A
cura di frà Tommaso Maria di
Gesù dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 - 90100 Palermo
- Tel. 0916730658
Cattolico.
Mi rivolgo ai lettori per far loro notare
che le verità più vive del Cristianesimo
vengono regolarmente confutate e negate dai
protestanti. Al posto delle dottrine evangeliche
e di tutta la vita cristiana vissuta dai tempi
apostolici sino ad oggi, il protestantesimo
oppone ragioni che crede bibliche o logiche,
riuscendo così a rigettare quasi tutte
le verità cristiane, senza neppure
rendersi conto che, generalmente, è
in opposizione con la Parola di Dio, che,
d'altra parte, afferma e giura di seguire
o di attuare!...
Il contatto che ho spesso con elementi non
cattolici e tutta la mia esperienza, mi fanno
comprendere chiaramente che se essi ascoltassero
e praticassero effettivamente la Parola di
Dio, si verrebbero a trovare nelle condizioni
di dover credere tutto ciò che ammette
il Cattolicesimo, il che per loro sarebbe
la fine... Ma tutto l'indottrinamento
subito per anni, tutte le convinzioni acquisite
tramite la libera e personale interpretazione
della divina Parola diventano la loro forza
e la loro sicurezza. C'è anche
da dire che la stragrande maggioranza di questi
nostri fratelli separati - o perchè
ex cattolici ignoranti, o perchè nati
non cattolici - non hanno mai conosciuto veramente
la divina Parola, ossia la Verità,
per cui le deformazioni acquisite con uno
studio o con una conoscenza pregiudiziali
costituiscono la loro verità.
Questi nostri fratelli separati neppure si
accorgono che, praticamente, rigettano quasi
tutto il Cristianesimo sostituendolo con il
“loro cristianesimo". Così per
la “Madonna contestata", resta per essi
vera una sola cosa: Maria è la madre
dell'umanità di Cristo, e basta.
Infatti, ora ascolterete, insieme a me, tutte
le obiezioni dei nostri fratelli non cattolici
e vi renderete conto che quanto io ho detto
è purtroppo, la semplice e triste realtà.
Non
cattolico. Voi cattolici troppe cose
credete circa la madre di Gesù, di
cui la Sacra Scrittura neppure fa cenno. La
chiamate: Madonna, Regina, Madre di misericordia,
vita, dolcezza, speranza nostra, luce dell'anima,
mia avvocata, mia protezione, mio rifugio,
mia consolazione e felicità... Vi sembra
giusto tutto questo? Questa è idolatria,
perchè il culto deve essere rivolto
soltanto a Dio. Infatti S. Matteo (4,10) ci
dice: "Adora il Signore Dio tuo e a Lui
solo rendi culto". E' logico, quindi,
che il culto della creatura umana è
sempre idolatria. La Bibbia dice pure che
"se alcuno ha peccato, noi abbiamo un
avvocato presso il Padre, Gesù Cristo
il giusto" (1 Gv 2,1).
In contrasto con questa inequivocabile dichiarazione,
il Cattolicesimo insegna che abbiamo un avvocato
principale (Gesù Cristo) e altri secondari
(Madonna e Santi). Questo grande peccato di
idolatria come viene giustificato dai cattolici?
Ecco, essi fanno delle sottili distinzioni.
Dicono che si deve adorare (culto di “latria")
soltanto Iddio, ma si possono anche venerare,
pregare, invocare gli angeli e i santi (culto
di "dulia”). Quanto alla Madonna si dice
che le è dovuto un culto di "iperdulia",
ossia un culto speciale, eccezionale.
E' logico che tutte questo distinzioni di
vari gradi di culto sono del tutto arbitrarie,
mentre il Vangelo ci parla di "un solo
Dio e di un solo mediatore, Gesù Cristo
uomo" (cf 1 Tm 2,5). E questo perchè
"In nessun altro è la salvezza;
poichè non v'è sotto il cielo
alcun
altro nome che sia stato dato agli uomini,
per il quale noi abbiamo ad essere salvati"
(At 4,12).
Cattolico.
E' bene che a questo punto ti fermi, perchè
hai già detto molte cose alle quali
dovrò rispondere e mi ci vorrà
molto per chiarire le tue idee e quelle dei
lettori. Rispondo prendendo in considerazione
tutte le tue obiezioni.
a)
“Troppe cose dicono i cattolici circa la Madre
di Gesù di cui la S. Scrittura neppure
fa cenno".
Anzitutto, vorrei farti sapere che anche tu
molte cose credi di cui non si fa cenno nella
S. Scrittura. Qualche esempio: la parola "Bibbia"
è stata inventata nel Medioevo e tutti
la riteniamo giusta e la adoperiamo; la parola
Trinità!, non esiste nella Bibbia,
ciononostante vi crediamo; la parola "consustanziale"
non esiste nella Bibbia, ma noi crediamo che
Gesù è della stessa sostanza
del Padre e dello Spirito Santo, ecc...
E' facile comprendere il perchè di
queste invenzioni. Nella S. Scrittura ci sono
molte cose esplicitamente
dette, altre sono soltanto implicitamente
dette, altre, invece, sono una conseguenza
logica di tutto quello che è detto
su di un determinato argomento o verità.
Faccio un esempio proprio riferendomi alla
Madonna. E' esplicitamente
detto più volte che la Madonna
è Madre di Dio (cf Is 7,14;
Mt: 1,22-23; Is 9,5; Lc 1,43); è implicitamente
detto che la Madonna è Immacolata
(cf Gen 3,15; Lc 1,28 ...); è conseguenza
logica l'Assunzione di Maria SS.
in anima e corpo in cielo, data l'armonizzazione
mirabile tra la vita e i misteri di Cristo
e la vita e i misteri di Maria.
b)
“Noi chiamiamo la Madonna Regina, Madre di
Misericordia, vita, dolcezza, ecc".
Il culto che noi tributiamo alla Madonna,
non è nostra invenzione: esso è
una conseguenza logica di tutto quello che
dice la S. Scrittura di Maria SS.. Se noi
sappiamo che Maria è stata predestinata
fin dall'eternità ad essere la divina
Madre del Redentore, è logico che,
come tale, le si deve un culto di eccellenza
(iperdulia) su tutti gli altri santi, ossia
di venerazione, d'invocazione e di imitazione.
Le parole di Mt 4,10: "Adora il Signore
Dio tuo e a Lui solo rendi culto", non
escludono un culto, una mediazione ed una
intercessione subordinate; è la stessa
Bibbia che in più luoghi ci tranquillizza.
E sembra logico, giacchè come dobbiamo
onorare il padre e la madre, così dobbiamo
prestare venerazione e onorare tante altre
persone.
Difatti nell'A.T. si riscontra qualche cosa
di fermamente costante: l'infinita trascendenza
di Dio e la sua divina condiscendenza, per
cui Egli è sempre vicino all'uomo.
I patriarchi si comportano verso Dio senza
intermediari; la scala misteriosa di Giacobbe
(Gen 28,1 ... ) popolata di angeli che salgono
e scendono dal cielo preludono ad un abbozzo
del sistema di mediazione che vigerà
nella economia della salvezza. Tutti sappiamo
della intercessione di Abramo per gli abitanti
di Sodoma e per la salute di Abimelek di Gerar
(cf Gen 18,22-32; 20,17).
Il primo e più grande mediatore dell'A.T.
è Mosé (cf Es 17,11 ... ), poi
c'è la mediazione dei profeti, ecc.
Nel N.T. ci imbattiamo varie volte nella intercessione
o mediazione secondaria o subordinata alcuni
anziani intercedono presso Gesù per
il centurione romano (Lc 7,2-10); in Gv 2,3
è la Madre di Gesù che chiede
ed ottiene dal Figlio; in At 12,5 la Chiesa
pregava per Pietro; in molti passi delle lettere
paoline si trova la preghiera di cristiani
fatta per gli altri (cf Col 1,9-14; Rm 1,8-10;
Mc 1,30); in Mt 14,19 e Mc 6,39 troviamo che
i discepoli fanno da intermediari tra Gesù
e la folla. E' vero che Gesù è
Mediatore unico e perfetto, ma è anche
vero che Egli ha lasciato prolungatori
della Sua mediazione i discepoli che continuano
nel mondo fino alla consumazione dei secoli”
la Sua opera di salvezza come responsabili
della parola, della Chiesa, del Battesimo,
dell'Eucaristia, del perdono dei peccati,
ecc...
Il N.T. ci parla spesso che siamo tutti uniti
e formiamo un sol corpo in, Cristo, pur essendo
molti e con mansioni diverse (cf 1 Cor 12,4-12;
20,20-26; Ef 4,11...).
L’apostolo Paolo chiede ai fedeli preghiere
per sè e per gli altri (cf Rm 15,30;
Ef 6,18-19; 1 Tm 2,1-6; 2 Tm 1,18; Gc 5,16).
I Santi, più dei fedeli ancora viatori,
sono in Cielo con Cristo (Gv 17,24) e, quindi,
sono quelli che meglio e maggiormente possono
chiedere e ottenere per noi. Però,
teniamo sempre presente che l'intercessione
o mediazione dei santi, come quella dei fedeli
ancora viatori NON INTACCA MINIMAMENTE
la posizione di Gesù Cristo, unico
e indispensabile mediatore fra Dio e gli uomini.
Infatti tutte le preghiere sono rivolte al
Padre “per mezzo del nostro Signore
Gesù Cristo” il quale essendo
l'indispensabile Mediatore e Redentore è
anche l'unico nostro Salvatore. In conclusione,
come risulta dalla stessa S. Scrittura, non
è proibito né ai fedeli né
ai santi che già sono con Cristo intercedere,
ossia fare da mediatori secondari e subordinati.
Paolo dice di essere “lieto delle sofferenze
che sopporto per voi e completo nella mia
carne quello che manca ai patimenti di Cristo
a favore del suo Corpo che è la Chiesa"
(cf Col 1,24).
Gesù non è Lui l'unico mediatore?
E cosa può apportare di bene Paolo
alla Chiesa? E' presuntuoso Paolo?
E' facile comprendere che qualunque intercessione-mediazione
è sempre secondaria e subordinata a
quella di Cristo.
Non
cattolico. Non mi convinci con le
tue belle parole. Il culto va dato al solo
Dio. Voi cattolici avete fatto della Madre
di Gesù una divinità. Non la
chiamate Madre di Dio? Madre della Chiesa?
L'Immacolata Concezione? Assunta in Cielo
in anima e corpo? Corredentrice? Ausiliatrice?
Regina? Madre, Figlia e Sposa di Dio?
Cattolico.
Alt! Per rispondere a tutti i tuoi interrogativi
mi ci vorrà tempo e spazio. Farò
uso della ragione e anche, perchè no?
del sentimento, appoggiando il tutto
alla Parola di Dio.
La Madonna è la Mamma, e cercare la
mamma è cercare il fondo di noi stessi,
la misteriosa ma reale sorgente della nostra
vita. E la Madonna è sempre pronta
a colmare questo profondo vuoto del cuore
umano...
Alla grotta di Massabielle Bernardette vede,
vestita di bianco e d'azzurro, una giovane
Signora di una bellezza inimmaginabile. Da
quel momento, per tutta la sua esistenza terrena,
Bernardette sarà affascinata e dominata
da una realtà sola: la bellezza indescrivibile
di quella Signora. E quando le chiederanno
di quella beltà, sempre risponderà,
portando appassionatamente le mani al cuore:
- Oh! è più bella di ogni altra
creatura al mondo! Senza saperlo, Bernardette
affermava una profonda verità di fede.
La bellezza dell'Immacolata non è tutta
nel volto, che pure ha segnato il tormento
di sommi pittori dai bizantini all'Angelico,
da Giotto al Tiziano, al Greco, al Murillo.
E neppure unicamente nello spirito. La bellezza
di Maria è superiore ad ogni bellezza
naturale perchè è bellezza soprannaturale.
E' più bella di ogni cosa al mondo,
perchè la sua bellezza è la
più vicina a Dio, perchè essa
sola, tra le creature, è tutta di Dio,
immersa in Lui, sorgente di ogni bellezza.
E' la piena di grazia, perché destinata
ad essere la "Madre della divina grazia”,
la Madre di Gesù, che ha riportato
sulla terra la bellezza del cielo, l'unica
che mai impallidisce ma rimane in eterno fragrante
e splendente.
Che altro e che attira a Lei gli artisti di
tutti i tempi, da Goethe a Franz Werfel a
Thomas Merton, se non la luce che piove esclusivamente
dalla sua bellezza intatta e intangibile?
Da Lei prendiamo coscienza di noi stessi,
perchè in Lei ricordiamo la nostra
grandezza e miseria: quello che potevano essere
e più non siamo, quello che dovremmo
essere e possiamo ancora, ma nel candore materno,
della Sua luce.
A proposito di Bernardette e di Lourdes, faccio
un accenno alla storia, della signora Teresa
Rouchel di Metz. Affetta da tempo da una forma
di lupus ulceroso, perduta,ogni speranza di
guarigione, tentò il suicidio, fortunatamente
invano. Una sua amica la indusse ad andare
a Lourdes e vi andò senza fede e sfiduciata.
Fu immersa nella piscina della Grotta tre
volte, ma senza alcun risultato. Delusa, ma
insolitamente calma, segue dalla sua barella
la S. Messa celebrata per il pellegrinaggio
in partenza. Improvvisamente si sciolgono
le fitte bende che fasciano il volto, cadono
sul messalino che ha tra le mani, macchiandolo
di pus sanguigno. Vergognosa per il suo volto
distrutto dal male, lo nasconde come può
e raccomoda con le sue mani la fasciatura.
Passano alcuni minuti. Ma ancora, per la seconda
volta, le bende, misteriosamente, si slegano
e cadono. Chiede allora ad un barelliere di
essere trasportata all'ambulatorio.
- Sorella, per carità, mi accomodi
questa fasciatura.
- Che cosa c’è da accomodare? - chiede
la suora ignara dell’accaduto.
Colpo di bacchetta magica! Il volto di Teresa
Rouchel, in un istante, in quel preciso istante,
senza che essa avesse avvertito alcunchè,
quando neppure più pensava alla possibilità
della guarigione, era tornato come un tempo:
roseo, bello, sano. Il naso e la bocca rimodellati
dei due grossi buchi, nelle guance appena
una leggera orma rosata ai margini, firma
discreta di una potenza che in un attimo aveva
ricostruito miliardi di cellule viventi. E'
un miracolo certo, strepitoso, avvenuto nel
1908 a Lourdes..
La guarigione istantanea di una peritonite
tubercolare è stata personalmente controllata
da uno scienziato, il premio Nobel Alexis
Carrel, americano, convertitosi sul posto.
Suggestione? E' assurdo il parlarne, perchè
tra i guariti si contano increduli e bestemmiatori
e anche bambini di pochi mesi. Nel 1947, Gerard
Baillic, bambino di quattro anni, nato cieco,
con i nervi ottici atrofizzati, la retina
distrutta, a Lourdes ha ottenuto la vista
e ci vede perfettamente, pur rimanendo clinicamente
cieco.
Da oltre 130 anni a Lourdes avvengono vere
guarigioni miracolose, per le quali - lo hanno
riconosciuto decine di migliaia di medici
e di scienziati di ogni confessione religiosa
- nessuna spiegazione naturale è possibile.
Ma il più strabiliante prodigio, che
perennemente si ripete in quella cittadella
del soprannaturale è che, so la guarigione
dei corpi è l'eccezione, quella delle
anime è regola quasi costante.
E' un pò difficile essere buoni e fare
il bene. C'è una sola eccezione. In
Colei che ha dato agli uomini il Bene, fatto
Uomo, il Bene senza confini, c'è una
inclinazione e una facilità innata
a fare il bene. La Madre di Gesù è
il capolavoro della potenza, della sapienza,
ma soprattutto della bontà di Dio,
proprio perchè, fin dal primo istante
della sua concezione è stata immune,
per privilegio unico, da quel male che pesa
su tutta la natura umana. Se Dio sa trarre
da una nuvola nera un fiocco bianco di neve,
non poteva dalla natura umana trarre l'Immacolata?
E' Immacolata per Gesù e quindi anche
per noi, per darci il bene, per insegnarci
il bene, per renderlo a noi meno difficile,
col suo aiuto. E' stata concepita così:
nel Bene.
Il cristiano sa chi è Maria, e la sua
grandezza è per lui sorgente inesauribile
di ammirazione. Dio, che ha creato in Lei
il Suo capolavoro, in Lei si compiace: Essa
è per Lui oggetto di compiacimento.
Maria è là Donna più
viva di tutte, perchè è tutta
di Dio. Maria è certo un personaggio
storico al cento per cento, come S. Chiara,
S. Caterina da Siena o S. Elisabetta d'Ungheria.
Ma, cosa strana, le fonti che ne parlano autenticamente
dicono poche cose.
Sulla vita sua pochi, fugaci, rispettosi,
ma occasionali accenni. Che cosa ha fatto?
Ha condotto la vita comune di una donna palestinese
povera. Che cosa ha detto? Conosciamo di Lei
cinque brevi frasi e un cantico. Eppure Maria
è la Donna più raffigurata nell'arte,
non solo architettonica e pittorica, ma affascina
enormemente musicisti e poeti. Ma c'è
una sorpresa di altro genere. Quella Donna
che è tanto amata è da non pochi
anche temuta.
Non pronunciò il dittatore Tito a Spalato
un discorso contro la devozione a una certa
santa Maria? Nel 1954, il ministro dell'educazione
ungherese, Znedek Nejedly, non ordinò
che in tutte le scuole e per ogni classe,
due lezioni obbligatorie nelle quali si doveva
svolgere il tema: “Il pericolo del culto di
Maria per il governo della democrazia popolare"?
Il governo comunista di Polonia, con decreto
ministeriale, proibì di chiamarla "Regina
della Polonia” perchè - si sa - il
regno della Polonia è distrutto e abolito
per sempre. In Russia venne proibita l'Ave
Maria di Schubert, con il risultato che nessuna
donna è, oggi, venerata ed amata, da
milioni di Russi, più di Lei. Continuando
possiamo dire che questa Donna è anche
desiderata, anche dai non cristiani. I musulmani
accolsero trionfalmente in Africa, nel 1947,
la statua di Maria portata da Fatima. Nella
"peregrinatio Mariae” lo stesso trionfo
si ripete in tutta l'Africa, in Inghilterra
e negli Stati Uniti da parte di non cattolici,
tanto che il grande giornale "Life"
di Chicago, dedicò venti pagine per
illustrare il "nuovo prodigio di Fatima".
Quella Donna è desiderata da cristiani
separati da Roma, sia scismatici che protestanti.
Migliaia di testimonianze di protestanti ritornati
all'unità della Chiesa confermano la
forza fascinosa di Maria così palese,
da destare meraviglia che il protestantesimo
abbia per tanto tempo potuto rinnegare la
devozione a Lei.
Certo
la Madonna è la Donna più studiata
di tutte ed è difesa dalla più
alta autorità della terra: i Papi.
Si fa sentire dai corpi e dalle anime attraverso
le centinaia di santuari eretti in suo onore..
Quanto e da quanti si fa amare la Madonna?
Ella si fa amare da tutti. Migliaia di libri
ne parlano, milioni di donne ne portano il
nome, ma altari, statue, immagini, medaglie,
scapolari, mesi, giorni... di Lei, per Lei...
tre volte al giorno suonano le campane per
onorarLa, e l'invocazione a Lei sale in tutte
le lingue, in tutte le epoche, dalle folle
pellegrinanti nel Suo nome nel 2000, alle
prime suppliche documentate oggi dai papiri,
come quella trovata in un papiro d'Egitto
del tempo della persecuzione di Decio e Valeriano
(III sec.): "Sotto la protezione della
tua benevolenza ci rifugiamo, Madre di Dio...".
La preghiera più recitata nel mondo
è certamente l'Ave Maria, che, grazie
al Rosario, viene ripetuta milioni di volte
ogni giorno. Pellegrinaggi, processioni, congressi,
suoni, inni, canti: Bella Tu sei qual sole...
E’ sempre bella quella Donna, non è
ancora invecchiata da circa 2000 anni,'e la
corona dei fiori che i popoli posano sul Suo
capo è sempre fresca, come quella corona
di rose silvestri che Pauline Byron ha posto
sopra l'Immacolata di una piccola chiesa di
Stockport nel maggio 1947 e che per anni si
conservarono fresche e profumate, senza che
ne cadesse un petalo.
Tutte queste constatazioni non possono non
destare lo stupore del profano che osservi
il “fenomeno" unico di Maria. Quello
stupore però non è che il riflesso
esteriore di uno splendore più interiore,
celeste: lo conosce bene il cristiano che
su di esso medita da secoli.
Alle parole dell'Angelo Gabriele (leggere
Lc 1,26-37) segue un silenzio breve ma enorme.
Poi, alla proposta incomparabile dell'Angelo,
Maria rispondo con un "Si" che scaturisce
dal profondo del Suo essere verginale e della
Sua umiltà, un "SI" di consenso
e di desiderio, a nome dell'umanità
che Essa rappresenta: “si faccia di me secondo
la tua parola" (Lc 1,38). E' un "Si"
gigantesco. Che cosa avviene? Cosa mai accaduta
e che mai più accadrà a donna:
cosa nuova, la novità unica e vera,
eterna, per Lei e per il cosmo. Essa diviene
Sposa, Madre, Figlia di Dio.
Sposa
di Dio perchè Maria offre
e unisce non a un uomo, ma a Dio, verginalmente,
la Sua anima e il Suo corpo: offre la Sua
carne come ostia gradevole, vivente, con un
vero culto conforme a ragione.
Madre
di Dio. Maria usa del diritto più
alto di una creatura, quello di servire a
Dio, servizio che per Lei donna, si attua
nella forma più alta dei servire: la
maternità. Diviene madre, non di un
uomo, sia pure grande, grandissimo in cui
opereranno energie divine o che a un certo
momento comincerà ad essere Dio. Diviene
Madre di Colui che è Dio da sempre
e comincia ad essere Uomo nel primo istante
in cui, per opera dello Spirito Santo, Ella
Lo concepisce nelle Sue viscere.
Da quel primo istante l'avvolge - dice S.
Tommaso - una certa infinita dignità.
Madre di Dio che si è fatto Uomo per
redimere gli uomini dal peccato: Madre del
Redentore, il Quale Le porta, ma anche Le
chiede, molto.
Figlia
di Dio. Maria è la prima cristiana
in ordine di dignità e di tempo, in
quanto il Cristianesimo - la cui essenza è
il Cristo - nasce nelle Sue viscere materne.
"Cristo e la Chiesa, due in una carne,
sono nati in grembo a Lei”, che è quindi
il primo membro del Corpo mistico di Cristo.
E' la prima redenta dal Cristo Redentore,
in modo così totale, che in previsione
dei meriti di Lui, Ella é totalmente
esente dal peccato che grava sulla natura
umana. Ella e Inviata, è l'Immacolata.
Perchè questa figlia di Dio doveva
essere anche Madre di Dio. Essa è piena
di grazia: Nessun peccato, neppure lievissimo
La sfiorerà mai: il capitale di grazia
ricevuto, fruttificando sempre e sempre crescendo,
per i meriti di Lei, giungerà ad una
pienezza sovrabbondante per Lei e per il genere
umano.
Tutto questo Le porta in dono Gesù,
da Lei concepito! Ma Gesù da Lei chiede
molto. Accogliendo nel Suo seno il Redentore,
accoglie la Redenzione, che è possibile
in quanto Essa fornisce la "carne umana".
Essa non si aggiunge alla Redenzione, ma entra
nel costitutivo della Redenzione stessa. Da
Lei il Cristo chiede collaborazione e cooperazione:
è la Corredentrice del genere umano.
Quindi la "Madre dolorosa" di molti
fratelli perchè è la Madre del
"primogenito" tra i molti fratelli:
Gesù.
Per il cristiano Maria è la Mamma:
lo è di Gesù e quindi è
anche la sua. Di Gesù Madre vera, del
cristiano Madre spirituale. Pensando a Lei
il cristiano pensa al mistero più alto
e più prezioso: la maternità
divina da cui viene la sua redenzione.
Non
cattolico. Tutte chiacchiere o belle
parole, mi sostanzialmente non c'è
niente di solido, di vero secondo la divina
Parola.
Cattolico.
Ancora un pò di pazienza e poi vedrai
che tutti questi pensieri scaturiscono proprio
dalla divina Parola. Voglio dirti qualche
altra cosa ancora.
Due volte nella S. Scrittura si legge che
Dio si è compiaciuto di quel che ha
fatto.
La prima, quando "Dio vide quanto aveva
fatto, ed ecco era cosa molto buona ... al
settimo giorno ebbe per finita l'opera da
Lui fatta. Dio vide quanto aveva fatto ed
ecco: stava assai bene" (cf Gen 2,2 e
1,31).
La seconda, quando si è compiaciuto
del Suo Capolavoro: “Questo è il mio
Figlio diletto, nel Quale mi sono compiaciuto..."
(Mt 3,17).
Il Cristo è il centro focale dell'universo,
attorno a Cui tutto gravita, e da Cui parte
ogni onore e gloria al Padre. E Cristo assorbe
tutto, anche Maria, anche noi. 'Tutto è
vostro, voi siete del Cristo, il Cristo è
di Dio" (1 Cor 3,22): è la sinfonia
cattolica, cioè universale, che ha
il suo motivo fondamentale nel Cristo. In
questa sinfonia che differenza c'è
tra Maria e gli uomini? Noi siamo "per
Cristo" per Lui, cristiani; Maria è
cristiana direttamente in Cristo". Noi
- anche milioni di cristiani e di santi -
possiamo non esistere e pur esiste il Cristo
e il Cristianesimo. Maria è totalmente
unita al Cristo, tanto che se Lei non esistesse
- nell'ordine scelto da Dio - non esisterebbe
neppure il Cristo. Senza Maria non c'è
il Cristo, come senza il Cristo non c'è
Maria. Sono inseparabili. La causa di questa
unione unica, è la volontà di
Dio. E' Dio che ha preparato col Cristo Maria,
- il mondo desolato dal peccato ha atteso
e cullato inconsciamente nel suo cuore per
secoli l'Uno e l'Altra ... ; ha fatto
annunciare dai profeti col Cristo Maria
- non sempre i profeti hanno compreso totalmente
l'immensità di quanto Dio per loro
bocca vaticinava, sia il Protoevangelo (Gen
3,15), sia col "segno grande" di
Isaia (Is 7,14), sia con la Donna coronata
di dodici stelle dell'Apocalisse (Ap 12,1
ss.) -; ha predestinato col Cristo
Maria: “il Signore mi possedette
qual principio delle Sue azioni, prima delle
Sue opere, fin d'allora. Quando non v’erano
abissi Io fui concepita, quando non v'erano
sorgenti cariche d'acqua. Prima che i monti
prendessero base, prima dei colli, Io nascevo,
quando ancora non vi era la terra, né
le campagne, né le prime zolle del
mondo" (Prov 8,22-26).
Maria è con Cristo “termine fisso d’eterno
consiglio": esiste solo per il Cristo,
il Quale è la Sua totale ragione di
essere: è la “Sua melodia segreta,
la Sua solitudine sonora" (San Giovanni
della Croce): l'esistenza di Maria è
"nascosta col Cristo in Dio".
La compiacenza che Dio ha nel Suo Cristo,
Re anche come Uomo, coinvolge Maria che è
compartecipe, sia pure in modo subordinato,
della stessa Regalità.
Infatti Maria è Regina, non già
per plebiscito o decreto umano, ma per titolo
legittimo, inalienabile, unico: nessuna Regalità
nasce come la Sua, dalla Maternità.
Essa è Madre di Cristo Re, che a Lei
deve tutta la Sua natura umana, sì
che la somiglianza tra Cristo e Maria è
perfetta, totale: se Egli è Re, Essa
è la Madre del Re, è Regina,
per natura e in più per conquista,
perchè "ha offerto la sostanza
della Sua carne alla Redenzione e ha offerto
per noi il Cristo al Padre celeste" (Suarez).
Maria realizza perfettamente il piano creatore
di Dio, ed è quindi, perchè
la più eccellente, “sovrana di ogni
altra creatura" (S. Bonaventura).
Maria è Regina non solo di un popolo
e di tutti i popoli, ma è anche Regina
degli Angeli (natura più angelica che
umana), dei Patriarchi (la creatura più
presente nell'Antica Alleanza), dei Profeti
(la profetessa di una profezia che si avvera
nei secoli “tutte le generazioni mi chiameranno
beata"), degli Apostoli (la Chiesa nascente
e militante nei secoli ha da Lei luce e forza
nelle sue operazioni apostoliche), dei Martiri
(ha partecipato più di ogni altra creatura
al martirio di Gesù), dei Confessori
(modello insuperabile e pur imitabile di vita
comune), delle Vergini (è la “porta
serrata dalla quale solo passa il Re d'Israele"),
di tutti i Santi (perchè esaltata sopra
il coro di tutti gli Angeli e Santi).
Maria è, in senso proprio, con Cristo
Re, Regina dell'Universo, tanto naturale che
soprannaturale. E' stata Assunta in cielo
in corpo e anima, e incoronata Regina da quel
Cristo, al Quale "ogni potere è
dato in terra e in cielo". Gesù
pone la corona regale sul capo di Maria seduta
alla Sua destra e coperta di ricca veste:
"sta la Regina alla Tua destra con oro
di Ofir" (Salmo 44,10). Lo stupore del
profano, l'ammirazione del cristiano, sono
riflessi terreni e testimonianze suggestive
di quella regalità, voluta da Dio e
in cui Dio pone le sue compiacenze. La regalità
di Maria è una potenza a servizio dell'amore,
una onnipotenza supplice. E' Lei che intercede
continuamente per i lontani dalla fede e per
i poveri peccatori: è una Regalità
esclusivamente benefica: "è la
faccendiera divina del Paradiso" (S.
Alfonso Maria dei Liguori).
Così sentono i fedeli, e nel respiro
universale dei fedeli "respira lo Spirito
Santo" (S. Paolino da Nola). Pio IX disse
un giorno: “sulla terrà mancherà
qualche cosa alla Regalità di Maria,
finchè i suoi sudditi non l'abbiano
volontariamente e solennemente proclamata”.
S. Caterina Labourè, la santa del silenzio
e della medaglia miracolosa, pochi mesi prima
di morire ha detto: “Come sarà bello
sentir dire: Maria è la Regina dell'Universo!
Sarà un'era di pace, di gioia e di
felicità che durerà a lungo.
Ella sarà portata sugli stendardi e
farà il giro del mondo". Il primo
novembre dell'anno 1954, Pio XII ha proclamato
la Festa liturgica della Regalità di
Maria.
Se chiediamo a Maria qual'è il Suo
segreto, il segreto della Sua vita, Essa ci
risponde umilmente: “servire Dio,
perchè servire Dio è regnare".
Come il Cristo "assumendo forma di schiavo...
umiliò se stesso ... fino alla morte
di Croce, e perciò Dio Lo esaltò
e gli diede il nome che è sopra ogni
nome..., finchè nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi..." (leggere
Filip 2,7-11), così Maria, immergendosi
con il Suo 'fiat' quale spugna nell'oceano
della Volontà di No, ha un regno senza
confini.
Non
cattolico. Hai detto tante cose,
anche belle, ma non ancora rispondi a quanto
ti ho già chiesto, e cioè che
mi provi tutto biblicamente.
Cattolico.
Stai tranquillo, sarai largamente soddisfatto,
ma permettimi ancora di raccontarti alcuni
fatti da me letti su "La voce del Buon
Pastore", Bollettino mensile della Parrocchia
romana di S. Ippolito martire. Il bollettino
è del maggio 1957, ed io ricordo d'averlo
letto in quell'epoca. Lo conservo ancora per
due fatti in esso riferiti.
1.
L’AVE MARIA (racconto dal vero).
In
un congresso svoltosi a Lilla, un sacerdote
inglese narrò questo fatto. "Molto
lontano da questa città, viveva una
famiglia protestante composta di molti figli,
l'ultimo dei quali, di sei anni, sentì
un giorno recitare dai cattolici la bellissima
preghiera dell'Ave Maria, che risuonò
alle sue orecchie come una dolce melodia.
Tornato a casa il fanciullo, con il candore
e la semplicità propria della sua età,
recitò ad alta voce, perchè
la madre lo sentisse, la bellissima preghiera
dei cattolici.
La madre lo rimproverò aspramente:
“Non ripetere mai più queste parole!
Sono parole superstiziose, che fanno di Maria
una divinità. Maria è una semplice
creatura, una donna come un'altra, e niente
più!”.
Il fanciullo tacque. Ma gli restava in cuore
il piacere di aver sentito per la prima volta
l'Ave Maria.
Un giorno, leggendo il santo Vangelo, fu colpito
dal passo di S. Luca: "E l'Angelo disse
a Maria. “Ave, piena di grazia, il Signore
è con te”. Saltando di gioia il ragazzo
corse dalla mamma col Vangelo aperto tra le
mani e le disse: “Mamma, leggi quello che
dice la Bibbia: Ave, piena di grazia".
Perchè tu dici che è superstizione
pronunciare queste parole?”.
La madre gli strappò nervosamente il
libro dalle mani e gli proibì severamente
di tornare a ripetere la frase, che per il
ragazzo era tanto dolce ma che per la madre,
luterana fanatica, era tanto irritante.
Il ragazzo però non dimenticò
più la bella preghiera che estasia
i buoni cattolici e la recitò molte
volte da solo, con immensa gioia.
E intanto crebbe negli anni e, con gli anni,
anche nell'intelligenza. A tredici anni fu
in grado di proporsi questo argomento convincente:
“O è falso il Vangelo o lo è
il protestantesimo. I protestanti tengono
il Vangelo come regola di fede; e allora come
possono negare che la Vergine è la
più eccellente delle creature e qualcosa
di più che una semplice donna, quando
il Vangelo lo attesta chiaramente?".
Continuando a leggere il sacro testo, fu colpito
dalle parole del Magnificat: “Tutte le genti
mi chiameranno beata”.
Questo passo fece brillare nella sua anima
la luce definitiva. La grazia e la fede lo
guidarono, persuadendolo fermamente della
dignità di Maria.
Un giorno, in casa, la conversazione ricadde
sul tema protestantico che Maria è
una donna come le altre: soltanto una buona
madre di famiglia. Allora il ragazzo, indignato
per simili espressioni, si alzò in
piedi e con voce vibrante protestò:
“No, non è vero; non può essere
così, la santissima Vergine è
più che una semplice creatura. L'Angelo
mandato da Dio la salutò “piena di
grazia". E' la Madre di Gesù,
Madre di Dio. Voi protestanti avete un impegno
particolare nel coprire di vilipendio la più
augusta di tutte le creature. Ma notate la
vostra contraddizione. Dite che la Bibbia
è il fondamento della vostra fede;
se è così, perchè non
le date credito quando vi insegna e dice in
maniera precisa che tutte le generazioni la
chiameranno beata?".
Una bomba scoppiata in mezzo alla casa non
avrebbe recato una emozione più forte
di quella prodotta da queste parole.
“Che avviene mai!” - gridò inferocita
la madre – “che vedo, che sento!... Mio figlio
finirà per farsi cattolico!..."
E lo era già in cuor suo, ma dovette
lottare strenuamente contro tutti quelli di
casa per divenirlo effettivamente. Raggiunta
la maggiore età, ricevette il Battesimo.
L’ostinazione nell'errore da parte dei suoi
genitori e fratelli lo ricolmava di dolore.
E tuttavia continuava a sperare che la grazia
del Signore avrebbe un giorno o l'altro bussato
alla porta del cuore dei suoi cari.
Intanto uno dei fratelli cadde gravemente
ammalato. In breve si ridusse all'orlo dei
sepolcro. Dio ispirò al giovane una
felice idea.
“Mamma, disse, Dio è onnipotente; se
vuole, può ridarci il caro malato.
Recitate insieme con me l'Ave Maria, e promettetemi,
se il fratello guarirà, di studiare
attentamente la Religione cattolica e se,
dopo un esame imparziale, la troverete l'unica
vera, giuratemi di abbracciarla".
La madre fremette alla proposta e ruggì
come una belva. In preda alla disperazione,
agitava i pugni stretti e urlava come una
forsennata. Poi, si calmò. Vinta dall'amore
materno, piegò il capo dinanzi alla
necessità del momento e, inginocchiatasi,
recitò assieme al figlio l'Ave Maria.
Il giorno dopo il malato entrava in convalescenza:
l'intercessione di Maria l'aveva salvato!
La madre e l'intera famiglia, dopo uno studio
serio, abbracciarono la Religione cattolica.
Questo ragazzo - concluse il conferenziere
- questo ragazzo devoto di Maria è
oggi sacerdote, o signori; è colui
che ha l'onore di rivolgervi la parola".
(Da: “Capanaga, Maria nella storia delle conversioni”).
2. LA MADONNA E IL BANDITO
C'è
un episodio ancora poco conosciuto nella tragica
vita di Salvatore Passatempo, il giustiziere
della banda Giuliano che, a colpi di mitra,
dipanava le più complicate situazioni.
Una notissima famiglia siciliana - quella
dei signori Norrito di Trapani - possiede
un grosso feudo nella zona di Alcamo. Un giorno
il proprietario - un giovane di 33 anni -
si vide circondato all'improvviso, davanti
alla sua villa, da 14 uomini armati, che lo
sbatacchiarono contro un muro e gli chiesero
dove fossero i soldi e i gioielli. Il giovane
restò lì come pietrificato dal
terrore, quando esce dalla villa sua madre,
una vecchietta vestita di nero, dall'incedere
risoluto, coraggioso.
“Chi è il vostro capo?" - chiede
a voce alta.
“Sono io, Turiddu Passatempo".
“Io sono la mamma di questo giovanotto…”
“Lo so, vi conosco".
“Benissimo. E allora venite con me".
Il
fuorilegge la segue, sicuro del bottino. E
la vecchietta lo fa entrare nella cappella
della villa.
“Turiddu, virite la Madonnuzza?... Levatevi
il berretto! Dite l'Avemmaria appresso a me,
e vediamo se avete il coraggio di fare del
male a mio figlio".
Il bandito impallidisce, si toglie il berretto,
abbassa lo sguardo e prega la Madonna. Poi
esce dalla villa, solo, in silenzio; varca
il cancello e ordina ai suoi uomini: "Andiamo
via!”.
Magnifico
e autentico! E' accaduto la mattina dell'8
settembre 1947, festa della natività
della Beata Vergine.
(Aurora - Maggio 1954)
Ai due fatti del Bollettino parrocchiale di
S. Ippolito, ne aggiungo un terzo ascoltato
direttamente da un predicatore degno di fede,
certo P. Serafino da S. Maria a Vico, cappuccino,
col quale sono stato diversi anni insieme.
Eccolo.
3.
Durante la guerra civile spagnola (1936-1939),
il generale Queipo de Liano, impadronitosi
della città di Siviglia con solo 200
uomini, lanciò messaggi aerei a Malaga,
Madrid, Toledo per avere rinforzi e difendere
la città dagli assalti di truppe rosse.
Nessuna risposta. Intanto una colonna di 20
autocarri nemici carichi di dinamite, avanzava
verso Siviglia con ordine di farla saltare.
La popolazione costernata, non vedendo alcuna
via umana di scampo, si raccomandò
alla Madonna tanto venerata nella cattedrale.
Il generale intanto mandò incontro
agli autocarri un gruppo di volontari votati
alla morte. Essi attesero, nascosti nei buchi
lungo la strada, pronti a giocare il tutto
per tutto. Ben presto gli autocarri giunsero
loro vicini. In mezzo al fragore dei motori
si sentiva gridare: “Ditele che si ritiri...
che se ne vada! ... che fa quella donna in
mezzo alla strada? ... con quel bambino in
braccio?..." . Altre voci intimavano:
“Schiacciatela se non si ritira!... Vada alla
malora!...". Tutto questo sentivano gli
uomini nascosti lungo la strada, senza veder
nulla; quando all'improvviso scorsero la testa
della colonna di minatori rossi. Il comandante
ordina: "Fuoco!...". Si viene a
corpo a corpo. I rossi spaventati, sorpresi
dovettero arrendersi e legati, furono condotti
a Siviglia. Fu chiesto
loro: “Ma perchè vi siete arrestati?...".
Risposero: “Perchè davanti all'autocarro
di testa si è messa una donna col bambino
in braccio, e non ha voluto cedere il passo".
"Ma chi era?.. .". “Non lo sappiamo,
ma era terribile in volto. Era come una statua,
ci guardava severamente, immobilizzandoci.
Ai vostri spari scomparve". “Dov'è
andata?". "Chi lo
sa? ......”
Alcuni giorni dopo, nella vigilia dell'Assunta,
si procedeva con solennità alla vestizione
della statua della Madonna con gli abiti sontuosi,
gelosamente conservati negli armadi del Santuario.
Con indicibile meraviglia si trovarono i sandali
della Madonna consunti come per un lungo cammino,
le calze infangate, la veste piena di polvere
con l'orlo sfilacciato. Eppure l'anno prima,
per la stessa festa gli abiti erano stati
riposti perfettamente puliti: la Madonna aveva
indossato i regali indumenti per andare incontro
e fermare gli invasori e così liberare
la città a Lei tanto cara, dalla distruzione
e dalla morte. (Io so che la statua fu fatta
vedere al prigionieri i quali esclamarono:
questa è quella donna che si è
posta innanzi alla colonna degli autocarri).
Conclusione. Oggi, tremendi
pericoli si profilano all'orizzonte e minacciano
di mandare in frantumi tutta l’umana civiltà.
Bagliori di guerra si vedono qua e là
forieri di una nuova, più vasta, più
terribile conflagrazione mondiale. Ma non
temiamo: una terza guerra mondiale non è
necessaria e non ci sarà se mettiamo
la Madonna contro l'atomo (Fulton). Ma dobbiamo
far ricorso alla nostra Mamma celeste. Dobbiamo
invocare Maria...
Si, o Madre della Libera... libera nos semper...
Virgo gloriosa et benedicta.
4.
Racconto, come lo ricordo, un altro scioccante
episodio da me ascoltato da un missionario
(forse dei Servi di Maria) negli anni tra
il 1968-70. Lo ricordo bene per la sua particolarità.
Nel momento che l'ascoltavo ero in confessionale
(ad Albacina, frazione di Fabriano (AN)),
per il mio ministero sacerdotale, e non pensai
a chiedere notizie specifiche - che avrei
potuto facilmente avere - al predicatore missionario.
Diceva il predicatore. “Io sono nel Messico
(?), quale missionario. Con me vive, anch'egli
missionario, un mio confratello il quale è
entrato a far parte della nostra fraternità
perchè alcuni anni or sono lasciò
il mondo ed entrò decisamente in Religione
(tra i Servi di Maria?) per il seguente fatto.
Laureatosi in ingegneria, con altri due compagni,
anch'essi neolaureati, andarono su un monte
nei pressi di Torino, meta di molte persone
che ci vanno per svago. Vi andammo anche noi
tre (è egli, che racconta) per bagnare
e festeggiare la nostra laurea.
Entrati in un bar, incominciammo a bere del
liquore e, poi, a dire anche delle sciocchezze,
anzi passammo addirittura - brilli come eravamo
- a fare i gradassi e a dire cose contro la
religione... arrivando fino alla bestemmia.
Ad un certo momento il tempo cambiò
e minacciava tempesta. Ci mettemmo in cammino
per raggiungere la città. Incominciarono
lampi e tuoni e noi affrettammo il passo per
evitare l'acquazzone imminente.
Mentre fuggivamo, ecco che una voce, proveniente
come da un lampo, disse:
“ammazzalo!". Subito dopo un fulmine
uccise uno di noi tre. Io e l'altro, impauriti
aumentammo la fuga. Ma ecco che una seconda
volta si sentì la stessa voce: "ammazzalo”,
e l'altro mio compagno cadde fulminato...
Vi lascio immaginare le mie condizioni...
Piangendo e scappando pensavo: adesso arriverà
il terzo: "ammazzalo” e sarò io
il colpito. Infatti, sentii per la terza volta
"ammazzalo!". Piangendo e tremando,
aspettavo il fulmine, ma questo non venne.
Invece ascoltai una voce, come quella di una
tenera madre, che disse: "questo no,
perchè ogni sera quando va a letto,
mi dice ancora un'Ave Maria".
Questi sono i fatti che mi sono capitati.
Sceso in città, raccontai subito ad
un sacerdote tutto l'accaduto, mi confessai
e promisi alla Madonna che mi sarei consacrato
a Lei per attendere all'onore e alla gloria
di Dio ed alla salvezza delle anime. E così
feci.
Il missionario finito il racconto, ripetè:
il confratello ingegnere è ora sacerdote
e sta con me in missione".
Non
cattolico. Hai finito? Quando risponderai
alle mie precise domande?
Cattolico.
Ti chiedo scusa. Voglio ancora raccontarti
un episodio che appartiene alla storia della
Chiesa e che forse tu e molti altri non conoscete.
Non
cattolico. Un fatto storico? Allora
lo dovremmo conoscere tutti. Se è così
lo ascolto.
Cattolico.
Si, che è storico: si tratta della
battaglia di Lepanto. Vai a vedere in una
enciclopedia (UTET, Enc. Catt.) e vi troverai
che Lepanto è città e porto
della Grecia. Io qui racconto solo l'indispensabile.
Si sa che Selim II, nel 1566 divenne sultano
di Costantinopoli, e mostrò subito
il proposito di impadronirsi di Cipro, nonostante
il Trattato di pace, stretto con Venezia che
ne era padrona. Venezia si preparò
alla lotta e chiese aiuti al papa Pio V ed
ai sovrani cristiani. La flotta cristiana,
inferiore a quella musulmana, si andava preparando,
mentre l'impero Turco sbarcava a Cipro nel
luglio 1570; il 9 settembre si impadroniva
di Nicosia ed il 4 agosto 1571, dopo un lungo
assedio, anche di Famagosta: così tutta
l'isola era perduta per la cristianità.
S. Pio V, venuto a colloquio col generalissimo
dei Cristiani disse: "La vittoria sarà
nostra se i combattenti si prepareranno cristianamente
e se dall'esercito sarà tolta tutta
la gente di pessimi costumi". I consigli
del Papa vennero assecondati. Si fecero preghiere
e digiuni. I Turchi stavano vincendo, ma poi
la situazione improvvisamente cambiò
a favore dei Cristiani che inflissero ai Turchi
gravi perdite.
S. Pio V in Vaticano, mentre discuteva con
vari prelati, ad un tratto impose silenzio,
corse alla finestra, l'aprì e vi rimase
immobile per alcuni minuti. Poi levandosi
raggiante in volto esclamò: “Il nostro
esercito sta conseguendo la Vittoria! Correte
a ringraziare la Madonna!". Erano le
ore 17 del 7 ottobre 1571, proprio l'ora in
cui nelle acque di Lepanto la flotta cristiana
sconfiggeva quella nemica. Durante la battaglia
i cristiani pregavano, le Confraternite recitavano
il S. Rosario.
Certo queste notizie più particolareggiate
nelle Enciclopedie non le troveremo, ma esse
sono state registrate da chi le ha vissute.
E la Chiesa di allora che le ha vissute le
ha registrate nella storia ecclesiastica istituendo
il 5 ott. 1571 la festa del S. Rosario alla
Madonna, alla cui intercessione fu attribuita
la Vittoria di Lepanto.
Non
cattolico. Ti prego ancora una volta
di provarmi con la Bibbia alla mano tutto
quello che voi cattolici chiamate la mariologia,
o addirittura teologia mariana. Cioè
mi devi dimostrare, Bibbia alla mano, che
Maria è:
I- Madre di Dio;
II- Immacolata Concezione;
III- Assunta in Cielo;
IV- Mediatrice;
V- Madre della Chiesa e delle creature;
VI- Corredentrice;
VII- Sempre Vergine;
VIII- Ausiliatrice;
IX- Cos'è Maria nella fede e nella
vita cristiana.
Cattolico.
Occorrerà ripeterti che le verità
bibliche possono essere espressamente o esplicitamente
dette, implicitamente contenute nella divina
Parola, oppure che sono una conseguenza logica
di quanto è detto nella S. Scrittura?
Non
cattolico. Sono cose che già
hai detto e si capiscono facilmente. Io aspetto
soltanto la dimostrazione pratica e razionale,
meglio scritturistica, di quanto afferma la
Chiesa cattolica nei riguardi di Maria.
Cattolico.
Cercherò di rispondere ordinatamente.
Maria SS. è:
I-
Madre di Dio. Di tale verità
dogmatica dirò poche cose giacchè
ci troviamo di fronte a citazioni esplicite.
Is 7,14: " ... Pertanto il Signore stesso
vi darà un segno. Ecco: la Vergine
concepirà e partorirà un figlio
che chiamerà l'Emmanuele". E S.
Matteo (1,22-23) precisa: “Tutto questo avvenne
perchè si adempisse ciò che
era stato detto
dal Signore per mezzo del profeta: 'Ecco,
la Vergine concepirà e partorirà
un figlio che sarà chiamato l'Emmanuele,
che significa Dio con noi"'.
Circa 30 anni dopo di Isaia il profeta Michea
(5,14) aggiunge un'altra precisazione: “E
tu, Betlemme di Efrata, così piccola
per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te
uscirà Colui che deve essere il dominatore
di Israele... Perciò Dio li metterà
in potere altrui fino a quando Colei che deve
partorire partorirà. ..". In Is
9,5 troviamo: “Poichè un bambino è
nato per noi, ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il regno della sovranità
ed è chiamato: Consigliere Ammirabile,
Dio potente, Padre per sempre, Principe della
pace". Più oltre, sempre in Isaia
(11,1-2), leggiamo: "Un germoglio spunterà
dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà
dalle sue radici. Su di Lui si poserà
lo Spirito del Signore ......” E per terminare
le citazioni esplicite, le più importanti,
concludo con Lc 1,43: "A che
debbo che la Madre del mio Signore venga a
me?”.
Comprendo che la Madonna non ha concepito
la divinità, e, questo è chiaro,
ma è anche vero che: “In principio
era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e
il Verbo era Dio . E il Verbo si fece
carne e venne ad abitare in mezzo a noi..."
(cf Gv 1,1 e ss.).
In Conclusione: Il Verbo Eterno prese
carne nel seno di Maria. E perciò
giustamente, nel 431, al Concilio di Efeso
si riconobbe che Maria poteva e doveva dirsi
vera Madre del Verbo-Dio fatto Uomo
nel Suo grembo.
II-
Immacolata. La Bibbia non dice che
Maria è immacolata, ma ci dice tante
altre cose dalle quali si ricava che è
nata senza macchia di peccato. Credo che nessuno
di noi pensi che Gesù, l'Agnello senza
macchia, potesse nascere da una sorgente inquinata:
anche la sua carne umana sarebbe stata macchiata.
Al capitolo 3,15 della Genesi, troviamo, infatti:
“Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa
ti schiaccerà la testa e tu le insidierà
il calcagno". Ora, se Dio pone inimicizia
tra satana e la donna e la sua stirpe (Gesù),
è chiaro che questa donna non sarà
mai, neppure per un istante, in amicizia con
satana. Il che significa che la Madonna sarà
Immacolata. Se Maria deve essere la Madre
dell'Emanuele, ossia del "Dio-con-noi",
“del Dio Potente", “la Madre del mio
Signore” non può essere una donna come
le altre.
Inoltre la Bibbia ci dice: “Ti saluto, o piena
di grazia, il Signore è con te... nulla
è impossibile a Dio... Benedetta tu
fra le donne e benedetto il frutto del tuo
grembo". Tutte queste parole hanno un
chiaro significato: “Ti saluto, o Immacolata".
Lo scoprire che “tutti siamo sotto peccato"
(Rm 3,9-10), "tutti siamo concepiti nel
peccato" (Sal 50,7) e solo Cristo con
la sua morte ci ha liberato, non contrasta
con la dottrina dell'Immacolata, perchè
la pienezza di grazia che l'Angelo Gabriele
attribuisce a Maria deve escludere, logicamente,
qualunque momento di inquinamento col peccato,
neppure quello originale, in previsione dei
meriti del suo Figlio divino. Tutto questo
lo ricaviamo sempre dalla S. Scrittura perchè
dove abbondò il peccato sovrabbondò
la grazia... e "come per la disobbedienza
di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori,
così anche per l'obbedienza di uno
solo tutti saranno costituiti giusti"
(cf Rm 5,15-20).
In conclusione: l'opera salvifica di Cristo
deve dirsi incomparabilmente superiore in
efficacia al peccato di Adamo. Maria, prescelta
fin dall'eternità ad essere la Madre
dell'Uomo-Dio, è stata, prima che nascesse,
la prima redenta in previsione dei grandi
meriti del Suo Figlio Divino. E dobbiamo crederei,
altrimenti l'Angelo Gabriele non le avrebbe
dato il nome di “Piena di Grazia", né
Dio ci avrebbe fatto sapere che avrebbe posto
tra Lei e satana una inimicizia eterna.
III-
Assunzione di Maria Vergine al Cielo.
Ho già detto che l'Assunzione deve
ritenersi una conseguenza logica di tutto
quello che la S. Scrittura dice sulle prerogative
straordinarie di Maria. Sembra anche molto
logico che alla Madre Immacolata di Gesù,
Uomo-Dio, Vergine perpetua, debba toccare
la stessa sorte del Figlio divino.
Fin dall'inizio del Cristianesimo Maria è
stata ritenuta Madre di Dio, Immacolata, Assunta
in cielo in anima e corpo e sempre Vergine.
Nel quarto secolo esistevano già templi
dedicati alla Madre di Dio; nel quinto secolo
templi dedicati all'Assunta.
Pio XII, dopo la dichiarazione del dogma dell'Assunzione,
vide nel Cielo, in pieno giorno, ripetersi
il fenomeno della "danza del sole” come
segno di celeste approvazione alla sua dichiarazione
dogmatica. A Lourdes, nel 1858, quattro anni
dopo la dichiarazione del dogma dell'Immacolata
Concezione, la Madonna confermò: "Io
sono l'Immacolata Concezione".
Nelle prime comunità giudaico-cristiane,
è già presente la convinzione
che il corpo di Maria fosse stato assunto
in cielo in anima e corpo.
Tale convinzione era viva a Gerusalemme dove
si indicava nel Getsemani il luogo della sua
temporanea deposizione, detta poi dormizione,
perchè dal sonno passò alla
gloria dell'Assunzione. L’assunzione di Maria
è parallela all'Ascensione di Cristo.
Esiste infatti una perfetta somiglianza, una
sorprendente analogia fra la Madre ed il Figlio,
fra i misteri della vita di Cristo e i misteri
della vita di Maria. Due vite, due destini
cosi mirabilmente congiunti in tutto il loro
corso.
Se cerchiamo una base teologica per il mistero
dell'Assunzione di Maria, possiamo trovarla
nel privilegio supremo di tutti gli altri
privilegi mariani: la maternità divina.
Né dobbiamo meravigliarci se alcune
verità cristiane siano state dichiarate
dogmatiche soltanto dopo molto tempo. Nei
primi tre secoli, e oltre, la Chiesa fu sempre
perseguitata. La sua sopravvivenza e affermazione
sono espressioni dell'Onnipotenza divina.
Lì dove la S. Scrittura è esplicita
i dogmi sono stati stabiliti fin dai primi
secoli, dove invece mancano espressioni esplicite,
lo studio e il tempo hanno sempre meglio permesso
di poter compenetrare la divina parola all'intelligenza
umana fino alla soluzione che s'imponeva.
Il Magistero Ecclesiastico agisce con prudenza
e saggezza perchè le Verità
divine devono essere anche accolte e credute
dai fedeli. D'altra parte si sa e si è
convinti, nella gerarchia, che lo Spirito
Santo guiderà la Chiesa per ogni vero,
alla Verità tutta intera e farà
capire tante cose che non ancora si è
in grado di capire.
Posso concludere ricordando che il cap.12
dell'Apocalisse, per molti e seri esegeti,
non è estraneo all'Assunzione di Maria.
La donna ed il drago sono figure tipiche per
questa visione (due segni nel cielo) inaugurale.
L’antica profezia di Gen 3,15 diviene realtà:
una lotta senza tregua oppone la discendenza
del popolo eletto e le forze del male. Mentre
la visione apocalittica mostra il Figlio della
donna "rapito verso Dio e verso il suo
trono" - allusione all'Ascensione di
Cristo al cielo, presenta la donna stessa
in fuga verso il 'luogo preparato da Dio"
(Ap 12,5-6), figura dell'Assunzione di Maria
nella gloria dell'Eterno.
IV-
Mediatrice. In 1Tm 2,5 troviamo:
“uno solo, infatti, è Dio e uno il
mediatore
fra Dio e gli uomini, l'Uomo Cristo Gesù..."
. Citando queste parole i fratelli non cattolici
ci accusano addirittura di idolatria. Eppure,
rimanendo allo stesso testo di S. Paolo leggiamo
che l'Apostolo raccomanda a Timoteo di far
pregare i fedeli per tutti gli uomini, per
i re e per tutti quelli che stanno al potere.
Pregare per gli altri equivale a intercedere.
Anzi dice che è cosa bella e gradita
a Dio. Tutto ciò vuol dire che l'intercessione
dei fedeli, ossia dei santi, aiuta a conoscere
il vero Dio e il vero Mediatore e a salvarsi
mediante di Lui. Tanto è vero che la
Chiesa termina sempre le preghiere rivolte
ai santi e alla Madonna con le parole: "Per
il Nostro Signore Gesù Cristo, che
è Dio...". La Chiesa ha sempre
ritenuto Mediatore assoluto e indispensabile
Gesù Cristo, e la mediazione o intercessione
della Madonna e dei santi subordinata a quella
di Cristo.
V-
Madre della Chiesa e delle creature.
Il Concilio Vaticano II ha messo in luce la
singolare posizione della Beata Vergine Maria
nella storia della salvezza e quindi nella
storia e nella vita della Chiesa. Umile figlia
dell'antico Israele, Maria è insieme
la primogenita e la Madre del nuovo, un pò
come è Figlia e Madre di Dio. Figlia
primogenita della Chiesa in quanto è
il primo frutto della salvezza, “redenta in
modo sublime in vista dei meriti del Figlio
suo" (L.G., 53) e quindi primo tralcio
inserito in Cristo, primo membro del Suo Corpo
mistico. Ma soprattutto Maria è Madre
della Chiesa, perchè predestinata fin
dall'eternità ad essere la Madre di
Colui che doveva dar vita alla Chiesa stessa.
Attraverso quest'umile Vergine la salvezza
promessa da Dio fin dalle origini del genere
umano giunse agli uomini e ciò fu “quando
il Figlio di Dio assunse da Lei la natura
umana, per liberare con i misteri della sua
carne l'uomo dal peccato" (L.G., 55).
Così Maria, la primogenita dei redenti,
diventa la Madre dei redenti stessi, la Madre
del nuovo popolo di Dio, tanto che i Padri,
"paragonandola con Eva, chiamano Maria
"Madre dei viventi" e confermano
spesso: “la morte per mezzo di Eva, la vita
per mezzo di Maria" (L.G., 56).
La Madre del Salvatore è di diritto
la Madre dei salvati e:non solo perchè
ha generato il Salvatore alla vita del tempo,
ma perchè fu intimamente associata
alla Sua opera di salvezza.
Col concepire Cristo, generarlo, nutrirlo,
presentarlo al Padre, nel tempio, soffrire
col Figlio suo morente in croce, cooperò
in modo del tutto singolare all'opera del
Salvatore ... per restaurare la vita soprannaturale
nelle anime" (L.G., 61).
L’ufficio materno che Maria esercita verso
il Figlio si estende a quanti crederanno in
Lui. Ai piedi della Croce, quando Gesù
Le affida Giovanni, e nel cenacolo, dove in
mezzo ai discepoli attende lo Spirito Santo,
Maria appare in pieno nella funzione di Madre
della Chiesa, la quale nel cuore materno di
Lei trova sostegno e dalla sua preghiera attinge
forza e fecondità apostolica.
La Madonna è “intimamente congiunta
alla Chiesa" anche in quanto ne è
figura e modello: “nell'ordine della fede,
della carità e della perfetta unione
con Cristo" (L.G., 63).
Maria, che senz'ombra di dubbio, ha creduto
a Dio e alle Sue promesse in circostanze quanto
mai oscure e difficili, è il sublime
modello della fede della Chiesa. Ed è
modello di Carità, perchè più
di ogni altra creatura ha amato Dio e gli
uomini (cf L.G., 65). Ma c'è un altro
motivo che sollecita la Chiesa a seguire le
orme della Madre di Dio e Madre sua: anch’essa,
come Maria, per la sua unione con Cristo è
Madre e Vergine. Madre perchè “con
la predicazione e il battesimo genera a una
vita nuova e immortale figliuoli concepiti
per opera dello Spirito Santo e nati da Dio";
Vergine in quanto “custodisce integra e pura
la fede data allo Sposo" (L.G., 64).
Tutto ciò la Chiesa consegue in grado
tanto più alto quanto più, contemplando
Maria, si studia di ricopiarne le virtù,
particolarmente la perfetta adesione alla
volontà di Dio e la fedeltà
nell'accogliere e custodire la parola divina.
VI-
Corredentrice. Il primo aspetto della
mediazione di Maria è la Corredenzione,
ossia la cooperazione all'opera della nostra
salvezza.
Perchè Iddio volle unire al Redentore
anche una Corredentrice? Questa ragione va
ricercata nel piano divino.
Rovinato il genere umano da Adamo ed Eva,
Dio volle salvarlo per mezzo dell'Uomo-Dio
Gesù, nuovo Adamo e per mezzo di Maria,
la nuova Eva. Adamo soltanto sarebbe stato
sufficiente per rovinare tutto il genere umano:
di fatto però egli lo rovinò
con la cooperazione di Eva. Come Adamo ed
Eva nella nostra rovina, così Cristo
e Maria nella nostra redenzione. Noi possiamo
trovare la 'predizione di questa corredenzione
nel cosiddetto Protoevangelo (Gen 3,15), quando
Dio disse al serpente: “Io porrò inimicizia
fra te e la donna". Con queste parole
viene espressa la strettissima unione tra
Cristo e Maria nella redenzione. Per questo
i Padri della Chiesa e gli scrittori ecclesiastici,
fin dai tempi apostolici - contemplando il
famoso parallelismo paolino allusivo al Protoevangelo:
“Come in Adamo tutti muoiono, così
in Cristo tutti vengono vivificati” (cf Rm
5, 12-25) - dissero: "Come in Adamo ed
in Eva tutti muoiono, così in Cristo
e in Maria tutti vengono vivificati”.
La profezia del Protoevangelo si verificò
a Nazareth, nel momento dell'Incarnazione
e sul Calvario nella morte redentrice di Cristo.
Alla scena dell'Eden fa perfetto riscontro
quella di Nazareth: nell'Eden l'angelo delle
tenebre, il serpente, istiga e corrompe Eva
e Adamo; a Nazareth, l'Angelo della luce,
Gabriele, ottiene il “fiat" di Maria,
la quale diventa la Madre del Redentore, concependo,
con Lui, spiritualmente, tutta l'umanità,
mistico Corpo di Cristo. Al dramma dell'Eden
fa riscontro quello del Calvario. Tre elementi
nell'Eden furono strumenti della nostra rovina:
Adamo, Eva e l'albero da cui pendeva il frutto
proibito. Nel dramma del Calvario ritroviamo,
strumenti della nostra redenzione, Cristo,
Maria e l'albero della Croce, il Redentore,
la Corredentrice e il frutto del legno della
Croce, ossia la passione di Cristo e la compassione
di Maria.
Secondo la profezia di Malachia (3,3-4), Gesù
sarebbe stato offerta gradita a Dio nel tempio
per purificare il popolo dal peccato. Ma,
adeguandosi alle sue condizioni di neonato,
Gesù vuole essere offerto per le mani
di Sua Madre che appare qui, prima che sul
Calvario, nella funzione di Corredentrice.
Tutto ciò ci viene confermato dalla
parola di Simeone: "Egli è qui
per la rovina e la risurrezione di molti in
Israele, segno di contraddizione... E anche
a te una spada trafiggerà l'anima"
(Lc 2,34-35). Si potrebbe ancora osservare
che la purificazione di Maria, alla quale
Ella non era tenuta perchè Vergine
e pura, connessa alla presentazione di Gesù
al tempio, è simbolo di quella purificazione
di cui l'uomo è sempre bisognoso e
che può essere ottenuta solo per i
meriti di Cristo presentato al Padre "per
espiare i peccati del popolo" (cf Eb
2,17). Con la sua umiltà e obbedienza
alla legge, Maria si unisce alla obbedienza
di Cristo fino alla morte di Croce.
VII-
Maria sempre Vergine. Dopo la Madonna
contestata ci imbattiamo nel cap. XI, 'dove
sono presentati "i fratelli e le sorelle
di Gesù!” Queste ingenue? puerili?
obiezioni le confuterò a suo tempo.
Per ora parliamo della sempre Vergine Maria
così come ci risulta dai vari racconti
della S. Scrittura. Per il momento, per soddisfazione
di chi legge, dirò che è vero
che la Bibbia parla di fratelli e sorelle
di Gesù, ma MAI di altri figli di Maria.
Leggendo attentamente Isaia (7,14) è
facile scoprire che “la vergine concepirà
e partorirà”, ossia che Maria, vergine
concepisce per opera dello Spirito Santo,
e vergine partorisce. Il Verbo Eterno, nascendo
come Dio-Uomo da Maria, consacra l'integrità
verginale della Madre. In Luca (1,26-38) si
coglie il dialogo tra l'Angelo Gabriele e
Maria. E' chiara la preoccupazione di Maria
di mantenere intatta la sua Verginità
a Dio consacrata e pronuncia il suo "fiat"
soltanto quando l'Angelo l'assicura “Non temere,
Maria... nulla è impossibile a Dio".
Altre figure bibliche si possono riferire
alla perpetua verginità di Maria: sono
quella del “roveto ardente che non si consuma”
(Es 3,2 ss.); quella di Ezechiele (44,1-2):
"porta chiusa", applicata a Maria
SS....
S. Basilio ricorre al "sensus fidellum"
e dice: "Coloro che amano Cristo non
sopportano di sentire che la “Madre di Dio”
abbia ad un certo punto cessato di essere
“vergine". S. Leone Magno dice: “Lo partorì
(Gesù), conservando la Verginità
come lo concepì conservando la Verginità”.
Timoteo di Alessandria dice: “Poichè
era il Dio incorruttibile che nasceva, Egli
nacque dalla S. Vergine senza corromperne
la Verginità”. Gaudenzio di Brescia
ha scritto: “non ha potuto violare l'integrità
nascendo, Colui che era venuto per reintegrare
la natura".
Proclo di Costantinopoli afferma: "Se
la Madre non è rimasta Vergine, allora
il nato è solo uomo, e non ha avuto
luogo nessuna nascita prodigiosa. Ma se Ella,
dopo il parto, è rimasta Vergine, perchè
Egli non avrebbe dovuto essere Dio?".
Dal Concilio Costantinopolitano II (553) abbiamo:
"Prese carne dalla gloriosa Theotòkos
(= Madre di Dio) e sempre Vergine Maria”.
Anche Lutero, Zuiglio e Calvino furono difensori
energici della perpetua Verginità di
Maria. Non così gli altri "riformatori".
In ultimo possiamo osservare: Gesù
entra nel Cenacolo, più volte, a porte
chiuse... senza violare nulla. Quando il fiore
emette il profumo, lascia integra la corolla;
quando dalla bocca esce la parola o il canto,
le labbra non si strappano; quando dalla mente
esce il pensiero che si traduce in iscritto
e suono nella bocca, il suo passaggio e la
sua attuazione lascia integri tutti gli organi
e le parti del corpo per cui si esprime. Tutto
ciò è soltanto opera ordinaria
di Dio che sfugge alla nostra osservazione
perchè attribuiamo tutto alla natura,
dimenticandone l'Autore.
La natura di Cristo, l'Incarnazione, è
un mistero profondo di Dio: e chi si avvicina
a Dio, tocca necessariamente il mistero ed
il prodigio. Infine, bisognerà ricordare
che nella Chiesa di Dio i continui miracoli
rendono evidente il dito di Dio e la presenza
dello Spirito Santo che guida la Chiesa "alla
Verità tutta intera” (cf Gv 10,13).
La presenza, anche visibile, di Maria tra
gli uomini è uno dei fenomeni più
frequenti e sconvolgenti che tocca il cuore
dell'umanità e sorregge la fede, nonostante
tante avversità e persecuzioni verso
il Corpo Mistico di Cristo. Chi non conosce
o non ha sentito parlare delle tante apparizioni
della Madonna? E nello stesso tempo, chi non
conosce la serietà unica e la diffidenza
della Chiesa nell'accettare e vagliare tali
avvenimenti?
VIII-
Maria SS. aiuto dei Cristiani. La
festa dell'Ausiliatrice assume ai nostri giorni
un significato tutto particolare a causa della
lotta fra la Città di Dio (la Chiesa)
e la città di satana (il blocco delle
forze anticristiane).
La Madonna è l'Ausiliatrice della Chiesa
e del suo Capo, il romano Pontefice, contro
le insidie e gli attacchi avversari. Fin dagli
albori dell'umanità, alla Madre del
Salvatore, alla nuova Eva, veniva affidata
(Gen 3, 15) la singolare missione di cooperazione
col nuovo Adamo (Cristo) in tutta l'opera
della Redenzione. Nei momenti più critici
della vita della Chiesa, nelle svolte più
decisive della storia, l'umile navicella di
Pietro, pilotata dal suo successore, tra flutti
e marosi tempestosi, sa di non poter sommergere
per le promesse divine, per le quali sa di
essere invincibile e incrollabile. Queste
promesse divine si imperniano sull'aiuto di
Dio, onnipotente per natura, anche attraverso
il braccio e la mano materna di Maria, onnipotente
per grazia. Per questo la Chiesa e il suo
Capo visibile si sono sempre rivolti e si
rivolgeranno sempre con immutata fiducia alla
Madonna, ripetendoLe con S. Germano: “Universo
mundo auxiliatricem manum tuam porrige"
(“Stendi a tutto il mondo la mano tua ausiliatrice").
La
Chiesa non è rimasta mai delusa in
questa sua fiducia. S. Giovanni Bosco, il
grande propagatore del culto verso Maria SS.
“Aiuto dei Cristiani”, adduce ben 20 esempi
di straordinario intervento di Maria in favore
dei Cristiáni. Tre di essi meritano
di essere ricordati in modo particolare: la
vittoria di Lepanto (7-10-1571), di cui ho
già parlato; la liberazione di Vienna
(nel 1683) e la liberazione di Pio VII, dopo
cinque anni di prigionia napoleonica (il 24-5-1814),
liberazione che diede origine all'istituzione
della festa di Maria SS. “Auxilium Christianorum"
(16 sett. 1816). Il Papa Pio XII non esitò
a definire la vittoria del 18 aprile 1948
una seconda Lepanto, ritenendola “una grazia
della Castellana d'Italia".
Pio XII riteneva la Madonna “la vincitrice
di tutte le battaglie di Dio". Nessuna
meraviglia quindi se il culto di Maria Ausiliatrice,
per opera principalmente di San Giovanni Bosco
e dei suoi figli, si sia rapidamente diffuso
in ogni parte della terra.
Il celebre segretario fiorentino, Nicolò
Macchiavelli, diceva: "Italiani, rifacciamoci
alla storia!”. Con maggior ragione la Chiesa
può ripetere a tutti i suoi membri:
"Cristiani, rifacciamoci alla storia!.
Essa è tutta intrecciata all'aiuto
di Maria!".
IX-
Maria nella fede e nella vita cristiana. I
Protestanti - i classici negatori delle grandezze
di Maria, e non di rado anche qualche cattolico
poco illuminato - non possono contenere la
loro meraviglia dinanzi alla parte larghissima
che ha la Madonna nella Liturgia della Chiesa
e nella devozione dei fedeli.
Tale meraviglia svanirebbe se si riuscisse
a capire la parte importantissima che il ruolo
di Maria ha nella fede e nella vita dei cristiani.
Infatti, come si potrebbe concepire la fede
cristiana senza Maria? E' evidente che la
nostra fede ha per centro necessario Cristo,
l'Uomo-Dio e Mediatore fra l'uomo e Dio. Ma
Cristo, nella realtà dell'economia
divina, non è neppure concepibile senza
Maria, Madre Sua e Sua indivisibile Compagna
in tutta l'opera redentiva e mediatrice. Perciò
è impossibile separare il Verbo Incarnato
da Colei nella quale si è incarnato.
Dante direbbe: "Ella è la rosa
in cui il Verbo divino carne si fece. .."
(Par. XXIII,73 ... ).
Possiamo concludere che la fede cristiana
senza Maria non è neppure concepibile.
“Nella S. Scrittura - così scrisse
S. Pio X (Encicl. Ad diem illum) - quasi tutte
le volte in cui viene predetta la nostra grazia
futura, il Salvatore degli uomini vien presentato
congiunto alla Sua Madre". Per questo
Cristo e Maria, anche durante la vita terrena,
sono intimamente congiunti nella mente e nel
cuore e, quindi, anche nella venerazione e
nel culto della Chiesa e di tutti i fedeli.
E' certo che dove più fiorisce la venerazione
per Maria, ivi fioriscono la fede ed il culto
verso Cristo. Mentre dove languiscono venerazione
e culto verso Maria, ivi languiscono la fede
ed il culto verso Cristo. La storia di tante
confessioni piombate nel razionalismo negatore
di Cristo, sta ad attestarlo.
Non è meno grande la parte che ha Maria
nella vita cristiana, la quale, come si sa,
é vita soprannaturale della grazia
divina, innestata nella nostra vita naturale,
per cui diveniamo “compartecipi della divina
natura" (cf 2 Pt 1,4).
Ma chi è Maria? Ella è la Madre
dell'Autore della Grazia!... Quindi Maria,
insieme con Cristo, quantunque in linea secondaria
e subordinata, non è estranea a tutta
la nostra vita cristiana. Inoltre, la Madre
del Verbo Eterno, dell'Uomo-Dio, ci è
stata data da Dio come modello e come aiuto:
come modello (il più perfetto e il
più adatto) di vita cristiana, ossia
di vita di fede, di speranza e di carità;
e come aiuto per poter imitare Gesù
che è Via, Verità e Vita.
Non
cattolico. Nonostante le tue molteplici
risposte e spiegazioni, i non cattolici non
riescono a convincersi di Maria mediatrice,
del nome di Madonna, delle varie distinzioni
che fate nel culto per difendervi dalla idolatria,
dell'appellativo Madre della Chiesa, dell'invocazione
"Ave gratia plena" , facendo capire
che Maria è distributrice di grazie.
Invece dai vari episodi biblici Maria appare
per quella che è, anzi spesso è
proprio Gesù ad usare una certa durezza
con Maria e a fare certe distinzioni onde
evitare malintesi ed esagerazioni. Infine
voglio farti presente che la dottrina mariana
della Chiesa cattolica costituisce uno dei
più grandi ostacoli per l'Ecumenismo.
Cattolico.
Le tue obiezioni, in gran parte, trovano già
una risposta in tutto quello che ho detto
finora della Madre di Gesù. Ma capisco
l'assillo del non cattolico il quale, per
la sua tradizionale opposizione al cattolicesimo,
riesce difficilmente a convincersi della grandezza
di Maria. Grandezza, d'altra parte, che si
ricava direttamente dalla Bibbia che più
volte fa riferimento alla Sua divina Maternità.
Il titolo di Madre del Dio fatto Uomo è,
da solo, sufficiente a illuminare e a giustificare
tutte le altre prerogative mariane.
E' vero che la Bibbia non dice molto di Maria,
ma, approfondendo i testi, la liturgia cattolica
non teme di applicare a Maria una serie di
passi biblici anche veterotestamentari. Infatti
La canta con gli elogi dell'Amata, della Sapienza,
della Città santa, del Tempio,ecc.,
anche se è da credere che gli autori
non pensarono in principio alla Madre del
Messia.
Soltanto nel secolo VIII a.C. il profeta Isaia
ci parlerà di "una giovane donna",
dalla versione dei Settanta tradotta "la
Vergine", e rappresenterà così
una nuova tappa della rivelazione. Nella stessa
epoca, il profeta Michea descrive l'avvento
del Messia, come "il tempo in cui partorirà
colei che deve partorire" (cf Is 7,14;
Michea 5,2). Questi brevi presagi non ci descrivono
la Madre del Messia, ma oppongono al re incredulo,
Acaz, che confida soltanto nella forza degli
eserciti dell'Assiria, il Messia bambino,
inerme, in cui opera il solo potere salvifico,
quello di Dio. Se il quasi silenzio su Maria
ci sorprende nell'A.T:, non possiamo dire
altrettanto del Messia, della sua passione
e delle circostanze concrete della sua opera.
L’A.T. aveva il compito di preparare gli animi
alla venuta del Messia, e credo che tutta
la Scrittura veterotestamentaria abbia ben
assolto questo compito. Perciò non
c'è da meravigliarsi se in tutte le
previsioni messianiche, la Chiesa di Cristo
intraveda sprazzi di luce su Colei che ne
sarebbe stata la Madre. Osea, nel sec. VIII,
dopo secoli in cui la personalità della
donna era stata depressa, vede nell'amore
umano, specialmente nella maternità,
un grande valore sì da elevarlo al
rapporto di comunione tra Yahweh e Israele.
Ormai appaiono numerose figure che attestano
l'importanza, sempre maggiore, che la donna
acquista nella vita d'Israele: l'Amata del
Cantico dei Cantici, la donna perfetta dei
Proverbi (3 1,10-3 1), Rut, Ester, Sara, la
sposa di Tobia, Giuditta, ecc.... Così,
quindi alla fine, può apparire la Vergine
chiara e ferma dell'Annunciazione, che non
avrebbe trovato posto nell'epoca antica. Le
età che precedono Maria abbozzano a
poco a poco i valori religiosi che essa eleverà
al più alto punto. La sua devozione
di madre, che la guiderà fino al Calvario,
appare già in Rispah, che difende i
corpi dei suoi figli giustiziati (2 Sam 21,1-14).
La fede, l'amore e, l'ardente speranza del
suo “Magnificat” si modellano sulle forme
dei salmi e, soprattutto, su quelle del Cantico
di Anna (1 Sam 2,1-10).
La sua umiltà, la sua semplicità
e la sua fiducia procedono e si nutrono della
religione dei poveri di Yahweh. La sua santità
è il supremo frutto dell'A.T.
La missione di Maria si fa strada lentamente
nel N. Testamento. Il Libro degli Atti, che
conserva sia lo schema che la tematica della
predicazione originaria, è tutto concentrato
sulla missione di Gesù, dal suo battesimo
alla sua Pasqua. Il Vangelo che si scorge
alla base dei tre sinottici, menziona Maria
una sola volta (Mc 6,3) per proclamare la
superiorità della maternità
spirituale su quella della carne.
Paolo, senza neppure nominarla, allude in
un'occasione a Gesù come “nato da donna"
(Gal 4,4). In Matteo (1,18-25) appaiono i
racconti dell'infanzia e, specialmente, quello
della concezione verginale di Gesù.
In queste tradizioni, prettamente semitiche,
San Giuseppe occupa il primo posto, poichè
è colui che trasmette a Gesù
l'eredità messianica: riceve i messaggi
divini (Mt 1120-21; 2,13.19-20.22) e prende
decisioni, mentre Maria rimane silenziosa
al suo fianco. L’evangelista Luca mette Maria
in piena luce. Le sue tradizioni palestinesi
conferiscono a Maria il suo vero ruolo e permettono
di intravedere la sua profonda personalità.
Questo evangelista, nel racconto della missione
di Gesù aggiunge soltanto un detto
analogo a quello di Marco (cf Lc 11,28), ma
presenta Maria in preghiera nel Cenacolo all'inizio
degli Atti degli Apostoli (At 1, 14). In Giovanni
la missione di Gesù è inquadrata
fra due scene mariane visibilmente contrastanti
(Gv 2,1-12; 19,25-27). Tanto a Cana come sul
Calvario, Gesù definisce sopranamente
il ruolo di sua Madre, prima come fedele,
poi come madre dei suoi discepoli.
Di conseguenza la tradizione evangelica dà
un valore crescente alla figura di Maria.
Si può tentare di scoprirne i motivi.
E' logico che la prima generazione cristiana
concentrasse il suo interesse sulla missione
di Gesù: è pure normale che
Luca e Giovanni, che si rivolgevano ai Greci,
più sensibili dei Semiti sull'importanza
della donna, dedicassero una maggiore attenzione
alla Madre del Salvatore. Non.era forse necessario
che trascorresse un certo tempo prima che
i discepoli potessero discernere i valori
evangelici, più segreti, più
reconditi, che sono incarnati in Maria?
Seguendo i dati evangelici comprendiamo sempre
meglio la sua missione.
Luca dice tutto brevemente (Lc 1,26-38) e
Matteo ne conferma l'essenziale: Maria abitava
a Nazareth, era vergine sposata con Giuseppe,
discendente di Davide. Gli evangelisti, sempre
molto sobri, non si curano di dati secondari,
molti dei quali li ricaviamo dagli apocrifi
e dai Padri della Chiesa. Si ignora se Maria
è di discendenza davidica o di stirpe
sacerdotale, come si potrebbe concludere dalla
sua parentela con Elisabetta. Maria era stata
educata nell'ambiente palestinese del sec.I
e conosceva l'A.T. L'Angelo Gabriele, Elisabetta
e Simeone, per comunicarle la missione di
Gesù e la sua, citano gli oracoli di
Isaia (Lc 1,31 e Is 7,14; Lc 2,30-32 e Is
40,5; 52,10; 42,6; 46,13), di Sofonia e di
Zaccaria (Lc 1,28 e Sof 3,14-17; Zac 9,9),
1 racconti di Agar (Lc 1,31 e Gen 16,11),
di Sara (Lc 1,37 e Gen 18,14), di Giaele (Lc
1,42 e Gdc 5,24). Ella stessa esprime la sua
gioia con i versetti dei salmi e soprattutto
dei Cantico di Anna (Lc 1,46-55 e 1 Sam 2,1-10).
Dopo la nascita di Gesù, osserva la
legge della purificazione e le altre prescrizioni
della Torak (Lc 2,22- 24.27.39). Sappiamo
che il suo fidanzamento. con Giuseppe costituisce,
in conformità all'usanza giudaica,
autentico matrimonio legale.
Luca attesta che la verginità di Maria
è, più che un fatto materiale,
una decisione personale di fronte alla quale
si sente consacrata per sempre e tutta al
Signore. Certo questo proposito è assai
sorprendente in una giovane sposa, soprattutto
nell'ambiente veterotestamentario.
E' vero che si trova qualche analogia nella
Palestina del sec. I a.C., dove gli Esseni
osservavano una stretta continenza: si proponevano
anzitutto di evitare le impurità legali
supposte dall'esercizio del matrimonio, anche
quello legittimo (cf Lev 15). Maria non manifesta
le sue ragioni, ma Luca lascia capire che
la sua prima cura è quella di essere
“l’ancella del Signore", totalmente dedicata
al suo servizio, con l'esigenza di un amore
esclusivo. Ciò le permette di realizzare
il valore più alto dell'A.T., quell'amore
totale che già abbozzarono Osea, Geremia,
Ezechiele, i Salmi, il Cantico dei Cantici,
ecc. (Salmi 16; 23; 42; 63; 84; 103, ecc.).
Questi dati sono parchi, tuttavia permettono
di comprendere che Maria ha ricevuto da Dio
un appello eccezionale a cui vuol rispondere
con tutto il suo cuore.
Maria è, quindi, pronta e Dio può
disporre di Lei per la sua missione. E Dio
lo fa in conformità all'economia generale
dei suoi divini disegni, lo fa mediante una
serie di rivelazioni progressive che illuminano
gradualmente la fede di Maria e le rivelano
il suo ruolo: ad essa spetta rispondere a
Dio a nome di tutto il suo popolo. L'unica
obiezione di Maria è quando fa notare
all'Angelo il suo fermo proposito di Verginità,
ma l'Angelo la tranquillizza. Ora Maria ne
sa già a sufficienza per dare a Dio
la risposta del suo popolo. La sua maternità
è la più lucida, la più
volontaria che sia esistita, esiste ed esisterà.
Il mistero è troppo grande perchè
Ella lo manifesti. Ma durante la visitazione
ad Elisabetta, lo Spirito Santo le rivela,
tramite la sua parente, il ministero profetico
di Giovanni, la stessa sua missione di Madre
del Signore... e prorompe nel “Magnificat”…che
è tutto un programma esploso alla gioia
del cuore di Maria. A Betlemme, Maria si accorge
che la sua missione è soltanto agli
inizi.
Maria, presentando al tempio Gesù,
ascolta dalla bocca di Simeone una rivelazione;
prolungando gli oracoli del Servo di Yahweh,
l'ultimo profeta dell'A.T., Simeone, saluta
in Gesù “la luce delle nazioni"
e indica a sua madre, in modo oscuro, il mistero
della passione: la spada la assocerà
all'opera della redenzione.
Ma Gesù, a dodici anni, sale a Gerusalemme
per la Pasqua (Lc 2,41-50) e coglie l'occasione,
nel ritrovamento al Tempio, di far capire
ai genitori la sua coscienza filiale verso
il Padre celeste. Le parole di Gesù
furono dure per Giuseppe e Maria. Luca riferisce
che non le compresero, ma entrambi trovano
in questo episodio una luce nuova per la loro
missione.
Certamente Maria è la prima fedele
del divin Maestro, e l'episodio di Cana (Lc
2,51) le manifesta questo cambiamento e accrescimento
della sua missione. Infatti è la prima
ad avvertire l'imbarazzo dei suoi ospiti,
gli sposi, e vi provvede subito ricorrendo
a Gesù, il quale La esaudisce al più
presto, ma Le vuole far rimarcare che la sua
missione è indipendente da tutti i
legami della terra. E Maria si tiene sempre
nell'ombra durante la missione di Gesù.
Appare una sola volta per intendere la medesima
lezione, che suona molto aspra per lo nostre
orecchie: "Chi è mia madre e chi
sono i miei fratelli ... ?" (Mc 3,31-35;
Lo 8,19-21), In queste parole, e nella beatitudine,
analoga di S. Luca (11,27-28), la tradizione
ha visto giustamente la definizione della
vera grandezza di Maria.
Elisabetta si felicitò con Maria per
la sua fede (Le 1,45), fede che aumentò
enormemente alla luce degli avvenimenti e
dei messaggi divini, che Maria conservava
nel suo cuore meditandoli (Lc 2,19.51). Quanta
attenzione dovette prestare alla parola del
suo Figlio divino!... E come dovette praticarla!...
Sul Calvario, in una scena che offre l'esatta
antitesi al racconto di Cana (Gv 19,25-27),
è venuta l'ora di Maria. Tutti i discepoli
sono fuggiti, eccettuato il prediletto. Maria
è presente e le viene affidato Giovanni:
"Donna, ecco tuo figlio". Il contesto
è austero, troppo carico di intenzioni,
e San Giovanni è troppo teologo, troppo
attento ai simboli, perchè in queste
parole non si trovi altro che l'affettuosa
preoccupazione di un figlio che abbandona
sua madre. Maria capisce che essendo la Madre
del Maestro deve adesso essere la madre di
tutti i suoi discepoli, i suoi nuovi fratelli
e prepararli per il compimento del loro lavoro
al servizio del Regno.
Due testi del N.T. suggeriscono discretamente
questa missione materna di Maria nella nascente
Chiesa. Il Libro degli Atti (1,14) mostra,
dopo l'Ascensione, gli Undici nel Cenacolo,
che "perseverano concordi nella preghiera,
assieme ad alcune donne e a Maria, la Madre
di Gesù".
Nell'Apocalisse, al cap. 12, troviamo la donna
dalle dodici stelle, vestita di sole. La tradizione,
che all'inizio l'ha identificata con la Chiesa,
le ha dato, a poco a poco, in maniera parallela,
un significato sempre più mariano.
I critici moderni si dividono ancora fra l'una
e l'altra interpretazione; ma anche quelli
che si attengono all'interpretazione più
antica riconoscono volentieri che il veggente
ha potuto, senz'altro pensare alla Madre di
Gesù: non era già stata salutata
in Luca come la personificazione del popolo
di Dio? E Giovanni non aveva visto in Maria,
la Madre dei fedeli?
La tradizione continua la penetrazione del
mistero di Maria che noi abbiamo constatato
presso gli autori del N.T. Questa progressiva
intelligenza appare in un doppio uso della
S. Scrittura.
I Padri della Chiesa esprimono spesso il loro
pensiero circa Maria, applicandole le figure
dell'A.T. L'attuale liturgia conserva molte
delle loro trovate. Canta Maria come il Tempio
di Dio, l'Arca dell'Alleanza e il paradiso
messianico (Is 35,1-7), immagini espressive
che denotano la presenza di Dio nella Vergine.
Il roveto ardente rappresenta la medesima
presenza, che lascia inviolata la sua verginità.
Gli oracoli e i salmi su Gerusalemme sono
utilizzati per cantare la sua maternità
universale.
Il Cantico dei Cantici le è applicato
come alla fedele più amata e come alla
personificazione del popolo eletto. I tratti
delle grandi figure ideali, Debora, Giuditta,
la Sapienza, servono per illustrare questo
o quell'aspetto della sua santità.
Eva, infine, madre universale e fonte del
peccato, offre una eccellente antitesi alla
nuova Eva, fonte di vita per gli uomini a
motivo della sua fedeltà.
Questo uso dei testi veterotestamentari sorpassa
evidentémente l'intenzione dei loro
autori; ma comprende a fondo i valori spirituali
che essi hanno voluto esprimere: hanno preparato
Maria e si sono compiuti in Lei.
La tradizione - come ho già detto -
ha pure meditato i testi del N.T. per dedurre
una esplicita dottrina mariana. Il titolo
di Madre di Dio era così caro nel secolo
V, che il popolo cristiano accolse con entusiasmo
la condanna di Nestorio al Concilio di Efeso,
scorgendo in essa un'esigenza del testo della
Bibbia. I dogmi dell'Immacolata Concezione
e dell'Assunzione non vogliono esprimere che
una intelligenza più penetrante del
Vangelo e si fondano sui suoi dati: l'eccezionale
santità di Maria proclamata dall'Angelo
e la sua singolare unione alla santità
di Gesù e a tutto il suo mistero pasquale.
Oggi ancora, attraverso la Scrittura, la riflessione
cristiana si allaccia di preferenza alla maternità
universale di Maria, ai legami così
stretti che legano il suo mistero a quello
della Chiesa. Maria nel disegno di Dio è
la Madre di Gesù. In questo consiste
la sua grandezza, la sua vocazione, il suo
posto unico.
Preparato dalla lenta ascensione di Israele,
questo disegno secolare culmina in Lei. Per
la sua fede, il suo amore e la sua semplicità,
Ella è il fiore più bello del
suo popolo e di tutto il genere umano.
Molti, soprattutto tra i non cattolici, temono
a volte che la nostra devozione a Maria menomi
il culto dovuto a Gesù, alla sua unica
signoria. Alcune devozioni imprudenti e alcune
espressioni inesatte poterono offrire, a volte,
un pretesto a questi timori. Ma la nostra
fede, che si fonda sulla S. Scrittura e sulla
sua intelligenza tradizionale, sa che Maria
non desidera un culto che la opponga a suo
Figlio. Ella vuole essere sua serva, consacrata
interamente alla sua opera.
Grazie a questa comunione unica con la missione
di Cristo e con la sua Croce, Ella partecipa
tanto della sua santità come del suo
potere e della sua gloria.
Il Conc. Vat. II, nel cap. VIII della Costituzione
Lumen Gentium, promulgata il 21.11.64, ha
fornito il più ampio e più ricco
documento conciliare mariano della storia
bimillenaria della Chiesa. Il testo approvato
definitivamente si ispira ad una mariologia
ecclesiotipica e biblica. Con questa impostazione
è facilitato il dialogo ecumenico che
trovava nella mariologia preconciliare il
suo più grande ostacolo (Enc. della
Bibbia, Ed. LDC - Leumann, p. 973).
Non
cattolico. Hai detto tante cose,
ma non ancora mi sento soddisfatto. Ti prego
ora di rispondere ad ognuna delle domande
che ti porgo.
- Il Cardinale Paul Emile Léger, al
Conc. Vat. II, 11 ottobre 1964, si oppose
al titolo di “Mediatrice" dato a Maria
dicendo: “E difficile ad essere esattamente
interpretato; sembra in contraddizione con
il testo biblico che chiama Cristo il solo
Mediatore".
Cattolico.
Ribadisco che la Chiesa proclama solennemente,
come ha sempre fatto, che Cristo è
l'unico ed eterno Mediatore. Nessuna creatura
infatti può essere paragonata al Verbo
Incarnato e Redentore; ma come il sacerdozio
di Cristo è in vari modi partecipato
e dai sacri ministri e dal popolo fedele,
e come l'unica bontà di Dio è
realmente diffusa in vari modi nelle creature,
cosi anche l'unica mediazione del Redentore
non esclude, ma suscita nelle creature una
vera cooperazione partecipata da un'unica
fonte.
E questa funzione subordinata di Maria, la
Chiesa non dubita di riconoscerla apertamente,
continuamente la sperimenta e la raccomanda
all'amore dei fedeli, perchè, sostenuti
da questo materno aiuto, siano continuamente
congiunti col Mediatore e Salvatore (cf Lumen
Gentium, 437-438). Queste parole del Conc.
Vat. II potrebbero e dovrebbero tranquillizzarti,
tanto più che il documento che ne parla,
su 2156 votanti ha avuto 2151 voti favorevoli.
Il Card. Léger era tra i 5 contrari...
Non
cattolico. Il nome "Madonna"
(mia Signora) non si trova neppure una volta
nelle Sacre Scritture.
Cattolico.
Più di una volta ho detto che molte
parole non si trovano nella S. Scrittura,
come, per es., la stessa parola Bibbia, eppure
le usiamo convinti di dire parole esatte e
che hanno un loro chiaro e preciso significato.
Anche più volte ho fatto cenno alla
missione e alla grandezza di Maria. Non credo
che invocandola col titolo di Madonna (mia
Signora) si contravvenga alla S. Scrittura,
dal momento che la stessa Scrittura ce la
presenta esplicitamente come "Madre del
Signore", o dell'Emmanuele, Dio-con-noi.
Non
cattolico. Ho già detto che
il clero insegna ad invocare e a pregare Maria
con tanti titoli che possono essere rivolti
a Dio e a Gesù Cristo, ai quali soltanto
è dovuta l'adorazione. E tutto questo
viene giustificato col fare delle distinzioni
(latria - dulia - iperdulia), le quali però
lasciano intatte le cose: l'idolatria permane.
Cattolico.
I vari titoli che si danno alla Madonna sono
ben chiari nella fede e nella mente dei fedeli
cattolici. Non c'è nessuna confusione
nel cristiano che dice a Maria madre mia,
fiducia mia e a Gesù “Io t'amo e confido
in Te”.
Noi sappiamo bene che la Madre di Gesù,
nonostante la sua altissima dignità
è sempre una donna creata da Dio e
alla quale spetta un culto di venerazione,
di onore, e non di adorazione che si dà
solo a Dio, solo e sempre nei riguardi delle
Tre Divine Persone della SS. Trinità.
Non
cattolico. Nella terza sessione del
Conc. Vat. II, il Vescovo S. Mendez Arceo,
parlando a nome di 40 vescovi latino-americani,
presentò una serie di 12 argomenti
contro l'inclusione del titolo “Madre della
Chiesa". Ciononostante il titolo è
stato proclamato solennemente dal papa Paolo
VI.
Cattolico.
Guardando le votazioni dei vari documenti
conciliari, si osserva che nessuno di essi
ha avuto la completezza dei voti. Per i voti
contrari si va dal 2 al 164. Quelli contrari
che danno all'occhio sono i 164 sui “Mezzi
di comunicazione sociale" (Inter mirifica),
e gli 88 sulle “Religioni non cristiane"
(Nostra aetate). L’uno e l'altro documento
sono stati approvati, il primo con 1960 ed
il secondo con 2221 voti favorevoli. Non mi
sembra che sia da scandalizzarsi se il Papa
e tutta l'Assemblea conciliare, costituita
da oltre 2000 persone, non abbiano bloccato
il titolo di "Madre della Chiesa” per
le opposizioni di 41 membri contrari.
Non
cattolico. La Chiesa cattolica insegna
ad invocare la Madre di Gesù “Ave Maria,
gratia plena”, cioè “Ti saluto, o Maria,
piena di grazia” favorendo così l'equivoco
che Maria sia dispensatrice di Grazie. Invece
l'Angelo aveva detto: "Salve, o tu, a
cui è stata fatta grazia” (Lc 1,28,
testo greco originale). E per bene escludere
che si potesse interpretare diversamente,
lo stesso Angelo ha aggiunto: “Non temere,
Maria, perchè tu hai trovato grazia
davanti a Dio".
S. Ambrogio così commenta questo passo:
"Nessuno distolga verso la Vergine Maria
questa parola! Maria era il tempio di Dio
e non il Dio dei tempio. Solo dev'essere adorato
Colui che era all'opera nel tempio".
Cattolico.
Conosco pochissimo il greco e perciò
non sono in grado di confutare quanto obietti.
Ma sono sicuro che la traduzione della Bibbia
cattolica risponde bene al pensiero di S.
Luca. Nella Bibbia interconfessionale troviamo:
“Ti saluto, o Maria! Il Signore è con
te, Egli ti ha colmata di grazia". Mi
sembra che le due espressioni si. equivalgano.
Comunque, è da osservare che quando
l'Angelo le disse: "Non temere, Maria”,
voleva rassicurarla che quanto le diceva era
la volontà di Dio. E quando Maria domanda
all'Angelo come tutto ciò si sarebbe
avverato in Lei che non avrebbe mai conosciuto
uomo, l'Angelo la rasserena ancora dicendole
che lo Spirito Santo l'avrebbe adombrata con
la Sua potenza.
Le parole di S. Ambrogio non contrastano con
la grandezza della Madre del Dio fatto Uomo,
solo precisano - forse a smorzare qualche
zelo indiscreto - la realtà dei fatti
che tutti comprendiamo.
Non
cattolico. La Bibbia del Cardinale
Ferrari, così giustamente annota: "Secondo
il testo ebraico il vincitore è uno".
Il che non ha impedito che ai bambini delle
scuole elementari d'Italia si sia insegnato
che chi schiaccerà il capo del demonio
(Gen 3, 15) è la Madonna. Che cosa
insegna la Bibbia nei riguardi della Madre
di Gesù? E' notevole che, all'infuori
degli episodi della nascita di Gesù,
la Bibbia parli pochissime di Maria e sempre
mettendone in evidenza la posizione umile
e subordinata, ben diversa da quella che è
venuta ad assumere nella Chiesa romana. Infatti:
- Gesù dodicenne esprime il suo stupore
perchè i suoi genitori non hanno pensato
a cercarlo subito nel Tempio (Lc 2,41-52).
- Le nozze di Cana dove Gesù fa notare
a sua madre che non è suo compito di
interferire nella missione del Figlio (Gv
2,1-12).
- L’episodio di Maria e degli altri familiari
che vanno a cercare Gesù, ritenendolo
“fuori di sé” (Mc 3,21). In questa
occasione Gesù, dolorosamente colpito
nei suoi affetti più cari, esclama:
“Chi è mia madre e chi sono i miei
fratelli?" (Mc 3,31-35).
- Maria ai piedi della Croce (Gv 19,25-27).
- Maria in preghiera con i discepoli a Gerusalemme
dopo l'Ascensione (At 1,14).
- Nel Tempio vi è un episodio che insegna
il contrario dell'Ave Maria. Lo troviamo in
Luca (11,27-28): "Una donna di tra la
moltitudine alzò la voce e gli disse:
‘beato il seno che ti portò e le mammelle
che tu poppasti!’. Ma Gesù non volle
che si attribuisse neppure a sua madre una
gloria che spetta a Dio solo, e risponde:
"Beati piuttosto quelli che odono la
parola di Dio e la Osservano".
Cattolico.
La Bibbia del card. Ferrari non è diversa
da quella della Chiesa. Io ho sempre saputo
che chi avrebbe schiacciato il capo al serpente
(diavolo) era la stirpe di Lei.
Qualche volta ho inteso dire che qualcuno,
leggendo la traduzione della Volgata di S.
Girolamo, ha equivocato e cioè ‘ipsa
conteret caput tuum’ è stato riferito
alla donna e non alla stirpe. Né credo
che nelle scuole italiane si sia insegnato
l'errore, anche se si può pensare che
per l'equivoco suddetto, ci possa essere stata
qualche persona che abbia sbagliato. Ma tutti
e tutta la Chiesa sa benissimo che è
la stirpe della donna, cioè Gesù,
che avrebbe schiacciato il capo al serpente.
- Con l'occasione dello smarrimento di Gesù
e con le parole che aggiunge S. Luca (2,41-51)
possiamo meglio comprendere le virtù
di Maria che ascoltando le apparenti dure
parole del Figlio le meditava conservandole
nel suo cuore e si rendeva sempre più
cosciente della sua missione. Le parole di
Gesù vogliono rivendicare una libertà
che sorprende i suoi genitori. Così
fin dal primo incontro col giudaismo e col
suo centro religioso, Gesù si dichiara
Figlio di Dio e ha coscienza del suo mistero
e della sua missione: ecco, praticamente,
che cosa Luca vuole affermare in questo racconto.
Il credente deve ispirarsi all'atteggiamento
di Maria che medita gli avvenimenti di Dio.
Marco (3,21 e 31-35) sottolinea le reazioni
opposte che suscita la persona di Gesù:
quelle dei parenti che vorrebbero distoglierlo
dalla sua missione e le ostilità dei
dottori della Legge. Al contrario, la folla
che si accalca attorno a Gesù (vv.
32 e 34), costituisce la sua vera famiglia,
che non nasce da legami di sangue; sono le
primizie della Chiesa, della comunità
riunita dalla sola fede in Gesù. Marco
insiste sul paradosso: la famiglia secondo
la carne si tiene "al di fuori",
mentre la parentela secondo la fede fa cerchio
"attorno a Lui". Questo è
il pensiero che Marco ci porge. E noi sappiamo
che Maria, fra tutti, ha il primo posto nella
fede.
- Nella vita pubblica di Gesù, la Madre
sua appare distintamente, fin da principio,
quando alle nozze in Cana di Galilea, mossa
a compassione, ottenne con la sua intercessione,
che Gesù desse inizio ai miracoli.
Così la Vergine SS. avanzò nella
peregrinazione della fede e serbò fedelmente
la sua unione col Figlio sino alla croce,
dove, non senza un disegno divino, se ne stette
(Gv 19,25) soffrendo profondamente col suo
Unigenito e associandosi con animo materno
al Sacrificio di Lui, amorosamente consenziente
all'immolazione della vittima da Lei generata.
Finalmente, dallo stesso Gesù morente
fu data quale madre ai discepoli.
- In Lc 11,27-28, noi troviamo una importante
affermazione di Gesù: la felicità
del Regno di Dio è aperta a tutti coloro
che accolgono la parola di Gesù. E'
un avvertimento a quelli che la rifiutano.
Cosi dunque la vera grandezza di Maria è
quella di avere ascoltato il messaggio di
Gesù e di averlo osservato.
- E' lo stesso Luca negli Atti (1,14) ci fa
notare che Maria, con le sue preghiere, aiutò
le primizie della Chiesa, facendone sempre
meglio risaltare la sua materna missione affidatale
da Gesù morente sulla croce.
Come vedi, in qualche maniera, ho dato una
risposta alle tue obiezioni. Per me è
cosa strana il pensare che il non cattolico,
in tanti episodi che ci fanno sempre meglio
conoscere il ruolo di Maria, egli debba vederci
quasi una menomazione della sua personalità.
Il Conc. Vat. II (Lumen Gentium, n. 443),
esorta caldamente i teologi e i predicatori
della parola di Dio, ad astenersi con ogni
cura da qualunque falsa esagerazione, come
pure dalla grettezza di mente, nel considerare
la singolare dignità della Madre di
Dio... Illustrino rettamente gli uffici e
i privilegi della Beata Vergine, i quali sempre
hanno per fine Cristo, origine di tutta la
verità, la santità e la devozione...
Non
cattolico. Per quale motivo il culto
della Vergine ha preso un tale sviluppo nella
Chiesa romana?
- Anzitutto, nel culto a Maria rivive l'esaltazione
pagana del principio femminile, come creatore
e datore di vita.
- Il culto mariano è l'esaltazione
della bellezza, proprio cosi si è espresso
il pontefice Paolo VI: “Cos’è che gli
uomini, e soprattutto i giovani, ricercano
nella vita? Essi ricorrono alla bellezza.
Maria è per l'appunto l'apice della
bellezza".
- Inoltre, nel culto della Madonna rivive
in modo concreto il culto di Iside “che tutto
vede e tutto può, stella del mare,
donatrice di legge e redentrice". Era
la donna divinizzata. La si rappresentava
col figlioletto Horus tra le braccia. Quando
i primi cristiani giunsero tra i Druidi, trovarono
che essi onoravano la statua in legno di una
donna, rappresentante la fecondità.
I missionari dimostrarono ai Druidi che questa
divinità non era che, la Vergine Maria,
da loro adorata profeticamente.
Cattolico.
Il primo comandamento è quello di amare
Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima,
tutte le proprie forze; il secondo, dice Gesù,
è simile al primo e consiste nell'amare
il prossimo come se stessi. A Dio e a Lui
solo dobbiamo, quindi, il culto supremo della
nostra adorazione; e il tributarlo a creature
sarebbe peccato di idolatria. I non cattolici
condannano il culto alla Vergine SS, e ai
Santi. Ma questo è un errore grossolano
che nasce dalla voglia che hanno di condannare
e disprezzare tutto ciò che è
proprio della religione cattolica. Ho già
detto diverse volte che il culto di adorazione,
dovuto al solo Dio, non esclude un culto inferiore
e subordinato col quale noi onoriamo la Vergine
SS., gli Angeli e i Santi come amici di Dio.
Un re non si offende se sono onorati i suoi
ministri, perchè l'onore reso a questi
è diretto alla sua persona. E' chiaro
che l'onore reso alla Madre di Gesù
e ai Santi, si riferisce a Dio stesso, perchè
onorando i Santi, li onoriamo in ordine a
Lui, cioè come creature a Lui care,
nelle quali fa risplendere le ricchezze della
sua potenza, liberalità e misericordia.
Ce ne fa fede la S. Scrittura: Abramo, Lot,
Giosuè si prostrarono riverenti agli
Angeli del Signore (nel capitolo IMMAGINI
– SANTI – PROSTRAZIONI puoi leggere le varie
prostrazioni fatte da uomini ad altri uomini
in senso di onore, venerazione). Nel Siracide
(44,1 e ss.) potrai leggere le lodi date "agli
uomini gloriosi, come Mosè, David,
Giosuè: la loro sapienza è celebrata
dai popoli e le loro lodi sono ripetute nelle
sacre adunanze".
La Chiesa cattolica fu sempre profondamente
convinta della giustizia ed efficacia di questo
culto. Fin dal II e III sec., essa commemorò
il giorno in cui i santi martiri volarono
al Cielo, come ce ne fanno fede Origene, Tertulliano,
S. Cipriano ed altri.
Dopo tutto quello che ho detto sulla Vergine
SS., Madre del Dio fatto Uomo, mi sembra un
dovere tributarle un culto che sia di grande
venerazione e affetto. L'uomo sente naturalmente
un bisogno di onorare la memoria di quelle
persone che si distinsero per scienza e virtù.
Cosa ci dicono le feste e i monumenti eretti
a ricordare la memoria di grandi scienziati,
di valorosi guerrieri, ecc., che resero illustri
servizi alla loro patria? Ora, se è
doveroso onorare la memoria di illustri uomini,
perchè non sarà altrettanto
doveroso onorare la memoria di coloro che
si distinsero per le loro virtù? Dove
trovare benefattori dell'umanità che
possano reggere al paragone degli Apostoli,
dei martiri...? Quale benefattore dell'umanità
si può paragonare a un S. Francesco
d'Assisi, a un S. Antonio da Padova, ecc.?
Ben a ragione, quindi, la Chiesa, fin dai
tempi apostolici ha tributato alla Madre di
Gesù ed ai Santi un culto religioso
con l'innalzare Chiese e celebrare feste in
loro onore.
Il culto della SS. Vergine e dei Santi ci
è sommamente utile, perchè ci
procura la loro intercessione. Chi può
enumerare le grazie segnalatissime che si
sono ottenute e si ottengono per la loro mediazione
subordinata?
Un missionario del Kenya, il P. Gabriele Perlo,
raccontava questo episodio: "Un catechista
della sua Missione, venuto a disputare con
alcuni compagni aderenti al protestantesimo,
fu subito affrontato da questi sul terreno
della devozione alla Madonna.
Gli dissero:
- Perchè voi cattolici pregate la Madonna?
Forse che Dio non è bastante a darci
tutte le grazie di cui abbiamo bisogno? Non
è un'ingiuria che fate a Dio?
Il catechista rispose:
- Dimmi un pò, amico mio: quando tu,
un mese fa eri a Nairobi (Kenya) alla scuola
del protestante, mi scrivesti una lettera,
ti ricordi?
- Me ne ricordo benissimo: e con questo?
- Aspetta. Quella lettera la terminavi con
queste parole: “Prega per me il Signore Nostro
Gesù Cristo". E' vero?
- Verissimo: sono solito terminare cosi tutte
le lettere.
-Bene: eccoti caduto in una marchiana contraddizione.
- Come? Come? Ti dicevo forse di pregare per
me la Madre di Gesù?
- No, la contraddizione sta qui: che tu ti
raccomandi alle mie preghiere, e poi ti ridi
di noi che ci raccomandiamo alle preghiere
della Madre di Dio: tu stesso sei solito dire
agli uomini “pregate per me", e poi ridi
di noi che diciamo alla Madonna, la quale
è più buona e più potente
degli uomini, "prega per noi"; tu
credi che gli uomini possano aiutarti con
le loro preghiere presso il trono di Gesù
Cristo, e poi ti ridi di noi che crediamo
che Maria SS. possa aiutarci ugualmente con
le sue preghiere? Hai capito?
L'amico aveva capito troppo bene e tacque”.
In questo piccolo episodio è la confutazione,
più chiara ed esauriente dell'accusa
di superstizione che alcuni fanno al nostro
culto della Madonna e dei Santi, e s'inchiude
implicitamente la ragione precipua della fiducia
e della devozione che noi professiamo verso
di loro (Dal “Catechismo agli Adulti”, B.
Castegnaro, Ed. G. Galla, Vicenza, 3°
Vol., pp. 128-29). Detto questo, cadono, tutte
le altre obiezioni che hai fatto: il culto
mariano è l'esaltazione pagana dei
principio femminile... della bellezza ...
della riviviscenza del culto di Iside. La
cosa più strana è che il non
cattolico ha il coraggio di dire tante cose
contro il culto della Madonna e dei Santi,
come se questi fossero nemici di Dio. Ma non
è lo stesso Gesù che dice “se
uno mi serve il Padre mio lo onorerà"
? (cf Gv 12,26). La Madonna non è l'Ancella
del Signore? E i Santi non hanno tutti servito
N. S. Gesù Cristo? E se il Padre li
onorerà, quanto più dobbiamo
onorarli noi?”.
In conclusione possiamo rispondere: il Culto
alla Madonna ha avuto tanto successo e ne
continuerà ad avere, perchè
è Dio stesso che ha stabilito cosi,
e la stessa umile Ancella del Signore, ispirata
dallo Spirito Santo, nel magnificare Iddio
per tutte le grandi cose operate in Lei, ha
predetto che “tutte le generazioni mi chiameranno
beata!"
Non
cattolico. Un altro motivo dello
sviluppo del culto mariano nella Chiesa romana
è da ricercarsi nelle eresie che negavano
la divinità di Gesù. Per combattere
queste eresie la Chiesa ha messo l'accento
sulla divinità di Gesù, e questo
ha naturalmente portato a divinizzare anche
la Madre di Gesù.
Cattolico.
Mi pare che rispondendo ancora a tutte queste
tue obiezioni il nostro dialogo, piuttosto
polemico, ha assunto proporzioni troppo prolisse
e mi costringe a tante ripetizioni. In poche
parole, perciò, ti dirò: che
la Madonna, pur essendo la Madre del Dio fatto
Uomo, resta sempre l'Ancella del Signore.
Certo i suoi rapporti con le Tre Persone della
SS. Trinità sono qualche cosa di sublime
e che, come hanno detto alcuni Santi, hanno
qualche cosa che tocca l'Infinito. Sembra
che la migliore descrizione della Madonna
ce l'abbia data Dante: “umile ed alta più
che creatura, termine fisso d'eterno consiglio".
Non cattolico. Soprattutto col culto della
Madonna, pare che l'uomo voglia dire a Dio:
“Tu, per agire avevi bisogno di noi. Non è
dunque vero che l'umanità sia perduta
senza rimedio, se è stata capace di
esprimere un essere così perfetto come
la Regina del Cielo, la Madonna".
Cattolico. Perdonami, ma io ti vorrei chiedere,
scusa perché la tua obiezione, è
cosi fuori la realtà biblica ed ecclesiale
che non mi sento di darti una, risposta. Sono
cose queste che le può pensare soltanto
chi ha la testa piena di pregiudizi e, perciò,
non riesce a vedere le realtà più
evidenti.
Non
cattolico. In ultimo voglio dirti
che la dottrina della Chiesa romana riguardo
a Maria costituisce l'ostacolo fondamentale
per la riunione della Cristianità.
Come giustamente. si esprime il prof. V. Subilia:
“I Protestanti spesso considerano la mariologia
come un'appendice strana e poco interessante
della fede cattolica, una specie di superstizione
popolare tollerata ufficialmente o totalmente
dalle illuminate sfere dirigenti e legata
in particolare alle regioni meridionali, comunque
un elemento marginale e non essenziale su
cui non è il caso di fermarsi troppo
e che sarà spazzato via man mano che
l'influenza dei progressisti si verrà
affermando. Questo atteggiamento è
indicativo di una incomprensione fondamentale
del Cattolicesimo... Bisogna rendersi conto
che la mariologia è connessa con l'essenza
del Cattolicesimo, è l'espressione
del. Cattolicesimo" (V. Subilia, La nuova
cattolicità dei Cattolicesimo, Torino,
Ed. Claudiana, 1967, p. 67). E perciò
l'evangelico che “sa in chi ha creduto"
(2 Tm1,12) dichiara beata la Madre di Gesù,
ma sa che fuori di Gesù Cristo “non
c'è sotto il cielo alcun altro nome
che sia stato dato agli uomini, per il quale
noi abbiamo ad essere salvati” (At 4,12).
Cattolico.
Non ti nascondo che sentendo tutte le obiezioni
dei protestanti e specialmente quelle del
prof. Subilia, chi crede fermamente in Dio
e alla Sua divina Parola, resta per lo meno
scioccato. Sembra che tutte le proteste partano
da menti e cuori avversi a Dio, a Cristo,
alla Parola divina. Credo che dopo tutto quello
che ho detto si possa capire bene, da chiunque
sia ragionevole, obiettivo e sensato, che
mai la Chiesa ha detto o scritto o pensato
che Gesù non sia l'unico, indispensabile,
necessario Mediatore, Salvatore e Redentore.
Il non capire la posizione secondaria e subordinata
della Madonna e dei Santi - che, come ho più
volte detto, è voluta da Dio - mi sembra
semplicemente effetto di un accecamento proveniente
da quella avversione viscerale che viene inculcata
nello indottrinamento ai seguaci di quelli
che “sanno in chi hanno creduto". Io
so di credere e di voler sempre credere in
Dio, alla Sua Parola, e alla Chiesa fondata
da Gesù Cristo. Invece i non cattolici
sanno bene che hanno rifiutato l'autorità
Papale, la Chiesa e, quindi, anche Cristo.
Perché Cristo, la Chiesa ed il Papa
formano un'unica Verità (San Francesco
di Sales, dottore della Chiesa), "Ubi
Christus ibi Ecclesia" (S. Ambrogio).
Perciò il prof. Sibilia, tu che obietti
e tanti altri sapete bene di aver creduto
non a Cristo, ma a Lutero, a Calvino, a P.
Valdo, ecc., e perciò rigettate la
grandezza e la potenza supplice della Madre
del Dio fatto Uomo. Però è da
dire, per grazia di Dio, che vi sono anche
tra i fratelli separati di quelli che tributano
il debito onore alla Madre del Signore e Salvatore.
Nel culto alla Vergine SS. e a molti Santi
si distinguono particolarmente gli Orientali.
Ogni salutare influsso della Beata Vergine
verso gli uomini, non nasce da una necessità,
ma dal beneplacito di Dio, e sgorga dalla
sovrabbondanza dei meriti di Cristo, si fonda
sulla mediazione di Lui, da essa assolutamente
dipende e attinge tutta la sua efficacia;
non impedisce minimamente l'immediato contatto
dei credenti con Cristo, anzi lo facilita
(L.G., 434).
E ora voglio ancora dirti che il Conc. Vat.
II, al cap. VIII, ci fa notare che Maria è
la figlia prediletta del Padre e tempio dello
Spirito Santo; per il quale dono di grazia
esimia precede di gran lunga tutte le altre
creature, celesti e terrestri (L.G., 427).
I Libri del V. e del N. Testamento e la veneranda
Tradizione mostrano in modo sempre più
chiaro la funzione della Madre del Salvatore
nella economia della salvezza e ce la mettono
quasi davanti agli occhi... (L.G., 429).
Anche per il culto dei Santi, ricordiamo che
ogni nostra vera attestazione di amore fatta
ad essi, per sua natura tende e termina In
Cristo che è “la corona di tutti i
santi" e per Lui a Dio, che è
mirabile nel suoi santi e in essi glorificato
(cf 2Tes 1,10).
Il Conc. Vat. II, nel cap. VIII della Cost.
Lumen Gentium, ha fornito - come ho già
detto altrove - il più ampio e più
ricco documento conciliare mariano della storia
bimillenaria della Chiesa, ispirandosi ad
una mariologia ecclesiotipa e biblica. E tutto
ciò per facilitare il dialogo ecumenico
che trovava nella mariologia preconciliare
il suo più
grande ostacolo (cf Enc. della Bibbia, Ed.
LDC, Torino, Leumann, Vol. IV, p. 973).
Per quanto riguarda il culto di Iside tra
i Druidi, mi dispiace di non poterti indicare,
perchè non lo ricordo, dove ho letto
quanto ti riferisco brevemente. Tutti sappiamo
che i primi undici capitoli della Genesi sono
preistoria biblica, il riassunto di tutta
una tradizione, principalmente orale, di tutti
i secoli precedenti. Gli studiosi ritengono
che molte notizie della preistoria biblica
siano diventate oggetto di conoscenza di molti
popoli. Studiando la storia dei popoli antichi
si è scoperto che essi avevano tutti
il senso di una colpa commessa dall'uomo dopo
la creazione, e tutti aspettavano un Salvatore.
Infatti vi è una canzone molto ripetuta
che dice: “tutta la storia l'aspettava, il
nostro Salvatore...".
In questa storia, da me letta molti anni fa,
mi ha colpito molto il fatto che tanto nel
Messico, come tra i Druidi, si è scoperto
che il popolo aveva dedicato della statue
"alla Vergine paritura" , ossia
a Colei che avrebbe dovuto partorire verginalmente
il Salvatore. A questo punto bisogna supporre,
necessariamente, che questi popoli antichi
avessero avuto notizie di quanto ci riferisce
il cap. 3,15 della Genesi e forse anche qualche
cosa dei profeti Isaia (7,14) e Michea (5,1).
Ora tutto questo, se è vero, come ci
dicono gli storici, è meraviglioso
e ci fa capire come Iddio dirige tutta la
storia umana con giustizia, bontà e
sapienza infinita.
Voglio concludere col farti una domanda alla
quale non credo che tu sia in grado di darmi
una precisa risposta. Me la ispiri tu stesso
e il prof. Subilia, quando fate presente che
la Mariologia costituisce l'ostacolo più
grave per l'unità dei Cristiani. Allora
ti domando: Ammettiamo che la Chiesa cattolica
riduca il ruolo e la figura di Maria allo
stesso livello dei protestanti, tu, il prof.
Subilia e tutti i protestanti sareste disposti
ad accettare tutte le altre Verità
bibliche (es. il papato, l'unica Chiesa fondata
da Cristo, i Sacramenti, ecc.) che oggi rifiutate
con le stesse ragioni con le quali rifiutate
la mariologia? Sappi che l'unità dei
Cristiani si attuerà soltanto quando
tutti aderiranno veramente, sinceramente e
profondamente alla Parola di Dio e a tutto
quello che ci insegna e ci dice Cristo.
E' una Illusione pensare che la Chiesa cattolica
per realizzare l'unità dei Cristiani
possa, un giorno, magari seguendo i progressisti,
rinunciare a Cristo ed a tutte le Sue Verità
cosi chiaramente e solennemente proclamate
e che Il Nuovo Testamento fedelmente ci ha
trasmesse.
Il Signore vi dia pace.
Fra Tommaso Maria di Gesù
(fine dell'argomento “La Madonna contestata")
BIBLIOGRAFIA
1.
“Enciclopedia Cattolica".
2. "Enciclopedia della Bibbia",
Ediz. Elle Di Ci, Torino, Vol. IV.
3. "Documenti del Concilio Vaticano
II.
4. "Fede e vita cristiana"
di P. Mariano da Torino.
5. “Catechismo agli adulti”, di B.
Castegnaro, Ed. Giovanni Galla, Vicenza, 3°
Volume.