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cosa dice l'antico testamento?
Abbiamo
deciso di iniziare la nostra spiegazione apologetica
riguardante il Purgatorio a partire dall’analisi
di alcuni brani dell’Antico e del Nuovo Testamento
proprio perché la dottrina sul Purgatorio
nasce, come vedremo, all’interno della Sacra
Scrittura e sebbene in molti si rifiutino
di accettare questa verità essa è
ben illustrata nella Parola di Dio!
Vi
proponiamo la bellissima spiegazione data
dal noto apologeta e direttore della rivista
“Il Timone” Giampaolo
Barra, nel corso di una delle sue
seguitissime trasmissioni di Apologetica su
Radio Maria. Nell’Antico
Testamento è di fondamentale importanza
il capitolo 12 del secondo
libro dei Maccabei, specialmente
i versetti 43-46. Qui si
narra di un episodio veramente significativo.
Giuda Maccabeo, dopo avere
vinto una decisiva battaglia per la nobile
causa dell’indipendenza degli Ebrei, si reca
sul campo di combattimento per seppellire
i caduti. Si accorge che sotto la tunica di
ciascun caduto vi erano oggetti idolatrici,
oggetti dedicati agli idoli pagani e Giuda
Maccabeo capisce, in quel momento, il perché
questi soldati erano morti.
Dio li aveva puniti per questo grave peccato.
Cosa
ci racconta la Bibbia?
Ci racconta che Giuda Maccabeo prega e fa
pregare il popolo di Israele perché
Dio perdoni il peccato commesso da questi
soldati. Erano morti combattendo per una nobile
causa, erano morti con “sentimenti di pietà”
(lo dice il racconto biblico) e Giuda Maccabeo
fa innalzare preghiere a Dio per i defunti.
Questa è la prova che si credeva nella
possibilità che i peccati dei defunti
fossero perdonati, rimessi.
Si
legge ancora nel racconto biblico Giuda Maccabeo
fece una colletta e la “inviò
a Gerusalemme perché fosse offerto
un sacrificio espiatorio” e
la Bibbia dice che agì
“in modo molto buono e nobile,
suggerito dal pensiero della Risurrezione.
Perché se non avesse avuta ferma fiducia
che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe
stato superfluo e vano pregare per i morti.
Ma se egli considerava la magnifica ricompensa
riservata a coloro che si addormentavano nella
morte con sentimenti di pietà, la sua
considerazione era santa e devota. Perciò
egli fece offrire il sacrificio espiatorio
per i morti, perché fossero assolti
dal peccato” (2 Mac 12,43-45).
Dunque,
ricaviamo subito un primo insegnamento. Quanto
noi cattolici preghiamo per le anime dei nostri
defunti siamo in perfetta sintonia, in perfetto
accordo con quanto è insegnato nella
Parola di Dio, fin dall’Antico Testamento.
Facciamo un’opera “buona e nobile”, facciamo
un’opera “santa e devota” quando preghiamo
per i nostri defunti, proprio come ha fatto
Giuda Maccabeo.
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