Argomenti

Il fatto religioso

Il bisogno religioso

Le grandi affermazioni spiritualiste: l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima 

L'esistenza di Dio

Natura e origine della religione

Le varie categorie di religioni

I surrogati della religione

La teosofia

La rivelazione

L'atto di fede

La testimonianza del miracolo

L'Antico Testamento come preparazione evengelica

Gesù Cristo e il Suo Vangelo

La Divinità di Gesù Cristo

Il Vero Messia

Gesù Cristo è il Messia

L'insegnamento di Gesù

La persona di Cristo: la sua incomparabile santità

I miracoli di Gesù

I miracoli

I nemici del miracolo

La resurrezione

Il Cristo sempre vivente

Le origini Cristiane

La dottrina della Chiesa

L'eccellenza e i caratteri della Chiesa

La morale della Chiesa

L'azione della Chiesa

La santità della Chiesa

I miracoli della Chiesa

Eresie d'altri tempi

Il Protestantesimo luterano e calvinista

L'Anglicanesimo e le chiese non conformiste

Le chiese separate d'oriente

La Chiesa Cattolica e le chiese cristiane separate

Il fascino delle religioni asiatiche

Lo scandalo dell'Islam

L'incredulità

La testimonianza dei convertiti

Psicologia e metodologia della conversione

La testimonianza della moderna letteratura

Sommario storico dell'apologetica

La Bibbia in generale

Obiezioni contro l'Antico Testamento

Obiezioni contro il Nuovo Testamento

Obiezioni generali contro la teologia dogmatica

Lo sviluppo dei dogmi

Dogmi cattolici in particolare

La morale cattolica

Difficoltà desunte dalla storia della Chiesa

Scienza e religione

Teorie cosmologiche moderne e dogma della creazione

Preistoria e natura dell'uomo

Le scienze psicologiche e storico-sociali

Fu un palo o una croce? Il supplizio della crocifissione

La verità del cattolicesimo

  L'infallibilità del Papa

 I primati della Chiesa di Roma

San Pietro ha soggiornato a Roma?

 Il culto dei Santi e la Comunione dei Santi

 Il culto delle immagini sacre

Immacolata Concezione

Perfetta Verginità di Maria

La Madonna contestata

I fratelli e le sorelle di Gesù

I Sacramenti nel Nuovo Testamento

 La confessione dei peccati

 Il celibato dei sacerdoti

Il Purgatorio

L'Eucaristia e la Santa messa

    I libri apocrifi e la tradizione

  Il caso Galilei

  Giordano Bruno

 L'Inquisizione

 Le crociate

 Contro l'anticristo Freud

 Il Talmud Smascherato

 Contro il Codice da Vinci

 I Testimoni di Geova

 La Massoneria

Il problema dell'ateismo

Gli errori dello spiritismo e della reincarnazione

Il laicismo

Elogio di Pio IX

Pio XII la "leggenda nera"

Il caso

Ipotesi demonologiche sull'ideologia marxista

 

 

 

Errori storici e bufale nel "Codice da Vinci"

 


Fu Costantino a stabilire il dogma della Divinità di Cristo?

Stando al romanzo, Gesù non era di natura divina né mai lo proclamò: fu solo al Concilio di Nicea che, con un colpo di mano petrino da parte dell’imperatore Costantino che lo convocò, si stabilì quel falso dogma. Olson e la Miesel rispondono citando un classico, il fondamentale Early Christian Doctrines, di John Norman Davidson Kelly del 1958, la cui seconda edizione riveduta uscì nel 1978 (viene costantemente ripubblicato: ultimamente nel 2000, dalla Continuum International Publishing Group di Londra e New York) e che in italiano è stato tradotto come Il pensiero cristiano delle origini (Dehoniane, Bologna 1984).
Già nei secoli precedenti Nicea, la natura sia divina sia umana di Gesù era universalmente riconosciuta, con il «Gesù è il Signore» della Lettera ai romani (10,9) e il «Gesù Cristo è il Signore» della Lettera ai filippesi (2,11) quali prime e più antiche confessioni di fede. A Nicea, del resto, non si stabilì affatto che Gesù, il Figlio di Dio, fosse divino, giacché questo era appunto creduto: ci si occupò invece di quale fosse l’esatta relazione esistente fra il Figlio e il Padre. Uguali? Di un’unica sostanza? Due persone distinte? Il Concilio giudicò quindi eretica una dottrina all’epoca popolare, l’arianesimo, secondo cui il Figlio era una divinità inferiore, creata dal Padre a un certo momento del tempo e non esistente ab aeterno.
Inoltre, all’epoca del Canone Muratoriano (siamo attorno al 190), i quattro Vangeli sono già canonici e gli gnostici invece out, il tutto una novantina d’anni prima della nascita di Costantino.

Architettura gotica, templari e simbolismo

I Templari nulla avevano a che fare con le cattedrali del loro tempo, che furono commissionate dai vescovi e dai loro canonici in tutta Europa. Essi erano uomini illetterati senza alcuna arcana conoscenza della "geometria sacra" tramandata dai costruttori di piramidi. Non dominavano gli stessi strumenti sui loro progetti, né fondarono corporazioni di massoni per costruirne per altri. Non tutte le loro chiese erano rotonde, né la rotondità era un insulto di sfida alla Chiesa. Piuttosto che essere un tributo al divino feminino, le loro chiese circolari onoravano la Chiesa del Santo Sepolcro.

In realtà guardando le chiese gotiche e quelle che le precedettero l’idea del simbolismo femminile si sgonfia. Le grandi chiese medievali tipicamente avevano tre porte frontali a ovest più triple entrate ai loro transetti a nord e a sud (quale parte dell'anatomia femminile rappresenta il transetto? o la volta della navata centrale di Chartres?). Le chiese romaniche — incluse quelle che precedono la fondazione dei Templari — hanno bande decorative simili che si inarcano sopra le entrate. Sia le chiese gotiche che quelle romaniche hanno ereditato dalle basiliche tardoantiche la navata lunga e rettangolare, derivata fondamentalmente dagli edifici pubblici romani. Né Brown né tantomeno le sue fonti considerano quale simbolismo coglievano nello schema di una chiesa ecclesiastici medievali come Suger di St.-Denis o Guillaume Durand.


Moti di venere, pentagramma di Ishtar, olimpiadi.

Brown sostiene che i moti del pianeta venere traccino un pentacolo, il cosidetto pentagramma di ishtar, altra dea della luce e della bellezza. Ma basta guardare in qualunque sito di astronomia per rendersi conto che non è affatto un disegno perfetto! Questa simbologia inoltre non ha niente a che vedere con la cadenza delle olimpiadi.
Gli antichi giochi olimpici erano celebrati in onore di Giove, non di Afrodite, e avevano luogo ogni 4 anni.
La tesi di Brown che i 5 anelli collegati dei moderni giochi olimpici siano un tributo segreto alla divinità femminile è altresì sbagliato - ogni serie di giochi doveva aggiungere un anello al disegno ma gli organizzatori si fermarono a 5.

Cartoni animati della Disney e riferimenti occulti.

Nel libro di Brown il protagonista sostiene con fare autorevole che nei cartoni animati della Disney sarebbero nascosti messaggi segreti e riferimenti biblici nonché al santo graal .
Si puo anche sorridere quando Biancaneve viene dipinta come la nuova Eva che prende la mela del peccato dalla strega o fare i seri considerato che i nani sono 7 come i vizi capitali, a voi la scelta. Ma che non mi si venga a dire che la bella addormentata nel bosco è una metafora della tomba di Maria Maddalena solo perché giace in una presunta bara sorvegliata.

Che relazione avevano i vari personaggi famosi - Leonardo da Vinci, Newton, Victor Hugo - con il Priorato di Sion?

Plantard ha ricavato il suo elenco di Gran Maestri del Priorato di Sion dall'elenco di presunti Imperator, cioè capi supremi, e "membri eminenti" dell'AMORC, l'Antico e Mistico Ordine Rosae Crucis, fondato nel 1915 negli Stati Uniti da Harvey Spencer Lewis (1883-1939) e con esponenti della cui branca francese Plantard era in contatto fin dagli anni 1940. Tranne Cocteau e monsignor Ducaud-Bourget tutti i nomi di Gran Maestri del Priorato di Sion si ritrovano, vedi caso, in genealogie mitiche costruite da esponenti dell'AMORC (alcuni dei quali hanno peraltro in seguito lasciato lo stesso AMORC). In verità tutte le organizzazioni esoteriche fondate dal XVIII secolo a oggi si dotano di genealogie mitiche che risalgono ai Templari, a Noè, a san Giovanni o a Salomone e passano per personaggi famosi della storia, della letteratura e dell’arte. In genere i loro membri meno sprovveduti sono consapevoli del carattere meramente simbolico e mitico di queste genealogie.

I Cavalieri Templari

Allo stesso modo Brown distorce la storia dei Cavalieri Templari. I Cavalieri, il più antico degli ordini religioso-militari, furono fondati nel 1118 per proteggere i pellegrini in Terra Santa. Il loro ruolo fu approvato nel 1128 e generose donazioni garantirono loro numerose proprietà in Europa. Diventati superflui dopo la caduta dell'ultima roccaforte dei Crociati nel 1291, la loro ricchezza (erano anche banchieri) attirò su di essi grande ostilità. Maliziosamente l'autore ascrive la soppressione dei Templari al "machiavellico Papa Clemente V", che essi ricattavano con il segreto del Graal. Grazie ad una sua ingegnosa montatura, i soldati del Papa arrestarono improvvisamente tutti i Templari. Accusati di satanismo, sodomia e blasfemia furono torturati per ottenere una confessione e bruciati come eretici, le loro ceneri buttate sbrigativamente nel Tevere. Ma nella realtà, l'iniziativa di eliminare i Templari venne da re Filippo il Bello di Francia, i cui ufficiali compirono gli arresti nel 1307. Quasi 120 templari furono bruciati dai Tribunali dell'Inquisizione locali per non aver confessato o per aver ritrattato una confessione, come accadde con il Grande Maestro Jaques de Molay. Clemente, un francese debole e malato manovrato dal suo re, non bruciò nessuno a Roma poiché fu il primo Papa a regnare da Avignone. Inoltre il misterioso idolo di pietra che secondo l'accusa i Templari avrebbero adorato, è associato alla fertilità in solo una delle centinaia di confessioni rilasciate. La sodomia era la scandalosa accusa - forse vera - contro l'ordine, non la fornicazione rituale. I Templari hanno suscitato l'interesse degli occultisti da quando il loro mito di maestri della sapienza segreta e dell'enorme tesoro hanno cominciato a fondersi nel tardo18° secolo. Massoni e persino i Nazisti li hanno salutati come fratelli. Adesso è il turno dei neo-gnostici.


La scritta “Christus A.O.M.P.S. defendit “ sulla base di una delle statue che don Saunière volle per ornare la sua torre dedicata alla Maddalena inneggia al Priorato di Sion?

Dan Brown sostiene che l’acronimo riportato sia un riferito al Priorato di Sion:



CHRISTUS Antiquus Ordo Mysticusque Prioratus Sionis DEFENDIT
(“Cristo difende l’antico ordine mistico del Priorato di Sion”)

La scritta però si trova quasi identica, ma sciolta e dunque senza le misteriosi iniziali, scolpita da secoli sull’obelisco fatto erigere in piazza San pietro da Papa Sisto V:

CHRISTUS Ab Omni Malo Plebem Suam DEFENDAT
("Cristo difenda il suo popolo da ogni male")

Il nome di Dio secondo Dan Brown

Poi il nome di Dio. Ne Il Codice Da Vinci, uno dei protagonisti, Robert Langdon, esperto statunitense di simbologia, spiega coram populo l’origine di YHWH (pronunciato Yahweh), ovvero il sacro nome di Dio che gli ebrei osservanti credono non si debba mai pronunciare. Per bocca di Langdon, il romanzo dice che YHWH deriva da Geova, il quale sarebbe l’unione androgina del maschile Jah e del femminile Havah, ossia il nome preebraico di Eva. In realtà, qualsiasi enciclopedia seria informa sul fatto che “Geova” è un termine della lingua inglese (“Jehovah”) inesistente prima del secolo XIII e comunque poco usato fino al XVI. Fu creato artificialmente combinando le consonanti di YHWH (o JHVH) e le vocali di “Adonai” (“Signore”), che è il termine con cui, nell’Antico Testamento, gli ebrei sostituirono l’impronunciabile YHVH.
Inoltre, il nome ebreo (e non pre-ebraico) di Eva è hawwâ (pronunciato “havah”), che significa «madre dei viventi». Nulla di tutto questo ha caratteristiche androgine.

I Merovingi fondarono Parigi?

Nel romanzo si dice che “tutti sanno” che i merovingi hanno fondato Parigi.
No: la città era un villaggio gallico fondato con il nome di Lutetia Parisiorum dalla tribù di quelli che in latino suonavano celti parisii; un nome che fa probabilmente riferimento a Lug, il dio celtico del sole. Per Olson e la Miesel, nessun parigino colto avrebbe mai commesso l’errore. Ma certo nemmeno un lettore delle avventure di Asterix, tradotto pure nella lingua di Brown.


I tarocchi hanno simboli risalenti al Graal?

Contrariamente alle affermazioni di Brown, le carte dei tarocchi non insegnano la dottrina della Dea. Furono inventate come gioco innocente nel XV secolo e non acquisirono associazioni occultistiche fino alla fine del XIX secolo.

I diamanti simboleggiano i pentacoli?

L'idea che i diamanti simboleggino i pentacoli è un deliberato stravolgimento dell'occultista britannico A. E. Waite.


Nel romanzo Sophie Neveu minaccia di sfondare con una ginocchiata il quadro “La Vergine delle Rocce” dopo averlo rimosso dalla parete, è possibile?

Le grandi dimensioni e la pesante cornice del’autentico dipinto leonardesco conservato nel museo di Parigi non permettono tanto facilmente ad una persona sola di staccarlo dalla parete,s enza contare poi che si tratta di una tavola di legno e non di una tela, pertanto un po’ complicata da sfondare con una ginocchiata.

Sono state le suore della Confraternita dell’Immacolata concezione a commissionare a Leonardo “La Vergine delle Rocce”?

No. La Confraternita era un ordine solo maschile. Per di più, Leonardo non seguì affatto le direttive: il contratto originale parlava di una raffigurazione del Padre che sovrastasse l’intera scena, con due profeti a comporre le ali del trittico.


Monna Lisa sarebbe l’anagramma di “Amon-l’isa”?

Brown si diverte molto a giocare con gli anagrammi e gli scambi di consonati. Adesso prendete un qualunque quadro o titolo di un libro o quello che volete, un bravo anagrammista troverà decine di definizioni da abbinare a piacimento e Brown se ne serve bene : un esempio è l'ardito anagramma di monna lisa derivato da un dio e una dea (amon e l'isa ). Dove Amon è (secondo Brown) il dio egiziano della fertilità maschile, mentre l’isa, pittogramma di iside, rappresenta la parte femminile. La Monna Lisa rappresenterebbe dunque, secondo il Codice da Vinci, “la divina unione tra maschio e femmina”. Tutto falso, lo stesso biografo di Leonardo da Vinci, Giorgio Vasari, ci fornisce la spiegazione, la donna raffigurata è “Monna Lisa, sposa di Francesco del Giocondo!. “Monna” è una contrazione di “Madonna”, l’epiteto che significa “signora” e che veniva all’epoca preposto al nome della dama. Dunque “Madonna Lisa” sposa di “Francesco del Giocondo” (ecco perché della “Gioconda”). Nessun significato recondito, nessun mistero egizio.
Inoltre Amon non era una divinità della fertilità ma del sole, e nella mitologia egizia non aveva alcun rapporto con Iside, ma solo con la dea Mut.

La tomba di Arques è la tomba della Maddalena?

Assolutamente ridicolo!
La cosiddetta «tomba di Arques» di cui si parla è stata fatta costruire nel 1932 (sostituendo una tomba precedente costruita nel 1903 e che non assomigliava neppure vagamente a quella de I pastori d’Arcadia) da Louis Bertram Lawrence (1884-1954), un imprenditore americano di origine francese. Vi sono state sepolte Emily Rivarès Lawrence (1863-1932) e Marie Rivarès (1843-1922), rispettivamente madre e nonna dell’imprenditore, nonché due gatti imbalsamati della stessa Marie Rivarès. Tutti i documenti amministrativi relativi a queste costruzioni e ricostruzioni sono tuttora esistenti. La tomba si può anche ritenere vagamente ispirata al quadro seicentesco di Poussin, del resto molto noto. Nel 1988 è stata demolita dall’attuale proprietario con l’autorizzazione del competente consiglio comunale, quello di Peyrolles, stufo di vederla profanata da vandali alla ricerca di segreti del Priorato di Sion. Comunque sia, Poussin non poteva certo riprodurre nel XVII secolo una tomba costruita nel 1932.

Dan Brown nel suo romanzo fa dire a Teabing: “poiché il suo nome era proiito dalla chiesa, Maria Maddalena diviene nota sotto vari pseudonimi: il Calice, il Santo Graal, la Rosa…”. E’ vero?

Chiaramente no! Santa Maria Maddalena è infatti venerata dalla Chiesa come tale, e con il suo vero nome, proprio la Chiesa Cattolica ne festeggia la memoria liturgica il giorno 22 giugno. Ci sono poi almeno 14 sante canonizzate che portano questo nome in onore della donna alla quale Gesù apparve appena risorto.
Maria Maddalena è un personaggio molto popolare nei dipinti che raffigurano la crocifissione di Cristo! Compare (tanto per fare alcuni esempi) in un affresco di Giotto, in un polittico della Madonna con Bambino e in una crocifissione di Simone Martini, così come in una deposizione dalla croce di Pietro Lorenzetti. Nel 1455 Donatello le dedica una scultura e nello stesso periodo viene raffiguarata piangente nella crocifissione di Masaccio, e ancora in un affresco del Beato Angelico nel convento di San Marco a Firenze e su una parte del duomo di Arezzo dedicatele da Piero della Francesca. Per finire 8con gli esempi) nel Compianto sul Cristo morto del Botticelli e nella Deposizione di Raffaello.

E’ vero che al tempo di Gesù, tutti gli ebrei dovevano sposarsi?

Cominciamo col dire che Gesù avrebbe potuto benissimo scegliere di non conformarsi alla mentalità dell’epoca e sappiamo che in taluni casi ha preso posizioni di aperta sfida a quella mentalità. Tuttavia il «costume dell’epoca» di cui parla Dan Brown riferendosi agli antichi ebrei non imponeva affatto «a un ebreo di essere sposato» (p.288). Infatti i membri della comunità dei Rotoli del Mar Morto erano in gran parte maschi e celibi. Senza contare, poi, che lo stesso precursore di Gesù, Giovanni Battista, appariva un solitario che viveva lontano dai centri abitati e non aveva una famiglia. “Il I secolo” scrive John P. Meier nel suo libro Un ebreo marginale (p.338) “era popolato a alcuni sorprendenti individui e gruppi celibi: alcuni esseni e qumraniani, i terapeuti, Giovanni Battista, Gesù, Paolo, Epitteto, Apollonio e vari cinici itineranti. Il celibato era sempre una scelta rara e talvolta sgradevole nel I sec. d. C. era comunque una scelta fattibile”.

E’ vero che nel famoso dipinto leonardesco “l’Ultima cena” compare una mano “che non appartiene a nessuno in particolare” come sostiene Dan Brown?

Il dipinto di leonardo raffigura tredici personaggi, i dodici apostoli divisi in due gruppi di sei, e Gesù al centro. Tredici uomini fanno tredici coppie di mani, per un totale di ventisei, in assenza di misteri, codici ed esoterismi vari.
Soffermandosi con attenzione sul dipinto emerge che ci sono proprio tredici coppie di mani, ventisei mani inequivocabilmente attaccate ad altrettante braccia riconducibili ai rispettivi “tronchi”. La mano che stringe il coltello di cui parla Brown è certamente la mano di Pietro.

E’ vero che il “Cryptex”, la strana e misteriosa cassaforte a tubo del romanzo di Dan Brown è stata inventata da Leonardo?

Il disegno leonardesco tratto da un foglio del Manoscritto B, pagina n.33, non ha nulla a che fare con una cassaforte. L’oggetto in questione è un sistema di trasporto su ruote, un fusto di cannone con alcuni meccanismi riconducibili a un sistema di cassette ribaltabili, di dimensioni molto più grandi del “Criptex” fabbricato nella mente di Dan Brown. Per ulteriori conferme visitare il sito http://www.leonardo3.net/leonardo/brown_criptex.htm


Dan Brown afferma nel libro che l’Inquisizione in tre secoli di Medioevo avrebbe condannato al rogo 5 milioni di streghe, è vero?

Agostino Borromeo, docenti di storia all’Università La Sapienza di Roma, scrive che “oggi è possibile fare la storia dell’Inquisizione prescindendo dai luoghi comuni perpetrati fino all’Ottocento”. Lo studioso ha precisato che in merito alla caccia alle streghe, i tribunali dell’Inquisizione delele varie nazioni si sono comportati in questo modo:
- l’Inquisizione spagnola ha condanato a morte 59 streghe
- - quella portoghese 4
- quella romana 36.
“Se si sommano questi dati” spiega Borromeo, “non arriviamo neanche a un centinaio di casi, contro i 50.000 di persone condannate al rogo, in prevalenza dai tribunali civili, su un totale di 100.000 processi (civili ed ecclesiastici) celebrati in tutta Europa nell’età moderna”. Meno di cento casi non possono essere presentati come 5 milioni!


E’ vero che la Piramide del Louvre è formata da 666 pannelli?

Falso. Sono 673: numericamente la differenza è piccola, ma simbolicamente enorme


Nel romanzo il terribile assassino albino è un monaco dell’Opus Dei, ma vi sono monaci nell’Opus Dei?

Silas è in realtà un fantomatico monaco, non si capisce infatti a che titolo egli sia “monaco”, dal momento che anche i “numerari” dell’Opus Dei vivono la loro professione normalmente, non sono monaci, non vestono un abito particolare.

Il “monaco” assassino Silas dopo i suoi omicidi su commissione, si ritira nella sua cella per fare penitenza a suon di frustate. Bastano queste mortificazione per ricevere il perdono di Dio?

Risponde Ullate Fabro nel suo contro il Codice da Vinci: “ Non esiste alcuna pratica di mortificazione o alcun rituale che favorisca il perdono di Dio, ma il povero monaco albino non lo sa e quindi si direbbe che abbia ricevuto una pessima catechesi della prima comunione”. Solo la confessione sacramentale accompagnata ad un reale e sincero pentimento garantisce la remissione dei peccati!

Nel Capitolo 11, pp.78-79 Sophie decifra i numeri presenti nel messaggio postumo di suo nonno: "1-1-2-3-5-8-13-21" e Saunière afferma, "è la sequenza di Fimbonacci". Si tratta veramente della famosa sequenza matematica?

No. Infatti la sequenza di Fimbonacci inizia con lo = e prosegue con una serie infinita di numeri, in cui ciascuno è il risultato della somma dei due precedenti: 0,1,1,2,3,5,6,13,21,34... Trattandosi di una serie infinita, si possono prendere numeri qualsiasi per illustrarla (i primi cinque, otto, trenta numeri della sequenza, per esempio), ma non possono mai mancare i primi (zero compreso).


Il seminario attiguo alla chiesa di Saint-Sulpice ha veramente "una ben documentata storia di credenze non ortodosse"?

No. Nel 1642 Jean-Jacques Olier, nominato parroco a Saint-Sulpice fa erigere l'attiguo seminario, al fine di applicare le riforme del Concilio di Trento alla formazione del clero. Intendendo educare formatori e rettori di seminari fedeli alla dottrina cattolica. E' nato così il germe della compagnia dei sacerdoti di Saint-Sulpice, che ancora oggi hanno lo stesso compito. La spiritualità di Olier è una delle testimonianze più importanti della controriforma cattolica in Franci, e dalle file del suo istituto sono usciti molti fondatori di altre congregazioni, centinaia di vescovi e migliaia di missionari e professori cattolici. I supliziani sono stati tenaci oppositori dell'eresia e hanno combattuto fermamente il giansenismo e il razionalismo nel corso dei secoli XVII e XVIII. In piena crisi modernista il papa san Pio X disse di loro: "Congregatio Sulpicianorum fuit salus Galliae" ("La congregazione dei sulpiziani è stata la salvezza della Francia"). Non si direbbe proprio "una ben documentata storia di credenze non ortodosse"!


Nel Capitolo 22, pp. 127-28 Brown scrive "Molto prima che fosse fissato Greenwich come meridiano zero, la longitudine zero del mondo passava per PArigi e la chiesa di Saint-Sulpice. [...] Greenwich ha tolo a Parigi l'onore nel 1888". E' vero?

No, è falso, la longitudine zero del mondo non è mai passata per Parigi. Nell'epoca delle grandi scoperte, le nazioni con possedimenti oltremare fissarono merdiani di riferimento per i propri naviganti, che normalmente passavano per la metropoli di appartenenza. A quel tempo c'erano undici meridiani di riferimento diversi: Greenwich, Cadice, lisbona, Roma, Parigi, Berlino, Copenaghen, Rio de Janeiro, Stoccolma e Tokio.
Nel 1884 il presidente degli Stati Uniti, Chester A. Arthur, convocò una conferenza mondiale a Washington con l'obiettivo di stabilire un meridiano zero accettato da tutti. Quindi nel 1884 e non nel 1888 come sostiene Langdon, visto che in quel momento Arthur non era più presidente. Quando cominciò la riunione, la maggior parte delle navi commerciali, precisamente il 72 per cento del totale mondiale, faceva già riferimento al meridiano di Greenwich. Parigi, quindi, non ebbe mai il privilegio di essere il punto di riferimento dei marinai - se non di quelli francesi - prima di Greenwich.


Nel Capitolo 20, pp. 113-14 Langdon afferma che se in un alveare si prende il numero delle femmine e si divide per quello dei maschi si ottiene sempre lo stesso numero phi. E' vero?

Falso! La popolazione di un alveare varia notevolmente nel corso dell'anno, così come il rapporto tra i maschi e le femmine. Ad esempio, in qualsiasi alveare quando arriva l'autunno i fuchi scompaiono quasi completamente, visto che le fmmine li cacciano crudelmente poichè non hanno più alcuna funzione. In quei momenti il rapporto tra femmine e maschi è di X a 0 (dove X è il totale variabile delle api femmine). I fuchi ricompaiono in primavera e in estate, quindi la proporzione tra maschi e femmine è tutt'altro che stabile, e non si avvicina minimamente alla cosidetta "divina proporzione". Un alveare medio è formato da un'ape regina, 300-1000 fuchi e 45-50.000 api operaie, le femmine. Dividiamo il numero di femmine (supponiamo 50.000) per quello dei maschi (supponiamo 800) e otterremo un rapporto di circa 62 a 1. Ricordiamo che phi corrisponde a 1,618. Quindi da qualche parte c'è un errore, visto che se si verificasse la proporzione annunciara (1,618 a 1) il numero delle operaie dovrebbe essere quasi cinquanta volte inferiore, o quello dei fuchi cinquanta volte superiore.


Nel Capitolo 26, pp.144-46 Langdon afferma lapidario "Leonardo era omosessuale". Cosa dice la storia?

Quanto afferma Langdon è in realtà un pettegolezzo, anzi, una diffamazione. Leonardo da Vinci fu accusato in due occasioni, sempre in maniera anonima, di avere intrattenuto rapporti sodomiti. Avviene nel 1476, e le accuse riguardavano anche alcuni memrbi della potente famiglia de' Medici. La faccenda odorava di vendetta politica: le accuse furono ritirate in entrambe le occasioni per mancanza di prove e Leonardo non fu neppure processato. leonardo non si sposò, ma in questo non è molto diverso da tanti altri artisti del Rinascimento, per esempio Michelangelo, Brunelleschi o Donatello. Nei suoi scritti non c'era traccia di messaggi occulti o espliciti che rivelano attrazione per le persone del suo sesso.


Nel Capitolo 28, p.150 Brown scrive: "L'Inquisizione cattolica aveva pubblicato il [...] Malleus maleficarum - il martello delle streghe". Fu così?

Il libro intitolato Malleus maleficarum non fu pubblicato dall'Inquisizione, ma privatamente nel 1486. Si trattava di un manuale che non fu mai considerato ufficiale nei tribunali dell'inquisizione. Ebbe varie edizioni, sopratutto in germania. Tuttavia, negli ambienti ecclesiastici spagnoli non fu molto considerato, e non ebbe un grande influsso nella pratica dell'ingiustamente diffamata Inquisizione spagnola.


Nel Capitolo 30, p.158-60 l'autore afferma, riferendosi al quadro "La Vergine delle Rocce", "il capolavoro da lei esaminato era alto un metro e mezzo. E' vero?

Falso! La traduzione esatta della frase (dall'inglese) è "una tela alta cinque piedi", cioè 152,4cm. L'autore non vuole dare un'idea approssimativa, ma lo descrive con precisione.
All'inizio dell'opera Brown afferma che "tutte le descrizioni di opere d'arte [...] rispecchiano la realtà". Il quadro, in realtà, misura 199 cm di altezza per 123 di larghezza, dato facilmente verificabile in qualsiasi libro d'arte o sul sito ufficiale del Museo del Louvre. La differenza di misura è vistosa e stupefacente per un esperto d'arte!


Nel Capitolo 36, p.186 Langdon presso la stazione di Saint-Lazare, compra due biglietti del treno per Lille con la carta di credito. Cosa c'è di strano?

A Gare Saint-Lazare non partono treni per Lille, che partono invece dalla Gare du Nord. Non sappiamo se la Visa restituirà al professor Langdon il denaro, visto che gli hanno venduto i biglietti per una tratta che non esiste.


Nel Capitolo 37, pp. 188-89 Langdon afferma che Goffredo fi Buglione fu un "re francese". E' vero?

Goffredo di Buglione (Bouillon) non era nè re, infatti era duca della Bassa Lorena e protettore del Santo Sepolcro, e neanche francese, essendo infatti della Lorena, nacque vicino Bruxelles, se gli si vuole attribuire una nazionalità moderna dovrebbe essere quella belga.


Nel Capitolo 39, p.199 il vescovo cattolico Aringarosa racconta a Silas un segreto "Noè era albino".

Nè il racconto della Genesi, nè il resto della Bibbia fanno riferimento al colore della pelle del patriarca Noè. Da dove trae Aringarosa questa informazione? Dal famoso testo gnostico Libro di Enoch (106,2), cosa che nessun cattolico farebbe. Il testo non appartiene alla Bibbia ed è anche pieno di insegnamenti gnostici, contrari alla fede cristiana.

Nel Capitolo 58, p.288 Teabing parlando in merito al testo gnostico "Vangelo di Filippo" afferma: "Come ogni esperto di aramaico potrà spiegarle, la parola compagna, all'epoca signifiacva letteralmente moglie". E' vero?

Sarebbe stato bello se invece di doverci affidare a "ogni esperto di aramaico" l'autore ci avesse fornito questa parola. Perchè in aramaico "compagna" si può dire in vari modi, e con sfumature diverse. Ma questo è il meno, perchè la citazione che Teabing mette in tavola è tratta dal Vangelo di Filippo, un testo gnostico redatto in copto, non in aramaico. In ogni caso è probabile che fosse una traduzione di un originale greco, anche se non è certo. E' chiaro, invece, che non c'è traccia di aramaico e fu scrittto a metà del IV secolo, non ai tempi di Gesù.


Nel Capitolo 55 de "Il Codice da Vinci" Dan Brown per bocca di uno dei protagonisti afferma riferendosi a Costantino: "Nell'anno 325 decise di unificare Roma sotto una sola religione, il cristianesimo". E' vero?

No. Il cristianesimo non diviene la religione ufficiale dell'imperofino al regno di Teodosio, a partire dall'anno 380 (55 anni dopo Nicea e più di 40 anni dopo la morte di Costantino). Costantino non unificò Roma sotto una sola religione, e sebbene abbia favorito il cristianesimo, gaantì anche i diritti agli altri culti, proibendo solo quelli che considerava superstiziosi o decadenti (l'attività divinatoria degli aruspici, alcune feste di Venere).


Nel Capitolo 55 de "Il Codice da Vinci" Dan Brown per bocca di uno dei protagonisti afferma che Costantino avrebbe creato una sorta di religione ibrida che risultava accettabile da tutt'e due. E' vero?

E' assolutamente falso, per prima cosa poichè non unificò nessuna religione (come abbiamo dimostrato sopra), non impedendo ai pagani l'esercizio della loro religione. L'accusa di aver creato una religione ibrida è un'assurdità. I cristiani infatti erano appena usciti da un terribile periodo di persecuzioni che li aveva etichettati come "religio illicita". Abituati a lottare per la purezza della loro fede furono martirizzati a migliaia! Come avrebbero potuto permettere dei cristiani temprati dalla persecuzione che Cristo fosse mescolato con il cristianesimo? I martiri avevano forse dato la propria vita perchè si versasse l'acqua del paganesimo nel vino del vangelo?


Nel Capitolo 55 de "Il Codice da Vinci" Dan Brown per bocca di uno dei protagonisti afferma che secondo il mito, il dio pagano Mitra sarebbe "morto e resuscitato". E' vero?

No. Secondo la tradizione Mitra era nato da una roccia e il mito non contiene una narrazione della sua morte, nè della sua resurrezione. E' considerato un dio che dà la vita grazie al sacrificio di un toro selvaggio, quindi l'accusa non sta in piedi.


Nel Capitolo 55
de "Il Codice da Vinci" Dan Brown per bocca di uno dei protagonisti afferma che Costantino avrebbe spostato la festa ebraica del sabato per farla coincidere con il giorno che i pagani dedicavano al Sole (la domenica?). E' così?

Assurdo! Dan Brown dimostra ulteriormente la sua ignoranza! I cristiani non hanno aspettato trecento anni prima di iniziare a celbrare la domenica, il giorno del Signore (Dies domini). L'Apocalisse di San Giovanni, alla fine del I secolo, parla del "giorno del Signore" (Ap 1,10). Sant'Ignazio di Antiochia nel 110 circa scrive " Non si osservano più i sabati ebraici, ma santificano il giorno del Signore, giorno in cui Egli, e nella sua morte, resuscitò la nostra vita". La Didachè, san Giustino, Tertulliano...le testimonianze che dimostrano come i cristiani non avessero il sabato ma la domenica sono numerose!


Nel Capitolo 55
de "Il Codice da Vinci" Dan Brown per bocca di uno dei protagonisti afferma che al neonato Krishna sarebbero stati offerti oro, incenso e mirra.

Falso! Il testo sacro indù per eccellenza, la Bhagavad-Gita, non accenna affatto all'infanzia di Krishna. Altri due libri sacri induisti, Harivamsa Purana (IV secolo d.C.) e Bhagavad Purana (IX-X secolo d.C.) parlano della nascita di Krishna, ma non accennano minimamente alle offerte di oro, incenso e mirra! Da dove ha tratto quest'informazione Dan Brown? Probabilmente da un testo anticristiano del 1875 intitolato I sedici salvatori del mondo crocifissi nel quale si parla di questa fantomatica donazione, chiaramente senza fonti nè riferimenti.


Nel Capitolo 55
de "Il Codice da Vinci" Dan Brown per bocca di uno dei protagonisti afferma che le immagini di Iside che allatta il figlio Horus, divennero il modello per le immegini della Vergine Maria che allatta Gesù Bambino.

Brown non riesce proprio a capire la natura delle cose! Maria era una donna in carne ed ossa, che partorì un figlio in carne ed ossa. Allattò Gesù perchè era una donna vera, vera madre di un bimbo vero! I cristiani non avevano bisogno di alcun modello per rappresentare un dolcissimo particolare di vita quotidiana!


Nel Capitolo 55
de "Il Codice da Vinci" Dan Brown per bocca di uno dei protagonisti afferma che la definizione di eretico compare sotto Costantino e la parola latina hereticus deriva da "scelta". E' così?

No. Ben prima di Costantino nel 110 Sant'Ignazio mette in guardia dagli eretici che dicono menzogne contro Cristo, Sant'Ireneo nel 180 scrive un'opera contro gli eretici "Adversus haeresis", intorno al 200 Tertulliano scrive il suo De paepscriptione haereticorum. La parola eretico nell'accezione che indica "chi professa un errore su Cristo" ha almeno duecento anni al tempo di Costantino, ma il cocnetto è ancora precedente!
Per quanto riguarda la parola eretico, il traduttore spagnolo trascrive erroneamente la parola hereticus laddove l'americano aveva scritto haereticus. Haereticus è un aggettivo ("eretico"), mentre Brown lo presenta come sostantivo (scelta che in latino si diceva haeresis, dal greco hàiresis).


L'ultima Cena è un affresco come afferma Dan Brown?

No, Leonardo ha dipinto l'opera "a tempera".