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Il fatto religioso

Il bisogno religioso

Le grandi affermazioni spiritualiste: l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima 

L'esistenza di Dio

Natura e origine della religione

Le varie categorie di religioni

I surrogati della religione

La teosofia

La rivelazione

L'atto di fede

La testimonianza del miracolo

L'Antico Testamento come preparazione evengelica

Gesù Cristo e il Suo Vangelo

La Divinità di Gesù Cristo

Il Vero Messia

Gesù Cristo è il Messia

L'insegnamento di Gesù

La persona di Cristo: la sua incomparabile santità

I miracoli di Gesù

I miracoli

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Il Cristo sempre vivente

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L'eccellenza e i caratteri della Chiesa

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I miracoli della Chiesa

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Il Protestantesimo luterano e calvinista

L'Anglicanesimo e le chiese non conformiste

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Il fascino delle religioni asiatiche

Lo scandalo dell'Islam

L'incredulità

La testimonianza dei convertiti

Psicologia e metodologia della conversione

La testimonianza della moderna letteratura

Sommario storico dell'apologetica

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La morale cattolica

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Fu un palo o una croce? Il supplizio della crocifissione

La verità del cattolicesimo

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San Pietro ha soggiornato a Roma?

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    I libri apocrifi e la tradizione

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  Giordano Bruno

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 Contro l'anticristo Freud

 Il Talmud Smascherato

 Contro il Codice da Vinci

 I Testimoni di Geova

 La Massoneria

Il problema dell'ateismo

Gli errori dello spiritismo e della reincarnazione

Il laicismo

Elogio di Pio IX

Pio XII la "leggenda nera"

Il caso

Ipotesi demonologiche sull'ideologia marxista

 

 

 

contro il codice da vinci



Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L'abbiamo gia detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo! ( Gal. 1,6-10)

Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità. Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna. ( 1Gv. 2,21-25)

 


RACCOLTA DI ARTICOLI RIGUARDANTI "IL CODICE DA VINCI"

Un dossier di circa 100 pagine in formato .doc zippato creato appositamente per agevolare la consultazione offline.

 

 

 

"Cristo viene ancora venduto, non più ai capi del sinedrio per trenta denari, ma a editori e librai per miliardi di denari". E’ ora di finirla, "non possiamo permettere che il silenzio dei credenti venga scambiato per imbarazzo e che la buona fede di milioni di persone venga grossolanamente manipolata dai media, senza alzare un grido di protesta in nome non solo della fede, ma anche del buon senso e della sana ragione". p.Raniero Cantalamessa

Carissimi fratelli e sorelle,
al fine di arginare il deleterio effetto "Dan Brown" che, come saprete, ha avuto pesanti ripercussioni sulla già vacillante fede di molti lettori, abbiamo pensato di realizzare in prossimità del 19 Maggio (data di uscita del film ispirato al romanzo) un volantino da diffondere il più possibile, finalizzato a smontare nei punti più importati l'opera dell'autore statuintense.



--> Volantino "Contro le falsità del Codice da Vinci!" <--

Coraggio! E' nostro compito quello di difendere la ricchezza della dottrina ricevuta, di difendere la Verità di Cristo dagli attacchi dei moderni falsi profeti!

 


VISITA LA SEZIONE "CODICE DA VINCI"
NEL SITO DELL'OPUS DEI


--> QUI <---













 

 

Andrea Tornielli, inviato speciale del "Giornale", ha pubblicato un libro-verità sul best seller di Dan Brown, passando al setaccio di una critica serena ma puntuale tutte le affermazioni che sono diventate oggetto di un acceso dibattito. Riportiamo alcuni capitoli del libro..

Gesù, la Maddalena e quelle   nozze così «ovvie»

 

Quel birichino di Costantino

 

Il colpevole? Ovviamente l'Opus Dei.

 

 

La verità dietro a

"Il codice da vinci"


INTERESSANTISSIMA RACCOLTA DI ARTICOLI

-->Dossier Contro il Codice da Vinci di Totus Tuus.biz<--

 


"Il Codice da Vinci: un inganno magistrale"


 

UN SIMPATICO GIOCO PER SCOPRIRE LA VERITA' SUL CODICE DA VINCI

Ideato e realizzato dagli studenti del corso Linguaggi e Tecnologie Multimediali del Centro ELIS di Roma.

 

 


Il Codice da Vinci: FAQ

Risposta ad alcune domande frequenti

di Massimo Introvigne

 


ERRORI STORICI E BUFALE NEL CODICE DA VINCI

Avete trovato altri errori?

--> Contattateci <---

 

 

di Francesco Agnoli

Se a destra di Cristo, dove solitamente è rappresentato l'apostolo prediletto, vi è la Maddalena, dove è finito Giovanni? Tanto più che la presenza della Maddalena sarebbe assolutamente assurda, in quanto rovinerebbe completamente il gioco simbolico dell'opera. Tutto il Cenacolo, infatti, è costruito sulla simbologia del tre (numero divino), del quattro (numero della terra e dell'uomo) e del dodici (quattro per tre, numero della totalità), i numeri da cui è caratterizzata anche la Gerusalemme celeste dell'Apocalisse. Nel Cenacolo vi sono infatti i dodici apostoli, raggruppati in quattro gruppi da tre; sullo sfondo, dietro Cristo, vi sono tre aperture, mentre sui lati quattro. Il soffitto, infine, è a cassettoni, con trentasei riquadri (dodici per tre). Di tutto questo Brown non dice nulla: eppure non è l'esperto conoscitore delle simbologie più nascoste?

 

 

 

Statuti del Priorato di Sion (1956)

pagina 1
pagina 2
pagina 3
pagina 4
pagina 5

 



PERCHE' ACCANIRSI TANTO, IN FONDO E' SOLO UN ROMANZO!
(dicono molti)

Come ha scritto l'insigne Massimo Introvigne nella sua FAQ

Chi pone questa domanda di solito non ha letto la pagina de Il Codice Da Vinci intitolata Informazioni storiche, dove l’autore Dan Brown afferma che «tutte le descrizioni [...] di documenti e rituali segreti contenute in questo romanzo rispecchiano la realtà» e si fondano in particolare sul fatto che «nel 1975, presso la Bibliothèque Nationale di Parigi, sono state scoperte alcune pergamene, note come Les Dossiers Secrets» con la storia del Priorato di Sion.
Forse in risposta alle molte controversie, a partire dalla sesta ristampa la pagina Informazioni storiche - pagina 9 dell’edizione italiana Mondadori - era sparita, sostituita da una pagina 9 interamente bianca: ma naturalmente rimaneva nell’edizione inglese, e nelle prime sei tirature italiane in possesso di un numero relativamente ristretto di «fortunati». Forse dopo che chi scrive ha fatto reiteratamente notare la curiosa sparizione di pagina 9 in Italia nel corso di trasmissioni radiofoniche e televisive, questa è «miracolosamente» ricomparsa.

A quanto detto da Introvigne bisogna aggiungere ciò che Dan Brown in persona ha affermato pubblicamente davanti a milioni di telespettatori, quando ospite del programma The Today Show trasmesso dall'emittente NBC è stato intervistato dal giornalista Matt Lauer.

Lauer domandò: "In quale percentuale ciò che racconta è basato sulla realtà, cioè su cose avvenute realmente? So che ha campiuto una grande ricerca per scrivere questo libro".

Brown rispose: "Assolutamente tutto. L'arte, l'architettura, i rituali segreti, le società segrete, sono tutti fatti storici".

Basta fare un giro in forum e spazi dedicati al libro per accorgersi di quante persone credano alle affermazioni di Brown! Nel sito Amazon ad esempio ci si può imbattere in frasi di questo tipo: " Questo libro ha cambiato completamente la mia opinione sulla Bibbia e sulla Chiesa cattolica". Se fosse un semplice romanzo, come giustificare queste affermazioni! Ma quella che potrebbe sembrare l'isolata opinione di chi ha deciso di fare affidamento sulla menzogna piuttosto che sulla Verità, è divenuto il pensiero diffuso di molte persone. Ad altri, senza arrivare a produrre un effetto così radcale, ha fatto dubitare delle proprie certezze culturali e religiose. Diverse persone convinte nel campo della fede si sono sentite a disagio e in qualche modo preoccupate!

Com'è è stato possibile questo?

Notava acutamente Ullate Fabo, l'autore del libro "Contro il Codice da Vinci", che la carta stampata conferisce un incredibile alone di autorità alle parole scritte.

Ciò ha una spiegazione psicologica, la mente dell'uomo è fatta per credere, non per diffidare. La fiducia viene prima di tutto. La parola di conseguenza ha un'impressionante forza evocativa, indipendentemente dal modo in cui viene diffusa. E' sufficiente pertanto insinuare un'infamia affinchè chi la riceve possa pensarla possibile.
Altro aspetto da non trascurare è il fatto che l'uomo ha, si, aspirazioni innate, ma nella maggior parte dei casi impara a desierare imitando gli altri. Il fatto che qualcosa sia approvato dal prossimo scatena un meccanismo imitativo naturale, che può anche non essere assecondato, ma che in alcuni casi è così forte a livello inconscio da rivelarsi efficace.

A quanto appena detto bisogna aggiungere che dietro il Codice da Vinci si nasconde un vero e proprio linguaggio pedagogico o meglio, iniziatico.

Un personaggio intelligente, sveglio e attraente che attira l'atenzione del lettore come Sophie è chiamato a rappresentare le reazioni di un lettore che sbarra gli occhi di fronte a una conoscenza superiore: prima nutre il sospetto di aver vissuto, fino a quel momento, nell'inganno della storia ufficiale della Chiesa, poi viene iniziato alla religiosità femminista, tollerante e armonica (quella New Age, Wicca e Neopagana).

La simpatia suscitata dal persoanggio, così come l'autorità che Brown conferisce agli iniziatori Teabing e Langdon, trasforma i personaggi in potentei modelli di imitazione inconscia.

 

IL FASCINO DELLA GNOSI

Cosa rende le gnosi tanto affascinanti?

Il fascino di tutte le gnosi risiede, da sempre, in questo: danno sicurezza e una sensazione di potere, semplificano la vita senza chiedere niente in cambio. O meglio, solo in cambio del sacrificio della ragione.Per questo le gnosi rifioriscono con una nuova energia ogni volta che si vive un'epoca di crisi, di incertezza.

Quando l'uomo si trova immerso in esperienze negative, quando sente su di sè il peso della cattiveria del mondo egli tenta di dare risposte credibili alle sempre incombenti domande esistenziali. Quando l'uomo non comprende più il senso della vita spesso cerca una chiave occulta con cui spiegare l'inspiegabile. L'uomo finisce quindi per accantonare la ragione, "dimostrata" poco utile per tirarlo fuori dai guai e cerca un capro espiatorio responsabile del male, identificandolo genralmente con Dio.

La gnosi si propone dunque come la panacea perfetta, la soluzione e la spiegazione di tutti i mali.

Marcione gnostico del II secolo si era inventato un dio malvagio creatore di tutto il mondo materiale, il culto del femminino sacro spiega che la Chiesa è colpevole dell'eclissi della dea e responsabile di un mondo oscuro, crudele, limitato e repressivo. Ma il risultato è sempre lo stesso, la tranquillità di sapere che il male è spiegabile e sopratutto non ha niente a che vedere con l'uomo.

Lo gnostico di conseguenza pensa di essere una persona perbene, i cattivi sono sempre gli altri: un dio maligno o la Chiesa Cattolica..etc

Lo gnostico si giustifica tirandosi indietro da ogni responsabilità, daltronde assolutizzando il male (associandolo a una qualche divinità) lo considera in certo modo invincibile, di conseguenza il suo atteggiamento sarà tremendamente fatalista.

Questo tipo di uomo è:

anarchico: pensa che il potere sia cattivo per definizione, non ha rispetto per alcuna istituzione, ubbidisce solo per paura del castigo, ma se intravede una scappatoia al castigo, non esita a trasgredire!

individualista: pensa esclusivamente alla propria vita e alla faccende personali, infatti è convinto di essere impotente dinnanzi al male!

benintenzionato: per sentirsi buono, apposto con se stesso, ma non è la risposta ad una legge naturale e tantomeno a quella divina, si tratta di una semplice decisione libera. E' ciò che si nasconde dietro la moderna solidarietà, pronta a soddisfare mille necessità, ma senza che questo implichi un cambiamento intimo o domande sul senso della vita.

non comprende la moralità: non ci sono cose buone o cattive, tutto dipende dalle conseguenze che queste comportano nella vita di ciascuno. Se può fare qualcosa di cattivo e nessuno se ne accorge o non avrà conseguenze, allora lo farà.

Non si fa certamente fatica a riconoscere nel modello di gnostico sopra riportato l'immagine dell'uomo contemporaneo!

Non pensiamo che per adottare un atteggiamento gnostico di fronte alla vita si debba aderire a qualche strana dottrina. E' sufficiente un leggero agnosticismo ("non so se Dio esiste"), o un relativismo agnostico ("Il tuo dio non deve per forza essere il mio") per rinunciare al nostro dovere di conoscere la realtà e la verità e adottare uno stile di vita indulgente, che evita accuratamente di assumere responsabilità e colpe!

E' lo gnosticismo "senza nome" che si è esteso come un mare sopra il nostro mondo.

Ecco perchè il libro di Dan brown ha riscosso tanto successo!

 

 

FILE AUDIO Il Codice da Vinci - Mistificazione e realtà

Tavola Rotonda a cura di Marco Invernizzi

Ospiti - Massimo Introvigne - Rino Camilleri

 


Le interviste

Storici e studiosi affrontano il “Codice”.

(link esterni)



- «Leonardo, il vero codice è quello della bellezza» :  di Lodovico Festa su Il Giornale (intervista a Flavio Caroli)

- «Fascino e mistero della Maddalena»: intervista a Mario Bagnara 

- «Il Codice è satanico»: così parlò Ullate, l'anti Dan Brown: intervista a Ullate che ha scritto «La verdad sobre el Codigo da Vinci»

- L’imbroglio dietro a “Il Codice da Vinci”: intervista con Amy Welborn (‘Decodificando da Vinci’ ‘De-coding da Vinci’).

- La verità dietro “Il Codice Da Vinci”: intervista a Carl Olson

- Il Codice colpisce ogni giorno: di Umberto Eco sull’Espresso

- Vinci condanna il Codice: intervento di Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Vinciano pubblicato da Paolo Pellegrini su QN

- Codice Da Vinci: un papocchio di Davide Lovat su Italians

- Solo un romanzo pieno di copiature di Rino Cammilleri su “Stilos”

- Evadere senza paura di Marc Augé su “Carnet”

- Il «Codice» di Dan Brown, falso fatto di brutte favole di Franco Cardini su Avvenire

- "Il Codice Da Vinci": ma la storia è un'altra cosa di Massimo Introvigne

- Il “Codice Da Vinci” e la Chiesa Cattolica Selezione di commenti usciti sui principali giornali inglesi e statunitensi


 

 

Gesù è la Chiesa

A seguito del libro e del film "Il Codice da Vinci" abbiamo ricevuto molte richieste di informazioni su Gesù e la Chiesa. Un equipe di professori di Storia e di Teologia dell'Università di Navarra (Spagna) ha risposto alle 52 domante più frequenti. (Provvisoriamente in spagnolo).

 

 

ALCUNI TESTI DA CONSULTARE PER APPROFONDIRE


Contro il Codice da Vinci

Ullate Fabo José A.


Il codice svelato. Le fantasie del Codice da Vinci e la realtà storica

Fasol Marco



Processo al Codice da Vinci

Andrea Tornielli




La verità sul Codice da Vinci

Ehrman Bart D.




Il Codice da Vinci. Verità e Menzogne

Darrell L. Bock




I segreti del Codice

Dan Burstein

 


Attacco alla Chiesa

p.Livio Fanzaga con Andrea Tornielli


Gli illuminati e il Priorato di Sion

Massimo Introvigne

 

 

Le bugie del Codice da Vinci...e ciò che c’è dietro questo romanzo

di Corrado Gnerre

La trama del Romanzo

Jacques Saunière, anziano studioso del culto pagano della Dea Madre e del sacro femminino e curatore del Louvre, viene assassinato in una delle sale del museo da un “monaco” appartenente all’Opus Dei.
Prima di morire, Saunière lascia degli indizi per comunicare un grande segreto.
Per decifrare questi indizi, la polizia parigina convoca il professor Langdon, docente dell’Università di Harvard, che in quei giorni si trova a Parigi.
Intanto arriva sul posto del delitto anche l’agente di polizia Sophie Neveu, nipote dello stesso Saunière, che capisce che gli indizi lasciati dal nonno sono rivolti a lei.
La giovane, insieme al professor Langdon (che intanto è sospettato dalla polizia di essere l’omicida di Saunière), inizia un percorso d’indagini in cui sarà svelato un grande segreto.
I due riescono a decifrare due indizi lasciati dalla vittima. La frase “O, draconian devil! Oh, lame saint!”, che è l’anagramma di “Leonardo da Vinci! The Mona Lisa!”; e anche le iniziali “PS”, che stanno per “Priorato di Sion”, associazione segreta di cui Saunière era Gran Maestro.
Questo Priorato di Sion sarebbe una setta antichissima nata per custodire un grande segreto. Ad essa sarebbero appartenuti importanti personaggi. Tra questi, Leonardo da Vinci, che ne sarebbe stato Gran maestro tra il 1510 e il 1519.
Il Priorato avrebbe sempre avuto una venerazione pagana per il culto del principio femminile.

Il grande segreto custodito è:

1. L’imperatore Costantino (280-337) volle definitivamente distruggere la religione pagana del femminino sacro e, per fare questo, “inventò” la divinità di Gesù, fece occultare i veri vangeli (quelli gnostici) e promosse solo i vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni (cioé i vangeli canonici) perché questi presenterebbero un Gesù poco umano.

2. Gesù non era Dio, ma un semplice predicatore che addirittura si sposò con Maria Maddalena, da cui ebbe anche dei figli (la stirpe del sang rèal, del sangue reale).

3. Gesù indicò la stessa Maria Maddalena come capo della sua chiesa (priorità del principio femminile).

4. Questa “successione femminile” non fu però accettata dagli apostoli che, per impadronirsi della chiesa, decisero di far fuori Maria Maddalena che fu costretta a fuggire.

5. La discendenza di Gesù si stanziò in Francia dando origine nel V secolo alla dinastia dei Merovingi.

6. Questo grande segreto è custodito dal Priorato di Sion e da tutti i suoi Gran Maestri, fra cui l’assassinato Saunière.

Il Romanzo dice che la Chiesa cattolica, per evitare che questo segreto fosse svelato, non ha esitato nel corso dei secoli a commissionare omicidi. Questo accadrebbe ancora ai nostri giorni anche grazie ad alcune organizzazioni ecclesiali, come l’Opus Dei esplicitamente citata nel Romanzo.

Il tassello che fa cadere tutti gli altri: la datazione dei Vangeli canonici

Dan Brown, per la costruzione del suo romanzo, si richiama ad una teoria, che però è falsa. La teoria è questa: i vangeli cosiddetti “gnostici” ed “eretici” sarebbero i “veri” vangeli, mentre quelli cosiddetti “canonici” (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) la Chiesa li avrebbe successivamente ufficializzati proprio perché non parlerebbero della vera vita di Gesù.

Attenzione: questa convinzione avrebbe una sua logica se davvero i vangeli gnostici ed eretici fossero contemporanei a quelli canonici. Se così fosse, effettivamente sarebbe difficile poter dire quali vangeli dicano davvero la verità.
Dan Brown, però, nasconde un fatto ormai indiscutibile e cioé che i vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) sono non solo molto anteriori ai vangeli gnostici ed eretici (che partono dal II secolo inoltrato per arrivare fino al IX), ma anche molto vicini alla vita di Gesù.

Schematizziamo in maniera tale che il lettore possa capire meglio.

Primo: fino a qualche decennio fa gli studiosi erano concordi nel ritenere che i vangeli canonici fossero databili tra gli anni 70 e 90, il che vuol dire che sarebbero stati scritti in un periodo che va dai 35 ai 55 anni dopo la vita di Gesù, cioé in un periodo in cui erano ancora in vita i testimoni oculari dei fatti.

Secondo: recenti studi hanno ulteriormente abbassato la datazione dei vangeli canonici.

Terzo: nel campo linguistico si è dimostrato che i testi in greco dei vangeli canonici che noi possediamo sono la traduzione di testi più antichi scritti in ebraico e in aramaico, ovvero la lingua parlata da Gesù. La dimostrazione verte sulla costruzione di alcune frasi e sull’uso di alcune parole ebraiche che non esistono in greco come “amen”, “alleluja”, ecc. e sulla costruzione del periodo. Ora –riflettiamo- se la prima redazione è in aramaico, vuol dire che i vangeli canonici sono stati scritti in un periodo in cui l’aramaico aveva ancora un valore, ovvero il periodo dei primissimi anni della Chiesa. Infatti, le comunità cristiane degli anni più lontani dalla vita di Gesù utilizzeranno la lingua greca.

Quarto: risultati utilissimi sono emersi anche nel campo papirologico. La Provvidenza ha donato delle scoperte di frammenti di papiri antichissimi dei vangeli canonici, databili a pochi anni dalla morte e Resurrezione di Gesù: il 7Q5, ritrovato a Qumran; e il P64, conservato nel Magdalen College di Oxford. Diciamo qualcosa sul 7Q5. A Qumran, una località sul Mar Morto, esisteva una comunità di monaci esseni. Tra il 66 e il 68 questi monaci fuggirono da Qumran dopo che gli eserciti romani, al comando prima di Vespasiano e poi di Tito, assediarono Gerusalemme. Questi monaci prima di fuggire decisero di nascondere la loro biblioteca in alcune grotte vicine, con la speranza di tornare al più presto e riprendere i testi. Nel 1947 (quasi 1900 anni dopo!) la Provvidenza volle che un pastore arabo, inseguendo una pecora che si era smarrita (immagine molto evangelica!), entrò in una di quelle grotte e scoprì un vaso pieno di manoscritti antichi. Dette la notizia e molti studiosi si catapultarono a Qumran. Un frammento trovato nella grotta numero 7 e catalogato con il numero 5 (perciò 7Q5, “Q” sta per “Qumran”) ha riservato una grande sorpresa. Nel 1972 un celebre papirologo spagnolo, il gesuita padre José O’Callaghan, scoprì che questo frammento è di un testo del Nuovo Testamento, precisamente si tratta dei versetti 52-53 del capitolo VI del Vangelo di Marco. L’identificazione di padre O’Callaghan è stata confermata dal computer con il potente programma Ibykus contenente tutta la letteratura greca antica. Dunque, certamente il frammento è stato scritto prima del 66-68, cioé quando fu nascosto dai monaci esseni che avevano deciso di fuggire; ma l’esame della scrittura ci dice che è addirittura anteriore agli anni 50, cioé quando lo stile cosiddetto “ornato erodiano”, con cui è scritto, non venne più utilizzato. A questo poi si aggiunge che il 7Q5 è una traduzione greca dall’aramaico. Pertanto la prima redazione del Vangelo di Marco fu scritta ben prima del 50, forse ad appena 5-8 anni dalla vita di Gesù!

Facciamo questo esempio: se scrivessi di Mario Rossi che è morto venti anni fa, non potrei permettermi di alterare la verità storica, perché sarebbero ancora in vita coloro che lo hanno conosciuto. E costoro potrebbero benissimo contestarmi ciò che scrivo. Ma se scrivessi di un Mario Rossi vissuto due secoli fa, potrei dire tutto ciò che vorrei, perché nessuno ormai mi potrebbe contestare ciò che scrivo sulla base della testimonianza.

Altro esempio: non bisogna essere storici di professione per sapere che dovendo fare una ricerca su un personaggio, devono essere ricercati documenti quanto più vicini alla sua vita. Se non si trovano documenti vicini, si possono eventualmente utilizzare documenti più lontani, ma con l’onestà intellettuale di dire che c’è un buco tra la vita del personaggio e i documenti trovati. Ma se si trovano documenti vicini e documenti posteriori, non si possono scartare i primi per privilegiare unicamente i secondi. Così non si farebbe storia, ma fantasia!
Ebbene, per conoscere Gesù bisogna rifarsi ai vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), per un motivo molto semplice: perché questi sono i più vicini alla sua vita!
La datazione dei vangeli canonici e il sapere che quelli gnostici ed eretici sono molto posteriori sono argomenti che da soli basterebbero a smontare tutto il romanzo del Codice da Vinci. E’ un pò come far cadere il primo tassello di un domino; fatto cadere questo, cadono inevitabilmente tutti gli altri.
Ma –chiediamoci- come mai la figura di Gesù sarebbe stata così alterata nei secoli successivi dai vangeli gnostici ed eretici? Qui possiamo e dobbiamo rispondere coinvolgendo la Fede. Il santo è il capolavoro di Dio e se si vuole colpire l’Artista va imbrattata l’opera d’arte. Allo stesso modo il diavolo ha sempre cercato di rovinare le meraviglie della santità: quale santo non è stato calunniato? Ma se il diavolo cerca di calunniare il santo, a maggior ragione ha sempre tentato di calunniare Colui che è il Santo dei Santi, cioé Gesù.

Ricapitolando: i fatti dimostrano che il Cristianesimo è storico ed è storico il legame di Cristo con la Sua Chiesa, che è quella apostolica, cattolica e romana. La Chiesa, cioé, che da sempre ha avuto l’autorità di giudicare le Scritture.
Insomma, più di dilungarsi nel confutare tutte le sciocchezze presenti nel Codice da Vinci, va ricordato e ribadito che ciò che afferma la Chiesa cattolica è ciò che affermano i vangeli canonici e che questi sono stati scritti da chi ha conosciuto Gesù e ha convissuto con Lui!
Se si vuole, ci si potrebbe fermare qui e non andare più oltre.
Se il lettore ha capito bene e ha conservato nella sua memoria, già l’utilizzazione di questo argomento basta a smontare tutto il romanzo.
Se poi si vogliono più argomenti per contrastare questo romanzo, ecco qualcosa in merito alle singole bugie in esso contenute. Attenzione: per ogni “bugia” si sarebbe potuto dire molto di più, ma questo opuscolo vuole essere solo uno strumento di rapidissima lettura.

Prima bugia
Maria Maddalena sposa di Gesù

Nel Codice da Vinci si dice che Gesù “doveva” essere sposato, perché la cultura del tempo disapprovava il celibato.
Ciò è falso e viene da chiedersi come mai un docente universitario (Dan Brown) possa dire una simile sciocchezza.

Come sempre schematizziamo per facilitare la comprensione:

Primo: basterebbe ricordare la già citata Comunità degli Esseni a Qumran. Plinio il Vecchio e Giuseppe Flavio attestano che quei monaci (che non erano cristiani ma di fede giudaica) vivevano nella castità completa.

Secondo: lo stesso Giovanni Battista viene presentato dalle fonti come una sorta di eremita, che viveva da solo e nessuna di queste fonti ci dice che il suo vivere da solo fosse, per questo, malvisto.

Terzo: prendiamo delle parole di Gesù dal Vangelo di Matteo (19,12):“Ci sono eunuchi che così sono nati dal ventre della madre; ci sono eunuchi resi tali per mano umana; e ci sono eunuchi che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca.” Qui Gesù dice a chiare lettere che per dedicarsi alle cose di Dio bisogna vivere casti. Si potrebbe obiettare: ma è un vangelo canonico. Non vuol dire nulla, perché, secondo Dan Brown, i vangeli canonici non sarebbero di per sé falsi piuttosto sarebbero inutili perché eviterebbero di dire molte cose.

Quarto: dire che Gesù doveva essere sposato perché altrimenti sarebbe andato contro le consuetudine finisce con l’essere proprio una contraddizione per chi afferma che si sarebbe sposato con Maria Maddalena. Sposarsi a trent’anni, quando conobbe la Maddalena, è fuori da tutte le consuetudini ebraiche, ove invece l’uomo si sposava tra i diciotto e i venti anni. José Antonio Ullate Fabo nel suo libro Contro il Codice da Vinci (Sperling & Kupfer Editori, 205, pp.91-92) scrive: “Che senso avrebbe che Gesù fosse arrivato celibe a trent’anni e si fosse sposato solo allora? Se davvero il celibato fosse stato uno scandalo insopportabile per gli ebrei, come sostengono i sapienti personaggi di Brown, quando Gesù fosse arrivato all’età giusta per prendere moglie san Giuseppe e la Vergine gli avrebbero trovato una ragazza di Nazaret, e si sarebbe sposato con lei prima dei diciotto anni, per esempio. La cosa assurda è voler vedere ‘sensato’ il matrimonio con Maria Maddalena quando è la cosa più inverosimile.”

Seconda bugia
Costantino avrebbe inventato la divinità di Cristo

Dan Brown dice che Costantino (280-337) avrebbe voluto la divinizzazione di Gesù per legittimare ancor più il Cristianesimo e farne la religione dell’Impero per rafforzare l’Impero stesso. Costantino per “divinizzare” Gesù avrebbe utilizzato il Concilio di Nicea (325), dove –dice Brown- si raggiunse questa decisione grazie ad un solo voto di maggioranza.

Primo: non fu Costantino a fare del Cristianesimo la religione ufficiale dell’Impero, ma Teodosio con il famoso Editto di Tessalonica del 380.

Secondo:
le fonti ci dicono che i vescovi che parteciparono al Concilio di Nicea furono tra i 250 e i 318...e altro che maggioranza di un voto! A votare contro la definizione della consustanzialità (cioé il Figlio è Dio come il Padre) furono solo due vescovi: Teone di Marmarica e Secondo di Tolemaide (cfr.A.TORNIELLI, Processo al Codice da Vinci, Milano, 2006, p.125).

Terzo:
nel Concilio di Nicea si discusse sì della divinità di Cristo ma non perché questa costituisse una novità, bensì perché questa convinzione era minacciata dalla diffusissima eresia ariana che negava appunto il Mistero dell’Incarnazione. La fede nella divinità di Gesù era pienamente presente e diffusa sin dall’inizio.

Quarto: i vangeli canonici (che abbiamo visto essere stati scritti immediatamente dopo la vita di Gesù) lo attestano chiaramente. Oltre al classico esempio del prologo di San Giovanni: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio...”, ci sono tante altre espressioni in cui Gesù si fa uguale al Padre, per esempio: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Giovanni 10,30). Obiezione: ma come mai nei Vangeli abbiamo anche dichiarazioni in cui Gesù si fa inferiore al Padre? La risposta è semplice. Quando a Gesù chiedono qualcosa riguardante il suo essere, risponde come Verbo facendosi uguale al Padre; quando invece chiedono qualcosa sulla sua missione, non risponde solamente come Verbo ma come Verbo incarnato; e Il Verbo incarnato non è coeterno al Padre, ma ha avuto inizio nella storia: nel grembo della Vergine Maria!

Terza bugia
Costantino avrebbe occultato i “veri” vangeli

Altra bugia di Dan Brown: Costantino, sempre con il Concilio di Nicea, avrebbe deciso l’occultamento dei vangeli gnostici e ufficializzato quelli che oggi vengono chiamati canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni).
Anche in questo caso Dan Brown prende (o vuole prendere) una cantonata.

Primo: le fonti ci dicono che il Concilio di Nicea non si è occupato del canone delle Scritture.

Secondo: già nella metà del II secolo il canone delle Scritture del Nuovo Testamento in vigore era pressoché uguale a quello definitivo. Ricordiamo che nella seconda metà del II secolo mancavano ancora 150 anni all’impero di Costantino!

Terzo: Dan Brown dimostra di non conoscere il cosiddetto Frammento muratoriano, chiamato così perché prende il nome da Ludovico Antonio Muratori che nel 1740 scoprì questo documento che risale all’VIII secolo e dove si parla di Pio (è Pio I), vescovo di Roma morto nel 157 e anche dell’esistenza dei quattro vangeli di Marco, Luca, Matteo e Giovanni, degli Atti degli Apostoli attribuiti a Luca e delle tredici Lettere di Paolo. Dove però il Frammento è interessante è quando elenca alcuni criteri di selezione per i testi canonici. Primo tra tutti l’antichità (cioé devono essere il più possibile vicini ai fatti narrati). Con questo criterio tutta la produzione gnostica ed eretica va a carte quarantotto!

Quarto: non c’è solo il Frammento muratoriano. Nella sua Storia ecclesiastica, che Eusebio di Cesarea scrisse nel 325, è scritto che nel II secolo (quindi molto prima di Costrantino!) nelle Chiese d’Oriente le Scritture lette erano: i quattro Vangeli canonici, gli Atti degli Apostoli, le Lettere di Paolo, le prime Lettere di Pietro e di Giovanni...e anche alcuni scritti che non saranno poi inclusi nel canone definitivo. Ma tra questi ultimi non compaiono affatto i vangeli gnostici ed eretici!

Quarta bugia
l’antichità e la storicità del Priorato di Sion

Dan Brown dice che per difendere il segreto della vera vita di Gesù e la sua discendenza, nel corso della storia sarebbe nata una misteriosa organizzazione: Il Priorato di Sion. La nascita risalirebbe –sempre secondo Dan Brown- nientedimeno che al 1099 con il re crociato Goffredo di Buglione. Al Priorato sarebbero stati collegati i Templari e successivamente anche la Massoneria. Molti uomini illustri sarebbero stati Gran Maestri di questa associazione segreta. Fra questi Leonardo da Vinci, che ne sarebbe stato a capo tra il 1510 e il 1519. Questo Priorato di Sion sopravviverebbe ancora oggi e sopravviverebbero anche i discendenti di Gesù in famiglie aventi soprattutto i cognomi Plantard e Saint Clair.

Primo: il Priorato di Sion, come sigla, non è comparso in pieno medioevo (nel 1099) per poi rimanere per tanti secoli nascosto, ma è comparso nel 1956: dunque “solo” (si fa per dire!) 900 anni più tardi!

Secondo: non fu fondato da Guglielmo di Buglione, ma da un Plantard, precisamente da Pierre Athanase Plantard (1920-200), un personaggio tutt’altro che di nobili imprese come Goffredo di Buglione. Pierre Athanase Plantard fu prima sostenitore del governo collaborazionista di Vichy e ammiratore di Adolf Hitler; poi, tra il 1956 e il 1957, dovette scontare dodici mesi di carcere perché accusato di corruzione di minorenni, tant’è che la moglie volle divorziare da lui.

Quinta bugia
Un codice segreto nelle opere di Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci, Gran Maestro del Priorato di Sion, avrebbe nelle sue opere lasciato indizi di questa sua appartenenza. E’ vero? Assolutamente no.

Primo: Judith Veronica Field, docente alla University of London e presidentessa della Leonardo da Vinci Society, ha dichiarato “assurda” l’idea che nelle opere leonardiane vi sia un codice segreto.

Secondo: le inesattezze di Dan Brown sulle opere leonardiane sono tali che parlare di una sua così grande conoscenza da esser capace di individuare o di avvalorare un codice segreto è quanto mai fuori posto. Sentite questa: Dan Brown nel suo romanzo dice che il quadro di Leonardo La Vergine delle rocce è alto un metro e mezzo, quando invece è più di due metri! In un suo articolo Rino Cammilleri (Il Timone, n.39) cita Cynthia Grenier che sul Weekly Standard dell 22.9.2003 ha scritto su Dan Brown: “Per favore, qualcuno fornisca a quest’uomo e ai suoi editori le lezioni di base sulla storia del cristianesimo e una cartina geografica.” E Peter Millar, sul Times del 23.6.2003: “Questo libro è, senza dubbio, il più stupido, inesatto, poco informato, stereotipato, scombinato e popolaresco esempio di ‘pulp fiction’ che io abbia mai letto.”

Terzo: una considerazione che non ci sembra peregrina, ma che nessuno ha fatto. Dan Brown dice che nell’Ultima Cena di Santa Maria delle Grazie, colui (anzi colei) che sta a fianco non sarebbe Giovanni ma la Maddalena, ciò perché il personaggio ha un volto troppo femminile. La risposta sta nel fatto che Giovanni era il discepolo giovane, che aveva conosciuto Gesù direttamente e non come gli altri che avevano “vissuto” e alcuni erano anche sposati. Ma poi (ecco la considerazione): se fosse realmente la Maddalena, perché in questo affresco i personaggi sono tredici e non quattordici? Se a fianco a Gesù fosse la Maddalena, sarebbero dovuti essere in quattordici!

Sesta bugia
la veridicità di fantasiosi documenti

In una pagina (precisamente la 9 dell’edizione italiana, che poi –guarda un pò- nelle successive ristampe è stata modificata) si afferma che tutta la storia sarebbe confermata da documenti inoppugnabili, documenti che sarebbero stati ritrovati nel 1975 nella Biblioteca Nazionale di Parigi.

Primo: i documenti sono stati sì ritrovati, ma –come ampiamente dimostrato per ammissione degli stessi interessati- questi documenti sono stati “ritrovati” proprio dalle persone che li avevano nascosti nella stessa Biblioteca.

Secondo: è certissimo –come conferma il noto studioso Massimo Introvigne- che non si tratta di documenti antichi ma di falsi moderni.

Che cosa davvero vuol dirci Il Codice da Vinci?

Accanto alle bugie nel Codice da Vinci ci sono delle verità?
Più che verità, si può dire che questo romanzo mette in evidenza alcune verità nascoste, che pochi dicono...ma che sono verità.
Certamente il romanzo, e più ancora il film, sono una grande e riuscitissima operazione commerciale, ma –a nostro parere- non sono solamente questo.
Il racconto, così come è costruito, giocando in maniera molto ambigua sull’elemento né del falso né del vero ma del “verosimile” si rende funzionale ad un progetto. Un progetto che si esprime a sua volta funzionale al radicamento e al trionfo di una mentalità ben precisa.
Per semplificare si può utilizzare questo esempio: s’immaginino due fiumi che scorrono per affluire e dare acqua ad un grande lago. I fiumi sono due “correnti” che insieme si rendono funzionali al raggiungimento di una mèta ben precisa, che è il trionfo di quella mentalità a cui abbiamo alluso prima.

I due fiumi:
il relativismo e il sincretismo

I due fiumi sono il relativismo e il sincretismo.

Il relativismo è la convinzione che la verità debba ridursi ad opinione: non possono esistere verità assolute, ma tutto è relativo e discutibile.

Il sincretismo è la convinzione che le religioni possano o debbano fondersi. Oggi è molto diffusa la religione fai-da-te: mi piace qualcosa del Cristianesimo, me lo prendo; mi piace qualcosa del Buddismo, me lo prendo; mi piace qualcosa del Taoismo, me lo prendo; ecc...poi si mescola il tutto e viene fuori una religione a proprio gusto.

Con il relativismo e il sincretismo il Cristianesimo si nullifica. Che ne rimane della frase di Gesù: Io sono la via, la verità, la vita? Con il relativismo Gesù non è più la verità, ma una verità; e con il sincretismo non è più la via e la vita, ma una via e una vita.
Il Codice da Vinci cerca di ridurre il Cristianesimo da “fatto” a “mito”, attaccando i suoi fondamenti storici. Ma se il Cristianesimo diviene mito e Gesù un personaggio mitico, allora se ne annulla qualsiasi pretesa totalizzante e assoluta.

Il grande lago:
il trionfo della gnosi

Abbiamo visto come il Gesù di Dan Brown non è il Dio incarnato ma una sorta di predicatore, di capo-popolo, che però aveva un’idea ben precisa. L’idea era quella di voler restaurare, anche in Palestina (la terra del monoteismo per eccellenza) l’antico culto del femminino sacro, legato a sua volta al culto della Grande Dea. Dunque, un Gesù non cristiano ma paradossalmente pagano.
Ebbene, questa esaltazione del paganesimo è perfettamente coerente con la mentalità gnostica.
Per chi non lo sapesse già, con il termine Gnosi s’intendono tutte quelle credenze pseudo-religiose che ritengono che l’uomo possa raggiungere la salvezza attraverso la conoscenza (gnosis, infatti, vuol dire “conoscenza”).
La Gnosi (che preesisteva al Cristianesimo e che poi ha cercato di contaminarlo) crede in un divino impersonale (chiamato pleròma o plèroma a secondo dell’accentuazione latina o greca). Da questo divino impersonale sarebbero venute fuori delle “scintille” spirituali, che poi sarebbero state “imprigionate” nella materialità (cioé nei corpi) da un dio inferiore, una sorta di demiurgo cattivo.
Stando così le cose, per la Gnosi l’uomo avrebbe una componente divina (il suo spirito), ma questa componente divina sarebbe purtroppo “imprigionata” in un corpo. Concezione, questa, diametralmente diversa da quella cristiana che invece concepisce l’uomo come sintesi di spirito e corpo.
Ma per la Gnosi chi sarebbe questo demiurgo cattivo? Il Dio tradizionale e personale. E, per quanto riguarda il Cristianesimo, sarebbe Colui che viene chiamato Dio Padre!
La Gnosi, dunque, dice all’uomo che non solo non è inferiore a Dio, ma che lui stesso è Dio; e perché questo si realizzi pienamente, l’uomo deve quanto prima spogliarsi della sua individualità e corporeità.
A questa conoscenza specialissima (convincersi di essere Dio nel proprio spirito) possono aspirare in pochi (ecco perché la Gnosi è il comune denominatore di molte sette esoteriche) ma questa conoscenza, e solo questa, permetterebbe la vera salvezza.
Ora –è chiaro- questa pretesa gnostica va di pari passo con la mentalità moderna e postmoderna che esigono che l’uomo trovi solo in se stesso la risposta e il senso della sua vita; che esigono che l’uomo non si assoggetti a nessuna autorità (Dio), ma che faccia di se stesso e della sua coscienza l’unico criterio di giudizio.
Ma torniamo al Gesù di Dan Brown. Egli non è il Dio incarnato ma si presenta molto vicino al Gesù così come lo ha pensato e lo pensa la Gnosi, cioé un uomo specialissimo che è riuscito ad arrivare alla “vera conoscenza”, cioé al fatto che l’uomo è Dio.
Il “sang réal”, di cui parla il romanzo, non è altro che la “vera conoscenza” che deve trasmettersi in coloro che credono in questo vero Gesù, così come il sangue si trasmette di generazione in generazione.

CONCLUSIONE

Che dire? Che ancora una volta viene tradita quella sofferenza grandissima e specialissima che il Signore Gesù ha offerto per tutti noi. Viene tradita perchè se ne stravolge il significato, ma soprattutto perché se ne respinge il senso meraviglioso.
Qual é questo senso meraviglioso? E’ un Dio che si è fatto uomo per accompagnare l’uomo nell’avventura del suo esistere, redimerlo dal più grande problema (che è il peccato!) e condurlo alla Salvezza. E’ un Dio che si è fatto vittima per indicare all’uomo la strada dell’amore...è un Dio che ha teso e tende le sue braccia per rialzarci e sostenerci.
Il tradimento è ancora quello di sempre: rifiutare quella Compagnia, quel Sangue, quella Sofferenza, quelle Braccia...per illudersi di fare di se stesso il proprio Salvatore!


L’opuscolo

Le bugie del Codice da Vinci di Corrado Gnerre

si può richiedere agli

Studi apologetici Joseph obbedientissimus
via G.Gentile, 6
82100 BENEVENTO


e-mail: studiapologetici_jo@virgilio.it

tel: 349.5498571

 


Codice da Vinci, protagonista è la menzogna

di Massimo Introvigne

Più lo butti giù, più si tira su. Il film Il Codice da Vinci è stroncato dai critici, ma cinquanta milioni di copie del romanzo assicurano comunque il successo di pubblico. Il film non è ideologico perché è brutto: è brutto perché è ideologico. Accentua in modo caricaturale le atmosfere buie e sinistre che nel romanzo hanno almeno come contrappunto gli occasionali modi ironici del protagonista Robert Langdon.

Non si tratta di imperizia degli attori o del regista, ma della scelta consapevole di creare – calcando ulteriormente la mano rispetto al romanzo – un'atmosfera dove lo spettatore è invitato a percepire immediatamente la Chiesa in generale e l'Opus Dei in particolare come istituzioni oscure e sinistre, che prosperano nel buio e tramano nell'ombra. Il film dà anche fastidio perché è prolisso e verboso. I personaggi, letteralmente, non esistono: sono semplici portavoce di una tesi. L'evoluzione di Sophie da scettica a credente e il fiorire del suo amore per Robert Langdon nel libro ci sono, nel film no. Che l'Opus Dei, pur colpevole di ogni male, sia però contraria all'omicidio (è il Maestro anticristiano, non il vescovo dell'Opus Dei, a manipolare l'inconsapevole monaco assassino Silas) è una sfumatura del libro che nel film è accennata così rapidamente da sfuggire alla maggioranza degli spettatori.

Lo slogan con cui la casa cinematografica risponde alle critiche - «è solo fiction» - è del tutto fuorviante. Come cattolico, se pure davvero fosse «solo fiction», protesterei ugualmente invitando a scherzare coi fanti e lasciare stare i santi.

Se mi proponessero un film dove la mia famiglia fosse dipinta come una cosca mafiosa, non mi accontenterei della scusa secondo cui è «solo fiction». E a un cristiano la sua famiglia spirituale, la Chiesa, non sta meno a cuore della famiglia carnale.

Come sociologo e studioso di religioni, mi indignerei anche se non fossi cattolico, perché Dan Brown insiste che la fiction è solo un pretesto per svelare segreti e documenti che un secolare complotto ha nascosto. Un complotto cui partecipano necessariamente non solo le Chiese ma anche gli studiosi accademici di storia del cristianesimo, una materia insegnata in gran parte da laici o marxisti fin dai tempi di Feuerbach e di Renan. A chi afferma che sostenere che «è tutto vero» è un semplice espediente di Dan Brown perché più gente vada al cinema, rispondo che ci sono purtroppo numerose indagini sociologiche secondo cui molti prendono le bufale del Codice per verità storiche.

L'idea del complotto è ridicola. I documenti di cui parla Dan Brown, i cosiddetti «Dossiers Secrets», sono falsi confezionati da tre avventurieri francesi nel 1967. Negli anni 1980 gli stessi tre avventurieri hanno descritto i «Dossiers secrets» con espressioni dove l'aggettivo era brillante, spiritoso o geniale ma il sostantivo era mistificazione o burla. Dan Brown è rimasto l'ultimo al mondo a considerare veri documenti riconosciuti falsi da decenni dalle persone stesse che li hanno confezionati.

Il film allora è brutto come tutti i film ideologici nati al servizio di una tesi preconcetta malamente travestita da fiction. Non essendo musulmani fondamentalisti, i cattolici seri non impediranno a nessuno di andare al cinema né tireranno sassi o bombe. Ma rifletteranno su come è triste e squallido il tiro al cristiano della cultura dominante, e di quale maleolente ciarpame essa si serva per vendere di nuovo Cristo: non per trenta denari, ma per i trenta milioni di dollari che ha guadagnato Dan Brown.

 


LE RADICI DEL CODICE DA VINCI

Morton Smith e la truffa del Vangelo Segreto di Marco. Un libro scuote il mondo accademico americano

di Massimo Introvigne

Capita di rado che un libro esploda come una bomba e produca sconquassi nel mondo accademico americano, che è di solito riservato, tranquillo e abituato a muoversi con cautela. Ma è quanto sta succedendo con il volume di Stephen C. Carlson The Gospel Hoax. Morton Smith’s Invention of Secret Mark (“La truffa del Vangelo. Morton Smith e l’invenzione del Vangelo Segreto di Marco), appena pubblicato dalla Baylor University Press di Waco, nel Texas. Stephen C. Carlson è un avvocato specializzato in contraffazioni e documenti falsi, non uno studioso di scienze religiose, ma è l’editore che dà prestigio al volume. La Baylor University, una delle più grandi università degli Stati Uniti, da un originario legame con la Chiesa Battista è passata a un ambizioso piano di rinnovamento che fa sì che oggi la maggioranza dei docenti e degli studenti non siano battisti, ha attirato celebrità internazionali (delle più diverse opinioni religiose e politiche) in diversi settori, e pubblica quell’Interdisciplinary Journal of Research on Religion che molti considerano la più autorevole rivista accademica online nel settore degli studi sulle religioni.

C’è un gruppo di studiosi che ha contestato il Codice da Vinci da una prospettiva opposta a quella di molti cattolici e protestanti. Sono i seguaci di Morton Smith (1911-1991), il famoso e controverso storico della Chiesa, docente alla Columbia University di New York, secondo cui Gesù Cristo era il capo di una conventicola esoterica in cui si entrava con un rituale di iniziazione segreto che comprendeva elementi chiaramente omosessuali. Evidentemente il Gesù eterosessuale, sposato alla Maddalena e con figli di Dan Brown, non poteva piacere agli smithiani. Morton Smith si era conquistato fama e onori accademici annunciando nel 1958 di avere scoperto nella biblioteca del monastero di Mar Saba, in Palestina, inserita in un libro del 1646, la copia scritta a mano da un monaco circa un secolo dopo di un frammento di una lettera asseritamente scritta da San Clemente di Alessandria (?-215) a un certo Teodoro. Nella lettera – oltre a parlare male degli gnostici carpocraziani – si fa stato dell’esistenza di una versione segreta del Vangelo di Marco, e se ne cita in particolare un brano parallelo al noto episodio della resurrezione di Lazzaro. “Il giovane che Gesù amava”, un personaggio che assomiglia a Lazzaro, in questo Vangelo Segreto di Marco non è morto (tanto che “un grande grido si ode dalla sua tomba”) ma solo malato. Gesù lo riaccompagna a casa, e “dopo sei giorni”, come il Maestro gli aveva chiesto, Lazzaro gli si presenta “con un panno di lino sul corpo nudo”. Gesù “rimase con lui quella notte” e “gli insegnò i misteri del Regno di Dio”. Secondo Morton Smith si ha qui la prova di cerimonie iniziatiche in cui i discepoli sperimentano una “esperienza allucinatoria” e ottengono una “libertà dalla Legge (ebraica)” che li porta a una strettissima unione spirituale con Gesù, “completata da un’unione fisica”. Detto in termini meno accademici, Gesù è il capo di una setta esoterica come tante apparse in seguito nella storia e che esistono ancora oggi, che pratica rituali di magia sessuale, nella specie omosessuali.

Per alcuni anni un buon numero di studiosi ha creduto all’esistenza del Vangelo Segreto di Marco sulla base della testimonianza di Morton Smith, delle fotografie da lui scattate della lettera del monaco settecentesco, e delle autentiche di una serie di specialisti greci cui Smith mostrò a suo tempo le fotografie e che certificarono che si trattava in effetti di un testo scritto nel Settecento e su carta dell’epoca. Naturalmente, che il monaco del Settecento avesse copiato fedelmente un testo perduto di san Clemente non si poteva provare direttamente, ma Morton Smith e i suoi seguaci assicuravano che lo stile era così tipicamente di Clemente da rendere la tesi dell’autenticità praticamente certa. E Clemente era abbastanza vicino ai tempi apostolici per dovere sapere di che cosa stava parlando: se affermava che esisteva un Vangelo Segreto di Marco, questo doveva esistere. Dal momento che molte ipotesi di Morton Smith su insegnamenti esoterici di Gesù Cristo, diversi da quelli essoterici a tutti noti, erano piuttosto spericolate, molti storici e teologi si rifiutavano di seguirlo fino in fondo. Ma fino a qualche anno fa i più si limitavano a sostenere che il Vangelo Segreto di Marco citato da Clemente era in realtà un testo gnostico posteriore al Vangelo di Marco che tutti conosciamo, imitato da questo e da collocare nella categoria dei Vangeli apocrifi, dove storie più o meno bizzarre su Gesù sono – come sa chi ha appunto seguito le controversie sul Codice da Vinci – più o meno comuni.

C’era anche, per la verità, chi sosteneva che la lettera di Clemente era falsa e che il fatto che il manoscritto fotografato da Morton Smith fosse andato perduto nel monastero di Mar Saba e non si trovasse più per sottoporlo a ulteriori esami era un po’ troppo comodo. Ma queste voci erano messe a tacere: si rischiava di passare da bigotti, che volevano soffocare la voce scomoda di un professore progressista gettando dubbi indegni sulla integrità di un illustre docente. Il libro di Carlson presenta ora il caso sotto una luce completamente diversa. Afferma che le fotografie sono più che sufficienti. Applicando tecniche di investigazione forense non note negli anni 1950 Carlson dimostra persuasivamente – tanto da avere convinto tutti i recensori specializzati in criminologia – che è possibile provare non solo che il testo è stato prodotto nel XX secolo, non nel XVIII, ma anche che l’autore dello scritto è lo stesso Morton Smith. Le prove calligrafiche, estremamente tecniche, sono di per sé sufficienti. Ma – come molti falsari – Smith non ha resistito alla tentazione di lasciare una firma e ha inserito un’allusione a un metodo di produzione del sale assolutamente ignoto nel XVIII secolo – per non parlare dell’epoca di san Clemente – noto come “metodo Morton”, e altri riferimenti alla parola “Smith”. Inoltre la famosa prova costituita dall’“inconfondibile” stile di Clemente tradisce ancora il falsario, perché esagera. Ci sono stilemi e modi di esprimersi unici utilizzati da Clemente, ma nelle sue opere ricorrono una volta ogni due o tre frasi. Qui in un solo breve testo ce ne sono decine.

Dopo lo scandalo letterario del Codice da Vinci, interamente costruito su documenti noti da vent’anni come falsi (come credo di avere dimostrato nel mio Gli Illuminati e il Priorato di Sion, Piemme, Casale Monferrato 2005), siamo di fronte a uno scandalo accademico che interesserà meno il grande pubblico, ma le cui potenzialità sono assai più esplosive. Come hanno scritto recensori del libro di Carlson che insegnano storia del cristianesimo antico, come Bart D. Ehrman, si crede al Vangelo Segreto di Marco perché ci si vuole credere: non solo perché è “politicamente corretto” ritrovare l’omosessualità fra i primi cristiani, ma perché – quand’anche non fosse valido come prova di iniziazioni omosessuali – dovrebbe provare un punto centrale (ma falso) dell’esegesi biblica più ostinatamente “progressista”: l’instabilità della tradizione apostolica e la coesistenza di tradizioni molto differenti ancora nel secondo secolo se non addirittura nel terzo. Da questo punto di vista, un rispettato professore della Columbia University – un tempio del progressismo politico e religioso – come Morton Smith appare, a posteriori, come la semplice versione accademica di un Dan Brown qualunque.

M. Introvigne

Quanto appena detto da Introvigne ci aiuta a renderci conto di chi era questo Morton Smith: un bestemmiatore menzognero! Ho visto proprio ieri il suo libro blasfemo e veramente diabolico: Gesù Mago; questo libro è semplicemente un accumulo di menzogne e bestemmie contro Gesù benedetto. Ma chi si mette contro la Verità che è Cristo , prima o poi mostra mostra di essere un menzognero, è il caso di questo professore, falso maestro , ora deceduto; che sia arrivato a falsificare documenti e affermare tali menzogne è altamente istruttivo per noi ...chissà ora dove sta? E se sta all'inferno quanto terribilmente soffre per avere scandalizzato tanti e probabilmente in modo cosciente , con le sue bestemmie e menzogne.

Cristo regni

D. Tullio