l'impero Turco sbarcava a Cipro nel luglio 1570; il 9 settembre si impadroniva di Nicosia ed il 4 agosto 1571, dopo un lungo assedio, anche di Famagosta: così tutta l'isola era perduta per la cristianità.
S. Pio V, venuto a colloquio col generalissimo dei Cristiani disse: "La vittoria sarà nostra se i combattenti si prepareranno cristianamente e se dall'esercito sarà tolta tutta la gente di pessimi costumi". I consigli del Papa vennero assecondati. Si fecero preghiere e digiuni. I Turchi stavano vincendo, ma poi la situazione improvvisamente cambiò a favore dei Cristiani che inflissero ai Turchi gravi perdite.
S. Pio V in Vaticano, mentre discuteva con vari prelati, ad un tratto impose silenzio, corse alla finestra, l'aprì e vi rimase immobile per alcuni minuti. Poi levandosi raggiante in volto esclamò: “Il nostro esercito sta conseguendo la Vittoria! Correte a ringraziare la Madonna!". Erano le ore 17 del 7 ottobre 1571, proprio l'ora in cui nelle acque di Lepanto la flotta cristiana sconfiggeva quella nemica. Durante la battaglia i cristiani pregavano, le Confraternite recitavano il S. Rosario.
Certo queste notizie più particolareggiate nelle Enciclopedie non le troveremo, ma esse sono state registrate da chi le ha vissute. E la Chiesa di allora che le ha vissute le ha registrate nella storia ecclesiastica istituendo il 5 ott. 1571 la festa del S. Rosario alla Madonna, alla cui intercessione fu attribuita la Vittoria di Lepanto.

Non cattolico. Ti prego ancora una volta di provarmi con la Bibbia alla mano tutto quello che voi cattolici chiamate la mariologia, o addirittura teologia mariana. Cioè mi devi dimostrare, Bibbia alla mano, che Maria è:
I- Madre di Dio;
II- Immacolata Concezione;
III- Assunta in Cielo;
IV- Mediatrice;
V- Madre della Chiesa e delle creature;
VI- Corredentrice;
VII- Sempre Vergine;
VIII- Ausiliatrice;
IX- Cos'è Maria nella fede e nella vita cristiana.

Cattolico. Occorrerà ripeterti che le verità bibliche possono essere espressamente o esplicitamente dette, implicitamente contenute nella divina Parola, oppure che sono una conseguenza logica di quanto è detto nella S. Scrittura?

Non cattolico. Sono cose che già hai detto e si capiscono facilmente. Io aspetto soltanto la dimostrazione pratica e razionale, meglio scritturistica, di quanto afferma la Chiesa cattolica nei riguardi di Maria.

Cattolico. Cercherò di rispondere ordinatamente. Maria SS. è:

I- Madre di Dio. Di tale verità dogmatica dirò poche cose giacchè ci troviamo di fronte a citazioni esplicite. Is 7,14: " ... Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la Vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà l'Emmanuele". E S. Matteo (1,22-23) precisa: “Tutto questo avvenne perchè si adempisse ciò che era stato detto
dal Signore per mezzo del profeta: 'Ecco, la Vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato l'Emmanuele, che significa Dio con noi"'.
Circa 30 anni dopo di Isaia il profeta Michea (5,14) aggiunge un'altra precisazione: “E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te uscirà Colui che deve essere il dominatore di Israele... Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando Colei che deve partorire partorirà. ..". In Is 9,5 troviamo: “Poichè un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il regno della sovranità ed è chiamato: Consigliere Ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace". Più oltre, sempre in Isaia (11,1-2), leggiamo: "Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di Lui si poserà lo Spirito del Signore ......” E per terminare le citazioni esplicite, le più importanti, concludo con Lc 1,43: "A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?”.
Comprendo che la Madonna non ha concepito la divinità, e, questo è chiaro, ma è anche vero che: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio . E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi..." (cf Gv 1,1 e ss.).
In Conclusione: Il Verbo Eterno prese carne nel seno di Maria. E perciò giustamente, nel 431, al Concilio di Efeso si riconobbe che Maria poteva e doveva dirsi vera Madre del Verbo-Dio fatto Uomo nel Suo grembo.

II- Immacolata. La Bibbia non dice che Maria è immacolata, ma ci dice tante altre cose dalle quali si ricava che è nata senza macchia di peccato. Credo che nessuno di noi pensi che Gesù, l'Agnello senza macchia, potesse nascere da una sorgente inquinata: anche la sua carne umana sarebbe stata macchiata. Al capitolo 3,15 della Genesi, troviamo, infatti: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierà il calcagno". Ora, se Dio pone inimicizia tra satana e la donna e la sua stirpe (Gesù), è chiaro che questa donna non sarà mai, neppure per un istante, in amicizia con satana. Il che significa che la Madonna sarà Immacolata. Se Maria deve essere la Madre dell'Emanuele, ossia del "Dio-con-noi", “del Dio Potente", “la Madre del mio Signore” non può essere una donna come le altre.
Inoltre la Bibbia ci dice: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te... nulla è impossibile a Dio... Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo". Tutte queste parole hanno un chiaro significato: “Ti saluto, o Immacolata".
Lo scoprire che “tutti siamo sotto peccato" (Rm 3,9-10), "tutti siamo concepiti nel peccato" (Sal 50,7) e solo Cristo con la sua morte ci ha liberato, non contrasta con la dottrina dell'Immacolata, perchè la pienezza di grazia che l'Angelo Gabriele attribuisce a Maria deve escludere, logicamente, qualunque momento di inquinamento col peccato, neppure quello originale, in previsione dei meriti del suo Figlio divino. Tutto questo lo ricaviamo sempre dalla S. Scrittura perchè dove abbondò il peccato sovrabbondò la grazia... e "come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti" (cf Rm 5,15-20).
In conclusione: l'opera salvifica di Cristo deve dirsi incomparabilmente superiore in efficacia al peccato di Adamo. Maria, prescelta fin dall'eternità ad essere la Madre dell'Uomo-Dio, è stata, prima che nascesse, la prima redenta in previsione dei grandi meriti del Suo Figlio Divino. E dobbiamo crederei, altrimenti l'Angelo Gabriele non le avrebbe dato il nome di “Piena di Grazia", né Dio ci avrebbe fatto sapere che avrebbe posto tra Lei e satana una inimicizia eterna.

III- Assunzione di Maria Vergine al Cielo. Ho già detto che l'Assunzione deve ritenersi una conseguenza logica di tutto quello che la S. Scrittura dice sulle prerogative straordinarie di Maria. Sembra anche molto logico che alla Madre Immacolata di Gesù, Uomo-Dio, Vergine perpetua, debba toccare la stessa sorte del Figlio divino.
Fin dall'inizio del Cristianesimo Maria è stata ritenuta Madre di Dio, Immacolata, Assunta in cielo in anima e corpo e sempre Vergine. Nel quarto secolo esistevano già templi dedicati alla Madre di Dio; nel quinto secolo templi dedicati all'Assunta.
Pio XII, dopo la dichiarazione del dogma dell'Assunzione, vide nel Cielo, in pieno giorno, ripetersi il fenomeno della "danza del sole” come segno di celeste approvazione alla sua dichiarazione dogmatica. A Lourdes, nel 1858, quattro anni dopo la dichiarazione del dogma dell'Immacolata Concezione, la Madonna confermò: "Io sono l'Immacolata Concezione".
Nelle prime comunità giudaico-cristiane, è già presente la convinzione che il corpo di Maria fosse stato assunto in cielo in anima e corpo.
Tale convinzione era viva a Gerusalemme dove si indicava nel Getsemani il luogo della sua temporanea deposizione, detta poi dormizione, perchè dal sonno passò alla gloria dell'Assunzione. L’assunzione di Maria è parallela all'Ascensione di Cristo. Esiste infatti una perfetta somiglianza, una sorprendente analogia fra la Madre ed il Figlio, fra i misteri della vita di Cristo e i misteri della vita di Maria. Due vite, due destini cosi mirabilmente congiunti in tutto il loro corso.
Se cerchiamo una base teologica per il mistero dell'Assunzione di Maria, possiamo trovarla nel privilegio supremo di tutti gli altri privilegi mariani: la maternità divina.
Né dobbiamo meravigliarci se alcune verità cristiane siano state dichiarate dogmatiche soltanto dopo molto tempo. Nei primi tre secoli, e oltre, la Chiesa fu sempre perseguitata. La sua sopravvivenza e affermazione sono espressioni dell'Onnipotenza divina. Lì dove la S. Scrittura è esplicita i dogmi sono stati stabiliti fin dai primi secoli, dove invece mancano espressioni esplicite, lo studio e il tempo hanno sempre meglio permesso di poter compenetrare la divina parola all'intelligenza umana fino alla soluzione che s'imponeva. Il Magistero Ecclesiastico agisce con prudenza e saggezza perchè le Verità divine devono essere anche accolte e credute dai fedeli. D'altra parte si sa e si è convinti, nella gerarchia, che lo Spirito Santo guiderà la Chiesa per ogni vero, alla Verità tutta intera e farà capire tante cose che non ancora si è in grado di capire.
Posso concludere ricordando che il cap.12 dell'Apocalisse, per molti e seri esegeti, non è estraneo all'Assunzione di Maria. La donna ed il drago sono figure tipiche per questa visione (due segni nel cielo) inaugurale. L’antica profezia di Gen 3,15 diviene realtà: una lotta senza tregua oppone la discendenza del popolo eletto e le forze del male. Mentre la visione apocalittica mostra il Figlio della donna "rapito verso Dio e verso il suo trono" - allusione all'Ascensione di Cristo al cielo, presenta la donna stessa in fuga verso il 'luogo preparato da Dio" (Ap 12,5-6), figura dell'Assunzione di Maria nella gloria dell'Eterno.

IV- Mediatrice. In 1Tm 2,5 troviamo: “uno solo, infatti, è Dio e uno il mediatore
fra Dio e gli uomini, l'Uomo Cristo Gesù..." . Citando queste parole i fratelli non cattolici ci accusano addirittura di idolatria. Eppure, rimanendo allo stesso testo di S. Paolo leggiamo che l'Apostolo raccomanda a Timoteo di far pregare i fedeli per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere. Pregare per gli altri equivale a intercedere. Anzi dice che è cosa bella e gradita a Dio. Tutto ciò vuol dire che l'intercessione dei fedeli, ossia dei santi, aiuta a conoscere il vero Dio e il vero Mediatore e a salvarsi mediante di Lui. Tanto è vero che la Chiesa termina sempre le preghiere rivolte ai santi e alla Madonna con le parole: "Per il Nostro Signore Gesù Cristo, che è Dio...". La Chiesa ha sempre ritenuto Mediatore assoluto e indispensabile Gesù Cristo, e la mediazione o intercessione della Madonna e dei santi subordinata a quella di Cristo.

V- Madre della Chiesa e delle creature. Il Concilio Vaticano II ha messo in luce la singolare posizione della Beata Vergine Maria nella storia della salvezza e quindi nella storia e nella vita della Chiesa. Umile figlia dell'antico Israele, Maria è insieme la primogenita e la Madre del nuovo, un pò come è Figlia e Madre di Dio. Figlia primogenita della Chiesa in quanto è il primo frutto della salvezza, “redenta in modo sublime in vista dei meriti del Figlio suo" (L.G., 53) e quindi primo tralcio inserito in Cristo, primo membro del Suo Corpo mistico. Ma soprattutto Maria è Madre della Chiesa, perchè predestinata fin dall'eternità ad essere la Madre di Colui che doveva dar vita alla Chiesa stessa. Attraverso quest'umile Vergine la salvezza promessa da Dio fin dalle origini del genere umano giunse agli uomini e ciò fu “quando il Figlio di Dio assunse da Lei la natura umana, per liberare con i misteri della sua carne l'uomo dal peccato" (L.G., 55). Così Maria, la primogenita dei redenti, diventa la Madre dei redenti stessi, la Madre del nuovo popolo di Dio, tanto che i Padri, "paragonandola con Eva, chiamano Maria "Madre dei viventi" e confermano spesso: “la morte per mezzo di Eva, la vita per mezzo di Maria" (L.G., 56).
La Madre del Salvatore è di diritto la Madre dei salvati e:non solo perchè ha generato il Salvatore alla vita del tempo, ma perchè fu intimamente associata alla Sua opera di salvezza.
Col concepire Cristo, generarlo, nutrirlo, presentarlo al Padre, nel tempio, soffrire col Figlio suo morente in croce, cooperò in modo del tutto singolare all'opera del Salvatore ... per restaurare la vita soprannaturale nelle anime" (L.G., 61).
L’ufficio materno che Maria esercita verso il Figlio si estende a quanti crederanno in Lui. Ai piedi della Croce, quando Gesù Le affida Giovanni, e nel cenacolo, dove in mezzo ai discepoli attende lo Spirito Santo, Maria appare in pieno nella funzione di Madre della Chiesa, la quale nel cuore materno di Lei trova sostegno e dalla sua preghiera attinge forza e fecondità apostolica.
La Madonna è “intimamente congiunta alla Chiesa" anche in quanto ne è figura e modello: “nell'ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo" (L.G., 63).
Maria, che senz'ombra di dubbio, ha creduto a Dio e alle Sue promesse in circostanze quanto mai oscure e difficili, è il sublime modello della fede della Chiesa. Ed è modello di Carità, perchè più di ogni altra creatura ha amato Dio e gli uomini (cf L.G., 65). Ma c'è un altro motivo che sollecita la Chiesa a seguire le orme della Madre di Dio e Madre sua: anch’essa, come Maria, per la sua unione con Cristo è Madre e Vergine. Madre perchè “con la predicazione e il battesimo genera a una vita nuova e immortale figliuoli concepiti per opera dello Spirito Santo e nati da Dio"; Vergine in quanto “custodisce integra e pura la fede data allo Sposo" (L.G., 64).
Tutto ciò la Chiesa consegue in grado tanto più alto quanto più, contemplando Maria, si studia di ricopiarne le virtù, particolarmente la perfetta adesione alla volontà di Dio e la fedeltà nell'accogliere e custodire la parola divina.

VI- Corredentrice. Il primo aspetto della mediazione di Maria è la Corredenzione, ossia la cooperazione all'opera della nostra salvezza.
Perchè Iddio volle unire al Redentore anche una Corredentrice? Questa ragione va ricercata nel piano divino.
Rovinato il genere umano da Adamo ed Eva, Dio volle salvarlo per mezzo dell'Uomo-Dio Gesù, nuovo Adamo e per mezzo di Maria, la nuova Eva. Adamo soltanto sarebbe stato sufficiente per rovinare tutto il genere umano: di fatto però egli lo rovinò con la cooperazione di Eva. Come Adamo ed Eva nella nostra rovina, così Cristo e Maria nella nostra redenzione. Noi possiamo trovare la 'predizione di questa corredenzione nel cosiddetto Protoevangelo (Gen 3,15), quando Dio disse al serpente: “Io porrò inimicizia fra te e la donna". Con queste parole viene espressa la strettissima unione tra Cristo e Maria nella redenzione. Per questo i Padri della Chiesa e gli scrittori ecclesiastici, fin dai tempi apostolici - contemplando il famoso parallelismo paolino allusivo al Protoevangelo: “Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti vengono vivificati” (cf Rm 5, 12-25) - dissero: "Come in Adamo ed in Eva tutti muoiono, così in Cristo e in Maria tutti vengono vivificati”.
La profezia del Protoevangelo si verificò a Nazareth, nel momento dell'Incarnazione e sul Calvario nella morte redentrice di Cristo. Alla scena dell'Eden fa perfetto riscontro quella di Nazareth: nell'Eden l'angelo delle tenebre, il serpente, istiga e corrompe Eva e Adamo; a Nazareth, l'Angelo della luce, Gabriele, ottiene il “fiat" di Maria, la quale diventa la Madre del Redentore, concependo, con Lui, spiritualmente, tutta l'umanità, mistico Corpo di Cristo. Al dramma dell'Eden fa riscontro quello del Calvario. Tre elementi nell'Eden furono strumenti della nostra rovina: Adamo, Eva e l'albero da cui pendeva il frutto proibito. Nel dramma del Calvario ritroviamo, strumenti della nostra redenzione, Cristo, Maria e l'albero della Croce, il Redentore, la Corredentrice e il frutto del legno della Croce, ossia la passione di Cristo e la compassione di Maria.
Secondo la profezia di Malachia (3,3-4), Gesù sarebbe stato offerta gradita a Dio nel tempio per purificare il popolo dal peccato. Ma, adeguandosi alle sue condizioni di neonato, Gesù vuole essere offerto per le mani di Sua Madre che appare qui, prima che sul Calvario, nella funzione di Corredentrice. Tutto ciò ci viene confermato dalla parola di Simeone: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione... E anche a te una spada trafiggerà l'anima" (Lc 2,34-35). Si potrebbe ancora osservare che la purificazione di Maria, alla quale Ella non era tenuta perchè Vergine e pura, connessa alla presentazione di Gesù al tempio, è simbolo di quella purificazione di cui l'uomo è sempre bisognoso e che può essere ottenuta solo per i meriti di Cristo presentato al Padre "per espiare i peccati del popolo" (cf Eb 2,17). Con la sua umiltà e obbedienza alla legge, Maria si unisce alla obbedienza di Cristo fino alla morte di Croce.

VII- Maria sempre Vergine. Dopo la Madonna contestata ci imbattiamo nel cap. XI, 'dove sono presentati "i fratelli e le sorelle di Gesù!” Queste ingenue? puerili? obiezioni le confuterò a suo tempo. Per ora parliamo della sempre Vergine Maria così come ci risulta dai vari racconti della S. Scrittura. Per il momento, per soddisfazione di chi legge, dirò che è vero che la Bibbia parla di fratelli e sorelle di Gesù, ma MAI di altri figli di Maria.
Leggendo attentamente Isaia (7,14) è facile scoprire che “la vergine concepirà e partorirà”, ossia che Maria, vergine concepisce per opera dello Spirito Santo, e vergine partorisce. Il Verbo Eterno, nascendo come Dio-Uomo da Maria, consacra l'integrità verginale della Madre. In Luca (1,26-38) si coglie il dialogo tra l'Angelo Gabriele e Maria. E' chiara la preoccupazione di Maria di mantenere intatta la sua Verginità a Dio consacrata e pronuncia il suo "fiat" soltanto quando l'Angelo l'assicura “Non temere, Maria... nulla è impossibile a Dio". Altre figure bibliche si possono riferire alla perpetua verginità di Maria: sono quella del “roveto ardente che non si consuma” (Es 3,2 ss.); quella di Ezechiele (44,1-2): "porta chiusa", applicata a Maria SS....
S. Basilio ricorre al "sensus fidellum" e dice: "Coloro che amano Cristo non sopportano di sentire che la “Madre di Dio” abbia ad un certo punto cessato di essere “vergine". S. Leone Magno dice: “Lo partorì (Gesù), conservando la Verginità come lo concepì conservando la Verginità”. Timoteo di Alessandria dice: “Poichè era il Dio incorruttibile che nasceva, Egli nacque dalla S. Vergine senza corromperne la Verginità”. Gaudenzio di Brescia ha scritto: “non ha potuto violare l'integrità nascendo, Colui che era venuto per reintegrare la natura".
Proclo di Costantinopoli afferma: "Se la Madre non è rimasta Vergine, allora il nato è solo uomo, e non ha avuto luogo nessuna nascita prodigiosa. Ma se Ella, dopo il parto, è rimasta Vergine, perchè Egli non avrebbe dovuto essere Dio?".
Dal Concilio Costantinopolitano II (553) abbiamo: "Prese carne dalla gloriosa Theotòkos (= Madre di Dio) e sempre Vergine Maria”. Anche Lutero, Zuiglio e Calvino furono difensori energici della perpetua Verginità di Maria. Non così gli altri "riformatori". In ultimo possiamo osservare: Gesù entra nel Cenacolo, più volte, a porte chiuse... senza violare nulla. Quando il fiore emette il profumo, lascia integra la corolla; quando dalla bocca esce la parola o il canto, le labbra non si strappano; quando dalla mente esce il pensiero che si traduce in iscritto e suono nella bocca, il suo passaggio e la sua attuazione lascia integri tutti gli organi e le parti del corpo per cui si esprime. Tutto ciò è soltanto opera ordinaria di Dio che sfugge alla nostra osservazione perchè attribuiamo tutto alla natura, dimenticandone l'Autore.
La natura di Cristo, l'Incarnazione, è un mistero profondo di Dio: e chi si avvicina a Dio, tocca necessariamente il mistero ed il prodigio. Infine, bisognerà ricordare che nella Chiesa di Dio i continui miracoli rendono evidente il dito di Dio e la presenza dello Spirito Santo che guida la Chiesa "alla Verità tutta intera” (cf Gv 10,13).
La presenza, anche visibile, di Maria tra gli uomini è uno dei fenomeni più frequenti e sconvolgenti che tocca il cuore dell'umanità e sorregge la fede, nonostante tante avversità e persecuzioni verso il Corpo Mistico di Cristo. Chi non conosce o non ha sentito parlare delle tante apparizioni della Madonna? E nello stesso tempo, chi non conosce la serietà unica e la diffidenza della Chiesa nell'accettare e vagliare tali avvenimenti?

VIII- Maria SS. aiuto dei Cristiani. La festa dell'Ausiliatrice assume ai nostri giorni un significato tutto particolare a causa della lotta fra la Città di Dio (la Chiesa) e la città di satana (il blocco delle forze anticristiane).
La Madonna è l'Ausiliatrice della Chiesa e del suo Capo, il romano Pontefice, contro le insidie e gli attacchi avversari. Fin dagli albori dell'umanità, alla Madre del Salvatore, alla nuova Eva, veniva affidata (Gen 3, 15) la singolare missione di cooperazione col nuovo Adamo (Cristo) in tutta l'opera della Redenzione. Nei momenti più critici della vita della Chiesa, nelle svolte più decisive della storia, l'umile navicella di Pietro, pilotata dal suo successore, tra flutti e marosi tempestosi, sa di non poter sommergere per le promesse divine, per le quali sa di essere invincibile e incrollabile. Queste promesse divine si imperniano sull'aiuto di Dio, onnipotente per natura, anche attraverso il braccio e la mano materna di Maria, onnipotente per grazia. Per questo la Chiesa e il suo Capo visibile si sono sempre rivolti e si rivolgeranno sempre con immutata fiducia alla Madonna, ripetendoLe con S. Germano: “Universo mundo auxiliatricem manum tuam porrige" (“Stendi a tutto il mondo la mano tua ausiliatrice").

La Chiesa non è rimasta mai delusa in questa sua fiducia. S. Giovanni Bosco, il grande propagatore del culto verso Maria SS. “Aiuto dei Cristiani”, adduce ben 20 esempi di straordinario intervento di Maria in favore dei Cristiáni. Tre di essi meritano di essere ricordati in modo particolare: la vittoria di Lepanto (7-10-1571), di cui ho già parlato; la liberazione di Vienna (nel 1683) e la liberazione di Pio VII, dopo cinque anni di prigionia napoleonica (il 24-5-1814), liberazione che diede origine all'istituzione della festa di Maria SS. “Auxilium Christianorum" (16 sett. 1816). Il Papa Pio XII non esitò a definire la vittoria del 18 aprile 1948 una seconda Lepanto, ritenendola “una grazia della Castellana d'Italia".
Pio XII riteneva la Madonna “la vincitrice di tutte le battaglie di Dio". Nessuna meraviglia quindi se il culto di Maria Ausiliatrice, per opera principalmente di San Giovanni Bosco e dei suoi figli, si sia rapidamente diffuso in ogni parte della terra.
Il celebre segretario fiorentino, Nicolò Macchiavelli, diceva: "Italiani, rifacciamoci alla storia!”. Con maggior ragione la Chiesa può ripetere a tutti i suoi membri: "Cristiani, rifacciamoci alla storia!. Essa è tutta intrecciata all'aiuto di Maria!".

IX- Maria nella fede e nella vita cristiana. I Protestanti - i classici negatori delle grandezze di Maria, e non di rado anche qualche cattolico poco illuminato - non possono contenere la loro meraviglia dinanzi alla parte larghissima che ha la Madonna nella Liturgia della Chiesa e nella devozione dei fedeli.
Tale meraviglia svanirebbe se si riuscisse a capire la parte importantissima che il ruolo di Maria ha nella fede e nella vita dei cristiani. Infatti, come si potrebbe concepire la fede cristiana senza Maria? E' evidente che la nostra fede ha per centro necessario Cristo, l'Uomo-Dio e Mediatore fra l'uomo e Dio. Ma Cristo, nella realtà dell'economia divina, non è neppure concepibile senza Maria, Madre Sua e Sua indivisibile Compagna in tutta l'opera redentiva e mediatrice. Perciò è impossibile separare il Verbo Incarnato da Colei nella quale si è incarnato. Dante direbbe: "Ella è la rosa in cui il Verbo divino carne si fece. .." (Par. XXIII,73 ... ).
Possiamo concludere che la fede cristiana senza Maria non è neppure concepibile. “Nella S. Scrittura - così scrisse S. Pio X (Encicl. Ad diem illum) - quasi tutte le volte in cui viene predetta la nostra grazia futura, il Salvatore degli uomini vien presentato congiunto alla Sua Madre". Per questo Cristo e Maria, anche durante la vita terrena, sono intimamente congiunti nella mente e nel cuore e, quindi, anche nella venerazione e nel culto della Chiesa e di tutti i fedeli.
E' certo che dove più fiorisce la venerazione per Maria, ivi fioriscono la fede ed il culto verso Cristo. Mentre dove languiscono venerazione e culto verso Maria, ivi languiscono la fede ed il culto verso Cristo. La storia di tante confessioni piombate nel razionalismo negatore di Cristo, sta ad attestarlo.
Non è meno grande la parte che ha Maria nella vita cristiana, la quale, come si sa, é vita soprannaturale della grazia divina, innestata nella nostra vita naturale, per cui diveniamo “compartecipi della divina natura" (cf 2 Pt 1,4).
Ma chi è Maria? Ella è la Madre dell'Autore della Grazia!... Quindi Maria, insieme con Cristo, quantunque in linea secondaria e subordinata, non è estranea a tutta la nostra vita cristiana. Inoltre, la Madre del Verbo Eterno, dell'Uomo-Dio, ci è stata data da Dio come modello e come aiuto: come modello (il più perfetto e il più adatto) di vita cristiana, ossia di vita di fede, di speranza e di carità; e come aiuto per poter imitare Gesù che è Via, Verità e Vita.

Non cattolico. Nonostante le tue molteplici risposte e spiegazioni, i non cattolici non riescono a convincersi di Maria mediatrice, del nome di Madonna, delle varie distinzioni che fate nel culto per difendervi dalla idolatria, dell'appellativo Madre della Chiesa, dell'invocazione "Ave gratia plena" , facendo capire che Maria è distributrice di grazie. Invece dai vari episodi biblici Maria appare per quella che è, anzi spesso è proprio Gesù ad usare una certa durezza con Maria e a fare certe distinzioni onde evitare malintesi ed esagerazioni. Infine voglio farti presente che la dottrina mariana della Chiesa cattolica costituisce uno dei più grandi ostacoli per l'Ecumenismo.

Cattolico. Le tue obiezioni, in gran parte, trovano già una risposta in tutto quello che ho detto finora della Madre di Gesù. Ma capisco l'assillo del non cattolico il quale, per la sua tradizionale opposizione al cattolicesimo, riesce difficilmente a convincersi della grandezza di Maria. Grandezza, d'altra parte, che si ricava direttamente dalla Bibbia che più volte fa riferimento alla Sua divina Maternità. Il titolo di Madre del Dio fatto Uomo è, da solo, sufficiente a illuminare e a giustificare tutte le altre prerogative mariane.
E' vero che la Bibbia non dice molto di Maria, ma, approfondendo i testi, la liturgia cattolica non teme di applicare a Maria una serie di passi biblici anche veterotestamentari. Infatti La canta con gli elogi dell'Amata, della Sapienza, della Città santa, del Tempio,ecc., anche se è da credere che gli autori non pensarono in principio alla Madre del Messia.
Soltanto nel secolo VIII a.C. il profeta Isaia ci parlerà di "una giovane donna", dalla versione dei Settanta tradotta "la Vergine", e rappresenterà così una nuova tappa della rivelazione. Nella stessa epoca, il profeta Michea descrive l'avvento del Messia, come "il tempo in cui partorirà colei che deve partorire" (cf Is 7,14; Michea 5,2). Questi brevi presagi non ci descrivono la Madre del Messia, ma oppongono al re incredulo, Acaz, che confida soltanto nella forza degli eserciti dell'Assiria, il Messia bambino, inerme, in cui opera il solo potere salvifico, quello di Dio. Se il quasi silenzio su Maria ci sorprende nell'A.T:, non possiamo dire altrettanto del Messia, della sua passione e delle circostanze concrete della sua opera.
L’A.T. aveva il compito di preparare gli animi alla venuta del Messia, e credo che tutta la Scrittura veterotestamentaria abbia ben assolto questo compito. Perciò non c'è da meravigliarsi se in tutte le previsioni messianiche, la Chiesa di Cristo intraveda sprazzi di luce su Colei che ne sarebbe stata la Madre. Osea, nel sec. VIII, dopo secoli in cui la personalità della donna era stata depressa, vede nell'amore umano, specialmente nella maternità, un grande valore sì da elevarlo al rapporto di comunione tra Yahweh e Israele. Ormai appaiono numerose figure che attestano l'importanza, sempre maggiore, che la donna acquista nella vita d'Israele: l'Amata del Cantico dei Cantici, la donna perfetta dei Proverbi (3 1,10-3 1), Rut, Ester, Sara, la sposa di Tobia, Giuditta, ecc.... Così, quindi alla fine, può apparire la Vergine chiara e ferma dell'Annunciazione, che non avrebbe trovato posto nell'epoca antica. Le età che precedono Maria abbozzano a poco a poco i valori religiosi che essa eleverà al più alto punto. La sua devozione di madre, che la guiderà fino al Calvario, appare già in Rispah, che difende i corpi dei suoi figli giustiziati (2 Sam 21,1-14). La fede, l'amore e, l'ardente speranza del suo “Magnificat” si modellano sulle forme dei salmi e, soprattutto, su quelle del Cantico di Anna (1 Sam 2,1-10).
La sua umiltà, la sua semplicità e la sua fiducia procedono e si nutrono della religione dei poveri di Yahweh. La sua santità è il supremo frutto dell'A.T.
La missione di Maria si fa strada lentamente nel N. Testamento. Il Libro degli Atti, che conserva sia lo schema che la tematica della predicazione originaria, è tutto concentrato sulla missione di Gesù, dal suo battesimo alla sua Pasqua. Il Vangelo che si scorge alla base dei tre sinottici, menziona Maria una sola volta (Mc 6,3) per proclamare la superiorità della maternità spirituale su quella della carne.
Paolo, senza neppure nominarla, allude in un'occasione a Gesù come “nato da donna" (Gal 4,4). In Matteo (1,18-25) appaiono i racconti dell'infanzia e, specialmente, quello della concezione verginale di Gesù. In queste tradizioni, prettamente semitiche, San Giuseppe occupa il primo posto, poichè è colui che trasmette a Gesù l'eredità messianica: riceve i messaggi divini (Mt 1120-21; 2,13.19-20.22) e prende decisioni, mentre Maria rimane silenziosa al suo fianco. L’evangelista Luca mette Maria in piena luce. Le sue tradizioni palestinesi conferiscono a Maria il suo vero ruolo e permettono di intravedere la sua profonda personalità. Questo evangelista, nel racconto della missione di Gesù aggiunge soltanto un detto analogo a quello di Marco (cf Lc 11,28), ma presenta Maria in preghiera nel Cenacolo all'inizio degli Atti degli Apostoli (At 1, 14). In Giovanni la missione di Gesù è inquadrata fra due scene mariane visibilmente contrastanti (Gv 2,1-12; 19,25-27). Tanto a Cana come sul Calvario, Gesù definisce sopranamente il ruolo di sua Madre, prima come fedele, poi come madre dei suoi discepoli.
Di conseguenza la tradizione evangelica dà un valore crescente alla figura di Maria. Si può tentare di scoprirne i motivi.
E' logico che la prima generazione cristiana concentrasse il suo interesse sulla missione di Gesù: è pure normale che Luca e Giovanni, che si rivolgevano ai Greci, più sensibili dei Semiti sull'importanza della donna, dedicassero una maggiore attenzione alla Madre del Salvatore. Non.era forse necessario che trascorresse un certo tempo prima che i discepoli potessero discernere i valori evangelici, più segreti, più reconditi, che sono incarnati in Maria?
Seguendo i dati evangelici comprendiamo sempre meglio la sua missione.
Luca dice tutto brevemente (Lc 1,26-38) e Matteo ne conferma l'essenziale: Maria abitava a Nazareth, era vergine sposata con Giuseppe, discendente di Davide. Gli evangelisti, sempre molto sobri, non si curano di dati secondari, molti dei quali li ricaviamo dagli apocrifi e dai Padri della Chiesa. Si ignora se Maria è di discendenza davidica o di stirpe sacerdotale, come si potrebbe concludere dalla sua parentela con Elisabetta. Maria era stata educata nell'ambiente palestinese del sec.I e conosceva l'A.T. L'Angelo Gabriele, Elisabetta e Simeone, per comunicarle la missione di Gesù e la sua, citano gli oracoli di Isaia (Lc 1,31 e Is 7,14; Lc 2,30-32 e Is 40,5; 52,10; 42,6; 46,13), di Sofonia e di Zaccaria (Lc 1,28 e Sof 3,14-17; Zac 9,9), 1 racconti di Agar (Lc 1,31 e Gen 16,11), di Sara (Lc 1,37 e Gen 18,14), di Giaele (Lc 1,42 e Gdc 5,24). Ella stessa esprime la sua gioia con i versetti dei salmi e soprattutto dei Cantico di Anna (Lc 1,46-55 e 1 Sam 2,1-10). Dopo la nascita di Gesù, osserva la legge della purificazione e le altre prescrizioni della Torak (Lc 2,22- 24.27.39). Sappiamo che il suo fidanzamento. con Giuseppe costituisce, in conformità all'usanza giudaica, autentico matrimonio legale.
Luca attesta che la verginità di Maria è, più che un fatto materiale, una decisione personale di fronte alla quale si sente consacrata per sempre e tutta al Signore. Certo questo proposito è assai sorprendente in una giovane sposa, soprattutto nell'ambiente veterotestamentario.
E' vero che si trova qualche analogia nella Palestina del sec. I a.C., dove gli Esseni osservavano una stretta continenza: si proponevano anzitutto di evitare le impurità legali supposte dall'esercizio del matrimonio, anche quello legittimo (cf Lev 15). Maria non manifesta le sue ragioni, ma Luca lascia capire che la sua prima cura è quella di essere “l’ancella del Signore", totalmente dedicata al suo servizio, con l'esigenza di un amore esclusivo. Ciò le permette di realizzare il valore più alto dell'A.T., quell'amore totale che già abbozzarono Osea, Geremia, Ezechiele, i Salmi, il Cantico dei Cantici, ecc. (Salmi 16; 23; 42; 63; 84; 103, ecc.). Questi dati sono parchi, tuttavia permettono di comprendere che Maria ha ricevuto da Dio un appello eccezionale a cui vuol rispondere con tutto il suo cuore.
Maria è, quindi, pronta e Dio può disporre di Lei per la sua missione. E Dio lo fa in conformità all'economia generale dei suoi divini disegni, lo fa mediante una serie di rivelazioni progressive che illuminano gradualmente la fede di Maria e le rivelano il suo ruolo: ad essa spetta rispondere a Dio a nome di tutto il suo popolo. L'unica obiezione di Maria è quando fa notare all'Angelo il suo fermo proposito di Verginità, ma l'Angelo la tranquillizza. Ora Maria ne sa già a sufficienza per dare a Dio la risposta del suo popolo. La sua maternità è la più lucida, la più volontaria che sia esistita, esiste ed esisterà. Il mistero è troppo grande perchè Ella lo manifesti. Ma durante la visitazione ad Elisabetta, lo Spirito Santo le rivela, tramite la sua parente, il ministero profetico di Giovanni, la stessa sua missione di Madre del Signore... e prorompe nel “Magnificat”…che è tutto un programma esploso alla gioia del cuore di Maria. A Betlemme, Maria si accorge che la sua missione è soltanto agli inizi.
Maria, presentando al tempio Gesù, ascolta dalla bocca di Simeone una rivelazione; prolungando gli oracoli del Servo di Yahweh, l'ultimo profeta dell'A.T., Simeone, saluta in Gesù “la luce delle nazioni" e indica a sua madre, in modo oscuro, il mistero della passione: la spada la assocerà all'opera della redenzione.
Ma Gesù, a dodici anni, sale a Gerusalemme per la Pasqua (Lc 2,41-50) e coglie l'occasione, nel ritrovamento al Tempio, di far capire ai genitori la sua coscienza filiale verso il Padre celeste. Le parole di Gesù furono dure per Giuseppe e Maria. Luca riferisce che non le compresero, ma entrambi trovano in questo episodio una luce nuova per la loro missione.
Certamente Maria è la prima fedele del divin Maestro, e l'episodio di Cana (Lc 2,51) le manifesta questo cambiamento e accrescimento della sua missione. Infatti è la prima ad avvertire l'imbarazzo dei suoi ospiti, gli sposi, e vi provvede subito ricorrendo a Gesù, il quale La esaudisce al più presto, ma Le vuole far rimarcare che la sua missione è indipendente da tutti i legami della terra. E Maria si tiene sempre nell'ombra durante la missione di Gesù. Appare una sola volta per intendere la medesima lezione, che suona molto aspra per lo nostre orecchie: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli ... ?" (Mc 3,31-35; Lo 8,19-21), In queste parole, e nella beatitudine, analoga di S. Luca (11,27-28), la tradizione ha visto giustamente la definizione della vera grandezza di Maria.
Elisabetta si felicitò con Maria per la sua fede (Le 1,45), fede che aumentò enormemente alla luce degli avvenimenti e dei messaggi divini, che Maria conservava nel suo cuore meditandoli (Lc 2,19.51). Quanta attenzione dovette prestare alla parola del suo Figlio divino!... E come dovette praticarla!... Sul Calvario, in una scena che offre l'esatta antitesi al racconto di Cana (Gv 19,25-27), è venuta l'ora di Maria. Tutti i discepoli sono fuggiti, eccettuato il prediletto. Maria è presente e le viene affidato Giovanni: "Donna, ecco tuo figlio". Il contesto è austero, troppo carico di intenzioni, e San Giovanni è troppo teologo, troppo attento ai simboli, perchè in queste parole non si trovi altro che l'affettuosa preoccupazione di un figlio che abbandona sua madre. Maria capisce che essendo la Madre del Maestro deve adesso essere la madre di tutti i suoi discepoli, i suoi nuovi fratelli e prepararli per il compimento del loro lavoro al servizio del Regno.
Due testi del N.T. suggeriscono discretamente questa missione materna di Maria nella nascente Chiesa. Il Libro degli Atti (1,14) mostra, dopo l'Ascensione, gli Undici nel Cenacolo, che "perseverano concordi nella preghiera, assieme ad alcune donne e a Maria, la Madre di Gesù".
Nell'Apocalisse, al cap. 12, troviamo la donna dalle dodici stelle, vestita di sole. La tradizione, che all'inizio l'ha identificata con la Chiesa, le ha dato, a poco a poco, in maniera parallela, un significato sempre più mariano. I critici moderni si dividono ancora fra l'una e l'altra interpretazione; ma anche quelli che si attengono all'interpretazione più antica riconoscono volentieri che il veggente ha potuto, senz'altro pensare alla Madre di Gesù: non era già stata salutata in Luca come la personificazione del popolo di Dio? E Giovanni non aveva visto in Maria, la Madre dei fedeli?
La tradizione continua la penetrazione del mistero di Maria che noi abbiamo constatato presso gli autori del N.T. Questa progressiva intelligenza appare in un doppio uso della S. Scrittura.
I Padri della Chiesa esprimono spesso il loro pensiero circa Maria, applicandole le figure dell'A.T. L'attuale liturgia conserva molte delle loro trovate. Canta Maria come il Tempio di Dio, l'Arca dell'Alleanza e il paradiso messianico (Is 35,1-7), immagini espressive che denotano la presenza di Dio nella Vergine. Il roveto ardente rappresenta la medesima presenza, che lascia inviolata la sua verginità. Gli oracoli e i salmi su Gerusalemme sono utilizzati per cantare la sua maternità universale.
Il Cantico dei Cantici le è applicato come alla fedele più amata e come alla personificazione del popolo eletto. I tratti delle grandi figure ideali, Debora, Giuditta, la Sapienza, servono per illustrare questo o quell'aspetto della sua santità. Eva, infine, madre universale e fonte del peccato, offre una eccellente antitesi alla nuova Eva, fonte di vita per gli uomini a motivo della sua fedeltà.
Questo uso dei testi veterotestamentari sorpassa evidentémente l'intenzione dei loro autori; ma comprende a fondo i valori spirituali che essi hanno voluto esprimere: hanno preparato Maria e si sono compiuti in Lei.
La tradizione - come ho già detto - ha pure meditato i testi del N.T. per dedurre una esplicita dottrina mariana. Il titolo di Madre di Dio era così caro nel secolo V, che il popolo cristiano accolse con entusiasmo la condanna di Nestorio al Concilio di Efeso, scorgendo in essa un'esigenza del testo della Bibbia. I dogmi dell'Immacolata Concezione e dell'Assunzione non vogliono esprimere che una intelligenza più penetrante del Vangelo e si fondano sui suoi dati: l'eccezionale santità di Maria proclamata dall'Angelo e la sua singolare unione alla santità di Gesù e a tutto il suo mistero pasquale.
Oggi ancora, attraverso la Scrittura, la riflessione cristiana si allaccia di preferenza alla maternità universale di Maria, ai legami così stretti che legano il suo mistero a quello della Chiesa. Maria nel disegno di Dio è la Madre di Gesù. In questo consiste la sua grandezza, la sua vocazione, il suo posto unico.
Preparato dalla lenta ascensione di Israele, questo disegno secolare culmina in Lei. Per la sua fede, il suo amore e la sua semplicità, Ella è il fiore più bello del suo popolo e di tutto il genere umano.
Molti, soprattutto tra i non cattolici, temono a volte che la nostra devozione a Maria menomi il culto dovuto a Gesù, alla sua unica signoria. Alcune devozioni imprudenti e alcune espressioni inesatte poterono offrire, a volte, un pretesto a questi timori. Ma la nostra fede, che si fonda sulla S. Scrittura e sulla sua intelligenza tradizionale, sa che Maria non desidera un culto che la opponga a suo Figlio. Ella vuole essere sua serva, consacrata interamente alla sua opera.
Grazie a questa comunione unica con la missione di Cristo e con la sua Croce, Ella partecipa tanto della sua santità come del suo potere e della sua gloria.
Il Conc. Vat. II, nel cap. VIII della Costituzione Lumen Gentium, promulgata il 21.11.64, ha fornito il più ampio e più ricco documento conciliare mariano della storia bimillenaria della Chiesa. Il testo approvato definitivamente si ispira ad una mariologia ecclesiotipica e biblica. Con questa impostazione è facilitato il dialogo ecumenico che trovava nella mariologia preconciliare il suo più grande ostacolo (Enc. della Bibbia, Ed. LDC - Leumann, p. 973).

Non cattolico. Hai detto tante cose, ma non ancora mi sento soddisfatto. Ti prego ora di rispondere ad ognuna delle domande che ti porgo.
- Il Cardinale Paul Emile Léger, al Conc. Vat. II, 11 ottobre 1964, si oppose al titolo di “Mediatrice" dato a Maria dicendo: “E difficile ad essere esattamente interpretato; sembra in contraddizione con il testo biblico che chiama Cristo il solo Mediatore".

Cattolico. Ribadisco che la Chiesa proclama solennemente, come ha sempre fatto, che Cristo è l'unico ed eterno Mediatore. Nessuna creatura infatti può essere paragonata al Verbo Incarnato e Redentore; ma come il sacerdozio di Cristo è in vari modi partecipato e dai sacri ministri e dal popolo fedele, e come l'unica bontà di Dio è realmente diffusa in vari modi nelle creature, cosi anche l'unica mediazione del Redentore non esclude, ma suscita nelle creature una vera cooperazione partecipata da un'unica fonte.
E questa funzione subordinata di Maria, la Chiesa non dubita di riconoscerla apertamente, continuamente la sperimenta e la raccomanda all'amore dei fedeli, perchè, sostenuti da questo materno aiuto, siano continuamente congiunti col Mediatore e Salvatore (cf Lumen Gentium, 437-438). Queste parole del Conc. Vat. II potrebbero e dovrebbero tranquillizzarti, tanto più che il documento che ne parla, su 2156 votanti ha avuto 2151 voti favorevoli. Il Card. Léger era tra i 5 contrari...

Non cattolico. Il nome "Madonna" (mia Signora) non si trova neppure una volta nelle Sacre Scritture.

Cattolico. Più di una volta ho detto che molte parole non si trovano nella S. Scrittura, come, per es., la stessa parola Bibbia, eppure le usiamo convinti di dire parole esatte e che hanno un loro chiaro e preciso significato. Anche più volte ho fatto cenno alla missione e alla grandezza di Maria. Non credo che invocandola col titolo di Madonna (mia Signora) si contravvenga alla S. Scrittura, dal momento che la stessa Scrittura ce la presenta esplicitamente come "Madre del Signore", o dell'Emmanuele, Dio-con-noi.

Non cattolico. Ho già detto che il clero insegna ad invocare e a pregare Maria con tanti titoli che possono essere rivolti a Dio e a Gesù Cristo, ai quali soltanto è dovuta l'adorazione. E tutto questo viene giustificato col fare delle distinzioni (latria - dulia - iperdulia), le quali però lasciano intatte le cose: l'idolatria permane.

Cattolico. I vari titoli che si danno alla Madonna sono ben chiari nella fede e nella mente dei fedeli cattolici. Non c'è nessuna confusione nel cristiano che dice a Maria madre mia, fiducia mia e a Gesù “Io t'amo e confido in Te”.
Noi sappiamo bene che la Madre di Gesù, nonostante la sua altissima dignità è sempre una donna creata da Dio e alla quale spetta un culto di venerazione, di onore, e non di adorazione che si dà solo a Dio, solo e sempre nei riguardi delle Tre Divine Persone della SS. Trinità.

Non cattolico. Nella terza sessione del Conc. Vat. II, il Vescovo S. Mendez Arceo, parlando a nome di 40 vescovi latino-americani, presentò una serie di 12 argomenti contro l'inclusione del titolo “Madre della Chiesa". Ciononostante il titolo è stato proclamato solennemente dal papa Paolo VI.

Cattolico. Guardando le votazioni dei vari documenti conciliari, si osserva che nessuno di essi ha avuto la completezza dei voti. Per i voti contrari si va dal 2 al 164. Quelli contrari che danno all'occhio sono i 164 sui “Mezzi di comunicazione sociale" (Inter mirifica), e gli 88 sulle “Religioni non cristiane" (Nostra aetate). L’uno e l'altro documento sono stati approvati, il primo con 1960 ed il secondo con 2221 voti favorevoli. Non mi sembra che sia da scandalizzarsi se il Papa e tutta l'Assemblea conciliare, costituita da oltre 2000 persone, non abbiano bloccato il titolo di "Madre della Chiesa” per le opposizioni di 41 membri contrari.

Non cattolico. La Chiesa cattolica insegna ad invocare la Madre di Gesù “Ave Maria, gratia plena”, cioè “Ti saluto, o Maria, piena di grazia” favorendo così l'equivoco che Maria sia dispensatrice di Grazie. Invece l'Angelo aveva detto: "Salve, o tu, a cui è stata fatta grazia” (Lc 1,28, testo greco originale). E per bene escludere che si potesse interpretare diversamente, lo stesso Angelo ha aggiunto: “Non temere, Maria, perchè tu hai trovato grazia davanti a Dio".
S. Ambrogio così commenta questo passo: "Nessuno distolga verso la Vergine Maria questa parola! Maria era il tempio di Dio e non il Dio dei tempio. Solo dev'essere adorato Colui che era all'opera nel tempio".

Cattolico. Conosco pochissimo il greco e perciò non sono in grado di confutare quanto obietti. Ma sono sicuro che la traduzione della Bibbia cattolica risponde bene al pensiero di S. Luca. Nella Bibbia interconfessionale troviamo: “Ti saluto, o Maria! Il Signore è con te, Egli ti ha colmata di grazia". Mi sembra che le due espressioni si. equivalgano. Comunque, è da osservare che quando l'Angelo le disse: "Non temere, Maria”, voleva rassicurarla che quanto le diceva era la volontà di Dio. E quando Maria domanda all'Angelo come tutto ciò si sarebbe avverato in Lei che non avrebbe mai conosciuto uomo, l'Angelo la rasserena ancora dicendole che lo Spirito Santo l'avrebbe adombrata con la Sua potenza.
Le parole di S. Ambrogio non contrastano con la grandezza della Madre del Dio fatto Uomo, solo precisano - forse a smorzare qualche zelo indiscreto - la realtà dei fatti che tutti comprendiamo.

Non cattolico. La Bibbia del Cardinale Ferrari, così giustamente annota: "Secondo il testo ebraico il vincitore è uno". Il che non ha impedito che ai bambini delle scuole elementari d'Italia si sia insegnato che chi schiaccerà il capo del demonio (Gen 3, 15) è la Madonna. Che cosa insegna la Bibbia nei riguardi della Madre di Gesù? E' notevole che, all'infuori degli episodi della nascita di Gesù, la Bibbia parli pochissime di Maria e sempre mettendone in evidenza la posizione umile e subordinata, ben diversa da quella che è venuta ad assumere nella Chiesa romana. Infatti:
- Gesù dodicenne esprime il suo stupore perchè i suoi genitori non hanno pensato a cercarlo subito nel Tempio (Lc 2,41-52).
- Le nozze di Cana dove Gesù fa notare a sua madre che non è suo compito di interferire nella missione del Figlio (Gv 2,1-12).
- L’episodio di Maria e degli altri familiari che vanno a cercare Gesù, ritenendolo “fuori di sé” (Mc 3,21). In questa occasione Gesù, dolorosamente colpito nei suoi affetti più cari, esclama: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?" (Mc 3,31-35).
- Maria ai piedi della Croce (Gv 19,25-27).
- Maria in preghiera con i discepoli a Gerusalemme dopo l'Ascensione (At 1,14).
- Nel Tempio vi è un episodio che insegna il contrario dell'Ave Maria. Lo troviamo in Luca (11,27-28): "Una donna di tra la moltitudine alzò la voce e gli disse: ‘beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti!’. Ma Gesù non volle che si attribuisse neppure a sua madre una gloria che spetta a Dio solo, e risponde: "Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e la Osservano".

Cattolico. La Bibbia del card. Ferrari non è diversa da quella della Chiesa. Io ho sempre saputo che chi avrebbe schiacciato il capo al serpente (diavolo) era la stirpe di Lei.
Qualche volta ho inteso dire che qualcuno, leggendo la traduzione della Volgata di S. Girolamo, ha equivocato e cioè ‘ipsa conteret caput tuum’ è stato riferito alla donna e non alla stirpe. Né credo che nelle scuole italiane si sia insegnato l'errore, anche se si può pensare che per l'equivoco suddetto, ci possa essere stata qualche persona che abbia sbagliato. Ma tutti e tutta la Chiesa sa benissimo che è la stirpe della donna, cioè Gesù, che avrebbe schiacciato il capo al serpente.
- Con l'occasione dello smarrimento di Gesù e con le parole che aggiunge S. Luca (2,41-51) possiamo meglio comprendere le virtù di Maria che ascoltando le apparenti dure parole del Figlio le meditava conservandole nel suo cuore e si rendeva sempre più cosciente della sua missione. Le parole di Gesù vogliono rivendicare una libertà che sorprende i suoi genitori. Così fin dal primo incontro col giudaismo e col suo centro religioso, Gesù si dichiara Figlio di Dio e ha coscienza del suo mistero e della sua missione: ecco, praticamente, che cosa Luca vuole affermare in questo racconto. Il credente deve ispirarsi all'atteggiamento di Maria che medita gli avvenimenti di Dio.
Marco (3,21 e 31-35) sottolinea le reazioni opposte che suscita la persona di Gesù: quelle dei parenti che vorrebbero distoglierlo dalla sua missione e le ostilità dei dottori della Legge. Al contrario, la folla che si accalca attorno a Gesù (vv. 32 e 34), costituisce la sua vera famiglia, che non nasce da legami di sangue; sono le primizie della Chiesa, della comunità riunita dalla sola fede in Gesù. Marco insiste sul paradosso: la famiglia secondo la carne si tiene "al di fuori", mentre la parentela secondo la fede fa cerchio "attorno a Lui". Questo è il pensiero che Marco ci porge. E noi sappiamo che Maria, fra tutti, ha il primo posto nella fede.
- Nella vita pubblica di Gesù, la Madre sua appare distintamente, fin da principio, quando alle nozze in Cana di Galilea, mossa a compassione, ottenne con la sua intercessione, che Gesù desse inizio ai miracoli. Così la Vergine SS. avanzò nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette (Gv 19,25) soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al Sacrificio di Lui, amorosamente consenziente all'immolazione della vittima da Lei generata. Finalmente, dallo stesso Gesù morente fu data quale madre ai discepoli.
- In Lc 11,27-28, noi troviamo una importante affermazione di Gesù: la felicità del Regno di Dio è aperta a tutti coloro che accolgono la parola di Gesù. E' un avvertimento a quelli che la rifiutano. Cosi dunque la vera grandezza di Maria è quella di avere ascoltato il messaggio di Gesù e di averlo osservato.
- E' lo stesso Luca negli Atti (1,14) ci fa notare che Maria, con le sue preghiere, aiutò le primizie della Chiesa, facendone sempre meglio risaltare la sua materna missione affidatale da Gesù morente sulla croce.
Come vedi, in qualche maniera, ho dato una risposta alle tue obiezioni. Per me è cosa strana il pensare che il non cattolico, in tanti episodi che ci fanno sempre meglio conoscere il ruolo di Maria, egli debba vederci quasi una menomazione della sua personalità. Il Conc. Vat. II (Lumen Gentium, n. 443), esorta caldamente i teologi e i predicatori della parola di Dio, ad astenersi con ogni cura da qualunque falsa esagerazione, come pure dalla grettezza di mente, nel considerare la singolare dignità della Madre di Dio... Illustrino rettamente gli uffici e i privilegi della Beata Vergine, i quali sempre hanno per fine Cristo, origine di tutta la verità, la santità e la devozione...

Non cattolico. Per quale motivo il culto della Vergine ha preso un tale sviluppo nella Chiesa romana?
- Anzitutto, nel culto a Maria rivive l'esaltazione pagana del principio femminile, come creatore e datore di vita.
- Il culto mariano è l'esaltazione della bellezza, proprio cosi si è espresso il pontefice Paolo VI: “Cos’è che gli uomini, e soprattutto i giovani, ricercano nella vita? Essi ricorrono alla bellezza. Maria è per l'appunto l'apice della bellezza".
- Inoltre, nel culto della Madonna rivive in modo concreto il culto di Iside “che tutto vede e tutto può, stella del mare, donatrice di legge e redentrice". Era la donna divinizzata. La si rappresentava col figlioletto Horus tra le braccia. Quando i primi cristiani giunsero tra i Druidi, trovarono che essi onoravano la statua in legno di una donna, rappresentante la fecondità. I missionari dimostrarono ai Druidi che questa divinità non era che, la Vergine Maria, da loro adorata profeticamente.

Cattolico. Il primo comandamento è quello di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, tutte le proprie forze; il secondo, dice Gesù, è simile al primo e consiste nell'amare il prossimo come se stessi. A Dio e a Lui solo dobbiamo, quindi, il culto supremo della nostra adorazione; e il tributarlo a creature sarebbe peccato di idolatria. I non cattolici condannano il culto alla Vergine SS, e ai Santi. Ma questo è un errore grossolano che nasce dalla voglia che hanno di condannare e disprezzare tutto ciò che è proprio della religione cattolica. Ho già detto diverse volte che il culto di adorazione, dovuto al solo Dio, non esclude un culto inferiore e subordinato col quale noi onoriamo la Vergine SS., gli Angeli e i Santi come amici di Dio.
Un re non si offende se sono onorati i suoi ministri, perchè l'onore reso a questi è diretto alla sua persona. E' chiaro che l'onore reso alla Madre di Gesù e ai Santi, si riferisce a Dio stesso, perchè onorando i Santi, li onoriamo in ordine a Lui, cioè come creature a Lui care, nelle quali fa risplendere le ricchezze della sua potenza, liberalità e misericordia. Ce ne fa fede la S. Scrittura: Abramo, Lot, Giosuè si prostrarono riverenti agli Angeli del Signore (nel capitolo IMMAGINI – SANTI – PROSTRAZIONI puoi leggere le varie prostrazioni fatte da uomini ad altri uomini in senso di onore, venerazione). Nel Siracide (44,1 e ss.) potrai leggere le lodi date "agli uomini gloriosi, come Mosè, David, Giosuè: la loro sapienza è celebrata dai popoli e le loro lodi sono ripetute nelle sacre adunanze".
La Chiesa cattolica fu sempre profondamente convinta della giustizia ed efficacia di questo culto. Fin dal II e III sec., essa commemorò il giorno in cui i santi martiri volarono al Cielo, come ce ne fanno fede Origene, Tertulliano, S. Cipriano ed altri.
Dopo tutto quello che ho detto sulla Vergine SS., Madre del Dio fatto Uomo, mi sembra un dovere tributarle un culto che sia di grande venerazione e affetto. L'uomo sente naturalmente un bisogno di onorare la memoria di quelle persone che si distinsero per scienza e virtù. Cosa ci dicono le feste e i monumenti eretti a ricordare la memoria di grandi scienziati, di valorosi guerrieri, ecc., che resero illustri servizi alla loro patria? Ora, se è doveroso onorare la memoria di illustri uomini, perchè non sarà altrettanto doveroso onorare la memoria di coloro che si distinsero per le loro virtù? Dove trovare benefattori dell'umanità che possano reggere al paragone degli Apostoli, dei martiri...? Quale benefattore dell'umanità si può paragonare a un S. Francesco d'Assisi, a un S. Antonio da Padova, ecc.? Ben a ragione, quindi, la Chiesa, fin dai tempi apostolici ha tributato alla Madre di Gesù ed ai Santi un culto religioso con l'innalzare Chiese e celebrare feste in loro onore.
Il culto della SS. Vergine e dei Santi ci è sommamente utile, perchè ci procura la loro intercessione. Chi può enumerare le grazie segnalatissime che si sono ottenute e si ottengono per la loro mediazione subordinata?
Un missionario del Kenya, il P. Gabriele Perlo, raccontava questo episodio: "Un catechista della sua Missione, venuto a disputare con alcuni compagni aderenti al protestantesimo, fu subito affrontato da questi sul terreno della devozione alla Madonna.
Gli dissero:
- Perchè voi cattolici pregate la Madonna? Forse che Dio non è bastante a darci tutte le grazie di cui abbiamo bisogno? Non è un'ingiuria che fate a Dio?
Il catechista rispose:
- Dimmi un pò, amico mio: quando tu, un mese fa eri a Nairobi (Kenya) alla scuola del protestante, mi scrivesti una lettera, ti ricordi?
- Me ne ricordo benissimo: e con questo?
- Aspetta. Quella lettera la terminavi con queste parole: “Prega per me il Signore Nostro Gesù Cristo". E' vero?
- Verissimo: sono solito terminare cosi tutte le lettere.
-Bene: eccoti caduto in una marchiana contraddizione.
- Come? Come? Ti dicevo forse di pregare per me la Madre di Gesù?
- No, la contraddizione sta qui: che tu ti raccomandi alle mie preghiere, e poi ti ridi di noi che ci raccomandiamo alle preghiere della Madre di Dio: tu stesso sei solito dire agli uomini “pregate per me", e poi ridi di noi che diciamo alla Madonna, la quale è più buona e più potente degli uomini, "prega per noi"; tu credi che gli uomini possano aiutarti con le loro preghiere presso il trono di Gesù Cristo, e poi ti ridi di noi che crediamo che Maria SS. possa aiutarci ugualmente con le sue preghiere? Hai capito?
L'amico aveva capito troppo bene e tacque”.
In questo piccolo episodio è la confutazione, più chiara ed esauriente dell'accusa di superstizione che alcuni fanno al nostro culto della Madonna e dei Santi, e s'inchiude implicitamente la ragione precipua della fiducia e della devozione che noi professiamo verso di loro (Dal “Catechismo agli Adulti”, B. Castegnaro, Ed. G. Galla, Vicenza, 3° Vol., pp. 128-29). Detto questo, cadono, tutte le altre obiezioni che hai fatto: il culto mariano è l'esaltazione pagana dei principio femminile... della bellezza ... della riviviscenza del culto di Iside. La cosa più strana è che il non cattolico ha il coraggio di dire tante cose contro il culto della Madonna e dei Santi, come se questi fossero nemici di Dio. Ma non è lo stesso Gesù che dice “se uno mi serve il Padre mio lo onorerà" ? (cf Gv 12,26). La Madonna non è l'Ancella del Signore? E i Santi non hanno tutti servito N. S. Gesù Cristo? E se il Padre li onorerà, quanto più dobbiamo onorarli noi?”.
In conclusione possiamo rispondere: il Culto alla Madonna ha avuto tanto successo e ne continuerà ad avere, perchè è Dio stesso che ha stabilito cosi, e la stessa umile Ancella del Signore, ispirata dallo Spirito Santo, nel magnificare Iddio per tutte le grandi cose operate in Lei, ha predetto che “tutte le generazioni mi chiameranno beata!"

Non cattolico. Un altro motivo dello sviluppo del culto mariano nella Chiesa romana è da ricercarsi nelle eresie che negavano la divinità di Gesù. Per combattere queste eresie la Chiesa ha messo l'accento sulla divinità di Gesù, e questo ha naturalmente portato a divinizzare anche la Madre di Gesù.

Cattolico. Mi pare che rispondendo ancora a tutte queste tue obiezioni il nostro dialogo, piuttosto polemico, ha assunto proporzioni troppo prolisse e mi costringe a tante ripetizioni. In poche parole, perciò, ti dirò: che la Madonna, pur essendo la Madre del Dio fatto Uomo, resta sempre l'Ancella del Signore. Certo i suoi rapporti con le Tre Persone della SS. Trinità sono qualche cosa di sublime e che, come hanno detto alcuni Santi, hanno qualche cosa che tocca l'Infinito. Sembra che la migliore descrizione della Madonna ce l'abbia data Dante: “umile ed alta più che creatura, termine fisso d'eterno consiglio".
Non cattolico. Soprattutto col culto della Madonna, pare che l'uomo voglia dire a Dio: “Tu, per agire avevi bisogno di noi. Non è dunque vero che l'umanità sia perduta senza rimedio, se è stata capace di esprimere un essere così perfetto come la Regina del Cielo, la Madonna".
Cattolico. Perdonami, ma io ti vorrei chiedere, scusa perché la tua obiezione, è cosi fuori la realtà biblica ed ecclesiale che non mi sento di darti una, risposta. Sono cose queste che le può pensare soltanto chi ha la testa piena di pregiudizi e, perciò, non riesce a vedere le realtà più evidenti.

Non cattolico. In ultimo voglio dirti che la dottrina della Chiesa romana riguardo a Maria costituisce l'ostacolo fondamentale per la riunione della Cristianità. Come giustamente. si esprime il prof. V. Subilia: “I Protestanti spesso considerano la mariologia come un'appendice strana e poco interessante della fede cattolica, una specie di superstizione popolare tollerata ufficialmente o totalmente dalle illuminate sfere dirigenti e legata in particolare alle regioni meridionali, comunque un elemento marginale e non essenziale su cui non è il caso di fermarsi troppo e che sarà spazzato via man mano che l'influenza dei progressisti si verrà affermando. Questo atteggiamento è indicativo di una incomprensione fondamentale del Cattolicesimo... Bisogna rendersi conto che la mariologia è connessa con l'essenza del Cattolicesimo, è l'espressione del. Cattolicesimo" (V. Subilia, La nuova cattolicità dei Cattolicesimo, Torino, Ed. Claudiana, 1967, p. 67). E perciò l'evangelico che “sa in chi ha creduto" (2 Tm1,12) dichiara beata la Madre di Gesù, ma sa che fuori di Gesù Cristo “non c'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati” (At 4,12).

Cattolico. Non ti nascondo che sentendo tutte le obiezioni dei protestanti e specialmente quelle del prof. Subilia, chi crede fermamente in Dio e alla Sua divina Parola, resta per lo meno scioccato. Sembra che tutte le proteste partano da menti e cuori avversi a Dio, a Cristo, alla Parola divina. Credo che dopo tutto quello che ho detto si possa capire bene, da chiunque sia ragionevole, obiettivo e sensato, che mai la Chiesa ha detto o scritto o pensato che Gesù non sia l'unico, indispensabile, necessario Mediatore, Salvatore e Redentore. Il non capire la posizione secondaria e subordinata della Madonna e dei Santi - che, come ho più volte detto, è voluta da Dio - mi sembra semplicemente effetto di un accecamento proveniente da quella avversione viscerale che viene inculcata nello indottrinamento ai seguaci di quelli che “sanno in chi hanno creduto". Io so di credere e di voler sempre credere in Dio, alla Sua Parola, e alla Chiesa fondata da Gesù Cristo. Invece i non cattolici sanno bene che hanno rifiutato l'autorità Papale, la Chiesa e, quindi, anche Cristo. Perché Cristo, la Chiesa ed il Papa formano un'unica Verità (San Francesco di Sales, dottore della Chiesa), "Ubi Christus ibi Ecclesia" (S. Ambrogio). Perciò il prof. Sibilia, tu che obietti e tanti altri sapete bene di aver creduto non a Cristo, ma a Lutero, a Calvino, a P. Valdo, ecc., e perciò rigettate la grandezza e la potenza supplice della Madre del Dio fatto Uomo. Però è da dire, per grazia di Dio, che vi sono anche tra i fratelli separati di quelli che tributano il debito onore alla Madre del Signore e Salvatore. Nel culto alla Vergine SS. e a molti Santi si distinguono particolarmente gli Orientali.
Ogni salutare influsso della Beata Vergine verso gli uomini, non nasce da una necessità, ma dal beneplacito di Dio, e sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo, si fonda sulla mediazione di Lui, da essa assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia; non impedisce minimamente l'immediato contatto dei credenti con Cristo, anzi lo facilita (L.G., 434).
E ora voglio ancora dirti che il Conc. Vat. II, al cap. VIII, ci fa notare che Maria è la figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo; per il quale dono di grazia esimia precede di gran lunga tutte le altre creature, celesti e terrestri (L.G., 427).
I Libri del V. e del N. Testamento e la veneranda Tradizione mostrano in modo sempre più chiaro la funzione della Madre del Salvatore nella economia della salvezza e ce la mettono quasi davanti agli occhi... (L.G., 429).
Anche per il culto dei Santi, ricordiamo che ogni nostra vera attestazione di amore fatta ad essi, per sua natura tende e termina In Cristo che è “la corona di tutti i santi" e per Lui a Dio, che è mirabile nel suoi santi e in essi glorificato (cf 2Tes 1,10).
Il Conc. Vat. II, nel cap. VIII della Cost. Lumen Gentium, ha fornito - come ho già detto altrove - il più ampio e più ricco documento conciliare mariano della storia bimillenaria della Chiesa, ispirandosi ad una mariologia ecclesiotipa e biblica. E tutto ciò per facilitare il dialogo ecumenico che trovava nella mariologia preconciliare il suo più
grande ostacolo (cf Enc. della Bibbia, Ed. LDC, Torino, Leumann, Vol. IV, p. 973).
Per quanto riguarda il culto di Iside tra i Druidi, mi dispiace di non poterti indicare, perchè non lo ricordo, dove ho letto quanto ti riferisco brevemente. Tutti sappiamo che i primi undici capitoli della Genesi sono preistoria biblica, il riassunto di tutta una tradizione, principalmente orale, di tutti i secoli precedenti. Gli studiosi ritengono che molte notizie della preistoria biblica siano diventate oggetto di conoscenza di molti popoli. Studiando la storia dei popoli antichi si è scoperto che essi avevano tutti il senso di una colpa commessa dall'uomo dopo la creazione, e tutti aspettavano un Salvatore. Infatti vi è una canzone molto ripetuta che dice: “tutta la storia l'aspettava, il nostro Salvatore...".
In questa storia, da me letta molti anni fa, mi ha colpito molto il fatto che tanto nel Messico, come tra i Druidi, si è scoperto che il popolo aveva dedicato della statue "alla Vergine paritura" , ossia a Colei che avrebbe dovuto partorire verginalmente il Salvatore. A questo punto bisogna supporre, necessariamente, che questi popoli antichi avessero avuto notizie di quanto ci riferisce il cap. 3,15 della Genesi e forse anche qualche cosa dei profeti Isaia (7,14) e Michea (5,1).
Ora tutto questo, se è vero, come ci dicono gli storici, è meraviglioso e ci fa capire come Iddio dirige tutta la storia umana con giustizia, bontà e sapienza infinita.
Voglio concludere col farti una domanda alla quale non credo che tu sia in grado di darmi una precisa risposta. Me la ispiri tu stesso e il prof. Subilia, quando fate presente che la Mariologia costituisce l'ostacolo più grave per l'unità dei Cristiani. Allora ti domando: Ammettiamo che la Chiesa cattolica riduca il ruolo e la figura di Maria allo stesso livello dei protestanti, tu, il prof. Subilia e tutti i protestanti sareste disposti ad accettare tutte le altre Verità bibliche (es. il papato, l'unica Chiesa fondata da Cristo, i Sacramenti, ecc.) che oggi rifiutate con le stesse ragioni con le quali rifiutate la mariologia? Sappi che l'unità dei Cristiani si attuerà soltanto quando tutti aderiranno veramente, sinceramente e profondamente alla Parola di Dio e a tutto quello che ci insegna e ci dice Cristo.
E' una Illusione pensare che la Chiesa cattolica per realizzare l'unità dei Cristiani possa, un giorno, magari seguendo i progressisti, rinunciare a Cristo ed a tutte le Sue Verità cosi chiaramente e solennemente proclamate e che Il Nuovo Testamento fedelmente ci ha trasmesse.
Il Signore vi dia pace.


Fra Tommaso Maria di Gesù
(fine dell'argomento “La Madonna contestata")

BIBLIOGRAFIA

1. “Enciclopedia Cattolica".
2. "Enciclopedia della Bibbia", Ediz. Elle Di Ci, Torino, Vol. IV.
3. "Documenti del Concilio Vaticano II.
4. "Fede e vita cristiana" di P. Mariano da Torino.
5. “Catechismo agli adulti”, di B. Castegnaro, Ed. Giovanni Galla, Vicenza, 3° Volume.