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i fratelli e le sorelle
di gesu'
A
cura di frà Tommaso Maria di
Gesù dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 - 90100 Palermo
- Tel. 0916730658 Non
cattolico. Noi rileviamo dalla
S. Scrittura, precisamente dal N.T., che la
Madre di Gesù non fu sempre vergine,
come afferma la Chiesa cattolica. Infatti,
Gesù è chiamato primogenito
e non unigenito. Il N.T. parla costantemente
dei fratelli e delle sorelle di Gesù.
I cattolici obiettano che nella Bibbia, la
parola "fratello" è talvolta
adoperata nel senso di "cugino",
ma i Vangeli parlano sempre di "Fratelli
e sorelle" di Gesù, mentre in
greco (la lingua in cui i Vangeli sono stati
scritti) vi è il termine per indicare
fratello (adelfòs) e un altro per indicare
cugino (anepsiòs). Cattolico.
Fratelli e sorelle di Gesù sono menzionati
in diversi punti del N.T. (Mt 12,46; 13,55;
Mc 3,31; Lc 8,19; Gv 2,12; 7,3 ss.; 20,17;
At 1,14; 1 Cor 9,5; Gal 1,19), particolarmente
Giacomo, Giuseppe, Giuda, Simone in Mc 6,3
(vedi Giacomo il fratello del Signore). Le
parole greche che significano "Fratello"
e "sorella" non sempre in senso
stretto ed anche in senso traslato, traducono
termini ebraico-aramaici che, oltre a designare
i figli di stessi genitori, designano anche
parenti prossimi, specialmente per consanguineità,
senza specificare il grado di parentela. Per
i vari gradi di parentela, poi, le due lingue
non possiedono neppure tutti i vari termini
che hanno le nostre lingue. In ogni caso è
bene precisare che non è detto che
i fratelli e le sorelle di Gesù siano
anche figli di Maria. Non
cattolico. E perché? Cattolico.
Anzitutto perché non tutte le parole
della Bibbia vanno interpretate con l'espressione
che hanno, ma con quello che vogliono significare.
Non
cattolico. Queste sono idee tue.
Cattolico.
Tutt'altro! La Bibbia contiene spesso pagine
ardue per le persone moderne. Già nei
tempi antichi e posteriori a Cristo troviamo
scuole per la retta interpretazione di essa.
Con l'avvento di Cristo, tutta la S. Scrittura
è consegnata alla "Sua" Chiesa,
che ne è la custode e l'annunciatrice
autentica. Essa, poi, per il fatto di essere
il "prolungamento di Cristo" e "Colonna
e sostegno della verità", difende
e conserva la divina Parola nella sua integrità,
con la stessa autorità e autenticità
conferitale da Nostro Signore Gesù
Cristo. Non
cattolico. Tu mi hai affermato
che i fratelli e le sorelle di Gesù,
non sono figli di Maria. Ti ho domandato:
perché? Ancora non mi hai dato una
risposta. Cattolico.
Oltre quello che già ti ho detto, devo
ancora risponderti che i "perché"
sono diversi, e cioè:
a) perché con la parola
"ah" (= fratello), gli Ebrei esprimevano
la parentela in genere o, addirittura semplicemente
compaesano o compatriota;
b) quando volevano indi care
un fratello germano (= uterino, di sangue)
ricorrevano ad espressioni più lunghe,
come "figlio di suo fratello" "Figlio
di sua madre". Gesù è sempre
indicato come figlio di Maria. GLI ALTRI MAI.
Non
cattolico. Queste mi sembrano
tutte chiacchiere. Io trovo scritto "Fratelli
di Gesù" e cosi devo credere se
sono fedele alla Parola di Dio. Cattolico.
Le cose dette sopra non sono chiacchiere né
inutili giustificazioni, ma realtà
bibliche. Non
cattolico. Realtà biblica?
Mi si mostri questa realtà che io non
trovo in nessuna parte. Cattolico.
Ad evitare inutili discussioni, è bene
sapere che molto spesso le parole non si devono
interpretare così come giacciono, ma
col giusto significato che l'autore sacro
vuole indicare. Per quanto riguarda i "Fratelli
di Gesù" questa è la realtà
biblica:
l. Giacomo, fratello di Gesù, è
figlio di Alfeo (cf Mt 10,3). Può essere,
quindi un parente di Gesù. Giacomo
fu capo della Chiesa di Gerusalemme dopo la
dispersione degli Apostoli (cf At 12,17; 15,13;
21,18). 2.
Giuda, detto anche lui fratello di Gesù,
così incomincia la sua lettera: "Giuda
servo di Cristo, fratello di Giacomo".
3. "E le sue sorelle non sono tutte "fra
noi?"
E' chiaro che quel "Fra noi" dà
l'idea di persone che abitano nella stessa
contrada, quartiere, località di chi
sta parlando. Si capisce che si tratta di
parentela larga, di conoscenti più
intimi o di paesani. Non
cattolico. Non mi convinco. Infatti,
troviamo ancora in Mt 12,46-50 e in Mc 3,31
che "mentre Egli (Gesù) parlava
alla folla, sua madre e i suoi fratelli cercavano
di parlargli... Ma Egli disse: "Chi è
mia madre e chi sono i miei fratelli?... Ecco
mia madre ed ecco i miei fratelli; perché
chiunque fa la volontà del Padre...
è per me fratello, sorella e madre",
e Luca (8,19-20) aggiunge: "Mia madre
e i miei fratelli sono coloro che ascoltano
la Parola di Dio e la mettono in pratica".
Qui viene il sospetto che Gesù abbia
addirittura rinnegato le persone più
intime, perché da loro rinnegato, come
appare in Gv 7,5. Cattolico.
Non c'è dubbio che le parole
di Gesù vogliono darci dei profondi
insegnamenti. L'appartenenza a Lui non, si
basa su legami di sangue o di parentela. La
Chiesa non è fondata su rapporti ambientali,
di razza, di classe o di cultura: essa è
la famiglia di Dio.
Gli evangelisti sottolineano le ragioni opposte
che suscita la persona di Gesù. Le
folle lo cercano, i più intimi (parenti,
paesani) lo ritengono quasi folle: essi non
comprendono affatto la sua missione e vogliono
distoglierlo facendolo ritornare in patria.
Ancora più grave è l'ostilità
dei dottori della religione ebraica; essi
si persuadono che Gesù riceve il suo
potere dal principe dei demoni, Belzebul (cf
Mc 3,22). Non c'è dubbio che nelle
parole di Gesù è implicito un
elogio per sua madre che "serbava le
sue parole ... meditandole nel suo cuore"
(Le 2,19.51) ed era "la serva del Signore
che compiva tutta la Sua volontà"
(cf Lc 1,38). Non
cattolico. Vogliamo sapere con
più certezza dove è scritto
che Gesù non ha avuto altri fratelli
di sangue.
Cattolico. Leggendo bene la Bibbia si capisce
chiaramente che Gesù non ha avuto altri
fratelli di sangue. Ho già detto che
con la parola "Fratello" gli Ebrei
volevano indicare un po' di tutto: parente
in genere, paesano, compatriota, ecc. Per
troncare ogni discussione in merito mi permetto
di elencare alcuni passi biblici che provano
le mie affermazioni.
Non cattolico. E cioè? Cattolico.
La parola "Fratello" nella Bibbia
è attribuita:
l. Ai nipoti:
Gen 13,8: "Abramo disse a Lot: 'Non vi
sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani
e i tuoi, perché noi siamo fratelli'"
(Lot è nipote di Abramo, figlio di
suo fratello Aran (cf Gen 11,27; 14,12); 2.
Agli zii:
Gen 29, 15: Labano chiama "parente"
Giacobbe, il quale è nipote, figlio
di sua sorella Rebecca; 3.
Ai cugini remoti: (Lev 10,4); 4.
Ai parenti in genere: (2 Re 10, 13); 5.
Ai semplici compatrioti: (Gen 19,6). N.B.
a) I Vangeli conservano la mentalità
ebraica e perciò la parola "fratello"
ha un uso così ampio. D'altronde, non
si può dire che tra noi ancora oggi
le cose siano del tutto cambiato.
b) Osserviamo inoltre, che nell'infanzia di
Gesù non vengono mai nominati gli eventuali
suoi fratelli;
c) Nel racconto dei pellegrinaggio a Gerusalemme
di Gesù fanciullo (Lc 2,41-52) è
sorprendente che non si faccia mai menzione
di eventuali fratelli di Gesù;
d) La Madonna, come donna, non era affatto
obbligata al pellegrinaggio se, oltre al suo
primogenito, avesse avuto altri figli;
e) E che dire di Gesù morente? Gv 19,26-27:
"Gesù allora, vedendo la madre...
disse. 'Donna, ecco tuo figlio...' e da quel
momento il discepolo la prese nella sua casa".
Se la Madonna avesse avuto altri figli, sarebbe
rimasta presso di loro e non con Giovanni,
né Gesù si sarebbe espresso
in quella maniera. Non
cattolico. Dimmi, allora, perché
Maria sposò Giuseppe? Cattolico.
Il matrimonio tra Giuseppe e Maria fu necessario.
Non
cattolico. Perché? Cattolico.
Queste sono le ragioni per cui il matrimonio
tra Giuseppe e Maria fu necessario: a)
Perché la Madonna sarebbe
stata lapidata come adultera; b)
Così S. Giuseppe poté
custodire la Madre ed il Figlio. c)
S. Giuseppe era certamente discendente della
stirpe davidica e solo lui, come uomo, poteva
legalmente assicurare la discendenza a Gesù
secondo: la carne; d)
Il segreto poté rimanere nascosto finché
Dio non volle farlo conoscere bene attraverso
lo stesso Verbo Incarnato; e)
Il "Non conosco uomo" di Maria all'angelo
dimostra la sua ferma volontà di rimanere
sempre vergine, come consacrata a Dio.
Quindi, la parola "Fratello" o "sorella"
non significa necessariamente "Fratello
di sangue". Anzi mai, o quasi mai, ha
questo significato. f)
Il significato più ampio di "fratello",
"sorella" si riscontra anche nella
letteratura greca del periodo ellenistico,
del quale fa parte il greco del Nuovo Testamento;
g)
Come ho già accennato, la Bibbia quando
vuole indicare che si tratta di un fratello
consanguineo usa questa formula: 1.
Gen 29, 10: "Quando Giacobbe vide Rachele,
figlia di Labano, 'fratello di sua madre',
Giacobbe, fattosi avanti, rotolò la
pietra dalla bocca del pozzo e fece bere le
pecore di Labano, fratello di sua madre, insieme
con il bestiame di Labano, 'fratello di sua
madre' ".
E' impressionante che in un periodo così
breve, lo scrittore sacro usi per tre volte
l'espressione 'fratello di sua madre'. 2.
In Gen 43,29 è detto: "Egli (Giuseppe)
alzò gli occhi e guardò Beniamino,
suo fratello, figlio di sua madre". Giuseppe
e Beniamino sono figli della stessa madre
(Rachele), ossia fratelli di sangue, e perciò
l'autore sacro specifica. 3.
La stessa formula troviamo in Dt 13,7: ...
Qualora il tuo fratello, figlio di tuo
padre o figlio di tua madre`; Gdc 8,19: "Egli
(Gedeone) riprese: "Erano miei fratelli,
figli di mia madre";
Gdc 9,4-5: "Abimelech... venne; alla
casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra
una stessa pietra i suoi fratelli, figli di
Ierub-Baal (suo padre)";
Sal 49,20: "Ti siedi, parli contro il
tuo fratello, getti fango contro il figlio
di tua madre";
Sal 68,9: "... sono un estraneo per i
miei fratelli, un forestiero per i figli di
mia madre". N.B.
a)
Come si vede, il fratello di sangue è
generalmente indicato con le suddette formule;
b) Inoltre, per convincerci
ancora meglio che la parola "Fratello"
ha un significato molto ampio, leggiamo in:
1 Cronaca 9,6: Ieuèl ha 690 "fratelli".
E' chiaro che essi fanno parte della larga
parentela e anche dei concittadini di Ieuèl.
1 Cronaca 15,5: Uriel ha 120 "fratelli".
Certamente si tratta di larga parentela o
di compatrioti. Non
cattolico. Eppure in Col 4,10
S. Paolo usa la parola cugino, perché
non ha detto 'fratello' come altrove? Cattolico.
Il termine usato da S. Paolo è la parola
greca "anepsíos". Da notare
che "anepsios" non ha il significato
stretto di cugino, ma quello più generico
di parente, che può includere anche
quello di cugino. Etimologicamente richiama
il latino "nepos" che è un
termine con un significato più ampio
e non quello di "nipote", come sembrerebbe
dalla parola italiana. In italiano adoperiamo
la parola "parente" con significato
molto ampio, mentre in latino i "parentes"
sono i soli genitori. Per convincerci ancora
meglio, nel N.T. ci sono molti passi che confermano
quello che sto dimostrando. Qualche esempio:
- In Gv 20,17, "fratelli" sono i
"discepoli";
- In Mt 25,40, i "fratelli" sono
"tutti gli uomini";
- In 1 Cor 9,3-5, i "fratelli" sono
i "fratelli di fede";
- In Gal 1,18-19, Giacomo, che è figlio
di Alfeo (cf Mat 10,3), viene indicato da
Paolo come fratello del Signore ossia come
appartenente alla sua parentela o, tutt'al
più, potrebbe essere tra i suoi cugini;
- In Mt 28, 10, Gesù chiama "fratelli"
i suoi apostoli e discepoli. Non
cattolico. Nonostante tutte queste
citazioni, il dubbio rimane, e le ragioni
sono le seguenti:
a) In Mt 1,25 è scritto che Giuseppe
prese Maria come sposa "la quale, senza
che egli la conoscesse, partorì un
figlio, che egli chiamò Gesù;
b) In Lc 2,7 è detto che Maria "diede
alla luce il suo figlio "primogenito".
I
miei dubbi sono questi:
- Anzitutto le parole di Matteo in traduzioni
precedenti a quella della CEI sono così
indica- te: "Ma egli (Giuseppe) non la
conobbe, finché ebbe partorito il suo
figliolo primogenito...". Dunque, la
conobbe dopo. Cattolico.
La S. Scrittura vuol dimostrare che il Bambino
Gesù non è stato concepito mediante
il concorso umano, e basta. Queste parole
vanno collegate con quelle altre di Maria:
"Come è possibile? Non conosco
uomo". Queste parole, come già
ho detto precedentemente, vogliono indicare
la ferma risoluzione di Maria di voler rimanere
"sempre vergine" perché consacrata
a Dio. Per convincerci ancora di più,
leggiamo in 2 Sam 6,29: «Micol, figlia
di Saul, non ebbe figli sino al giorno della
sua morte" (cf Sal 110, 1). E' certo
che Micol non ebbe figli neppure dopo la morte...
Non
cattolico. Ma ho ancora qualche
dubbio. Infatti la parola "primogenito"
lascia capire che dopo vi sono stati altri
figli, altrimenti Gesù doveva essere
indicato come l'Unigenito. Cattolico.
Anche per questa obiezione c'è
una risposta tecnica e biblica chiarificatrice.
Il "primogenito", indicato da Lc
2,7, nella mentalità ebraica è
il figlio che "apre il seno materno"
(cf Es 13,2; Nm 3,12). "Primogenito"
era un termine legale, in quanto i genitori
dovevano pagare per lui un prezzo di riscatto.
Dio Padre introduce il Primogenito sia al
momento dell'Incarnazione (Eb 1,6), sia al
momento della intronizzazione nella gloria
(cf Eb 1,3; 2,5; Ef 1,20-21; Fil 2,9-10).
Primogenito è anche un titolo di onore
(cf Col 1, 15. 18; Ap 1,5). Infine l'archeologia
ha scoperto (1922) una iscrizione greca di
un cimitero giudaico dell'Egitto (5° sec.
a.C.) che dice: "La sorte mi condusse
al termine della vita nel dolore del parto
del mio primogenito figlio". Certo, dopo
questo "primogenito" non vi furono
altri figli!
Credo che dopo tutte queste risposte e prove,
chiunque vuole può tranquillamente
credere rettamente.
La mia personale esperienza mi fa capire come
il grande dottore d'Ippona, il gigante dei
pensiero, S. Agostino, avesse proprio ragione
quando scriveva: "Può credere
chi vuole credere. La fede è un 'si'
libero, ma anche obbediente. Infatti Dio non
lascia al nostro arbitrio e piacimento di
accogliere o rifiutare la sua rivelazione.
Il Vangelo della salvezza non ci è
rivolto semplicemente come un'offerta, ma
come un comando (1 Gv 3,23: "Questo è
il suo comandamento: che crediate nel nome
del suo Figlio Gesù Cristo").
Perciò il 'no' che l'uomo oppone alla
rivelazione di Dio, il rifiuto a credere,
dalla Sacra Scrittura è detto una disobbedienza
(cf Rm 11,30; 1 Pt 1,2). La Chiesa di Dio
definisce la fede come un pieno ossequio dell'intelletto
e della volontà a Dio rivelante".
Il cuore (l'amore) non è escluso, giacché
l'atto di fede prende tutto l'uomo. "Col
cuore si crede per ottenere giustizia"
(cf Rm 10, 10). Non
cattolico. Certo mi hai detto
tante cose ed hai fatto molte precisazioni,
ma i miei dubbi non sono del tutto scomparsi.
Cattolico.
Ci credo. Il non cattolico ha subito
per molto tempo lavaggi di cervello così
poderosi che è difficile liberarsene
senza una grazia particolare. Chiedi a Gesù
con umiltà e fede questa grazia e allora
comprenderai... e potrai anche giungere alla
Verità tutta intera entrando o rientrando
nella Casa del Padre dove saprai "come
comportarti nella Casa di Dio, che è
la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno
della Verità" (cf 1 Tm 3,15).
Il
Signore vi dia pace.
Fra Tommaso Maria di Gesù
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