|
APOLOGETICA CATTOLICA
Grazie
Signore tu sei indubitabile nella tua esistenza
, il tuo Nome non ha pari, grazie perché
vuoi guarire quelli che sono ciechi e non
riconoscono la tua presenza , o dubitano su
di essa. Grazie perchè vuoi guarire
quelli che non ti riconoscono in Cristo.
Per
apologetica si intende quel settore della
teologia che si occupa di difendere (donde
appunto il termine apologia, dal greco "difesa")
la verità della fede cristiano-cattolica,
dimostrando le ragioni della fede cattolica
ed esponendo le prove storiche della rivelazione
divina agli uomini.
Il presupposto dell’apologetica cristiana
è costituito per l’appunto dalla consapevolezza
del pieno valore della ragione, che consente
al cristiano di dialogare senza paure con
chi cristiano non è, ma ammetta lui
pure il valore della ragione.
Dio non è un concetto astratto, non
è un'Entità lontana e indifferente
che può essere percepita soltanto dall'intelletto
umano. Il Signore si è mostrato a noi
tramite Suo Figlio ed è un dato di
fatto che il personaggio storico Gesù
di Nazareth sia Dio a tutti gli effetti. La
fede cristiana, quindi, non è un mito,
un'intuizione, un sentimento; essa poggia
su un Evento storico accaduto duemila anni
fa ed ha una sua logica razionale che si spinge
fino a dove comincia il Mistero divino, impenetrabile
ad ogni creatura. "Abbiamo
bisogno di una nuova apologetica, in sintonia
con le esigenze attuali, che tenga presente
che il nostro compito è quello di conquistare
le anime e di impegnarci nella difesa e nella
promozione del Vangelo" Giovanni
Paolo II
Ascoltami, o Dio!
M'avevano detto che tu non esistevi
ed io, come un idiota, ci avevo creduto.
Ma l'altra sera, dal fondo della buca di una bomba, ho veduto il tuo cielo.
All'improvviso mi sono reso conto
che m'avevano detto una menzogna.
Se mi fossi preso la briga di guardare bene le cose che hai fatto tu, avrei capito subito che quei tali si rifiutavano di chiamare gatto un gatto .
Strano che sia stato necessario
ch'io venissi in questo inferno
per avere il tempo di vedere il tuo volto!
Io ti amo terribilmente...
ecco quello che voglio che tu sappia.
Ci sarà tra poco una battaglia spaventosa.
Chissà?
Può darsi che io arrivi da te questa sera stessa.
Non siamo stati buoni compagni fino ad ora e io mi domando, mio Dio, se tu mi aspetterai sulla porta.
Guarda: ecco come piango!
Proprio io, mettermi a frignare!
Ah, se ti avessi conosciuto prima !
Andiamo! Bisogna che io parta.
Che cosa buffa:
dopo che ti ho incontrato non ho più paura di morire.
Arrivederci!
(Preghiera trovata nello zaino di un soldato
morto nel 1944 durante la battaglia di Montecassino)
|
TUTTI I DOSSIER












Preghiamo
Grazie
SS.ma Trinità, Dio Onnipotente che
vuoi donarci una fede forte, luminosa, potenziata
dalla carità e dai santi doni dell'intelletto
e della scienza per poter vincere tutte le
tentazioni che la carne e il mondo mettono
sulla nostra strada. Grazie che vuoi donarci
una profonda conoscenza della verità
del cristianuesimo e della falsità
delle affermazioni che ad esso si oppongono.
Grazie Signore che vuoi donarci la sapienza
per confutare con perfezione tutte le affermazioni
che si ergono contro la Verità che
è Cristo. Grazie Dio Onnipotente che
appunto ti servi di noi per smascherare le
falsità che satana va seminando contro
Gesù e contro la sua Chiesa. Ecco:
l'apologetica vera è dono tuo, Signore,
è luce divina che illumina le tenebre
del peccato e dell'errore che si erge contro
la Verità Cristo Dio-uomo. Grazie perché
ci dici che ci darai "lingua e sapienza
cui nessuno potrà controbattere",
che meraviglia! Noi crediamo che tu vuoi donarci
questa potenza di parola e di sapienza cui
nessuna ragione di qualsivoglia creatura può
resistere. Come Gesù ha annientato
gli errori dei suoi avversari dimostrandosi
del tutto al di sopra di loro per sapienza
e santità , così anche a noi
tu o Dio vuoi dare questa luce altissima per
scardinare gli errori del nostro tempo affinchè
sia manifestata ovunque la tua sapienza e
santità. Sì: tu distruggerai
le perversità, le falsità, gli
inganni, le menzogne di chi ti avversa, tu
già ora le distruggi e vuoi che attraverso
di noi si manifesti la tua vittoria. Grazie
, ti doniamo le nostre vite perché
la tua luce penetri totalmente in noi e molti
si convertano attraverso le tue parole che
arrivano a loro attraverso noi perché
tu sei Onnipotente, tu sei Dio infinito ,
sei Super-Dio, Super Onnipotente, Super-Luce,
Super Sapienza e ancora molto e molto e molto
di più e ancora di più infinitamente
di più ; sii sempre lodato e benedetto.
Amen Amen .
IMPOSTAZIONE DEL PROBLEMA APOLOGETICO
|
[...] Nel contesto del dialogo con i non credenti, assume un ruolo particolare la teologia fondamentale, così come una rinnovata apologetica. Essa ha il compito di rendere ragione della fede (1Pt 3,15), di giustificare e di esplicitare la relazione tra la fede e la riflessione filosofica, attraverso lo studio della Rivelazione in riferimento ai quesiti della cultura odierna. Ha il suo posto nelle Ratio Studiorum dei seminari, delle Facoltà di Teologia e dei centri di formazione dei laici, in quanto mostra «come alla luce della conoscenza per fede emergano alcune verità che la ragione già coglie nel suo autonomo cammino di ricerca» (Fides et ratio, n. 67)."(dal "Documento finalE dell'Assemblea plenaria del consiglio Pontificio per il dialogo con i non credenti "Dov'è il tuo Dio?La fede cristiana di fronte alla sfida dell'indifferenza religiosa ")
ALCUNI TESTI DI APOLOGETICA DA CONSULTARE ONLINE
Ringraziamo Pino http://www.preghiereagesuemaria.it
(Le immagini dei testi riportati sono stati realizzati dal webmaster pertanto non corrispondono a quelle dei testi originali) |
La BUONA BATTAGLIA
di
Gìanpaolo Barra Pubblichiamo
il testo della conversazione che Gianpaolo
Barra, direttore de "Il Timone"
ha tenuto a Radio Maria il 18 marzo 1999,
durante la "Serata Sacerdotale"
condotta da don Tino Rolfi. Conserviamo lo
stile colloquiale e la divisione in paragrafi
numerati, utilizzata per i suoi appunti dall'autore.
Oggi tenteremo di riflettere su un aspetto
della storia, sulla chiave di lettura della
storia. Intendo tanto la nostra storia personale
quanto la storia in generale.
Possiamo
prendere a prestito una nota espressione biblica,
"la buona battaglia" per dire che
noi cristiani siamo chiamati a condurre a
buon fine la "buona battaglia",
come scrive san Paolo a Timoteo.
Anche
chi si occupa di apologetica, come ogni cristiano,
è chiamato a combattere la buona battaglia,
ad essere soldato. Un soldato speciale,
ovviamente, un soldato di Cristo. E il Catechismo
della Chiesa Cattolica ci insegna che noi
lo diventiamo con il Sacramento della Cresima.
Oggi,
chi si occupa di apologetica viene visto come
un soldato. Un uomo che si adopera per difendere
la verità della fede, per promuovere
la cultura che ne deriva, per apprezzare e
far conoscere la storia gloriosa della Chiesa,
per difendere la Chiesa stessa dalle contestazioni.
È
comprensibile che qualcuno si domandi: che
bisogno c'è di "soldati"
? Per di più di "soldati di Cnsto"
? Non è forse questa un'espressione
bellicosa, un modo di parlare un po' datato,
d'altri tempi ? Proviamo
a rispondere. Cristo ha bisogno di
"cavalieri", la Chiesa ha bisogno
di "militanti", il mondo ha bisogno
di soldati di Cristo perchè la vita
di ogni uomo, dopo il peccato originale, commesso
da Adamo ed Eva, è una vita vissuta
in guerra. Questa
verità forte, che oggi spaverità
non pochi credenti, emerge in primo luogo
dalla Parola di Dio. Essa ci fa comprendere
di quale guerra si sta parlando.
Sentiamo
il libro del Genesi. Dopo aver ceduto alla
tentazione del serpente, il Signore Dio si
rivolge a satana con queste parole, illuminanti
per il tema che stiamo trattando: "Allora
il Signore Dio disse al serpente: poiché
tu hai fatto questo, su tu maledetto più
di tutto il bestiame e più di tutte
le bestie selvatiche, sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai per tutti i giorni della
tua vita. Io porrò inimicizia tra te
e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe,
questa ti schiaccerà la testa e tu
le insidierai il calcagno" (Gn 3,14-15)
Ecco
la prima verità sul senso della storia
che stiamo vivendo: a causa del peccato originale,
Dio ha posto una inimicizia tra la donna e
il serpente, tra la stirpe della donna e la
stirpe del serpente.
La
Chiesa ha sempre insegnato che la donna è
Maria Santissima, la Madre di Dio, ma non
sbaglia chi crede che la donna sia anche la
Chiesa.
Ne
consegue che stirpe della donna è -
in primo luogo - suo Figlio, Gesù.
Ma stirpe della donna, della donna-chiesa
è anche l'insieme dei fedeli - dei
cattolici -, quindi ciascuno di noi.
Il
serpente è satana e la sua stirpe è
l'insieme degli angeli ribelli e degli uomini
che scelgono liberamente di servirlo in odio
a Dio. Se
diamo ascolto alla Parola di Dio, essa ci
svela che noi siamo nati in mezzo ad un combattimento
che, iniziato prima di Adamo ed Eva, ai tempi
della rivolta degli angeli ribelli, dura fino
ai nostri giorni.
In
questa guerra è impegnata, con tutte
le sue forze, che gli vengono dal suo Capo
che è Cristo, la Chiesa Cattolica,
quindi ciascuno di noi. Ora,
io so bene che questo modo di ragionare è
fuori moda. Viviamo nell'epoca del buonismo,
del tutti siamo fratelli, del "volemose
bene" ad ogni costo e ricordare quello
che ci insegna la Parola di Dio, e cioè
che, dopo il peccato originale, siamo in guerra,
può impressionare qualcuno. Ma le cose
stanno proprio così. Andiamo
avanti. Questa verità cosi forte è
sempre stata insegnata dalla Chiesa. San
Paolo scrive ai cristiani di Efeso parole
che possiamo considerare rivolte a noi: "Rivestitevi
dell'armatura di Dio per poter resistere alle
insidie del diavolo La nostra battaglia infatti
non è contro creature fatte di sangue
e di carne ma contro i Principati e le potestà,
contro i dominatori di questo mondo, contro
gli spinti del male che abitano le regioni
celesti" (Ef 6,11-12) Poniamoci
una domanda: "Chi di noi può sentirsi
escluso da questo invito rivoltogli dall'Apostolo
delle genti a "rivestirsi dell'armatura
di Dio" ? Tutta
la vita di san Paolo fu dedicata al combattimento
per la Gloria di Dio e la salvezza delle anime.
A Timoteo scrive: "Quanto a me, il
mio sangue sta per essere sparso in libagione
ed è giunto il momento di sciogliere
le vele. Ho combattuto la buona battaglia.
Ho terminato la mia corsa, ho conservato la
Fede" (2 Tm 4,6-7) Poco
prima, aveva scritto: 'Questo è
l'avvertimento che ti do, figlio mio Timoteo
- ascoltiamo questo avvertimento come rivolto
a ciascuno di noi - in accordo con le profezie
che sono state fatte a tuo riguardo, perchè
fondato su di esse, tu combatta la buona battaglia
con fede e buona coscienza." (1
Tm 1,18) Anche
San Pietro ci invita alla resistenza di fronte
al maligno "Il vostro nemico, il
diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando
chi divorare. Resistetegli saldi nella fede."
(1 Pt 5,8-9) È
tempo di una prima conclusione. Sono sufficienti
queste verità emerse dalla Parola di
Dio per avvisarci del senso generale della
storia e della nostra storia personale. Siamo
immersi in una battaglia, in una situazione
di "inimicizia" tra la donna e il
serpente. Sulla
scorta dell'insegnamento biblico e dell'illuminante
esempio dei suoi santi (ricordiamo
s. Agostino, s. Ignazio di Loyola, s. Massimiliano
Kolbe), la Chiesa cattolica ha sempre
insegnato che ogni suo figlio e chiamato ad
essere "Miles Christi", soldato
di Cristo. Nella
Costituzione Gaudium et Spes
del Concilio Vaticano II, la Chiesa ci ricorda
"Tutta intera la storia umana è
pervasa da una lotta tremenda contro le potenze
delle tenebre, lotta incominciata fin dall'origine
del mondo, che durerà, come dice il
Signore, fino all'ultimo giorno. Inserito
in questa battaglia, l'uomo deve combattere
senza soste per poter restare unito al bene,
nè può conseguire la sua interiore
unità se non a prezzo di grandi fatiche,
con l'aiuto della grazia di Dio."
(GS 37,2) Ora,
proseguiamo nella nostra riflessione. Diventa
fondamentale, se non vogliamo soccombere,
sapere dove si sta svolgendo questa battaglia,
in quale campo si affrontano i due eserciti,
quello di Dio e quello di satana. Quello della
Donna e quello del serpente Il
terreno privilegiato di combattimento è
l'anima dell'uomo, è l'uomo stesso.
Poiché
il demonio non può nuocere a Dio, che
odia, ma del Quale conosce bene la superiorità
infinita, allora rivolge la propria azione
distruttiva verso l'opera di Dio, la creazione
e - nella creazione - verso la creatura più
eccellente: l'uomo. E
tra il genere umano, il demonio ha un odio
particolare verso la creatura più eccelsa:
Maria Santissima. Ma anche nei suoi confronti
non può fare nulla, quindi si rivolge,
odiandoli, contro i suoi figli diletti. Andiamo
avanti. Se il terreno privilegiato
di questo combattimento è l'anima dell'uomo,
la posta in gioco in questa battaglia è
la vita eterna che ci aspetta dopo la morte.
Se
non sapremo vincere, se per colpa nostra il
demonio dovesse renderci suoi schiavi, la
vita eterna che ci aspetta sarà quella
disperata e tragicamente dolorosa dell'inferno.
Al
contrario, se con l'aiuto della Grazia di
Dio, risultassimo vincitori, la vita eterna
che ci aspetta è quella del Paradiso,
della gioia eterna senza fine. Le
armi che usa il serpente e coloro che lo servono
in schiavitù sono le armi della menzogna,
dell'omicidio e della tentazione. Le
nostre armi sono quelle della fede, di cui
parleremo più avanti. Noi
abbiamo visto all'opera le armi del
nemico Soprattutto nel XX secolo,
quando il progetto di costruire un mondo nuovo,
abitato da un uomo superbamente convinto di
poter fare a meno di Dio si è avvicinato
alla sua realizzazione. E
abbiamo visto la tragedia delle guerre
mondiali e delle guerre nazionali,
i campi di concentramento, il totalitarismo
comunista e l'arcipelago GuLAG E
vediamo la silenziosa carneficina
di bambini innocenti uccisi con l'aborto
ancora prima di vedere la luce del sole. In
questi ultimi 30 anni, in 173 Paesi del nostro
mondo, oltre 1.000.000.000 (un miliardo) di
bambini è stato sterminato con l'aborto.
Vogliamo
provare a leggere "teologicamente"
questo fatto ? Vogliamo avere il coraggio
di dire che l'aborto costituisce un sacrificio
umano gradito a satana ? Vogliamo avere il
coraggio di dire che satana, scimmiottando
Dio, vuole i suoi sacrifici e niente gli è
più gradito del sacrificio di vittime
innocenti, le più innocenti, le più
vicine alla innocenza di Gesù ? Parlando
del nemico. Pio XII scriveva agli Uomini di
Azione Cattolica d'Italia parole che non hanno
perso la loro attualità: "Esso
[il nemico] si trova dappertutto e in
mezzo a tutti, sa essere violento e subdolo.
In questi ultimi secoli ha tentato di operare
la disgregazione intellettuale, morale, sociale
dell'unità nell'organismo misterioso
di Cristo. Ha voluto la natura senza la grazia,
la ragione senza la fede, la libertà
senza l'autorità, talvolta l'autorità
senza la libertà. È un "nemico"
divenuto sempre più concreto, con una
spregiudicatezza che lascia ancora attoniti:
Cristo si, Chiesa no. Poi Dio si, Cristo no.
Finalmente il grido empio: Dio è morto,
anzi non è mai stato" (12-10-1952)
Stando
ad un altro grande pontefice, Papa Paolo VI,
si direbbe che oggi il nemico sia penetrato
da qualche fessura anche nella Chiesa. In
un celebre discorso pronunciato nel 1972,
Papa Paolo VI diceva: "Il fumo di
Satana è entrato nel tempio di Dio.
Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta
una giornata di sole per la storia della Chiesa.
È venuta invece una giornata di nuvole,
di tempesta, di buio." Al
suo grande amico Jean Guitton, Paolo VI rivelava:
"Ciò che mi colpisce, quando
considero il mondo cattolico, è che
all'interno del cattolicesimo sembra talvolta
predominare un pensiero di tipo non-cattolico,
e può avvenire che questo pensiero
diventi domani il più forte. Ma esso
non rappresenterà mai il pensiero della
Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge,
per quanto piccolo esso sia" (Jean
Guitton, Paolo VI segreto, pp 152-153) I
risultati di quest'azione sono sotto gli occhi
di tutti. In sintesi potremmo enumerarli cosi.
In primo luogo confusione dottrinale,
offuscamento della verità.
Poi sfiducia dei Pastori.
Alcuni di essi sono stanchi e sfiduciati.
Quindi i fedeli, e gli uomini in generale,
hanno perduto il senso del peccato. Non si
ha più la consapevolezza che vi sono
parole, opere, pensieri e omissioni che offendono
Dio e che sono, talvolta, peccati mortali.
Anzi, nemmeno si conosce la distinzione tra
peccato mortale e peccato veniale. In
quarto luogo si è perso lo spirito
missionario, il dovere di portare
il Vangelo, e non altre dottrine, in tutto
il mondo, si è persa la sete
di conquistare anime alla causa del Vangelo
e della Chiesa. I
nemici di Dio operano per distruggere quello
che resta del Cristianesimo e noi abbiamo
deposto le armi, convinti che la guerra fosse
finita. Se
questa è la situazione, si capisce
bene - e cosi rispondiamo alla domanda con
la quale abbiamo aperto la nostra riflessione
apologetica - perchè Cristo, la Chiesa
e il mondo hanno bisogno di soldati. E
c'è bisogno dell'apologetica, cioè
della proposizione chiara e semplice delle
verità della Fede, della cultura che
ne deriva e c'è bisogno di difendere
questa verità dalle contestazioni.
Questa
è la "buona battaglia". Quali
sono, dunque, le armi che dobbiamo utilizzare
? Ricordiamo
che questa è una guerra speciale, non
convenzionale. San Paolo dice che combattiamo
"non contro creature fatte di sangue
e di carne", ma contro "i
dominatori di questo mondo, contro gli spiriti
del male". La
preghiera è la prima arma.
La frequenza ai sacramenti,
alla Confessione e alla santa
Comunione, perchè
la Grazia di Dio fortifichi la nostra anima
e la renda inaccessibile agli attacchi del
Nemico. Poi, esercizio e pratica delle
virtù. La
seconda arma è la formazione.
Dobbiamo conoscere le ragioni della nostra
Fede e saperle proporre al prossimo. Dobbiamo
conoscere gli errori e le strategie del Nemico
per poterle smascherare e denunciare.
Infine, la terza arma è quella dell'apostolato
concreto, efficace. Consapevoli
che Gesù ha vinto il mondo e che le
porte degli inferi non prevarranno, restiamo
fedeli al Vangelo, al Papa e alla Chiesa per
ottenere anche noi la vita eterna. Bibliografia Plinio
Correa De Oliveira, Rivoluzione
e contro-rivoluzione. Cristianità,
Piacenza 1977. Sant'Agostino,
La città di Dio. Rusconi,
III ed., Milano 1992. Hubert
Jedin, La storia della Chiesa
è teologia e storia. Vita e Pensiero,
Milano 1968. Roberto
De Mattei, Il crociato del XX
secolo. Plinio Correa de Oliveira. Piemme,
Casale Monf.to (AL) 1996. Andrea
Sciffo, La cerca senza tempo.
Tracce dell' Ordine cristiano. II Cerchio,
Rimini 1999.
|