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tratto dall'Enciclopedia di Apologetica - quinta edizione - traduzione del testo APOLOGÉTIQUE Nos raisons de croire - Réponses aux objection

 


PARTE PRIMA. - LE SUE ORIGINI. - (1532-1603)

L'anglicanesimo si è stabilito con la violenza. - Si dice anglicanesimo il complesso di dottrine e istituzioni della chiesa ufficiale d'Inghilterra (United Church of England and Ireland). Esso non usci dal seno della nazione, anche se opinioni eretiche si erano sviluppate con un certo rumore nell'Inghilterra nei secoli XIV e XV. La prima origine dell'anglicanesimo non è dovuta a disegni meditati a lungo, ma al capriccio di Enrico vili per una giovane irlandese; l'organizzazione essenziale fu opera soprattutto del Parlamento, dei ministri di Edoardo vi e d'Elisabetta, soprattutto di Cecil, e d'un pugno di vescovi da lui scelti per il loro odio contro la Santa Sede. L'anglicanesimo prima di tutto è un'organizzazione di Stato.

CAPITOLO I. - L'ANGLICANESIMO SOTTO ENRICO VIII (1532-1547).

Il divorzio del re. - Al principio del suo regno (1509) Enrico aveva sposato Caterina d'Aragona, zia di Carlo V. Costei nel 1501 era stata data in moglie al fratello maggiore d'Enrico, un ragazzo di quattordici anni, di salute molto cagionevole, che mori nel 1502 senza aver mai coabitato con la moglie. Prima della celebrazione del secondo matrimonio il papa Giulio II aveva concesso la dispensa da affinità di primo grado. Nel 1519 Enrico era pubblicamente infedele alla moglie e ben presto si perdutamente innamorato d'una dama d'onore della regina, Anna Bolena, alla quale, per vincerne le resistenze, promise il matrimonio. L'unica uscita possibile era il divorzio. Dal 1527 il re cercò con tutti i mezzi di ritardare la sentenza di Roma nell'affare del divorzio, finché separata di fatto la Chiesa d'Inghilterra da Roma, potè rimandare la moglie e sposare pubblicamente Anna, facendo a meno del Papa, e senz'esporsi a una guerra con Carlo v, nipote di Caterina. Per consiglio di Cranmer futuro arcivescovo di Cantorbery e di Cromwell, Enrico fece iniziare negoziati con Roma, che furono tortuosi e durarono parecchi anni. Il 13 luglio 1529 il Papa Clemente vii decise che il processo fosse fatto a Roma. Caterina aveva presentato al tribunale di Londra una copia autentica del breve di Giulio II ed Enrico comprese che la sua causa era perduta.

Lo scisma. - Nel 1531 clero e Parlamento, atterriti da mezzi d'una violenza inaudita, accettarono il re come " capo supremo della Chiesa e del clero d'Inghilterra ". Il 10 maggio 1532 intimò alle due Camere della Convocazione del clero di Cantorbery (1) di accettare tre articoli:

l.o in avvenire non si potrà fare o eseguire nessuna legge o costituzione senza l'autorizzazione del re;
2.o tutte le costituzioni esistenti saranno soggette a revisione e al beneplacito del re;
3.o le costituzioni sopravvissute a questo esame continueranno ad essere applicate con l'approvazione del re. Dopo vani tentativi di resistenza, le due assemblee del clero accettarono i tre articoli col famoso atto " Sommissione del clero". Lo stesso giorno, 16 maggio, Tommaso More, l'amico d'infanzia del re, si dimise dalle funzioni di cancelliere. Al principio del 1531 il Parlamento votò tre grandi leggi che consumarono la separazione da Roma. La prima regolava la nomina dei vescovi: il re presentava un candidato al capitolo; l'eletto prestava giuramento al re e si presentava all'arcivescovo della provincia. Il vescovo " di Roma " non ha nessuna autorità sul suolo inglese. La seconda aboliva tutti i pagamenti fatti a Roma, e trasferiva tutta la giurisdizione che le era appartenuta all'arcivescovo di Cantorbery; i monasteri esenti dall'autorità episcopale venivano messi sotto l'esclusivo controllo della corona. La terza legge interdiceva ai vescovi di pubblicare qualsiasi ordinanza senza l'autorizzazione regia.

(1) Per comprendere alcuni passi di questa trattazione giova ricordare qual'è l'organizzazione della Chiesa anglicana. Andando dal basso all'alto si ha: i) II Consiglio parrocchiale che esiste in ogni parrocchia e lo formano il parroco, il vicario, gli amministratori dei beni delia parrocchia e alcuni laici. 2) L'Assemblea decanale, riunione dei pastori rurali sotto la direzione del Decano rurale. 3) La Conferenza diocesana, formata dal Vescovo, dai pastori e da alcuni laici. 4) La Convocazione (Smodo provinciale) che è composta di due Camere : una Alta formata da tutti i vescovi delle Province di Cantorbery e York, sotto la presidenza dell'Arcivescovo ; l'altra Bassa, formata dai Decani dei capitoli cattedrali, da due arcidiaconi per ciascuna diocesi, da alcuni dignitari ecclesiastici e dai procuratori (almeno tre per diocesi) del clero basso. 5) VAssemblea della Chiesa, autorizzata solamente nel 1919. È l'assemblea generale della Chiesa d'Inghilterra, cioè delle due Province di Cantorbery e di York, e la costituiscono la Camera dei vescovi, (tutti i vescovi delle due Convocazioni), la Camera del clero (tutti i membri delle Camere basse delle due Conv.) e in ltre la Camera dei laici, formata da membri comunicanti, eletti dai consigli provinciali. 6) II Re, il Parlamento e il Consiglio privato. La decisione finale di tutto ciò che spetta la dottrina, i costumi, il culto, dipende dal Capo ufficiale della Chiesa, Re o Regina, che per mezzo del Par'amento nei casi di maggior importanza (es. revisione del Prayer Book) o per mezzo del consiglio privato nei casi ordinari, approva o rigetta tutto ciò che gli è proposto dall'Assemblea o dai Vescovi. Cfr. C. Crivelli, / protestanti in Italia, voi. II, pp. 95-96.

Si cercò di rendere efficaci queste misure imponendo due giuramenti solenni. Gli ecclesiastici dovevano giurare che avrebbero osservato la legge della supremazia; la formula imposta ai religiosi era più esplicita e più odiosa. Il giuramento di successione, imposto a tutti gl'inglesi d'ambo i sessi giunti all'uso di ragione, obbligava a riconoscere Elisabetta, figlia di Anna Bolena, come erede del trono. Le " leggi sul tradimento " infliggevano una morte atroce a chi rifiutasse il giuramento o criticasse il re o il nuovo ordine. Fischer, More e religiosi venerati furono messi a morte per queste leggi. Il " terrore inglese " paralizzava la nazione, ed Enrico e Cromwell ne approfittarono per distruggere i monasteri. Nel punto culminante della lotta contro il papa, il re prese contatti con i protestanti tedeschi e lasciò loro intravvedere la possibilità di un'alleanza. Tuttavia le prescrizioni dommatiche e cultuali della fine del suo regno, cioè la professione di fede del 1536, quella del 1537, i sei articoli del 1539, la professione di fede del 1543, nelle quali egli ebbe parte personale e preponderante, sono conformi al domma cattolico. Alcuni luterani, come Barnes e Garret, furono messi a morte in virtù di questi formulari. È sconcertante constatare come quest'uomo, che aveva spezzato l'indipendenza del clero, soppresso le istituzioni monastiche, munito del potere d'imporre tutte le sue fantasie a una nazione atterrita, mantenne con mezzi violenti l'integrità della fede cattolica, meno l'autorità del papa.

CAPITOLO II. - L'ANGLICANESIMO FU ORGANIZZATO DURANTE IL REGNO D'EDOARDO VI (1547-1553)

Gl'influssi protestanti del continente. - A Enrico vin successe un fanciullo malaticcio di dieci anni, sotto la reggenza dello zio, il duca di Somerset che, già guadagnato da lungo tempo dai riformatori tedeschi, era appoggiato dall'arcivescovo Cranmer, e da uomini nuovi arricchitisi con le spogliazioni monastiche. Sotto questi influssi le dottrine luterane e calviniste, che s'erano infiltrate sotto il regno precedente ed erano state violentemente combattute, si svilupparono rapidamente. Enrico vili era morto il 28 gennaio 1547. Il 6 febbraio il Consiglio ordinò ai vescovi di demandare al Consiglio stesso l'autorizzazione per esercitare i loro poteri spirituali. Cranmer obbedì; il vescovo Gardiner protestò invano a nome dei suoi colleghi. Il Parlamento riunito il quattro novembre abrogò tutte le leggi d'Enrico VIII contro l'eresia, che restava punibile a nome del diritto comune; la morte per alto tradimento puniva alla terza offesa chi negava il potere supremo del re sulla Chiesa. I deputati concessero al re la nomina diretta di tutti i vescovi; aggiudicarono al tesoro reale tutte le cappelle appartenenti a privati, le corporazioni, le confraternite semireligiose, con le loro terre, rendite, dotazioni destinate a far celebrare offici in favore dei defunti, i collegi e le confraternite puramente laiche. La Convocazione del clero inferiore della provincia di Cantorbery, riunita contemporaneamente al Parlamento, accettava la comunione sotto le due specie e votava con cinquantatre suffragi contro tredici l'abrogazione di tutte le leggi e canoni contro il matrimonio dei preti.

I luterani, sicuri dell'appoggio del reggente precedevano l'opera del Governo e, approfittando dei disordini che essi stessi provocavano, distruggevano le statue e le vetrate delle chiese. Già al principio di febbraio, prima dell'incoronazione del nuovo re, il curato di San Martino a Londra aveva tolto dalla sua chiesa i quadri e le statue, sostituito il crocefisso con le armi reali e imbiancato i muri con calce. La sua fretta eccessiva fu punita con un'ammenda.

Dalle ordinanze del 1547 al Prayer Book del 1549. - II 31 luglio apparvero le famose ordinanze di Edoardo vi, che introducevano con molta prudenza e abilità, innovazioni molto importanti negli antichi riti. Una parte notevole del breviario e della messa solenne doveva essere letta o cantata in inglese; furono soppresse le processioni e sostituite dalle litanie composte da Cranmer; fu anche proibito di parlare dell'Eucarestia. Le ordinanze permettevano di conservare quelle immagini che non davano occasione a nessuna superstizione; tutte le altre, compresi i dipinti e le vetrate che ricordavano i miracoli, dovevano essere distrutte. Ma siccome in tutto il paese ci si batteva per togliere o conservare le immagini, un ordine del Consiglio ordinò di distruggerle tutte, senza distinzione o eccezione. Sfuggirono soltanto alcune vetrate di chiese troppo povere per sostituirle.

Le ordinanze furono seguite da un'ispezione generale per il regno, diviso in sei regioni. I trenta visitatori di cui dieci ecclesiastici, imponevano il giuramento di supremazia, vendevano il Libro delle Omelie pubblicato dal Cranmer e composto di dodici sermoni, di cui vari d'ispirazione luterana; vendevano pure la Parafrasi del Nuovo Testamento d'Erasmo, e si accertavano se i reliquiari, le pitture, le statue erano state realmente distrutte e se i preti non celebravano più le feste abolite. Nel marzo 1548 fu pubblicata l'Istruzione per la comunione dei laici, piccolo rituale che, nell'insieme, era calcato sulla Consultazione d'Ermanno de Wied arcivescovo di Colonia, usata nelle chiese luterane, specialmente a Norimberga. Furono invitati i fedeli a contentarsi avanti la comunione della confessione generale dei loro peccati, fatta a Dio. L'Istruzione sollevò violentissime discussioni e in generale i sacerdoti di campagna non ne tennero conto.

Nel settembre del 1548 una commissione di vescovi e di teologi in maggioranza d'opinioni eretiche, studiò un progetto di liturgia. Il 14 dicembre ci fu alla Camera dei Lord di Londra un dibattito di quattro giorni tra i vescovi sull'Eucarestia. I vescovi Tunstall, Bonner, Day e Thyrlby sostennero la dottrina cattolica; Cranmer, autore principale del progetto, abbandonò la transustanziazione e s'affiancò ai sacramentari svizzeri che consideravano l'Eucarestia come semplice commemorazione della Cena, un simbolo del corpo di Gesù Cristo. Il 15 gennaio 1549 ci fu il voto finale e il progetto intitolato: Libro della preghiera pubblica (Book of common prayer) venne adottato dalla maggioranza dei pari laici e da tredici vescovi; la minoranza era composta di otto prelati e di lord laici. Il celebre libro non fu mai sottoposto all'assemblea del clero. La sua importanza è grandissima, poiché è, nello stesso tempo il breviario, il messale, il rituale, e il pontificale dell'anglicanesimo. Nel corso dei secoli subì alcune modifiche, ma resta la base di tutto il culto pubblico della Chiesa Stabilita. In seguito ne esamineremo le sue principali disposizioni.

Mentre Cranmer si circondava di teologi tedeschi e svizzeri, Vermigli, alias Pietro Martire, monaco italiano sposato e nominato professore a Oxford, Bernardino Odiino, ex cappuccino nominato canonico di Cantorbery, Bucero pure ex-frate incaricato d'insegnare teologia a Oxford, e altri visitatori scelti tra gli eretici, ricevevano la missione d'imporre al clero il Libro della preghiera pubblica. Le Università d'Oxford, Cambridge e la massa del clero resistettero con coraggio finché la loro resistenza fu infranta dal potere politico. E come sotto Enrico vin il nord s'era sollevato per difendere i monasteri e la fede cattolica, così ora le popolazioni insorsero contro i cambiamenti loro imposti, reclamando la messa latina, la comunione sotto una sola specie, i sacramenti cattolici, gli altari, le immagini. La rivolta fu schiacciata crudelmente da mercenari venuti dalla Spagna, dall'Italia, dalle Fiandre, dalla Germania, molti dei quali erano cattolici. Somerset non potè godere il suo trionfo, poiché con la sua politica aveva allarmato i conservatori, e Warwick, suo rivale, lo chiuse nella Torre. Venne decapitato nel 1552 per alto tradimento.

Warwick e il Prayer Book del 1552. - Warwick, dopo qualche esitazione, continuò la stessa politica religiosa. Nel gennaio 1550 i Lords e i Comuni votarono una legge che ordinava la distruzione di tutti i libri in uso nelle chiese, messali, breviari, antìfonari, eccetto il Primer di Cranmer, immagini, pitture, statue ancora esistenti. Ridley, vescovo di Londra, aveva preso l'iniziativa per distruggere gli altari; un ordine del Consiglio ordinò di sostituirli ovunque con tavole, che dovevano essere poste regolarmente ai piedi degli scalini che salivano al presbiterio. Fu incaricata una commissione di comporre un ordinale e il suo progetto venne pubblicato nel marzo 1550, modificato nel 1552 ed è tuttora in uso nella Chiesa Stabilita. Scomparvero interamente i quattro ordini minori e il suddiaconato. Gli autori dell'Ordinale nell'ordinazione dei diaconi e dei preti, avevano anche soppresso la presentazione del calice e della patena, ehe da notevoli teologi fino a un tempo recente fu considerata essenziale per la validità del rito. Tale omissione e la questione della consacrazione di Parker fecero sorgere lunghe controversie sulla validità delle ordinazioni anglicane. La decisione di Leone XIII, com'è noto, non è favorevole alla validità.

Nel 1552 Cranmer, sotto l'onnipotente influsso di teologi tedeschi e svizzeri, fece rivedere il Libro della preghiera pubblica e nello stesso tempo, stese un certo numero d'articoli di religione che doveva essere firmato dai sacerdoti che chiedevano la autorizzazione di predicare. Dopo molti esami, i 42 articoli furono pubblicati nel 1553, e sono una specie di prima edizione dei famosi XXXIX articoli. Il piccolo re moriva pochi giorni dopo averli firmati.

I vescovi nominati sotto il regno d'Enrico vili, Gardiner, Bonner, Heath, Day, Tunstall, Rugg e Weysey s'erano coraggiosamente opposti alle distruzioni e alle innovazioni degli eretici, ma furono impotenti, dato che la maggioranza dei vescovi (le diocesi erano ventisette) erano stati nominati perché notoriamente favorevoli alle idee luterane e calviniste. Cinque di essi furono deposti e due furono costretti a dimettersi.

CAPITOLO III. - EFFIMERO RISTABILIMENTO DEL CATTOLICESIMO SOTTO LA REGINA MARIA (1553-1558)

Inizi del regno. - Alcuni giorni prima che Edoardo VI morisse (6 luglio 1553) l'onnipotente Warwik aveva ottenuto dal giovane sovrano e dal Consiglio un atto che escludeva dal trono le due figlie d'Enrico VIII, Maria ed Elisabetta, in favore di Jane Grey, figlia del duca di Suffolk, che il 10 luglio fu proclamata regina; ma il suo regno non durò che nove giorni... Maria erede legittima del trono dimostrò un grande coraggio e la nazione si schierò con lei ch'era già stata proclamata regina il 13 luglio. Tra le sue prime preoccupazioni ci fu quella di far notare pubblicamente la sua intenzione d'inaugurare una politica di tolleranza, incoraggiata a ciò da Carlo v. Solo i traditori, che avevano cercato con le anni d'escludere dal trono l'erede legittima, furono condannati a morte: Warwick, sir John Gates e sir Thomas Palmer furono decapitati (21 agosto). Maria perdonò agli altri traditori e rifiutò energicamente l'esecuzione di Jane Grey. Alcuni vescovi assieme a Cranmer, che si erano opposti sul terreno religioso furono chiusi nella Torre. Il Consiglio si limitò a cacciare dai loro collegi i professori stranieri ed eretici. Il giorno dell'incoronazione la regina concesse un'amnistia generale, da cui furono esclusi soltanto i vescovi e i predicatori eretici imprigionati.

Il Parlamento, riunito il 4 ottobre, abolì le leggi che creavano nuovi crimini d'alto tradimento votate sotto i due ultimi regni e furono abrogate in blocco tutte le leggi promulgate contro il domina, la morale e la disciplina cattolica. L'assemblea del clero fece proprie quest'ultime misure.

Le rivolte. - Contro il parere del Consiglio, la regina decise di sposare il figlio di Carlo v. Il matrimonio spiacque alla maggioranza della nazione, e i cospiratori sfruttarono immediatamente il malcontento popolare. Il duca di Suffolk, al quale Maria aveva già perdonato il tentativo di dare il trono alla propria figlia Jane Grey, cercò di sollevare il centro del paese, ma fu vinto e chiuso nella Torre. La rivolta di sir Thomas Wyatt nella contea di Kent, fu nettamente religiosa, contro il matrimonio spagnolo e fu molto più grave e fallì solo per il coraggio personale della regina. L'ambasciatore di Carlo v insistette vivamente presso la sovrana perché il castigo dei ribelli fosse severo; il Consiglio agì nello stesso senso e a Londra furono pronunciate centoquattordici condanne. In pochi giorni avvennero sessanta esecuzioni, tra cui quelle di Wyatt, Edoardo Courtenay, Jane Grey e Suffolk, suo padre. Maria perdonò a quattrocento ribelli notoriamente colpevoli.

La rivolta di Wyatt ebbe come conseguenza principale di condurre il Governo a restaurare il cattolicesimo con le misure più energiche. I vescovi sposati furono deposti e tutti i vescovi ricevettero l'ordine d'infierire contro i preti sposati. Ovunque si ristabilì la liturgia cattolica. La riconciliazione solenne avvenne a Westminster il 30 novembre 1554 sotto la presidenza del Cardinal Pole, cugino della regina.

La lotta contro gli eretici. - Maria regnava da un anno e mezzo e nessuno era stato messo a morte per le sue credenze religiose. Tuttavia gli eretici, facendo causa comune con i traditori, avevano cercato di cacciare la regina dal suo trono. Questo seguito ininterrotto di complotti inquietava il Consiglio. I suoi membri sapevano che la regina detestava la persecuzione, ma giunsero a convincerla che per salvare lo stato occorreva far risuscitare le leggi di Riccardo II, di Enrico IV e di Enrico V contro gli eretici, che condannavano al fuoco i colpevoli. La Camera dei Comuni e quella dei Lords approvarono la rinnovazione di questi atti, per cui i vescovi Cranmer, Latimer, Ridley, alcuni predicatori, in tutto trecento eretici, perirono sul rogo,

Giudizio della storia sulla regina Maria. - La storia è stata dura contro la memoria della regina Maria: gli epiteti di " sanguinaria ", di " perversa Gezabele " che le aveva applicato il Baie, sono rimasti nella memoria del popolo inglese. Gli storici Foxe, Speed, Strype, Rapin, tutti protestanti e suoi contemporanei, l'accusarono di essere stata crudele e vendicativa. Autori più recenti, come Hume, Hallam, Froude, ne hanno accettato quasi integralmente il verdetto, seguiti dall'opinione pubblica. Intanto scrittori, egualmente protestanti, la giudicarono più imparzialmente. Lo storico Camden (1551-1623), il teologo Fuller (1608-1661), il vescovo Godwin (1562-1633) ammettono che essa fu sinceramente pia, caritatevole, misericordiosa.

La pubblicazione delle carte di Stato e delle corrispondenze degli ambasciatori stranieri ha giovato alla sua memoria. Questi scritti ci mostrano una regina che governa pacificamente per un anno e mezzo. Quando i riformatori, mescolando la politica e la religione, ebbero provocato rivolte con lo scopo reale di detronizzarla onde ristabilire la religione d'Edoardo vi, essa si rassegna a malincuore, e solo dopo aver esaurito tutti gli altri mezzi, ad adottare verso gli eretici una politica di rigore. Aveva un'alta idea della politica e un grande rispetto della legalità, e nulla fece senza la previa sanzione del Parlamento. I documenti ufficiali ci rendono simpatica la regina nella sua vita privata; Le lunghe prove della sua giovinezza, così triste, le avevano dato singolare forza di volontà, grande altezza di vedute e fierezza che le impedì sempre d'abbassarsi a cercare di guadagnarsi il favore del popolo.

Riassumendo, dall'avvento al trono nel 1553, la regina Maria fece abrogare in blocco tutte le nuove leggi dei due regni precedenti, che istituivano nuovi delitti d'alto tradimento, e tutta la legislazione religiosa d'Edoardo vi. Avendo il papa e la regina dichiarato che tutti coloro che avevano acquistato beni ecclesiastici non sarebbero stati obbligati a restituire, la Convocazione.de! clero e il Parlamento accettarono l'autorità del papa. I vescovi enrichiani furono ristabiliti sui loro seggi e quelli d'Edoardo vi imprigionati. Gli eretici non cessarono di cospirare, e la regina disgraziatamente si lasciò convincere che fosse necessario far rivivere le antiche leggi ' contro l'eresia. Ella morì il 17 novembre 1558.

CAPITOLO IV. - L'ANGLICANESIMO SI AFFERMA SOTTO IL REGNO D'ELISABETTA (1558-1603)

§ 1. - I primi incidenti del regno d'Elisabetta.

Le tendenze personali della regina. - Sua sorella Elisabetta, figlia d'Enrico vin e di Anna Bolena, salì sul trono a venticinque anni, dopo una giovinezza triste. In religione era scettica e pagana e, in tempi meno difficili, sarebbe forse rimasta indifferente tra cattolici e novatori. Fin dai primi giorni del suo regno molti incidenti inquietarono i cattolici. Il 27 novembre il vescovo Christopherson dall'alto della cattedra di San Paolo confutò le dottrine eretiche d'un cappellano della regina. Fu subito cacciato in prigione. Lo stesso trattamento venne inflitto al vescovo di Winchester che il 15 dicembre aveva pronunciato il panegirico di Maria. Il vescovo Oglethorp doveva celebrare la messa di Natale davanti alla regina. Questa gli mandò l'ordine di non elevare l'ostia dopo la consacrazione; il vescovo rifiutò di obbedire e la regina si ritirò dopo il Vangelo. Nei giorni seguenti la messa fu celebrata da cappellani che non elevarono l'ostia consecrata ed Elisabetta assistette fino alla fine. Le feste dell'incoronazione mostrarono l'unione dei vescovi, nessuno di loro avendo accettato di celebrare la messa senz'elevare l'ostia consecrata. La messa fu poi cantata dal decano della cappella reale, che soppresse l'elevazione. Nella celebrazione si usò il latino, ma l'epistola e il vangelo furono letti in latino e in inglese. La regina, che secondo un uso antico avrebbe potuto comunicarsi sotto le due specie, non si comunicò affatto.

Ritorno offensivo dell'eresia. - Questi fatti facevano prevedere mutamenti imminenti ai novatori fuggiti dall'Inghilterra sotto il regno di Maria. Costoro nente dov'erano stati ospiti, cercarono di riconciliarsi sul terreno dottrinale. Ma si affrettarono a rientrare nella loro patria, e, prima di lasciare le città del conti-il progetto falli, perché i luterani rimproverarono loro di respingere la presenza reale e d'essere calvinisti. I più noti di questi isolati erano Samson, Sandys, Jewel, Grindal, tutti futuri vescovi rifugiatisi a Strasburgo, Lever, che veniva da Arau, Cox e Whitehead, da Francoforte, Fox da Basilea, Whittingham da Ginevra, infine Goverdale e Goodman. Matteo Parker fu tra coloro che fecero buona accoglienza agli esiliati. Privato dei suoi benefici dal governo di Maria, viveva a Norwick con la moglie e due figli quando il cancelliere Nicola Bacon gli offri l'arcivescovado di Cantorbery. Rifiutò parecchie volte e infine venne eletto (1 agosto 1559). Il nuovo arcivescovo anglicano, meno intelligente di Cranmer, è più simpatico, perché seppe conservare una certa moderazione; non fu privo di coraggio morale e tentò di mantenere la Chiesa Stabilita in quella " via media ", ossia a mezza strada tra Roma e Ginevra, che è la sua principale caratteristica.

Elisabetta organizzò rapidamente il suo governo aiutata in ciò da Cedi, già segretario sotto la regina precedente, e che fra poco otterrà un influsso preponderante. Cattolico del tempo di Maria, svolse una parte molto importante nell'organizzare la nuova religione. Elisabetta mantenne al Consiglio privato otto membri nominati da sua sorella, tra i quali il conte di Sherewsbury e il duca di Norfolk, il quale ultimo s'era largamente arricchito con le spoglie dei monasteri ed era passato allo scisma sotto Enrico vili, restando però, come molti membri della vecchia nobiltà, più o meno fedele all'antica fede. Un numero press'a poco eguale di rappresentanti di tutte le piccole varianti delle dottrine nuove entrarono nel Consiglio dove prima controbilanciarono, poi annullarono l'influsso dei colleghi cattolici. Sir Nicola Bacon ricevette il grande sigillo tolto all'arcivescovo Heath.

§ 2. - L'Atto di supremazia e l'Atto d'uniformità.

La preparazione dei nuovi decreti. -Mentre si preparavano questi timidi cambiamenti, due uomini preparavano i progetti di riforma da sottoporre al Parlamento. Riccardo Goodrich, avvocato molto noto, membro del Consiglio privato, scrisse una memoria giuridica: Diversi punti di religione e contrari alla Chiesa di Roma. Il Progetto per il cambiamento di religione, forse opera dello stesso Cecil, era più ardito. Nel gennaio del 1559 si riunirono la Convocazione del clero di Cantorbery e il Parlamento. La Camera Alta comprendeva circa 60 pari laici, l'abate di Westminster e sedici vescovi; nove seggi erano vacanti e due considerati dal governo come tali perché i loro titolari occupavano il posto di Coverdale e Barlow, che s'erano rifugiati sul continente. La maggioranza dei pari era cattolica, ma scoraggiata. Ai Comuni c'era un gruppo numeroso e ardente di luterani e di calvinisti. Il 9 febbraio il Governo presentò un progetto che rendeva alla corona la supremazia sulla Chiesa d'Inghilterra e alcuni giorni dopo un altro progetto di legge per l'approvazione del Libro della preghiera pubblica, onde imporre l'uniformità nel culto. I progetti furono aspramente discussi in febbraio, marzo e aprile; l'assemblea del clero inferiore fece pervenire alla regina una petizione pregandola di non mutare nulla della reli gione. I sacerdoti affermavano la loro fede nella presenza reale, la transustanziazione e il carattere propiziatorio del sacrifìcio della messa e si pronunciavano pure in favore dell'autorità del papa. I Vescovi s'opposero ai due progetti con , unanimità, fermezza ed eloquenza, decisamente sostenuti in tutti i loro voti da : due lords, Shrewsbury e Montagu. Per intimidire l'opposizione due vescovi furono chiusi nella Torre e sei campioni cattolici furono trattati come sospetti.

"L'Atto " d'Elisabetta e il Prayer Book del 1559. - II 29 aprile 1559 il progetto sulla supremazia divenne legge di stato, sotto un titolo che dispensa ogni commento: r Atto per rendere alla Corona l'antica giurisdizione sull'ordine ecclesiastico e spirituale, abolendo qualsiasi potere contrario a questa giurisdizione ". Si tornava alla politica di Enrico VIII verso il papa. Il fatto di accettare la supremazia del papa era assimilato alla terza offesa, al crimine d'alto tradimento. La regina controllava la Chiesa mediante una commissione ecclesiastica centrale, che dichiarava eretica ogni opinione contraria alla Scrittura, ai quattro primi concili generali, alle dottrine autorizzate dal Parlamento e dall'assemblea del clero.

L'Atto d'uniformità che porta la data del 28 aprile 1559, alla Camera Alta fu votato con tre voti di maggioranza e ai Comuni senza lungo dibattito. Esso autorizzava il Libro della preghiera pubblica del 1552 modificandolo in alcuni punti e prescriveva di usare i paramenti autorizzati nel secondo anno d'Edoardo. Scompariva la famosa rubrica nera, di cui parleremo. Gli ecclesiastici che non si conformavano al rituale imposto dovevano venire deposti e imprigionati, i laici che lo avessero criticato dovevano essere imprigionati: sotto pena dell'ammenda d'uno scellino erano obbligati ad assistere al servizio della domenica.

Mancava ancora alla Chiesa, che stava organizzandosi, un codice di dottrine. Questo le fu dato dalla Convocazione del clero di Cantorbery del 13 gennaio e del 10 aprile 1563. La maggioranza dell'assemblea era composta di dignitari ecclesiastici guadagnati alla nuova religione, che avevano preso il posto dei preti deposti. Vennero riveduti i quarantadue articoli adottati l'ultimo anno di Edoardo vi e furono ridotti a trentanove. Questi famosi articoli nel loro insieme restano ancora il credo ufficiale della Chiesa anglicana. Li analizzeremo più avanti.

Cosi dal 1563 la Chiesa anglicana con i xxxk articoli ebbe il suo credo ufficiale; credo disparato, composto di elementi cattolici, luterani e calvinisti, con prevalenza di questi ultimi. Nel Libro della preghiera pubblica, che conservava molti elementi cattolici, ebbe il suo rituale e il suo cerimoniale. Armati dell'Atto di supremazia e di quello d'uniformità, la Chiesa e il Parlamento per due secoli e mezzo con crudeltà inaudita perseguitarono i dissidenti di destra, cioè i cattolici e si volsero, non senza aspre lotte, contro i dissidenti di sinistra, che s'ispiravano a Ginevra e che prima di fondare sette particolari riuscirono talvolta a dominare momentaneamente la Chiesa Stabilita.

§ 3. - Esecuzione dell'Atto di supremazìa e dell'Atto d'uniformità.

La lotta del potere contro il clero cattolico. - L'Atto di supremazia andò in vigore il 29 aprile 1559, lo stesso giorno in cui fu promulgato : ogni titolare d'un beneficio ecclesiastico, ogni funzionario della corte doveva giurare di osservarlo e il rifiuto di giurare comportava la revoca immediata. L'opposizione era punita con pene gravissime, che alla terza offesa comportavano l'accusa di alto tradimento. Una commissione di diciotto membri, appartenenti in gran parte al Consiglio privato, fu incaricata d'esigere il giuramento. Si comincio dai vescovi, quindici dei quali, nominati sotto il regno di Maria, rifiutarono di giurare. Costoro furono successivamente deposti; alcuni vennero affidati alla custodia dei nuovi vescovi scismatici e la maggior parte morì nelle varie prigioni, dopo anni di cattività più o meno rigorosa. Tra i Vescovi di Maria si separò dai colleghi solo Kitchin, mentre di Stanley, vescovo di Sodor e Man, si sa solo che conservò la sua sede fino alla morte (1570).

Per controllare che fossero eseguiti l'Atto di supremazia e quello di uniformità (andato in vigore il 24 giugno 1559) il governo mandò visitatori in tutto il regno, diviso in sei sezioni. In ogni diocesi i visitatori istituirono una commissione composta dai governatori delle contee, assistiti da nobili, avvocati e due teologi, scelti tra i riformati. Le commissioni avevano poteri molto vasti e potevano punire con la revoca, la prigione e gravose ammende tutti gli ecclesiastici e i laici che rifiutavano la nuova religione. Le due grandi leggi dovevano venire applicate in forma ecclesiastica nei sinodi del clero. Gli appelli erano portati davanti a una corte superiore a Londra. I resoconti delle province del nord sono molto interessanti; invece quelli delle province del sud non ci sono giunti tutti, ma gli uni e gli altri fanno vedere che .il paese era attaccato al cattolicesimo. Molti sacerdoti diedero le dimissioni; una minoranza coraggiosa, composta soprattutto di dignitari dei capitoli, di superiori e di professori delle Università d'Oxford e Cambridge, rifiutò il giuramento. I resoconti dimostrano che ovunque regnava il disordine e la confusione, e che le coscienze erano odiosamente oppresse. Ogni laico ad esempio doveva frequentare assiduamente la chiesa della sua parrocchia, e c'erano sorveglianti incaricati di denunciare chi vi mancava.

Repressioni delle rivolte popolari. - Durante il lavoro delle commissioni era stata sospesa la giurisdizione episcopale; tutti i ventisette seggi vescovili erano vacanti, eccetto due. Parker, eletto arcivescovo di Cantorbery il primo agosto del 1559, fu consecrato in dicembre in condizioni irregolari e, a sua volta consecrò nuovi vescovi, tutti luterani o calvinisti notori, che il governo aveva nominato dopo aver saccheggiato i beni delle loro sedi. I nuovi vescovi visitarono subito le loro diocesi; nell'agosto 1559 ebbe luogo una visita metropolitana nella provincia del sud, e nel 1561 nella provincia del nord. Infine nel 1563 il governo fece svolgere una vasta inchiesta sul numero dei preti, delle chiese e delle cappelle. Gl'inquisitori constatavano che vi era " troppa caparbietà e ostinazione nel conservare le abitudini religiose papiste " e che tra coloro che prestavano giuramento i più lo facevano per paura. Vescovi e commissari erano sovraccarichi di processi contro i preti, che celebravano la messa in segreto, e contro i laici che vi assistevano.

Nelle anime oppresse delle province del nord covava la rivolta, che scoppiò nel 1567 guidata dai conti di Northumberland e di Westmoreland: la messa fu ristabilita un po' ovunque. I cattolici risposero fiaccamente all'appello alle armi, lanciato dai due conti, forse perché questi due non sapevano imporsi per capacità militari. Nel gennaio gl'insorti, mal guidati, all'avvicinarsi degli eserciti di Sussex e Warwick si dispersero senza combattere. Westmoreland si rifugiò nei paesi Bassi, Northumberland fu venduto dagli Scozzesi e decapitato. La santa Sede ha recentemente beatificato questo fervente cattolico. Terribile fu la repressione. Sussex fece impiccare il trenta per cento di quelli che avevano preso le armi; si rizzarono ovunque le forche e si atterrirono le popolazioni. Nel febbraio 1570 Leonardo Drace sollevò la contea di Cumber-land e la sua rivolta fu repressa con minore severità.

§ 4. – Il governo e la Chiesa anglicana contro i cattolici.

Il 26 febbraio 1570 una bolla di Pio V annunciò al mondo cristiano la scomunica d'Elisabetta, la condanna del Libro della preghiera pubblica e dell'Atto di supremazia e sciolse gl'Inglesi dal giuramento di fedeltà alla loro regina. La risposta venne soprattutto dal Parlamento e fu brutale. Una prima legge confiscò a beneficio dello stato i beni dei cattolici, che lasciavano l'Inghilterra senza autorizzazione: una seconda dichiarava colpevole d'alto tradimento chiunque avesse negato o discusso i diritti d'Elisabetta alla corona; infine una terza condannava al supplizio dei traditori chiunque avesse .introdotto un atto pontificio sul suolo inglese. Erano dichiarati colpevoli d'alto tradimento i preti che dicevano messa, riconciliavano i fedeli con Roma, e perfino i fedeli e chiunque distribuisse o portasse oggetti benedetti, croci, scapolari, figure venute da Roma. Sotto la dura oppressione la massa scivolò lentamente nell'eresia; un certo numero di cattolici riuscì a guadagnare il continente, e Lovanio, Douai, Reims divennero i loro principali rifugi. Il collegio di Douai, fondato da Allen nel 1568 doveva diventare un vivaio di missionari e di martiri. Le prigioni erano piene dei cattolici rimasti in Inghilterra; e nel 1572 si dovette metterli anche nel castello di Wisbeach. Un primo gruppo di missionari, per lo più formati nel centro dei rifugiati di Douai, riuscirono a guadagnare segretamente l'Inghilterra. Erano uomini colti e leali verso la regina, ma furono braccati, presi, condannati a morte. Nel 1581 Campion, un giovane gesuita, eloquente e simpaticissimo, subì la stessa sorte seguito da altri missionari. Prima di morire (24 marzo 1603), Elisabetta aveva fatto condannare a morte centosettantasette a papisti " di cui centoventiquattro ecclesiastici e sessantatre laici, uomini e donne.

§ 5. - II governo e la Chiesa anglicana contro i riformati estremi o puritani.

I calvinisti, che si prese l'abitudine di chiamare puritani, non amavano i XXXIX articoli, che consideravano troppo moderati, né il Libro della preghiera pubblica, che a loro giudizio conservava troppi elementi romani; perciò condussero una guerra accanita contro le rubriche che, nel secondo anno d'Edoardo, avevano imposto le vesti da portare dai sacerdoti nell'esercizio delle varie funzioni. Le rubriche del 1543 prescrivevano la cotta per i servizi del mattino e della sera, l'alba, la pianeta e il piviale per la Cena. I vescovi dovevano portare il rocchetto, la cotta, la pianeta o il piviale e il pastorale. Soppresse nel 1552, queste rubriche furono ristabilite nel 1559 e ricomparirono in tutte le edizioni posteriori del Libro della preghiera pubblica. I puritani volevano in tradurre gli uffici tristi e nudi che avevano ammirato a Ginevra; la lotta contro di loro fu condotta soprattutto dai vescovi stimolati dalla commissione ecclesiastica del Consiglio privato. A capo stavano i vescovi Crindal, Bilkington, Parkhurst e un uomo di talento, Thomas Cartwright. L'arcivescovo Parker minacciò di revocare i ministri che rifiutavano di sottomettersi e cercò di calmare l'ardore dei calvinisti facendo concessioni. Fu necessario infierire contro qualcuno, come Roberto Johnson, il decano Whittingham e gli autori dell'Avviso al Parlamento. La questione dei paramenti era agli occhi dei puritani molto importante: essendo il culto una cosa trascurabile, bisognava fare della predicazione l'elemento essenziale della religione; si poteva fare a meno dei vescovi, ma non dei predicatori. Questo punto di vista contribuì a provocare la formazione delle sette separate dalla Chiesa anglicana.

Parker morì nel 1575 e sulla sede di Cantorbery gli successe il puritano Grindal. Elisabetta gli chiese di sopprimere i predicatori improvvisati; egli offri di controllarli, ma rifiutò di sopprimerli. La regina gl'inflisse sei mesi d'arresto e da allora fece a meno di lui. Sotto un arcivescovo di tendenze calviniste i puritani accrebbero il loro influsso; Roberto Browne e Harrison predicarono apertamente la fondazione d'una comunità cristiana senza vescovi e senza preti. Due loro discepoli furono impiccati. I puritani del gruppo di Cartwright rimasero nella chiesa ufficiale per riformarla.

La lotta contro i puritani fu condotta con più successo ed energia da John Whitgift (1583-1604), successore di Grindal, che accettò il domma calvinista, ma in materia di disciplina si separò nettamente da Ginevra. Egli s'era fatto notare con una vigorosa difesa dell'origine divina dell'episcopato e della sua necessità. Un gruppo di pastori aveva fondato una chiesa presbiteriana; ma forte dell'appoggio della regina, egli li costrinse a sottomettersi o dimettersi. I puritani tentarono di guadagnare i Comuni al loro progetto; però l'intervento della regina li fece fallire. Le discussioni pubbliche s'erano fatte pericolose e vennero sostituite da una guerra di libelli chiamata Marprelate war. Greenwood e Barrow, capi dei separatisti, spesso perseguitati e imprigionati, tra il 1586 al 1593, vennero uccisi per aver violato l'Atto di uniformità. Al Parlamento e nelle assemblee del clero la lotta contro i puritani che non accettavano tutti i punti di vista della chiesa ufficiale e contro quelli che volevano separarsene, durò fino alla fine del regno. La regina, che temeva per l'autorità reale l'azione dissolvente del puritanesimo, cercò di mantenere la chiesa anglicana in questa via media, compromesso illogico fatto dall'amalgama di dottrine romane e d'opinioni luterane e calviniste.

PARTE SECONDA. - LA CHIESA STABILITA SECONDO I SUOI DOCUMENTI UFFICIALI

CAPITOLO I. - I XXXIX ARTICOLI DI RELIGIONE

Composizione dei XXXIX artìcoli. - I XXXIX articoli di religione uscirono dalla revisione dei quarantadue articoli redatti da Cranmer e adottati dall'assemblea del clero del 1553 e ridotti poi a trentanove dalla Convocazione del 1562, sotto l'influsso di Parker. Nel 1571 e nel 1604 subirono alcune modifiche di poco rilievo. Da molto tempo un po' screditati, restano tuttavia il credo ufficiale della Chiesa anglicana. È visibile l'influsso luterano nella loro redazione; la dichiarazione di Wittenberg, anteriore di dieci anni, fornì una parte degli articoli sul libero arbitrio e la giustificazione, il nuovo articolo sulle buone opere e il principio del paragrafo sull'autorità della Chiesa in materia di fede, riti e cerimonie, l'esposizione dottrinale riguardo a Cristo e lo Spirito Santo. Il credo di Nicea, quello di Sant'Atanasio e quello degli apostoli " devono essere accettati interamente ", come pure i quattro primi concili generali.

Principali divergenze con la fede e la disciplina romana. - L'opposizione al domma cattolico è notevole soprattutto in questi articoli:

a) Il Purgatorio. - Articolo XXII: "Del purgatorio. La dottrina della Chiesa romana sul purgatorio, le indulgenze, il culto e l'adorazione sia delle immagini come delle reliquie, come pure l'invocazione dei santi, è un'invenzione frivola non fondata su qualche testo della Scrittura, ma piuttosto contraria alla parola di Dio ".
b) I sacramenti. - Art. XXV: " Dei sacramenti... Nel Vangelo vi sono due sacramenti istituiti da Nostro Signore Gesù Cristo cioè il Battesimo e la Cena.
Gli altri cinque, comunemente chiamati sacramenti, cioè la Confermazione, la Penitenza, l'Ordine, il Matrimonio e l'Estrema Unzione non devono essere annoverati tra i sacramenti del Vangelo, perché in parte sono derivati da una falsa tradizione apostolica, in parte sono stati di vita autorizzati nelle Scritture, ma non hanno la stessa natura dei sacramenti, come il Battesimo e la Cena, perché non hanno segni visibili o riti istituiti da Dio. I sacramenti non sono stati istituiti da Dio per essere contemplati e trasportati all'intorno, ma perché ce ne serviamo in modo debito... ".
c) L'Eucarestia. - Art. XXVIII: " Della Cena. La Cena del Signore non è soltanto un simbolo dell'amore che i cristiani devono avere gli uni per gli altri, ma piuttosto un sacramento della nostra redenzione per la morte di Cristo; sicché per coloro che ricevono questo sacramento come si conviene, degnamente e con fede, il pane che spezziamo è una comunione al corpo di Gesù Cristo, e la coppa di benedizione è una comunione al sangue di Gesù Cristo.

La transustanziazione del pane e del vino non può essere provata dalla Sacra Scrittura; è contraria ai chiari testi della Bibbia, distrugge l'essenza del sacramento e ha dato luogo a numerose superstizioni... Nella Cena il corpo di Cristo è dato, ricevuto, ' mangiato, ma solo in modo divino e spirituale, e la fede è il mezzo con cui il corpo di Cristo viene ricevuto e mangiato nella Cena. Secondo l'istituzione di Cristo non si conservava, non si portava, non si elevava, non s'adorava il sacramento dell'Eucarestia ".

Art. XXXI : " Dell'unica oblazione di Cristo sulla Croce. L'offerta di Cristo fatta una volta sola, è la perfetta redenzione e la soddisfazione per tutti i peccati di tutto il mondo, tanto originali che attuali; fuori di questa non c'è nessuna soddisfazione per i peccati. Perciò i sacrifici delle messe in cui, si diceva comunemente, il sacerdote offriva Cristo per i vivi e per i morti, erano soltanto favole empie e illusioni pericolose ".

d) II matrimonio dei sacerdoti. - Art. XXXII: a Del matrimonio dei sacerdoti. La legge di Dio non comanda ai vescovi, preti, diaconi né di fare voto di vivere da soli, né d'astenersi dal matrimonio; perciò è loro permesso, come agli altri cristiani, di sposarsi a loro scelta, secondo che lo giudicano utile alla loro pietà ".

e) La supremazia reale. - Art XXXVII: " Dei magistrati civili. In questo regno d'Inghilterra e negli altri domini la maestà reale ha il potere sovrano. Ad essa appartiene, in tutte le cause, il governo di tutte le classi d'individui di questo regno, siano ecclesiastiche o civili, e questo potere non è e non dev'essere soggetto a nessuna giurisdizione straniera... In questo regno d'Inghilterra il vescovo di Roma non ha nessuna giurisdizione ".

CAPITOLO II. - IL LIBRO DELLA PREGHIERA PUBBLICA (Prayer Book)

La sua composizione. - II " Prayer Book " unitamente alla Bibbia è l'unico libro liturgico della Chiesa anglicana. Pubblicato nel 1549 e completato nel 1552, fu riveduto nel 1559, 1604, 1662 con mutamenti poco importanti. Analizziamo quest'ultima edizione. Il libro è interamente in inglese; per metà è romano perché Cranmer saccheggiò le liturgie cattoliche del rito di Sarum (abbreviazione popolare di Salisbury) e vi aggiunse elementi tratti dalla liturgia luterana.

Dopo alcuni avvertimenti e decreti reali, che sanzionarono le varie trasformazioni da esso subite, il " Prayer Book " s'apre con tavole e calendari, i salmi delle preghiere del mattino e della sera per tutti i giorni dell'anno, la lista delle feste obbligatorie, delle vigilie e dei giorni di digiuno e d'astinenza. Le preghiere del mattino e della sera sono composte di elementi presi alle otto ore canoniche del breviario romano, che sono completamente scomparse.

La Messa. - La messa subì profonde modificazioni e si evita sinanche di pronunciarne la parola: la parte del libro che le è consecrata ha per titolo:

L'ordine per l'amministrazione della cena del Signore o della santa comunione ". Ecco l'ordine di questa santa comunione: il celebrante, in piedi davanti a una tavola coperta con un panno bianco, recita il Padre nostro e poi i dieci comandamenti. Dopo ciascuno di essi, gli. assistenti chiedono perdono delle mancanze commesse contro quel determinato precetto. Seguono poi una preghiera ad alta voce per il sovrano; la lettura dell'epistola, il canto o la salmodia del Credo, il sermone; la lettura d'un versetto della Bibbia; una lunga orazione per il sovrano, la Chiesa, il clero, il popolo; la lettura dell'esortazione alla comunione; la confessione e l'assoluzione; la lettura dei versetti scelti dal Vangelo; il prefazio ordinario o particolare; un'orazione per formulare i bisogni degli assistenti; la lettura della formula di consecrazione da parte del celebrante, in piedi al nord della tavola che sostituisce l'altare; la comunione del clero e dei fedeli sotto le due specie. La Cena finisce con la lettura o il canto del Gloria e una formula di benedizione presa da San Paolo.

La rubrica nera. - La Cena anglicana venne composta in modo da evitare ogni somiglianzà con la messa latina; soppressi i gesti del celebrante, che richiamano il ricordo della Passione; però la formula della consecrazione re sto intatta. Che cos'è questa presenza reale, poiché è formalmente negata la transustanziazione? È difficile precisarlo quando si legge la famosa rubrica nera: Questa rubrica, che porta il titolo: " Dichiarazione sulla genuflessione ", ha una storia. Il secondo Libro della preghiera pubblica era quasi interamente stampato quando, sul finire del settembre 1562, lo stampatore ricevette l'ordine di sospendere la composizione. Il Consiglio privato invitò Cranmer a conferire con due calvinisti estremi, Ridley e Pietro Martire, per vedere se non fosse bene sopprimere la rubrica che prescriveva ai fedeli di ricevere la comunione in ginocchio. Cranmer difese il suo testo ed ebbe causa vinta. Le altre rubriche erano stampate in rosso, la nuova fu stampata in nero. Il Consiglio la fece inserire nel volume già rilegato, in un foglio separato, ma senza l'autorizzazione del Parlamento. L'inginocchiarsi, dice la rubrica, è una testimonianza d'umile ringraziamento per il beneficio della comunione, ma " non significa che si faccia o debba essere fatto alcun atto d'adorazione, sia riguardo al pane e al vino sacramentali, che si ricevono corporalmente, sia riguardo a qualche presenza reale ed essenziale, quasi ci fossero qui la carne e il sangue naturali di Cristo. Infatti per quanto concerne il pane e il vino sacramentali, essi permangono sempre nella loro sostanza puramente naturale, e conseguentemente non possono venir adorati, perché questa sarebbe un'idolatria che tutti i cristiani fedeli devono aborrire. In ciò che concerne il corpo e il sangue naturali del nostro Salvatore Cristo, essi sono in cielo e non qui. Infatti è contrario alla realtà del vero corpo naturale di Cristo esistere nello stesso tempo in più luoghi ".

Altre disposizioni relative alla Cena. - II " Prayer Book " conserva la comunione dei malati, ma dichiara che la comunione spirituale produce gli stessi effetti di quella reale. Avendo a poco a poco soppresso la conservazione delle specie dopo la Cena, la Chiesa anglicana autorizzò la celebrazione della Cena nella camera del malato, alla condizione che due o tre persone tra i familiari si comunichino con lui.

Rubriche che risalgono al 1552, prescrivevano che il vescovo celebri la Cena in rocchetto, il prete e il diacono in cotta; la tavola dev'essere posta nel santuario o in mezzo alla chiesa. Ma una rubrica, stampata in testa alla preghiera del mattino, autorizza l'uso delle vesti, quasi romane, del n secondo anno " d'Edoardo vi (1549).

La Litania, pubblicata nel 1549, dev'essere recitata prima della Cena tre volte la settimana. Cranmer la compose attingendo dalle diverse Litanie di Salisbury e da quella di Lutero; soppresse le invocazioni delle nostre rogazioni e aggiunse molte orazioni.

Nulla di speciale da dire sulle Preghiere e azioni di grazie per diverse circostanze.

Le collette, le epistole e i vangeli, che sostituiscono il proprio del tempo e il proprio dei santi del messale romano, sono attinte dalla liturgia, d'altronde mutilata, di Salisbury. Sono soppresse molte feste, si conservarono due feste della Vergine e diciannove feste dei santi, di cui quattordici degli apostoli e degli evangelisti. Nel 1604 s'aggiunsero altre sessanta feste, ma senza accordare loro un officio o una commemorazione.

I sacramenti. - I cinque sacramenti banditi dai xxxk articoli, sono ristabiliti nel Libro della preghiera pubblica. La cresima consiste in un'imposizione individuale delle mani. Sono scomparsi l'unzione con il santo crisma, il piccolo schiaffo e il segno della croce. La dottrina sulla penitenza è. molto vaga e ha subito forti variazioni: la confessione auricolare era scomparsa fin dal 1600; oggi la si riprende. Lo studio del sacramento dell'ordine supererebbe i limiti del presente lavoro: abbiamo detto che la Santa Sede non ammette la validità delle ordinazioni anglicane. Nell'estrema unzione sono soppresse te unzioni e quindi non c'è più sacramento.

Il rito del matrimonio, un po' troppo carico di omelie, è molto bello e nella maggior parte è tratto dalla liturgia di Salisbury. Contiene un ammirabile giuramento coniugale; il fidanzato, tenendo la mano della giovane nella sua, dice: "Io ti prendo oggi come mia legittima moglie, per possederti e custodirti a partire da questo giorno, nella prosperità e nell'avversità, nella ricchezza e nella povertà, nella malattia e nella salute, per amarti e prediligerti finché la morte non ci separi, secondo il santo comandamento di Dio, e io v'impegno la mia fede ". La fidanzata ripete la medesima formula. La chiesa anglicana ammette, almeno in linea di principio, l'indissolubilità del matrimonio.

Le preghiere del mattino e della sera sono recitate quotidianamente nelle cattedrali e nei templi importanti; i pastori non sono obbligati a dirle privatamente. Il ministro non celebra la Cena, anche nelle domeniche e nei giorni di festa, se non vi sono almeno tre fedeli che hanno chiesto di comunicarsi. Ma, poiché questi sono obbligati a comunicarsi solo tre volte l'anno, la celebrazione della Cena, per molto tempo prima del rinnovamento di pietà provocato dal movimento d'Oxford, è stata una cerimonia rara. I fedeli ricevono il b pane ordinario " nella palma della mano e si comunicano da se stessi.

CAPITOLO III. - I GIURAMENTI DEL CLERO

II clero fu costretto con rigore a prestare un giuramento molto preciso e completamente scismatico di aiutare il sovrano e di obbedire agli Atti d'uniformità e di supremazia d'Elisabetta. La formula fu cambiata molte volte. A partire dal 1865, prima dell'ordinazione del diaconato, del sacerdozio, prima della presa di possesso di qualsiasi beneficio, sono richiesti tre giuramenti. Il giuramento di aiutare il sovrano