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tratto dall'Enciclopedia di Apologetica - quinta edizione - traduzione del testo APOLOGÉTIQUE Nos raisons de croire - Réponses aux objection

 


PARTE PRIMA. - LE SUE ORIGINI. - (1532-1603)

L'anglicanesimo si è stabilito con la violenza. - Si dice anglicanesimo il complesso di dottrine e istituzioni della chiesa ufficiale d'Inghilterra (United Church of England and Ireland). Esso non usci dal seno della nazione, anche se opinioni eretiche si erano sviluppate con un certo rumore nell'Inghilterra nei secoli XIV e XV. La prima origine dell'anglicanesimo non è dovuta a disegni meditati a lungo, ma al capriccio di Enrico vili per una giovane irlandese; l'organizzazione essenziale fu opera soprattutto del Parlamento, dei ministri di Edoardo vi e d'Elisabetta, soprattutto di Cecil, e d'un pugno di vescovi da lui scelti per il loro odio contro la Santa Sede. L'anglicanesimo prima di tutto è un'organizzazione di Stato.

CAPITOLO I. - L'ANGLICANESIMO SOTTO ENRICO VIII (1532-1547).

Il divorzio del re. - Al principio del suo regno (1509) Enrico aveva sposato Caterina d'Aragona, zia di Carlo V. Costei nel 1501 era stata data in moglie al fratello maggiore d'Enrico, un ragazzo di quattordici anni, di salute molto cagionevole, che mori nel 1502 senza aver mai coabitato con la moglie. Prima della celebrazione del secondo matrimonio il papa Giulio II aveva concesso la dispensa da affinità di primo grado. Nel 1519 Enrico era pubblicamente infedele alla moglie e ben presto si perdutamente innamorato d'una dama d'onore della regina, Anna Bolena, alla quale, per vincerne le resistenze, promise il matrimonio. L'unica uscita possibile era il divorzio. Dal 1527 il re cercò con tutti i mezzi di ritardare la sentenza di Roma nell'affare del divorzio, finché separata di fatto la Chiesa d'Inghilterra da Roma, potè rimandare la moglie e sposare pubblicamente Anna, facendo a meno del Papa, e senz'esporsi a una guerra con Carlo v, nipote di Caterina. Per consiglio di Cranmer futuro arcivescovo di Cantorbery e di Cromwell, Enrico fece iniziare negoziati con Roma, che furono tortuosi e durarono parecchi anni. Il 13 luglio 1529 il Papa Clemente vii decise che il processo fosse fatto a Roma. Caterina aveva presentato al tribunale di Londra una copia autentica del breve di Giulio II ed Enrico comprese che la sua causa era perduta.

Lo scisma. - Nel 1531 clero e Parlamento, atterriti da mezzi d'una violenza inaudita, accettarono il re come " capo supremo della Chiesa e del clero d'Inghilterra ". Il 10 maggio 1532 intimò alle due Camere della Convocazione del clero di Cantorbery (1) di accettare tre articoli:

l.o in avvenire non si potrà fare o eseguire nessuna legge o costituzione senza l'autorizzazione del re;
2.o tutte le costituzioni esistenti saranno soggette a revisione e al beneplacito del re;
3.o le costituzioni sopravvissute a questo esame continueranno ad essere applicate con l'approvazione del re. Dopo vani tentativi di resistenza, le due assemblee del clero accettarono i tre articoli col famoso atto " Sommissione del clero". Lo stesso giorno, 16 maggio, Tommaso More, l'amico d'infanzia del re, si dimise dalle funzioni di cancelliere. Al principio del 1531 il Parlamento votò tre grandi leggi che consumarono la separazione da Roma. La prima regolava la nomina dei vescovi: il re presentava un candidato al capitolo; l'eletto prestava giuramento al re e si presentava all'arcivescovo della provincia. Il vescovo " di Roma " non ha nessuna autorità sul suolo inglese. La seconda aboliva tutti i pagamenti fatti a Roma, e trasferiva tutta la giurisdizione che le era appartenuta all'arcivescovo di Cantorbery; i monasteri esenti dall'autorità episcopale venivano messi sotto l'esclusivo controllo della corona. La terza legge interdiceva ai vescovi di pubblicare qualsiasi ordinanza senza l'autorizzazione regia.

(1) Per comprendere alcuni passi di questa trattazione giova ricordare qual'è l'organizzazione della Chiesa anglicana. Andando dal basso all'alto si ha: i) II Consiglio parrocchiale che esiste in ogni parrocchia e lo formano il parroco, il vicario, gli amministratori dei beni delia parrocchia e alcuni laici. 2) L'Assemblea decanale, riunione dei pastori rurali sotto la direzione del Decano rurale. 3) La Conferenza diocesana, formata dal Vescovo, dai pastori e da alcuni laici. 4) La Convocazione (Smodo provinciale) che è composta di due Camere : una Alta formata da tutti i vescovi delle Province di Cantorbery e York, sotto la presidenza dell'Arcivescovo ; l'altra Bassa, formata dai Decani dei capitoli cattedrali, da due arcidiaconi per ciascuna diocesi, da alcuni dignitari ecclesiastici e dai procuratori (almeno tre per diocesi) del clero basso. 5) VAssemblea della Chiesa, autorizzata solamente nel 1919. È l'assemblea generale della Chiesa d'Inghilterra, cioè delle due Province di Cantorbery e di York, e la costituiscono la Camera dei vescovi, (tutti i vescovi delle due Convocazioni), la Camera del clero (tutti i membri delle Camere basse delle due Conv.) e in ltre la Camera dei laici, formata da membri comunicanti, eletti dai consigli provinciali. 6) II Re, il Parlamento e il Consiglio privato. La decisione finale di tutto ciò che spetta la dottrina, i costumi, il culto, dipende dal Capo ufficiale della Chiesa, Re o Regina, che per mezzo del Par'amento nei casi di maggior importanza (es. revisione del Prayer Book) o per mezzo del consiglio privato nei casi ordinari, approva o rigetta tutto ciò che gli è proposto dall'Assemblea o dai Vescovi. Cfr. C. Crivelli, / protestanti in Italia, voi. II, pp. 95-96.

Si cercò di rendere efficaci queste misure imponendo due giuramenti solenni. Gli ecclesiastici dovevano giurare che avrebbero osservato la legge della supremazia; la formula imposta ai religiosi era più esplicita e più odiosa. Il giuramento di successione, imposto a tutti gl'inglesi d'ambo i sessi giunti all'uso di ragione, obbligava a riconoscere Elisabetta, figlia di Anna Bolena, come erede del trono. Le " leggi sul tradimento " infliggevano una morte atroce a chi rifiutasse il giuramento o criticasse il re o il nuovo ordine. Fischer, More e religiosi venerati furono messi a morte per queste leggi. Il " terrore inglese " paralizzava la nazione, ed Enrico e Cromwell ne approfittarono per distruggere i monasteri. Nel punto culminante della lotta contro il papa, il re prese contatti con i protestanti tedeschi e lasciò loro intravvedere la possibilità di un'alleanza. Tuttavia le prescrizioni dommatiche e cultuali della fine del suo regno, cioè la professione di fede del 1536, quella del 1537, i sei articoli del 1539, la professione di fede del 1543, nelle quali egli ebbe parte personale e preponderante, sono conformi al domma cattolico. Alcuni luterani, come Barnes e Garret, furono messi a morte in virtù di questi formulari. È sconcertante constatare come quest'uomo, che aveva spezzato l'indipendenza del clero, soppresso le istituzioni monastiche, munito del potere d'imporre tutte le sue fantasie a una nazione atterrita, mantenne con mezzi violenti l'integrità della fede cattolica, meno l'autorità del papa.

CAPITOLO II. - L'ANGLICANESIMO FU ORGANIZZATO DURANTE IL REGNO D'EDOARDO VI (1547-1553)

Gl'influssi protestanti del continente. - A Enrico vin successe un fanciullo malaticcio di dieci anni, sotto la reggenza dello zio, il duca di Somerset che, già guadagnato da lungo tempo dai riformatori tedeschi, era appoggiato dall'arcivescovo Cranmer, e da uomini nuovi arricchitisi con le spogliazioni monastiche. Sotto questi influssi le dottrine luterane e calviniste, che s'erano infiltrate sotto il regno precedente ed erano state violentemente combattute, si svilupparono rapidamente. Enrico vili era morto il 28 gennaio 1547. Il 6 febbraio il Consiglio ordinò ai vescovi di demandare al Consiglio stesso l'autorizzazione per esercitare i loro poteri spirituali. Cranmer obbedì; il vescovo Gardiner protestò invano a nome dei suoi colleghi. Il Parlamento riunito il quattro novembre abrogò tutte le leggi d'Enrico VIII contro l'eresia, che restava punibile a nome del diritto comune; la morte per alto tradimento puniva alla terza offesa chi negava il potere supremo del re sulla Chiesa. I deputati concessero al re la nomina diretta di tutti i vescovi; aggiudicarono al tesoro reale tutte le cappelle appartenenti a privati, le corporazioni, le confraternite semireligiose, con le loro terre, rendite, dotazioni destinate a far celebrare offici in favore dei defunti, i collegi e le confraternite puramente laiche. La Convocazione del clero inferiore della provincia di Cantorbery, riunita contemporaneamente al Parlamento, accettava la comunione sotto le due specie e votava con cinquantatre suffragi contro tredici l'abrogazione di tutte le leggi e canoni contro il matrimonio dei preti.

I luterani, sicuri dell'appoggio del reggente precedevano l'opera del Governo e, approfittando dei disordini che essi stessi provocavano, distruggevano le statue e le vetrate delle chiese. Già al principio di febbraio, prima dell'incoronazione del nuovo re, il curato di San Martino a Londra aveva tolto dalla sua chiesa i quadri e le statue, sostituito il crocefisso con le armi reali e imbiancato i muri con calce. La sua fretta eccessiva fu punita con un'ammenda.

Dalle ordinanze del 1547 al Prayer Book del 1549. - II 31 luglio apparvero le famose ordinanze di Edoardo vi, che introducevano con molta prudenza e abilità, innovazioni molto importanti negli antichi riti. Una parte notevole del breviario e della messa solenne doveva essere letta o cantata in inglese; furono soppresse le processioni e sostituite dalle litanie composte da Cranmer; fu anche proibito di parlare dell'Eucarestia. Le ordinanze permettevano di conservare quelle immagini che non davano occasione a nessuna superstizione; tutte le altre, compresi i dipinti e le vetrate che ricordavano i miracoli, dovevano essere distrutte. Ma siccome in tutto il paese ci si batteva per togliere o conservare le immagini, un ordine del Consiglio ordinò di distruggerle tutte, senza distinzione o eccezione. Sfuggirono soltanto alcune vetrate di chiese troppo povere per sostituirle.

Le ordinanze furono seguite da un'ispezione generale per il regno, diviso in sei regioni. I trenta visitatori di cui dieci ecclesiastici, imponevano il giuramento di supremazia, vendevano il Libro delle Omelie pubblicato dal Cranmer e composto di dodici sermoni, di cui vari d'ispirazione luterana; vendevano pure la Parafrasi del Nuovo Testamento d'Erasmo, e si accertavano se i reliquiari, le pitture, le statue erano state realmente distrutte e se i preti non celebravano più le feste abolite. Nel marzo 1548 fu pubblicata l'Istruzione per la comunione dei laici, piccolo rituale che, nell'insieme, era calcato sulla Consultazione d'Ermanno de Wied arcivescovo di Colonia, usata nelle chiese luterane, specialmente a Norimberga. Furono invitati i fedeli a contentarsi avanti la comunione della confessione generale dei loro peccati, fatta a Dio. L'Istruzione sollevò violentissime discussioni e in generale i sacerdoti di campagna non ne tennero conto.

Nel settembre del 1548 una commissione di vescovi e di teologi in maggioranza d'opinioni eretiche, studiò un progetto di liturgia. Il 14 dicembre ci fu alla Camera dei Lord di Londra un dibattito di quattro giorni tra i vescovi sull'Eucarestia. I vescovi Tunstall, Bonner, Day e Thyrlby sostennero la dottrina cattolica; Cranmer, autore principale del progetto, abbandonò la transustanziazione e s'affiancò ai sacramentari svizzeri che consideravano l'Eucarestia come semplice commemorazione della Cena, un simbolo del corpo di Gesù Cristo. Il 15 gennaio 1549 ci fu il voto finale e il progetto intitolato: Libro della preghiera pubblica (Book of common prayer) venne adottato dalla maggioranza dei pari laici e da tredici vescovi; la minoranza era composta di otto prelati e di lord laici. Il celebre libro non fu mai sottoposto all'assemblea del clero. La sua importanza è grandissima, poiché è, nello stesso tempo il breviario, il messale, il rituale, e il pontificale dell'anglicanesimo. Nel corso dei secoli subì alcune modifiche, ma resta la base di tutto il culto pubblico della Chiesa Stabilita. In seguito ne esamineremo le sue principali disposizioni.

Mentre Cranmer si circondava di teologi tedeschi e svizzeri, Vermigli, alias Pietro Martire, monaco italiano sposato e nominato professore a Oxford, Bernardino Odiino, ex cappuccino nominato canonico di Cantorbery, Bucero pure ex-frate incaricato d'insegnare teologia a Oxford, e altri visitatori scelti tra gli eretici, ricevevano la missione d'imporre al clero il Libro della preghiera pubblica. Le Università d'Oxford, Cambridge e la massa del clero resistettero con coraggio finché la loro resistenza fu infranta dal potere politico. E come sotto Enrico vin il nord s'era sollevato per difendere i monasteri e la fede cattolica, così ora le popolazioni insorsero contro i cambiamenti loro imposti, reclamando la messa latina, la comunione sotto una sola specie, i sacramenti cattolici, gli altari, le immagini. La rivolta fu schiacciata crudelmente da mercenari venuti dalla Spagna, dall'Italia, dalle Fiandre, dalla Germania, molti dei quali erano cattolici. Somerset non potè godere il suo trionfo, poiché con la sua politica aveva allarmato i conservatori, e Warwick, suo rivale, lo chiuse nella Torre. Venne decapitato nel 1552 per alto tradimento.

Warwick e il Prayer Book del 1552. - Warwick, dopo qualche esitazione, continuò la stessa politica religiosa. Nel gennaio 1550 i Lords e i Comuni votarono una legge che ordinava la distruzione di tutti i libri in uso nelle chiese, messali, breviari, antìfonari, eccetto il Primer di Cranmer, immagini, pitture, statue ancora esistenti. Ridley, vescovo di Londra, aveva preso l'iniziativa per distruggere gli altari; un ordine del Consiglio ordinò di sostituirli ovunque con tavole, che dovevano essere poste regolarmente ai piedi degli scalini che salivano al presbiterio. Fu incaricata una commissione di comporre un ordinale e il suo progetto venne pubblicato nel marzo 1550, modificato nel 1552 ed è tuttora in uso nella Chiesa Stabilita. Scomparvero interamente i quattro ordini minori e il suddiaconato. Gli autori dell'Ordinale nell'ordinazione dei diaconi e dei preti, avevano anche soppresso la presentazione del calice e della patena, ehe da notevoli teologi fino a un tempo recente fu considerata essenziale per la validità del rito. Tale omissione e la questione della consacrazione di Parker fecero sorgere lunghe controversie sulla validità delle ordinazioni anglicane. La decisione di Leone XIII, com'è noto, non è favorevole alla validità.

Nel 1552 Cranmer, sotto l'onnipotente influsso di teologi tedeschi e svizzeri, fece rivedere il Libro della preghiera pubblica e nello stesso tempo, stese un certo numero d'articoli di religione che doveva essere firmato dai sacerdoti che chiedevano la autorizzazione di predicare. Dopo molti esami, i 42 articoli furono pubblicati nel 1553, e sono una specie di prima edizione dei famosi XXXIX articoli. Il piccolo re moriva pochi giorni dopo averli firmati.

I vescovi nominati sotto il regno d'Enrico vili, Gardiner, Bonner, Heath, Day, Tunstall, Rugg e Weysey s'erano coraggiosamente opposti alle distruzioni e alle innovazioni degli eretici, ma furono impotenti, dato che la maggioranza dei vescovi (le diocesi erano ventisette) erano stati nominati perché notoriamente favorevoli alle idee luterane e calviniste. Cinque di essi furono deposti e due furono costretti a dimettersi.

CAPITOLO III. - EFFIMERO RISTABILIMENTO DEL CATTOLICESIMO SOTTO LA REGINA MARIA (1553-1558)

Inizi del regno. - Alcuni giorni prima che Edoardo VI morisse (6 luglio 1553) l'onnipotente Warwik aveva ottenuto dal giovane sovrano e dal Consiglio un atto che escludeva dal trono le due figlie d'Enrico VIII, Maria ed Elisabetta, in favore di Jane Grey, figlia del duca di Suffolk, che il 10 luglio fu proclamata regina; ma il suo regno non durò che nove giorni... Maria erede legittima del trono dimostrò un grande coraggio e la nazione si schierò con lei ch'era già stata proclamata regina il 13 luglio. Tra le sue prime preoccupazioni ci fu quella di far notare pubblicamente la sua intenzione d'inaugurare una politica di tolleranza, incoraggiata a ciò da Carlo v. Solo i traditori, che avevano cercato con le anni d'escludere dal trono l'erede legittima, furono condannati a morte: Warwick, sir John Gates e sir Thomas Palmer furono decapitati (21 agosto). Maria perdonò agli altri traditori e rifiutò energicamente l'esecuzione di Jane Grey. Alcuni vescovi assieme a Cranmer, che si erano opposti sul terreno religioso furono chiusi nella Torre. Il Consiglio si limitò a cacciare dai loro collegi i professori stranieri ed eretici. Il giorno dell'incoronazione la regina concesse un'amnistia generale, da cui furono esclusi soltanto i vescovi e i predicatori eretici imprigionati.

Il Parlamento, riunito il 4 ottobre, abolì le leggi che creavano nuovi crimini d'alto tradimento votate sotto i due ultimi regni e furono abrogate in blocco tutte le leggi promulgate contro il domina, la morale e la disciplina cattolica. L'assemblea del clero fece proprie quest'ultime misure.

Le rivolte. - Contro il parere del Consiglio, la regina decise di sposare il figlio di Carlo v. Il matrimonio spiacque alla maggioranza della nazione, e i cospiratori sfruttarono immediatamente il malcontento popolare. Il duca di Suffolk, al quale Maria aveva già perdonato il tentativo di dare il trono alla propria figlia Jane Grey, cercò di sollevare il centro del paese, ma fu vinto e chiuso nella Torre. La rivolta di sir Thomas Wyatt nella contea di Kent, fu nettamente religiosa, contro il matrimonio spagnolo e fu molto più grave e fallì solo per il coraggio personale della regina. L'ambasciatore di Carlo v insistette vivamente presso la sovrana perché il castigo dei ribelli fosse severo; il Consiglio agì nello stesso senso e a Londra furono pronunciate centoquattordici condanne. In pochi giorni avvennero sessanta esecuzioni, tra cui quelle di Wyatt, Edoardo Courtenay, Jane Grey e Suffolk, suo padre. Maria perdonò a quattrocento ribelli notoriamente colpevoli.

La rivolta di Wyatt ebbe come conseguenza principale di condurre il Governo a restaurare il cattolicesimo con le misure più energiche. I vescovi sposati furono deposti e tutti i vescovi ricevettero l'ordine d'infierire contro i preti sposati. Ovunque si ristabilì la liturgia cattolica. La riconciliazione solenne avvenne a Westminster il 30 novembre 1554 sotto la presidenza del Cardinal Pole, cugino della regina.

La lotta contro gli eretici. - Maria regnava da un anno e mezzo e nessuno era stato messo a morte per le sue credenze religiose. Tuttavia gli eretici, facendo causa comune con i traditori, avevano cercato di cacciare la regina dal suo trono. Questo seguito ininterrotto di complotti inquietava il Consiglio. I suoi membri sapevano che la regina detestava la persecuzione, ma giunsero a convincerla che per salvare lo stato occorreva far risuscitare le leggi di Riccardo II, di Enrico IV e di Enrico V contro gli eretici, che condannavano al fuoco i colpevoli. La Camera dei Comuni e quella dei Lords approvarono la rinnovazione di questi atti, per cui i vescovi Cranmer, Latimer, Ridley, alcuni predicatori, in tutto trecento eretici, perirono sul rogo,

Giudizio della storia sulla regina Maria. - La storia è stata dura contro la memoria della regina Maria: gli epiteti di " sanguinaria ", di " perversa Gezabele " che le aveva applicato il Baie, sono rimasti nella memoria del popolo inglese. Gli storici Foxe, Speed, Strype, Rapin, tutti protestanti e suoi contemporanei, l'accusarono di essere stata crudele e vendicativa. Autori più recenti, come Hume, Hallam, Froude, ne hanno accettato quasi integralmente il verdetto, seguiti dall'opinione pubblica. Intanto scrittori, egualmente protestanti, la giudicarono più imparzialmente. Lo storico Camden (1551-1623), il teologo Fuller (1608-1661), il vescovo Godwin (1562-1633) ammettono che essa fu sinceramente pia, caritatevole, misericordiosa.

La pubblicazione delle carte di Stato e delle corrispondenze degli ambasciatori stranieri ha giovato alla sua memoria. Questi scritti ci mostrano una regina che governa pacificamente per un anno e mezzo. Quando i riformatori, mescolando la politica e la religione, ebbero provocato rivolte con lo scopo reale di detronizzarla onde ristabilire la religione d'Edoardo vi, essa si rassegna a malincuore, e solo dopo aver esaurito tutti gli altri mezzi, ad adottare verso gli eretici una politica di rigore. Aveva un'alta idea della politica e un grande rispetto della legalità, e nulla fece senza la previa sanzione del Parlamento. I documenti ufficiali ci rendono simpatica la regina nella sua vita privata; Le lunghe prove della sua giovinezza, così triste, le avevano dato singolare forza di volontà, grande altezza di vedute e fierezza che le impedì sempre d'abbassarsi a cercare di guadagnarsi il favore del popolo.

Riassumendo, dall'avvento al trono nel 1553, la regina Maria fece abrogare in blocco tutte le nuove leggi dei due regni precedenti, che istituivano nuovi delitti d'alto tradimento, e tutta la legislazione religiosa d'Edoardo vi. Avendo il papa e la regina dichiarato che tutti coloro che avevano acquistato beni ecclesiastici non sarebbero stati obbligati a restituire, la Convocazione.de! clero e il Parlamento accettarono l'autorità del papa. I vescovi enrichiani furono ristabiliti sui loro seggi e quelli d'Edoardo vi imprigionati. Gli eretici non cessarono di cospirare, e la regina disgraziatamente si lasciò convincere che fosse necessario far rivivere le antiche leggi ' contro l'eresia. Ella morì il 17 novembre 1558.

CAPITOLO IV. - L'ANGLICANESIMO SI AFFERMA SOTTO IL REGNO D'ELISABETTA (1558-1603)

§ 1. - I primi incidenti del regno d'Elisabetta.

Le tendenze personali della regina. - Sua sorella Elisabetta, figlia d'Enrico vin e di Anna Bolena, salì sul trono a venticinque anni, dopo una giovinezza triste. In religione era scettica e pagana e, in tempi meno difficili, sarebbe forse rimasta indifferente tra cattolici e novatori. Fin dai primi giorni del suo regno molti incidenti inquietarono i cattolici. Il 27 novembre il vescovo Christopherson dall'alto della cattedra di San Paolo confutò le dottrine eretiche d'un cappellano della regina. Fu subito cacciato in prigione. Lo stesso trattamento venne inflitto al vescovo di Winchester che il 15 dicembre aveva pronunciato il panegirico di Maria. Il vescovo Oglethorp doveva celebrare la messa di Natale davanti alla regina. Questa gli mandò l'ordine di non elevare l'ostia dopo la consacrazione; il vescovo rifiutò di obbedire e la regina si ritirò dopo il Vangelo. Nei giorni seguenti la messa fu celebrata da cappellani che non elevarono l'ostia consecrata ed Elisabetta assistette fino alla fine. Le feste dell'incoronazione mostrarono l'unione dei vescovi, nessuno di loro avendo accettato di celebrare la messa senz'elevare l'ostia consecrata. La messa fu poi cantata dal decano della cappella reale, che soppresse l'elevazione. Nella celebrazione si usò il latino, ma l'epistola e il vangelo furono letti in latino e in inglese. La regina, che secondo un uso antico avrebbe potuto comunicarsi sotto le due specie, non si comunicò affatto.

Ritorno offensivo dell'eresia. - Questi fatti facevano prevedere mutamenti imminenti ai novatori fuggiti dall'Inghilterra sotto il regno di Maria. Costoro nente dov'erano stati ospiti, cercarono di riconciliarsi sul terreno dottrinale. Ma si affrettarono a rientrare nella loro patria, e, prima di lasciare le città del conti-il progetto falli, perché i luterani rimproverarono loro di respingere la presenza reale e d'essere calvinisti. I più noti di questi isolati erano Samson, Sandys, Jewel, Grindal, tutti futuri vescovi rifugiatisi a Strasburgo, Lever, che veniva da Arau, Cox e Whitehead, da Francoforte, Fox da Basilea, Whittingham da Ginevra, infine Goverdale e Goodman. Matteo Parker fu tra coloro che fecero buona accoglienza agli esiliati. Privato dei suoi benefici dal governo di Maria, viveva a Norwick con la moglie e due figli quando il cancelliere Nicola Bacon gli offri l'arcivescovado di Cantorbery. Rifiutò parecchie volte e infine venne eletto (1 agosto 1559). Il nuovo arcivescovo anglicano, meno intelligente di Cranmer, è più simpatico, perché seppe conservare una certa moderazione; non fu privo di coraggio morale e tentò di mantenere la Chiesa Stabilita in quella " via media ", ossia a mezza strada tra Roma e Ginevra, che è la sua principale caratteristica.

Elisabetta organizzò rapidamente il suo governo aiutata in ciò da Cedi, già segretario sotto la regina precedente, e che fra poco otterrà un influsso preponderante. Cattolico del tempo di Maria, svolse una parte molto importante nell'organizzare la nuova religione. Elisabetta mantenne al Consiglio privato otto membri nominati da sua sorella, tra i quali il conte di Sherewsbury e il duca di Norfolk, il quale ultimo s'era largamente arricchito con le spoglie dei monasteri ed era passato allo scisma sotto Enrico vili, restando però, come molti membri della vecchia nobiltà, più o meno fedele all'antica fede. Un numero press'a poco eguale di rappresentanti di tutte le piccole varianti delle dottrine nuove entrarono nel Consiglio dove prima controbilanciarono, poi annullarono l'influsso dei colleghi cattolici. Sir Nicola Bacon ricevette il grande sigillo tolto all'arcivescovo Heath.

§ 2. - L'Atto di supremazia e l'Atto d'uniformità.

La preparazione dei nuovi decreti. -Mentre si preparavano questi timidi cambiamenti, due uomini preparavano i progetti di riforma da sottoporre al Parlamento. Riccardo Goodrich, avvocato molto noto, membro del Consiglio privato, scrisse una memoria giuridica: Diversi punti di religione e contrari alla Chiesa di Roma. Il Progetto per il cambiamento di religione, forse opera dello stesso Cecil, era più ardito. Nel gennaio del 1559 si riunirono la Convocazione del clero di Cantorbery e il Parlamento. La Camera Alta comprendeva circa 60 pari laici, l'abate di Westminster e sedici vescovi; nove seggi erano vacanti e due considerati dal governo come tali perché i loro titolari occupavano il posto di Coverdale e Barlow, che s'erano rifugiati sul continente. La maggioranza dei pari era cattolica, ma scoraggiata. Ai Comuni c'era un gruppo numeroso e ardente di luterani e di calvinisti. Il 9 febbraio il Governo presentò un progetto che rendeva alla corona la supremazia sulla Chiesa d'Inghilterra e alcuni giorni dopo un altro progetto di legge per l'approvazione del Libro della preghiera pubblica, onde imporre l'uniformità nel culto. I progetti furono aspramente discussi in febbraio, marzo e aprile; l'assemblea del clero inferiore fece pervenire alla regina una petizione pregandola di non mutare nulla della reli gione. I sacerdoti affermavano la loro fede nella presenza reale, la transustanziazione e il carattere propiziatorio del sacrifìcio della messa e si pronunciavano pure in favore dell'autorità del papa. I Vescovi s'opposero ai due progetti con , unanimità, fermezza ed eloquenza, decisamente sostenuti in tutti i loro voti da : due lords, Shrewsbury e Montagu. Per intimidire l'opposizione due vescovi furono chiusi nella Torre e sei campioni cattolici furono trattati come sospetti.

"L'Atto " d'Elisabetta e il Prayer Book del 1559. - II 29 aprile 1559 il progetto sulla supremazia divenne legge di stato, sotto un titolo che dispensa ogni commento: r Atto per rendere alla Corona l'antica giurisdizione sull'ordine ecclesiastico e spirituale, abolendo qualsiasi potere contrario a questa giurisdizione ". Si tornava alla politica di Enrico VIII verso il papa. Il fatto di accettare la supremazia del papa era assimilato alla terza offesa, al crimine d'alto tradimento. La regina controllava la Chiesa mediante una commissione ecclesiastica centrale, che dichiarava eretica ogni opinione contraria alla Scrittura, ai quattro primi concili generali, alle dottrine autorizzate dal Parlamento e dall'assemblea del clero.

L'Atto d'uniformità che porta la data del 28 aprile 1559, alla Camera Alta fu votato con tre voti di maggioranza e ai Comuni senza lungo dibattito. Esso autorizzava il Libro della preghiera pubblica del 1552 modificandolo in alcuni punti e prescriveva di usare i paramenti autorizzati nel secondo anno d'Edoardo. Scompariva la famosa rubrica nera, di cui parleremo. Gli ecclesiastici che non si conformavano al rituale imposto dovevano venire deposti e imprigionati, i laici che lo avessero criticato dovevano essere imprigionati: sotto pena dell'ammenda d'uno scellino erano obbligati ad assistere al servizio della domenica.

Mancava ancora alla Chiesa, che stava organizzandosi, un codice di dottrine. Questo le fu dato dalla Convocazione del clero di Cantorbery del 13 gennaio e del 10 aprile 1563. La maggioranza dell'assemblea era composta di dignitari ecclesiastici guadagnati alla nuova religione, che avevano preso il posto dei preti deposti. Vennero riveduti i quarantadue articoli adottati l'ultimo anno di Edoardo vi e furono ridotti a trentanove. Questi famosi articoli nel loro insieme restano ancora il credo ufficiale della Chiesa anglicana. Li analizzeremo più avanti.

Cosi dal 1563 la Chiesa anglicana con i xxxk articoli ebbe il suo credo ufficiale; credo disparato, composto di elementi cattolici, luterani e calvinisti, con prevalenza di questi ultimi. Nel Libro della preghiera pubblica, che conservava molti elementi cattolici, ebbe il suo rituale e il suo cerimoniale. Armati dell'Atto di supremazia e di quello d'uniformità, la Chiesa e il Parlamento per due secoli e mezzo con crudeltà inaudita perseguitarono i dissidenti di destra, cioè i cattolici e si volsero, non senza aspre lotte, contro i dissidenti di sinistra, che s'ispiravano a Ginevra e che prima di fondare sette particolari riuscirono talvolta a dominare momentaneamente la Chiesa Stabilita.

§ 3. - Esecuzione dell'Atto di supremazìa e dell'Atto d'uniformità.

La lotta del potere contro il clero cattolico. - L'Atto di supremazia andò in vigore il 29 aprile 1559, lo stesso giorno in cui fu promulgato : ogni titolare d'un beneficio ecclesiastico, ogni funzionario della corte doveva giurare di osservarlo e il rifiuto di giurare comportava la revoca immediata. L'opposizione era punita con pene gravissime, che alla terza offesa comportavano l'accusa di alto tradimento. Una commissione di diciotto membri, appartenenti in gran parte al Consiglio privato, fu incaricata d'esigere il giuramento. Si comincio dai vescovi, quindici dei quali, nominati sotto il regno di Maria, rifiutarono di giurare. Costoro furono successivamente deposti; alcuni vennero affidati alla custodia dei nuovi vescovi scismatici e la maggior parte morì nelle varie prigioni, dopo anni di cattività più o meno rigorosa. Tra i Vescovi di Maria si separò dai colleghi solo Kitchin, mentre di Stanley, vescovo di Sodor e Man, si sa solo che conservò la sua sede fino alla morte (1570).

Per controllare che fossero eseguiti l'Atto di supremazia e quello di uniformità (andato in vigore il 24 giugno 1559) il governo mandò visitatori in tutto il regno, diviso in sei sezioni. In ogni diocesi i visitatori istituirono una commissione composta dai governatori delle contee, assistiti da nobili, avvocati e due teologi, scelti tra i riformati. Le commissioni avevano poteri molto vasti e potevano punire con la revoca, la prigione e gravose ammende tutti gli ecclesiastici e i laici che rifiutavano la nuova religione. Le due grandi leggi dovevano venire applicate in forma ecclesiastica nei sinodi del clero. Gli appelli erano portati davanti a una corte superiore a Londra. I resoconti delle province del nord sono molto interessanti; invece quelli delle province del sud non ci sono giunti tutti, ma gli uni e gli altri fanno vedere che .il paese era attaccato al cattolicesimo. Molti sacerdoti diedero le dimissioni; una minoranza coraggiosa, composta soprattutto di dignitari dei capitoli, di superiori e di professori delle Università d'Oxford e Cambridge, rifiutò il giuramento. I resoconti dimostrano che ovunque regnava il disordine e la confusione, e che le coscienze erano odiosamente oppresse. Ogni laico ad esempio doveva frequentare assiduamente la chiesa della sua parrocchia, e c'erano sorveglianti incaricati di denunciare chi vi mancava.

Repressioni delle rivolte popolari. - Durante il lavoro delle commissioni era stata sospesa la giurisdizione episcopale; tutti i ventisette seggi vescovili erano vacanti, eccetto due. Parker, eletto arcivescovo di Cantorbery il primo agosto del 1559, fu consecrato in dicembre in condizioni irregolari e, a sua volta consecrò nuovi vescovi, tutti luterani o calvinisti notori, che il governo aveva nominato dopo aver saccheggiato i beni delle loro sedi. I nuovi vescovi visitarono subito le loro diocesi; nell'agosto 1559 ebbe luogo una visita metropolitana nella provincia del sud, e nel 1561 nella provincia del nord. Infine nel 1563 il governo fece svolgere una vasta inchiesta sul numero dei preti, delle chiese e delle cappelle. Gl'inquisitori constatavano che vi era " troppa caparbietà e ostinazione nel conservare le abitudini religiose papiste " e che tra coloro che prestavano giuramento i più lo facevano per paura. Vescovi e commissari erano sovraccarichi di processi contro i preti, che celebravano la messa in segreto, e contro i laici che vi assistevano.

Nelle anime oppresse delle province del nord covava la rivolta, che scoppiò nel 1567 guidata dai conti di Northumberland e di Westmoreland: la messa fu ristabilita un po' ovunque. I cattolici risposero fiaccamente all'appello alle armi, lanciato dai due conti, forse perché questi due non sapevano imporsi per capacità militari. Nel gennaio gl'insorti, mal guidati, all'avvicinarsi degli eserciti di Sussex e Warwick si dispersero senza combattere. Westmoreland si rifugiò nei paesi Bassi, Northumberland fu venduto dagli Scozzesi e decapitato. La santa Sede ha recentemente beatificato questo fervente cattolico. Terribile fu la repressione. Sussex fece impiccare il trenta per cento di quelli che avevano preso le armi; si rizzarono ovunque le forche e si atterrirono le popolazioni. Nel febbraio 1570 Leonardo Drace sollevò la contea di Cumber-land e la sua rivolta fu repressa con minore severità.

§ 4. – Il governo e la Chiesa anglicana contro i cattolici.

Il 26 febbraio 1570 una bolla di Pio V annunciò al mondo cristiano la scomunica d'Elisabetta, la condanna del Libro della preghiera pubblica e dell'Atto di supremazia e sciolse gl'Inglesi dal giuramento di fedeltà alla loro regina. La risposta venne soprattutto dal Parlamento e fu brutale. Una prima legge confiscò a beneficio dello stato i beni dei cattolici, che lasciavano l'Inghilterra senza autorizzazione: una seconda dichiarava colpevole d'alto tradimento chiunque avesse negato o discusso i diritti d'Elisabetta alla corona; infine una terza condannava al supplizio dei traditori chiunque avesse .introdotto un atto pontificio sul suolo inglese. Erano dichiarati colpevoli d'alto tradimento i preti che dicevano messa, riconciliavano i fedeli con Roma, e perfino i fedeli e chiunque distribuisse o portasse oggetti benedetti, croci, scapolari, figure venute da Roma. Sotto la dura oppressione la massa scivolò lentamente nell'eresia; un certo numero di cattolici riuscì a guadagnare il continente, e Lovanio, Douai, Reims divennero i loro principali rifugi. Il collegio di Douai, fondato da Allen nel 1568 doveva diventare un vivaio di missionari e di martiri. Le prigioni erano piene dei cattolici rimasti in Inghilterra; e nel 1572 si dovette metterli anche nel castello di Wisbeach. Un primo gruppo di missionari, per lo più formati nel centro dei rifugiati di Douai, riuscirono a guadagnare segretamente l'Inghilterra. Erano uomini colti e leali verso la regina, ma furono braccati, presi, condannati a morte. Nel 1581 Campion, un giovane gesuita, eloquente e simpaticissimo, subì la stessa sorte seguito da altri missionari. Prima di morire (24 marzo 1603), Elisabetta aveva fatto condannare a morte centosettantasette a papisti " di cui centoventiquattro ecclesiastici e sessantatre laici, uomini e donne.

§ 5. - II governo e la Chiesa anglicana contro i riformati estremi o puritani.

I calvinisti, che si prese l'abitudine di chiamare puritani, non amavano i XXXIX articoli, che consideravano troppo moderati, né il Libro della preghiera pubblica, che a loro giudizio conservava troppi elementi romani; perciò condussero una guerra accanita contro le rubriche che, nel secondo anno d'Edoardo, avevano imposto le vesti da portare dai sacerdoti nell'esercizio delle varie funzioni. Le rubriche del 1543 prescrivevano la cotta per i servizi del mattino e della sera, l'alba, la pianeta e il piviale per la Cena. I vescovi dovevano portare il rocchetto, la cotta, la pianeta o il piviale e il pastorale. Soppresse nel 1552, queste rubriche furono ristabilite nel 1559 e ricomparirono in tutte le edizioni posteriori del Libro della preghiera pubblica. I puritani volevano in tradurre gli uffici tristi e nudi che avevano ammirato a Ginevra; la lotta contro di loro fu condotta soprattutto dai vescovi stimolati dalla commissione ecclesiastica del Consiglio privato. A capo stavano i vescovi Crindal, Bilkington, Parkhurst e un uomo di talento, Thomas Cartwright. L'arcivescovo Parker minacciò di revocare i ministri che rifiutavano di sottomettersi e cercò di calmare l'ardore dei calvinisti facendo concessioni. Fu necessario infierire contro qualcuno, come Roberto Johnson, il decano Whittingham e gli autori dell'Avviso al Parlamento. La questione dei paramenti era agli occhi dei puritani molto importante: essendo il culto una cosa trascurabile, bisognava fare della predicazione l'elemento essenziale della religione; si poteva fare a meno dei vescovi, ma non dei predicatori. Questo punto di vista contribuì a provocare la formazione delle sette separate dalla Chiesa anglicana.

Parker morì nel 1575 e sulla sede di Cantorbery gli successe il puritano Grindal. Elisabetta gli chiese di sopprimere i predicatori improvvisati; egli offri di controllarli, ma rifiutò di sopprimerli. La regina gl'inflisse sei mesi d'arresto e da allora fece a meno di lui. Sotto un arcivescovo di tendenze calviniste i puritani accrebbero il loro influsso; Roberto Browne e Harrison predicarono apertamente la fondazione d'una comunità cristiana senza vescovi e senza preti. Due loro discepoli furono impiccati. I puritani del gruppo di Cartwright rimasero nella chiesa ufficiale per riformarla.

La lotta contro i puritani fu condotta con più successo ed energia da John Whitgift (1583-1604), successore di Grindal, che accettò il domma calvinista, ma in materia di disciplina si separò nettamente da Ginevra. Egli s'era fatto notare con una vigorosa difesa dell'origine divina dell'episcopato e della sua necessità. Un gruppo di pastori aveva fondato una chiesa presbiteriana; ma forte dell'appoggio della regina, egli li costrinse a sottomettersi o dimettersi. I puritani tentarono di guadagnare i Comuni al loro progetto; però l'intervento della regina li fece fallire. Le discussioni pubbliche s'erano fatte pericolose e vennero sostituite da una guerra di libelli chiamata Marprelate war. Greenwood e Barrow, capi dei separatisti, spesso perseguitati e imprigionati, tra il 1586 al 1593, vennero uccisi per aver violato l'Atto di uniformità. Al Parlamento e nelle assemblee del clero la lotta contro i puritani che non accettavano tutti i punti di vista della chiesa ufficiale e contro quelli che volevano separarsene, durò fino alla fine del regno. La regina, che temeva per l'autorità reale l'azione dissolvente del puritanesimo, cercò di mantenere la chiesa anglicana in questa via media, compromesso illogico fatto dall'amalgama di dottrine romane e d'opinioni luterane e calviniste.

PARTE SECONDA. - LA CHIESA STABILITA SECONDO I SUOI DOCUMENTI UFFICIALI

CAPITOLO I. - I XXXIX ARTICOLI DI RELIGIONE

Composizione dei XXXIX artìcoli. - I XXXIX articoli di religione uscirono dalla revisione dei quarantadue articoli redatti da Cranmer e adottati dall'assemblea del clero del 1553 e ridotti poi a trentanove dalla Convocazione del 1562, sotto l'influsso di Parker. Nel 1571 e nel 1604 subirono alcune modifiche di poco rilievo. Da molto tempo un po' screditati, restano tuttavia il credo ufficiale della Chiesa anglicana. È visibile l'influsso luterano nella loro redazione; la dichiarazione di Wittenberg, anteriore di dieci anni, fornì una parte degli articoli sul libero arbitrio e la giustificazione, il nuovo articolo sulle buone opere e il principio del paragrafo sull'autorità della Chiesa in materia di fede, riti e cerimonie, l'esposizione dottrinale riguardo a Cristo e lo Spirito Santo. Il credo di Nicea, quello di Sant'Atanasio e quello degli apostoli " devono essere accettati interamente ", come pure i quattro primi concili generali.

Principali divergenze con la fede e la disciplina romana. - L'opposizione al domma cattolico è notevole soprattutto in questi articoli:

a) Il Purgatorio. - Articolo XXII: "Del purgatorio. La dottrina della Chiesa romana sul purgatorio, le indulgenze, il culto e l'adorazione sia delle immagini come delle reliquie, come pure l'invocazione dei santi, è un'invenzione frivola non fondata su qualche testo della Scrittura, ma piuttosto contraria alla parola di Dio ".
b) I sacramenti. - Art. XXV: " Dei sacramenti... Nel Vangelo vi sono due sacramenti istituiti da Nostro Signore Gesù Cristo cioè il Battesimo e la Cena.
Gli altri cinque, comunemente chiamati sacramenti, cioè la Confermazione, la Penitenza, l'Ordine, il Matrimonio e l'Estrema Unzione non devono essere annoverati tra i sacramenti del Vangelo, perché in parte sono derivati da una falsa tradizione apostolica, in parte sono stati di vita autorizzati nelle Scritture, ma non hanno la stessa natura dei sacramenti, come il Battesimo e la Cena, perché non hanno segni visibili o riti istituiti da Dio. I sacramenti non sono stati istituiti da Dio per essere contemplati e trasportati all'intorno, ma perché ce ne serviamo in modo debito... ".
c) L'Eucarestia. - Art. XXVIII: " Della Cena. La Cena del Signore non è soltanto un simbolo dell'amore che i cristiani devono avere gli uni per gli altri, ma piuttosto un sacramento della nostra redenzione per la morte di Cristo; sicché per coloro che ricevono questo sacramento come si conviene, degnamente e con fede, il pane che spezziamo è una comunione al corpo di Gesù Cristo, e la coppa di benedizione è una comunione al sangue di Gesù Cristo.

La transustanziazione del pane e del vino non può essere provata dalla Sacra Scrittura; è contraria ai chiari testi della Bibbia, distrugge l'essenza del sacramento e ha dato luogo a numerose superstizioni... Nella Cena il corpo di Cristo è dato, ricevuto, ' mangiato, ma solo in modo divino e spirituale, e la fede è il mezzo con cui il corpo di Cristo viene ricevuto e mangiato nella Cena. Secondo l'istituzione di Cristo non si conservava, non si portava, non si elevava, non s'adorava il sacramento dell'Eucarestia ".

Art. XXXI : " Dell'unica oblazione di Cristo sulla Croce. L'offerta di Cristo fatta una volta sola, è la perfetta redenzione e la soddisfazione per tutti i peccati di tutto il mondo, tanto originali che attuali; fuori di questa non c'è nessuna soddisfazione per i peccati. Perciò i sacrifici delle messe in cui, si diceva comunemente, il sacerdote offriva Cristo per i vivi e per i morti, erano soltanto favole empie e illusioni pericolose ".

d) II matrimonio dei sacerdoti. - Art. XXXII: a Del matrimonio dei sacerdoti. La legge di Dio non comanda ai vescovi, preti, diaconi né di fare voto di vivere da soli, né d'astenersi dal matrimonio; perciò è loro permesso, come agli altri cristiani, di sposarsi a loro scelta, secondo che lo giudicano utile alla loro pietà ".

e) La supremazia reale. - Art XXXVII: " Dei magistrati civili. In questo regno d'Inghilterra e negli altri domini la maestà reale ha il potere sovrano. Ad essa appartiene, in tutte le cause, il governo di tutte le classi d'individui di questo regno, siano ecclesiastiche o civili, e questo potere non è e non dev'essere soggetto a nessuna giurisdizione straniera... In questo regno d'Inghilterra il vescovo di Roma non ha nessuna giurisdizione ".

CAPITOLO II. - IL LIBRO DELLA PREGHIERA PUBBLICA (Prayer Book)

La sua composizione. - II " Prayer Book " unitamente alla Bibbia è l'unico libro liturgico della Chiesa anglicana. Pubblicato nel 1549 e completato nel 1552, fu riveduto nel 1559, 1604, 1662 con mutamenti poco importanti. Analizziamo quest'ultima edizione. Il libro è interamente in inglese; per metà è romano perché Cranmer saccheggiò le liturgie cattoliche del rito di Sarum (abbreviazione popolare di Salisbury) e vi aggiunse elementi tratti dalla liturgia luterana.

Dopo alcuni avvertimenti e decreti reali, che sanzionarono le varie trasformazioni da esso subite, il " Prayer Book " s'apre con tavole e calendari, i salmi delle preghiere del mattino e della sera per tutti i giorni dell'anno, la lista delle feste obbligatorie, delle vigilie e dei giorni di digiuno e d'astinenza. Le preghiere del mattino e della sera sono composte di elementi presi alle otto ore canoniche del breviario romano, che sono completamente scomparse.

La Messa. - La messa subì profonde modificazioni e si evita sinanche di pronunciarne la parola: la parte del libro che le è consecrata ha per titolo:

L'ordine per l'amministrazione della cena del Signore o della santa comunione ". Ecco l'ordine di questa santa comunione: il celebrante, in piedi davanti a una tavola coperta con un panno bianco, recita il Padre nostro e poi i dieci comandamenti. Dopo ciascuno di essi, gli. assistenti chiedono perdono delle mancanze commesse contro quel determinato precetto. Seguono poi una preghiera ad alta voce per il sovrano; la lettura dell'epistola, il canto o la salmodia del Credo, il sermone; la lettura d'un versetto della Bibbia; una lunga orazione per il sovrano, la Chiesa, il clero, il popolo; la lettura dell'esortazione alla comunione; la confessione e l'assoluzione; la lettura dei versetti scelti dal Vangelo; il prefazio ordinario o particolare; un'orazione per formulare i bisogni degli assistenti; la lettura della formula di consecrazione da parte del celebrante, in piedi al nord della tavola che sostituisce l'altare; la comunione del clero e dei fedeli sotto le due specie. La Cena finisce con la lettura o il canto del Gloria e una formula di benedizione presa da San Paolo.

La rubrica nera. - La Cena anglicana venne composta in modo da evitare ogni somiglianzà con la messa latina; soppressi i gesti del celebrante, che richiamano il ricordo della Passione; però la formula della consecrazione re sto intatta. Che cos'è questa presenza reale, poiché è formalmente negata la transustanziazione? È difficile precisarlo quando si legge la famosa rubrica nera: Questa rubrica, che porta il titolo: " Dichiarazione sulla genuflessione ", ha una storia. Il secondo Libro della preghiera pubblica era quasi interamente stampato quando, sul finire del settembre 1562, lo stampatore ricevette l'ordine di sospendere la composizione. Il Consiglio privato invitò Cranmer a conferire con due calvinisti estremi, Ridley e Pietro Martire, per vedere se non fosse bene sopprimere la rubrica che prescriveva ai fedeli di ricevere la comunione in ginocchio. Cranmer difese il suo testo ed ebbe causa vinta. Le altre rubriche erano stampate in rosso, la nuova fu stampata in nero. Il Consiglio la fece inserire nel volume già rilegato, in un foglio separato, ma senza l'autorizzazione del Parlamento. L'inginocchiarsi, dice la rubrica, è una testimonianza d'umile ringraziamento per il beneficio della comunione, ma " non significa che si faccia o debba essere fatto alcun atto d'adorazione, sia riguardo al pane e al vino sacramentali, che si ricevono corporalmente, sia riguardo a qualche presenza reale ed essenziale, quasi ci fossero qui la carne e il sangue naturali di Cristo. Infatti per quanto concerne il pane e il vino sacramentali, essi permangono sempre nella loro sostanza puramente naturale, e conseguentemente non possono venir adorati, perché questa sarebbe un'idolatria che tutti i cristiani fedeli devono aborrire. In ciò che concerne il corpo e il sangue naturali del nostro Salvatore Cristo, essi sono in cielo e non qui. Infatti è contrario alla realtà del vero corpo naturale di Cristo esistere nello stesso tempo in più luoghi ".

Altre disposizioni relative alla Cena. - II " Prayer Book " conserva la comunione dei malati, ma dichiara che la comunione spirituale produce gli stessi effetti di quella reale. Avendo a poco a poco soppresso la conservazione delle specie dopo la Cena, la Chiesa anglicana autorizzò la celebrazione della Cena nella camera del malato, alla condizione che due o tre persone tra i familiari si comunichino con lui.

Rubriche che risalgono al 1552, prescrivevano che il vescovo celebri la Cena in rocchetto, il prete e il diacono in cotta; la tavola dev'essere posta nel santuario o in mezzo alla chiesa. Ma una rubrica, stampata in testa alla preghiera del mattino, autorizza l'uso delle vesti, quasi romane, del n secondo anno " d'Edoardo vi (1549).

La Litania, pubblicata nel 1549, dev'essere recitata prima della Cena tre volte la settimana. Cranmer la compose attingendo dalle diverse Litanie di Salisbury e da quella di Lutero; soppresse le invocazioni delle nostre rogazioni e aggiunse molte orazioni.

Nulla di speciale da dire sulle Preghiere e azioni di grazie per diverse circostanze.

Le collette, le epistole e i vangeli, che sostituiscono il proprio del tempo e il proprio dei santi del messale romano, sono attinte dalla liturgia, d'altronde mutilata, di Salisbury. Sono soppresse molte feste, si conservarono due feste della Vergine e diciannove feste dei santi, di cui quattordici degli apostoli e degli evangelisti. Nel 1604 s'aggiunsero altre sessanta feste, ma senza accordare loro un officio o una commemorazione.

I sacramenti. - I cinque sacramenti banditi dai xxxk articoli, sono ristabiliti nel Libro della preghiera pubblica. La cresima consiste in un'imposizione individuale delle mani. Sono scomparsi l'unzione con il santo crisma, il piccolo schiaffo e il segno della croce. La dottrina sulla penitenza è. molto vaga e ha subito forti variazioni: la confessione auricolare era scomparsa fin dal 1600; oggi la si riprende. Lo studio del sacramento dell'ordine supererebbe i limiti del presente lavoro: abbiamo detto che la Santa Sede non ammette la validità delle ordinazioni anglicane. Nell'estrema unzione sono soppresse te unzioni e quindi non c'è più sacramento.

Il rito del matrimonio, un po' troppo carico di omelie, è molto bello e nella maggior parte è tratto dalla liturgia di Salisbury. Contiene un ammirabile giuramento coniugale; il fidanzato, tenendo la mano della giovane nella sua, dice: "Io ti prendo oggi come mia legittima moglie, per possederti e custodirti a partire da questo giorno, nella prosperità e nell'avversità, nella ricchezza e nella povertà, nella malattia e nella salute, per amarti e prediligerti finché la morte non ci separi, secondo il santo comandamento di Dio, e io v'impegno la mia fede ". La fidanzata ripete la medesima formula. La chiesa anglicana ammette, almeno in linea di principio, l'indissolubilità del matrimonio.

Le preghiere del mattino e della sera sono recitate quotidianamente nelle cattedrali e nei templi importanti; i pastori non sono obbligati a dirle privatamente. Il ministro non celebra la Cena, anche nelle domeniche e nei giorni di festa, se non vi sono almeno tre fedeli che hanno chiesto di comunicarsi. Ma, poiché questi sono obbligati a comunicarsi solo tre volte l'anno, la celebrazione della Cena, per molto tempo prima del rinnovamento di pietà provocato dal movimento d'Oxford, è stata una cerimonia rara. I fedeli ricevono il b pane ordinario " nella palma della mano e si comunicano da se stessi.

CAPITOLO III. - I GIURAMENTI DEL CLERO

II clero fu costretto con rigore a prestare un giuramento molto preciso e completamente scismatico di aiutare il sovrano e di obbedire agli Atti d'uniformità e di supremazia d'Elisabetta. La formula fu cambiata molte volte. A partire dal 1865, prima dell'ordinazione del diaconato, del sacerdozio, prima della presa di possesso di qualsiasi beneficio, sono richiesti tre giuramenti. Il giuramento di aiutare il sovrano è anodino : <t Io giuro fedeltà e aiuto a Sua Maestà, ai suoi eredi e successori, conformemente alle leggi. Con la grazia di Dio ". 11 giuramento d'ortodossia anglicana: " Io faccio solennemente questa dichiarazione: io assento ai xxxdc articoli della religione, al Libro della preghiera pubblica e alla ordinazione dei vescovi, dei preti e dei diaconi; io credo che la dottrina della Chiesa unita d'Inghilterra e d'Irlanda, tale e quale vi è esposta, è conforme alla parola di Dio; e nella preghiera pubblica e nell'amministrazione dei sacramenti io userò le formule che prescrive il libro suddetto, e nessun'altra, fatta riserva delle decisioni dell'autorità legittima ". Il giuramento di obbedienza canonica: " Io giuro obbedienza fedele e canonica al mio vescovo e a tutti i suoi successori in tutte le prescrizioni conformi alla legge e all'onestà ".

PARTE TERZA. - CRISI DOTTRINALI E CULTUALI NELLA CHIESA ANGLICANA

CAPITOLO I. - PURITANI E LATITUDINARI

Per mezzo dei XXXIX articoli, e specialmente del Libro della preghiera pubblica, la regina Elisabetta aveva voluto stabilire una religione uniforme. Il suo tentativo falli, perché il a Prayer Book " fu subito discusso e sotto il suo regno sorse una folla di sètte separate dalla Chiesa ufficiale, sètte che furono e sono tuttora dette non conformiste. I presbiteriani rifiutavano di riconoscere l'episcopato ed erano governati dai preti e dagli anziani. I puritani trovavano il Libro della preghiera pubblica " tutto saturo di papismo ". Gl'indipendenti erano essenzialmente democratici; non volevano né chiese, né vescovi, né preti, né sacramenti; ogni parrocchia era indipendente: il suo ministro era eletto al solo scopo di dire preghiere e di predicare. Era il principio del libero esame, base di tutta la Riforma, spinto all'estremo. Oggi gl'indipendenti si chiamano congregazionalistì, metodisti, wesleyani, ecc.

I puritani cercarono invano d'imporre le loro idee ai successori d'Elisabetta. Il Parlamento Lungo e la Repubblica consegnarono la chiesa anglicana nelle loro mani dal 1649 al 1660. Aiutati dai presbiteriani e dagl'indipendenti, approfittarono della propria potenza per abolire l'episcopato e interdire il " Prayer Book a anche nell'uso privato. L'arcivescovo Laud fu decapitato nel 1645 perché aveva perseguitato i non conformisti; i puritani perseguitarono i pastori e ne massacrarono un certo numero; i templi furono saccheggiati e la Chiesa ufficiale fu sottoposta a una vera persecuzione, che fini soltanto con l'ascesa di Carlo n al trono.

Tra gli elementi che volevano rimanere nella chiesa anglicana, dopo la restaurazione e specialmente dopo che sali sul trono il principe d'Orange, si distinguono tre tendenze, le cui denominazioni sono divenute popolari nel secolo XIX : Alta Chiesa (High Church), Chiesa Bassa (Law Church) e Chiesa Larga (Broad Church). La prima conserva gli usi liturgici, difende energicamente l’episcopato, e, dal punto di vista dottrinale, ammette tutto quanto le Chiese cristiane accettano unanimi e comprende i ritualisti e i moderni romanizzanti; la seconda conserva lo spirito puritano e antiromano; la Chiesa Larga è essenzialmente tollerante, aperta a tutte le opinioni, anche a quelle razionalistiche.

Appartenevano a questa terza tendenza, ancor prima che essa avesse un nome, i " latitudinari " John Hales, e specialmente William Chillingworth, e fors'anche Geremia Taylor, che al tempo della guerra civile e della Restaurazione predicarono con successo le loro opinioni. Il primo negava l'autorità della Chiesa, dei padri e dei primi concili; il secondo professava che il giudizio personale è l'unica base della credenza e che la Bibbia dev'essere interpretata dalla ragione degli uomini. Su questo punto Taylor non aveva un'opinione sensibilmente differente. Tutti e tre acquistarono grande stima protestando energicamente contro l'intolleranza usata contro i cattolici e i non conformisti

CAPITOLO II - IL RINNOVAMENTO DELLA CHIESA ANGLICANA NELLA SECONDA METÀ DEL SECOLO XVIII

II completo asservimento della Chiesa allo Stato sotto i principi d'Orange aveva prodotto un abbassamento generale della vita religiosa. I vescovi, scelti nel partito liberale e senza poteri precisi, non s'occupavano delle loro diocesi; il clero era disprezzato; nelle alte classi, come scrive Montesquieu, " ciascuno ride quando si parla di religione "; le classi lavoratóri erano immerse in un'ignoranza quasi totale; in tutti i gradi della scala sodale la morale era caduta molto in basso. H rinnovamento cominciò per iniziativa di alcuni studenti d'Oxford.

Tre nomi si segnalarono sul gruppo dopo che si stabili a Londra nel 1738: Whitefield, Carlo Wesley e specialmente suo fratello John (1703-1791). Essi conducevano una vita da asceti, praticavano una pietà entusiasta, una vita metodica, che valse loro il nome di Metodisti.

Whitefield era un potente oratore popolare, e quando furono interdette le cattedre della chiesa ufficiale a lui e ai suoi amici, essi predicarono all'aria aperta, con un successo straordinario, facendo sermoni infuocati e spesso stravaganti. Carlo Wesley componeva inni che, a poco a poco, dovevano dare vita all'ufficio anglicano. Carlo, più ponderato dei suoi amici, rifiutò a lungo di permettere ai laici di predicare. Quando Whitefield adottò un calvinismo- stravagante, la ruppe con lui. Fino alla sua morte stette appassionatamente aggrappato alla Chiesa ufficiale: il gruppo che aveva fondato gli sembrava in piena comunione con essa. Dopo la sua morte il gruppo si staccò dall'anglicanesimo e si disperse in sette, ma intanto la Chiesa ufficiale era stata svegliata dal torpore Alcuni anni più tardi il movimento evangelico, sorto dagli stessi bisogni, ebbe un largo influsso, specialmente nella lotta contro la tratta dei negri.

CAPITOLO III - IL MOVIMENTO D'OXFORD (1833 - 1890)

I trattariani. - Il movimento d'Oxford e i suoi ulteriori sviluppi, che for-mano la parte preponderante della storia dell'anglicanesimo nei secoli XIX e xx, furono esposti in opere di prim'ordine, sicché possiamo limitarci qui a un breve riassunto. Il movimento fu inaugurato nel 1833 da Giovanni Enrico Newman (1801-1890) con l'aiuto d'amici, i principali dei quali erano Froude, Keble, Pusey e Ward. Dapprima si chiamò trattariano perché le idee erano espo-ste sotto forma di brevi opuscoli o « tracts ». Se ne contano novanta. Essi attira-rono l'attenzione sulla falsa posizione della Chiesa ufficiale dal punto di vista dottrinale, sulla sua situazione umiliante verso il Parlamento che, composto di deputati di tutte le opinioni, di non conformisti, d'increduli, aveva tutti i poteri sulle questioni religiose, sul domma, il culto, la disciplina, i vescovi e il clero.
I vescovi condannarono i novatori e la maggior parte dei capi del movimento
passò al cattolicesimo.

Il ritualismo. - Pusey, rimasto nella chiesa anglicana, nel 1866 aderì al ritualismo. Quest'ultimo che aveva press'a poco gli stessi scopi del movimento
- trattariano, nacque a Cambridge nel 1839 con la fondazione Cambridge Caxnden Society, che aveva lo scopo di studiare/l'arte e le antichità del cristianesimo, con particolare riguardo all'architettura delle chiese e la loro decorazione. Ben presto furono ristabiliti altari e si rimisero in onore alcune pratiche liturgiche del cattolicesimo. I vescovi erano impotenti ad arrestare il movimento. Nel 1855 venne fondata la Società della Santa Croce e la Confraternita del Santo Sacramento, con lo scopo di sviluppare il culto dell'Eucarestia. UEnglish Church Union, che Lord Halifax presiedette fino alla sua morte, raggnippa tutti questi membri della Chiesa Alta; i ritualisti rimettono in onore i " paramenti " di Edoardo VI, la confessione auricolare e molte devozioni romane; celebrano gli uffici anglicani con grande splendore; infine si danno all'apostolato popolare nei sobborghi delle grandi città.

L'anglo-cattolicesimo. - L'anglo-cattolicesimo, ultima conseguenza attuale del movimento inaugurato da Newman, da cinquant'anni s'è esteso all'ala destra della Chiesa Alta. Riprese quasi tutti i dommi cattolici, eccetto quello dell'autorità del papa. Gli anglo-cattolici ammettono tutti i sacramenti, praticano la confessione auricolare e considerando la comunione come l'atto centrale della vita cristiana, credono alla presenza reale, conservano l'ostia consecrata, l'adorano; fu istituito un ufficio simile alla nostra benedizione col Santissimo Sacramento, hanno conventi d'uomini e di donne e un certo numero di ministri osserva il celibato; in alcune parrocchie la vita cristiana è intensa; la pietà vivificata dalle missioni; i templi sono ornati come le nostre chiese, il mobilio liturgico è sensibilmente lo stesso, come pure le cerimonie e i gesti liturgia. La chiesa è diventata più accogliente, la religione più amabile e umana. Le conversazioni tenute a Malines, sotto l'egida del Cardinal Mercier, tra teologi cattolici e teologi anglicani, senza carattere ufficiale, non hanno dato nessun risultato positivo.

 

CAPITOLO IV. - UN TENTATIVO ABORTITO DI REVISIONE DEL PRAYER BOOK (1927-1928)

L'opera della Commissione. - La tacita tolleranza che godono i ritualisti e gli anglo-cattolici aveva creato un grande disordine nella liturgia; nella Chiesa Bassa e in quella Larga si notava con proporzioni inquietanti l'abbandono totale delle pratiche religiose. E questo era vero soprattutto riguardo alla Chiesa Larga, di cui molti fedeli, artisti, letterati, ministri e perfino vescovi finivano nell'agnosticismo o nel modernismo integrale... I vescovi presero l'iniziativa di rivedere il Prayer Book per fronteggiare la situazione e rafforzare gli elementi di unità nell'anglicanesimo. Nel 1904 e nel 1906 una commissione autorizzata dal re si mise all'opera e finì il suo lavoro nel 1926. Il progetto era essenzialmente un compromesso fra i tre rami della Chiesa anglicana, facendo concessioni a ciascuna, cercando di fissare i limiti da non oltrepassare, facendo cosi un tentativo d'unità nella diversità. Entrando nei particolari constatiamo che un certo' numero di vecchie parole, poco corrette o troppo crude, sono state modernizzate; al calendario sono stati aggiunti nuovi santi, nuove orazioni alla Cena, alla litania, alle preghiere del mattino e della sera, la cui recita quotidiana pubblica è imposta ai preti e ai diaconi. Una concessione ai modernisti: il simbolo di Sant'Atanasio diventa facoltativo. Interessante il progetto sulla comunione dei malati: il ministro può celebrare la Gena presso l'infermo anche se è solo a comunicarsi. Può anche conservare il pane consecrato nel tempio e portarglielo per una settimana; si può custodire il a sacramento " in una cassa-forte sigillata al muro del santuario, ma non dovrà essere oggetto di nessun culto. Sono positivamente autorizzati i " paramenti " d'Edoardo VI.

Bigetto del nuovo Prayer Book da parte del Parlamento. - II Prayer Book così revisionato dai vescovi, nel 1927 doveva essere esaminato da più assemblee. In febbraio fu discusso a porte chiuse dalla convocazione o assemblea del clero della provincia di Cantorbery e da quella di York; in marzo in sedute comuni, le due convocazioni lo approvarono a Londra; in luglio fu approvato dalla Church assembly, comitato laico di deputati eletti dalle parrocchie, poi dalle diocesi d'Inghilterra in virtù dell'Enabling Act del 1919; in dicembre fu approvato dalla Camera dei Lords con 241 voti contro 88, però l'indomani la Camera dei Comuni lo respinse con 247 voti contro 205. Il progetto era seppellito, specialmente perché gli venivano rimproverate tendenze troppo romaniste. I Vescovi rimaneggiarono il progetto tenendo conto delle numerose critiche che aveva suscitato in tutte le sezioni della Chiesa anglicana, conservandogli il carattere di compromesso, e lo presentarono alle stesse assemblee che avevano discusso il primo. Le Convocazioni, la Church assembly, i Lords lo approvarono con maggioranze pressoché eguali, ma il 14 giugno 1928 i Comuni lo respinsero con 266 voti contro 220. Questo fatto " chiarì che la Chiesa non possiede la piena libertà spirituale di stabilire il proprio culto e la maniera di amministrare i propri sacramenti... Con il rifiuto del Parlamento i vescovi vennero a trovarsi in una posizione difficilissima. Era loro impossibile sopprimere o considerare discordanti con l'insegnamento della Chiesa d'Inghilterra riti e cerimonie che avevano proprio allora approvati e,per i quali avevano trovato un posto nel nuovo libro di preghiere. D'altro lato autorizzare deliberatamente il libro respinto sarebbe stato considerato un atto di sfida sia contro il Parlamento sia contro la Legge del Paese ". Così il Dottor Garbett, citato da I. Gill, L'Anglicanesimo, p. 124 e 118-119. Il Gill conclude che ala Chiesa potrebbe far fronte solamente abbandonando ogni pretesa di stabilire le sue proprie forme di culto oppure rivendicando la propria indipendenza con la richiesta del Disestablishment" (ivi, p. 119), cioè scioglimento di ogni dipendenza della Chiesa dallo Stato con un atto del Parlamento.

CAPITOLO V. - LE ASSEMBLEE DI LAMBETH

L'arcivescovo Davidson. - A Londra dopo il 1867 si tengono, ogni dieci anni, assemblee di vescovi al palazzo Lambeth, residenza dell'arcivescovo di formazione secondaria e universitaria. Il numero dei a comunicanti " è scarso : due milioni su diciotto fedeli iscritti; la maggior parte sono ritualisti o anglocattolici dell'Alta Chiesa, che i vescovi devono trattare con riguardo perché sono i loro fedeli migliori.

La sesta assemblea di Lambeth (1920) riunì duecentocinquanta vescovi, venuti da tutte le parti dell'impero. Il suo programma, studiato da otto commissioni, era molto vasto, comprendendo i problemi politici, economici e sociali che preoccupavano E mondo, come la Società delle Nazioni, le relazioni del capitale e del lavoro, il matrimonio, il divorzio e i problemi puramente religiosi.

La settima assemblea si riunì nel 1980. Tra le questioni iscritte nel programma bisogna notare la dottrina, che resta cattolica, su Dio e la divinità di Cristo. L'assemblea prese posizione contro il panteismo e il determinismo, contro le pratiche romaniste verso l'Eucarestia. A proposito del ministero ecclesiastico i vescovi rivolsero commovente appello alla gioventù per impegnarla a entrare nel clero, perché la crisi del reclutamento è gravemente angosciante: nel 1914 per diciotto milioni di fedeli c'erano 20.000 clergymen, che scesero a 16.867 nel 1919 e a 15.136 nel 1929. Nel 1927 morirono 550 clergymen e ne furono ordinati soltanto 350.

L'assemblea rinnovò gli appelli del 1920 all'unità e le proposte alle altre grandi Chiese cristiane. La Chiesa d'Inghilterra ha la nostalgia dell'unità.

L'ottava assemblea si tenne nel 1948. Per il numero dei partecipanti (329), per la sua durata (dal Lo luglio all'8 agosto), per l'importanza della legazione americana, per le cerimonie inaugurali e di chiusura essa ebbe una solennità e grandiosità come mai nessuna delle precedenti. La Conferenza trattò anzitutto della dottrina cristiana dell'uomo difendendola contro le attuali tendenze materialistiche; poi dei rapporti della Chiesa con il mondo moderno; quindi dell'unità della Chiesa; infine di questioni disciplinari concernenti il Matrimonio, il Battesimo, la Cresima. Ancor qui il punto di maggior interesse fu quello dell'unione delle Chiese. Dalla relazione ufficiale su questo tema emerge che la preoccupazione principale dell'anglicanesimo non è più quella di conservare intatto un deposito affidato da Cristo, ma piuttosto quella di riawicinare e riunire i dissidenti a costo di divergenze dogmitiche e disciplinari. Cfr. The Handbook of thè Lambeth Conference 1948, Westminster 1948.

Una commissione studiò in particolare il problema dell'unione con le altre Chiese, protestanti e ortodosse. Fu anche lanciato un " appello a tutti i cristiani " sollecitando l'unione e invitando i capi delle Chiese a negoziati. La base proposta per tali discussioni era il solito " Quadrilatero di Lambeth " con l'ultimo articolo alquanto modificato (1). Le Chiese ortodosse avevano, su invito mandato, una delegazione. Ci furono parecchi incontri e le mutue relazioni furono migliorate assai.

Ci manca lo spazio per insistere sulle conclusioni apologetiche che sgorgano da questa storia, ma ci sembra che i fatti relativi alla Chiesa d'Inghilterra siano già un argomento e più ancora quanto si riferisce alle chiese non conformiste.

(1) " Quadrilatero "è il nome che si da a quattro brevi articoli che, formulati originariamente dalla Chiesa Episcopale americana nel 1886 e accettati dalla Conferenze di Lambeth nel 1888, servono tuttora come base di discussioni. Eccoli: 1.o Le anticha Scritture del Vecchio e Nuovo Testamento, come contenenti tutte le cose necessaire alla salvezza e come regola e modello di fede; 2.o Ilcredo degli Apostoli, il Simbolo battesimale ed il Credo niceno, come dichiarazione sufficiente della Fede cristiana ; 3.o Idue Sacramenti ordinati da Cristo stesso, il Battesimo e la Gena del Signore, amministrati con l'uso costante delle parole dell'istituzione del Cristo e degli elementi da Lui stabiliti: 4.0 L'Episcopato storico adattato in ciascun luogo, e con i metodi della sua amministrazione, ai vari bisogni delle nazioni e dei popoli chiamati da Dio all'unità della sua Chiesa.

J-T.

PARTE QUARTA - LE CHIESE NON CONFORMISTE CAPITOLO I. - TENTATIVO DI DEFINIZIONE

Quella anglicana non è l'unica Chiesa riformata della Gran Bretagna. Dal secolo XVI ai nostri giorni chiese libere e diverse sette si separarono da essa si stabilirono al suo fianco e tutte assieme sono chiamate Chiese non conformiste.

Che cosa hanno in comune i non conformisti. . Non è facile definire esattamente questo termine, che dapprima fu applicato agli ecclesiastici che al principio del secolo xvn rifiutavano di seguire certi usi (particolarmente alcune disposizioni liturgiche) della Chiesa Stabilita. Nel 1662 indicò gli oppositori che si rifiutarono di sottomettersi zìi'Atto d'uniformità votato dal Parlamento: circa duemila pastori furono esclusi dall'anglicanesimo perché avevano respinto il " Prayer Book ", e questo fu il segno d'una persecuzione che cominciò a diminuire solo nel 1689 con l'Atto di tolleranza di Guglielmo d'Orange. Però i dissidenti acquistarono la libertà civica solo alla fine del secolo xrx, come i cattolici romani.

Quindi l'adozione del Prayer Book caratterizza in linea di principio l'anglicanesimo e il suo rifiuto, sempre in linea di principio, fa riconoscere

I non conformisti. Ma poiché molti ministri anglicani si prendono delle libertà riguardo al Prayer Book e alcuni pastori non conformisti si servono dello stesso, è meglio non annettere troppa importanza a questa distinzione, o almeno non attribuirle un netto carattere discriminativo, che effettivamente non ha.

Se esaminiamo le quattro condizioni fondamentali che la Conferenza anglicana di Lambeth del 1888 mise alla riunione delle Chiese, si vede che il segno veramente distintivo della Chiesa anglicana di fronte alle Chiese non conformiste è il suo attaccamento al sistema episcopale. È vero che l'espressione " episcopato storico " scomparve dagli Atti della Conferenza del 1920, ma la maggioranza degli anglicani restò nella convinzione che Gesù istituì l'episcopato negli apostoli e ne fece una forma essenziale del governo della

sua Chiesa. Invece le sette professano che i ministri sono eguali, o anche che il sacerdozio è l'appannaggio di tutti i credenti.

Come classificarli. - Se è difficile definire i non conformisti, non lo è meno classificarli; e ciò per due motivi:

l.o Prima di tutto il pullulare delle sette, non è mai cessato, specialmente nel paese di Galles, che fu per lungo tempo un focolaio permanente di risvegli (revivals) entusiasti. Spesso quello che nasce dall'emozione e dalla indipendenza non dura: molti tentativi di questo genere furono soltanto casi che interessano lo psicologo, ma allo storico creano soltanto difficoltà senza profitto. Verso il 1890 in Gran Bretagna si contavano circa ducento sette. Il secolo XIX fu per eccellenza l'epoca del non conformismo, che crebbe in proporzioni smisurate (1) e pare corrisponda al massimo fiorire della borghesia e forse in parte si spiega con questo fenomeno sociale. Il secolo xx invece pare manifestare una tendenza inversa con le chiese libere che si confederano o che accettano anche una integrazione. In generale i loro rapporti con l'anglicanesimo son divenuti più cordiali. Ma quest'incontestabile desiderio di ravvicinamento, più che da una maggiore uniformità nelle dottrine dipende da un primato dato all'azione. Il vescovo anglicano A. T. P. Williams nota molto giustamente che " se tarda l'unità, avanza la cooperazione ". Notiamo pure che la guerra del 1939 non fu favorevole ai dissidenti. Tutte le Chiese devono certamente soffrire dell'indifferenza delle masse; ma le grandi Chiese tradizionali resistettero meglio, e quando si produce una conversione d'ordinario non è a beneficio dei non conformisti.

2.o Inoltre le sette quando sopravvivono, cambiano spesso carattere e alle volte tendono perfino a divenire il contrario di quello che erano all'origine. Così gli Unitariani al principio dell'ultimo secolo furono ostili alla religione puramente naturale, convinti dell'esistenza dei miracoli evangelici e profondamente attaccati alla Bibbia; oggi invece sono talmente razionalisti che si stenta a classificarli tra i cristiani; né si sa se abbiano finito d'evolversi. Negli Stati Uniti un gruppo assai importante dei loro pastori cerca di ritornare ad una fede storica, e alla pratica dei a sacramenti " : le loro simpatie sono cattoliche!

Spesso le sette sostanzialmente hanno come tratto distintivo la zona geografica o classe della società in cui fanno il loro reclutamento. Cosi gli Unitariani, di cui si è parlato, sono ordinariamente borghesi emancipati: tra loro si trovano pure funzionari in cerca d'idee chiare e distinte. Il loro focolaio principale è nella regione di Manchester e di Liverpool e, negli Stati Uniti, a Boston. D'altra parte i Battisti hanno un temperamento democratico; sono specialmente piccoli commercianti, e geograficamente dei Gallesi, i cui antenati si opponevano volentieri al potere centrale. Nei paesi anglosassoni, e specialmente in Gran Bretagna, è un fatto generale che i raggruppamenti umani sono definibili più per una struttura di tradizioni e di costumi, che per una funzione ideologica particolare.

(1) Oggi ci sono circa cento milioni di dissidenti, sparsi un po' ovunque. Per la Gran Bretagna, indichiamo a titolo di confronto che cattolici romani sono circa il 7 o l'8 per cento della popolazione. L'anglicanesimo conta da 15 a 50 milioni di battezzati, con un'altra decina fuori d'Inghilterra. Il Churchrnan's Handbook del 1934 indicava 3.652.424 membri 0 elettori " in Inghilterra tra i quali 2.279.713 comunicanti e la Chiesa episcopaliana dava 59.997 comunicanti. Mancavano i censimenti del Galles e d'Irlanda. Poiché è difficile fare statistiche religiose precise, specialmente per le sette, le cifre che daremo nel corso della trattazione vanno prese con le debite riserve.

CAPITOLO II - I GRUPPI PRINCIPALI

l.o I Congregazionalisti. - II nome è del secolo XVIII, ma le origini del movimento risalgono al regno d'Elisabetta, quando R. Browne insegnava che ogni gruppo di cristiani aveva diritto all'indipendenza assoluta nelle sue credenze e nel suo culto. Il Protettorato (1653-1660) segnò un breve periodo di felicità per gl'" indipendenti " di questa specie che trovarono Elustri appoggi nella persona di Cromwell e del poeta Milton; nel secolo seguente i congregazionalisti furono sollecitati da due attrattive incompatibili, l'evangelismo e il razionalismo. Molto sensibili allo spirito del tempo ebbero sempre a stentare per stabilire un credo e per organizzare la loro amministrazione.

Dal 1919 hanno diviso il territorio nazionale in nove province ciascuna delle quali dipende da un moderatore che non è necessariamente un ecclesiastico. Essi spingono cosi oltre la loro teoria del sacerdozio generale dei credenti che scompare completamente la distinzione tra preti e laici. Le congregazioni non sono soggette a nessun vescovo e i loro ministri e i diaconi spesso vengono sostituiti da laici chiamati pastori. In caso di stretta necessità, anche quando mancano i ministri ci può essere la predicazione e l'amministrazione dei sacramenti. A differenza d'un tempo, i ministri sono spesso reclutati negli ambienti colti, amanti delle riflessioni teologiche e aperti a tutti gl'influssi intellettuali.

I congregazionalisti battezzano i loro bambini, sogliono partecipare alla Cena ogni mese, dicono di non avere nessuna dommatica particolare e nessun rituale obbligatorio, ma di fatto non si distinguono granché dai presbiteriani.

Dobbiamo ricordare in modo particolare la loro branchia più importante, quella degli Stati Uniti, che conta circa un milione d'adepti. Il loro primo nucleo fu quello dei Pilgrim FatherSj che nel 1620 portarono nel Nuovo Mondo le loro convinzioni puritane e la loro indomabile energia. Nel secolo XVII svilupparono le opere d'insegnamento per far conoscere la Bibbia, e a quest'impresa si riallaccia la fondazione dell'Università di Harvad. Dopo molte vicende la setta riuscì a sopravvivere e a svilupparsi. Oggi ha tendenza prevalentemente evangelica e liberale.

2.o I Battisti, - Un osservatore estraneo difficilmente li distingue dai precedenti; perché anch'essi insistono sull'indipendenza delle comunità, ma, come dice il loro nome, annettono somma importanza al battesimo. Essi sempre negarono d'avere il sia pur minimo legame con le sette stravaganti e anarchiche del secolo XVI, come gli anabattisti di Munster. Hanno origini continentali, e si riallacciano ai Mennoniti olandesi. I grandi nomi della loro storia sono quelli di John Smith, loro vero fondatore al principio del secolo XVII, e di John Bunyan, il celebre autore del Pilgrim's Progress (1678).

Battezzano per immersione e solo gli adulti (antipedobattesimo), dopo una professione di fede e una confessione dei peccati. Però ai nostri giorni un buon numero dei loro pastori hanno stabilito una cerimonia della dedicazione per i bambini; i loro uffici sono semplici:- la predicazione, il canto e spesso anche la preghiera improvvisata ne formano gli elementi essenziali. Per rendere il culto più uniforme, una commissione ha ripreso e adattato un : cerimoniale del secolo xvii, che serve come libro usuale.

La storia dei battisti, specialmente negli Stati Uniti, è complicata, determinata soprattutto dall’opposizione dei Particular Batipst, che credono che gli eletti siano un piccolo numero, e dei General Baptists con idee più glienti e che divennero anche assai spesso ariani o antitrinitari. Un'altra fonte di divisione è stata disciplinare e insieme dottrinale: è necessario il battesimo per essere ammessi alla " Cena del Signore " cioè al servizio della comunione? Le risposte differirono secondo i gruppi.

Nel 1891 potè venire attuata una federazione generale delle chiese battiste che lasciò fuori soltanto un piccolo numero di congregazioni rigorosamente calviniste. Le necessità amministrative e finanziarie tendono a rafforzare questo movimento verso l'unità. Le congregazioni hanno posto a loro capo sovrintendenti generali, che si riuniscono ogni mese. In molti collegi specializzati, analoghi ai nostri seminari, viene assicurata la preparazione dei ministri; c'è l'uso di rimanere cinque anni nella stessa cura pastorale, ma il tempo di servizio può essere rinnovato.

I battisti sono forse la setta più forte del mondo. In Gran Bretagna sono soltanto quattrocentomila, ma si dice che in Russia raggiungano i quattro milioni e negli Stati Uniti sono dodici milioni. A New York hanno costruito un tempio immenso, con architettura che imita quella della cattedrale di Chartres. Importante è l'attività missionaria di questa chiesa. I battisti furono tra i primi protestanti che evangelizzarono le Indie.

3.o I Presbiteriani. - I presbiteriani hanno questi tre princìpi fondamentali:

l.o eguaglianza dei ministri;
2.o la necessità di dare un'espressione visibile all'unità della Chiesa;
3.o il diritto del popolo cristiano a partecipare al governo della Chiesa. Sul primo punto s'oppongono agli anglicani; sul secondo agli indipendenti; infine sul terzo hanno una posizione intermedia tra gli uni e gli altri.

D'origine francese e calvinista la dottrina presbiteriana s'infiltrò in Gran Bretagna fin dal secolo XVI ed ebbe le simpatie dell'arcivescovo Cranmer. Nonostante il suo trionfo all'Assemblea di Westminster (1643) e sotto il Protettorato, essa non godette mai le simpatie del popolo inglese; ebbe e continua ad avere in Scozia il suo vero centro. Il suo grande apostolo era stato John Knox. I presbiteriani non accettarono il ristabilimento dell'episcopato imposto da Carlo II: fu l'"epoca dei massacri". Nel secolo XVIII un altro pericolo minacciò la Chiesa di Scozia: la dissoluzione in una moltitudine di sette rivali Due organismi finirono col dominare gli altri: la Church of Scollano, e VUnited Free Church che oggi hanno cessato d'essere concorrenti e sono quasi interamente federate.

Per principio i presbiteriani sono calvinisti e puritani. Un cristianesimo senza dommi è per loro una contraddizione nei termini: insistono sulla trascendenza di Dio, sulla necessità della grazia. Tuttavia i presbiteriani liberi hanno una teologia dissidente, spesso arminiana e talvolta luterana. A dire 0 vero, i conflitti provengono meno da queste divergenze dottrinali o da questioni disciplinari che dalle diverse concezioni dei rapporti della chiesa con lo stato. Quando ogni minaccia contro l'indipendenza spirituale dei credenti venne eliminata dall'Editto della chiesa di Scozia nel 1921, i vari rami si poterono rapidamente riunire. Una vasta federazione unisce pure i presbiteriani d'America. Queste chiese comprendono complessivamente due milioni di fedeli (i calvinisti nel mondo sono calcolati sui tredici milioni).

I ministri teoricamente sono eguali; sono ordinati dal corpo presbiterale dopo molti anni di studi teologici e hanno il potere di predicare e d'amministrare i sacramenti; però di fatto, a fianco dei ministri, vi sono degli elden (anziani) che amministrano la comunità e distribuiscono gli elementi della Cena; vi sono pure dei licenziati o probationers, che possono predicare. Le cariche d'ordine temporale sono affidate ai diaconi. Nelle funzioni d'ordine spirituale i preti (presbyters o teaching elders) sono superiori ai ruling elden (anziani direttori); e, ben inteso, ai diaconi.

Le Chiese sono strettamente organizzate: alla base c'è la Sessione (Kiak-Sessiori) composta dai rappresentanti eletti di ogni congregazione; sopra questo consiglio parrocchiale c'è il Presbiterio, l'ingranaggio essenziale di tutto il sistema, e dotato di poteri episcopali. Poi c'è il Sinodo, che corrisponde ai nostri concili provinciali; e infine al vertice l'Assemblea generale, che tutti gli anni sceglie un moderatore supremo.

Le cerimonie sono poco uniformi; la loro sostanza è la lettura della Bibbia, il canto dei salmi, alcune preghiere libere e la predicazione. Non viene imposta né esclusa nessuna liturgia. Fu edito un direttorio del culto pubblico, ma la libertà rituale sembra maggiore che tra i calvinisti continentali

4.o I Metodisti. - La rivoluzione religiosa dei metodisti fu il fatto più considerevole della riforma anglosassone del secolo XVI. Priva d'originalità teologica, ha però risuscitato il cristianesimo tra molti milioni di persone, e forse risparmiò all'Inghilterra un'avventura analoga alla rivoluzione francese.

I principi del movimento ci conducono a Oxford nel 1729. Il rev. John Wesley diviene il capo d'una pia associazione fondata dal fratello Carlo e da un antico domestico del Pembroke College, Giorgio Whitefield. Per dileggio furono chiamati il club dei santi (holy club), o anche " metodisti ", alludendo al loro minuzioso programma di vita interiore. Nel 1735 John andò a predicare in America e subì l'influsso dei Fratelli Moravi, che lo distaccarono dal calvinismo rigido. Nel 1738 a Londra sentendo leggere l'epistola ai Romani
ebbe bruscamente coscienza d'esser salvato dal sacrificio di Cristo. Questa coscienza della conversione (noi diremmo forse con linguaggio cattolico: que sto slancio di contrizione perfetta) orienterà tutta la sua vita; predica all'aria aperta in tutte le regioni del regno; considera " come sua parrocchia il mondo intero ". Fu un'ondata irresistibile, accompagnata da fenomeni frequenti, strani e quasi isterici.

II fondatore pretendeva di rimanere entro i limiti della Chiesa anglicana; ma per forza di cose da questo risveglio (revival) doveva sorgere una setta, poiché i vescovi, spaventati, spesso chiudevano la loro porta ai nuovi predicatori, che non sempre avevano la moderazione di John Wesley. Egli stesso nel 1784 fece un gesto d'importanza decisiva, perché si credette autorizzato a conferire gli ordini ad alcuni suoi collaboratori che partivano per l'America. Sorse così il metodismo degli Stati Uniti che. cosa curiosa, è in generale episcopaliano. Unica tra tutte le denominazioni, questa chiesa d'oltre Manica seppe far dimenticare le sue origini straniere e laggiù prese un carattere veramente nazionale.

Wesley, alla sua morte, fu venerato come un pontefice, e veniva chiamato il a papa John ". Egli non fu un teologo di genio, ma era di volontà ferrea, cuore semplice e aveva incomparabili doti d'amministratore. Fu detto che seppe unire la passione del Vangelo e l'esperienza di Lutero col sistema ecclesiastico di Calvino. Newman scrisse di lui: " Se volete trovare l'ombra e la suggestione delle qualità soprannaturali che fanno un santo cattolico, dovete volgervi a Wesley e a quelli che gli assomigliano ". Aveva un insieme di qualità che è raro trovare riunite, un reale buon senso, malgrado qualche esagerazione. Non credeva alla fatalità della perseveranza nella grazia e diffidava delle invenzioni dommatiche.

Nell'edificio che egli costruì si aprirono ben presto delle crepe. I calvinisti stretti si separarono dalla chiesa principale e nel secolo XIX il metodismo fu piuttosto un cespuglio di sette che una chiesa. Dal 1932 i tre gruppi più importanti si sono federati, portando a termine un'integrazione tanto desiderata, che aveva avuto inizio nel 1907. Malgrado questi raggiustamene successivi, è difficile fissare i lineamenti precisi dei metodisti. Nella loro fede e liturgia subirono il duplice influsso degli anglicani e dei presbiteriani, e di proprio hanno un'atmosfera d'emozione e un clima di risveglio.

I ministri e il popolo sono in pratica assai nettamente separati. Come la maggior parte dei non conformisti e buon numero d'anglicani, in generale i metodisti ammettono soltanto due sacramenti istituiti da Gesù Cristo: il Battesimo e la Cena. D'altronde si occupano molto poco delle discussioni dommatiche, e prima di tutto curano l'apostolato e l'azione missionaria. Il loro vecchio e non sradicabile ideale è la conversione possibilmente brusca dei peccatori. Wesley diceva: s Noi non abbiamo da combattere idee, ma peccati ".

Notevole è la organizzazione dei metodisti. Per principio i ministri sono itineranti, perché la Chiesa di Wesley non è sedentaria, ma nomade. Essi devono circolare di congregazione in congregazione; un tempo non rimanevano mai più di tre anni in uno stesso posto; ma oggi il limite è di sette anni La cellula religiosa è chiamata società e contiene classi, che si radunano ogni settimana per la confessione e la vicendevole edificazione. I gruppi di società, circuits, sono serviti da ministri, assistiti da predicatori e da stewards (servi, diaconi); ogni società e circuito ha una riunione trimestrale; i circuiti formano il distretto, i cui delegati hanno un sinodo annuo. I rappresentanti di tutta la chiesa si riuniscono una volta l'anno in una conferenza che ha l'autorità suprema.

In Gran Bretagna c'è un milione di metodisti; nel mondo intero sono circa undici milioni di membri provati, ma nella loro sfera d'influenza c'è all'incirca una trentina di milioni di anime. Tra le chiese non conformiste la metodista è, assieme ai battisti, la più potente, ed è anche la più vicina alla Chiesa stabilita.

5.0 I Quaccheri. - Invece i Quaccheri o Società degli Amici sono un piccolo gruppo: tremila a Londra, ventimila in Gran Bretagna, cento mila negli Stati Uniti; però nelle loro file hanno sempre avuto uomini e donne convinti e attivi. Contrariamente a molti altri dissidenti, essi amano il silenzio, non cercano di fare adepti accontentandosi d'obbedire " alla luce interiore "; il loro culto si riduce a un muto esercizio di raccoglimento in comune; respingono tutte le forme abituali del simbolismo religioso e s'impongono la legge di agire nella massima semplicità; partigiani d'una tolleranza universale, sono nemici feroci d'ogni guerra e quindi tra loro si trovano molti obbiettori di coscienza. Condannando i flagelli sociali si sono esposti a molte persecuzioni; li vediamo sempre all'avanguardia nelle campagne filantropiche. Potrebbero essere facilmente confusi con deisti, se non avessero l'abitudine di pregare e forte simpatia per le mistiche cristiane.

Giorgio Fox (1624-1691), loro fondatore, non si basò sulla Bibbia, ma sull'ispirazione dello Spirito Santo. Arrestato una prima volta, convertì lo sceriffo; si dice che in un secondo arresto intimò al suo giudice di "riverire Dio e di tremare (quake) davanti alla sua parola ", donde il nome di a tremanti" o quaccheri, che per derisione viene dato ai seguaci di questa setta. La teologia del loro individualismo religioso fu esposta alla fine del secolo xvn da Barclay (Tkeologiae verae christianae Apologià). W. Penn, il fondatore della Pennsylvania, applicò la loro dottrina alla politica; il suo tentativo è uno degli episodi più straordinari della storia della colonizzazione. Le mistiche quac-chere possono essere giudicate prima di tutto dal Giornale di Giorgio Fox, opera classica della letteratura religiosa, e dagli studi di Rufus M. Jones o di Miss. Ruth Fry.

6.o Gli Unitariani. - È il nome moderno dei discepoli di Lelio e Fausto Sozzini o sociniani che negavano la Trinità; come i Quaccheri nell'insieme dei non conformisti, essi formano un gruppo distinto e s'allontanano dall'ortodossia tacitamente richiesta tra i protestanti per essere cristiani.

Tuttavia gli Unitariani pretendevano di appoggiarsi alla Bibbia, che consideravano come un libro ispirato. Furono iniziati principalmente da Th. Lindsey (1723-1808) e dal chimico J. Pristley (1773-1804), che era pastore, " materialista - cristiano " e che divenne membro della Convenzione in Francia; poterono organizzarsi apertamente soltanto dopo il ritiro delle leggi penali contro gli antitrinitari (1813). Dopo un secolo si sono molto evoluti, e d'ordinario hanno respinto l'autorità diretta della Bibbia a profitto dell'esperienza e della storia religiosa.

L'unitarismo ha trecentomila aderenti in Gran Bretagna, in America sono solo centocinquantamila, ma dopo W. E. Channing (1780-1842) hanno maggior attività teologica. Emerson fu pastore di questa chiesa, ma poi lasciò il ministero e introdusse la filosofia hegeliana tra i suoi correligionari.

7.0 L'Esercito della Salvezza. - L'Esercito della Salvezza non è propriamente una setta speciale; accetta il simbolo di fede della Chiesa primitiva e della cristianità universale e lascia ai suoi aderenti, se lo credono opportuno, la libertà di far parte d'una denominazione particolare. È un movimento interconfessionale d'assistenza sociale ed è nota l'opera ammirabile che compie in questo campo. Alla filantropia, i salutisti aggiungono ""una testimonianza spirituale e un evangelismo aggressivo ", talvolta di sapore wesleyano. Vogliono provocare la conversione per mezzo di uno choc psicologico e se la ridono del ridicolo.

Il loro fondatore, W. Booth, nel 1890 pubblicò un libro, che fece rumore, sulla miseria inglese (In Darkness Engtand and thè way out). Egli organizzò l'esercito secondo il principio autocratico: responsabilità del capo, obbedienza dei soldati. Ciascun paese nel quale opera l'Esercito ha un ufficiale superiore o commissionner, e si divide in province. H Generale ha l'autorità suprema ed è l'unico proprietario dei beni della società. Nel 1929 avevano quattordici mila gruppi e ventidue mila ufficiali, di cui cinquemila in America. La successione del generale Booth (figlio) nel 1929 diede luogo a un penoso processo. Questi intrighi di palazzo e anche l'atteggiamento alle volte tumultuoso dei salutisti nei paesi di missione rischiano di causare una crisi di crescenza nel movimento.

8.o I gruppi d'Oxford. - Poco più di trent'anni fa il pastore americano Frank Buchman lanciò da Oxford, dove soggiornava, il segnale d'un rinnovamento cristiano pratico, che ebbe un considerevole successo in tutti gli ambienti. Egli non proponeva nessuna nuova dottrina, ma voleva unicamente che si mettesse in pratica il Vangelo con la rinuncia ai pregiudizi di razza, di classe e di religione, e con la manifestazione delle virtù fondamentali della purezza, dell'amore, dell'onesto e del disinteresse nella vita privata e pubblica: sono queste le quattro et norme di vita ", dette anche k i quattro assoluti ".

E per praticare queste quattro norme i gruppi raccomandano quattro pratiche: 1. La Sharing, cioè comunicazione o confessione dei propri peccati, tentazioni ed esperienze religiose ad altri, sia individualmente e sia collettivamente. 2. Il Surrender, cioè abbandono totale della propria vita alla guida di Dio. 3. La Restitution, ossia riparazione dei torti recati ad altri. 4. Il Listening to God's Guìdance, cioè ascoltare e seguire la guida di Dio in ogni cosa da fare o da dire; e per poterla ascoltare raccogliersi nel Quiet lime, spazio più o meno breve di raccoglimento.

Ogni settimana i gruppi organizzano dei week-end spirituali che contribuiscono largamente alla loro diffusione. Tutto questo dinamismo ha un avvenire? I pericoli di deviazioni e di disgregazione sono evidenti tanto più che non si tratta di una Chiesa, ma d'un'amicizia tra cristiani. Per lo stesso motivo l'atteggiamento dei cattolici di fronte ai gruppi pone un delicato problema. Ma il dinamismo di questa crociata per il a riarmamento morale " è incontestabile.

9.0 La " Scienza cristiana ". - Questa Chiesa venne fondata da Mary Baker Eddy per predicare al mondo n il sistema scientifico della guarigione divina ". Dio vuole il bene e l'armonia delle sue creature; il male è un'illusione che proviene dal fatto che ci crediamo. Benché questo dichiarazione abbia una importanza morale e metafisica, la Scienza cristiana si occupò soprattutto, e anche troppo, delle guarigioni fisiche. La stessa Mary Baker Eddy diceva di essersi rimessa da una grave ferita leggendo il capitolo DI di S. Matteo dal versetto uno a otto. Nel 1875 essa pubblicò la prima edizione di Science and Health (Scienza e salute) al quale nel 1884 aggiunge Key to thè Scripture (Chiave della Scrittura) e cosi si formò il libro fondamentale della setta, ossia Science and Health with Key to thè Scripture, equiparato dagli scientisti alla Sacra Scrittura. La setta ha due mila chiese, quasi tutte negli Stati Uniti ove si sono alleate con la teosofia.

Anche se destinata ad accogliere un certo numero di squilibrati, la setta potrebbe compiere un buon lavoro di riforma morale. Cosa inattesa, il suo periodico principale, The Chrisiian Science Monitor, è divenuto uno dei più autorevoli organi generali d'informazione della stampa americana, sebbene non per motivi d'ordine religioso.

10.o Le sette eccentriche. - Bisognerebbe ancora fare posto a un certo numero di sette profetiche e apocalittiche, che hanno il loro terreno di predilezione in America dove raccolgono un numero sconcertante di fedeli. Vi sono, ad esempio, più di settecentomila Mormoni nel territorio di Utah, i quali con le loro bande hanno talvolta fatto tremare le autorità locali dell'ultimo secolo. La loro dottrina, esposta dal visionario Joe Smith nel 1830, è una confusione di elementi scritturali, di rapsodie infantili e di rivelazioni senza interesse. La trama del libro è probabilmente il risultato d'un plagio. In seguito a una visione Smith divenne poligamo; mori linciato dalla folla. Un altro visionario, William Miller, predicava la fine del mondo per il 27 ottobre 1847. Sorsero cosi gli Avventisti, che malgrado trasformazioni e scissioni facilmente prevedibili, hanno ancora circa centomila membri, tt L'individuo cerca spontaneamente d'inquadrarsi e, se non trova il quadro, lo improvvisa, spinto com'è ad utilizzare l'associazione più che a discuterne i principi. E questo spiega il prestigio di tanti apostoli bizzarri, e il successo delle loro comunità: trappisti, mormoni, tremolanti e, più recentemente, sotto gli occhi dei viaggiatori stupiti, il " profeta " Dowie e la sua fondazione di Zion City. Proprio cosL Nel 1901 negli Stati Uniti d'America un uomo si potè far credere la reincarnazione del profeta Elia (Elia II), attirare discepoli, fondare una prospera città sulle rive del lago Michigan e guadagnare cinquanta milioni " (F. Roz, Les Etates-Unis d'Amerique, Parigi, 1927, p. 160).

Una delle ultime avventure di questo genere è quella del Father Divine: un negro che non esitò a farsi credere Dio stesso, e non è mica riuscito male. Sarebbe però ingiusto, in una descrizione del non conformismo, attardarci su questi fenomeni aberranti, di cui esso non è direttamente responsabile, e che interessano specialmente la storia del Nuovo Mondo.

M. N.

1930; F. M. PowiCBE, The reformatian in England, Oxford, 1940. G. K. A. Bell, L'anglicanisme, P. U. F., Paris 1939. Importante per l'esposizione della dottrina della Chiesa anglicana. C. Garbett, The Church of England to-day, Hodder et Stoughton, Londra 1953. L'autore è arcivescovo di York. Sulle assemblee di Lambeth; Lambeth Conferences (1867-1930), S. L. C. K., London 1948.

La questione delle Ordinazioni anglicane. Da patte cattolica la scottante questione è stata regolata dal punto di vista disciplinare da Leone XIII nella Bolla Apostolicae curae (1896), che .ritiene nulli gli ordini anglicani. Si veda: S. Brandi, Delle ordinazioni anglicane,
4 ed., Civiltà Cattolica, Roma 1908, come pure l'articolo Ordinations anglkanes di L. Mareohal nel D. T. C, XI, 1154-1191. Gli arcivescovi d'Inghilterra nel 1897 fecero una risposta anglicana all'enciclica. Tra le recenti apologie anglicane bisogna citare Gregory Dee, The queslion of Anglican Orders, Londra 1944. L'autore chiede che si tenga conto del prefazio che precede l'Ordinale del 1550 e del 1552 per poter giudicare la portata dei mu tamenti intervenuti nell'ordinazione. È cerio che Cranmer resistette al desiderio di Buzer, che voleva cancellare la distinzione del diaconato, del presbiterato e dell'episcopato; è pure certo che i riti della Chiesa primitiva possono aver comportato un certo margine di plasticità nell'amministrazione dei sacramenti; però qui si tratta d'un'alterazione ulteriore e intenzionale dei riti della Chiesa. Questo fatto non importerà forse gravi conseguenze? Con un paragone si potrebbe dire che ciò che è possibile e normale nel corpo d'un bambino, può diventare mortale nell'organismo più differenziato dell'adulto. G. Drx bada poco a quest'obiezione. La partecipazione di Vescovi vecchio-cattolici ed ortodossi nella consacrazione d'alcuni vescovi anglicani rende difficile dare ora un giudizio, dal punto di vista cattolico, della validità o invalidità delle ordinazioni anglicane nei casi concreti.
Le Chiese non conformiste. a) In generale. C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, a ed., Morcelliana, Brescia 1944, pp. 656-692. C. Crivelli, / Protestanti in Italia, 2 voli. Macioce e Pisani, Isola del Lóri 1936-38. Il secondo volume presenta con ricchezza di documentazione e bibliografia essenziale le principali Chiese non conformiste nella loro storia, dottrina e situazione italiana.
b) In particolare. Si vedano le relative voci, generalmente molto sviluppate, nel D. T. C. e quelle più brevi della E. C Sui " Gruppi di Oxford a che attualmente si denominano " Riarmamento morale " si possono vedere i documentati articoli di M. Barbera, in La Civiltà Cattolica, 1938, I, 13-23; 110-128 e 1940, IV, 401-409.

4. Sulle comunità religiose anglicane vedere Petbr Eoton, The Cali of ihe Cloisttr, S. P. C. K. Londra 1955. Recensione oon riassunto in Civiltà Cattolica 1957, III,pp. 405-415.

BIBLIOGRAFIA. - i. G. Constant, La riforme en Angleterre, a voli., Perrin, Paris 1930 e 1939. La migliore opera cattolica sulle origini dell'anglicanesimo. G. Coolbn, Hisloire de l'Eglise d'Anglrterre, Bloud et Gay, Parìa 1932; L'anglicanisme d'aujourd'hui, ivi, 1933.1. Couturier, Le Book of Comtnon Prayer et l'Eglise anglLane,Vzxìs 1998. P. Thureau-Danoin, La renaissance catholique en Angletene mi XIX siede, 3 voli., Plon, Paris 1923. Opera magistrale. C. Lovera di Castiglione, Il movimento di Oxford, Morcelliana, Brescia 1934. J. Gill, La Chiesa anglicana, Istituto Ed. Galileo, Milano 1948. Due parti: la stona delle Chiesa anglicana; la Chiesa anglicana oggi: dottrina, culto, organizzazione, relazioni con altre Chiese. Importante il capitolo sulla dottrina (pp. 83-110) perché redatto sul rapporto e la dottrina nella Chiesa d'Inghilterra " pubblicato nel 1938 da una Commissione ufficiale. Sui tentativi di avvicinamento tra cattolici e anglicani : J. Db Bivort de la Saudee, An-glicans et calholiques, 2 vol., Goemaere, Bruxelles 1049. Il primo volume espone la storia dei tentativi dal 1833 al 1933; il secondo riporta i documenti relativi alle Conversazione di Malines. Ph. Huoes, Reformalion in England, 3 ¦"'oli. Hollis et Carter, London 1954.

Johonson Humphrbi Joht T. Le tendenze Uologuhe nella Chiesa d'Inghilterra in Problemi e Orientamenti di Teologia Dogmatica, ed. italiana, I, pp. 664-691. Da parte anglicana segnaliamo: H. Moreton, La riforme anglicane en XVI siicle, Paris,