tratto
dall'Enciclopedia di Apologetica
- quinta edizione - traduzione del testo APOLOGÉTIQUE
Nos raisons de croire - Réponses aux
objection
PARTE PRIMA. - LE SUE
ORIGINI. - (1532-1603)
L'anglicanesimo
si è stabilito con la violenza.
- Si dice anglicanesimo il complesso di dottrine
e istituzioni della chiesa ufficiale d'Inghilterra
(United Church of England and Ireland). Esso
non usci dal seno della nazione, anche se
opinioni eretiche si erano sviluppate con
un certo rumore nell'Inghilterra nei secoli
XIV e XV. La prima origine dell'anglicanesimo
non è dovuta a disegni meditati a lungo,
ma al capriccio di Enrico vili per una giovane
irlandese; l'organizzazione essenziale fu
opera soprattutto del Parlamento, dei ministri
di Edoardo vi e d'Elisabetta, soprattutto
di Cecil, e d'un pugno di vescovi da lui scelti
per il loro odio contro la Santa Sede. L'anglicanesimo
prima di tutto è un'organizzazione
di Stato.
CAPITOLO
I. - L'ANGLICANESIMO SOTTO ENRICO VIII (1532-1547).
Il
divorzio del re. - Al principio del
suo regno (1509) Enrico aveva sposato Caterina
d'Aragona, zia di Carlo V. Costei nel 1501
era stata data in moglie al fratello maggiore
d'Enrico, un ragazzo di quattordici anni,
di salute molto cagionevole, che mori nel
1502 senza aver mai coabitato con la moglie.
Prima della celebrazione del secondo matrimonio
il papa Giulio II aveva concesso la dispensa
da affinità di primo grado. Nel 1519
Enrico era pubblicamente infedele alla moglie
e ben presto si perdutamente innamorato d'una
dama d'onore della regina, Anna Bolena, alla
quale, per vincerne le resistenze, promise
il matrimonio. L'unica uscita possibile era
il divorzio. Dal 1527 il re cercò con
tutti i mezzi di ritardare la sentenza di
Roma nell'affare del divorzio, finché
separata di fatto la Chiesa d'Inghilterra
da Roma, potè rimandare la moglie e
sposare pubblicamente Anna, facendo a meno
del Papa, e senz'esporsi a una guerra con
Carlo v, nipote di Caterina. Per consiglio
di Cranmer futuro arcivescovo di Cantorbery
e di Cromwell, Enrico fece iniziare negoziati
con Roma, che furono tortuosi e durarono parecchi
anni. Il 13 luglio 1529 il Papa Clemente vii
decise che il processo fosse fatto a Roma.
Caterina aveva presentato al tribunale di
Londra una copia autentica del breve di Giulio
II ed Enrico comprese che la sua causa era
perduta.
Lo
scisma. - Nel 1531 clero e Parlamento,
atterriti da mezzi d'una violenza inaudita,
accettarono il re come " capo supremo
della Chiesa e del clero d'Inghilterra ".
Il 10 maggio 1532 intimò alle due Camere
della Convocazione del clero di Cantorbery
(1) di accettare
tre articoli:
l.o
in avvenire non si potrà fare o eseguire
nessuna legge o costituzione senza l'autorizzazione
del re;
2.o tutte le costituzioni esistenti saranno
soggette a revisione e al beneplacito del
re;
3.o le costituzioni sopravvissute a questo
esame continueranno ad essere applicate con
l'approvazione del re. Dopo vani tentativi
di resistenza, le due assemblee del clero
accettarono i tre articoli col famoso atto
" Sommissione del clero". Lo stesso
giorno, 16 maggio, Tommaso More, l'amico d'infanzia
del re, si dimise dalle funzioni di cancelliere.
Al principio del 1531 il Parlamento votò
tre grandi leggi che consumarono la separazione
da Roma. La prima regolava la nomina dei vescovi:
il re presentava un candidato al capitolo;
l'eletto prestava giuramento al re e si presentava
all'arcivescovo della provincia. Il vescovo
" di Roma " non ha nessuna autorità
sul suolo inglese. La seconda aboliva tutti
i pagamenti fatti a Roma, e trasferiva tutta
la giurisdizione che le era appartenuta all'arcivescovo
di Cantorbery; i monasteri esenti dall'autorità
episcopale venivano messi sotto l'esclusivo
controllo della corona. La terza legge interdiceva
ai vescovi di pubblicare qualsiasi ordinanza
senza l'autorizzazione regia.
(1)
Per comprendere alcuni passi di questa trattazione
giova ricordare qual'è l'organizzazione
della Chiesa anglicana. Andando dal basso
all'alto si ha: i) II Consiglio parrocchiale
che esiste in ogni parrocchia e lo formano
il parroco, il vicario, gli amministratori
dei beni delia parrocchia e alcuni laici.
2) L'Assemblea decanale, riunione dei pastori
rurali sotto la direzione del Decano rurale.
3) La Conferenza diocesana, formata dal Vescovo,
dai pastori e da alcuni laici. 4) La Convocazione
(Smodo provinciale) che è composta
di due Camere : una Alta formata da tutti
i vescovi delle Province di Cantorbery e York,
sotto la presidenza dell'Arcivescovo ; l'altra
Bassa, formata dai Decani dei capitoli cattedrali,
da due arcidiaconi per ciascuna diocesi, da
alcuni dignitari ecclesiastici e dai procuratori
(almeno tre per diocesi) del clero basso.
5) VAssemblea della Chiesa, autorizzata solamente
nel 1919. È l'assemblea generale della
Chiesa d'Inghilterra, cioè delle due
Province di Cantorbery e di York, e la costituiscono
la Camera dei vescovi, (tutti i vescovi delle
due Convocazioni), la Camera del clero (tutti
i membri delle Camere basse delle due Conv.)
e in ltre la Camera dei laici, formata da
membri comunicanti, eletti dai consigli provinciali.
6) II Re, il Parlamento e il Consiglio privato.
La decisione finale di tutto ciò che
spetta la dottrina, i costumi, il culto, dipende
dal Capo ufficiale della Chiesa, Re o Regina,
che per mezzo del Par'amento nei casi di maggior
importanza (es. revisione del Prayer Book)
o per mezzo del consiglio privato nei casi
ordinari, approva o rigetta tutto ciò
che gli è proposto dall'Assemblea o
dai Vescovi. Cfr. C. Crivelli, / protestanti
in Italia, voi. II, pp. 95-96.
Si
cercò di rendere efficaci queste misure
imponendo due giuramenti solenni. Gli ecclesiastici
dovevano giurare che avrebbero osservato la
legge della supremazia; la formula imposta
ai religiosi era più esplicita e più
odiosa. Il giuramento di successione, imposto
a tutti gl'inglesi d'ambo i sessi giunti all'uso
di ragione, obbligava a riconoscere Elisabetta,
figlia di Anna Bolena, come erede del trono.
Le " leggi sul tradimento " infliggevano
una morte atroce a chi rifiutasse il giuramento
o criticasse il re o il nuovo ordine. Fischer,
More e religiosi venerati furono messi a morte
per queste leggi. Il " terrore inglese
" paralizzava la nazione, ed Enrico e
Cromwell ne approfittarono per distruggere
i monasteri. Nel punto culminante della lotta
contro il papa, il re prese contatti con i
protestanti tedeschi e lasciò loro
intravvedere la possibilità di un'alleanza.
Tuttavia le prescrizioni dommatiche e cultuali
della fine del suo regno, cioè la professione
di fede del 1536, quella del 1537, i sei articoli
del 1539, la professione di fede del 1543,
nelle quali egli ebbe parte personale e preponderante,
sono conformi al domma cattolico. Alcuni luterani,
come Barnes e Garret, furono messi a morte
in virtù di questi formulari. È
sconcertante constatare come quest'uomo, che
aveva spezzato l'indipendenza del clero, soppresso
le istituzioni monastiche, munito del potere
d'imporre tutte le sue fantasie a una nazione
atterrita, mantenne con mezzi violenti l'integrità
della fede cattolica, meno l'autorità
del papa.
CAPITOLO
II. - L'ANGLICANESIMO FU ORGANIZZATO DURANTE
IL REGNO D'EDOARDO VI (1547-1553)
Gl'influssi
protestanti del continente. - A Enrico
vin successe un fanciullo malaticcio di dieci
anni, sotto la reggenza dello zio, il duca
di Somerset che, già guadagnato da
lungo tempo dai riformatori tedeschi, era
appoggiato dall'arcivescovo Cranmer, e da
uomini nuovi arricchitisi con le spogliazioni
monastiche. Sotto questi influssi le dottrine
luterane e calviniste, che s'erano infiltrate
sotto il regno precedente ed erano state violentemente
combattute, si svilupparono rapidamente. Enrico
vili era morto il 28 gennaio 1547. Il 6 febbraio
il Consiglio ordinò ai vescovi di demandare
al Consiglio stesso l'autorizzazione per esercitare
i loro poteri spirituali. Cranmer obbedì;
il vescovo Gardiner protestò invano
a nome dei suoi colleghi. Il Parlamento riunito
il quattro novembre abrogò tutte le
leggi d'Enrico VIII contro l'eresia, che restava
punibile a nome del diritto comune; la morte
per alto tradimento puniva alla terza offesa
chi negava il potere supremo del re sulla
Chiesa. I deputati concessero al re la nomina
diretta di tutti i vescovi; aggiudicarono
al tesoro reale tutte le cappelle appartenenti
a privati, le corporazioni, le confraternite
semireligiose, con le loro terre, rendite,
dotazioni destinate a far celebrare offici
in favore dei defunti, i collegi e le confraternite
puramente laiche. La Convocazione del clero
inferiore della provincia di Cantorbery, riunita
contemporaneamente al Parlamento, accettava
la comunione sotto le due specie e votava
con cinquantatre suffragi contro tredici l'abrogazione
di tutte le leggi e canoni contro il matrimonio
dei preti.
I
luterani, sicuri dell'appoggio del reggente
precedevano l'opera del Governo e, approfittando
dei disordini che essi stessi provocavano,
distruggevano le statue e le vetrate delle
chiese. Già al principio di febbraio,
prima dell'incoronazione del nuovo re, il
curato di San Martino a Londra aveva tolto
dalla sua chiesa i quadri e le statue, sostituito
il crocefisso con le armi reali e imbiancato
i muri con calce. La sua fretta eccessiva
fu punita con un'ammenda.
Dalle
ordinanze del 1547 al Prayer Book del 1549.
- II 31 luglio apparvero le famose ordinanze
di Edoardo vi, che introducevano con molta
prudenza e abilità, innovazioni molto
importanti negli antichi riti. Una parte notevole
del breviario e della messa solenne doveva
essere letta o cantata in inglese; furono
soppresse le processioni e sostituite dalle
litanie composte da Cranmer; fu anche proibito
di parlare dell'Eucarestia. Le ordinanze permettevano
di conservare quelle immagini che non davano
occasione a nessuna superstizione; tutte le
altre, compresi i dipinti e le vetrate che
ricordavano i miracoli, dovevano essere distrutte.
Ma siccome in tutto il paese ci si batteva
per togliere o conservare le immagini, un
ordine del Consiglio ordinò di distruggerle
tutte, senza distinzione o eccezione. Sfuggirono
soltanto alcune vetrate di chiese troppo povere
per sostituirle.
Le
ordinanze furono seguite da un'ispezione generale
per il regno, diviso in sei regioni. I trenta
visitatori di cui dieci ecclesiastici, imponevano
il giuramento di supremazia, vendevano il
Libro delle Omelie pubblicato dal Cranmer
e composto di dodici sermoni, di cui vari
d'ispirazione luterana; vendevano pure la
Parafrasi del Nuovo Testamento d'Erasmo, e
si accertavano se i reliquiari, le pitture,
le statue erano state realmente distrutte
e se i preti non celebravano più le
feste abolite. Nel marzo 1548 fu pubblicata
l'Istruzione per la comunione dei laici, piccolo
rituale che, nell'insieme, era calcato sulla
Consultazione d'Ermanno de Wied arcivescovo
di Colonia, usata nelle chiese luterane, specialmente
a Norimberga. Furono invitati i fedeli a contentarsi
avanti la comunione della confessione generale
dei loro peccati, fatta a Dio. L'Istruzione
sollevò violentissime discussioni e
in generale i sacerdoti di campagna non ne
tennero conto.
Nel
settembre del 1548 una commissione di vescovi
e di teologi in maggioranza d'opinioni eretiche,
studiò un progetto di liturgia. Il
14 dicembre ci fu alla Camera dei Lord di
Londra un dibattito di quattro giorni tra
i vescovi sull'Eucarestia. I vescovi Tunstall,
Bonner, Day e Thyrlby sostennero la dottrina
cattolica; Cranmer, autore principale del
progetto, abbandonò la transustanziazione
e s'affiancò ai sacramentari svizzeri
che consideravano l'Eucarestia come semplice
commemorazione della Cena, un simbolo del
corpo di Gesù Cristo. Il 15 gennaio
1549 ci fu il voto finale e il progetto intitolato:
Libro della preghiera pubblica (Book of common
prayer) venne adottato dalla maggioranza dei
pari laici e da tredici vescovi; la minoranza
era composta di otto prelati e di lord laici.
Il celebre libro non fu mai sottoposto all'assemblea
del clero. La sua importanza è grandissima,
poiché è, nello stesso tempo
il breviario, il messale, il rituale, e il
pontificale dell'anglicanesimo. Nel corso
dei secoli subì alcune modifiche, ma
resta la base di tutto il culto pubblico della
Chiesa Stabilita. In seguito ne esamineremo
le sue principali disposizioni.
Mentre
Cranmer si circondava di teologi tedeschi
e svizzeri, Vermigli, alias Pietro Martire,
monaco italiano sposato e nominato professore
a Oxford, Bernardino Odiino, ex cappuccino
nominato canonico di Cantorbery, Bucero pure
ex-frate incaricato d'insegnare teologia a
Oxford, e altri visitatori scelti tra gli
eretici, ricevevano la missione d'imporre
al clero il Libro della preghiera pubblica.
Le Università d'Oxford, Cambridge e
la massa del clero resistettero con coraggio
finché la loro resistenza fu infranta
dal potere politico. E come sotto Enrico vin
il nord s'era sollevato per difendere i monasteri
e la fede cattolica, così ora le popolazioni
insorsero contro i cambiamenti loro imposti,
reclamando la messa latina, la comunione sotto
una sola specie, i sacramenti cattolici, gli
altari, le immagini. La rivolta fu schiacciata
crudelmente da mercenari venuti dalla Spagna,
dall'Italia, dalle Fiandre, dalla Germania,
molti dei quali erano cattolici. Somerset
non potè godere il suo trionfo, poiché
con la sua politica aveva allarmato i conservatori,
e Warwick, suo rivale, lo chiuse nella Torre.
Venne decapitato nel 1552 per alto tradimento.
Warwick
e il Prayer Book del 1552. - Warwick,
dopo qualche esitazione, continuò la
stessa politica religiosa. Nel gennaio 1550
i Lords e i Comuni votarono una legge che
ordinava la distruzione di tutti i libri in
uso nelle chiese, messali, breviari, antìfonari,
eccetto il Primer di Cranmer, immagini, pitture,
statue ancora esistenti. Ridley, vescovo di
Londra, aveva preso l'iniziativa per distruggere
gli altari; un ordine del Consiglio ordinò
di sostituirli ovunque con tavole, che dovevano
essere poste regolarmente ai piedi degli scalini
che salivano al presbiterio. Fu incaricata
una commissione di comporre un ordinale e
il suo progetto venne pubblicato nel marzo
1550, modificato nel 1552 ed è tuttora
in uso nella Chiesa Stabilita. Scomparvero
interamente i quattro ordini minori e il suddiaconato.
Gli autori dell'Ordinale nell'ordinazione
dei diaconi e dei preti, avevano anche soppresso
la presentazione del calice e della patena,
ehe da notevoli teologi fino a un tempo recente
fu considerata essenziale per la validità
del rito. Tale omissione e la questione della
consacrazione di Parker fecero sorgere lunghe
controversie sulla validità delle ordinazioni
anglicane. La decisione di Leone XIII, com'è
noto, non è favorevole alla validità.
Nel
1552 Cranmer, sotto l'onnipotente influsso
di teologi tedeschi e svizzeri, fece rivedere
il Libro della preghiera pubblica e nello
stesso tempo, stese un certo numero d'articoli
di religione che doveva essere firmato dai
sacerdoti che chiedevano la autorizzazione
di predicare. Dopo molti esami, i 42 articoli
furono pubblicati nel 1553, e sono una specie
di prima edizione dei famosi XXXIX articoli.
Il piccolo re moriva pochi giorni dopo averli
firmati.
I
vescovi nominati sotto il regno d'Enrico vili,
Gardiner, Bonner, Heath, Day, Tunstall, Rugg
e Weysey s'erano coraggiosamente opposti alle
distruzioni e alle innovazioni degli eretici,
ma furono impotenti, dato che la maggioranza
dei vescovi (le diocesi erano ventisette)
erano stati nominati perché notoriamente
favorevoli alle idee luterane e calviniste.
Cinque di essi furono deposti e due furono
costretti a dimettersi.
CAPITOLO
III. - EFFIMERO RISTABILIMENTO DEL CATTOLICESIMO
SOTTO LA REGINA MARIA (1553-1558)
Inizi
del regno. - Alcuni giorni prima che Edoardo
VI morisse (6 luglio 1553) l'onnipotente Warwik
aveva ottenuto dal giovane sovrano e dal Consiglio
un atto che escludeva dal trono le due figlie
d'Enrico VIII, Maria ed Elisabetta, in favore
di Jane Grey, figlia del duca di Suffolk,
che il 10 luglio fu proclamata regina; ma
il suo regno non durò che nove giorni...
Maria erede legittima del trono dimostrò
un grande coraggio e la nazione si schierò
con lei ch'era già stata proclamata
regina il 13 luglio. Tra le sue prime preoccupazioni
ci fu quella di far notare pubblicamente la
sua intenzione d'inaugurare una politica di
tolleranza, incoraggiata a ciò da Carlo
v. Solo i traditori, che avevano cercato con
le anni d'escludere dal trono l'erede legittima,
furono condannati a morte: Warwick, sir John
Gates e sir Thomas Palmer furono decapitati
(21 agosto). Maria perdonò agli altri
traditori e rifiutò energicamente l'esecuzione
di Jane Grey. Alcuni vescovi assieme a Cranmer,
che si erano opposti sul terreno religioso
furono chiusi nella Torre. Il Consiglio si
limitò a cacciare dai loro collegi
i professori stranieri ed eretici. Il giorno
dell'incoronazione la regina concesse un'amnistia
generale, da cui furono esclusi soltanto i
vescovi e i predicatori eretici imprigionati.
Il
Parlamento, riunito il 4 ottobre, abolì
le leggi che creavano nuovi crimini d'alto
tradimento votate sotto i due ultimi regni
e furono abrogate in blocco tutte le leggi
promulgate contro il domina, la morale e la
disciplina cattolica. L'assemblea del clero
fece proprie quest'ultime misure.
Le
rivolte. - Contro il parere del Consiglio,
la regina decise di sposare il figlio di Carlo
v. Il matrimonio spiacque alla maggioranza
della nazione, e i cospiratori sfruttarono
immediatamente il malcontento popolare. Il
duca di Suffolk, al quale Maria aveva già
perdonato il tentativo di dare il trono alla
propria figlia Jane Grey, cercò di
sollevare il centro del paese, ma fu vinto
e chiuso nella Torre. La rivolta di sir Thomas
Wyatt nella contea di Kent, fu nettamente
religiosa, contro il matrimonio spagnolo e
fu molto più grave e fallì solo
per il coraggio personale della regina. L'ambasciatore
di Carlo v insistette vivamente presso la
sovrana perché il castigo dei ribelli
fosse severo; il Consiglio agì nello
stesso senso e a Londra furono pronunciate
centoquattordici condanne. In pochi giorni
avvennero sessanta esecuzioni, tra cui quelle
di Wyatt, Edoardo Courtenay, Jane Grey e Suffolk,
suo padre. Maria perdonò a quattrocento
ribelli notoriamente colpevoli.
La
rivolta di Wyatt ebbe come conseguenza principale
di condurre il Governo a restaurare il cattolicesimo
con le misure più energiche. I vescovi
sposati furono deposti e tutti i vescovi ricevettero
l'ordine d'infierire contro i preti sposati.
Ovunque si ristabilì la liturgia cattolica.
La riconciliazione solenne avvenne a Westminster
il 30 novembre 1554 sotto la presidenza del
Cardinal Pole, cugino della regina.
La
lotta contro gli eretici. - Maria
regnava da un anno e mezzo e nessuno era stato
messo a morte per le sue credenze religiose.
Tuttavia gli eretici, facendo causa comune
con i traditori, avevano cercato di cacciare
la regina dal suo trono. Questo seguito ininterrotto
di complotti inquietava il Consiglio. I suoi
membri sapevano che la regina detestava la
persecuzione, ma giunsero a convincerla che
per salvare lo stato occorreva far risuscitare
le leggi di Riccardo II, di Enrico IV e di
Enrico V contro gli eretici, che condannavano
al fuoco i colpevoli. La Camera dei Comuni
e quella dei Lords approvarono la rinnovazione
di questi atti, per cui i vescovi Cranmer,
Latimer, Ridley, alcuni predicatori, in tutto
trecento eretici, perirono sul rogo,
Giudizio
della storia sulla regina Maria.
- La storia è stata dura contro la
memoria della regina Maria: gli epiteti di
" sanguinaria ", di " perversa
Gezabele " che le aveva applicato il
Baie, sono rimasti nella memoria del popolo
inglese. Gli storici Foxe, Speed, Strype,
Rapin, tutti protestanti e suoi contemporanei,
l'accusarono di essere stata crudele e vendicativa.
Autori più recenti, come Hume, Hallam,
Froude, ne hanno accettato quasi integralmente
il verdetto, seguiti dall'opinione pubblica.
Intanto scrittori, egualmente protestanti,
la giudicarono più imparzialmente.
Lo storico Camden (1551-1623), il teologo
Fuller (1608-1661), il vescovo Godwin (1562-1633)
ammettono che essa fu sinceramente pia, caritatevole,
misericordiosa.
La
pubblicazione delle carte di Stato e delle
corrispondenze degli ambasciatori stranieri
ha giovato alla sua memoria. Questi scritti
ci mostrano una regina che governa pacificamente
per un anno e mezzo. Quando i riformatori,
mescolando la politica e la religione, ebbero
provocato rivolte con lo scopo reale di detronizzarla
onde ristabilire la religione d'Edoardo vi,
essa si rassegna a malincuore, e solo dopo
aver esaurito tutti gli altri mezzi, ad adottare
verso gli eretici una politica di rigore.
Aveva un'alta idea della politica e un grande
rispetto della legalità, e nulla fece
senza la previa sanzione del Parlamento. I
documenti ufficiali ci rendono simpatica la
regina nella sua vita privata; Le lunghe prove
della sua giovinezza, così triste,
le avevano dato singolare forza di volontà,
grande altezza di vedute e fierezza che le
impedì sempre d'abbassarsi a cercare
di guadagnarsi il favore del popolo.
Riassumendo,
dall'avvento al trono nel 1553, la regina
Maria fece abrogare in blocco tutte le nuove
leggi dei due regni precedenti, che istituivano
nuovi delitti d'alto tradimento, e tutta la
legislazione religiosa d'Edoardo vi. Avendo
il papa e la regina dichiarato che tutti coloro
che avevano acquistato beni ecclesiastici
non sarebbero stati obbligati a restituire,
la Convocazione.de! clero e il Parlamento
accettarono l'autorità del papa. I
vescovi enrichiani furono ristabiliti sui
loro seggi e quelli d'Edoardo vi imprigionati.
Gli eretici non cessarono di cospirare, e
la regina disgraziatamente si lasciò
convincere che fosse necessario far rivivere
le antiche leggi ' contro l'eresia. Ella morì
il 17 novembre 1558.
CAPITOLO
IV. - L'ANGLICANESIMO SI AFFERMA SOTTO IL
REGNO D'ELISABETTA (1558-1603)
§
1. - I primi incidenti del regno d'Elisabetta.
Le
tendenze personali della regina.
- Sua sorella Elisabetta, figlia d'Enrico
vin e di Anna Bolena, salì sul trono
a venticinque anni, dopo una giovinezza triste.
In religione era scettica e pagana e, in tempi
meno difficili, sarebbe forse rimasta indifferente
tra cattolici e novatori. Fin dai primi giorni
del suo regno molti incidenti inquietarono
i cattolici. Il 27 novembre il vescovo Christopherson
dall'alto della cattedra di San Paolo confutò
le dottrine eretiche d'un cappellano della
regina. Fu subito cacciato in prigione. Lo
stesso trattamento venne inflitto al vescovo
di Winchester che il 15 dicembre aveva pronunciato
il panegirico di Maria. Il vescovo Oglethorp
doveva celebrare la messa di Natale davanti
alla regina. Questa gli mandò l'ordine
di non elevare l'ostia dopo la consacrazione;
il vescovo rifiutò di obbedire e la
regina si ritirò dopo il Vangelo. Nei
giorni seguenti la messa fu celebrata da cappellani
che non elevarono l'ostia consecrata ed Elisabetta
assistette fino alla fine. Le feste dell'incoronazione
mostrarono l'unione dei vescovi, nessuno di
loro avendo accettato di celebrare la messa
senz'elevare l'ostia consecrata. La messa
fu poi cantata dal decano della cappella reale,
che soppresse l'elevazione. Nella celebrazione
si usò il latino, ma l'epistola e il
vangelo furono letti in latino e in inglese.
La regina, che secondo un uso antico avrebbe
potuto comunicarsi sotto le due specie, non
si comunicò affatto.
Ritorno
offensivo dell'eresia. - Questi fatti
facevano prevedere mutamenti imminenti ai
novatori fuggiti dall'Inghilterra sotto il
regno di Maria. Costoro nente dov'erano stati
ospiti, cercarono di riconciliarsi sul terreno
dottrinale. Ma si affrettarono a rientrare
nella loro patria, e, prima di lasciare le
città del conti-il progetto falli,
perché i luterani rimproverarono loro
di respingere la presenza reale e d'essere
calvinisti. I più noti di questi isolati
erano Samson, Sandys, Jewel, Grindal, tutti
futuri vescovi rifugiatisi a Strasburgo, Lever,
che veniva da Arau, Cox e Whitehead, da Francoforte,
Fox da Basilea, Whittingham da Ginevra, infine
Goverdale e Goodman. Matteo Parker fu tra
coloro che fecero buona accoglienza agli esiliati.
Privato dei suoi benefici dal governo di Maria,
viveva a Norwick con la moglie e due figli
quando il cancelliere Nicola Bacon gli offri
l'arcivescovado di Cantorbery. Rifiutò
parecchie volte e infine venne eletto (1 agosto
1559). Il nuovo arcivescovo anglicano, meno
intelligente di Cranmer, è più
simpatico, perché seppe conservare
una certa moderazione; non fu privo di coraggio
morale e tentò di mantenere la Chiesa
Stabilita in quella " via media ",
ossia a mezza strada tra Roma e Ginevra, che
è la sua principale caratteristica.
Elisabetta
organizzò rapidamente il suo governo
aiutata in ciò da Cedi, già
segretario sotto la regina precedente, e che
fra poco otterrà un influsso preponderante.
Cattolico del tempo di Maria, svolse una parte
molto importante nell'organizzare la nuova
religione. Elisabetta mantenne al Consiglio
privato otto membri nominati da sua sorella,
tra i quali il conte di Sherewsbury e il duca
di Norfolk, il quale ultimo s'era largamente
arricchito con le spoglie dei monasteri ed
era passato allo scisma sotto Enrico vili,
restando però, come molti membri della
vecchia nobiltà, più o meno
fedele all'antica fede. Un numero press'a
poco eguale di rappresentanti di tutte le
piccole varianti delle dottrine nuove entrarono
nel Consiglio dove prima controbilanciarono,
poi annullarono l'influsso dei colleghi cattolici.
Sir Nicola Bacon ricevette il grande sigillo
tolto all'arcivescovo Heath.
§
2. - L'Atto di supremazia e l'Atto d'uniformità.
La
preparazione dei nuovi decreti. -Mentre
si preparavano questi timidi cambiamenti,
due uomini preparavano i progetti di riforma
da sottoporre al Parlamento. Riccardo Goodrich,
avvocato molto noto, membro del Consiglio
privato, scrisse una memoria giuridica: Diversi
punti di religione e contrari alla Chiesa
di Roma. Il Progetto per il cambiamento di
religione, forse opera dello stesso Cecil,
era più ardito. Nel gennaio del 1559
si riunirono la Convocazione del clero di
Cantorbery e il Parlamento. La Camera Alta
comprendeva circa 60 pari laici, l'abate di
Westminster e sedici vescovi; nove seggi erano
vacanti e due considerati dal governo come
tali perché i loro titolari occupavano
il posto di Coverdale e Barlow, che s'erano
rifugiati sul continente. La maggioranza dei
pari era cattolica, ma scoraggiata. Ai Comuni
c'era un gruppo numeroso e ardente di luterani
e di calvinisti. Il 9 febbraio il Governo
presentò un progetto che rendeva alla
corona la supremazia sulla Chiesa d'Inghilterra
e alcuni giorni dopo un altro progetto di
legge per l'approvazione del Libro della preghiera
pubblica, onde imporre l'uniformità
nel culto. I progetti furono aspramente discussi
in febbraio, marzo e aprile; l'assemblea del
clero inferiore fece pervenire alla regina
una petizione pregandola di non mutare nulla
della reli gione. I sacerdoti affermavano
la loro fede nella presenza reale, la transustanziazione
e il carattere propiziatorio del sacrifìcio
della messa e si pronunciavano pure
in favore dell'autorità del papa. I
Vescovi s'opposero ai due progetti con , unanimità,
fermezza ed eloquenza, decisamente sostenuti
in tutti i loro voti da : due lords, Shrewsbury
e Montagu. Per intimidire l'opposizione due
vescovi furono
chiusi nella Torre e sei campioni cattolici
furono trattati come sospetti.
"L'Atto
" d'Elisabetta e il Prayer Book del 1559.
- II 29 aprile 1559 il progetto sulla supremazia
divenne legge di stato, sotto un titolo che
dispensa ogni commento: r Atto per rendere
alla Corona l'antica giurisdizione sull'ordine
ecclesiastico e spirituale, abolendo qualsiasi
potere contrario a questa giurisdizione ".
Si tornava alla politica di Enrico VIII verso
il papa. Il fatto di accettare la supremazia
del papa era assimilato alla terza offesa,
al crimine d'alto tradimento. La regina controllava
la Chiesa mediante una commissione ecclesiastica
centrale, che dichiarava eretica ogni opinione
contraria alla Scrittura, ai quattro primi
concili generali, alle dottrine autorizzate
dal Parlamento e dall'assemblea del clero.
L'Atto
d'uniformità che porta la data del
28 aprile 1559, alla Camera Alta fu votato
con tre voti di maggioranza e ai Comuni senza
lungo dibattito. Esso autorizzava il Libro
della preghiera pubblica del 1552 modificandolo
in alcuni punti e prescriveva di usare i paramenti
autorizzati nel secondo anno d'Edoardo. Scompariva
la famosa rubrica nera, di cui parleremo.
Gli ecclesiastici che non si conformavano
al rituale imposto dovevano venire deposti
e imprigionati, i laici che lo avessero criticato
dovevano essere imprigionati: sotto pena dell'ammenda
d'uno scellino erano obbligati ad assistere
al servizio della domenica.
Mancava
ancora alla Chiesa, che stava organizzandosi,
un codice di dottrine. Questo le fu dato dalla
Convocazione del clero di Cantorbery del 13
gennaio e del 10 aprile 1563. La maggioranza
dell'assemblea era composta di dignitari ecclesiastici
guadagnati alla nuova religione, che avevano
preso il posto dei preti deposti. Vennero
riveduti i quarantadue articoli adottati l'ultimo
anno di Edoardo vi e furono ridotti a trentanove.
Questi famosi articoli nel loro insieme restano
ancora il credo ufficiale della Chiesa anglicana.
Li analizzeremo più avanti.
Cosi
dal 1563 la Chiesa anglicana con i xxxk articoli
ebbe il suo credo ufficiale; credo disparato,
composto di elementi cattolici, luterani e
calvinisti, con prevalenza di questi ultimi.
Nel Libro della preghiera pubblica, che conservava
molti elementi cattolici, ebbe il suo rituale
e il suo cerimoniale. Armati dell'Atto di
supremazia e di quello d'uniformità,
la Chiesa e il Parlamento per due secoli e
mezzo con crudeltà inaudita perseguitarono
i dissidenti di destra, cioè i cattolici
e si volsero, non senza aspre lotte, contro
i dissidenti di sinistra, che s'ispiravano
a Ginevra e che prima di fondare sette particolari
riuscirono talvolta a dominare momentaneamente
la Chiesa Stabilita.
§
3. - Esecuzione dell'Atto di supremazìa
e dell'Atto d'uniformità.
La
lotta del potere contro il clero cattolico.
- L'Atto di supremazia andò in vigore
il 29 aprile 1559, lo stesso giorno in cui
fu promulgato : ogni titolare d'un beneficio
ecclesiastico, ogni funzionario della corte
doveva giurare di osservarlo e il rifiuto
di giurare comportava la revoca immediata.
L'opposizione era punita con pene gravissime,
che alla terza offesa comportavano l'accusa
di alto tradimento. Una commissione di diciotto
membri, appartenenti in gran parte al Consiglio
privato, fu incaricata d'esigere il giuramento.
Si comincio dai vescovi, quindici dei quali,
nominati sotto il regno di Maria, rifiutarono
di giurare. Costoro furono successivamente
deposti; alcuni vennero affidati alla custodia
dei nuovi vescovi scismatici e la maggior
parte morì nelle varie prigioni, dopo
anni di cattività più o meno
rigorosa. Tra i Vescovi di Maria si separò
dai colleghi solo Kitchin, mentre di Stanley,
vescovo di Sodor e Man, si sa solo che conservò
la sua sede fino alla morte (1570).
Per
controllare che fossero eseguiti l'Atto di
supremazia e quello di uniformità (andato
in vigore il 24 giugno 1559) il governo mandò
visitatori in tutto il regno, diviso in sei
sezioni. In ogni diocesi i visitatori istituirono
una commissione composta dai governatori delle
contee, assistiti da nobili, avvocati e due
teologi, scelti tra i riformati. Le commissioni
avevano poteri molto vasti e potevano punire
con la revoca, la prigione e gravose ammende
tutti gli ecclesiastici e i laici che rifiutavano
la nuova religione. Le due grandi leggi dovevano
venire applicate in forma ecclesiastica nei
sinodi del clero. Gli appelli erano portati
davanti a una corte superiore a Londra. I
resoconti delle province del nord sono molto
interessanti; invece quelli delle province
del sud non ci sono giunti tutti, ma gli uni
e gli altri fanno vedere che .il paese era
attaccato al cattolicesimo. Molti sacerdoti
diedero le dimissioni; una minoranza coraggiosa,
composta soprattutto di dignitari dei capitoli,
di superiori e di professori delle Università
d'Oxford e Cambridge, rifiutò il giuramento.
I resoconti dimostrano che ovunque regnava
il disordine e la confusione, e che le coscienze
erano odiosamente oppresse. Ogni laico ad
esempio doveva frequentare assiduamente la
chiesa della sua parrocchia, e c'erano sorveglianti
incaricati di denunciare chi vi mancava.
Repressioni
delle rivolte popolari. - Durante
il lavoro delle commissioni era stata sospesa
la giurisdizione episcopale; tutti i ventisette
seggi vescovili erano vacanti, eccetto due.
Parker, eletto arcivescovo di Cantorbery il
primo agosto del 1559, fu consecrato in dicembre
in condizioni irregolari e, a sua volta consecrò
nuovi vescovi, tutti luterani o calvinisti
notori, che il governo aveva nominato dopo
aver saccheggiato i beni delle loro sedi.
I nuovi vescovi visitarono subito le loro
diocesi; nell'agosto 1559 ebbe luogo una visita
metropolitana nella provincia del sud, e nel
1561 nella provincia del nord. Infine nel
1563 il governo fece svolgere una vasta inchiesta
sul numero dei preti, delle chiese e delle
cappelle. Gl'inquisitori constatavano che
vi era " troppa caparbietà e ostinazione
nel conservare le abitudini religiose papiste
" e che tra coloro che prestavano giuramento
i più lo facevano per paura. Vescovi
e commissari erano sovraccarichi di processi
contro i preti, che celebravano la messa in
segreto, e contro i laici che vi assistevano.
Nelle
anime oppresse delle province del nord covava
la rivolta, che scoppiò nel 1567 guidata
dai conti di Northumberland e di Westmoreland:
la messa fu ristabilita un po' ovunque. I
cattolici risposero fiaccamente all'appello
alle armi, lanciato dai due conti, forse perché
questi due non sapevano imporsi per capacità
militari. Nel gennaio gl'insorti, mal guidati,
all'avvicinarsi degli eserciti di Sussex e
Warwick si dispersero senza combattere. Westmoreland
si rifugiò nei paesi Bassi, Northumberland
fu venduto dagli Scozzesi e decapitato. La
santa Sede ha recentemente beatificato questo
fervente cattolico. Terribile fu la repressione.
Sussex fece impiccare il trenta per cento
di quelli che avevano preso le armi; si rizzarono
ovunque le forche e si atterrirono le popolazioni.
Nel febbraio 1570 Leonardo Drace sollevò
la contea di Cumber-land e la sua rivolta
fu repressa con minore severità.
§
4. – Il governo e la Chiesa anglicana contro
i cattolici.
Il
26 febbraio 1570 una bolla di Pio V annunciò
al mondo cristiano la scomunica d'Elisabetta,
la condanna del Libro della preghiera pubblica
e dell'Atto di supremazia e sciolse gl'Inglesi
dal giuramento di fedeltà alla loro
regina. La risposta venne soprattutto dal
Parlamento e fu brutale. Una prima legge confiscò
a beneficio dello stato i beni dei cattolici,
che lasciavano l'Inghilterra senza autorizzazione:
una seconda dichiarava colpevole d'alto tradimento
chiunque avesse negato o discusso i diritti
d'Elisabetta alla corona; infine una terza
condannava al supplizio dei traditori chiunque
avesse .introdotto un atto pontificio sul
suolo inglese. Erano dichiarati colpevoli
d'alto tradimento i preti che dicevano messa,
riconciliavano i fedeli con Roma, e perfino
i fedeli e chiunque distribuisse o portasse
oggetti benedetti, croci, scapolari, figure
venute da Roma. Sotto la dura oppressione
la massa scivolò lentamente nell'eresia;
un certo numero di cattolici riuscì
a guadagnare il continente, e Lovanio, Douai,
Reims divennero i loro principali rifugi.
Il collegio di Douai, fondato da Allen nel
1568 doveva diventare un vivaio di missionari
e di martiri. Le prigioni erano piene dei
cattolici rimasti in Inghilterra; e nel 1572
si dovette metterli anche nel castello di
Wisbeach. Un primo gruppo di missionari, per
lo più formati nel centro dei rifugiati
di Douai, riuscirono a guadagnare segretamente
l'Inghilterra. Erano uomini colti e leali
verso la regina, ma furono braccati, presi,
condannati a morte. Nel 1581 Campion, un giovane
gesuita, eloquente e simpaticissimo, subì
la stessa sorte seguito da altri missionari.
Prima di morire (24 marzo 1603), Elisabetta
aveva fatto condannare a morte centosettantasette
a papisti " di cui centoventiquattro
ecclesiastici e sessantatre laici, uomini
e donne.
§
5. - II governo e la Chiesa anglicana contro
i riformati estremi o puritani.
I
calvinisti, che si prese l'abitudine di chiamare
puritani, non amavano i XXXIX articoli, che
consideravano troppo moderati, né il
Libro della preghiera pubblica, che a loro
giudizio conservava troppi elementi romani;
perciò condussero una guerra accanita
contro le rubriche che, nel secondo anno d'Edoardo,
avevano imposto le vesti da portare dai sacerdoti
nell'esercizio delle varie funzioni. Le rubriche
del 1543 prescrivevano la cotta per i servizi
del mattino e della sera, l'alba, la pianeta
e il piviale per la Cena. I vescovi dovevano
portare il rocchetto, la cotta, la pianeta
o il piviale e il pastorale. Soppresse nel
1552, queste rubriche furono ristabilite nel
1559 e ricomparirono in tutte le edizioni
posteriori del Libro della preghiera pubblica.
I puritani volevano in tradurre gli uffici
tristi e nudi che avevano ammirato a Ginevra;
la lotta contro di loro fu condotta soprattutto
dai vescovi stimolati dalla commissione ecclesiastica
del Consiglio privato. A capo stavano i vescovi
Crindal, Bilkington, Parkhurst
e un uomo di talento, Thomas Cartwright. L'arcivescovo
Parker minacciò di revocare i ministri
che rifiutavano di sottomettersi e cercò
di calmare l'ardore dei calvinisti facendo
concessioni. Fu necessario infierire contro
qualcuno, come Roberto Johnson, il decano
Whittingham e gli autori dell'Avviso al Parlamento.
La questione dei paramenti era agli occhi
dei puritani molto importante: essendo il
culto una cosa trascurabile, bisognava fare
della predicazione l'elemento essenziale della
religione; si poteva fare a meno dei vescovi,
ma non dei predicatori. Questo punto di vista
contribuì a provocare la formazione
delle sette separate dalla Chiesa anglicana.
Parker
morì nel 1575 e sulla sede di Cantorbery
gli successe il puritano Grindal. Elisabetta
gli chiese di sopprimere i predicatori improvvisati;
egli offri di controllarli, ma rifiutò
di sopprimerli. La regina gl'inflisse sei
mesi d'arresto e da allora fece a meno di
lui. Sotto un arcivescovo di tendenze calviniste
i puritani accrebbero il loro influsso; Roberto
Browne e Harrison predicarono apertamente
la fondazione d'una comunità cristiana
senza vescovi e senza preti. Due loro discepoli
furono impiccati. I puritani del gruppo di
Cartwright rimasero nella chiesa ufficiale
per riformarla.
La
lotta contro i puritani fu condotta con più
successo ed energia da John Whitgift (1583-1604),
successore di Grindal, che accettò
il domma calvinista, ma in materia di disciplina
si separò nettamente da Ginevra. Egli
s'era fatto notare con una vigorosa difesa
dell'origine divina dell'episcopato e della
sua necessità. Un gruppo di pastori
aveva fondato una chiesa presbiteriana; ma
forte dell'appoggio della regina, egli li
costrinse a sottomettersi o dimettersi. I
puritani tentarono di guadagnare i Comuni
al loro progetto; però l'intervento
della regina li fece fallire. Le discussioni
pubbliche s'erano fatte pericolose e vennero
sostituite da una guerra di libelli chiamata
Marprelate war. Greenwood e Barrow, capi dei
separatisti, spesso perseguitati e imprigionati,
tra il 1586 al 1593, vennero uccisi per aver
violato l'Atto di uniformità. Al Parlamento
e nelle assemblee del clero la lotta contro
i puritani che non accettavano tutti i punti
di vista della chiesa ufficiale e contro quelli
che volevano separarsene, durò fino
alla fine del regno. La regina, che temeva
per l'autorità reale l'azione dissolvente
del puritanesimo, cercò di mantenere
la chiesa anglicana in questa via media, compromesso
illogico fatto dall'amalgama di dottrine romane
e d'opinioni luterane e calviniste.
PARTE
SECONDA. - LA CHIESA STABILITA SECONDO I SUOI
DOCUMENTI UFFICIALI
CAPITOLO
I. - I XXXIX ARTICOLI DI RELIGIONE
Composizione
dei XXXIX artìcoli. - I XXXIX
articoli di religione uscirono dalla revisione
dei quarantadue articoli redatti da Cranmer
e adottati dall'assemblea del clero del 1553
e ridotti poi a trentanove dalla Convocazione
del 1562, sotto l'influsso di Parker. Nel
1571 e nel 1604 subirono alcune modifiche
di poco rilievo. Da molto tempo un po' screditati,
restano tuttavia il credo ufficiale della
Chiesa anglicana. È visibile l'influsso
luterano nella loro redazione; la dichiarazione
di Wittenberg, anteriore di dieci anni, fornì
una parte degli articoli sul libero arbitrio
e la giustificazione, il nuovo articolo sulle
buone opere e il principio del paragrafo sull'autorità
della Chiesa in materia di fede, riti e cerimonie,
l'esposizione dottrinale riguardo a Cristo
e lo Spirito Santo. Il credo di Nicea, quello
di Sant'Atanasio e quello degli apostoli "
devono essere accettati interamente ",
come pure i quattro primi concili generali.
Principali
divergenze con la fede e la disciplina romana.
- L'opposizione al domma cattolico è
notevole soprattutto in questi articoli:
a)
Il Purgatorio. - Articolo XXII: "Del
purgatorio. La dottrina della Chiesa romana
sul purgatorio, le indulgenze, il culto e
l'adorazione sia delle immagini come delle
reliquie, come pure l'invocazione dei santi,
è un'invenzione frivola non fondata
su qualche testo della Scrittura, ma piuttosto
contraria alla parola di Dio ". b) I sacramenti. - Art. XXV:
" Dei sacramenti... Nel Vangelo vi sono
due sacramenti istituiti da Nostro Signore
Gesù Cristo cioè il Battesimo
e la Cena.
Gli altri cinque, comunemente chiamati sacramenti,
cioè la Confermazione, la Penitenza,
l'Ordine, il Matrimonio e l'Estrema Unzione
non devono essere annoverati tra i sacramenti
del Vangelo, perché in parte sono derivati
da una falsa tradizione apostolica, in parte
sono stati di vita autorizzati nelle Scritture,
ma non hanno la stessa natura dei sacramenti,
come il Battesimo e la Cena, perché
non hanno segni visibili o riti istituiti
da Dio. I sacramenti non sono stati istituiti
da Dio per essere contemplati e trasportati
all'intorno, ma perché ce ne serviamo
in modo debito... ". c) L'Eucarestia. - Art. XXVIII:
" Della Cena. La Cena del Signore non
è soltanto un simbolo dell'amore che
i cristiani devono avere gli uni per gli altri,
ma piuttosto un sacramento della nostra redenzione
per la morte di Cristo; sicché per
coloro che ricevono questo sacramento come
si conviene, degnamente e con fede, il pane
che spezziamo è una comunione al corpo
di Gesù Cristo, e la coppa di benedizione
è una comunione al sangue di Gesù
Cristo.
La
transustanziazione del pane e del vino non
può essere provata dalla Sacra Scrittura;
è contraria ai chiari testi della Bibbia,
distrugge l'essenza del sacramento e ha dato
luogo a numerose superstizioni... Nella Cena
il corpo di Cristo è dato, ricevuto,
' mangiato, ma solo in modo divino e spirituale,
e la fede è il mezzo con cui il corpo
di Cristo viene ricevuto e mangiato nella
Cena. Secondo l'istituzione di Cristo non
si conservava, non si portava, non si elevava,
non s'adorava il sacramento dell'Eucarestia
".
Art.
XXXI : " Dell'unica oblazione di Cristo
sulla Croce. L'offerta di Cristo fatta una
volta sola, è la perfetta redenzione
e la soddisfazione per tutti i peccati di
tutto il mondo, tanto originali che attuali;
fuori di questa non c'è nessuna soddisfazione
per i peccati. Perciò i sacrifici delle
messe in cui, si diceva comunemente, il sacerdote
offriva Cristo per i vivi e per i morti, erano
soltanto favole empie e illusioni pericolose
".
d)
II matrimonio dei sacerdoti. - Art.
XXXII: a Del matrimonio dei sacerdoti. La
legge di Dio non comanda ai vescovi, preti,
diaconi né di fare voto di vivere da
soli, né d'astenersi dal matrimonio;
perciò è loro permesso, come
agli altri cristiani, di sposarsi a loro scelta,
secondo che lo giudicano utile alla loro pietà
".
e)
La supremazia reale. - Art XXXVII:
" Dei magistrati civili. In questo regno
d'Inghilterra e negli altri domini la maestà
reale ha il potere sovrano. Ad essa appartiene,
in tutte le cause, il governo di tutte le
classi d'individui di questo regno, siano
ecclesiastiche o civili, e questo potere non
è e non dev'essere soggetto a nessuna
giurisdizione straniera... In questo regno
d'Inghilterra il vescovo di Roma non ha nessuna
giurisdizione ".
CAPITOLO
II. - IL LIBRO DELLA PREGHIERA PUBBLICA (Prayer
Book)
La
sua composizione. - II " Prayer
Book " unitamente alla Bibbia è
l'unico libro liturgico della Chiesa anglicana.
Pubblicato nel 1549 e completato nel 1552,
fu riveduto nel 1559, 1604, 1662 con mutamenti
poco importanti. Analizziamo quest'ultima
edizione. Il libro è interamente in
inglese; per metà è romano perché
Cranmer saccheggiò le liturgie cattoliche
del rito di Sarum (abbreviazione popolare
di Salisbury) e vi aggiunse elementi tratti
dalla liturgia luterana.
Dopo
alcuni avvertimenti e decreti reali, che sanzionarono
le varie trasformazioni da esso subite, il
" Prayer Book " s'apre con tavole
e calendari, i salmi delle preghiere del mattino
e della sera per tutti i giorni dell'anno,
la lista delle feste obbligatorie, delle vigilie
e dei giorni di digiuno e d'astinenza. Le
preghiere del mattino e della sera sono composte
di elementi presi alle otto ore canoniche
del breviario romano, che sono completamente
scomparse.
La
Messa. - La messa subì profonde
modificazioni e si evita sinanche di pronunciarne
la parola: la parte del libro che le è
consecrata ha per titolo:
L'ordine
per l'amministrazione della cena del Signore
o della santa comunione ". Ecco l'ordine
di questa santa comunione: il celebrante,
in piedi davanti a una tavola coperta con
un panno bianco, recita il Padre nostro e
poi i dieci comandamenti. Dopo ciascuno di
essi, gli. assistenti chiedono perdono delle
mancanze commesse contro quel determinato
precetto. Seguono poi una preghiera ad alta
voce per il sovrano; la lettura dell'epistola,
il canto o la salmodia del Credo, il sermone;
la lettura d'un versetto della Bibbia; una
lunga orazione per il sovrano, la Chiesa,
il clero, il popolo; la lettura dell'esortazione
alla comunione; la confessione e l'assoluzione;
la lettura dei versetti scelti dal Vangelo;
il prefazio ordinario o particolare; un'orazione
per formulare i bisogni degli assistenti;
la lettura della formula di consecrazione
da parte del celebrante, in piedi al nord
della tavola che sostituisce l'altare; la
comunione del clero e dei fedeli sotto le
due specie. La Cena finisce con la lettura
o il canto del Gloria e una formula di benedizione
presa da San Paolo.
La rubrica nera. - La Cena
anglicana venne composta in modo da evitare
ogni somiglianzà con la messa latina;
soppressi i gesti del celebrante, che richiamano
il ricordo della Passione; però la
formula della consecrazione re sto intatta.
Che cos'è questa presenza reale, poiché
è formalmente negata la transustanziazione?
È difficile precisarlo quando si legge
la famosa rubrica nera: Questa rubrica, che
porta il titolo: " Dichiarazione sulla
genuflessione ", ha una storia. Il secondo
Libro della preghiera pubblica era quasi interamente
stampato quando, sul finire del settembre
1562, lo stampatore ricevette l'ordine di
sospendere la composizione. Il Consiglio privato
invitò Cranmer a conferire con due
calvinisti estremi, Ridley e Pietro Martire,
per vedere se non fosse bene sopprimere la
rubrica che prescriveva ai fedeli di ricevere
la comunione in ginocchio. Cranmer difese
il suo testo ed ebbe causa vinta. Le altre
rubriche erano stampate in rosso, la nuova
fu stampata in nero. Il Consiglio la fece
inserire nel volume già rilegato, in
un foglio separato, ma senza l'autorizzazione
del Parlamento. L'inginocchiarsi, dice la
rubrica, è una testimonianza d'umile
ringraziamento per il beneficio della comunione,
ma " non significa che si faccia o debba
essere fatto alcun atto d'adorazione, sia
riguardo al pane e al vino sacramentali, che
si ricevono corporalmente, sia riguardo a
qualche presenza reale ed essenziale, quasi
ci fossero qui la carne e il sangue naturali
di Cristo. Infatti per quanto concerne il
pane e il vino sacramentali, essi permangono
sempre nella loro sostanza puramente naturale,
e conseguentemente non possono venir adorati,
perché questa sarebbe un'idolatria
che tutti i cristiani fedeli devono aborrire.
In ciò che concerne il corpo e il sangue
naturali del nostro Salvatore Cristo, essi
sono in cielo e non qui. Infatti è
contrario alla realtà del vero corpo
naturale di Cristo esistere nello stesso tempo
in più luoghi ".
Altre
disposizioni relative alla Cena.
- II " Prayer Book " conserva la
comunione dei malati, ma dichiara che la comunione
spirituale produce gli stessi effetti di quella
reale. Avendo a poco a poco soppresso la conservazione
delle specie dopo la Cena, la Chiesa anglicana
autorizzò la celebrazione della Cena
nella camera del malato, alla condizione che
due o tre persone tra i familiari si comunichino
con lui.
Rubriche
che risalgono al 1552, prescrivevano che il
vescovo celebri la Cena in rocchetto, il prete
e il diacono in cotta; la tavola dev'essere
posta nel santuario o in mezzo alla chiesa.
Ma una rubrica, stampata in testa alla preghiera
del mattino, autorizza l'uso delle vesti,
quasi romane, del n secondo anno " d'Edoardo
vi (1549).
La
Litania, pubblicata nel 1549, dev'essere recitata
prima della Cena tre volte la settimana. Cranmer
la compose attingendo dalle diverse Litanie
di Salisbury e da quella di Lutero; soppresse
le invocazioni delle nostre rogazioni e aggiunse
molte orazioni.
Nulla
di speciale da dire sulle Preghiere e azioni
di grazie per diverse circostanze.
Le
collette, le epistole e i vangeli, che sostituiscono
il proprio del tempo e il proprio dei santi
del messale romano, sono attinte dalla liturgia,
d'altronde mutilata, di Salisbury. Sono soppresse
molte feste, si conservarono due feste della
Vergine e diciannove feste dei santi, di cui
quattordici degli apostoli e degli evangelisti.
Nel 1604 s'aggiunsero altre sessanta feste,
ma senza accordare loro un officio o una commemorazione.
I
sacramenti. - I cinque sacramenti
banditi dai xxxk articoli, sono ristabiliti
nel Libro della preghiera pubblica. La cresima
consiste in un'imposizione individuale delle
mani. Sono scomparsi l'unzione con il santo
crisma, il piccolo schiaffo e il segno della
croce. La dottrina sulla penitenza è.
molto vaga e ha subito forti variazioni: la
confessione auricolare era scomparsa fin dal
1600;
oggi la si riprende. Lo studio del sacramento
dell'ordine supererebbe i limiti del presente
lavoro: abbiamo detto che la Santa Sede non
ammette la validità delle ordinazioni
anglicane. Nell'estrema unzione sono soppresse
te unzioni e quindi non c'è più
sacramento.
Il
rito del matrimonio, un po' troppo carico
di omelie, è molto bello e nella maggior
parte è tratto dalla liturgia di Salisbury.
Contiene un ammirabile giuramento coniugale;
il fidanzato, tenendo la mano della giovane
nella sua, dice: "Io ti prendo oggi come
mia legittima moglie, per possederti e custodirti
a partire da questo giorno, nella prosperità
e nell'avversità, nella ricchezza e
nella povertà, nella malattia e nella
salute, per amarti e prediligerti finché
la morte non ci separi, secondo il santo comandamento
di Dio, e io v'impegno la mia fede ".
La fidanzata ripete la medesima formula. La
chiesa anglicana ammette, almeno in linea
di principio, l'indissolubilità del
matrimonio.
Le
preghiere del mattino e della sera sono recitate
quotidianamente nelle cattedrali e nei templi
importanti; i pastori non sono obbligati a
dirle privatamente. Il ministro non celebra
la Cena, anche nelle domeniche e nei giorni
di festa, se non vi sono almeno tre fedeli
che hanno chiesto di comunicarsi. Ma, poiché
questi sono obbligati a comunicarsi solo tre
volte l'anno, la celebrazione della Cena,
per molto tempo prima del rinnovamento di
pietà provocato dal movimento d'Oxford,
è stata una cerimonia rara. I fedeli
ricevono il b pane ordinario " nella
palma della mano e si comunicano da se stessi.
CAPITOLO
III. - I GIURAMENTI DEL CLERO
II
clero fu costretto con rigore a prestare un
giuramento molto preciso e completamente scismatico
di aiutare il sovrano e di obbedire agli Atti
d'uniformità e di supremazia d'Elisabetta.
La formula fu cambiata molte volte. A partire
dal 1865, prima dell'ordinazione del diaconato,
del sacerdozio, prima della presa di possesso
di qualsiasi beneficio, sono richiesti tre
giuramenti. Il giuramento di aiutare il sovrano
è anodino : <t Io giuro fedeltà
e aiuto a Sua Maestà, ai suoi eredi
e successori, conformemente alle leggi. Con
la grazia di Dio ". 11 giuramento d'ortodossia
anglicana: " Io faccio solennemente questa
dichiarazione: io assento ai xxxdc articoli
della religione, al Libro della preghiera
pubblica e alla ordinazione dei vescovi, dei
preti e dei diaconi; io credo che la dottrina
della Chiesa unita d'Inghilterra e d'Irlanda,
tale e quale vi è esposta, è
conforme alla parola di Dio; e nella preghiera
pubblica e nell'amministrazione dei sacramenti
io userò le formule che prescrive il
libro suddetto, e nessun'altra, fatta riserva
delle decisioni dell'autorità legittima
". Il giuramento di obbedienza canonica:
" Io giuro obbedienza fedele e canonica
al mio vescovo e a tutti i suoi successori
in tutte le prescrizioni conformi alla legge
e all'onestà ".
PARTE
TERZA. - CRISI DOTTRINALI E CULTUALI NELLA
CHIESA ANGLICANA
CAPITOLO
I. - PURITANI E LATITUDINARI
Per
mezzo dei XXXIX articoli, e specialmente del
Libro della preghiera pubblica, la regina
Elisabetta aveva voluto stabilire una religione
uniforme. Il suo tentativo falli, perché
il a Prayer Book " fu subito discusso
e sotto il suo regno sorse una folla di sètte
separate dalla Chiesa ufficiale, sètte
che furono e sono tuttora dette non conformiste.
I presbiteriani rifiutavano di riconoscere
l'episcopato ed erano governati dai preti
e dagli anziani. I puritani trovavano il Libro
della preghiera pubblica " tutto saturo
di papismo ". Gl'indipendenti erano essenzialmente
democratici; non volevano né chiese,
né vescovi, né preti, né
sacramenti; ogni parrocchia era indipendente:
il suo ministro era eletto al solo scopo di
dire preghiere e di predicare. Era il principio
del libero esame, base di tutta la Riforma,
spinto all'estremo. Oggi gl'indipendenti si
chiamano congregazionalistì, metodisti,
wesleyani, ecc.
I
puritani cercarono invano d'imporre le loro
idee ai successori d'Elisabetta. Il Parlamento
Lungo e la Repubblica consegnarono la chiesa
anglicana nelle loro mani dal 1649 al 1660.
Aiutati dai presbiteriani e dagl'indipendenti,
approfittarono della propria potenza per abolire
l'episcopato e interdire il " Prayer
Book a anche nell'uso privato. L'arcivescovo
Laud fu decapitato nel 1645 perché
aveva perseguitato i non conformisti; i puritani
perseguitarono i pastori e ne massacrarono
un certo numero; i templi furono saccheggiati
e la Chiesa ufficiale fu sottoposta a una
vera persecuzione, che fini soltanto con l'ascesa
di Carlo n al trono.
Tra
gli elementi che volevano rimanere nella chiesa
anglicana, dopo la restaurazione e specialmente
dopo che sali sul trono il principe d'Orange,
si distinguono tre tendenze, le cui denominazioni
sono divenute popolari nel secolo XIX : Alta
Chiesa (High Church), Chiesa Bassa (Law Church)
e Chiesa Larga (Broad Church). La prima conserva
gli usi liturgici, difende energicamente l’episcopato,
e, dal punto di vista dottrinale, ammette
tutto quanto le Chiese cristiane accettano
unanimi e comprende i ritualisti e i moderni
romanizzanti; la seconda conserva lo spirito
puritano e antiromano; la Chiesa Larga è
essenzialmente tollerante, aperta a tutte
le opinioni, anche a quelle razionalistiche.
Appartenevano
a questa terza tendenza, ancor prima che essa
avesse un nome, i " latitudinari "
John Hales, e specialmente William Chillingworth,
e fors'anche Geremia Taylor, che al tempo
della guerra civile e della Restaurazione
predicarono con successo le loro opinioni.
Il primo negava l'autorità della Chiesa,
dei padri e dei primi concili; il secondo
professava che il giudizio personale è
l'unica base della credenza e che la Bibbia
dev'essere interpretata dalla ragione degli
uomini. Su questo punto Taylor non aveva un'opinione
sensibilmente differente. Tutti e tre acquistarono
grande stima protestando energicamente contro
l'intolleranza usata contro i cattolici e
i non conformisti
CAPITOLO
II - IL RINNOVAMENTO DELLA CHIESA ANGLICANA
NELLA SECONDA METÀ DEL SECOLO XVIII
II
completo asservimento della Chiesa allo Stato
sotto i principi d'Orange aveva prodotto un
abbassamento generale della vita religiosa.
I vescovi, scelti nel partito liberale e senza
poteri precisi, non s'occupavano delle loro
diocesi; il clero era disprezzato; nelle alte
classi, come scrive Montesquieu, " ciascuno
ride quando si parla di religione ";
le classi lavoratóri erano immerse
in un'ignoranza quasi totale; in tutti i gradi
della scala sodale la morale era caduta molto
in basso. H rinnovamento cominciò per
iniziativa di alcuni studenti d'Oxford.
Tre
nomi si segnalarono sul gruppo dopo che si
stabili a Londra nel 1738: Whitefield, Carlo
Wesley e specialmente suo fratello John (1703-1791).
Essi conducevano una vita da asceti, praticavano
una pietà entusiasta, una vita metodica,
che valse loro il nome di Metodisti.
Whitefield
era un potente oratore popolare, e quando
furono interdette le cattedre della chiesa
ufficiale a lui e ai suoi amici, essi predicarono
all'aria aperta, con un successo straordinario,
facendo sermoni infuocati e spesso stravaganti.
Carlo Wesley componeva inni che, a poco a
poco, dovevano dare vita all'ufficio anglicano.
Carlo, più ponderato dei suoi amici,
rifiutò a lungo di permettere ai laici
di predicare. Quando Whitefield adottò
un calvinismo- stravagante, la ruppe con lui.
Fino alla sua morte stette appassionatamente
aggrappato alla Chiesa ufficiale: il gruppo
che aveva fondato gli sembrava in piena comunione
con essa. Dopo la sua morte il gruppo si staccò
dall'anglicanesimo e si disperse in sette,
ma intanto la Chiesa ufficiale era stata svegliata
dal torpore Alcuni anni più tardi il
movimento evangelico, sorto dagli stessi bisogni,
ebbe un largo influsso, specialmente nella
lotta contro la tratta dei negri.
CAPITOLO
III - IL MOVIMENTO D'OXFORD (1833 - 1890)
I
trattariani. - Il movimento d'Oxford
e i suoi ulteriori sviluppi, che for-mano
la parte preponderante della storia dell'anglicanesimo
nei secoli XIX e xx, furono esposti in opere
di prim'ordine, sicché possiamo limitarci
qui a un breve riassunto. Il movimento fu
inaugurato nel 1833 da Giovanni Enrico Newman
(1801-1890) con l'aiuto d'amici, i principali
dei quali erano Froude, Keble, Pusey e Ward.
Dapprima si chiamò trattariano perché
le idee erano espo-ste sotto forma di brevi
opuscoli o « tracts ». Se ne contano
novanta. Essi attira-rono l'attenzione sulla
falsa posizione della Chiesa ufficiale dal
punto di vista dottrinale, sulla sua situazione
umiliante verso il Parlamento che, composto
di deputati di tutte le opinioni, di non conformisti,
d'increduli, aveva tutti i poteri sulle questioni
religiose, sul domma, il culto, la disciplina,
i vescovi e il clero.
I vescovi condannarono i novatori e la maggior
parte dei capi del movimento
passò al cattolicesimo.
Il ritualismo. - Pusey, rimasto
nella chiesa anglicana, nel 1866 aderì
al ritualismo. Quest'ultimo che aveva press'a
poco gli stessi scopi del movimento
- trattariano, nacque a Cambridge nel 1839
con la fondazione Cambridge Caxnden Society,
che aveva lo scopo di studiare/l'arte e le
antichità del cristianesimo, con particolare
riguardo all'architettura delle chiese e la
loro decorazione. Ben presto furono ristabiliti
altari e si rimisero in onore alcune pratiche
liturgiche del cattolicesimo. I vescovi erano
impotenti ad arrestare il movimento. Nel 1855
venne fondata la Società della Santa
Croce e la Confraternita del Santo Sacramento,
con lo scopo di sviluppare il culto dell'Eucarestia.
UEnglish Church Union, che Lord Halifax presiedette
fino alla sua morte, raggnippa tutti questi
membri della Chiesa Alta; i ritualisti rimettono
in onore i " paramenti " di Edoardo
VI, la confessione auricolare e molte devozioni
romane; celebrano gli uffici anglicani con
grande splendore; infine si danno all'apostolato
popolare nei sobborghi delle grandi città.
L'anglo-cattolicesimo.
- L'anglo-cattolicesimo, ultima conseguenza
attuale del movimento inaugurato da Newman,
da cinquant'anni s'è esteso all'ala
destra della Chiesa Alta. Riprese quasi tutti
i dommi cattolici, eccetto quello dell'autorità
del papa. Gli anglo-cattolici ammettono tutti
i sacramenti, praticano la confessione auricolare
e considerando la comunione come l'atto centrale
della vita cristiana, credono alla presenza
reale, conservano l'ostia consecrata, l'adorano;
fu istituito un ufficio simile alla nostra
benedizione col Santissimo Sacramento, hanno
conventi d'uomini e di donne e un certo numero
di ministri osserva il celibato; in alcune
parrocchie la vita cristiana è intensa;
la pietà vivificata dalle missioni;
i templi sono ornati come le nostre chiese,
il mobilio liturgico è sensibilmente
lo stesso, come pure le cerimonie e i gesti
liturgia. La chiesa è diventata più
accogliente, la religione più amabile
e umana. Le conversazioni tenute a Malines,
sotto l'egida del Cardinal Mercier, tra teologi
cattolici e teologi anglicani, senza carattere
ufficiale, non hanno dato nessun risultato
positivo.
CAPITOLO
IV. - UN TENTATIVO ABORTITO DI REVISIONE DEL
PRAYER BOOK (1927-1928)
L'opera
della Commissione. - La tacita tolleranza
che godono i ritualisti e gli anglo-cattolici
aveva creato un grande disordine nella liturgia;
nella Chiesa Bassa e in quella Larga si notava
con proporzioni inquietanti l'abbandono totale
delle pratiche religiose. E questo era vero
soprattutto riguardo alla Chiesa Larga, di
cui molti fedeli, artisti, letterati, ministri
e perfino vescovi finivano nell'agnosticismo
o nel modernismo integrale... I vescovi presero
l'iniziativa di rivedere il Prayer Book per
fronteggiare la situazione e rafforzare gli
elementi di unità nell'anglicanesimo.
Nel 1904 e nel 1906 una commissione autorizzata
dal re si mise all'opera e finì il
suo lavoro nel 1926. Il progetto era essenzialmente
un compromesso fra i tre rami della Chiesa
anglicana, facendo concessioni a ciascuna,
cercando di fissare i limiti da non oltrepassare,
facendo cosi un tentativo d'unità nella
diversità. Entrando nei particolari
constatiamo che un certo' numero di vecchie
parole, poco corrette o troppo crude, sono
state modernizzate; al calendario sono stati
aggiunti nuovi santi, nuove orazioni alla
Cena, alla litania, alle preghiere del mattino
e della sera, la cui recita quotidiana pubblica
è imposta ai preti e ai diaconi. Una
concessione ai modernisti: il simbolo di Sant'Atanasio
diventa facoltativo. Interessante il progetto
sulla comunione dei malati: il ministro può
celebrare la Gena presso l'infermo anche se
è solo a comunicarsi. Può anche
conservare il pane consecrato nel tempio e
portarglielo per una settimana; si può
custodire il a sacramento " in una cassa-forte
sigillata al muro del santuario, ma non dovrà
essere oggetto di nessun culto. Sono positivamente
autorizzati i " paramenti " d'Edoardo
VI.
Bigetto
del nuovo Prayer Book da parte del Parlamento.
- II Prayer Book così revisionato dai
vescovi, nel 1927 doveva essere esaminato
da più assemblee. In febbraio fu discusso
a porte chiuse dalla convocazione o assemblea
del clero della provincia di Cantorbery e
da quella di York; in marzo in sedute comuni,
le due convocazioni lo approvarono a Londra;
in luglio fu approvato dalla Church assembly,
comitato laico di deputati eletti dalle parrocchie,
poi dalle diocesi d'Inghilterra in virtù
dell'Enabling Act del 1919; in dicembre fu
approvato dalla Camera dei Lords con 241 voti
contro 88, però l'indomani la Camera
dei Comuni lo respinse con 247 voti contro
205. Il progetto era seppellito, specialmente
perché gli venivano rimproverate tendenze
troppo romaniste. I Vescovi rimaneggiarono
il progetto tenendo conto delle numerose critiche
che aveva suscitato in tutte le sezioni della
Chiesa anglicana, conservandogli il carattere
di compromesso, e lo presentarono alle stesse
assemblee che avevano discusso il primo. Le
Convocazioni, la Church assembly, i Lords
lo approvarono con maggioranze pressoché
eguali, ma il 14 giugno 1928 i Comuni lo respinsero
con 266 voti contro 220. Questo fatto "
chiarì che la Chiesa non possiede la
piena libertà spirituale di stabilire
il proprio culto e la maniera di amministrare
i propri sacramenti... Con il rifiuto del
Parlamento i vescovi vennero a trovarsi in
una posizione difficilissima. Era loro impossibile
sopprimere o considerare discordanti con l'insegnamento
della Chiesa d'Inghilterra riti e cerimonie
che avevano proprio allora approvati e,per
i quali avevano trovato un posto nel nuovo
libro di preghiere. D'altro lato autorizzare
deliberatamente il libro respinto sarebbe
stato considerato un atto di sfida sia contro
il Parlamento sia contro la Legge del Paese
". Così il Dottor Garbett, citato
da I. Gill, L'Anglicanesimo, p. 124 e 118-119.
Il Gill conclude che ala Chiesa potrebbe far
fronte solamente abbandonando ogni pretesa
di stabilire le sue proprie forme di culto
oppure rivendicando la propria indipendenza
con la richiesta del Disestablishment"
(ivi, p. 119), cioè scioglimento di
ogni dipendenza della Chiesa dallo Stato con
un atto del Parlamento.
CAPITOLO
V. - LE ASSEMBLEE DI LAMBETH
L'arcivescovo
Davidson. - A Londra dopo il 1867
si tengono, ogni dieci anni, assemblee di
vescovi al palazzo Lambeth, residenza dell'arcivescovo
di formazione
secondaria e universitaria. Il numero dei
a comunicanti " è scarso : due
milioni su diciotto fedeli iscritti; la maggior
parte sono ritualisti o anglocattolici dell'Alta
Chiesa, che i vescovi devono trattare con
riguardo perché sono i loro fedeli
migliori.
La
sesta assemblea di Lambeth (1920) riunì
duecentocinquanta vescovi, venuti da tutte
le parti dell'impero. Il suo programma, studiato
da otto commissioni, era molto vasto, comprendendo
i problemi politici, economici e sociali che
preoccupavano E mondo, come la Società
delle Nazioni, le relazioni del capitale e
del lavoro, il matrimonio, il divorzio e i
problemi puramente religiosi.
La
settima assemblea si riunì nel 1980.
Tra le questioni iscritte nel programma bisogna
notare la dottrina, che resta cattolica, su
Dio e la divinità di Cristo. L'assemblea
prese posizione contro il panteismo e il determinismo,
contro le pratiche romaniste verso l'Eucarestia.
A proposito del ministero ecclesiastico i
vescovi rivolsero commovente appello alla
gioventù per impegnarla a entrare nel
clero, perché la crisi del reclutamento
è gravemente angosciante: nel 1914
per diciotto milioni di fedeli c'erano 20.000
clergymen, che scesero a 16.867 nel 1919 e
a 15.136 nel 1929. Nel 1927 morirono 550 clergymen
e ne furono ordinati soltanto 350.
L'assemblea
rinnovò gli appelli del 1920 all'unità
e le proposte alle altre grandi Chiese cristiane.
La Chiesa d'Inghilterra ha la nostalgia dell'unità.
L'ottava
assemblea si tenne nel 1948. Per il numero
dei partecipanti (329), per la sua durata
(dal Lo luglio all'8 agosto), per l'importanza
della legazione americana, per le cerimonie
inaugurali e di chiusura essa ebbe una solennità
e grandiosità come mai nessuna delle
precedenti. La Conferenza trattò anzitutto
della dottrina cristiana dell'uomo difendendola
contro le attuali tendenze materialistiche;
poi dei rapporti della Chiesa con il mondo
moderno; quindi dell'unità della Chiesa;
infine di questioni disciplinari concernenti
il Matrimonio, il Battesimo, la Cresima. Ancor
qui il punto di maggior interesse fu quello
dell'unione delle Chiese. Dalla relazione
ufficiale su questo tema emerge che la preoccupazione
principale dell'anglicanesimo non è
più quella di conservare intatto un
deposito affidato da Cristo, ma piuttosto
quella di riawicinare e riunire i dissidenti
a costo di divergenze dogmitiche e disciplinari.
Cfr. The Handbook of thè Lambeth Conference
1948, Westminster 1948.
Una
commissione studiò in particolare il
problema dell'unione con le altre Chiese,
protestanti e ortodosse. Fu anche lanciato
un " appello a tutti i cristiani "
sollecitando l'unione e invitando i capi delle
Chiese a negoziati. La base proposta per tali
discussioni era il solito " Quadrilatero
di Lambeth " con l'ultimo articolo alquanto
modificato (1). Le Chiese ortodosse avevano,
su invito mandato, una delegazione. Ci furono
parecchi incontri e le mutue relazioni furono
migliorate assai.
Ci
manca lo spazio per insistere sulle conclusioni
apologetiche che sgorgano da questa storia,
ma ci sembra che i fatti relativi alla Chiesa
d'Inghilterra siano già un argomento
e più ancora quanto si riferisce alle
chiese non conformiste.
(1)
" Quadrilatero "è il nome
che si da a quattro brevi articoli che, formulati
originariamente dalla Chiesa Episcopale americana
nel 1886 e accettati dalla Conferenze di Lambeth
nel 1888, servono tuttora come base di discussioni.
Eccoli: 1.o Le anticha Scritture del Vecchio
e Nuovo Testamento, come contenenti tutte
le cose necessaire alla salvezza e come regola
e modello di fede; 2.o Ilcredo degli Apostoli,
il Simbolo battesimale ed il Credo niceno,
come dichiarazione sufficiente della Fede
cristiana ; 3.o Idue Sacramenti ordinati da
Cristo stesso, il Battesimo e la Gena del
Signore, amministrati con l'uso costante delle
parole dell'istituzione del Cristo e degli
elementi da Lui stabiliti: 4.0 L'Episcopato
storico adattato in ciascun luogo, e con i
metodi della sua amministrazione, ai vari
bisogni delle nazioni e dei popoli chiamati
da Dio all'unità della sua Chiesa.
J-T.
PARTE
QUARTA - LE CHIESE NON CONFORMISTE CAPITOLO
I. - TENTATIVO DI DEFINIZIONE
Quella
anglicana non è l'unica Chiesa riformata
della Gran Bretagna. Dal secolo XVI ai nostri
giorni chiese libere e diverse sette si separarono
da essa si stabilirono al suo fianco e tutte
assieme sono chiamate Chiese non conformiste.
Che
cosa hanno in comune i non conformisti.
. Non è facile definire esattamente
questo termine, che dapprima fu applicato
agli ecclesiastici che al principio del secolo
xvn rifiutavano di seguire certi usi (particolarmente
alcune disposizioni liturgiche) della Chiesa
Stabilita. Nel 1662 indicò gli oppositori
che si rifiutarono di sottomettersi zìi'Atto
d'uniformità votato dal Parlamento:
circa duemila pastori furono esclusi dall'anglicanesimo
perché avevano respinto il " Prayer
Book ", e questo fu il segno d'una persecuzione
che cominciò a diminuire solo nel 1689
con l'Atto di tolleranza di Guglielmo d'Orange.
Però i dissidenti acquistarono la libertà
civica solo alla fine del secolo xrx, come
i cattolici romani.
Quindi
l'adozione del Prayer Book caratterizza in
linea di principio l'anglicanesimo e il suo
rifiuto, sempre in linea di principio, fa
riconoscere
I
non conformisti. Ma poiché
molti ministri anglicani si prendono delle
libertà riguardo al Prayer Book e alcuni
pastori non conformisti si servono dello stesso,
è meglio non annettere troppa importanza
a questa distinzione, o almeno non attribuirle
un netto carattere discriminativo, che effettivamente
non ha.
Se
esaminiamo le quattro condizioni fondamentali
che la Conferenza anglicana di Lambeth del
1888 mise alla riunione delle Chiese, si vede
che il segno veramente distintivo della Chiesa
anglicana di fronte alle Chiese non conformiste
è il suo attaccamento al sistema episcopale.
È vero che l'espressione " episcopato
storico " scomparve dagli Atti della
Conferenza del 1920, ma la maggioranza degli
anglicani restò nella convinzione che
Gesù istituì l'episcopato negli
apostoli e ne fece una forma essenziale del
governo della
sua
Chiesa. Invece le sette professano che i ministri
sono eguali, o anche che il sacerdozio è
l'appannaggio di tutti i credenti.
Come
classificarli. - Se è difficile
definire i non conformisti, non lo è
meno classificarli; e ciò per due motivi:
l.o
Prima di tutto il pullulare delle sette, non
è mai cessato, specialmente nel paese
di Galles, che fu per lungo tempo un focolaio
permanente di risvegli (revivals) entusiasti.
Spesso quello che nasce dall'emozione e dalla
indipendenza non dura: molti tentativi di
questo genere furono soltanto casi che interessano
lo psicologo, ma allo storico creano soltanto
difficoltà senza profitto. Verso il
1890 in Gran Bretagna si contavano circa ducento
sette. Il secolo XIX fu per eccellenza l'epoca
del non conformismo, che crebbe in proporzioni
smisurate (1)
e pare corrisponda al massimo fiorire della
borghesia e forse in parte si spiega con questo
fenomeno sociale. Il secolo xx invece pare
manifestare una tendenza inversa con le chiese
libere che si confederano o che accettano
anche una integrazione. In generale i loro
rapporti con l'anglicanesimo son divenuti
più cordiali. Ma quest'incontestabile
desiderio di ravvicinamento, più che
da una maggiore uniformità nelle dottrine
dipende da un primato dato all'azione. Il
vescovo anglicano A. T. P. Williams nota molto
giustamente che " se tarda l'unità,
avanza la cooperazione ". Notiamo pure
che la guerra del 1939 non fu favorevole ai
dissidenti. Tutte le Chiese devono certamente
soffrire dell'indifferenza delle masse; ma
le grandi Chiese tradizionali resistettero
meglio, e quando si produce una conversione
d'ordinario non è a beneficio dei non
conformisti.
2.o
Inoltre le sette quando sopravvivono, cambiano
spesso carattere e alle volte tendono perfino
a divenire il contrario di quello che erano
all'origine. Così gli Unitariani al
principio dell'ultimo secolo furono ostili
alla religione puramente naturale, convinti
dell'esistenza dei miracoli evangelici e profondamente
attaccati alla Bibbia; oggi invece sono talmente
razionalisti che si stenta a classificarli
tra i cristiani; né si sa se abbiano
finito d'evolversi. Negli Stati Uniti un gruppo
assai importante dei loro pastori cerca di
ritornare ad una fede storica, e alla pratica
dei a sacramenti " : le loro simpatie
sono cattoliche!
Spesso
le sette sostanzialmente hanno come tratto
distintivo la zona geografica o classe della
società in cui fanno il loro reclutamento.
Cosi gli Unitariani, di cui si è parlato,
sono ordinariamente borghesi emancipati: tra
loro si trovano pure funzionari in cerca d'idee
chiare e distinte. Il loro focolaio principale
è nella regione di Manchester e di
Liverpool e, negli Stati Uniti, a Boston.
D'altra parte i Battisti hanno un temperamento
democratico; sono specialmente piccoli commercianti,
e geograficamente dei Gallesi, i cui antenati
si opponevano volentieri al potere centrale.
Nei paesi anglosassoni, e specialmente in
Gran Bretagna, è un fatto generale
che i raggruppamenti umani sono definibili
più per una struttura di tradizioni
e di costumi, che per una funzione ideologica
particolare.
(1)
Oggi ci sono circa cento milioni di dissidenti,
sparsi un po' ovunque. Per la Gran Bretagna,
indichiamo a titolo di confronto che cattolici
romani sono circa il 7 o l'8 per cento della
popolazione. L'anglicanesimo conta da 15 a
50 milioni di battezzati, con un'altra decina
fuori d'Inghilterra. Il Churchrnan's Handbook
del 1934 indicava 3.652.424 membri 0 elettori
" in Inghilterra tra i quali 2.279.713
comunicanti e la Chiesa episcopaliana dava
59.997 comunicanti. Mancavano i censimenti
del Galles e d'Irlanda. Poiché è
difficile fare statistiche religiose precise,
specialmente per le sette, le cifre che daremo
nel corso della trattazione vanno prese con
le debite riserve.
CAPITOLO
II - I GRUPPI PRINCIPALI
l.o
I Congregazionalisti. - II nome è
del secolo XVIII, ma le origini del movimento
risalgono al regno d'Elisabetta, quando R.
Browne insegnava che ogni gruppo di cristiani
aveva diritto all'indipendenza assoluta nelle
sue credenze e nel suo culto. Il Protettorato
(1653-1660) segnò un breve periodo
di felicità per gl'" indipendenti
" di questa specie che trovarono Elustri
appoggi nella persona di Cromwell e del poeta
Milton; nel secolo seguente i congregazionalisti
furono sollecitati da due attrattive incompatibili,
l'evangelismo e il razionalismo. Molto sensibili
allo spirito del tempo ebbero sempre a stentare
per stabilire un credo e per organizzare la
loro amministrazione.
Dal
1919 hanno diviso il territorio nazionale
in nove province ciascuna delle quali dipende
da un moderatore che non è necessariamente
un ecclesiastico. Essi spingono cosi oltre
la loro teoria del sacerdozio generale dei
credenti che scompare completamente la distinzione
tra preti e laici. Le congregazioni non sono
soggette a nessun vescovo e i loro ministri
e i diaconi spesso vengono sostituiti da laici
chiamati pastori. In caso di stretta necessità,
anche quando mancano i ministri ci può
essere la predicazione e l'amministrazione
dei sacramenti. A differenza d'un tempo, i
ministri sono spesso reclutati negli ambienti
colti, amanti delle riflessioni teologiche
e aperti a tutti gl'influssi intellettuali.
I
congregazionalisti battezzano i loro bambini,
sogliono partecipare alla Cena ogni mese,
dicono di non avere nessuna dommatica particolare
e nessun rituale obbligatorio, ma di fatto
non si distinguono granché dai presbiteriani.
Dobbiamo
ricordare in modo particolare la loro branchia
più importante, quella degli Stati
Uniti, che conta circa un milione d'adepti.
Il loro primo nucleo fu quello dei Pilgrim
FatherSj che nel 1620 portarono nel Nuovo
Mondo le loro convinzioni puritane e la loro
indomabile energia. Nel secolo XVII svilupparono
le opere d'insegnamento per far conoscere
la Bibbia, e a quest'impresa si riallaccia
la fondazione dell'Università di Harvad.
Dopo molte vicende la setta riuscì
a sopravvivere e a svilupparsi. Oggi ha tendenza
prevalentemente evangelica e liberale.
2.o
I Battisti, - Un osservatore estraneo
difficilmente li distingue dai precedenti;
perché anch'essi insistono sull'indipendenza
delle comunità, ma, come dice il loro
nome, annettono somma importanza al battesimo.
Essi sempre negarono d'avere il sia pur minimo
legame con le sette stravaganti e anarchiche
del secolo XVI, come gli anabattisti di Munster.
Hanno origini continentali, e si riallacciano
ai Mennoniti olandesi. I grandi nomi della
loro storia sono quelli di John Smith, loro
vero fondatore al principio del secolo XVII,
e di John Bunyan, il celebre autore del Pilgrim's
Progress (1678).
Battezzano
per immersione e solo gli adulti (antipedobattesimo),
dopo una professione di fede e una confessione
dei peccati. Però ai nostri giorni
un buon numero dei loro pastori hanno stabilito
una cerimonia della dedicazione per i bambini;
i loro uffici sono semplici:- la predicazione,
il canto e spesso anche la preghiera improvvisata
ne formano gli elementi essenziali. Per rendere
il culto più uniforme, una commissione
ha ripreso e adattato un : cerimoniale del
secolo xvii, che serve come libro usuale.
La
storia dei battisti, specialmente negli Stati
Uniti, è complicata, determinata soprattutto
dall’opposizione dei Particular Batipst, che
credono che gli eletti siano un piccolo numero,
e dei General Baptists con idee più
glienti e che divennero anche assai spesso
ariani o antitrinitari. Un'altra fonte di
divisione è stata disciplinare e insieme
dottrinale: è necessario il battesimo
per essere ammessi alla " Cena del Signore
" cioè al servizio della comunione?
Le risposte differirono secondo i gruppi.
Nel
1891 potè venire attuata una federazione
generale delle chiese battiste che lasciò
fuori soltanto un piccolo numero di congregazioni
rigorosamente calviniste. Le necessità
amministrative e finanziarie tendono a rafforzare
questo movimento verso l'unità. Le
congregazioni hanno posto a loro capo sovrintendenti
generali, che si riuniscono ogni mese. In
molti collegi specializzati, analoghi ai nostri
seminari, viene assicurata la preparazione
dei ministri; c'è l'uso di rimanere
cinque anni nella stessa cura pastorale, ma
il tempo di servizio può essere rinnovato.
I
battisti sono forse la setta più forte
del mondo. In Gran Bretagna sono soltanto
quattrocentomila, ma si dice che in Russia
raggiungano i quattro milioni e negli Stati
Uniti sono dodici milioni. A New York hanno
costruito un tempio immenso, con architettura
che imita quella della cattedrale di Chartres.
Importante è l'attività missionaria
di questa chiesa. I battisti furono tra i
primi protestanti che evangelizzarono le Indie.
3.o
I Presbiteriani. - I presbiteriani
hanno questi tre princìpi fondamentali:
l.o
eguaglianza dei ministri;
2.o la necessità di dare un'espressione
visibile all'unità della Chiesa;
3.o il diritto del popolo cristiano a partecipare
al governo della Chiesa. Sul primo punto s'oppongono
agli anglicani; sul secondo agli indipendenti;
infine sul terzo hanno una posizione intermedia
tra gli uni e gli altri.
D'origine
francese e calvinista la dottrina presbiteriana
s'infiltrò in Gran Bretagna fin dal
secolo XVI ed ebbe le simpatie dell'arcivescovo
Cranmer. Nonostante il suo trionfo all'Assemblea
di Westminster (1643) e sotto il Protettorato,
essa non godette mai le simpatie del popolo
inglese; ebbe e continua ad avere in Scozia
il suo vero centro. Il suo grande apostolo
era stato John Knox. I presbiteriani non accettarono
il ristabilimento dell'episcopato imposto
da Carlo II: fu l'"epoca dei massacri".
Nel secolo XVIII un altro pericolo minacciò
la Chiesa di Scozia: la dissoluzione in una
moltitudine di sette rivali Due organismi
finirono col dominare gli altri: la Church
of Scollano, e VUnited Free Church che oggi
hanno cessato d'essere concorrenti e sono
quasi interamente federate.
Per
principio i presbiteriani sono calvinisti
e puritani. Un cristianesimo senza dommi è
per loro una contraddizione nei termini: insistono
sulla trascendenza di Dio, sulla necessità
della grazia. Tuttavia i presbiteriani liberi
hanno una teologia dissidente, spesso arminiana
e talvolta luterana. A dire 0 vero, i conflitti
provengono meno da queste divergenze dottrinali
o da questioni disciplinari che dalle diverse
concezioni dei rapporti della chiesa con lo
stato. Quando ogni minaccia contro l'indipendenza
spirituale dei credenti venne eliminata dall'Editto
della chiesa di Scozia nel 1921, i vari rami
si poterono rapidamente riunire. Una vasta
federazione unisce pure i presbiteriani d'America.
Queste chiese comprendono complessivamente
due milioni di fedeli (i calvinisti nel mondo
sono calcolati sui tredici milioni).
I
ministri teoricamente sono eguali; sono ordinati
dal corpo presbiterale dopo molti anni di
studi teologici e hanno il potere di predicare
e d'amministrare i sacramenti; però
di fatto, a fianco dei ministri, vi sono degli
elden (anziani) che amministrano la comunità
e distribuiscono gli elementi della Cena;
vi sono pure dei licenziati o probationers,
che possono predicare. Le cariche d'ordine
temporale sono affidate ai diaconi. Nelle
funzioni d'ordine spirituale i preti (presbyters
o teaching elders) sono superiori ai ruling
elden (anziani direttori); e, ben inteso,
ai diaconi.
Le
Chiese sono strettamente organizzate: alla
base c'è la Sessione (Kiak-Sessiori)
composta dai rappresentanti eletti di ogni
congregazione; sopra questo consiglio parrocchiale
c'è il Presbiterio, l'ingranaggio essenziale
di tutto il sistema, e dotato di poteri episcopali.
Poi c'è il Sinodo, che corrisponde
ai nostri concili provinciali; e infine al
vertice l'Assemblea generale, che tutti gli
anni sceglie un moderatore supremo.
Le
cerimonie sono poco uniformi; la loro sostanza
è la lettura della Bibbia, il canto
dei salmi, alcune preghiere libere e la predicazione.
Non viene imposta né esclusa nessuna
liturgia. Fu edito un direttorio del culto
pubblico, ma la libertà rituale sembra
maggiore che tra i calvinisti continentali
4.o
I Metodisti. - La rivoluzione religiosa
dei metodisti fu il fatto più considerevole
della riforma anglosassone del secolo XVI.
Priva d'originalità teologica, ha però
risuscitato il cristianesimo tra molti milioni
di persone, e forse risparmiò all'Inghilterra
un'avventura analoga alla rivoluzione francese.
I
principi del movimento ci conducono a Oxford
nel 1729. Il rev. John Wesley diviene il capo
d'una pia associazione fondata dal fratello
Carlo e da un antico domestico del Pembroke
College, Giorgio Whitefield. Per dileggio
furono chiamati il club dei santi (holy club),
o anche " metodisti ", alludendo
al loro minuzioso programma di vita interiore.
Nel 1735 John andò a predicare in America
e subì l'influsso dei Fratelli Moravi,
che lo distaccarono dal calvinismo rigido.
Nel 1738 a Londra sentendo leggere l'epistola
ai Romani
ebbe bruscamente coscienza d'esser salvato
dal sacrificio di Cristo. Questa coscienza
della conversione (noi diremmo forse con linguaggio
cattolico: que sto slancio di contrizione
perfetta) orienterà tutta la sua vita;
predica all'aria aperta in tutte le regioni
del regno; considera " come sua parrocchia
il mondo intero ". Fu un'ondata irresistibile,
accompagnata da fenomeni frequenti, strani
e quasi isterici.
II
fondatore pretendeva di rimanere entro i limiti
della Chiesa anglicana; ma per forza di cose
da questo risveglio (revival) doveva sorgere
una setta, poiché i vescovi, spaventati,
spesso chiudevano la loro porta ai nuovi predicatori,
che non sempre avevano la moderazione di John
Wesley. Egli stesso nel 1784 fece un gesto
d'importanza decisiva, perché si credette
autorizzato a conferire gli ordini ad alcuni
suoi collaboratori che partivano per l'America.
Sorse così il metodismo degli Stati
Uniti che. cosa curiosa, è in generale
episcopaliano. Unica tra tutte le denominazioni,
questa chiesa d'oltre Manica seppe far dimenticare
le sue origini straniere e laggiù prese
un carattere veramente nazionale.
Wesley,
alla sua morte, fu venerato come un pontefice,
e veniva chiamato il a papa John ". Egli
non fu un teologo di genio, ma era di volontà
ferrea, cuore semplice e aveva incomparabili
doti d'amministratore. Fu detto che seppe
unire la passione del Vangelo e l'esperienza
di Lutero col sistema ecclesiastico di Calvino.
Newman scrisse di lui: " Se volete trovare
l'ombra e la suggestione delle qualità
soprannaturali che fanno un santo cattolico,
dovete volgervi a Wesley e a quelli che gli
assomigliano ". Aveva un insieme di qualità
che è raro trovare riunite, un reale
buon senso, malgrado qualche esagerazione.
Non credeva alla fatalità della perseveranza
nella grazia e diffidava delle invenzioni
dommatiche.
Nell'edificio
che egli costruì si aprirono ben presto
delle crepe. I calvinisti stretti si separarono
dalla chiesa principale e nel secolo XIX il
metodismo fu piuttosto un cespuglio di sette
che una chiesa. Dal 1932 i tre gruppi più
importanti si sono federati, portando a termine
un'integrazione tanto desiderata, che aveva
avuto inizio nel 1907. Malgrado questi raggiustamene
successivi, è difficile fissare i lineamenti
precisi dei metodisti. Nella loro fede e liturgia
subirono il duplice influsso degli anglicani
e dei presbiteriani, e di proprio hanno un'atmosfera
d'emozione e un clima di risveglio.
I
ministri e il popolo sono in pratica assai
nettamente separati. Come la maggior parte
dei non conformisti e buon numero d'anglicani,
in generale i metodisti ammettono soltanto
due sacramenti istituiti da Gesù Cristo:
il Battesimo e la Cena. D'altronde si occupano
molto poco delle discussioni dommatiche, e
prima di tutto curano l'apostolato e l'azione
missionaria. Il loro vecchio e non sradicabile
ideale è la conversione possibilmente
brusca dei peccatori. Wesley diceva: s Noi
non abbiamo da combattere idee, ma peccati
".
Notevole
è la organizzazione dei metodisti.
Per principio i ministri sono itineranti,
perché la Chiesa di Wesley non è
sedentaria, ma nomade. Essi devono circolare
di congregazione in congregazione; un tempo
non rimanevano mai più di tre anni
in uno stesso posto; ma oggi il limite è
di sette anni La cellula religiosa è
chiamata società e contiene classi,
che si radunano ogni settimana per la confessione
e la vicendevole edificazione. I gruppi di
società, circuits, sono serviti da
ministri, assistiti da predicatori e da stewards
(servi, diaconi); ogni società e circuito
ha una riunione trimestrale; i circuiti formano
il distretto, i cui delegati hanno un sinodo
annuo. I rappresentanti di tutta la chiesa
si riuniscono una volta l'anno in una conferenza
che ha l'autorità suprema.
In
Gran Bretagna c'è un milione di metodisti;
nel mondo intero sono circa undici milioni
di membri provati, ma nella loro sfera d'influenza
c'è all'incirca una trentina di milioni
di anime. Tra le chiese non conformiste la
metodista è, assieme ai battisti, la
più potente, ed è anche la più
vicina alla Chiesa stabilita.
5.0
I Quaccheri. - Invece i Quaccheri
o Società degli Amici sono un piccolo
gruppo: tremila a Londra, ventimila in Gran
Bretagna, cento mila negli Stati Uniti; però
nelle loro file hanno sempre avuto uomini
e donne convinti e attivi. Contrariamente
a molti altri dissidenti, essi amano il silenzio,
non cercano di fare adepti accontentandosi
d'obbedire " alla luce interiore ";
il loro culto si riduce a un muto esercizio
di raccoglimento in comune; respingono tutte
le forme abituali del simbolismo religioso
e s'impongono la legge di agire nella massima
semplicità; partigiani d'una tolleranza
universale, sono nemici feroci d'ogni guerra
e quindi tra loro si trovano molti obbiettori
di coscienza. Condannando i flagelli sociali
si sono esposti a molte persecuzioni; li vediamo
sempre all'avanguardia nelle campagne filantropiche.
Potrebbero essere facilmente confusi con deisti,
se non avessero l'abitudine di pregare e forte
simpatia per le mistiche cristiane.
Giorgio
Fox (1624-1691), loro fondatore, non si basò
sulla Bibbia, ma sull'ispirazione dello Spirito
Santo. Arrestato una prima volta, convertì
lo sceriffo; si dice che in un secondo arresto
intimò al suo giudice di "riverire
Dio e di tremare (quake) davanti alla sua
parola ", donde il nome di a tremanti"
o quaccheri, che per derisione viene dato
ai seguaci di questa setta. La teologia del
loro individualismo religioso fu esposta alla
fine del secolo xvn da Barclay (Tkeologiae
verae christianae Apologià). W. Penn,
il fondatore della Pennsylvania, applicò
la loro dottrina alla politica; il suo tentativo
è uno degli episodi più straordinari
della storia della colonizzazione. Le mistiche
quac-chere possono essere giudicate prima
di tutto dal Giornale di Giorgio Fox, opera
classica della letteratura religiosa, e dagli
studi di Rufus M. Jones o di Miss. Ruth Fry.
6.o
Gli Unitariani. - È il nome
moderno dei discepoli di Lelio e Fausto Sozzini
o sociniani che negavano la Trinità;
come i Quaccheri nell'insieme dei non conformisti,
essi formano un gruppo distinto e s'allontanano
dall'ortodossia tacitamente richiesta tra
i protestanti per essere cristiani.
Tuttavia
gli Unitariani pretendevano di appoggiarsi
alla Bibbia, che consideravano come un libro
ispirato. Furono iniziati principalmente da
Th. Lindsey (1723-1808) e dal chimico J. Pristley
(1773-1804), che era pastore, " materialista
- cristiano " e che divenne membro della
Convenzione in Francia; poterono organizzarsi
apertamente soltanto dopo il ritiro delle
leggi penali contro gli antitrinitari (1813).
Dopo un secolo si sono molto evoluti, e d'ordinario
hanno respinto l'autorità diretta della
Bibbia a profitto dell'esperienza e della
storia religiosa.
L'unitarismo
ha trecentomila aderenti in Gran Bretagna,
in America sono solo centocinquantamila, ma
dopo W. E. Channing (1780-1842) hanno maggior
attività teologica. Emerson fu pastore
di questa chiesa, ma poi lasciò il
ministero e introdusse la filosofia hegeliana
tra i suoi correligionari.
7.0
L'Esercito della Salvezza. - L'Esercito
della Salvezza non è propriamente una
setta speciale; accetta il simbolo di fede
della Chiesa primitiva e della cristianità
universale e lascia ai suoi aderenti, se lo
credono opportuno, la libertà di far
parte d'una denominazione particolare. È
un movimento interconfessionale d'assistenza
sociale ed è nota l'opera ammirabile
che compie in questo campo. Alla filantropia,
i salutisti aggiungono ""una testimonianza
spirituale e un evangelismo aggressivo ",
talvolta di sapore wesleyano. Vogliono provocare
la conversione per mezzo di uno choc psicologico
e se la ridono del ridicolo.
Il
loro fondatore, W. Booth, nel 1890 pubblicò
un libro, che fece rumore, sulla miseria inglese
(In Darkness Engtand and thè way out).
Egli organizzò l'esercito secondo il
principio autocratico: responsabilità
del capo, obbedienza dei soldati. Ciascun
paese nel quale opera l'Esercito ha un ufficiale
superiore o commissionner, e si divide in
province. H Generale ha l'autorità
suprema ed è l'unico proprietario dei
beni della società. Nel 1929 avevano
quattordici mila gruppi e ventidue mila ufficiali,
di cui cinquemila in America. La successione
del generale Booth (figlio) nel 1929 diede
luogo a un penoso processo. Questi intrighi
di palazzo e anche l'atteggiamento alle volte
tumultuoso dei salutisti nei paesi di missione
rischiano di causare una crisi di crescenza
nel movimento.
8.o
I gruppi d'Oxford. - Poco più
di trent'anni fa il pastore americano Frank
Buchman lanciò da Oxford, dove soggiornava,
il segnale d'un rinnovamento cristiano pratico,
che ebbe un considerevole successo in tutti
gli ambienti. Egli non proponeva nessuna nuova
dottrina, ma voleva unicamente che si mettesse
in pratica il Vangelo con la rinuncia ai pregiudizi
di razza, di classe e di religione, e con
la manifestazione delle virtù fondamentali
della purezza, dell'amore, dell'onesto e del
disinteresse nella vita privata e pubblica:
sono queste le quattro et norme di vita ",
dette anche k i quattro assoluti ".
E
per praticare queste quattro norme i gruppi
raccomandano quattro pratiche: 1. La Sharing,
cioè comunicazione o confessione dei
propri peccati, tentazioni ed esperienze religiose
ad altri, sia individualmente e sia collettivamente.
2. Il Surrender, cioè abbandono totale
della propria vita alla guida di Dio. 3. La
Restitution, ossia riparazione dei torti recati
ad altri. 4. Il Listening to God's Guìdance,
cioè ascoltare e seguire la guida di
Dio in ogni cosa da fare o da dire; e per
poterla ascoltare raccogliersi nel Quiet lime,
spazio più o meno breve di raccoglimento.
Ogni
settimana i gruppi organizzano dei week-end
spirituali che contribuiscono largamente alla
loro diffusione. Tutto questo dinamismo ha
un avvenire? I pericoli di deviazioni e di
disgregazione sono evidenti tanto più
che non si tratta di una Chiesa, ma d'un'amicizia
tra cristiani. Per lo stesso motivo l'atteggiamento
dei cattolici di fronte ai gruppi pone un
delicato problema. Ma il dinamismo di questa
crociata per il a riarmamento morale "
è incontestabile.
9.0
La " Scienza cristiana ".
- Questa Chiesa venne fondata da Mary Baker
Eddy per predicare al mondo n il sistema scientifico
della guarigione divina ". Dio vuole
il bene e l'armonia delle sue creature; il
male è un'illusione che proviene dal
fatto che ci crediamo. Benché questo
dichiarazione abbia una importanza morale
e metafisica, la Scienza cristiana si occupò
soprattutto, e anche troppo, delle guarigioni
fisiche. La stessa Mary Baker Eddy diceva
di essersi rimessa da una grave ferita leggendo
il capitolo DI di S. Matteo dal versetto uno
a otto. Nel 1875 essa pubblicò la prima
edizione di Science and Health (Scienza e
salute) al quale nel 1884 aggiunge Key to
thè Scripture (Chiave della Scrittura)
e cosi si formò il libro fondamentale
della setta, ossia Science and Health with
Key to thè Scripture, equiparato dagli
scientisti alla Sacra Scrittura. La setta
ha due mila chiese, quasi tutte negli Stati
Uniti ove si sono alleate con la teosofia.
Anche
se destinata ad accogliere un certo numero
di squilibrati, la setta potrebbe compiere
un buon lavoro di riforma morale. Cosa inattesa,
il suo periodico principale, The Chrisiian
Science Monitor, è divenuto uno dei
più autorevoli organi generali d'informazione
della stampa americana, sebbene non per motivi
d'ordine religioso.
10.o
Le sette eccentriche. - Bisognerebbe
ancora fare posto a un certo numero di sette
profetiche e apocalittiche, che hanno il loro
terreno di predilezione in America dove raccolgono
un numero sconcertante di fedeli. Vi sono,
ad esempio, più di settecentomila Mormoni
nel territorio di Utah, i quali con le loro
bande hanno talvolta fatto tremare le autorità
locali dell'ultimo secolo. La loro dottrina,
esposta dal visionario Joe Smith nel 1830,
è una confusione di elementi scritturali,
di rapsodie infantili e di rivelazioni senza
interesse. La trama del libro è probabilmente
il risultato d'un plagio. In seguito a una
visione Smith divenne poligamo; mori linciato
dalla folla. Un altro visionario, William
Miller, predicava la fine del mondo per il
27 ottobre 1847. Sorsero cosi gli Avventisti,
che malgrado trasformazioni e scissioni facilmente
prevedibili, hanno ancora circa centomila
membri, tt L'individuo cerca spontaneamente
d'inquadrarsi e, se non trova il quadro, lo
improvvisa, spinto com'è ad utilizzare
l'associazione più che a discuterne
i principi. E questo spiega il prestigio di
tanti apostoli bizzarri, e il successo delle
loro comunità: trappisti, mormoni,
tremolanti e, più recentemente, sotto
gli occhi dei viaggiatori stupiti, il "
profeta " Dowie e la sua fondazione di
Zion City. Proprio cosL Nel 1901 negli Stati
Uniti d'America un uomo si potè far
credere la reincarnazione del profeta Elia
(Elia II), attirare discepoli, fondare una
prospera città sulle rive del lago
Michigan e guadagnare cinquanta milioni "
(F. Roz, Les Etates-Unis d'Amerique, Parigi,
1927, p. 160).
Una
delle ultime avventure di questo genere è
quella del Father Divine: un negro che non
esitò a farsi credere Dio stesso, e
non è mica riuscito male. Sarebbe però
ingiusto, in una descrizione del non conformismo,
attardarci su questi fenomeni aberranti, di
cui esso non è direttamente responsabile,
e che interessano specialmente la storia del
Nuovo Mondo.
M.
N.
1930;
F. M. PowiCBE, The reformatian in England,
Oxford, 1940. G. K. A. Bell, L'anglicanisme,
P. U. F., Paris 1939. Importante per l'esposizione
della dottrina della Chiesa anglicana. C.
Garbett, The Church of England to-day, Hodder
et Stoughton, Londra 1953. L'autore è
arcivescovo di York. Sulle assemblee di Lambeth;
Lambeth Conferences (1867-1930), S. L. C.
K., London 1948.
La
questione delle Ordinazioni anglicane. Da
patte cattolica la scottante questione è
stata regolata dal punto di vista disciplinare
da Leone XIII nella Bolla Apostolicae curae
(1896), che .ritiene nulli gli ordini anglicani.
Si veda: S. Brandi, Delle ordinazioni anglicane,
4 ed., Civiltà Cattolica, Roma 1908,
come pure l'articolo Ordinations anglkanes
di L. Mareohal nel D. T. C, XI, 1154-1191.
Gli arcivescovi d'Inghilterra nel 1897 fecero
una risposta anglicana all'enciclica. Tra
le recenti apologie anglicane bisogna citare
Gregory Dee, The queslion of Anglican Orders,
Londra 1944. L'autore chiede che si tenga
conto del prefazio che precede l'Ordinale
del 1550 e del 1552 per poter giudicare la
portata dei mu tamenti intervenuti nell'ordinazione.
È cerio che Cranmer resistette al desiderio
di Buzer, che voleva cancellare la distinzione
del diaconato, del presbiterato e dell'episcopato;
è pure certo che i riti della Chiesa
primitiva possono aver comportato un certo
margine di plasticità nell'amministrazione
dei sacramenti; però qui si tratta
d'un'alterazione ulteriore e intenzionale
dei riti della Chiesa. Questo fatto non importerà
forse gravi conseguenze? Con un paragone si
potrebbe dire che ciò che è
possibile e normale nel corpo d'un bambino,
può diventare mortale nell'organismo
più differenziato dell'adulto. G. Drx
bada poco a quest'obiezione. La partecipazione
di Vescovi vecchio-cattolici ed ortodossi
nella consacrazione d'alcuni vescovi anglicani
rende difficile dare ora un giudizio, dal
punto di vista cattolico, della validità
o invalidità delle ordinazioni anglicane
nei casi concreti.
Le Chiese non conformiste. a) In generale.
C. Algermissen, La Chiesa e le Chiese, a ed.,
Morcelliana, Brescia 1944, pp. 656-692. C.
Crivelli, / Protestanti in Italia, 2 voli.
Macioce e Pisani, Isola del Lóri 1936-38.
Il secondo volume presenta con ricchezza di
documentazione e bibliografia essenziale le
principali Chiese non conformiste nella loro
storia, dottrina e situazione italiana.
b) In particolare. Si vedano le relative voci,
generalmente molto sviluppate, nel D. T. C.
e quelle più brevi della E. C Sui "
Gruppi di Oxford a che attualmente si denominano
" Riarmamento morale " si possono
vedere i documentati articoli di M. Barbera,
in La Civiltà Cattolica, 1938, I, 13-23;
110-128 e 1940, IV, 401-409.
4.
Sulle comunità religiose anglicane
vedere Petbr Eoton, The Cali of ihe Cloisttr,
S. P. C. K. Londra 1955. Recensione oon riassunto
in Civiltà Cattolica 1957, III,pp.
405-415.
BIBLIOGRAFIA.
- i. G. Constant, La riforme en Angleterre,
a voli., Perrin, Paris 1930 e 1939. La migliore
opera cattolica sulle origini dell'anglicanesimo.
G. Coolbn, Hisloire de l'Eglise d'Anglrterre,
Bloud et Gay, Parìa 1932; L'anglicanisme
d'aujourd'hui, ivi, 1933.1. Couturier, Le
Book of Comtnon Prayer et l'Eglise anglLane,Vzxìs
1998. P. Thureau-Danoin, La renaissance catholique
en Angletene mi XIX siede, 3 voli., Plon,
Paris 1923. Opera magistrale. C. Lovera di
Castiglione, Il movimento di Oxford, Morcelliana,
Brescia 1934. J. Gill, La Chiesa anglicana,
Istituto Ed. Galileo, Milano 1948. Due parti:
la stona delle Chiesa anglicana; la Chiesa
anglicana oggi: dottrina, culto, organizzazione,
relazioni con altre Chiese. Importante il
capitolo sulla dottrina (pp. 83-110) perché
redatto sul rapporto e la dottrina nella Chiesa
d'Inghilterra " pubblicato nel 1938 da
una Commissione ufficiale. Sui tentativi di
avvicinamento tra cattolici e anglicani :
J. Db Bivort de la Saudee, An-glicans et calholiques,
2 vol., Goemaere, Bruxelles 1049. Il primo
volume espone la storia dei tentativi dal
1833 al 1933; il secondo riporta i documenti
relativi alle Conversazione di Malines. Ph.
Huoes, Reformalion in England, 3 ¦"'oli.
Hollis et Carter, London 1954.
Johonson
Humphrbi Joht T. Le tendenze Uologuhe nella
Chiesa d'Inghilterra in Problemi e Orientamenti
di Teologia Dogmatica, ed. italiana, I, pp.
664-691. Da parte anglicana segnaliamo: H.
Moreton, La riforme anglicane en XVI siicle,
Paris,