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dogmi cattolici in particolare
tratto
dall'Enciclopedia di Apologetica
- quinta edizione - traduzione del testo APOLOGÉTIQUE
Nos raisons de croire - Réponses aux
objection Fin
dai primi secoli della predicazione missionaria
cristiana i non credenti bersagliarono con
le loro critiche e motteggi gli articoli del
simbolo di fede. Pietro de Labriolle nel suo
libro: La rèaction paienne. Elude sur
la polemique antichrétienne du I au
VI siede (L'artisan du Livre, Paris 1950),
riassume gli attacchi, talvolta magistrali,
che i primi polemisti anticristiani, specialmente
Celso e Porfido, diressero contro i dommi
cattolici. Soffermiamoci un po' nelle principali
difficoltà sollevate dai filosofi pagani,
seguendo l'esposizione dell'autore citato
nella sua brillante opera. Al
pari di Celso, osserva de Labriolle, Porfido
prima di tutto rinfaccia ai cristiani di aderire
a una " fede irragionevole ". Egli
si sforza di dimostrare l'irrazionalità
della fede in Dio, nell'Incarnazione, nella
resurrezione, nei sacramenti, nei novissimi
e nei sacramenti del battesimo e dell'Eucarestia. La
fede in Dio! II preteso monoteismo cristiano
non sarebbe altro che un politeismo mascherato,
poiché gli angeli sarebbero esseri
divini ridotti a spiriti. La trascendenza
dell'essere divino sarebbe compromessa dal
mistero della Trinità, dall'esistenza
degli angeli, e, più ancora, dal sistema
dell'incarnazione, un vero tessuto d'assurdità
: " Perché Cristo venne così
tardi, dopo aver lasciato l'umanità
per tanti secoli senza il beneficio della
rivelazione? Perché doveva permettere
che innumerevoli anime si perdessero senz'aiuto?
E come si può credere che il Figlio
di Dio abbia veramente sofferto sulla croce?
E perché la croce? Come sofferse egli,
se per la sua natura divina era impassibile?
". Il
domma della risurrezione provocava in Porfirio
proteste non meno violente. Il filosofo pagano
muove obiezioni che ancor oggi sono la gioia
dei nostri increduli. " Come possiamo
pensare che saranno ricostituiti gli organismi
distrutti? Un uomo naufraga: i cefali marini
ne divorano il corpo; alcuni pescatori mangiano
i cefali, periscono anch'essi e i loro cadaveri
sono mangiati dai cani, che saranno preda
degli avvoltoi. Dov'è mai la carne
del naufrago? " Porfirio
usa lo stesso tono sarcastico contro il battesimo
e l'eucarestia. Riguardo al battesimo degli
adulti scrive: "Tante macchie, tanti
adulteri, tante turpitudini lavate da una
sola abluzione, da una semplice invocazione
del nome di Cristo! Una tale disciplina è
fautrice di vizio e d'empietà! ".
Porfirio assimila poi la comunione eucaristica
a un atto di cannibalismo fino a dire bestiali
e assurde le parole di Cristo in San Giovanni
(6,52). Dopo
tanti secoli è bene rileggere queste
violente opposizioni dei più abili
polemisti, di cui il paganesimo morente poteva
essere fiero, poiché esse dimostrano
che gli avversari della religione cristiana
nel corso dei secoli hanno trovato ben poco
di nuovo da obiettare. Il fatto poi che la
Chiesa sia sopravvissuta a tutte le difficoltà
ne è già un'eloquente confutazione. D'altra
parte il fatto che la polemica anticristiana
si è in certo modo cristallizzata attorno
ad alcuni problemi, immutati, prova che determinati
aspetti della fede cristiana prestano il fianco
a determinate critiche, che appunto queste
pagine sulle obiezioni contro i dommi cristiani
mirano a risolvere. Nella
prima parte studiamo il mistero della Redenzione
nel suo insieme; nella seconda incalziamo
più da vicino alcune obiezioni presentate
contro questo o quel domina particolare.
PARTE
PRIMA - L'ECONOMIA DELLA REDENZIONE
CRISTIANA LA REDENZIONE - LA GRAZIA
- I NOVISSIMI |
PARTE
SECONDA - OBIEZIONI CONTRO ALCUNI
DOMMI IN PARTICOLARE |
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