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Decodificando “il segreto dell’ignoranza abissale di Dan Brown”

intervista a padre Gerald O’Collins, S.I., professore emerito alla Pontificia Università Gregoriana


ROMA, venerdì, 12 maggio 2006 (ZENIT.org).- “L’attacco contro le verità di fede cristiane, operate da Dan Brown con il suo libro ‘Il Codice Da Vinci’, potrebbe rivelarsi un boomerang”, sostiene il padre gesuita Gerald O’Collins.

Professore emerito alla Pontificia Università Gregoriana dove ha insegnato Teologia Fondamentale per ben 32 anni, questo gesuita australiano è uno dei maggiori esperti sul romanzo di Dan Brown.

ZENIT lo ha intervistato il 10 maggio a Roma, poco prima che intervenisse su “Il fenomeno ‘Codice Da Vinci’” alla Giornata di riflessione sul tema “Cattolicesimo e Letteratura nel ‘900”, organizzata dal Pontificio Consiglio della Cultura in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana.

“Sono stato recentemente a Washington – ha detto alla nostra agenzia – e c’erano 400 persone ad ascoltarmi, mentre spiegavo i mille errori del testo di Brown. Nel passato non mi è mai capitato di spiegare le differenze tra i Vangeli ed i Vangeli gnostici a così tante persone”.

“E’ vero che il successo di pubblico del ‘Codice da Vinci’, è favorito da una diffusa ignoranza religiosa – ha continuato padre O’Collins –, ma forse adesso è possibile spiegare tante cose sul cristianesimo che la gente ha dimenticato o non sa”.

“L’attacco alla Chiesa sta creando una situazione che ci dà l’opportunità di spiegare le verità di Fede”, ha sottolineato.

Dan Brown e tanti editorialisti di quotidiani hanno raccontato che i Vangeli sono stati imposti da un gruppo minoritario di cristiani e che la verità si trova invece nei Vangeli gnostici….

O’Collins: Secondo Dan Brown, è stato Costantino a imporre e lasciare solo quattro Vangeli, ma in realtà erano almeno ottanta all’inizio del quarto secolo quasi tutto allo stesso livello .. Ebbene questa argomentazione mostra una ignoranza abissale.

La storia vera ci dice che nel secondo secolo, due secoli prima di Costantino, sant’Ireneo e altri dimostrano in modo chiaro che esistevano quattro Vangeli. I Vangeli sono precedenti ai Vangeli gnostici. Il Vangelo di Giovanni, che è l’ultimo dei quattro, fu composto verso il 90-95, molti decenni prima che alcuni autori scrivessero i Vangeli gnostici.

Nelle lettere di Paolo e negli atti degli Apostoli non c’è nessun riferimento ai Vangeli gnostici. Anche San Giovanni che viveva tra Sinagoga e Chiesa e dovette affrontare chi negava la divinità di Cristo, non parla mai dei Vangeli gnostici. Quelli chiamati gnostici non sono Vangeli, perché non raccontano l’intera storia di Gesù e poi non parlano di morte e Resurrezione. Mentre il Vangelo riporta la storia per intero. Almeno se si legge il Vangelo di Marco, c’è il battesimo, la vita di Cristo, il ministero, la Passione, la morte e la Resurrezione. Questo è il Vangelo. Il cosiddetto Vangelo gnostico di Tommaso è un elenco di detti. Questo è un abuso del termine di Vangelo. Nessuno in quel tempo avrebbe parlato di Vangeli gnostici. Si tratta di un abuso divenuto comune nei tempi moderni come con il cosiddetto Vangelo di Giuda.

Quelli che amano gli gnostici scelgono alcuni detti e lasciano cadere passaggi imbarazzanti, come per esempio l’odio degli gnostici contro l’Antico Testamento e l’attitudine all’antisemitismo. Gli gnostici erano contro il corpo e soprattutto contro le donne. Per esempio alla fine del cosiddetto Vangelo di Tommaso a Simon Pietro che obietta “Maria deve andare via da noi! Perché le femmine non sono degne della Vita”, Gesù risponde: “Ecco, io la guiderò in modo da farne un maschio, affinché ella diventi uno spirito vivo uguale a voi maschi. Perché ogni femmina che si fa maschio entrerà nel Regno dei cieli”.

Perché Dan Brown ha avuto così grande successo di pubblico?

O’Collins: Mah, ha avuto poca concorrenza. Alcuni anni fa c’era il “Signore degli Anelli”, e poi il fenomeno nascente di Harry Potter. C’è anche una mancanza di grandi scrittori come J.R.R. Tolkien, o C.S. Lewis. E poi c’è una campagna per dire che la gente è delusa dalla Chiesa ufficiale, che negli Stati Uniti i sacerdoti sono pedofili. Questo ha incoraggiato il sospetto e la morbosità di quello che Brown ha definito “il segreto nascosto da secoli, Gesù sposato con Maria Maddalena”. Io invece direi, “scopri il segreto dell’ignoranza abissale di Dan Brown”.

Ci può fare qualche esempio?

O’Collins: Non c’è niente di nuovo nel suo libro tranne la sua spiegazione molto eccentrica dell’Ultima Cena di Leonardo.E’ evidente anche che Dan Brown confonde in alcune parti del libro Leonardo da Vinci con Michelangelo. Le altre storie come Gesù sposato con Maria Maddalena sono state raccontate in un infinità di altri autori precedenti. Mi viene in mente un libro del giornalista australiano Donovan Joyce, che negli anni Settanta scrisse il libro dal titolo “Jesus Scrolls” (Il Rotolo di Gesù). Insomma non è un caso che ci sia stato un processo per plagio. Chissà quanti hanno scritto la stessa storia.

Diversi prelati hanno esternato la loro preoccupazione contro il “Codice Da Vinci” e il film ispirato all’opera del romanziere statunitense. Lei cosa farebbe?

O’Collins: Trovo interessante quanto fatto dalla Chiesa cattolica in Gran Bretagna che ha preparato dei libretti che spiegano la grande truffa e raccontano la realtà dei fatti. Anche in Australia qualche diocesi sta preparando i propri fedeli a controbattere le tesi di Brown con incontri di studio. Io sfrutterei la situazione aprendo il dibattito in maniera di smascherare le bugie di Brown e fare studiare di più i cattolici.